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Soldati e borghesi nell'Europa moderna – John Gooch

Capitolo 1 – Verso la rivoluzione

Nell'età delle guerre nazionali (1789-1945, da Napoleone a Hitler), la preparazione e la conduzione della guerra erano due degli avvenimenti più importanti nella vita di uno stato. L'arruolamento obbligatorio fu uno dei tratti distintivi di questo periodo. La Rivoluzione sembrò tracciare una linea di demarcazione tra due tipi di atteggiamento verso la guerra e l'organizzazione militare: prima del 1793 (Guerre di gabinetto) la guerra non richiedeva alla maggior parte della società grandi sacrifici. I più erano tenuti a pagare le tasse, senza mettersi personalmente a disposizione.

La burocrazia fu fondamentale nello sviluppo degli eserciti nazionali, lo stato nazionale nacque intorno alla forza militare. La burocrazia servì principalmente in conseguenza degli antagonismi militari tra principi che mostrarono la necessità di un controllo statale (il veedor in Spagna, il contador generale piemontese, figura di tale controllo). Nascono il reggimento a fine '600, nello stesso periodo nacque il ministro della guerra.

Casi emblematici, Francia e Prussia. In Francia il sistema moderno di amministrazione militare fu fissato da Le Tellier e successivamente dal figlio, entrambi ministri della guerra. Il loro sistema aveva lo scopo di fornire la base per un controllo centralizzato e cercare la sempre maggior sottomissione della nobiltà. Lo strumento che utilizzavano era l'intendant, una carica istituita per sovrintendere al meccanismo fiscale, successivamente ampliarono le loro funzioni sostituendo i comandanti di reggimento. In Francia l'arruolamento volontario divenne prassi comune grazie al sistema introdotto di vettovagliamento e scorte (fare il militare, conveniva). In Prussia Federico Guglielmo allestì un esercito personale per controllare dei territori che aveva avuto in eredità. Il suo scopo era di fare della Prussia una grande potenza e del sovrano il suo padrone assoluto. Tutto il meccanismo fiscale venne adibito al mantenimento dell'esercito. La differenza quindi è che la Francia ha prodotto un'efficiente organizzazione militare, in Prussia fu l'efficiente organizzazione militare a produrre lo stato.

Prima di quest'epoca vi era un apposito gruppo sociale per l'attività militare, in particolare compagnie di ventura e mercenari, pagati per farlo. Il problema peggiore dei mercenari era la lealtà e l'affidabilità, ma anche il nuovo tipo di soldato non era esente da gravi problematiche, ad esempio la mancanza di un salario fisso. La prima apparizione dell'esercito nazionale va fatta risalire al 1534 quando Francesco I re di Francia dispose la creazione di sette legioni territoriali, composte ciascuna di seimila uomini con un reclutamento su base regionale. In Inghilterra nel 1558 si fissarono obblighi militari per i cittadini, in Spagna nel 1590 si istituì la milizia nazionale. In ogni caso furono processi lenti che incontrarono la resistenza dei grandi feudatari.

L'obbligo di provvedere alla sussistenza dell'esercito ricadeva sulla popolazione civile. Problema della diserzione, molto diffusa, specialmente all'inizio di questa conversione. In Francia un disertore catturato ogni tre veniva ucciso. Il reclutamento obbligatorio non era molto popolare ovviamente.

Era necessario trovare un equilibrio tra gli obblighi militari e la produttività delle classi medie, in questo discorso gli interessi economici non potevano non essere presi in considerazione. La marina era il miglior strumento di difesa in Inghilterra, ad esempio, non bastava a intervenire sulla politica del continente ma ne difendeva gli interessi più di chiunque altro. Col tempo fu la trasformazione e la consapevolezza di essere una comunità nazionale, a permettere alla tendenza alla leva di massa di affermarsi completamente in Europa (fondamentale, in questo senso fu l'anno 1789).

Questione nobiltà: i nobili non volevano più essere inseriti tra gli ufficiali, tale posizione era passata dall'essere una condizione socialmente privilegiata all'essere un fastidioso obbligo personale. In alcuni casi, la borghesia (classe sociale in ascesa) si proponeva di sostituire la nobiltà in questo campo, spesso vi riuscì, spesso glielo impedirono rivendicando gli aristocratici stessi tale ruolo. Fondamentalmente vi erano valenti capi militari di umili origini sociali, ma molti si rifiutavano di rispondervi. Addirittura in Francia tale antagonismo tra nobili e borghesi era così accentuato che si tentò di fare una rotazione dei comandanti. La nobiltà tentò di porre alcune restrizioni sia in Francia sia in Prussia, dove la debolezza economica della nobiltà permise a molti nobili di entrare nell'esercito in quanto sicura fonte di reddito.

In Francia la borghesia riuscì fondamentalmente a conquistare una posizione privilegiata, mentre negli stati italiani, in Inghilterra e in Spagna gli eserciti erano di dimensioni esigue. In gran parte del resto d'Europa invece i nobili stavano giungendo a una preponderanza contemporaneamente nell'ambito militare e sociale.

Il primo segnale della resurrezione militare francese dopo la sconfitta nella battaglia di Rossbach e dopo l'apertura della questione sulla venalità delle cariche, fu il momento in cui un militare di carriera divenne il primo segretario di stato per la guerra. Vennero aperte scuole militari, l'aristocrazia doveva sempre più giustificare la sua preponderanza nell'esercito. Ondata di trasformazioni in Francia, ad esempio l'introduzione di un sistema territoriale finalizzato a unire più strettamente militari e civili abbinando ciascuna delle 17 divisioni dell'esercito a una particolare regione geografica, o il miglioramento di paghe e condizioni di vita. Intellettuali come Voltaire, Montesquieu e Rousseau erano contro gli eserciti permanenti e sostenevano la milizia nazionale. Si proponeva esercito di cittadini, solo se chiunque facesse parte dello stato, dava il meglio di sé per proteggerlo lo stato, sarebbe risorto.

Differenze Francia e Prussia in campo militare: in Prussia si stava consolidando l'organizzazione dell'esercito, per merito di Federico II. Molti soldati di professione, riduzione del periodo dedicato alle manovre e alle esercitazioni, frequenti esoneri. Federico, però, era convinto dell'innata superiorità militare della nobiltà, con il risultato che preferiva accogliere nobili stranieri piuttosto che umili prussiani. La severità dell'amministrazione contribuì a peggioramento delle condizioni dell'armata prussiana. Cinque diversi organismi indipendenti tra di loro (confusione).

Servizio militare, risalita alla tradizione feudale aveva prevalso ovunque un arruolamento obbligatorio, ancora non era una leva di massa ma stava scemando il predominio dell'aristocrazia. Non si poteva ancora dire però che la guerra e i preparativi per la stessa contribuissero a tenere unita la società, l'obbligo di prender le armi non era sempre osservato, e disuguaglianze e privilegi andavano di pari passo con la vita dell'esercito. Le cause in nome delle quali i sovrani scatenavano i conflitti non erano tali da affraternare gli eserciti e i popoli. Era l'ideologia patriottica connessa con la rivoluzione che avrebbe dato una dimensione del tutto nuova alla guerra, all'organizzazione militare e al governo, suscitando l'entusiasmo popolare, essa metteva a disposizione di uno stato riserve incalcolabili di energie. L'età della guerra moderna si sarebbe distinta dal passato in virtù del nuovo fattore, la massa.

Capitolo 2 – Aux armes, citoyens

Il movimento politico rivoluzionario aveva trovato la sua unica espressione militare nella Guardia Nazionale, modellata esplicitamente sul principio della Rivoluzione americana secondo il quale "tutti i cittadini debbono essere soldati, e tutti i soldati cittadini". Il 22 luglio 1792 l'Assemblea Nazionale fissò il numero di unità che ogni dipartimento della Francia era tenuto a fornire per un secondo arruolamento "volontario", con l'avviso che, se non si fossero fornite truppe sufficienti, si sarebbe ricorsi al sorteggio. La deludente reazione della Guardia Nazionale indicava chiaramente che l'entusiasmo rivoluzionario delle classi possidenti non bastava, e le autorità furono costrette a ricorrere al sorteggio. Né il materiale umano che si rendeva disponibile era di qualità particolarmente soddisfacente. Si moltiplicarono gli incidenti che dimostravano l'inaffidabilità delle truppe di volontari. Era evidente che la Rivoluzione non poteva fare a lungo assegnamento su elementi così indisciplinati, specialmente a mano a mano che andava incontro al progressivo accentuarsi della pressione dall'esterno.

Il concetto di una collettività armata, sempre disponibile come potenziale riserva, era già entrato a far parte della dottrina rivoluzionaria. L'Assemblea decretò una levée en masse il 23 agosto 1793 iniziando l'era degli eserciti a coscrizione generale che contrassegnò l'organizzazione militare europea per i successivi 150 anni. Il reclutamento obbligatorio allargò i ranghi degli eserciti francesi e nel 1793-4 Lazare Carnot, diede vita ai primi eserciti di massa della Rivoluzione. Carnot svolse un ruolo politico di grande rilievo prima nel Comitato di salute pubblica e poi nel Direttorio soprattutto nell'ambito degli affari militari della Repubblica e venne soprannominato l'"Organizzatore della vittoria" per il suo ruolo decisivo nella costituzione delle armate rivoluzionarie e nella direzione delle operazioni belliche durante le guerre rivoluzionarie francesi. L'amor di patria avrebbe compensato la mancanza di esperienza e disciplina. Si sviluppò la colonna d'attacco: larga 40 uomini, profonda 12, manteneva una flessibilità tale da permettere di distaccare truppe o fare quadrato. La convinzione era che chi compiva un assalto poteva arrivare alla superiorità assoluta sul suo oppositore non solo grazie alla superiorità numerico o maggiore esperienza e tecnica di manovra, ma con la propria forza morale.

Il passaggio all'offensiva degli eserciti francesi nel 1795 fu conseguenza di tre ragioni principali:

  • Entusiasmo sul portare la Rivoluzione oltre la Francia
  • Se gli eserciti allestiti furono stati improvvisamente sciolti, i soldati avrebbero avuto gravi problemi di reinserimento nella società
  • Iniziavano ad essere indispensabili per la sopravvivenza i proventi di saccheggi e bottini.

Nel 1805 l'esercito napoleonico raggiunse l'apice. In totale furono arruolati oltre un milione e mezzo di uomini, mentre le vittime furono mezzo milione circa. Come le decisioni politiche di Napoleone si facevano più care, cresceva anche la riluttanza a fare il soldato. I tempi di addestramento dopo il 1805 si accorciarono e per porre rimedio alla crescente inesperienza delle sue truppe e mascherare questa debolezza Napoleone si affidò sempre più all'artiglieria.

L'introduzione della leva di massa in Francia mise l'Europa di fronte a un nuovo metodo di organizzazione militare e mutò le idee correnti sulle possibili dimensioni di un esercito. Ad imitarla fu la Prussia, spronata dall'aspirazione a vendicare la sconfitta infertale da Napoleone nel 1806, e portata di conseguenza a copiare certi aspetti dell'organizzazione dello Stato rivale; ma anch'essa rivelava il proprio conservatorismo in vari settori, e in modo particolare riguardo agli ufficiali: rimaneva valido il principio che essere di origine aristocratica era il requisito essenziale per diventare ufficiali, a differenza del Corpo ufficiali misto francese. Alla fine i prussiani prevalsero sui francesi sul piano bellico grazie all'accuratezza del loro addestramento, mentre i loro avversari persero lo slancio e l'entusiasmo iniziali. Per quanto riguardava l'organizzazione militare del regno, il massimo risultato del periodo di riforma fu ottenuto nel 1814 con la promulgazione della Wehrgesetz, che si basava sulla convinzione che l'esercito avrebbe giocato un importante ruolo sociale nella sfera civile e militare. Boyen fu il generale prussiano che favorì le riforme dell'esercito (in seguito fu ministro della guerra prussiano). La legge prevedeva che tutti gli uomini prussiani dopo i 20 anni erano soggetti alla leva obbligatoria, arruolati nell'esercito in servizio effettivo per tre anni, due anni nelle truppe di riserva, 14 anni nella Landwehr (esercito territoriale), con brevi periodi annui di addestramento, da lì in poi sarebbero stati nella Landsturm (milizia territoriale di riserva). L'insuccesso fu causato dalla diserzione della borghesia: ora che la guerra era finita, i ceti medi non volevano la leva di massa.

Altrove in Europa il modello rivoluzionario non fu copiato, e gli eserciti dell'Austria e della Russia che si batterono contro Napoleone erano organizzati in modo sostanzialmente settecentesco. Durante l'800, gli eserciti europei si sarebbero aperti al nuovo sistema militare, e avrebbero introdotto elementi innovativi, propri degli eserciti di massa, ad eccezione della Gran Bretagna. A riempire le file dell'esercito britannico erano soprattutto Irlandesi, la paga bassissima, il servizio prestato in condizioni pessime, sotto una rigorosissima disciplina. Il possesso di titoli militari non era più fonte di reddito ma di spese, quindi fare l'ufficiale era dispendioso e poco remunerativo. L'esigenza inglese non era un esercito più ampio, ma più efficiente.

Gli eserciti di massa provocarono una modificazione anche nel modo di combattere. La presenza sul campo di battaglia di ampie schiere di uomini istruiti approssimativamente e privi della disciplina propria dei vecchi eserciti professionali, comportava che i generali che li comandavano avessero sì un numero maggiore di uomini a loro disposizione, ma anche che le truppe fossero impreparate ad eseguire complesse manovre tattiche durante la battaglia.

Al termine delle guerre napoleoniche, nel 1815, gli eserciti della Rivoluzione erano stati sconfitti da avversari che avevano una struttura militare molto più conservatrice: rapporti molto più limitati tra cittadino e soldato al fronte rispetto a quelli stabiliti in Francia e in Prussia. La Francia aveva disposto l'arruolamento obbligatorio proprio per trarre profitto dal legame tra cittadino e Stato e trasformarlo in potenza militare.

Capitolo 3 – I custodi dell'ordine

Dopo il 1915 i governanti europei cercarono di riaprire la strada al vecchio regime pre-rivoluzionario, garanzia di conservazione e stabilità. Con l'istituzione della leva di massa la Francia aveva dimostrato ampiamente quanto notevole potesse essere l'apporto bellico del popolo a tutti quei sovrani che non intendevano allargare la cerchia ristretta delle classi politicamente influenti o mettere in crisi un ordine sociale fondato sulla nascita, sullo status o sulla ricchezza.

Come conciliare l'efficienza militare che richiedeva un esercito basato in larga misura sull'arruolamento obbligatorio, con la sicurezza che potevano garantire truppe composte da soldati di professione?

  • Garantirsi il consenso interno
  • Impossibilità economica della permanenza in servizio di apparati militari pletorici

L'avvento delle ferrovie, sbloccherà tale situazione svegliando l'interesse per l'esercito di massa in tutta Europa. Gli eserciti vennero impiegati in quel periodo a sostegno del potere politico in ogni parte di continente, specialmente per sedare le rivolte che intorno al 1848 infiammavano l'Europa.

L'organizzazione napoleonica non fu mai del tutto abbandonata, ad esempio in Olanda gli Orange ripristinarono l'arruolamento volontario affiancandolo all'esercito di massa secondo il modello napoleonico. In Francia si inserì un tipo di coscrizione su base napoleonica, quindi obbligatorio, però si diede la possibilità di essere sostituiti da altri, contava il numero, non che fossero tutti. Divisioni sociali tra gentilhommes e villains non si riuscirono a mitigare.

Nel 1824 venne erosa la concezione napoleonica di esercito (coscrizione obbligatoria, valorizzazione ambizioni personali e meriti) perché la monarchia restaurata abolì tutte le milizie che s'erano formate all'epoca, tipo la guardia nazionale. Vennero abolite le riserve e il servizio nell'esercito venne fissato ad otto anni, rilasciando anche tutti coloro che erano sospettati di essere contrari al regime.

In Prussia la leva di massa restò in vigore e nel 1833 la sua durata fu abbassata a due anni per tener il passo con l'incremento demografico. La Lander, il grosso delle riserve, era già stata isolata, essendo giudicata come un gruppo superstite di liberali, socialmente sospetto e inefficiente sotto il profilo militare. In Austria la Landwehr fu smantellata. In Inghilterra non si era mai arrivati alla coscrizione obbligatoria e quindi la maggiore o minore affidabilità delle truppe di riserva non costituiva un problema. Il ripiegare di gran parte su un'organizzazione militare più piccola era la conseguenza della necessità di limitare le spese statali.

Tutti gli eserciti restrinsero il campo preferendo un corpo ufficiali più fidato, solo in Francia restò un retaggio della rivoluzione.

Negli anni '30 dell'800 sorse il culto della specializzazione tecnica dell'esercito prussiano: ufficiali prussiani, famosi per come facevano i loro interessi, nonostante ciò i re di Prussia erano convinti di accordargli continuamente fiducia.

Gli eserciti di Baviera e Sassonia erano diversi poiché gli ufficiali erano scelti in comunità in cui c'erano più funzionari statali e meno proprietari terrieri, ergo gli eserciti avevano assunto caratteri borghesi. Tra tutti i maggiori eserciti europei, quello più vicino al prussiano sotto il profilo organizzativo era quello austriaco. I generali erano aristocratici e tali rimanevano. Sistema di reclutamento che garantiva un controllo assoluto sul tipo di ufficiali.

Sistema di acquisto dei gradi, esclusive cariche alla nobiltà. Fungevano da perno dell'autorità.

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Scienze politiche e sociali SPS/03 Storia delle istituzioni politiche

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