La semiotica del testo
Le culture sono semiosfere entro cui si agitano testi che parlano d'altri testi. Per testo si intende una qualunque configurazione di senso che si rende empiricamente percepibile mediante una o più sostanze. Esso è una relazione fra oggetto, entità e un qualche contenuto articolato, è un meccanismo formale grazie a cui le culture esistono e resistono; possiede un piano del contenuto e un piano dell'espressione.
Un testo può contenere al suo interno un'intera cultura e man mano che si scende verso i livelli più profondi del percorso generativo si incontrano configurazioni culturali più ampie. Con "testo della cultura" si indica sia il singolo testo che una cultura produce al suo interno sia la testualità intera di quella cultura.
Ogni fenomeno è pensabile come un testo, ma solo dopo averne ricostruito le articolazioni interne ed esterne è possibile distinguere ciò che ha natura testuale da ciò che ha una natura contestuale. Se pure i testi non risultano essere tali dal punto di vista empirico, possono essere esaminati dal punto di vista teorico-metodologico.
La semiotica ha un dominio di indagine molto ampio che coincide con le culture, è una metodologia generale delle scienze umane e sociali. La semiotica del testo nasce nel corso del Novecento e coincide con la semiotica generale.
Caratteristiche di fondo della testualità
- Principio della negoziazione: Esso elimina ogni forma di ontologia. Il segno e i suoi elementi minimi sono realtà polari che cambiano di volta in volta il loro ruolo. Del testo tutto è negoziato, a iniziare dai suoi confini, spaziali o temporali, fisici o semantici.
- Biplanarità: Caratteristica che presuppone due piani reciproci, espressione e contenuto, ognuno dei quali è dotato di materia, di una forma che la ritaglia e di una sostanza che deriva da questo ritaglio. A fondare il testo è la solidarietà di base fra una forma dell'espressione e una forma del contenuto. Il testo è il processo di una messa in relazione fra due concomitanti operazioni di formazione in continua trasformazione (negoziazione); è solo quando le operazioni di formazione sono avvenute, parallelamente e in funzione reciproca, che si dà senso umano e sociale.
- Chiusura testuale: La frontiera testuale è sempre variabile, ma i confini di un testo, seppur non ontologici e sottoposti a continue negoziazioni, devono esserci. Essi devono segnare quella discontinuità costitutiva, quella basilare percezione della differenza senza le quali nessuna significazione potrebbe aver luogo. Se anche non viene espressa, la chiusura deve essere significata.
- Tenuta del testo: La tenuta va intesa nel senso del celebre insegnamento strutturalista saussuriano per cui in una lingua "tout se tient". La tenuta testuale genera l'articolazione interna (strutturalità) e i bordi. Con questo principio si evita una certa tendenza alla regolamentazione a priori, alla fissità. La tenuta richiede la trasformazione interna (processualità).
- Molteplici livelli del testo: Il testo può essere spiegato in molti livelli di senso, il medesimo senso può essere espanso o concentrato. La conformazione semantica di un insieme testuale può essere colta in modo semplice o complesso, astratto o concreto (percorso generativo del senso). Si collega qui l'idea che ogni testo, oltre a un suo contenuto enunciato, contiene al suo interno anche l'immagine della sua comunicazione (enunciazione).
- Intertestualità e traduzione: Per intertestualità si intende la presenza nel testo di altri testi, che s'inscrive in una cultura mediante una serie di rimandi che pongono al centro della sua conformazione il processo della traduzione. Il senso si dà per trasformazione.
Principio di pertinenza
Ogni singolo elemento dipende dagli altri con cui interagisce, ed è solo la loro interazione a costituire la testualità, ossia la significazione, il senso articolato culturalmente valido. La pertinenza consiste nella scelta del punto di vista, ossia del sistema che si fa valere in quel momento, a partire dal quale rilevare il valore di un elemento in relazione agli altri di quel medesimo sistema, secondo quello stesso punto di vista. L'analisi del testo è una procedura il più possibile rigorosa, atta a rintracciare l'intreccio di pertinenze che costituiscono una determinata configurazione di senso; l'errore che non va fatto è quello di partire dagli elementi singoli.
Principio generativo
I livelli di senso di un testo non sono altro che i vari possibili modi in cui esso può essere parafrasato. Passando da un livello di senso all'altro il significato non rimane esattamente lo stesso, si perde o si guadagna qualcosa; così ciò che a un determinato livello non si coglie diviene chiaro in un altro, finché, quando gli obiettivi descrittivi sono raggiunti, l'analisi non si conclude. Si parla di percorso generativo perché c'è la necessità di ricostruire uno strato di senso soggiacente che permetta di far luce su ciò che a uno sguardo immediato non può essere colto.
Ricostruzione delle gerarchie sottostanti, idea dell'analisi come passaggio da un livello di pertinenza a un altro, in modo da simulare la generazione del testo. I livelli profondi, ossia quelli delle strutture narrative, sono astratti e semplici, quelli superficiali (strutture discorsive) sono più concreti e complessi. Al livello delle strutture discorsive le relazioni, i valori, gli attanti e le modalità vengono arricchiti da attori, spazi, tempi, temi e figure, portando alla produzione delle variazioni semiotiche. Grazie al meccanismo della testualizzazione i vari discorsi ricevono quelle sostanze espressive che permettono loro di manifestarsi. L'analisi semiotica compie a ritroso il cammino che il senso viene ipotizzato seguire al momento della sua generazione: parte dalla superficie, per scendere poi verso i livelli più profondi.
Strutture
Strato fondamentale: quadrato semiotico, assiologie narrative, strato antropomorfo, programmi narrativi, attanti, modalità.
Messa in discorso o enunciazione: Strutture componente sintattica attori, spazi, tempi discorsive componente semantica temi, figure.
Testualizzazione: riunione con le varie forme e sostanze dell'espressione.
Principio della narratività
La narrazione riguarda tutti quei prodotti testuali che vengono intesi come racconti (fiabe, leggende, novelle) o storie (romanzi, film, poemi epici, fumetti). Essa è una nozione intuitiva, concreta e cangiante nel tempo e nello spazio.
La narratività concerne quelle caratteristiche costanti, essenziali, formali e astratte del racconto che si ritrovano più o meno celate nei prodotti testuali o in qualsiasi tipo di discorso. Essa è una categoria costruita, astratta, tendenzialmente stabile entro un preciso paradigma teorico ed è costruita all'interno del metalinguaggio della semiotica come modello esplicativo che accomuna una serie di fenomeni discorsivi diversi. La narratività è un processo orientato di trasformazione di azioni e passioni, dove ogni azione genera una passione e ogni passione provoca un'azione; è la griglia che fornisce un valore a ciò che ci accade.
C'è una parziale sovrapposizione: c'è narratività in ogni narrazione, ma non sempre narrazione dove c'è narratività. Le strutture narrative del testo ne garantiscono il potere significativo e l'efficacia comunicativa; esse possono essere descritte secondo due diverse pertinenze del percorso generativo del senso: quella, più astratta, dove si costituiscono le categorie semantiche nel quadrato semiotico (livello fondamentale), e quella più concreta dove tali categorie vengono prese in carico da simulacri umani (livello antropomorfo). A questo secondo livello il racconto diviene una successione di stati e di loro trasformazioni, orientata al raggiungimento di uno stato finale.
Strutture elementari della significazione narrativa
- Statica: relazioni fondamentali. Il quadrato semiotico è la rappresentazione visiva dell'articolazione logica di una categoria semantica (S) e lo strumento mediante il quale emerge la struttura interna della categoria e i termini o semi (s). Il senso si costituisce per differenza. Si innescano relazioni di contrarietà (i termini possiedono proprietà fra loro opposte, detta anche opposizione qualitativa: s1 vs s2; non-s1 vs non-s2), contraddizione (l'opposizione è privativa, mette in relazione un termine dotato di una proprietà con un altro termine nel quale questa proprietà non è presente, opposizione tra un termine positivo e un termine negativo: s1 vs non-s1; s2 vs non-s2) e complementarietà (si instaura fra gli elementi apparentemente sinonimi: non-s1 ↔ s2; non-s2 ↔ s1). Tra le categorie semantiche più importanti ci sono quelle che articolano le opposizioni vita/morte e natura/cultura.
- Dinamica: operazioni di base. Il quadrato semiotico non si esaurisce in una combinazione statica, ma ha una dimensione dinamica. Si possono descrivere i percorsi per passare da un termine all'altro: accanto alle relazioni (paradigmatiche) occorre porre due operazioni (sintagmatiche). Le due operazioni sono le negazioni (s1 → non-s1; s2 → non-s2) e le affermazioni (non-s1 → s2; non-s2 → s1). Ci si dirige verso quel termine considerato positivo/valore da aggiungere e ci si allontana dall'altro termine che è considerato negativo/disvalore → operazione di valorizzazione del mondo. Il modello del quadrato semiotico è la descrizione in nuce dei processi narrativi. La logica narrativa, accettando la contraddizione che è l'anima di ogni storia, collide con la logica aristotelica, basata sul principio di non contraddizione.
- Termine neutro e termine complesso. Accanto ai semi di prima generazione fino a qui prospettati è possibile pensare ad altri semi, detti termini di seconda generazione, che si costituiscono quando i termini contrari trovano forme, per quanto momentanee, di convergenza. L'unione di "maschile" e "femminile" genera il termine "ermafrodita", mentre l'unione tra "non-maschile" e "non-femminile" genera il termine "angelo". Il termine che riunisce i semi contrari (ermafrodita) viene detto complesso, quello che riunisce i sub-contrari (angelo) è detto neutro. L'antica retorica chiamava i termini complessi ossimori; i miti e la comunicazione hanno fatto/fanno grande uso dei termini complessi.
- Costituzione delle assiologie. Il quadrato semiotico ha anche il ruolo di produrre delle assiologie, cioè dei sistemi di valori. Per far sì che si producano sistemi di valori, i termini devono acquisire un peso ora negativo ora positivo. Ciò avviene a seconda delle culture, degli universi di discorso, delle forme di vita o dei singoli testi in cui la categoria viene utilizzata. Al quadrato semiotico rappresentante l'articolazione logica di una qualsiasi categoria semantica è necessario sovrapporre un'altra categoria semantica, detta timica, che distribuisce ai vari termini l'opposizione euforia vs disforia.
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