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Introduzione

Il testo intende occuparsi dei temi dell’orientamento dello spazio liturgico, inteso come architettura e rappresentazione, le vie coinvolte sono sia reali che ideali. Per vie quindi si intendono anche quelle rappresentazioni o corredi d’altare che servono per guidare il fedele. Un esempio è la direzionalità parallela dell’abside alla facciata nelle historie cristologiche di San’Apollinare Nuovo a Ravenna dove i miracoli e la passione di Cristo emanano da Dio e vanno verso i fedeli, mentre i martiri e vergini vanno da Cristo, quindi a oriente all’altare.

Ciò avviene anche nelle chiese romane delle origini dove era adottato il vettore narrativo dell’abside alla facciata. Un esempio è San Pietro dove le storie dell’Antico e Nuovo Testamento si confrontavano nelle due pareti della navata centrale e procedevano verso oriente. Tale schema si trovava anche in Laterano e San Paolo fuori le mura. Nella chiesa di San Giovanni a Mustair, gli affreschi carolingi procedevano in cicli sovrapposti, David in alto, Cristo sotto dalla zona absidale verso la facciata e ritornano verso l’abside. Nei cicli pittorici romanici invece non si usa da abside a facciata, ma la formula più frequente è quella dell’andata su una sola parete e ritorno sulla parete opposta (San Pietro al Monte di Civate).

Nell’architettura di chiese o santuari martiriali paleocristiane poteva essere previsto un percorso alla tomba o alla memoria venerata, come in San Demetrio di Salonicco. Nell’alto Medioevo, nelle cripte si accentuerà la prospettiva e si delimiterà il percorso alla tomba reliquia, che si amplierà nell’età romanica con la costruzione di veri e propri santuari monumentali. Esempi sono la pianta di San Gallo 830 e la chiesa dell’abbazia costruita poco dopo dove vi era il percorso per i monaci e pellegrini verso il corpo del santo.

Gli edifici vennero completati con cicli pittorici e mosaici, mentre la scultura lapidea verrà sviluppata nell’età romanica, ove figurano capitelli figurati e le facciate diventano veri e propri manifesti ecclesiologici. Rari sono gli esempi di pittura murale all’interno della chiesa romanica. Gli esempi più significativi sono a Sant’Angelo in Formis e Saint Savin sur Gartempe (Poitou).

In vista della luce

Un principio dimenticato nell’orientamento dell’edificio di culto paleocristiano. Una delle credenze più antiche cristiane è che il paradiso è là dove sorge il sole. Inoltre, nel Testamento molti sono i richiami simbolici che legherebbero Cristo all’oriente. Da qui i cristiani cominciarono a pregare volti verso l’oriente. Nella costruzione degli edifici di culto si cercò di tener conto di tale prerogativa anche dove l’asse direzionale della chiesa poteva creare problemi o essere arbitrario, vennero adottate delle soluzioni suggerite da principi di carattere cosmologico.

Anche nell’ambito delle stesse aree culturali si ebbero delle soluzioni differenti per soddisfare l’esigenza di legare la preghiera ad una determinata direzione così da collocare la relazione tra essere umano e divinità nello stesso spazio di terra e cosmo. Negli edifici cristiani medievali vi è una prassi universale per tutti gli edifici senza eccezioni con altare verso oriente.

Il caso dell’orientamento non fu preso in considerazione per molto tempo, a scoraggiare la ricerca fu il fatto di considerare poco importante l’orientamento nel Medioevo. Di maggiore interesse fu la posizione dell’officiante sull’altare con la faccia rivolta verso il fedele. A quando risaliva? Tale questione fu trattata nel 1965 da Otto Nussbaum. Dai suoi studi emerse che tale pratica aveva origini antichissime e che risaliva prima del Concilio Vaticano II e negava il legame con l’orientamento a est come principio guida. Le teorie di Nussbaum avevano dei legami con i precedenti studi di Braun.

Ancora oggi a riguardo vi sono delle idee confuse, Andrieu giunge ad affermare che non vi era nessun riguardo all’orientamento nella costruzione delle chiese romane. Tale confusione deriva da un significato distorto tra orientamento architettonico e religioso. Per orientamento architettonico si intende l’asse spaziale dell’edificio. Per orientamento liturgico si intende invece la disposizione degli arredi liturgici.

L’orientamento architettonico nella classicità veniva posto sul lato di accesso al tempio. Mentre nelle sinagoghe l’orientamento era posto verso il lato di Gerusalemme. Mentre negli arredi pagani non vi è un orientamento connesso all’allestimento liturgico. Nell’orientamento architettonico delle basiliche paleocristiane romane, non vi è una regola assoluta e gli edifici vengono costruiti senza puntare ad un punto diretto della bussola, questo avviene per diversi motivi:

  • Alcune basiliche sono state progettate in autonomia rispetto le costruzioni precedenti
  • Altre sono state costruite su edifici già esistenti senza apportare grandi modifiche.

Esempi sono:

  • Basilica del Laterano con l’asse in direzione occidentale
  • San Pietro e San Paolo con asse in direzione occidentale, con il proposito di rispettare l’asse est-ovest, l’abside fu ricostruita a ridosso della strada e la facciata venne a trovarsi nella zona paludosa del Tevere.

Al V secolo invece risalgono gli edifici con asse orientale, come Santa Sabina, ma non mancano i casi in cui l’asse veniva posto a occidente. Intorno all’anno 800 ritornano le preferenze verso ovest come Santa Maria in Trastevere. Successivamente gli edifici cercarono di imitare quegli esempi di edilizia cristiana preesistente adottando lo stesso asse, come per esempio i grandi modelli del Laterano e di San Pietro. Il motivo romano occidentale resta in auge anche nel periodo ottoniano.

Nelle descrizioni delle chiese spesso viene esclusa la posizione dell’officiante, l’usanza di pregare rivolti a est proviene dagli apostoli. I libri liturgici non trattano specificatamente di tale posizione. Sappiamo che quando l’abside sorge a est con la cattedra vescovile al centro, il vescovo siede sul seggio con sguardo verso occidente. I momenti liturgici che più spesso davano occasione di parlare della posizione del sacerdote erano i saluti ai fedeli. Dipendeva dall’orientamento della chiesa e il parroco doveva girarsi per salutarli. Quando l’altare era costruito secondo il rito romano cioè verso ovest, il papa sta con il volto verso il popolo, mentre se l’altare è verso est il papa deve voltare solo per i saluti.

Un altro aspetto importante era la collocazione dei fedeli, se i fedeli sono rivolti a oriente questo implica mezzo giro su se stessi per voltarsi dal lato della facciata. Per il protocollo, dare le spalle all’altare al momento dell’eucarestia era inaccettabile, la posizione di fedeli e officiante derivava quindi dalla posizione dell’asse architettonico, la posizione verso est rimase una tradizione all’interno della chiesa cristiana. Abbiamo visto come l’orientamento ad est sia un elemento di origine simbolica, dove anche l’illuminazione aveva un ruolo essenziale. Le grandi finestre presenti nelle navate erano elemento peculiare della basilica, facciata e abside erano i poli di illuminazione della basilica. L’abside finestrata fu un elemento che proveniva dalla cultura profana, quando l’abside era posto ad est esso diveniva sorgente di luce → paradiso. Nelle grandi chiese con più altari si doveva rinunciare al simbolismo collaudato. La somiglianza tra le cappelle e gli altari maggiori portò al declino dell’orientamento a est, e si sviluppò la variante della celebrazione versus populum. Tale modello divenne peculiare nel Rinascimento e nel barocco, inoltre le finestre vengono murate per poter rappresentare più cicli pittorici.

Edilizia culturale dell’alto medioevo

Contesti storici e percorsi liturgici. Secondo l’opinione comune l’edilizia storica si trasformò in modo differente nel corso del medioevo. In particolar modo il periodo più confuso fu l’alto medioevo. L’alto medioevo coprì un periodo di mezzo millennio che si fa cominciare nel 476 anno della...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/01 Storia dell'arte medievale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vanderwoodsen di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Piva Paolo.
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