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L'avventura del cinematografo

Nascita di una macchina che racconta storie da sola

Il cinema prima del cinema. Il mondo come spettacolo. Il cinematografo delle origini fa parte di uno spettacolo in cui la presenza umana e la comunicazione sono l’asse portante: i primi cinematografasti erano spesso ambulanti nel mondo (il primo genere è la “veduta”, antenata del documentario).

Prima del cinema: lanterne magiche e mondi nuovi

Gli spettacoli ottici cominciarono a comparire già nel Seicento. La lanterna magica:

  • Una scatola con una candela dentro e una lente anteriore, che proiettava sulle pareti di una stanza buia delle figure disegnate su un vetro.
  • Descritta per la prima volta nel 1646 dal gesuita Kircher che pare l’avesse portata da Oriente.
  • Due applicazioni: fantastico e didattico (come strumento di suggestione spiritica) (si noti come queste caratterizzeranno anche il cinema).

Il mondo nuovo era meno fantastico, perché funzionava alla luce del sole, nelle piazze:

  • Usato per mostrare paesaggi e città lontane e fatti storici (più il mondo nuovo che il giornale stampato raccontarono per esempio gli eventi della rivoluzione francese).

Entrambi gli strumenti mostravano figure incomprensibili se non accompagnate dalla voce dell’imbonitore.

La fotografia

Niépce per primo nel 1826 brevettò la scoperta della fotografia. Le foto però erano brutte, tanto che prese piede il mestiere del “calotipista”, che ritoccava le immagini stampate con il pennello, prima che la tecnica della fotografia si sviluppasse rapidamente, quando il governo francese nel 1827 ne comprò i diritti per renderli di pubblico dominio. Le ricerche sul movimento delle immagini: l’illusione del movimento poteva essere prodotta con la successione velocissima di immagini fisse (fenachitoscopio di Plateau, 1833). Siamo di fronte agli antenati della pellicola odierna.

Le “vedute animate” dei Lumière

Auguste e Louis Lumière, due industriali di Lione fabbricanti di pellicole fotografiche, presentarono nel 1895 il Cinematografo (doveva chiamarsi Domitor, dal latino dominator, in origine).

Kinetoscopio, 1891: inventato da Edison, somigliava molto al Mondo nuovo, era una scatola dentro la quale si guardava facendo girare una manovella, una visione privata. Il cinematografo: proiettava immagini sulla parete, consentendo una visione pubblica. Inoltre più piccolo e trasportabile.

Prime vedute rimaste famose:

  • Uscita dalle officine Lumière
  • L’arrivo del treno alla stazione della Ciotat (la posizione diagonale della cinepresa crea la profondità di campo).

L'idea del dominio e il viaggio nel primo decennio del secolo

Albert Kahn: tentò di costruire il più grande atlante geo-etno-antropologico del mondo, costituito interamente da fotografie e filmati da ogni parte della terra (circa 10.000 foto e 1.000 vedute ancora oggi visibili). Di Comerio: autore del film Dal Polo all’Equatore, recentemente ricostruito. Omegna: considerato il primo documentarista, fu autore di un film sulle farfalle.

I caratteri delle vedute animate

  • Inquadratura unica senza montaggio
  • Profondità di campo della veduta, cioè sono messe a fuoco figure vicine e figure lontane.
  • Molteplicità di soggetti e di centri dentro ciascuna inquadratura.
  • Tracce dell’operatore dentro le immagini.
  • Presenza di un narratore o imbonitore.
  • Pellicola in bianco e nero, scorreva a mano
  • Le immagini scorrevano a 16 fotogrammi al secondo e sfarfallavano molto
  • Carattere centrifugo

Tutto ciò non si può ancora considerare cinema, per la presenza del presentatore in carne e ossa.

I trucchi e le prime attrazioni del cinematografo

L’inventore del montaggio fu Méliès in Francia, ma non era usato per (max fortuna tra 1900-1912) raccontare storie, piuttosto per mostrare delle metamorfosi.

La scoperta dei trucchi: Méliès e il montaggio-metamorfosi

Aneddoto: durante una ripresa in esterni, la macchina si inceppò e poco dopo ripartì. Così, durante lo sviluppo della pellicola, Méliès si sarebbe accorto che al posto di una carrozza appariva improvvisamente un carro funebre.

I nuovi trucchi di Méliès e lo spagnolo Segundo de Chomón:

  • Mascherino-contromascherino: unificava spazi diversi, sdoppiava un personaggio (L’homme orchestre 1902 di Méliès)
  • L’arresto della ripresa: oggetti e persone apparivano e scomparivano dal nulla
  • Scatto singolo: faceva muovere cose inanimate
  • Spostamento della cinepresa avanti e indietro: per ingrandire e rimpicciolire i corpi

Ora tutto nel mondo del cinema diventava possibile: un mondo virtuale.

Il racconto a quadri fissi

(Ogni inquadratura è fissa e comprende un intero episodio, staccato e autonomo, separato dal resto da “grandi ellissi”) Méliès cominciò a realizzare film di più inquadrature.

Esempi:

  • Viaggio sulla Luna, parodia del romanzo di Verne Dalla Terra alla Luna: successione di 26 inquadrature fisse, per la durata di circa sette minuti.
  • Viaggio attraverso l’impossibile.
  • Viaggio alla conquista del polo.

Sono tutti film-varietà, spettacolo più che narrazione: a Méliès va riconosciuto il merito di aver scoperto che il cinema non riproduce la realtà, ma crea sempre dei mondi diversi dalla realtà.

Gli inglesi e la nascita del racconto moralista: la "Chase"

(Primi film di fuga-inseguimento) Nello stesso tempo, a Brighton, si sperimentano forme narrative più articolate e complesse.

Esempi:

  • Si comincia a porre il problema della continuità dell’azione, risolto solo con un nuovo tipo di montaggio.
  • Mary Jane’s Mishap: primissimo esempio di raccordo sull’asse (la cinepresa si avvicina con uno stacco e ci permette di leggere con un primo piano la parola “paraffina”).

Il cinema britannico non è sovversivo e giocoso come quello francese, ma possiede un’impronta moralista-educativa, secondo il principio della lotta tra il bene e il male, poi fondamentale nel cinema classico USA.

Le tre fasi delle storie (secondo un modello molto antico riconducibile alle favole, come hanno mostrato le: funzioni di Propp):

  • L’ordine (il bene)
  • La trasgressione (il male)
  • Il ripristino dell’ordine (il lieto fine)

Le prime narrazioni americane

Lo stesso racconto moralistico nasce in America, e si tratta sempre di un racconto a quadri.

Esempi:

  • La capanna dello Zio Tom, di Porter, composta da dodici quadri.
  • Film che mostravano fatti di cronaca.
  • Nel 1903 Porter girò The Great Train Robbery (La grande rapina al treno), uno dei primi racconti lineari completi, con 14 episodi ciascuno in una sola inquadratura.

Cinema delle attrazioni

Il tipo di spettacolo dal 1895 al 1915 mostra immagini, e per questo è stato chiamato cinema delle attrazioni. Si individuano due periodi:

  • 1895-1906 Il Sistema delle attrazioni dimostrative (SAM) in cui si mostrano singole vedute
  • 1906-1915 Il Sistema dell’integrazione narrativa (SIN) inquadrature ancora autonome ma legate tra loro dal montaggio in successione narrativa.

Caratteristiche del cinema delle attrazioni:

  • Mostrare più che raccontare
  • Inquadrature lunghe, fisse autonome
  • Presentatore o imbonitore che spiegava la scena
  • Quasi sempre uno spettacolo ambulante (locali pubblici, caffè piazze)

Fine di un’epoca

Solo quando ci si accorse che il cinematografo rendeva abbastanza bene, alcuni cominciarono ad affittare locali e ad aprire sale vere e proprie.

Una macchina che racconta storie da sola

Fra il 1906 e il 1915 avviene la nascita del cinema narrativo: poco a poco gli spettatori rimarranno soli davanti alla macchina. Il cambiamento però non avviene in un solo colpo, la voce del presentatore rimarrà nelle didascalie. Solo più tardi, con il sonoro questa trasformazione sarà completa.

Uno spettacolo nuovo per una nuova classe sociale

La produzione cinematografica aveva bisogno di cambiare per diventare uno spettacolo abituale così da fare concorrenza al teatro popolare.

Il montaggio narrativo e analitico: attribuito a Griffith, fu la svolta. L’inquadratura autonoma viene scomposta in tante inquadrature brevi, corrispondenti ciascuna a un punto di vista differente.

Riconoscimento estetico: Cinema come arte colta e raffinata. In Francia nacque nel 1908 una società per il cinema d’arte che iniziò a mettere in scena opere letterarie (Film d’Art) famose.

La distribuzione: si comincia a ricorrere alla pratica del noleggio, nascono le sale, gli orari e il pubblico.

I primi generi del cinema

Francia: Genere comico: con clown e acrobati provenienti dal circo, che combinavano disastri prima di fuggire e dare il là agli inseguimenti. E una comicità più raffinata (Max Linder inventò Max, un gentiluomo distratto che divenne il primo attore pagato con cifre astronomiche). Genere seriale poliziesco.

Italia: La casa romana Cines: fondata da Alberini, inaugurò il film storico in costume, con La presa di Roma. Altri esempi sono Gerusalemme liberata e Quo Vadis. Genere che rappresentò il successo anche per la casa torinese Ambrosio Film.

A Torino la Itala Film: di Giovanni Pastrone inaugura la Serie d’arte con La caduta di Troia. A Milano nacque la Milano Films.

Pastrone: lo spettacolo visionario, a mezza strada tra visione e narrazione

Nel secondo decennio il cinema italiano inventa uno spettacolo visionario, teatrale e musicale che segue quello dell’opera musicale (grandi scenografie, centinaia di comparse, trucchi ed effetti) all’italiana. Le guerre antiche, l’impero romano, la mitologia, i poemi e le opere letterarie sono i nuovi argomenti. Spicca la figura di Giovanni Pastrone, autore di Cabiria, che abbandona le inquadrature lunghe.

Cabiria (Giovanni Pastrone, 1914) Caratterizzato da una dominante attrazione visiva (dai colori variopinti) e una debole struttura narrativa. Perciò più vicino alle avanguardie europee degli anni venti che non al cinema classico futuro. È un film che vuole collegare teatro, cinema, musica e pittura.

  • Il carrello: per avvicinarsi e allontanarsi dai personaggi.
  • Scala di piani: dal totale esterno al primissimo piano, che sono strumenti di attrazione e non strumenti essenzialmente narrativi.

Il primo volo di Griffith: dal cinema come movimento a cinema come narrazione

Griffith prende a cambiare punto di vista nel corso della stessa scena (qualche piano ravvicinato o dettaglio di oggetti si alternano a viste di insieme) per mezzo di inserti.

Esempio: Nascita di una nazione (1915), un’opera veloce e dinamica, il primo esempio di racconto che privilegia la narrazione.

Il sistema retorico narrativo: è l’invenzione di Griffith, composto di tecniche subordinate alla funzione narrativa. Soprattutto è il primo piano a svolgere il ruolo fondamentale di strumento di costruzione psicologica del personaggio: ingranditi a tutto campo i volti diventano l’immagine degli stati d’animo dei personaggi.

I raccordi-base del montaggio narrativo (montaggio analitico)

  • Raccordo sull’asse: di due inquadrature montate sullo stesso asse visivo, si passa da un punto di vista lontano a un punto di vista vicino o viceversa. Un’alternativa è il raccordo di posizione.
  • Raccordo di soggettiva: si passa dal personaggio che guarda l’oggetto all’oggetto guardato. Una variante è la soggettiva, per la quale l’oggetto viene osservato dallo spettatore esattamente dal punto del personaggio osservatore (es. finestra o cannocchiale).
  • Raccordo di movimento: la cinepresa si sposta seguendo il movimento di un personaggio attraverso una serie di spazi diversi.
  • Montaggio alternato: segue una storia che si dirama in due parti, passando dall’una all’altra alternativamente (per narrazioni intense e drammatiche. Es. Nascita di una nazione, in cui i figli delle famiglie amiche stringono una relazione sentimentale).
  • Montaggio parallelo: propone una serie di eventi differenti che hanno una sola idea comune (per narrazioni riflessive. Es. in Una speculazione sul grano, di Griffith).

Il narratore invisibile e il regista

(Cinema come arte collettiva) L’autore del film: a partire da Griffith, non è più il cinematografo, ma il regista.

Narratore invisibile: non è una persona sola, ma la sintesi di tutte le persone che hanno lavorato a un film: dapprima il cinematografo e il regista, poi anche lo sceneggiatore, il fotografo, il montatore ecc.

Didascalie: le sostitute dell’imbonitore. Di fatto sono la voce simbolica del regista (Griffith le usa per commentare fatti e personaggi). Più tardi, in una terza fase, saranno anche la voce dei personaggi (i dialoghi).

Il mondo diegetico

Spazio e tempo vengono reinventati, il montaggio può collegare cose e luoghi lontani fra loro: il mondo reale viene sostituito dal mondo diegetico (dal greco, narrazione).

Esempio: una camminata può continuare da un’inquadratura all’altra, collegando due stanze che nella realtà sono molto distanti.

Montaggio narrativo: permette la creazione (illusoria) di una continuità temporale e spaziale mediante inquadrature discontinue, girate in luoghi e tempi diversi, montate in una sequenza unitaria. Chiameremo ciò Illusione di realtà.

Esempio: in Vertigo di Hitchcock, un personaggio si avvicina a una vecchia chiesa barocca sperduta nella campagna (vera), sale le scale interminabili del campanile (ricostruite in studio) e, arrivato in cima, si affaccia per vedere uno scenario vertiginoso (dipinto su carta), ma per lo spettatore questi tre luoghi fanno un tutt’uno.

Dal cinema di narrazione al cinema sperimentale, il secondo volo di Griffith

Griffith cercò di riscattare la fama di razzista guadagnata con Nascita di una nazione girando Intolerance (1916).

Vengono narrate quattro storie che si alternano sullo schermo, sintetizzando la violenza nel mondo:

  • La caduta di Babilonia
  • La passione di Cristo
  • Lo sterminio degli Ugonotti in Francia
  • Una storia di gangster contemporanea

Le quattro storie appartengono ai quattro generi maggiormente utilizzati, ovvero il film colossale (Pastrone), quello storico (film d’arte), quello religioso e il dramma a sfondo sociale (di Griffith stesso). Ciò che interessa in questo film non è tanto il filo della narrazione, ma il concetto: Intolerance segna la nascita del film didattico e filosofico.

Differenze fra America e Europa

Cinema europeo:

  • Dai quadri fissi alla Méliès passa a un montaggio dinamico (ad eccezione delle avanguardie russe).
  • Insiste sulla profondità di campo, punto di riferimento di un cinema pittorico e poetico più che narrativo.

Cinema americano:

  • Domina il montaggio analitico, nel quale i campi lunghi trovano poco spazio poiché causerebbero il rallentamento della narrazione.

La costruzione di un linguaggio: i maestri del cinema americano

Primi generi e primi divi

Hollywood: nei primi anni dieci alcuni produttori di NY si spostano sulla costa occidentale, vicino a LA, per approfittare del sole, che rendeva più semplici ed economiche le riprese, e della vicinanza alla frontiera, che permetteva di risolvere i fallimenti con la fuga in Messico. Nacque così Hollywood, e con esso iniziò anche il producer system, in cui i produttori miravano al controllo assoluto del film, emarginando il regista in maniera sempre più decisa.

Nacquero le prime grandi case di produzione: le Big Three (Paramount, MGM, First National). Poi, nel 1922, il potere dei produttori dà vita a una potente associazione, la MPPDA.

I generi del Producer system:

  • Storico
  • Kolossal mitologico
  • Dramma moderno: caratterizzato dall’illuminazione Lasky, che (dal produttore-artista Jesse Lasky) consiste nel lasciare in ombra quasi tutta la scena, gettando solo una luce violenta, spesso di taglio, su un particolare volto o oggetto.
  • Gangster
  • Western
  • Comico: il più importante

Il divismo: il fenomeno delle icone, sia maschili che femminili, prende avvio (es. Rodolfo Valentino) negli anni venti. Andando col tempo a maturarsi la separatezza fra il divo etereo dello schermo e l’attore in carne ed ossa. Presto il divismo diventerà uno dei grandi fattori di alienazione di massa della società moderna.

United Artists: Griffith si associò con Chaplin e con due attori allora tra i più famosi d’America e fondarono la United Artists, per difendere l’autonomia degli artisti contro il potere crescente dei produttori.

Le comiche di Sennett

Il primo grande genere cinematografico fu quello delle comiche slapstick (schiaffo e bastone) nelle quali tutto era velocità: botte, torte in faccia, fughe e inseguimenti. Tra gli studi più importanti c’è quello della Keystone (1910), la casa di produzione di Mack Sennett. Qui, ci dirà Capra: tutto era irreale; c’erano martelli di gomma, statue di gesso, mobili finti, vetrate di zucchero, mattoni di feltro e migliaia di torte alla crema.

Sennett creò alcuni gruppi di maschere ricorrenti: i Keystone Cops, poliziotti imbecilli; le Bathing Beauties, ragazze sciocche in costume da bagno. Qui nacque il linguaggio cinematografico, il cui fine non è comunicare un messaggio, ma mostrare il funzionamento della macchina cinematografica. Il movimento è l’essenza del cinema? Allora le prime comiche sono tutte una corsa indiavolata. I trucchi sono l’anima del cinema? Allora le prime comiche sono tutte un effetto speciale. Alla Keystone fecero il loro apprendistato non solo quasi tutti i comici del periodo d’oro, non solo Chaplin e Keaton.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luacab di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia e critica del cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Grespi Barbara.
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