Le vie dello spazio liturgico
La questione dell'orientamento
I primi cristiani, secondo una metafora antichissima di stampo pagano, credevano che il sole rappresentasse il divino e tale simbolismo fu tanto potente da essere assimilato nella tradizione cristiana. Tale visione era inoltre supportata dagli autori del Nuovo Testamento che definivano il Redentore luce del mondo e della resurrezione.
Esistevano un insieme di significati simbolici rivolti all'oriente che coinvolsero anche la funzione religiosa, poiché si era soliti volgere la preghiera verso est. Dal IV secolo si affermò anche l'uso di disporre gli edifici di culto in direzione orientale. Nella stessa area culturale, comunque, si ebbero risposte architettoniche differenti per soddisfare le diverse esigenze legate alla preghiera e ad una determinata direzione così da collegare uomo e divino.
L'architettura cristiana medievale presenta ovunque un elemento fisso: l'altare rivolto verso oriente. Le antiche tradizioni culturali vennero racchiuse in quell'unica formula. Tuttavia, alcune conoscenze storiche affermano che nel medioevo l'orientamento verso est era una regola assoluta, ma anche la convinzione che l'orientamento non avesse grande importanza nella pratica.
Nussbaum nega l'orientamento ad est come principio guida in relazione ad una liturgia versus populum che tuttavia è tipica del suo tempo. Braum riconosce il significato dell'orientamento ad est e ammette anche il legame con l'officiante all'altare, ma considera questi elementi come indipendenti. Non vi sarebbe quindi un rapporto diretto fra l'officiante e l'asse dell'edificio di culto.
Orientamento = direzione; in origine intesa unicamente verso est.
Orientamento architettonico = direzione dell'asse desumibile dalla pianta e tale orientamento è visibile in relazione all'articolazione dell'architettura interna. Entrando in chiesa, lo sguardo è indirizzato verso un punto focale, l'abside in genere, in cui si incontra anche l'altare.
Orientamento liturgico = deriva dalla disposizione dell'arredo liturgico, direzione delle preghiere.
L'orientamento architettonico dei templi pagani e delle sinagoghe ebraiche presentano significati diversi. (Il Partenone è rivolto verso oriente cosicché il sole illuminasse dalla facciata l'intera cella; il tempio romano ha una disposizione verso ovest; nella sinagoga vi è una pluralità di orientamenti, verso ovest o in direzione di Gerusalemme.) Non vi erano inoltre stretti legami fra orientamento architettonico e liturgico.
L'orientamento architettonico
La storia dell'architettura suggerisce l'idea che nell'edilizia cristiana l'orientamento ad est non avesse un ruolo fondamentale. Ciò è supportato dal fatto che a Roma esiste una diversità di orientamenti nelle chiese tardoantiche, le quali però, spesso sono frutto di costruzioni su edifici preesistenti. Su 19 chiese poste sull'asse est-ovest, la maggioranza si mostra occidentata, ma nella maggioranza dei casi si tratta di progetti derivati da condizionamenti.
Basilica del Laterano = gli assi sono paralleli a quelli della precedente struttura, la facciata è rivolta verso oriente, mentre l'abside ad occidente.
San Pietro = essendo un martyria la sua costruzione è stata determinata dalla presenza della tomba del santo. Direzione occidentale dell'asse.
San Paolo = l'abside si trova sul lato est e ciò è determinato da problemi dovuti alla costruzione in relazione alla distanza della tomba dalla strada. Al V secolo risalgono le prime basiliche in cui absidi sono rivolti ad oriente (Santa Sabina), ma continuano ad esserci casi in cui viene ancora impiegata la variante ad ovest. Questo scenario contraddistingue anche i secoli successivi.
- L'asse est-ovest è fin dall'inizio obiettivo dell'architettura romana.
- Nel IV secolo si preferisce l'abside ad ovest, che successivamente convive con quello ad est. Fino al IX secolo in cui riaffiora una preferenza per l'occidente.
La disposizione dell'abside della prima fase tipica dell'architettura medievale romana non è originale in quanto deriva da sperimentazioni orientali che terminarono prima del 400.
L'orientamento liturgico
L'usanza di pregare verso est veniva fatta risalire agli apostoli e la conseguenza fu che lo svolgimento dei culti nei luoghi sacri cominciò a riflettere questa tendenza.
I libri liturgici volti a spiegare i rituali romani ed introdotti nel regno carolingio testimoniano che a Roma le funzioni religiose erano formulate in relazione a chiese aventi abside ad ovest. I Franchi, quindi, adattarono gli arredamenti liturgici a chiese dove l'altare sorgeva ad est, elaborando anche regole specifiche sulla direzione dello sguardo del celebrante.
Le regole franche prescrivono che nei momenti importanti della liturgia il vescovo debba volgersi verso oriente, mentre durante i saluti si rivolgeva verso il popolo in una posizione frontale.
In San Pietro il Papa officiava dall'abside con lo sguardo rivolto verso oriente. Fino al XII secolo l'assetto liturgico di San Pietro fu ripetutamente copiato a Roma e tali imitazioni si produssero solo nell'ambito di chiese orientate ad occidente, in quanto se l'edificio non avrebbe potuto garantire l'orientamento liturgico verso est, la disposizione non veniva imitata.
In epoca medievale a Roma vi erano alcune varianti: quando l'altare è disposto secondo il costume romano (ovest) il Papa era sempre rivolto verso la navata (San Pietro); quando invece l'altare era disposto a est, il papa era rivolto verso l'abside e si girava verso i fedeli solo in particolari momenti.
Un aspetto che complica la questione dell'orientamento liturgico è la collocazione dei fedeli. La struttura architettonica delle basiliche costantiniane non lascia dubbio a riguardo. Essa indirizza lo sguardo del visitatore verso lo spazio dell'altare. Sotto questo aspetto la norma era rappresentata non dalla sinagoga ma dal tempio di Gerusalemme. Gli uomini e le donne trovavano posto nella navata con lo sguardo verso l'altare; era sufficiente che il celebrante mantenesse un orientamento ad est. Dipendeva solo dalla direzione dell'asse dell'edificio se anche i fedeli guardavano verso oriente o al contrario verso occidente.
Molte ipotesi sono state formulate sui motivi che spinsero ad orientare le prime basiliche verso ovest piuttosto che est. I risultati vanno cercati nei primi edifici pubblici-cristiani in cui la scelta di situare la facciata ad est era simbolicamente opportuna (illuminata dal sole). L'edilizia culturale cristiana prende una direzione diversa quando l'edificio di culto diviene architettura interna, il che significa che anche l'orientamento verrà vissuto dall'interno.
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