Sunto di Sceneggiatura cinematografica, prof. Alonge, libro
consigliato “Scrivere per Hollywood”, Giaime Alonge
Capitolo uno: Scrittori
A Pasadina il 16 maggio 1929 ci fu la prima consegna dell'Academy Awards (miglior
film commerciale e miglior film d'autore, oscar alla sceneggiatura, adattamento e
soggetto originale) e vinse Ben Hecht con Le notti di Chicago del 1927. ma Hecht
disprezzava Hollywood, cosa comune per gli scrittori americani che lavoravano per
gli studios. Con il sonoro si prendono gli scrittori (come D'Annunzio per Cabiria).
Hecht era un giornalista, nella Hollywood classica non avevano vita facile gli
scrittori. Erano pochi quelli ben pagati e molti gli sfruttati e i giornalisti si adattarono
subito. Ci sono differenze tra le case di produzione (era decente la 20 Century Fox) e
il sistema burocratico e gerarchico. Nella Hollywood classica vigeva la scrittura
collettiva.
Credits. Nei credits spesso non comparivano i nomi, si lavorava per molti script e non
si vedeva il proprio nome nei credits, al massimo ne comparivano 2-3. In Italia
c'erano le ammucchiate di scrittori fantasma. Anche per i registi ne compariva solo
uno (per Via col Vento tantissimi avevano lavorate al film ma ne comparvero solo 1-
3). Il lavoro era collettivo ma il premio era individuale, c'era un gergo lessicale per i
ruoli diversi. Hecht spesso non era accreditato, soprattutto durante il bando inglese
(1947-52) per sostegno ai terroristi contro gli inglesi in Palestina. Hecht ha fatto 49
film, 47 non accreditati e 42 dubbi.
Vita di Hecht. Gli piaceva il genere metropolitano. I genitori erano russi ebrei a New
York. Lui si trasferisce a Chicago a pare il reporter e si innamora della città, molto
corrotta piena di cultura. Fa parte dei poeti del “Chicago Renaissance” e tiene una
rubrica sul Chicago Daily News (“1001 Afternoon in Chicago”). Lascia Chicago per
Hollywood con il collega MacArthur. È stato autore di romanzi, racconti, pieces
teatrali, ha scritto per radio e televisione e con MacArthur è stato produttore e regista.
Tra il 58-59 conduce il talk show “Ben Hecht Show” (sconveniente e immorale).
Sostiene la causa ebraica, irgun sionisti contro inglesi in Palestina. Anni 30-40
collabora con Hitchcock (gli piaceva) e Hawks. Hecht è un esperto in psicanalisi (“Io
ti salverò”) con Hitchcock. Negli anni 30 fa regia con MacArthur, 4 film tra cui
“Delitto senza passione” e “The scoundrel”. Fa plagio di opere letterarie. I 4 film
sono un tentativo di film d'essai con artisti d'avanguardia, poi erano le prime volte del
passaggio dal ruolo di sceneggiatori a registi. Hecht si scopre pessimo regista degli
Astoria Studios con MacArthur. Era veloce a scrivere (14 giorni per la stesura di
“Scarface”); è hack writer, scrive per soldi ed è freelance molto richiesto e pagato, e
non era da tutti. Collabora con Preminger (“Sui marciapiedi”, 1950). negli anni 50-60
c'è la crisi dello studio system, Hecht qui scrive film di serie B ma odia sempre
Hollywood. Non gli piaceva quello che scriveva tranne poche cose. I suoi romanzi
anni 20-30 facevano schifo, rimase un giornalista, uno che scrive in fretta.
Personaggio poco interessante, non valeva la pena scriverci un libro sopra.
Hollywood lo ha salvato, fatto diventare famoso e ricco, ma lui era un ingrato. Gli
interessava scrivere la realtà (“A child of the century” racconta di lui). In fondo in
fondo il suo mestiere di sceneggiatore-regista gli piaceva e non disprezzava il cinema.
“The praying mantis” è un ritorno alle origini da giornalista e rispecchia la sua
militanza ebraica. In questo film dà tutto se stesso, quindi faceva finta di disprezzare
Hollywood e il proprio lavoro. Oggetti: primo oscar, la writing board (l'asse da
scrittura). Sull'asse compaiono molti titoli dei suoi film, di romanzi, opere teatrali.
Era orgoglioso del suo lavoro.
Capitolo due: Militanti
Swg lista nera. Nel 1947 c'erano le attività antiamericane che controllavano le
infiltrazioni comuniste ad Hollywood. I dieci di H
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