La semantica e la significazione
È l'oggetto di studio della semiotica, ovvero le scienze dei sistemi di significazione e dei processi di comunicazione. La semiotica descrive testi analizzandone i modi di funzionamento, le strategie e le tattiche, le trasformazioni e i processi di traduzione. Le culture sono semisfere entro cui si agitano testi che parlano di altri testi.
Definizione di testo
Il testo è una configurazione di senso che si rende empiricamente percepibile mediante una o più sostanze, dotate di una funzione sociale e culturale. I testi sono modi di mettere in presupposizione reciproca in piano dell'espressione e sul piano del contenuto. I testi sono meccanismi formali grazie a cui le culture esistono e resistono. La semiotica parla di relazioni e rifiuta la realtà.
Principio di negoziazione
È il principio per cui la testualità può essere riconosciuta, in cui l'idea di negoziazione è costituita dalla testualità per la semplice ragione che la fondamentale caratteristica del testo è quella della biplanarità, della presupposizione reciproca di due piani, espressione e contenuto, ognuno dei quali è dotato di una materia, di una forma che la ritaglia e una sostanza che deriva da questo ritaglio. A fondare il testo è la solidarietà di base tra una forma dell'espressione e una forma del contenuto, le quali fanno emergere la significazione e le danno una sostanzialità.
Dai principi della negoziazione e della biplanarità scaturisce il terzo punto, quello della chiusura testuale, che non è mai data una volta e per tutte. In generale, la frontiera testuale, semioticamente, è sempre variabile, di modo che anche le circostanze di produzione del testo possono entrare a far parte del testo stesso. Ancora più che la chiusura, è allora la tenuta del testo ad essere importante, dove questo termine va inteso nel senso del celebre monito strutturalista Saussuriano per cui in una lingua tout se tient.
È la tenuta dell'insieme testuale a generare in un sol colpo sia la sua articolazione interna (strutturalità) sia i suoi bordi. La tenuta testuale, richiede fortemente la trasformazione interna, l'intrinseca processualità. Un testo, oltre ad una sua organizzazione sistematica, ha anche un suo sviluppo, che può manifestarsi come temporalità nella comunicazione linguistica o di certi audiovisivi, dispiegamento spaziale degli elementi visivi in un'immagine, narrazione vera e propria.
Livelli del testo
I molteplici livelli del testo, sono il fatto che la conformazione semantica di un insieme testuale può essere colta in modo semplice o complesso, astratto o concreto. Questo è definito in semiotica come il Percorso Generativo del Senso (ripreso successivamente). Ogni testo è ridetto o ridicibile grazie agli infiniti modi in cui può venir tradotto, a cominciare dai molti livelli di senso in cui può essere spiegato. Ogni testo contiene al suo interno, oltre al suo contenuto enunciato, anche l'immagine della sua comunicazione (enunciazione).
Al di là del suo emittente e del suo destinatario, del suo produttore e ricettore reali, ci sono infatti all'interno del testo le loro immagini simulacro, l'enunciatore e l'enunciatario, attanti astratti che possono essere in vario modo trasformati in attori. Tra emittente ed enunciatore, così come fra destinatario ed enunciatario, le relazioni sono biunivoche, poiché se pure i secondi sono simulacri dei primi, creati a loro immagine e somiglianza, molto spesso sono invece proprio loro a determinarli, o quanto meno ad agire nella realtà sociale.
Ogni testo è una prospettiva di citazioni, perché contiene al suo interno ‘biglietti di invito’ per leggerne ulteriori. Il livello dell'enunciazione sta dentro il testo ed è sempre rivolto al suo esterno.
Intertestualità e traduzione
L'intertestualità è una presenza già nel testo di altri testi, che s'inscrive in una cultura mediante una serie di rimandi che pongono al centro della sua conformazione il processo della traduzione, ovvero il senso si dà per trasformazione.
Principio di pertinenza
Il precetto testuale afferma che non esistono segni isolati, elementi significanti di per sé, ma solo reti di segni che, relazionandosi tra loro in molti modi, producono processi di significazione: ossia testi. Ogni singolo elemento dipende dagli altri con cui interagisce, ed è solo la loro interazione a costituire la testualità, ossia la significazione, cioè il senso articolato culturalmente valido. La pertinenza, appunto, è la scelta del punto di vista.
Principio generativo e percorso generativo del senso
Il senso può essere espresso in modo più o meno concentrato o espanso. Il principio della parafrasi: quando qualsiasi oggetto semiotico può essere espanso o concentrato a seconda dei casi, delle esigenze specifiche, degli obiettivi comunicativi e delle strategie in cui è inserito. I livelli di senso di un testo sono i vari possibili modi con cui esso può essere parafrasato, dal modo più semplice e astratto a quello più complesso e concreto, sino ad arrivare ai paradossi di Borges, il quale immaginava una mappa dell'Impero cinese in scala 1:1, perfetta ma inutile, oppure, ipotizzava un autore intento a riscrivere il Don Chisciotte esattamente uguale a quello di Cervantes credendo di comporre un’opera nuova.
Generatività o percorso generativo: si crea perché c’è sempre la necessità, nel corso dell’analisi testuale, di ricostruire uno strato di senso soggiacente che permetta di far luce su ciò che, a uno sguardo immediato, può non essere colto, cioè, che simuli una specie di generazione del suo senso. Quando passando da un livello all’altro di senso, il significato non resta lo stesso.
Percorso generativo del senso: si tratta di uno strumento teorico particolarmente efficace poiché permette di distribuire e di articolare fra loro le varie osservazioni che è possibile avanzare dinnanzi a un qualsiasi testo, ipotizzando le tappe della sua progressiva costituzione. Secondo questo modello teorico, il senso presente in un qualsiasi testo è articolato in significazione sulla base di vari livelli di pertinenza.
Livelli di profondità del testo
- Profondi: astratti e semplici
- Superficiali: concentrati e complessi
Collocati a vari piani di profondità, in ordine crescente di complessità e di concretezza. Il livello profondo del percorso generativo, è quello delle strutture narrative. L’idea è quella per cui le articolazioni di fondo degli universi di senso, e dunque di ogni testo, facciano ricorso a logiche di tipo narrativo, di modo che la narrazione si dà come forma profonda di qualsiasi esperienza umana e sociale.
Generazione: quando si parte dal profondo, livello narrativo, per salire verso la superficie testuale. Analisi: quando si parte dalla superficie, testualità, per scendere poi verso i livelli più profondi.
Narrazione e narratività
Narrazione: riguarda tutti quei prodotti testuali che, nella nostra e in altre possibili culture, vengono intesi come racconti, in pratica sono i prodotti testuali. Narratività: presenta quelle caratteristiche costanti, essenziali, formali e astratte del racconto che si trovano più o meno celate sia in questi prodotti testuali che chiunque indicherebbe come narrativi, sia in qualsiasi tipo di discorso molto lontano e diverso dai racconti propriamente detti. La narratività è quindi un’ipotesi interpretativa per descrivere la struttura profonda di ogni manifestazione culturale. C’è narratività in ogni narrazione ma non sempre narrazione dove c’è narratività. La narratività è vista anche come un processo orientato di trasformazione di uno o più soggetti, la quale si compie all’interno di qualsiasi fenomeno culturale o esperienza vissuta.
Di questo processo trasformativo (percorso generativo del senso) si danno due diverse rappresentazioni concettuali, a seconda del livello di senso che viene reso pertinente al momento della descrizione: fondamentale e antropomorfo.
Quadrato semiotico
Nello strato fondamentale delle strutture narrative, vi è il quadrato semiotico, ovvero la rappresentazione visiva dell’articolazione logica di una qualsiasi categoria semantica (S), lo strumento mediante il quale emerge la struttura interna della categoria e i termini o sémi (s) che essa genera. Dato che il senso si costituisce per differenza, il quadrato semiotico rende conto delle principali relazioni mediante cui si costruiscono, nelle varie culture ed epoche, le categorie semantiche, ovvero la forma dei significati e dei valori sociali.
In esso, si rappresentano le strutture elementari della significazione e si innescano tre relazioni:
- Contrarietà (s vs s; nonPs vs nonPs)
- Contraddizione (s vs nonPs; s vs nonPs)
- Complementarietà (nonPs <P> s; nonPs <P> s)
Lo schema illustra la serie di relazioni che i quattro termini della categoria intrattengono fra loro. La prima è quella di contrarietà, detta anche opposizione qualitativa, poiché i due termini in gioco all’interno della relazione possiedono proprietà fra loro opposte. Poi vi è la contraddizione dove l’opposizione è invece privativa poiché mette in relazion...
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