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Mercato delle riserve e tasso sui fondi a breve termine

Nel caso europeo si parlerà di tassi di mercato monetario: per quanto riguarda gli Stati Uniti, il

riferimento sarà al tasso dei fondi federali e sono quelli che la banca centrale cerca di

influenzare direttamente. Sono indicativi dell’orientamento della politica monetaria. Le

operazioni di mercato aperto e la politica di rifinanziamento sono gli strumenti principali che

le banche centrali utilizzano per condizionare i tassi di interesse a breve. Ma esiste un terzo

strumento, la riserva obbligatoria di liquidità, che vincola le banche a mantenere una

determinata percentuale dei loro depositi sotto forma di riserve presso la banca centrale.

Strumenti di politica monetaria convenzionali e non convenzionali

Le operazioni di mercato aperto, il risconto e gli obblighi di riserva vengono definiti

strumenti convenzionali di politica monetaria. Quando subentra una crisi finanziaria, gli

strumenti convenzionali perdono di efficacia per due motivi. Il sistema finanziario si blocca al

punto tale che diventa incapace di allocare il capitale per usi produttivi e la spesa in

investimenti e l’economia collassano. Lo shock negativo subito dall’economia può condurre al

cosiddetto problema dello zero-lower bound, laddove la banca centrale è impossibilitata ad

abbassare ulteriormente il tasso di interesse sui fondi a breve poiché esso ha già raggiunto il

livello minimo di zero. Si verifica quando gli investitori sono in grado di guadagnare di più

detenendo obbligazioni invece che contanti, e perciò i tassi di interesse nominali non possono

essere negativi. Le banche centrali devono servirsi di strumenti non convenzionali di

politica monetaria: l’immissione straordinaria di liquidità, acquisti di titoli e impegno verso

determinate azioni future di politica monetaria.

Obiettivi di politica monetaria: la stabilità dei prezzi e l’ancora nominale

I responsabili del governo sono diventati più consapevoli del costo sociale ed economico

dell’inflazione e più preoccupati del mantenimento della stabilità dei prezzo come obiettivo

della politica economica. La stabilità dei prezzi è l’obiettivo principale della politica

monetaria. È desiderabile poiché un alto tasso di inflazione crea incertezza può ostacolare lo

sviluppo economico. Il contenuto informativo dei prezzi diventa più difficile da interpretare.

L’inflazione conduce a tassi di sviluppo economico più bassi (iperinflazione). L’inflazione

rende più incertezza la pianificazione del futuro. È più difficile decidere quanto mettere da

parte per i costi futuri. L’inflazione può creare tensione nel tessuto sociale di un paese.

L’elemento centrale di una politica monetaria efficace è l’uso di un’ancora nominale, ovvero

una variabile attraverso cui vincolare il livello dei prezzi. L’accettazione di un’ancora

nominale che mantenga la variabile all’interno di uno stretto range favorisce la stabilità dei

prezzi attraverso la formazione di aspettative di inflazione stabili. Essa può limitare il

problema dell’incertezza temporale , per il quale la politica monetaria condotta su basi

discrezionali porta a risultati di lungo periodo insoddisfacenti. Anche i responsabili della

politica monetaria affrontano un problema di incoerenza temporale. Sono tentati dal seguire

una politica discrezionale più espansiva perché possono sostenere la crescita economica. La

migliore scelta tuttavia non è quella di perseguire una politica espansiva perché, quando

vedono la banca centrale orientarsi verso una politica espansiva, i lavoratori e imprese alzano

le loro aspettative di inflazione, spingendo in alto i salari e i prezzi. Ciò porta ad un’inflazione

più alta, ma non dà luogo a un aumento della produzione. Una banca centrale otterrà risultati

più efficaci nel controllo dell’inflazione a lungo termine se non cercherà di sorprendere la

gente con una politica espansiva inattesa. Tuttavia, se riconoscesse che una politica 2

discrezionale darebbe risultati insoddisfacenti, potrebbe non essere in grado di perseguire un

controllo più efficace dell’inflazione. I rappresentati politici possono fare pressioni sulla banca

centrale per sostener eil tasso di sviluppo dell’economia attraverso una politica monetaria

espansiva. Un’ancora nominale può aiutare a evitare il problema dell’incoerenza temporale

nella politica monetaria, fornendo un vincolo esplicito alla discrezionalità.

Altri obiettivi della politica monetaria

Gli altri obiettivi della politica monetaria sono cinque:

Tasso di occupazione elevato: un tasso di occupazione elevato è un obiettivo perché

o la situazione contraria causa condizioni di miseria e aumenta la criminalità e perché,

quando la disoccupazione è alta, l’economia dispone di lavoratori inattivi e di mezzi

inutilizzabili, con conseguente perdita di produzione e diminuzione del PIL. Quanto

dovrebbe essere elevato? Quando nessun lavoratore è privo di un impiego. Ma questa

definizione non tiene conto della disoccupazione frizionale, dovuta alle ricerche dei

lavoratori, ed è positiva per l’economia. C’è inoltre la disoccupazione strutturale,

ovvero un disallineamento fra i requisiti professionali e le capacità dei lavoratori. È

qualcosa per cui la politica monetaria può fare molto poco. L’obiettivo dovrebbe

mirare a un tasso coerente con la piena occupazione, dove la domanda e l’offerta di

lavoro si equivalgono (tasso naturale di disoccupazione). Quale tasso di

disoccupazione è coerente con la piena occupazione? Le valutazioni correnti collocano

il tasso naturale di disoccupazione tra il 5% e il 6% ma è soggetto ad incertezze ed è

possibile che una politica adatta possa far diminuire il tasso naturale di

disoccupazione. Poiché il livello di disoccupazione è legato al livello di attività, al tasso

naturale di disoccupazione si ottiene un certo grado di output corrispondente al tasso

naturale di produzione, ovvero alla produzione potenziale. Ciò che possono fare le

banche è spingere il livello di output verso il tasso naturale di produzione, cioè cercare

di stabilizzare il livello di produzione intorno al suo tasso naturale.

Sviluppo economico: l’obiettivo di uno sviluppo economico costante è collegato a

o quello di un’elevata occupazione, perché quando la disoccupazione è bassa è più

probabile che le aziende investano in intensità di capitale. Se la disoccupazione è alta e

le fabbriche lavorano al minimo, non è conveniente investire in impianti. Le politiche

possono essere mirate alla promozione, invogliando le aziende a investire o favorendo

il risparmio da parte del pubblico. Questo è lo scopo dichiarato dalle politiche (supply-

side policies) volte a stimolare la crescita mediante la concessione di incentivi fiscali

indirizzati a indurre i contribuenti a risparmiare di più.

Stabilità dei mercati finanziari: le crisi finanziarie possono interferire con la capacità

o dei mercati di canalizzare i fondi ai soggetti con opportunità di investimento

produttivo, portando a una contrazione nell’attività economica. La promozione di un

sistema in cui siano evitate le crisi è un obiettivo importante. La stabilità finanziaria è

favorita dalla stabilità dei tassi di interesse perché le loro fluttuazioni generano grande

incertezza.

Stabilità dei tassi di interesse: la stabilità dei tassi è importante perché le

o fluttuazioni possono rendere più difficile pianificare il futuro. Rendono più difficoltoso

per i consumatori decidere quando acquistare una casa. Una banca centrale potrebbe

anche voler ridurre i movimenti al rialzo nei tassi di interesse

Stabilità dei cambi: il valore del dollaro rispetto alle altre valute è diventato di

o notevole rilevanza. Un incremento nel valore del dollaro rende le industrie statunitensi

meno competitive rispetto a quelle estere. Fare sì che il valore del dollaro non sia 3

soggetto a grandi variazioni rende più facile per le aziende organizzarsi in anticipo. La

stabilizzazione dei movimenti estremi del valore del dollaro viene considerata un

obiettivo di rilievo della politica monetaria.

Politica monetaria europea

Il funzionamento della politica monetaria si fonda sulla capacità della banca centrale di

regolare la quantità di base monetaria in circolazione. Il monopolio dell’offerta della base

monetaria contente di controllare il livello delle riserve bancarie e le condizioni del mercato

monetario; si crea la possibilità di influenzare l’andamento dei tassi di interesse a breve.

D’altro canto, il sistema bancario esprime una domanda di riserve di liquidità. Si determina un

mercato delle riserve di liquidità delle banche, con una funzione di offerta sotto controllo

della banca centrale, una funzione di domanda che riflette il fabbisogno di mezzi di

pagamento, e gli obblighi di riserva, regolati dalla banca centrale. Quest’ultima è in grado di

dirigere l’andamento dei tassi e rappresenta uno strumento attraverso cui la banca può

influire sul comportamento degli operatori dell’economia. Questa proposizione delinea ciò

che viene definito come meccanismo di trasmissione della politica monetaria. Nel lungo

periodo, la politica monetaria non può influenzare la crescita economica: una variazione della

quantità di moneta non avrà effetti permanenti sulle variabili reali. La politica monetaria può

fornire un contributo alla realizzazione degli obiettivi della politica economica attraverso il

perseguimento della stabilità dei prezzi. L’obiettivo primario dell’Eurosistema e della politica

monetaria europea è quello del mantenimento della stabilità dei prezzi. Gli altri obiettivi sono

un elevato livello di occupazione, una crescita sostenibile e non inflazionistica, u alto grado di

competitività e di convergenza dei risultati economici.

Meccanismo di trasmissione della politica monetaria

Si sviluppa un processo dinamico che coinvolge una complessa rete di influenze, per arrivare

dalle leve di intervento alla variabile obiettivo. È possibile individuare distinti canali di

trasmissione. Il processo è avviato dalla decisione della banca centrale di variare i tassi di

interesse, quindi il costo dei fondi che il sistema bancario richiede alla banca centrale.

Supponiamo un aumento, l’effetto sarà di indurre le banche a trasferire il maggior costo della

propria provvista in un incremento dei tassi di interesse sul credito concesso alla clientela. Le

aspettative sul tasso a breve si rifletteranno sul tasso di medio termine, allargando l’effetto

verso il mercato del credito. I cambiamenti sono destinati ad esercitare un impatto su diverse

variabili. Si modificano le condizioni di offerta del credito e di disponibilità monetarie. Si

creeranno condizioni di restrizione e di scarsità. Si modificano gli equilibri in altri mercati,

come quello delle attività finanziarie e dei cambi. Ci si deve attendere che a un rialzo dei tassi

segua un movimento negativo del prezzo delle attività finanziarie. Verranno influenzate le

decisioni di consumo, le famiglie saranno condizionate in diversi modi: diventa poco costoso il

finanziamento del consumo e delle spese di investimento; la riduzione del prezzo delle attività

finanziarie avrà un effetto di ricchezza negativo; la percezione dell’impoverimento indurrà a

ridimensionare le spese. I comportamenti attesi saranno orientati a ridurre il livello della

domanda aggregata, con risultato di diminuzione delle spinte al rialzo dei prezzi interni. Il

canale di trasmissione rappresenta rappresentato dal tasso di cambio può agire sul livello dei

prezzi all’importazione. Se il rialzo dei tassi di interesse porta a un rafforzamento del cambio

della valuta nazionale, i beni dei prezzi importati tenderanno a calare: nel caso di beni di 4


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Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale e management
SSD:
A.A.: 2016-2017

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