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Riassunto esame sistema finanziario, docente Corvino, libro consigliato " Istituzioni e Mercati finanziari", Mishkin-Eakins: perche esistono le istituzioni finanziarie, i costi di transazione, i conflitti di interesse, azzardo morale e selezione avversa

Riassunto per l'esame di Sistema finanziario, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Corvino: "Istituzioni e Mercati Finanziari, Mishkin; Eakins. Perche esistono le istituzioni finanziarie, i costi di transazione, i conflitti di interesse, azzardo morale e selezione avversa

Esame di Sistema finanziario docente Prof. G. Corvino

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capital raccoglie le risorse dei propri soci e le utilizza per finanziare la crescita di nuove

aziende. A fronte delle risorse apportate, la società riceve una quota del capitale azionario

della nuova azienda. Tale società si impone affinché alcuni suoi rappresentanti facciano parte

dell’organo esecutivo dell’azienda. Ciò garantisce di mantenere una stretta vigilanza sulle

attività. Una società di venture capital che finanzia lo start-up di un’azienda investe in titoli

che non sono negoziabili in un mercato secondario. Non esistono pertanto altri potenziali

investitori che possano approfittarsi dell’azione di controllo svolta da questa società, la quale,

potendo godere di vantaggi derivanti dal monitoraggio, ha sufficienti informazioni per ridurre

l’azzardo morale.

Se fosse possibile strutturare il contratto in modo tale che esso si presenti in determinate

situazioni, ci sarebbe una minore necessità di monitorare il management e risulterebbe più

appetibile di quello azionario. Il contratto di debito è un accordo che prevede che il debitore

corrisponda al creditore importi fissi a scadenze predefinite, indipendentemente dagli utili

dell’azienda, dal momento che il livello dei pagamenti a cui ha diritto non cambia. Il detentore

di un titolo di debito non è interessato a sapere se i manager agiscono in modo disonesto, a

meno che tale comportamento non comprometta la capacità dell’azienda di rispettare i

termini del contratto. Solo nel caso in cui l’azienda risulti insolvente il detentore sarà

chiamato a svolgere un’azione di verifica dei profitti aziendali. Il fatto che a un contratto di

debito si associno una minore esigenza di monitorare l’azienda e più bassi costi di verifica

spiega perché questi contratti sono strumenti di finanziamento usati più spesso dei contratti

azionari.

Azzardo morale nel mercato del debito

Anche i contratti di debito sono soggetti all’azzardo morale. Dal momento che un contratto di

debito impone il pagamento di un importo fisso e lascia liberi di disporre di tutti i profitti in

eccesso, le aziende che emettono debito hanno un elevato incentivo a intraprendere progetti

di investimento più rischiosi. Per questo le banche potrebbero non concedere finanziamenti.

Risolvere l’azzardo morale nel mercato del debito

Quando le aziende che emettono debito hanno più capitale proprio, l’incentivo a comportarsi

in un modo che i creditori troverebbero discutibile sarà ridotto, perché i debitori stessi

avrebbero molto da perdere. Un capitale netto elevato attenua il problema dell’azzardo

morale perché rende il contratto di debito incentive-compatible, cioè mette sullo stesso

piano gli incentivi del debitore e quelli del creditore. Più grande sarà il capitale netto del

debitore, maggiore sarà il suo incentivo a comportarsi nel modo in cui il creditore prevede,

per cui minore sarà l’azzardo morale e più facile sarà per l’azienda ottenere un prestito.

Quando il capitale netto del debitore è limitato, il problema dell’azzardo morale risulta più

grande ed è più difficile per l’azienda ottenere un prestito.

È possibile predisporre nel contratto clausole restrittive che vincolino il comportamento del

prenditore di fondo. Sono volte a eliminare i comportamenti sgraditi o a promuovere quelli

desiderati. Ne esistono quattro tipi:

Clausole per scoraggiare comportamenti indesiderabili. Alcune indicano che il

• prestito può essere usato solo per finanziare attività specifiche, quali l’acquisto di

attrezzature; altre limitano le attività rischiose che il debitore può intraprendere.

Clausole per incoraggiare comportamenti desiderabili. Potrebbero richiedere al

• titolare di un mutuo ipotecario di stipulare un’assicurazione sulla vita che consenta 5

l’automatico rimborso del prestito alla sua morte, o il rispetto di un certo livello

minimo di alcuni coefficienti.

Clausole che impegnano a mantenere alto il valore della garanzia. Possono

• richiedere al debitore di mantenere in buono stato il bene fornito come garanzia,

assicurandosi che rimanga in suo possesso. Questa clausola è molto frequente. Oppure

se il destinatario di un mutuo ipotecario deve assicurare l’abitazione contro il rischio

di incendio e deve rimborsare il prestito prima di poter vendere la casa.

Clausole che impegnano a fornire informazioni. Per esempio sotto forma di

• rapporti trimestrali, al fine di semplificare i controlli da parte del creditore e di ridurre

l’azzardo morale. Può anche prevedere che il creditore abbia il diritto di controllare in

qualsiasi momento i libri contabili dell’azienda

I contratti di debito sono sovente documenti complessi che richiedono clausole restrittive allo

scopo di ridurre i casi di azzardo orale.

Le clausole restrittive non eliminano l’azzardo morale. È impossibile definire condizioni che

annullino ogni attività rischiosa. Inoltre i debitori potrebbero essere talmente abili da trovare

scappatoie. Le clausole devono essere fatte rispettare; occorre che qualcuno controlli il

comportamento del debitore. Una clausola è inefficace se questi può violarla perché sa che il

creditore non controllerà o sarà poco disposto a pagare i costi di un ricorso. Dato che

accertare e far applicare le clausole è costoso, si presenta un problema di free-riding. Se altri

possessori di obbligazioni stanno facendo verifiche, potrete godere dei loro controlli. Alla fine,

non vi sarebbero sufficienti risorse dedicate al controllo e l’azzardo morale continuerebbe ad

essere un problema. Gli intermediari riescono ad evitare il problema del free-riding in quanto

concedono prestiti privati. Difficilmente i contratti di prestito potranno essere scambiati fra

controparti diverse da quelle originarie e nessun altro potrà approfittare delle verifiche.

L’intermediario che concede prestiti non negoziabili gode di tutti i benefici del controllo e del

rispetto delle clausole: ha incentivo a operare in modo tale da limitare la questione

dell’azzardo morale. Gli intermediari rappresentano un circuito di allocazione di fondi più

efficiente rispetto a quello dei mercati dei titoli negoziabili.

Conflitto di interessi

Gli intermediari svolgono un ruolo importante nel sistema finanziario. Godono di un

vantaggio di costo della produzione di informazioni: le raccolgono, elaborano e distribuiscono,

e possono utilizzarle varie volte, realizzando economie di scala. Fornendo servizi diversi ai

loro clienti, sono in grado di ottenere economie di scopo, cioè ridurre il costo di produzione

delle informazioni utilizzando le stesse per ogni servizio, il che consente di ridurre il costo di

produzione.

La presenza di economie di scopo genera costi potenziali sotto forma di conflitti di interessi.

Essa è una manifestazione del problema di azzardo morale che sorge quando un individuo ha

molteplici obiettivi e deve scegliere tra obiettivi contrastanti. Può verificarsi allorché un

intermediario eroga più servizi confliggenti fra loro, incentivando un individuo a occultare le

informazioni. Una riduzione notevole nelle qualità delle informazioni disponibili aumenta il

livello di asimmetria informativa e impedisce ai mercati di allocare i fondi, peggiorando

l’efficienza dei mercati.

Tre tipi di attività hanno generato problemi di conflitto di interessi:

Underwriting e ricerca delle banche di investimento. Le banche di investimento

• svolgono attività di ricerca sulle società che emettono i titoli e li sottoscrivono, per poi

venderli. Le banche combinano servizi finanziari distinti per generare sinergie

informative. Un conflitto di interessi è presente tra l’attività di brokeraggio (vendita

dei titoli agli investitori) e quella dell’underwriting, perché la banca sta servendo due 6

tipi di clientela: le società che emettono titoli e gli investitori a cui venderli. Questi

gruppi hanno esigenze informative diverse: gli emittenti traggono beneficio da una

ricerca ottimista, gli investitori si aspettano una ricerca imparziale. Per trarre

vantaggio dalle economie di scopo, a entrambi i gruppi verranno fornite le stesse

informazioni. Quando i profitti derivanti dall’attività di sottoscrizione eccedono le

commissioni di brokeraggio, si presenta un forte incentivo ad alterare le informazioni

fornite agli investitori per assecondare le necessità delle società emittenti, che

altrimenti perderebbero clienti. Gli analisti delle banche potrebbero creare distorsioni

nelle loro ricerche per compiacere le società emittenti. Un’altra pratica che sfrutta il

conflitto di interessi è lo spinning. Nel caso di IPO promettenti, lo spinning si verifica

quando la banca di investimento assegna una parte delle azioni, a un prezzo inferiore

al normale, ai dirigenti di altre aziende in cambio del loro impegno a operare con la

banca di investimento stessa. Poiché in genere le azioni di nuovo collocamento salgono

di prezzo, lo spinning è una forma di tangente finalizza a influenzare i dirigenti delle

società a scegliere i servizi di una certa banca di investimento. Ciò peggiora l’efficienza

dei mercati.

Auditing e consulenza nelle società di revisione. Un revisore dei conti verifica i libri

• contabili delle società e controlla la qualità delle informazioni, a scopo di ridurre

l’asimmetria informativa. Nell’attività di auditing, le minacce alle qualità del controllo

nascono quando una società di revisione fornisce al suo cliente sia servizi di auditing

sia altri servizi di consulenza. Questi fornitori sfruttano economie di scala e scopo, ma

generano due fonti di conflitto di interessi: i revisori dei conti potrebbero essere

disposti ad alterare i loro giudizi per ottenere altri incarichi di consulenza da quelli

stessi clienti; i revisori potrebbero trovarsi a verificare i sistemi informativi che i loro

stessi colleghi hanno suggerito all’impresa cliente e potrebbero essere riluttanti a

esprimere critiche. L’esito potrebbe essere una revisione contabile condizionata, che si

traduce in minori informazioni e in una maggiore difficoltà nell’allocamento efficiente

del capitale. Un altro conflitto si riscontra quando un revisore dei conti emette un

giudizio sulla qualità dei bilanci eccessivamente favorevole per incrementare l’attività

di revisione.

Valutazione del merito di credito e consulenza nelle agenzie di rating. Gli

• investitori usano il rating per determinare il valore del credito degli emittenti. La

valutazione svolge un ruolo fondamentale nella determinazione del prezzo dei titoli.

Un conflitto di interessi può sorgere quando più operatori con interessi divergenti

dipendono dai rating creditizi. Gli investitori e le autorità di vigilanza si aspettano una

valutazione imparziale, mentre l’emittente trae beneficio da un rating favorevole. Gli

emittenti pagano per ottenere un rating. Perciò gli investitori e le autorità sono

preoccupati che le agenzie di rating possano emettere valutazioni benevole allo scopo

di attrarre più clienti. Le agenzie di rating hanno iniziato ad offrire altri servizi di

consulenza, per aiutare gli emittenti a ottenere un rating migliore. Le agenzie si

trovano a valutare il loro stesso lavoro, generandosi conflitto di interessi analogo a

quello delle società di revisione che offrono servizi di consulenza. Inoltre le agenzie

possono assegnare rating benevoli allo scopo di attirare nuovi clienti per la loro

attività di consulenza. La minore qualità dei rating prodotti potrebbe incrementare

l’asimmetria informativa nei mercati, diminuendone la capacità di allocare il credito in

modo efficiente.

Cosa è stato fatto per risolvere il conflitto di interessi

Negli Stati Uniti sono state adottate due misure finalizzate a risolvere il conflitto di interessi: 7

Sarbanes-Oxley Act (2002). Le proteste dell’opinione pubblica a seguito degli

• scandali finanziari hanno condotto all’approvazione del Public Accounting Reform and

Investor Protection Act (o Sarbanes-Oxley Act). Ha quattro caratteristiche:

Aumenta la capacità di vigilanza per individuare e prevenire i conflitti di

o interesse

Creando il PCAOB (Public Company Accounting Oversight Board) per

§ controllare le società di revisione e garantire un auditing efficace

Allargando il budget della SEC per la vigilanza

§

Limita direttamente i conflitti di interessi

o Sancendo come illegale per una società di revisione la fornitura di servizi

§ diversi contemporaneamente all’auditing

Disincentiva le banche di investimento affinché non sfruttino i conflitti di

o interesse

Individuando nuovi reati per l’ostacolo alle indagini

§

Contiene misure per migliorare l’informazione dei mercati

o Richiedendo che gli amministratori delegati attestino la correttezza

§ dell’informazione periodica

Richiedendo che i membri del comitato di controllo siano indipendenti,

§ cioè non possano essere manager della società o ricevere compensi.

Global Legal Settlement (2002). Si basa su tre punti:

• Limita direttamente i conflitti di interesse

o Stabilendo che le banche debbano troncare i collegamenti tra le loro

§ divisioni di ricerca e le operazioni di investment banking

Vietando lo spinning

§

Disincentiva le banche di investimento a sfruttare i conflitti di interesse

o Sanzionando le banche

§

Contiene misure per migliorare la qualità dell’informazione nei mercati

o Richiedendo che ogni banca sia tenuta a rendere pubbliche le valutazioni

§ Obbligando banche che svolgono attività di brokeraggio a sottoscrivere

§ un contratto con tre società indipendenti per la fornitura di servizi di

ricerca

Anche in Italia sono state introdotte innovazioni, in particolare le Disposizioni per la tutela del

risparmio e la disciplina dei mercati finanziari. Si sono registrati diversi episodi di crisi che

hanno provocato perdite rilevanti e scosso la fiducia dei risparmiatori: default di grandi

gruppi industriali, quello di paesi sovrani, la performance negativa di prodotti bancari poco

trasparenti. All’origine delle situazioni di crisi sono stati individuati due ordini di fattori nel

campo delle tutele del risparmiatore. I primi sono relativi al funzionamento dei mercati e dei

controlli, fra i quali le carenze nei sistemi di governance delle imprese, inadeguata

distribuzione delle competenze fra autorità di controllo e regime sanzionatorio insufficiente.

Altri fattori riguardano i rapporti fra banche e clienti, tra cui la prestazione congiunta da parte

delle banche di più attività che possono essere in conflitto, la valutazione inadeguata del

rischio per gli investitori implicito nel collocamento di titoli e la concessione di credito agli

azionisti della banca.

Ne sono derivati diversi interventi:

1. L’adozione per le società quotate di un Consiglio di Amministrazione con

amministratori di minoranza e un rafforzamento dei controlli tramite il collegio

sindacale

2. Il rafforzamento dei poteri della CONSOB sulle modalità di nomina dei sindaci

3. L’inasprimento della disciplina sanzionatoria dei reati e degli illeciti amministrativi 8


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Fancia95

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale e management
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Fancia95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistema finanziario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bocconi - Unibocconi o del prof Corvino Giuseppe.

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