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Erich Donnert - La Russia degli zar (ascesa e declino di un impero)

Premessa

Il crollo della grande potenza Sovietica nel 1991 fa pensare al crollo dell'impero Zarista del 1917. Entrambi furono due tipi di stato in cui nei periodi di rivoluzione, le riforme non raggiunsero mai una stabilità a causa del tradizionalismo russo. La Russia, infatti, agli inizi del '900 si regge ancora su un sistema autocratico che non concede nessuna libertà ai nobili o alla popolazione cittadina; inoltre il codice del 1649, con cui si sancì la servitù della gleba, non fu annullato né da Pietro I, né da Caterina II, né dai loro successori. Poi con il graduale inserimento della Russia tra le potenze europee, anche nell'impero Zarista presero sempre più campo le idee di libertà. Gli ultimi Zar, Alessandro III e Nicola II, dovettero riconoscere nuove libertà civili (specialmente in conseguenza della prima rivoluzione russa, 1905). La riforma agraria di Stolypin, del 1906, fu molto importante per il processo di modernizzazione del paese. Poi, con Nicola II, impreparato ad affrontare le urgenze del paese, il suo regime si avviò verso il collasso.

Introduzione

L'Europa orientale nell'era preistorica

I bacini idrografici del Dnepr, Dnestr, Don, Donec e Volga, così come la Crimea e il Caucaso, vennero abitati, secondo reperti archeologici trovati, soltanto nel Paleolitico medio (100.000/35.000 - 25.000 a.C.) da popoli di cacciatori e raccoglitori, ma che soltanto nel Neolitico (6.000 - inizio 2.000 a.C.) ci fu la nascita di un'economia a carattere agricolo-pastorale e dell'arte della ceramica. Nel Neolitico, le abitazioni erano in pietra e situate principalmente nelle valli fluviali. Con le immigrazioni di nuovi popoli, accanto a pescatori e cacciatori, si formarono le prime comunità di contadini e allevatori. La loro economia si basava sulla coltivazione del miglio, del frumento e dell'orzo e sull'allevamento di bovini, suini e ovini.

Nel II secolo a.C., le popolazioni europeo-orientali furono influenzate dalle civiltà del Caucaso e dai territori compresi fra Balcani e Danubio, dove iniziava ad affermarsi l'età del bronzo, sostituito, in seguito, dal ferro tra l'XI e il VII secolo a.C. In questo periodo vennero eretti i primi castelli fortificati, circondati da un vallo e destinati a crescere per numero e dimensioni. Contemporaneamente l'irruzione dei nomadi a cavallo diede luogo a un profondo cambiamento negli usi e costumi delle popolazioni locali. I Cimmeri diedero il via a un flusso di popoli normanni a cavallo, che avrebbero segnato i primi secoli della storia russa.

Popoli, dominazioni e comunità linguistiche

All'inizio dell'VIII secolo a.C. tramontò il dominio dei Cimmeri e fecero la loro comparsa gli Sciti. Con loro inizia l' "età arcaica dell'Europa orientale" che si estende fino al VII secolo a.C. Dopoché ci furono le migrazioni slave che segnarono il passaggio al Medioevo. Il dominio degli Sciti (VII - III secolo a.C.), sotto l'influenza dei greci, si avviò alla sedentarietà e all'agricoltura e questo portò una differenziazione sociale ed economica.

Nel V secolo a.C. iniziarono ad avanzare i Sarmati e verso la metà del III secolo a.C. scacciarono gli Sciti. Nel I secolo a.C. raggiunsero il basso Danubio e si spinsero fino all'attuale Russia meridionale. Qui ebbero molte battaglie con gli imperatori Romani, diventandone sudditi per alcuni periodi. I Sarmati erano principalmente pastori erranti e vivevano in carri e in tende in feltro.

All'inizio del III secolo d.C., i Sarmati furono sottomessi dai Goti, popolazione germanico-orientale. Nel 260 d.C., essi si divisero in due gruppi: Ostrogoti e Visigoti. Il Ponto settentrionale fu il centro del dominio degli Ostrogoti sotto la guida di Ermanrico, intorno al 350 si estese a numerose popolazioni ai confini del regno. Essi non erano nomadi ma contadini guerrieri.

Il regno di Ermanrico finì quando da oriente arrivarono gli Unni, anch'essi nomadi. La loro avanzata annientò anche gli insediamenti dei Sarmati e degli Slavi. Particolarmente importante fu il ruolo degli Avari arrivati in Europa orientale tra il 461 e 465 e venne modificata la struttura etnica e politica. Quando si placò l'ondata migratoria e colonizzatrice degli slavi, la carta demografica mostrava profonde trasformazioni. Per quanto riguarda la lingua, hanno influito molto i vari popoli nomadi, infatti abbiamo influenze slave, greche, germaniche, baltiche.

La Russia di Kiev

La culla della scrittura slava

Gli slavi si insediarono in vaste aree dell'Europa centrale, orientale e sud-orientale ed erano politicamente isolati tra loro a causa delle grandi distanze che li separavano. L'impero Bizantino (l'impero Romano d'oriente) e quello Franco (l'impero Romano d'occidente) cercarono di convertire i vari popoli al cristianesimo (le due chiese non erano ancora ufficialmente divise).

Durante le migrazioni, però, nella regione Danubiana e nella penisola Balcanica, la tradizione cristiana andò quasi perduta. I popoli germanici furono convertiti prima degli slavi quindi fu molto importante l'opera di evangelizzazione dei missionari greci Costantino e Metodio. Essi vennero chiamati "gli apostoli degli slavi". Entrambi conoscevano perfettamente la lingua slava e Costantino riteneva che fosse importante scriverla, per essere utilizzata nelle liturgie, negli atti amministrativi e non solo, creò, così, l'alfabeto glagolitico, composto da 36 caratteri, che venne, in seguito, sostituito da quello cirillico (esso deriva prevalentemente dalle lettere greche adattate alla lingua slava e per i suoni inesistenti vennero creati nuovi segni).

Fondazione dello stato e cristianizzazione

Lo stato medievale di Kiev era costituito principalmente dal bacino del Dnepr, dove sorgeva Kiev, già antico centro culturale e poi capitale del principato. La nascita dello stato di Kiev fu condizionata da diversi fattori: a partire dal VIII - IX secolo, dai pochi gruppi etnici slavo-orientali, si formarono tante altre tribù, sviluppandosi sotto l'aspetto economico, politico ed etnico, iniziando così ad intrattenere rapporti commerciali con altre popolazioni non slave.

  • Durante il IX secolo i Vichinghi/Normanni insediati in Scandinavia, solcarono i mari seminando il panico in quasi tutto il continente europeo. Essi erano mercanti e pirati ma anche mercenari. Frequentavano la via commerciale che attraversava la Russia e li conduceva a Bisanzio. Riuscirono a sottomettere alcune popolazioni slavo-orientali, dopo aver sconfitto i relativi sovrani. Ecco perché esistevano tribù e territori slavo-orientali governati da principi di origine normanna.
  • Verso la metà del IX secolo i Rhos svilupparono una bellicosa politica di espansione. Essi, nell'anno 860, cercarono di assalire Costantinopoli, senza però riuscirci.

Fu proprio il Patriarca Fozio di Costantinopoli ad iniziare la missione cristiana in Russia. Il suo successore, il Patriarca Ignazio, ordinò personalmente un vescovo per i russi e lo inviò a Kiev, dove fu eretta la prima Chiesa Cristiano-Russa.

Il primo sovrano in rilievo della storia russa fu Oleg (879-912). Nel 911 attaccò i greci e indusse l'imperatore Leone VI a firmare un trattato che lo obbligava a pagare un tributo a Kiev. Il suo successore fu Igor (912-945), il quale nel 944 rinnovò l'accordo commerciale con Bisanzio. Nel 945, visto il figlio piccolo, succedette sua moglie, Olga (945-962) che alcuni anni dopo, si convertì al cristianesimo, ma il popolo rimase fedele ai culti pagani. Nel 962, succedette il figlio Svjatoslav, il primo sovrano con un nome slavo. La sua politica espansionistica cominciò nel 964, quando intraprese una serie di campagne nelle terre ad est, destinate però a fallire dopo i grandi successi iniziali.

I suoi tre figli erano in contrasto tra loro, prima prese il potere Jaropolk (972-979) e poi Vladimiro (980-1015). Fu durante il suo regno che la Rus' abbracciò il cristianesimo e ricevette il soprannome di "Santo", sembra che la ragione della conversione fosse il desiderio di ottenere in sposa la principessa Anna, sorella dell'imperatore Basilio, in cambio di un aiuto militare per domare le rivolte interne. Egli avrebbe organizzato una conversione di massa nelle acque del Dnepr. Dopo aver convertito il paese al cristianesimo, Vladimiro si occupò dell'ulteriore sviluppo dello stato di Kiev, coniando monete d'oro e d'argento sul modello di quelle Bizantine.

Fioritura ed espansione del regno di Kiev

Alla morte di Vladimiro, successore al trono fu Jaroslav (1015-1054) detto il saggio, che fece uscire il regno dalla crisi a causa dei figli di Vladimiro che si contrapposero al padre. Durante il suo regno ci fu uno sviluppo della legislazione, dell'arte, dell'architettura e della cultura. Furono costruite numerose Chiese e la più famosa fu la cattedrale di Santa Sofia a Kiev. Sotto il suo regno fu iniziata la compilazione del "diritto Russo".

La svolta

La morte di Jaroslav vide la spartizione dello stato fra i suoi figli. Ci fu uno stato di guerra civile che rese lo stato di Kiev molto instabile. A questo si aggiunsero le incursioni di un altro popolo della steppa, i Cumani o Poloviciani. Essi erano nomadi provenienti dall'Asia centrale e assalirono Kiev per la prima volta nel 1061. In quel periodo di generale indebolimento, lo stato si risollevò con il regno di Vladimiro II (1113-1125), figlio di Vsevolod (terzogenito di Jaroslav), detto il Monomaco (che combatte da solo), salito al potere nel 1113. Egli dispose la rielaborazione delle norme del "Diritto Russo", che avrebbe dovuto dar luogo ad un miglioramento delle condizioni di vita degli strati inferiori della popolazione.

Il declino di Kiev: Parcellizzazione del paese e invasione Tatara

Vladimiro II morì nel 1125 e fu il figlio Mstislav (1125-1132) a salire al potere e in seguito Jaropolk II (1132-1139). Dalla metà del XII alla metà XIII secolo ci fu un periodo di conflitti politici, di frazionamento in principati autonomi e l'invasione mongola. I mongoli arrivarono a Kiev nel 1240, distruggendo la città e mettendo fine al regno di Kiev.

Il Regno di Mosca

Dominazione Tatara e ascesa di Mosca

Dopo la presa di Kiev, nel 1240, la dominazione dei Tatari causò gravi danni alla Russia: saccheggi e distruzione provocarono una regressione dell'economia e della cultura. Il principato di Mosca, però, visse un momento di rapida ascesa, che gli permise di raggiungere una posizione di predominio sull'intero paese.

Secondo alcuni racconti, Mosca ebbe origine da un piccolo villaggio situato ai confini sud-occidentali del principato di Vladimir-Suzdal. Il primo riferimento storico di Mosca è datato 1147 quando il principe Jurij Dolgorukij invitò il principe russo Svjatoslav a visitare il villaggio. Nel 1156, il principe stesso fortificò la città, circondandola di mura. Gli abitanti si dedicavano a vari mestieri, al commercio ma anche all'agricoltura e all'allevamento. Nel 1237 fu assalita dai Tatari e rasa al suolo.

Dopo la morte di Aleksandr Nevskij (1252-1263), principe di Vladimir-Szudal, il trono fu ereditato dal figlio Daniil (1261-1303) che elesse Mosca capitale del principato e sfruttò ogni possibilità di ampliamento del proprio dominio. Suo figlio Ivan I (1328-1340) ottiene il titolo di "Gran Principe di Vladimir". Egli fu molto abile dal punto di vista economico-finanziario e ampliò anche i confini e riuscì a far trasferire la propria residenza, al Metropolita Russo, a Mosca. Nel XIV secolo i Principi di Mosca sono ormai abbastanza potenti da opporsi ai Tatari, i quali vengono sconfitti (1380-Battaglia di Kulikovo) e da questo momento, Mosca si espande sempre di più ad est.

Costituzione dello stato Moscovita sotto Ivan III e Basilio III

Nel corso del XV secolo i Gran Principi di Mosca iniziarono la riunificazione sotto di sé tutte le terre russe che crescono di popolazione e ricchezza sotto il loro governo.

  • In Europa in quel periodo si verificarono due eventi importanti: Nel concilio di Firenze (1439), Bisanzio firmava un accordo in cui riconosceva la supremazia papale e Costantinopoli cadde in mano ai turchi;
  • Ivan III (1462-1505), detto il grande conquista la città di Novgorod nel 1478 e Tver nel 1485. Quest'ultima rimane indipendente ma poi venne incorporata definitivamente nel regno, nel 1510 da suo figlio Basilio III (1505-1533). Inoltre il sovrano sposò la principessa bizantina Sofia, a cui seguì un programma edilizio per la città di Mosca. La politica estera di Ivan III e Basilio III mirò ad accrescere e rafforzare il ruolo politico di Mosca tra gli stati europei.

Alle soglie dell'età Moderna. Il regno di Ivan IV

Gli ultimi anni del regno di Basilio III furono caratterizzati da tensione e contrasti politici interni. Egli si separò dalla moglie che non gli aveva dato un erede, per sposare un'altra donna che dopo poco diede alla luce Ivan, ma Basilio III morì tre anni dopo cioè nel 1533. Alla morte di Basilio III fu sua moglie a prendere il potere per poi lasciarlo in mano al figlio Ivan IV (1533-1584) che venne incoronato zar (Lui e i suoi successori assumono il titolo di "zar" cioè governanti dell'impero russo).

Egli lottò contro i Boiari che pretendevano di limitare l'autorità degli zar. In Russia, gli zar trovano la base del loro potere nella gente di servizio, servono il paese come ufficiali dell'esercito, partecipano alla DUNA (simile a un parlamento consultivo) e svolgono altre funzioni statali, in cambio ricevono terre ma che non possono vendere né dare in eredità. I commercianti e gli artigiani sono obbligati a svolgere compiti amministrativi e finanziari. Tutta la popolazione è ripartita in classi, ciascuna ha degli obblighi verso lo stato.

Nel 1551 ebbe luogo il concilio ecclesiastico dei Cento Capitoli che emanò una serie di decreti per regolare la posizione della Chiesa nei confronti dello stato e della società. Negli anni successivi ci fu un conflitto tra sovrano e Boiari per diversi avvenimenti accaduti:

  • 1555 i Boiari si rifiutarono di riconoscere fedeltà al figlio del sovrano;
  • 1560 morte della moglie del sovrano e inizio dell'ostilità con chiunque avesse rapporti con i Boiari;
  • 1564 Ivan abbandona Mosca ma torna imponendo alcune condizioni: La creazione della oprinina (strumento per liquidare tutti coloro che riteneva nemici) e la facoltà di punire chiunque avesse ritenuto necessario.

Si avviò così il regno del terrore.

Guerra Livone e regime del terrore

La guerra di Livonia (1558-1583) vide le truppe russe invadere la Livonia. Fu una guerra combattuta contro la confederazione Polacco-Lituana, il cui scopo era la supremazia del Mar Baltico. Le coste della Livonia (attuale Lituania) avevano per i russi un valore commerciale con l'est europeo. La guerra terminò senza successo per Ivan IV, anche per le difficoltà provocate dalla rivolta dei Boiari. Con l'armistizio del 1582, lo zar rinunciò alla Livonia ma riottenne alcuni territori e Pskov.

La fine: Ivan il "Terribile"

Nel 1581 lo zar ebbe diversi colpi di testa, picchiò la nuora causandole un aborto, suo figlio saputo dell'accaduto litigò con il padre e quest'ultimo lo colpì in testa provocandone la morte. Nel 1584 lo zar si ammalò gravemente e consacrò al trono il figlio Teodoro (1584-1598).

L'età dei Torbidi

Le lotte per il potere: Teodoro, Boris Godunov e Demetrio

Il regno di Teodoro coincise con l'esplodere dei problemi sollevati dalla politica del padre. Egli era inadatto a governare che si ricorse alla reggenza e venne assunta da Godunov, sotto molti aspetti egli seguì l'esempio dato da Ivan Il Terribile. Nel 1597 emanò un decreto che autorizzava i padroni di terre a riprendersi con la forza ogni contadino che fosse sfuggito. Alla morte dello zar Teodoro, divenne zar Godunov (1598-1605) e anche lui dovette fare i conti con le avverse famiglie Boiare. Egli si occupò dell'istruzione, inviando i giovani nobili presso le università di paesi occidentali. Alla morte dello zar edere divenne suo figlio che però fu attaccato, arrestato e giustiziato.

Nel 1605 nuovo zar di Russia diventò il Falso Demetrio, sosteneva di essere il figlio dell'ultima moglie di Ivan Il Terribile. Egli fu uno zar diverso dagli altri, trattava tutti con giustizia e ci fu un nuovo clima di tolleranza religiosa, si rifiutò inoltre di usare il terrore come arma politica. In seguito a una sommossa, Il Falso Demetrio fu scacciato e costretto alla fuga.

Ribellioni sociali & guerra civile: Ivan Bolotnikov & Basilio Sujskij

Due giorni dopo, i Boiari proclamarono zar il principe Basilio IV (1606-1610). Il nuovo zar per consolidare la sua posizione visto i Falsi Zar che vogliono il potere, si allea con l'impero svedese e come risposta la Polonia si allea con un Falso Demetri II. Ladislao IV venne proclamato zar nel 1610 e i polacchi occuparono Mosca, Basilio IV perse il trono e il governo fu affidato alla duma dei Boiari. Nel 1612 i polacchi vengono respinti e nel 1613 una nuova assemblea proclama zar il Boiaro Michele Romanov.

Nuovi inizi sotto i Romanov

Ricostruzione dello stato sotto Michele

Michele Romanov (1613-1645) fu il primo della dinastia a governare la Russia fino alla rivoluzione del 1917. Il primo obbiettivo della nuova dinastia è il ristabilimento dell'ordine interno. La Polonia e l'impero svedese sono impegnati in un aspro conflitto tra loro e questo permette di sottoscrivere la pace con la Svezia nel 1617, trattato di Stolbovo e di raggiungere una tregua con la Polonia nel 1619, firmando la pace di Devulino. In seguito per riconquistare Smolensk, nel 1632 scoppia la guerra di Smolensk.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MrsGessleItalien di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Merlin Pierpaolo.
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