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Principi di base

Da che cosa si riconosce la testualità

Caratteristiche della negoziazione biplanarità, chiusura, tenuta, molteplici livelli e intertestualità. La testualità esclude ogni forma di ontologia: non esistono testi con precisi contenuti e precise forme. Del testo, tutto è negoziato, a partire dai suoi confini spaziali e temporali.

Per quanto riguarda i confini spaziali, pensiamo a un testo teatrale: siamo abituati a pensare che il palcoscenico sia il suo confine. Tuttavia, questi confini sono negoziati e possono diventare oggetto di contrattazione: gli attori, infatti, possono decidere di scendere in platea.

Per quanto riguarda i confini temporali, pensiamo a una conversazione quotidiana: esistono delle norme che regolano i turni fra gli interlocutori e delle frasi che decretano la chiusura della conversazione stessa ("devo andare" "ti devo salutare"…). Queste norme rappresentano il confine temporale della conversazione, che tuttavia, può essere rinegoziato qualora l’interlocutore non abbia intenzione di concludere la conversazione e voglia continuare a chiacchierare.

Biplanarità

Esistono due piani:

  • Espressione
  • Contenuto

Ognuno di questi due piani è dotato di:

  • Una materia
  • Una forma
  • Una sostanza

Tutto ciò immagini, tutto ciò significati ritaglia, tra ritaglia, fra che può che che può che tutte le tutti i La solidarietà fra la forma dell’espressione e la forma del contenuto fa emergere la significazione.

Chiusura

I confini testuali, pur non essendo ontologici, e per quanto sottoposti a continue negoziazioni, devono comunque esserci. Per comprendere questo concetto, prendiamo come esempio quello della città: per essere definita e percepita come tale, deve avere dei confini (di qualsiasi tipo e dimensione).

Tenuta

È l’organizzazione semantica, la struttura, di cui ogni testo deve essere dotato: guardando un testo, a colpo d’occhio dobbiamo riuscire a scorgerne i confini e l’organizzazione narrativa. La tenuta, ovviamente, non esclude la trasformazione interna e la processualità del testo: quasi mai il testo assume una forma circolare. Nella maggior parte dei casi ciò che è all’inizio e ciò che è alla fine non è mai la stessa cosa e il valore semantico degli elementi che lo compongono si modifica nel corso del testo.

Molteplici livelli

Un testo può essere spiegato attraverso molteplici livelli di senso (semplice o complesso, concreto o astratto…). Il senso di un testo può essere contratto o espanso, spiegato attraverso numerosi elementi o riassunto in pochi tratti definitori.

Intertestualità e traduzione

La chiusura del testo non implica il suo isolamento. Ogni testo comunica con altri testi e contiene al suo interno ‘biglietti da visita’ per leggerne altri: in ogni testo, infatti, sono sempre presenti altri testi.

Principio di pertinenza. Non esistono segni isolati, elementi che hanno un significato di per sé. I testi sono composti da reti di segni che, relazionandosi tra loro, producono processi di significazione.

Ogni singolo elemento, dunque, dipende dagli altri, ed è solo la loro interazione che costituisce la testualità. Per capire il concetto, prendiamo come esempio la lettera A, che di per sé, isolata dal contesto, può significare tutto e niente. Il significato della lettera A varia al variare del sistema in cui si trova collocata, del testo di cui fa parte (nel contesto dell’alfabeto, la A è la prima lettera; in una frase in francese può essere la terza persona singolare del verbo avere; ancora, in una frase in inglese può essere un articolo indeterminativo).

I segni, dunque, non hanno significato di per sé, ma solo in quanto inseriti in un contesto, in una rete di relazione che li unisce ad altri segni. Per comprendere un testo, allora, non bisogna partire dagli elementi singoli (parole, segni, oggetti, tratti grafici, figure…), ma bisogna considerare direttamente gli intrecci di questi elementi, cercando le relazioni che producono significato (= gli elementi pertinenti). Per comprendere un testo, dunque, bisogna sviscerare i livelli di senso in cui esso è strutturato.

Principio generativo

Cosa significa livello di senso?

Il senso può essere espresso in modo più o meno concentrato, più o meno espanso a seconda dei casi, delle esigenze specifiche, degli obiettivi comunicativi e del contesto in cui è inserito. I livelli di senso sono i diversi modi in cui esso può essere espresso: dal modo più semplice e astratto a quello più complesso e concreto.

Passando da un livello all’altro, il significato non resta esattamente lo stesso: si perde o si guadagna qualcosa a seconda dei casi. Quindi, ciò che a un determinato livello non si coglie, diviene progressivamente più chiaro nei livelli successivi. Questo processo è detto percorso generativo: nel corso dell’analisi, bisogna progressivamente ricostruire il livello soggiacente per comprendere ciò che nel livello precedente non può essere colto.

Alla luce di queste considerazioni, il testo può essere paragonato a una pasta sfoglia, il cui spessore è formato di strati giustapposti e il cui senso si riesce a cogliere non appena si comincia a mangiarla.

Il percorso generativo consiste nel passaggio da un livello di pertinenza a quelli progressivamente più profondi, più complessi e concreti. Il livello più profondo è quello delle strutture narrative che, a sua volta, può essere suddiviso in due strati (strato fondamentale e strato antropomorfo). Questo livello prende in considerazione le invarianze semiotiche, ovvero quei fenomeni riscontrabili in modo pressoché analogo in tutti i testi, anche se si tratta di fenomeni apparentemente molto diversi tra loro. Il livello delle strutture narrative, dunque, è generalizzabile a ogni situazione o cultura.

Il livello successivo è quello delle strutture discorsive, caratterizzato, rispetto al precedente, dalla differenziazione semiotica: è in questo livello, infatti, che si producono le variazioni semiotiche, ovvero i vari tipi di discorso appartenenti alle diverse culture. Ogni discorso è uno specifico modo di enunciare le strutture narrative, una concretizzazione delle strutture narrative profonde.

Grazie al meccanismo della testualizzazione i discorsi si concretizzano in veri e propri testi (ad esempio, il discorso pubblicitario si concretizza in uno spot, in un annuncio stampa, in un comunicato radio…) e i linguaggi acquisiscono le loro specificità (verbale, iconica, gestuale…).

Strutture narrative

  • Invarianze semiotiche
  • Generalizzabile ad ogni situazione e cultura

Strutture discorsive

  • Variazioni semiotiche
  • Ogni discorso è un modo di enunciare le strutture narrative

Testualizzazione

  • I discorsi si concretizzano in testi
  • I linguaggi acquisiscono le loro specificità

Questo modello non rappresenta l’effettiva costruzione di un determinato testo: un musicista che vuole comporre una sinfonia, lo farà senza preoccuparsi di ordinare i suoi elementi nei vari livelli di pertinenza semiotica. È compito dell’analisi semiotica proiettare il percorso generativo sul testo, ordinando così i suoi elementi in vari livelli di pertinenza. L’analisi semiotica parte dalla superficie (dal livello della testualità), per scendere poi, a poco a poco, ai livelli più profondi.

Testo e cultura

Un testo può contenere al suo interno un’intera cultura. Un qualsiasi testo (ad esempio una poesia o un oggetto di design) non è un oggetto chiuso: la significazione non è limitata dai confini più o meno ampi del testo (il divano, ad esempio, non è soltanto un oggetto per sedersi, ma anche la manifestazione estetica di un certo modo di stare in salotto, di interagire con gli altri e di fare arredamento accoppiandosi con altri oggetti).

L’analisi testuale non consiste nell’adattare i testi ai contesti, cercando di spiegare i primi a partire dai secondi. Fra testo e contesto, infatti, non esiste una differenza ontologica a priori, ma solo una gerarchia variabile di relazioni: così, un testo, secondo una prospettiva diversa, può diventare contesto (ad esempio, una poesia che diventa modello di produzione estetica).

Il testo della cultura è sia il singolo testo che la cultura produce al suo interno, sia la testualità intera di quella cultura. Ogni testo emana la sua aura di contesto e, quando viene estirpato dal suo contesto originario, ne produce un altro (ad esempio il crocifisso che, portato via da una chiesa, in cui valeva come oggetto religioso, e spostato in un museo, diventa un’opera d’arte). Ogni testo entra in dialogo con l’esterno, come un edificio che con il suo stile dà senso a tutti gli altri che lo circondano, per similitudine o per contrasto.

Principio della narratività

Narrazione e narratività

Non bisogna confondere narrazione e narratività:

Narrazione

  • Riguarda tutti i prodotti testuali che vengono intesi come racconti (fiabe, leggende, novelle) o che raccontano storie (romanzi, poemi, film, opere teatrali…)
  • Si usa per designare certe opere come narrative

Narratività

  • Concerne le caratteristiche costanti, essenziali, formali e astratte che si trovano in tutti i prodotti testuali (anche quelli molto diversi dai racconti propriamente detti, come ad esempio un balletto, l’architettura di un edificio, un’immagine pubblicitaria…)
  • Accomuna una serie di fenomeni discorsivi diversi, ritrovando in essi alcune costanti formali

Tra narrazione e narratività c’è una parziale sovrapposizione: c’è narratività in ogni narrazione, ma non sempre narrazione dove c’è narratività.

È proprio la struttura narrativa del testo a garantirne il potere significativo e l’efficacia comunicativa.

Strutture elementari della significazione

La narratività è un processo orientato di trasformazione. Nessun significato e nessun racconto, infatti, si danno alla staticità assoluta: nessuna cosa, persona o situazione acquista significato se non paragonata a ciò che era prima, a ciò che potrà diventare e a qualcosa che potrebbe stare al suo posto.

Il quadrato semiotico è lo schema mediante il quale si rappresentano le strutture narrative.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/05 Filosofia e teoria dei linguaggi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martina.provera di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Semiotica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Bartezzaghi Stefano.
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