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Sonia Della Monica

ISTITUZIONI di SOCIOLOGIA

La Sociologia studia come le società si tengano insieme, come gli individui si rapportino l’un

l’altro. Cosa tiene insieme la società? Si è d’accordo nel seguire una regola sociale, qualcuno ci ha

detto come comportarci, si è seguito un processo di socializzazione. In questo processo siamo

arrivati a capire che in uno spazio (es. aula universitaria) vi è un qualcuno che ha l’autorità.

Il fatto che in Italia vi siano lezioni frontali vuol dire che vi sono state stabilite regole che

definiscono come fare le lezioni universitarie: lezioni frontali, con distacco dagli studenti, autorità

manifesta.

Stratificazione sociale: come la società venga divisa al suo interno, in base anche all’estratto

sociale, economico, al titolo di studio, ai gusti, ai consumi etc. Noi stessi facciamo stratificazione

sociale nei nostri micro gruppi: dal vestito, dai possedimenti, dai gusti, dalle opinioni. Processo di

L’etichettamento Stigma:

etichettamento. può essere pericoloso perchè può portare allo cioè

attaccare addosso un’etichetta e distruggerla socialmente.

Performance: ruolo:

comportamento e rappresentazione. Ognuno di noi sta recitando un il prof, gli

studenti, es. giornalista infiltrato, figli, partner, lavoratore etc. Ciò vuol dire che abbiamo una

capacità cognitiva che ci permette di uscire dalle varie cornici: ora sono una studentessa e prendo

appunti, poi rispondo al telefono all’amico, poi nel caso ci sia il mio partner affianco a me io mi

comporto di conseguenza. In questi ruoli noi proviamo delle emozioni, nessuno è immune dalle

emozioni.

Emozioni: le proviamo immediatamente e dalle quali non possiamo sottrarci, sono istantanei /

Sentimenti: emozione che si consolida nel tempo, emozione sulla quale lavoriamo, che viene nutrita

e che ci garantisce una sicurezza maggiore (es. amicizia); sul sentimento posso ragionare.

Ciò che interessa alla sociologia è come trasformiamo le nostre emozioni in comportamenti sociali.

La sociologia

! mira ad osservare le regolarità sociale, o quando si interrompe una regolarità

generalizza

sociale, ! Filosofia.

Sociologia

La nasce dalla La Filosofia c’è da sempre da quando c’è l’uomo. La

sociologia nasce in un determinato periodo storico (ed infatti la storia è importantissima per le

scienze sociali, non è possibile ragionare sulla sociologia senza una collocazione storica). Gli eventi

rivoluzione

che danno inizio alla Sociologia sono due: la rivoluzione industriale (metà 700) e la

un’accelerazione della storia.

francese 1789 (uno economico ed uno politico), le quali significarono

Perchè?

Rivoluzione Industriale: ha permesso una disponibilità di materie prime a basso prezzo e la

• nascita delle industrie; sfruttamento delle colonie. Prima si viveva solo di agricoltura o di

rendita. Nascono i centri urbani industriali perchè le campagne cominciato a svuotarsi. La

borghesia comincia a fare affari e la nobiltà viene superata dalla borghesia e dalla sua

capacità di investire. Inizia ad esserci una divisione del lavoro! Con la rivoluzione

industriale cominciano ad esserci diverse mansioni, aumenta il lavoro e ci sarà sempre più

possibilità di specializzarsi in un qualche ambito e fare carriera. Si comincia a pensare al

mutamento come un fenomeno normale.

Rivoluzione Francese: stabilisce che non ci possono più essere privilegi ascritti, ma devono

• esserci privilegi acquisiti; siamo tutti uguali e tutti dobbiamo avere gli stessi diritti, siamo

noi che dobbiamo impegnarci per acquisire titoli, la scalata sociale è possibile ora. La

rivoluzione francese nasce da una corrente filosofica importante: l’Illuminismo. Il

mutamento viene visto come un fenomeno normale: se le leggi non sono più stabilite dal

sovrano in osservanza di quanto è stato tramandato, e se il potere non sta più

necessariamente nelle mani di coloro che per nascita lo hanno ricevuto, allora gli uomini 1

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riuniti insieme in apposite istituzioni hanno la facoltà di definire continuamente le proprie

leggi sulle basi di un confronto razionale.

Scienza: allo stesso tempo la scienza progredisce; fino al 1500 la verità era detenuta dalla

• Chiesa, dopo di ché ci furono Galileo e Bacone. Ora invece si studia, si osserva, progredisce

la tecnica. La medicina fa grandi passi avanti. Nell’epoca moderna la scienza opera secondo

l’osservazione metodica (≠ antichità: sapere vero quello detenuto da Dio e raggiungibile

tramite filosofia o religione e non dall’osservazione del mondo).

Alcune correnti filosofiche propongono l’obiettivo di applicare lo stesso metodo conoscitivo

basato sull’osservazione applicato sui fenomeni naturali e sociali.

Sul piano propriamente culturale le origini della sociologia devono riferirsi all’Illuminismo

Illuminismo: ciascuno di noi è degno e ha il diritto di esprimere la sua opinione. In quegli

• anni nascono a Londra e poi a Parigi i Coffè House, dove tutti potevano entrare e dire la

propria, fare letture, aprire dibattiti, luoghi di confronto a prescindere dal grado sociale.

Montesquieu: ‘Lo spirito delle leggi’ e ‘Le lettere persiane’. Nello spirito delle leggi M.

osserva e compara le leggi di stati diversi, constatandone la relatività delle leggi così come

delle abitudini. Nelle lettere persiane c’è un principe persiano che vuole andare a visitare un

posto esotico, cioè la Francia. Per il principe in Francia è tutto strano, e così i lettori francesi

si rendono conto che non c’è un solo mondo, una sola lettura, un solo modo di fare le cose.

Attraverso la comparazione di altre culture noi esseri umani evitiamo di avere un

antropocentrismo.

Empirismo inglese e scozzese: Ferguson e Adam Smith. Ferguson dice che contano i fatti e

• non i principi, Smith invece parla del mercato (il mercato è una mano invisibile che sa

autoregolarsi).

Se c’è stata una rivoluzione industriale e quella francese allora vuol dire che vi è stata

un’accelerazione fortissima della storia: prima la vita era circolare, in un anno succedevano sempre

le stesse cose, il tempo era scandito da riti e celebrazioni, la semina, il raccolto etc. Con queste

rivoluzioni la storia diventa lineare e non è più prevedibile. Ora finalmente vi è la coscienza del

mutamento: ci si rende conto che le cose possono mutare, la società muta, i rapporti sociali possono

mutare, nulla è immutabile, ora si è artefici del proprio destino e quindi assumersi le responsabilità.

La società muta in modo rapido e apparentemente inarrestabile, e pone così il problema di

comprendere le ragioni e le direzioni i questo mutamento per controllarlo, criticarlo o per provare a

dirigerlo.

Nasce così la Sociologia, dalla congiunzione della percezione del mutamento sociale e dall’idea

moderna di scienza, la quale essendo figlia della filosofia non perderà mai sfumature filosofiche, ma

si concentrerà sui comportamenti sociali e le relazioni, basandosi sulle osservazioni, in particolare

dal 900 in poi. Prima la sociologia è molto più una filosofia: si creano delle teorie, dei modelli con i

quali interpretare la società, ma senza ricerca, fino al 900 (scuola di Chicago).

(Saint-Simon, filosofo francese specializzato in storia, scrive vd. pg 31.: lo stato va avanti perchè la

storia è cambiata, non siamo più nell’era monarchica. Weber dirà che si passa da un mondo del

destino ad un mondo della scelta, da un processo di ascrizione ad un processo acquisitivo; ora si è

artigiano del proprio destino, facciamo le nostre scelte.)

Bisogna quindi studiare la società perchè non è più sufficiente studiare i rapporti tra popolo,

monarchia e clero, adesso la società si moltiplica e quindi la domanda è come si studia la società? 2

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POSITIVISMO Prima metà dell’800

Esso ha un atteggiamento scientista, laico e orientato al progresso. E’ erede dell’illuminismo ma

abbandona le istanze critiche; riprende dall’Illuminismo il culto dell’umanità: la divinità non ha più

un ruolo preponderante, ma si guarda all’uomo. ‘Positivo’ vuol dire: da un lato la volontà di aderire

all’osservazione dei fatti contrapponendosi all’illusorio, dall’altro indica il desiderio di superare la

dimensione esclusivamente critica e negativa dell’illuminismo. Positivismo vuol dire anche un

atteggiamento positivo nei confronti della realtà sociale, perchè anche in Europa veniamo da un

periodo turbolento: la rivoluzione francese avrà anche portato l’eguaglianza ma ha anche portato il

terrore, le guerre, decapitazione etc. Con il Positivismo prende forma l’attenzione all’integrazione

sociale: cioè cosa tiene insieme la società. La vita è una, viviamo insieme ad altri esseri umani e

quindi cerchiamo di capire come viviamo questa vita in comune.

[Saint-Simon pg.31 ‘Parabola’: società fondata sulla produzione industriale e sul sapere ad esso

collegato.]

Comte

Secondo lui la conoscenza umana, così come la storia dell’uomo si svolge secondo la legge dei Tre

Stadi: Teologico: spiega la realtà in base a spiegazioni magiche e poi religiose;

• Metafisico: la vita sociale si spiegava in base al ricorso della speculazione filosofica;

• Positivo: in cui la realtà viene spiegata in base alla scienza, cioè ciò che si può spiegare in

• base alla misurazione con procedimenti scientifici.

Secondo Comte la sociologia è una fisica sociale, una scienza modellata sui tratti delle

scienze naturali intesa a rilevare i fatti e riconoscere leggi, e si compone di una statica

sociale (si occupa del modo in cui le società di autoregolano) e una dinamica sociale (studia

il mutamento della società).

Per Comte l’età del positivismo sarà l’epoca della sottomissione razionale degli uomini alle

leggi della propria natura, e gli scienziati e i tecnici ne saranno l’elite dominante.

Religione come elemento dell’integrazione sociale.

TOCQUEVILLE Prima metà dell’800

Non era un positivista, ma un osservatore dell’epoca tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800; per lui si

tratta di un’epoca di cambiamenti sociali fondamentali, ma è consapevole che il mutamento porta

vantaggi da un lato e svantaggi dall’altro.

Egli studia la democrazia: ne descrive le caratteristiche e ne mostra una sua caratteristica:

l’uguaglianza delle opportunità, gli uomini nella democrazia sono inseriti in un sistema legale in cui

i diritti sono definiti in modo tale da permettere una vasta mobilità sociale; gli uomini sono sempre

Weber).

più liberi di forgiare autonomamente la propria sorte (≡

Studia negli USA e studia la nascente democrazia statunitense (‘La democrazia in America’): la

democrazia negli USA sembrerebbe un punto di riferimento, funziona perchè c’è una distinzione tra

poteri. Vi è un presidente che detiene molto potere, può intraprendere azioni molto forti

indipendentemente senza passare dal congresso ma l’ambito giudiziario è apparentemente

completamente autonomo: può mettere sotto inchiesta anche il presidente (anche se quelle persone

vengono messe lì da qualcuno!). Inoltre l’America è costituita da Stati Federali: i governatori degli

stati hanno poteri molto forti nel loro stato e il presidente non ne può nulla. La democrazia può

essere garantita da una divisione dei poteri. Attenzione però che nella democrazia si può incappare

dittatura della maggioranza:

nella se in democrazia si perde devi completamente cedere alla parte

che ha vinto. Ma ciò che si potrebbe imparare dagli USA è che lì il ruolo del volontariato,

dell’associazionismo è molto forte: chi fa volontariato si sente utile alla società, e quindi viene

creata dalla società la possibilità di fare volontariato/associazionismo per integrarci nella società. 3

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(Ad es. l’università è pensata come luogo di integrazione, gli sport di squadra, corsi etc. sono

strumenti di integrazione nella società). La società pensa a come organizzare la società per tenerla

insieme.

[Spencer:in linea con il darwinismo egli elabora un darwinismo sociale, in cui la storia gli appare

come la traccia di un cammino evolutivo nel corso del quale gli uomini adatterebbero le forme della

loro convivenza a quelle dell’ambiente, passando da forme più semplice a quelle più complesse (≠

in realtà la teoria di Darwin era diversa). Formulò, secondo il suo darwinismo sociale, un’apologia

del liberalismo economico e della libera concorrenza.]

statistica,

Sempre in quegli anni vi è lo sviluppo della la quale ha a che fare con l’esigenza

amministrativa degli Stati nazionali: dapprima esigenze militari e fiscali ma in seguito diventa un

bisogno di informazioni più dettagliate, statistica morale, dati sulla criminalità, istruzione, povertà,

alimentazione etc.

DURKHEIM Fine 800 inizio 900

Morale

• “Che cosa tiene insieme la

Per Durkheim la domanda a cui la sociologia deve rispondere è

società?”, Morale,

e la sua risposta è che la società si tiene insieme grazie alla cioè l’insieme di

valori e di credenze che si esprimono in norme che sono condivise dalla maggioranza dei membri

solidarietà,

di una società. L’appartenenza ad una morale comune fonda la che lega fra loro i

membri di una società.

La morale può agire e influenzarci:

dall’esterno:

- insieme di leggi e norme scritte, e infrangerle provoca reazioni che puniscono;

dall’interno:

- l’individuo sente dentro di sé una spinta al rispetto delle norme stesse, e violare le

regole sociali crea in lui emozioni, come il senso di colpa.

Inoltre le regole sociali possono essere:

esplicite

- implicite:

- sono regole tacite che regolano il costume quotidiano, ci vincolano a comportarci in

un certo modo in base alla cultura di appartenenza.

Gli individui sono costretti ad ubbidire alle regole sociali della loro cultura di appartenenza,

altrimenti si viene puniti (regole esterne esplicite), oppure si viene derisi e allontanati dal resto

della società (norme implicite); se non condividiamo quelle regole sociali non possiamo vivere in

quella determinata società. Se nessuno più rispettasse le regole si tornerebbe alla situazione di

homo homini lupus, legge del più forte, che la società moderna non può più tollerare dalla

rivoluzione industriale/francese in poi, punto da quale la società si organizza per dare una stabilità

sociale. Fatti Sociali:

Le norme sono le regole sociali si impongono ai singoli come qualcosa che viene

dal di fuori, esistono nella misura in cui esistono gli uomini, ma contemporaneamente esistono

indipendentemente dagli uomini; sono fenomeni che non si possono spiegare ricorrendo solo

all’analisi psicologica dei singoli, esistono al di fuori delle coscienze individuali. L’uomo è

impregnato di socialità, non può rifiutarsi di essere una creatura sociale. Ad esempio il

linguaggio: è un fatto sociale poichè ha senso solo nel momento in cui lo si usa nella società,

inoltre è un fatto sociale perchè è stato creato e noi lo impariamo in base alla società in cui

Religione:

nasciamo. Un altro fatto sociale che permette l’integrazione sociale è la la religione

promulga credenze. A secondo della religione di appartenenza si crede che la società sia fatta in 4

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un certo modo. La religione crea gruppo, crea forza. I problemi all’interno della società si

risolvono grazie alle credenze. Le credenze permettono incontri e questi incontri rafforzano

l’integrazione sociale. La società si rafforza attraverso i riti e rituali: sono momenti di coesione

sociale e momenti di effervescenza collettiva. La religione attraverso le istituzioni sociali rafforza

la società e allo stesso tempo crea momenti di effervescenza. *pg. 69.

La Società è maggiore della somma degli individui che la compongono.

Nel momento in cui la morale non agisce più e vi è ad esempio una manifestazione, mettiamo in

dubbio la credenza che la società debba essere così com’è stata fino ad ora.

Anomia:

Si crea una momenti di mancanza di norme sociali condivise.

La società vincola e dirige il singolo (molta più importanza alla società e non al singolo) , e la

società riesce a comprendere le necessità dei singoli, e quindi permette ai singoli, in alcuni

momenti storici, di violare l’ordine sociale cioè fare in modo che le regole non valgano, momenti

di effervescenza sociale, di anomia. Durkheim giunge a questa teoria studiando delle tribù

australiane: anche loro hanno un ordine sociale ma in determinati momenti le regole vengono

Effervescenza

meno, e ci sono modi in cui si manifesta questa sociale. I riti di passaggio, le feste

sono momenti di effervescenza sociale, le regole tacite vengono annullate (es. capodanno, addio

al nubilato etc). Ma quella che sembra una sfera libera di effervescenza motiva non è che

un’ulteriore regola sociale! E’ un escamotage che la società ha trovato per far vivere

dell’effervescenza sociale: perchè sono momenti in cui la coesione tra individui viene rafforzato,

l’unione sociale viene rafforzata (es. due persone fanno qualcosa

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher DellaFilosofia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di sociologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Cerulo Massimo.
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