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Riassunto esame Revisione aziendale e controllo dei conti, prof. Bauer, libro consigliato "La revisione legale" di R. Bauer

Sunto per l'esame di Revisione aziendale di Bauer, basato su appunti personali e studio del testo consigliato dal docente "La revisione aziendale" (Bauer).Gli argomenti trattati sono: la revisione legale, il soggetto incarico, le caratteristiche dell'incarico, l'indipendenza, aspetti operativi di revisione, la valutazione del rischio e del sistema di controllo interno, le risposte... Vedi di più

Esame di Revisione aziendale e controllo dei conti docente Prof. R. Bauer

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La natura e l’estensione delle attività di pianificazione varia a seconda ( ) delle dimensioni e della

1

complessità dell’impresa, cosi come in relazione al business; ( ) dell'esperienza maturata dal revisore nello

2

svolgimento delle precedenti revisioni ( ); ( ) dei cambiamenti

più tempo per la prima revisione rispetto alla quinta 3

interni o esterni all'impresa che si manifestano durante lo svolgimento dell’incarico ( pianificazione processo

). Grazie alla pianificazione, il revisore è in grado di formulare un'efficace strategia di

continuo ed interattivo

revisione che sarà focalizzata sui rischi significativi identificati.

ATTIVITÀ DI PIANIFICAZIONE

- Riunione dei membri dei team di revisione in modo da discutere dell’azienda e passarsi informazioni.

- Conoscenza dell’attività del cliente in particolare del livello di competenza del management, dell’analisi degli aspetti economici generali di rilevante

impatto sull’attività svolta ( ), la conoscenza dei risultati passati-

cosa fa? Come si svolge la produzione? Quali sono i rischi di business? Quali sono i fattori di successo?

recenti-futuri, la posizione del mercato, gli obblighi di informativa a cui è soggetta, gli eventuali cambiamenti nel sistema di governance e di controllo, il

livello di competenza del personale. Oltre al cliente bisogna prendere in considerazione anche i fattori economici del paese e del settore.

- Comprendere il quadro normativo e regolamentare di riferimento e come l’impresa ne garantisca il rispetto ( es. società nella borsa soggette alle norme delle società

); con l’individuazione delle eventuali sanzioni a cui si potrebbe andare incontro ( ).

quotate; norme di settore ( ) rif. perdita di immagine

es. vendita di alcolici

- Natura ( ), tempi ( ) ed estensione ( ) delle procedure.

cosa verificare quando verificare quanto verificare

- Valutazione del rischio di continuità aziendale e del rischio di frode; analisi del rischio di revisione ( ) e della

rischio intrinseco, di controllo, di individuazione

rilevanza di possibili errori; procedure di analisi comparativa.

- Valutazione del SCI dell’impresa, con identificazione dei controlli in essere e verifica di efficacia degli stessi; capire la struttura del sistema: rif. ai principi

contabili ( );

con l’individuazione degli effetti prodotti dall’introduzione di nuovi principi o adempimenti legislativi – i principi contabili utilizzati sono individuati nella NI

controllare i punti di forza e di debolezza ( ); le principali procedure utilizzate (

sicurezza degli impianti, controllo del magazzino procedure con cui si ottengono

); controlli chiave che garantiscono la corretta contabilizzazione e rappresentazione dei fatti gestionali nel bilancio; controlli che

prodotti, come ricette

garantiscono l’individuazione di frodi o atti illeciti.

- Determinazione del livello di significatività ( ), in modo da guidare preventivamente chi svolgerà la revisione sugli aspetti più importanti.

materialità

- Definizione dell’eventuale coinvolgimento degli esperti ( es. fiscalisti nel caso di accertamenti da parte delle agenzie delle entrate poiché il revisore non ha la necessaria

) e di altri revisori incaricati per società controllate, sedi secondarie, succursali, divisioni.

esperienza

Solo dopo la fase di pianificazione si possono decidere le procedure di revisione più efficaci ed efficienti

( ) rispetto alle circostanze, in grado di coprire i rischi di revisione identificati e consentire al

appropriate

revisore di emettere un giudizio sul bilancio dell’impresa ( es. possibilità di un credito non incassato, procedure

). Definiti gli obiettivi di revisione delle specifiche aree di bilancio e

aggiuntive rispetto al fondo svalutazione crediti

le asserzioni, vengono redatti i c.d. programmi di revisione: rispetto ad ogni obiettivo vengono effettuate

procedure, larghe o ristrette, rispetto al rischio. L’analisi dell’efficacia del SCI riduce le tempistiche e

l’estensione della revisione stessa, così come l’utilizzo di adeguate tecniche di campionamento e il

coordinamento con i revisori interni. Il programma di revisione deve essere chiaro nei suoi obiettivi;

definire i campioni selezionati e come sono determinati; considerare la valutazione del rischio intrinseco, di

controllo e di individuazione e dei risultati attesi delle verifiche svolte ( ); allocare a ciascun

es. lavori interni

componente del team di revisione un piano di verifiche definito con i relativi tempi di svolgimento ( affidare a

); essere modificabile se intervengono novità.

qualcuno la verifica dell’esistenza fisica delle immobilizzazioni

COMPRENDERE L’IMPRESA E VALUTARE I RISCHI

I principi di revisione collegati alla comprensione e alla valutazione dei rischi di un’impresa revisionata

sono: ISA Italia 300 ( ); ISA Italia 315 (

pianificazione della revisione contabile del bilancio identificazione e valutazione

); ISA Italia 330 (

dei rischi di errori significativi mediante la comprensione dell’impresa e del suo contesto risposte del

). La valutazione del rischio è l’aspetto fondamentale della revisione: il

revisore ai rischi identificati e valutati

revisore deve comprendere l’impresa ed il contesto in cui opera, incluso il SCI, in misura sufficiente ad

identificare e valutare i rischi di errori significativi nel bilancio, siano essi dovuti a frodi o a

comportamenti o eventi non intenzionali, ed in misura sufficiente per stabilire e svolgere le procedure di

revisione in risposta ai rischi identificati e valutati.

I rischi ai quali un’impresa si espone nello svolgimento della propria attività e nel perseguimento dei propri

obiettivi sono di diversa natura: natura del business; settore economico di appartenenza; dimensione e

complessità della società e ambiente regolamentare; etc. È di competenza della direzione dell’impresa

identificare e fronteggiare tutti i rischi che comporta lo svolgimento della propria attività. In ogni caso, non

tutti i rischi hanno riflessi sul bilancio: il revisore è interessato solo a quei rischi che possono, direttamente

o indirettamente, manifestare i loro effetti sul bilancio. Il revisore è interessato ad ottenere una “ragionevole

sicurezza” che il bilancio sia corretto e per fare ciò otterrà e valuterà tutti gli elementi probativi necessari a

tale scopo: tutto ciò comporta il rischio di esprimere un giudizio “non appropriato” in presenza di un

bilancio significativamente errato e questo rischio è definito rischio di revisione ( rischio che il bilancio possa

). L’obiettivo principale sarà quindi

essere intaccato da errori significativi e che tali errori non siano intercettati dal revisore

quello di pianificare e svolgere le opportune procedure di revisione per ridurre ad un livello accettabile il 10

rischio di revisione. Il rischio di revisione è influenzato da tre elementi:

Rischio intrinseco: suscettibilità di una voce di bilancio di contenere un errore a prescindere

(1)

dall’efficacia del sistema di controllo ( ),

es. crediti o fondo rischio: voci soggette a valutazioni di tipo soggettivo

riguarda le voci di bilancio soggette a valutazione e quindi è un rischio indipendente dalla revisione di

bilancio.

Rischio di controllo: rischio che un errore significativo non sia valutato ( ) e quindi non sia

(2) identificato

corretto dal SCI dell’impresa; più lo SCI è ottimizzato e maggiormente si abbassa il rischio ( si possono

trovare aree con rischio intrinseco assente, ma se non è presente un controllo su di esse si potrebbe avere un rischio di

controllo come “crediti vs banche”: saldo attivo c/c dell’impresa, in assenza di un controllo sui movimenti e sul saldo, la

).

voce potrebbe essere errata

Rischio di individuazione: rischio che il revisore non individui un errore potenzialmente

(3)

significativo, è un errore che ricade nell’ottica del revisore, in quanto nel suo lavoro e nelle sue

procedure si possono trovare ( ) procedure inappropriate o non sufficienti (

1 dove il revisore doveva

approfondire o cambiare la sua metodologia, come se nel revisionare i “crediti” il revisore si concentra solo sull’esistenza

); ( ) procedure di revisione appropriate ma applicate in modo errato

del credito e non sulla recuperabilità 2

( presenza di sanzioni, come se nel revisionare i “titoli” si concentra sulla valutazione ed esistenza, ma prende un campione

); ( ) interpretazione non corretta dei risultati ottenuti dallo svolgimento delle procedure.

troppo esiguo 3

La valutazione di ciascuna componente del rischio di revisione sarà effettuata sul bilancio nel suo

complesso e sulle singole aree di bilancio e classi di operazioni. Possiamo approfondire i rapporti tra rischio

di controllo e rischio intrinseco attraverso un diagramma: ( ) asse verticale individuiamo il rischio intrinseco

i

suddiviso in basso e in alto; ( ) asse orizzontale individuiamo il rischio di controllo suddiviso in basso e in

ii

alto RISCHIO INTRINSECO

ALTO

BASSO

RISCHIO CONTROLLO BASSO

ALTO

Rischio di controllo e rischio intrinseco bassi: es. “investimenti immobiliari” ( immobile dato in affitto che non rientra nell’attività

) possiamo immaginare che gli immobili abbiano un valore modesto ( ) e che l’azienda

tipica dell’azienda rispetto al bilancio con rischio intrinseco basso

abbia un SCI ottimizzato ( ); oppure, che il “fondo TFR” ha un rischio intrinseco basso e un basso rischio di controllo se il

rischio di controllo basso .

programma di software è ottimizzato

1) Rischio di controllo basso e rischio intrinseco alto: es. “disponibilità liquide”, ha un rischio intrinseco alto in quanto

.

essendo “liquidi” possono essere sottratti facilmente, tuttavia la presenza di un SCI efficiente rende il rischio di controllo basso

2) Rischio di controllo alto e rischio intrinseco basso: es. “crediti commerciali”, per Campari non è un’area ad alto

rischio intrinseco in quanto la società vende direttamente al pubblico e non ha dei clienti con grandi valori, tuttavia se riteniamo che il

rischio di controllo sia alto questo è dato dal fatto che il SCI che controlla la sollecitazione del pagamento della clientela è debole e non

.

controlla se i crediti sono incassati

3) Rischio di controllo e rischio intrinseco alti: es. “rimanenze” hanno per natura un rischio intrinseco molto alto e

se si aggiunge un controllo che non tutela l’azienda, si ha un maggior rischio e quindi maggiori procedure di revisione.

Tra le componenti del rischio di revisione esiste una relazione di tipo inverso che consente al revisore di

poter abbassare il rischio di revisione ad un livello accettabile: maggiore è il “rischio intrinseco” e il

“rischio di controllo” e minore sarà il “rischio di individuazione” accettabile dal revisore, il revisore dovrà

sostenere maggiori procedure di revisione affinché si possa ridurre il rischio ( es. “crediti vs clienti” hanno un

rischio intrinseco alto, sarà opportuno abbassare il “rischio di individuazione”, cioè il rischio di non intercettare errori nei crediti

con le procedure di revisione pianificate: il revisore svolgerà maggiori verifiche per ridurre il rischio di non individuare possibili

); minori saranno il “rischio intrinseco” e il “rischio di controllo” e maggiore sarà il “rischio

errori significativi

di individuazione” accettabile dal revisore.

L’identificazione dei rischi si deve basare su un’analisi dei rischi dal quale dipende l’ampiezza delle

verifiche che dovranno essere eseguite ( ): il revisore non può verificare sempre le

> rischio, più procedure

medesime operazioni o voci, altrimenti si perde l’efficacia dei controlli ( se il revisore controlla sempre gli stipendi

), il revisore effettuerà i c.d. test di imprevedibilità.

di ottobre, alla lunga saranno perfettamente compilati

Per valutare i rischi di errori significativi, gli aspetti principali riguardano:

- Procedure di valutazione del rischio e fonti di informazione sull’impresa: procedure di revisione da

svolgere per comprendere l’impresa ed il suo contesto, incluso il suo SCI ( procedure di valutazione del

). Tali procedure possono riguardare: ( ) indagini presso la direzione e altri soggetti (

rischio 1 revisione

); ( ) procedure di analisi comparativa ( ); ( ) osservazioni ed

interna 2 evidenziano relazioni inusuali o inattese 3

ispezioni.

- Comprensione dell’impresa e del suo contesto: comprendere gli aspetti specifici dell’impresa e del

contesto in cui opera ( ), nonché le

quadro normativo, misurazione della performance economica, controllo interno 11

componenti del SCI per identificare e valutare i rischi di errori significativi. In particolare il rischio

di revisione è rappresentato dalle “operazioni con parti correlate” nella misura in cui non siano a

prezzi di mercato.

- Valutazione dei rischi di errori significativi: identificare e valutare i rischi di errori significativi sia a

livello di bilancio che a livello di asserzioni. A tal fine il revisore deve: ( ) identificare i rischi

1

considerando l’impresa ed il contesto in cui opera; ( ) collegare i rischi identificati ai profili che

2

possono risultare errati a livello di asserzioni; ( ) valutare la rilevanza e la probabilità di

3

accadimento dei rischi identificati.

Il sistema di controllo interno è quel processo disegnato e attuato dalla direzione di un’impresa per avere

una ragionevole certezza che gli obiettivi aziendali siano raggiunti nel rispetto delle norme e dei

regolamenti, della corretta informativa di bilancio e dell’efficienza ed efficacia della gestione. Il SCI viene

progettato dalla direzione per avere una ragionevole certezza, non assoluta, rispetto agli obiettivi aziendali

( ). Il revisore deve comprendere il SCI per ( )

es. avere una ragionevole certezza che tutti i ricavi siano stati registrati i

identificare le tipologie di errori potenziali; ( ) valutare i fattori che incidono sui rischi di errori

ii

significativi; ( ) determinare la natura, la tempistica e l’estensione delle procedure di revisione in risposta

iii

ai rischi identificati. L’analisi e la comprensione del SCI è decisiva per lo sviluppo di una pianificazione

efficiente ed efficace del lavoro di revisione. L’obiettivo del SCI è identificare i rischi connessi all’attività

di impresa che minacciano il raggiungimento degli obiettivi aziendali.

L’obiettivo del revisore in fase di comprensione del SCI di un’impresa è determinare se, e con quali

modalità, uno specifico controllo prevenga, o individui e corregga, gli errori significativi nelle classi di

operazioni, nei saldi contabili, nell’informativa e nelle relative asserzioni ( es. se l’obiettivo è verificare che le

fatture siano state registrate correttamente nel periodo di competenza ( ), serve un SCI che individui le fatture, le registri

asserzione

) In altre parole, il revisore deve:

per competenza e nel caso ci siano errori devono essere individuati e corretti .

- Valutare la configurazione dei controlli, per il revisore significa accertare se il controllo, così come

strutturato, è effettivamente in grado di prevenire, o individuare e correggere gli errori significativi di

bilancio: es. il controllo di fine mese del n. fattura registrata in contabilità con il n. fattura cartacea a supporto della

.

registrazione, non garantisce la corretta contabilizzazione per competenza dei costi

- Accertare la loro effettiva attuazione, per il revisore significa accertare che effettivamente il controllo

esista e sia operativo, ossia che l’impresa lo stia effettuando e non sia solo un “controllo su carta”: es. se

nessuno verifica che il servizio di pubblicità sia stato reso, significa che alla base si ha un sistema inefficiente.

Il revisore quindi valuta la configurazione di un controllo per decidere se bisogna verificarne anche la sua

effettiva operatività, sarebbe infatti inefficiente verificare che un controllo ( ) sia effettivamente

non efficace

messo in atto dalla società. Da notare che non tutti i controlli sono sottoposti a verifica della sua effettiva

operatività, in quanto vengono sottoposti a verifica solamente i controlli chiave ( es. si controlla chi concede un

). A seconda dell’efficacia del SCI si avranno differenti effetti sulla revisione:

finanziamento, etc.

- SCI efficace consente al revisore di effettuare prevalentemente procedure di conformità mirate ad

ottenere elementi probativi sull’efficacia dei controlli interni ( ).

> SCI efficace, < grado procedure

- SCI inefficace costringe il revisore ad effettuare maggiori procedure di validità.

Es. per capire se un SCI sia efficace o meno, il revisore andrà a prendere alcune fatture per vedere se la registrazione dei ricavi

funziona: se su 30 fatture, 29 sono registrate correttamente, il sistema è efficace; mentre, se su 30 fatture, 6 non sono registrate

correttamente allora si creano delle questioni di credibilità, sulla globalità delle fatture si potrà avere un sistema inefficace.

Nessun SCI è perfetto, ogni sistema ha dei limiti: ( ) i giudizi umani nel prendere una decisione potrebbero

i

essere errati; ( ) rapporto costi/benefici nei controlli ( ); ( ) un mancato funzionamento di un

ii budget relativo iii

controllo può verificarsi per un errore umano; ( ) possibilità di elusione dei controlli per collusione tra

iv

persone o forzatura del controllo da parte della direzione, il controllo era si presente ma è stato

volontariamente violato ( es. si sbaglia a digitare il valore di una fattura, da cui deriva un pagamento sbagliato: senza un SCI

).

adeguato nessuno se ne accorge

Il SCI è costituito da diverse componenti, che possono essere inserite in una piramide del controllo:

- Ambiente di controllo ( ): attività svolte dalla direzione

control environment

nonché l’atteggiamento, la consapevolezza e le sue azioni in relazione al

controllo interno e alla sua importanza all’interno dell’impresa. L'obiettivo

del revisore è comprendere in quale modo la direzione: ( ) abbia creato e

i

mantenuto una cultura di onestà e di comportamento etico; ( ) abbia stabilito

ii

controlli adeguati per prevenire ed individuare frodi od errori non intenzionali.

L’ambiente di controllo è un elemento importante della cultura di una

organizzazione perché determina il livello di sensibilità del personale alla

necessità dei controlli. 12

- Processo di valutazione dei rischi dell’impresa ( ): processo adottato dall’impresa per la

risk assessment

valutazione dei propri rischi e costituisce la base su cui la direzione determina i rischi che devono

essere gestiti. L’obiettivo del revisore è comprendere il processo adottato dall’impresa per: ( )

i

identificare i rischi connessi all‘attività svolta rilevanti per gli obiettivi di corretta informativa

economico-finanziaria ( ); ( ) scegliere le azioni per affrontare tali

quali rischi possono riscontrarsi sul bilancio? ii

rischi ( ); ( ) valutare i

azioni del management in relazione ai rischi ed i preventivi controlli che vengono effettuati iii

risultati conseguiti.

- Attività di controllo ( ): tutte le direttive e le procedure che aiutano a garantire che le

control activities

indicazioni della direzione siano eseguite. Obiettivo del revisore è quello di ottenere una sufficiente

comprensione delle attività di controllo per valutare i rischi di errori significativi a livello di asserzioni e

per definire le procedure di revisione in risposta ai rischi identificati e valutati.

- Monitoraggio dei controlli ( ): processo col quale la direzione verifica che i controlli siano

monitoring

operativi ed efficaci prendendo, in caso contrario, le necessarie azioni correttive. Obiettivo del revisore

è comprendere: ( ) le principali tipologie di attività utilizzate dall'impresa per monitorare il controllo

i

interno sull’informativa economico-finanziaria; ( ) in che modo l’impresa intraprenda azioni correttive

ii

nonché l'efficacia delle stesse.

- Sistema informativo ed i connessi processi di gestione rilevanti per l’informativa economico-finanziaria

e la comunicazione ( ): complesso dei sistemi e delle procedure che rilevano,

information & communication

registrano ed elaborano le operazioni dell’impresa con l'obiettivi di una corretta informativa

economico-finanziaria, incluso il sistema contabile. È importante per la realtà aziendale e per la giusta

efficacia del SCI la consapevolezza delle persone coinvolte. Obiettivo del revisore è comprendere: ( ) le

i

procedure utilizzate per trasferire le informazioni dai sistemi informativi nei libri contabili e

nell’informativa economico-finanziaria; ( ) le procedure utilizzate dall'impresa per recepire nel bilancio

ii

e nell'informativa tutti gli altri eventi che non sono oggetto di elaborazione informatica ( es. la svalutazione

).

di un credito

Es. “rischio furti” all’interno di un supermercato: in primis bisogna sensibilizzare i lavoratori rispetto al rischio di furti

( ), facendo vedere come il supermercato cerca di “reprimere” tale rischio. Inoltre, si andrà a vedere quali prodotti

comunicazione

sono maggiormente soggetti a furti ( ), implementando videocamere o effettuando controlli ( ).

valutazione rischio attività di controllo

L’analisi del SCI serve al revisore per ( ) identificare preliminarmente i rischi di errori significativi; ( )

1 2

valutarne la natura e la probabilità di accadimento; ( ) prevedere una strategia di revisione mirata alla

3

copertura di tali rischi. Una buona analisi del SCI può consentire al revisore di “soppesare” l’importanza del

rischio di revisione: ad es. il rischio di controllo nella voce “interessi attivi” può essere giudicato alto, medio o basso a

seconda del SCI di una banca.

LE RISPOSTE DEL REVISORE RISPETTO AI RISCHI INDIVIDUATI

Le risposte ai rischi trovano riferimento nell’ISA Italia 330, esse si trovano attraverso le procedure di

revisione, considerate come scelte individuali effettuate dal revisore in quanto più significative per poter

affrontare i rischi identificati. Il revisore effettua le sue scelte considerando le diverse alternative, quindi

dopo aver identificato i rischi identifica le procedure di revisione idonee a coprirli almeno per una

percentuale ragionevole. La fase di pianificazione, comprensione dell'impresa, del suo contesto e del suo

SCI permettono al revisore di identificare i rischi significativi e, quindi, di stabilire le procedure di

revisione più efficaci per coprirli.

Le procedure di revisione in risposta ai rischi identificati e valutati dal revisore si dividono in due macro-

categorie:

- Risposte generali di revisione, che coprono i rischi di errori significativi a livello di bilancio;

possono riguardare:

1. Sensibilizzazione del team di revisione all’utilizzo di un atteggiamento di scetticismo professionale

in modo da poter orientare il proprio lavoro verso le aree a maggior rischio e raccogliere sufficienti

elementi probativi;

2. Assegnazione di personale più esperto a seconda della complessità dell’incarico e utilizzo di esperti

laddove richiesto: lasciare ai lavoratori meno esperti le aree più complesse aumenta il rischio della

revisione;

3. Maggiore supervisione del lavoro svolto, effettuata a più livelli;

4. Inclusione nelle procedure di revisione elementi di “imprevedibilità”: il revisore deve effettuare delle

revisioni a sorpresa, senza darne preavviso ( ) .

es. conteggio della cassa senza preavviso e deve quadrare 13

- Procedure di revisione in risposta ai rischi di errori significativi a livello di asserzioni:

1. Procedure di conformità, hanno come scopo la verifica dell’efficacia operativa dei controlli ( il revisore

) e vengono svolte solamente su

si aspetta che il SCI sia efficiente ed efficace rispetto al suo stesso funzionamento

quei controlli che il revisore ha ritenuto adeguatamente configurativi per prevenire o individuare e

correggere, errori significativi a livello di asserzioni ( ). La valutazione del

come si tutela l’azienda?

rischio deve essere in linea con le aspettative del revisore: es. in un supermercato ci si aspetta che il rischio di

Il revisore

prodotto rubati sia alto; a Gardaland ci si aspetta che entrare senza pagare sia un rischio relativamente basso.

deve svolgere le procedure di conformità ( ) se la sua valutazione del rischio tiene conto di

1

un’aspettativa di efficacia operativa dei controlli adottati dall’impresa, o ( ) se la sola applicazione

2

delle procedure di validità ( ) non fornisce sufficienti ed appropriati elementi probativi a

verifica dato

livello di asserzioni.

2. Procedure di validità, hanno come scopo l’individuazione di errori significativi a livello di asserzioni

e includono verifiche di dettaglio su classi di operazioni, saldi contabili ed informativa, nonché

procedure di analisi comparativa ( es. rif. cassa, servono ad andare nel dettaglio della verifica e controllare se

). Il revisore deve svolgere le procedure di

l’importo corrisponde a quello effettivamente presente nella cassa

validità indipendentemente dal rischio di errori significativi, per ciascuna significativa classe di

operazioni, saldo contabile ed informativa ( ); questo è richiesto

es. verifica delle transazioni significative

perché ( ) la valutazione del rischio da parte del revisore è comunque un esercizio soggettivo, quindi

1

suscettibile di errore; ( ) il SCI presenta delle limitazioni intrinseche, tra cui la possibilità di

2

forzatura dei controlli.

PROCEDURE DI CONFORMITÀ PROCEDURE DI VALIDITÀ

Mirano a verificare l’efficacia di un controllo Mirano a verificare la correttezza di un’operazione, di un saldo o informazione

Importante è la valutazione della natura, delle tempistiche e dell’estensione delle procedure di revisione:

- Natura delle procedure di revisione, risponde alla domanda quali procedure il revisore deve fare ( es.

). Innanzitutto bisogna

Gardaland come si fa a controllare che tutti i visitatori paghino prima di entrare nel parco?

conoscere le procedure dell’azienda, in quanto non possono essere messe da parte: il revisore non è un

consulente, accetta le procedure che l’azienda si è data ma le verifica rispetto al SCI. La selezione delle

procedure di revisione è basata sulla valutazione del rischio ( ): il

> valutazione del rischio, > elementi probativi

revisore dovrà decidere il più opportuno mix di procedure di revisione da svolgere. La natura riguarda:

• La finalità delle procedure ( ), da cui dipende l’obiettivi della revisione:

conformità o validità es. se bisogna

vedere se i crediti esistono o se sono incassabili, abbiamo ha che fare con due obiettivi diversi ( ) i crediti incassabili sono

1

crediti certi, ma si spera che vengano incassati ( presenza del fondo svalutazione crediti, il quale rappresenta la stima del valore per

); ( ) per vedere l’esistenza dei crediti bisogna controllare la loro essenza.

cui si ritiene che il credito potrà essere incassato 2

• La diversa tipologia delle procedure da cui si può collegare la tematica degli elementi probativi, cioè

elementi che rappresentano la prova del lavoro svolto dal revisore ( ispezione, osservazione, indagine,

). Alcune procedure di revisione

richiesta di conferma, ricalcolo, ri-esecuzione o le procedure di analisi comparativa

possono essere più appropriate per determinate asserzioni: es. se stiamo revisionando i ricavi, le procedure di

conformità possono rispondere meglio a coprire il rischio legato all'asserzione della "completezza" ( vedere se oggi sono stati

), mentre le procedure di validità possono rispondere meglio al rischio legato all'asserzione

effettivamente registrati

.

dell'"esistenza"

- Tempistica di effettuazione delle procedure, risponde alla domanda quando deve essere effettuata la

revisione, e riguarda il momento in cui le procedure di revisione vanno svolte o il periodo ( ) a cui si

data

riferiscono gli elementi probativi. Nella tempistica bisogna considerare i seguenti aspetti: ambiente di

controllo; disponibilità delle informazioni da esaminare; natura del rischio.

- Estensione delle procedure, risponde alla domanda quanto controllo, e riguarda l’ampiezza in termini

quantitativi di una specifica procedura di revisione ( es. dimensione del campione, numero di osservazioni di

). L’estensione di una procedura di revisione è determinata dal revisore sulla base del

un’attività di controllo

giudizio sulla significatività delle voce ( ), sul rischio identificato (

area rischio inerente alla voce e rischio di

) e valutato e sul grado di sicurezza che si vuole ottenere: l’estensione è soggettiva, dipende dalle

controllo

scelte individuali dal revisore. Es. se il revisore deve controllare i debiti a m/l termine, ma nel periodo si hanno

solamente il pagamento degli interessi il campione di riferimento possono essere anche tutti gli interessi.

Le risposte generali di revisione e la natura, la tempistica e l’estensione delle procedure di revisione

dipendono anche dal giudizio professionale del revisore: se il revisore ritiene che un’area sia ad alto rischio

in primis deve controllare il SCI dell’azienda, poi in alternativa ( ) se il sistema funziona correttamente, il

1

revisore diminuisce le procedure di revisione; ( ) se il sistema non funziona correttamente, il revisore

2

aumenta le procedure di revisione. 14

ELEMENTI PROBATIVI E PROCEDURE TIPICHE DI REVISIONE

PIU’ ATTENDIBILI SE MENO ATTENDIBILI SE

Ottenuti da fonte esterna Ottenuti da fonte interna

Ottenuti direttamente dal revisore Ottenuti dalla società revisionata

Ottenuti in forma scritta Ottenuti in forma verbale

Fonte interna ma con un SCI efficiente Forma interna ma con un SCI poco efficiente

Gli elementi probativi sono quelle informazioni, documenti, contratti, etc. adeguati e sufficienti che il

revisore ottiene per giungere alle conclusioni che gli permettono di formulare il proprio giudizio sul

bilancio. Per esprimere il proprio giudizio professionale il revisore non esamina tutte le operazioni ed

informazioni disponibili in quanto può utilizzare metodi di campionamento statistico e non statistico.

L’attendibilità degli elementi probativi dipende dalla forma di provenienza ( ) e dalla loro

interna o esterna

natura ( ).

documento, elemento verbale, elemento visivo Ad es., in ordine decrescente, è più attendibile: ( ) risposta richiesta

1

dia conferma saldo ricevuta da un fornitore; ( ) E/c della banca; ( ) contratto di mutuo ottenuto dall’impresa; ( ) conferma

2 3 3b

Quando si deve scegliere quali elementi probativi portare a sostegno delle

esistenza credito da parte della società.

conclusioni raggiunte si possono utilizzare gli elementi raccolti in anni precedenti ( es. per area mutui e

). Negli incarichi pluriennali il revisore

finanziamenti passivi non si dovranno rivedere ogni anno i contratti originali

acquisisce una conoscenza di base dei sistemi contabili e di controllo interno grazie al lavoro svolto in anni

precedenti che vanno sempre aggiornati e valutati per vedere se sia necessario ottenere ulteriori elementi

probativi.

Le procedure tipiche di revisione per ottenere elementi probativi: ( ) ispezioni; ( ) osservazioni dirette; ( )

1 2 3

indagini; ( ) conferme esterne; ( ) ricalcoli e ri-esecuzioni dei controlli; ( ) analisi comparative.

4 5 6

ISPEZIONI

Le ispezioni consistono nell’esame delle registrazioni contabili, di documenti e di beni materiali. Per quanto

riguarda l’ispezione fisica essa fornisce elementi probativi validi ed attendibili solo per l’esistenza dei beni

materiali ma non necessariamente per la loro disponibilità o proprietà e la loro corretta valutazione. Le

verifiche fisiche vengono utilizzate per verificare se un’attività effettivamente esiste, viene usata per il

conteggio della cassa o per le giacenze inventariali. Inoltre, può essere un buon sistema per valutare la

condizione di obsolescenza del bene o la sua quantità.

OSSERVAZIONI DIRETTE

Le osservazioni consistono nella verifica diretta da parte del revisore del modo in cui si svolge

un’operazione o una procedura all’interno dell’impresa ( ).

es. conteggio delle rimanenze

INDAGINI

Le indagini consistono nella richiesta di informazioni alle persone che hanno o potrebbero essere a

conoscenza di elementi di interesse per i controlli all’interno o all’esterno della società revisionata. Le

indagini possono essere delle richieste scritte e/o interviste per conoscere come funzionano le procedure: le

risposte ottenute possono fornire informazioni che prima non si possedevano o permettere di acquisire

elementi probativi che rafforzano l’attendibilità di elementi già presenti.

CONFERME ESTERNE

Le conferme consistono nella risposta ad una richiesta specifica finalizzata alla verifica delle informazioni

contenute nelle registrazioni contabili. La conferma esterna o lettera di circolazione è la procedura utilizzata

per ottenere l’attestazione di un’informazione, direttamente da terze parti ( es. società chiede ad un debitore la

) e per questo è un elemento probativo molto forte, in quanto è indipendente e non è creato

conferma del debito

all’interno dell’azienda. Le lettere di circolazione fanno riferimento a conferme di diverse aree della

gestione: ( ) conferma a clienti ( ); ( ) conferme a fornitori ( ); ( )

i rispetto al saldo al 31/12 ii rispetto al saldo al 31/12 iii

conferme a istituti di credito; ( ) conferme a legali per cause in corso o per recupero crediti; ( ) conferme a

iv v

depositari di materiali presso terzi; ( ) conferme di finanziamenti e mutui; ( ) conferme ad agenti (

vi vii se la

).

società deve degli introiti agli agenti viene richiesta la conferma

L’utilizzo della conferma esterna non è obbligatoria e può avvenire anche tramite campionamento, salvo per

la richiesta di conferma alle banche o fiscalisti ( per scoprire eventuali controversie con l’Agenzia delle entrate o

) o ai legali che è obbligatoria e va richiesta a tutti gli istituti (

Equitalia o Guardia di finanza oltre al c/c ci possono

) e studi legali

essere finanziamenti, garanzie, cassette di sicurezza, per scoprire “operazioni transitorie” con conti esteri

( ) con cui la società ha stretto rapporti. Tuttavia, occorre ricordare che:

eventuali tematiche legate ai fondi rischi

- Le conferme ottenute da terze parti rappresentano elementi probativi più attendibili e affidabili;

- Le conferme ottenute in forma scritta sono più attendibili delle conferme ottenuta in forma verbale.

Le conferme esterne vengono utilizzate in correlazione alla valutazione del rischio: ( ) più alto è il rischio,

a

maggiore è l’uso delle conferme esterne; ( ) più basso è il rischio, minore è il peso dato alle conferme

b 15

esterne. Inoltre, le conferme esterne dipendono dalle asserzioni ( ) che si vogliono

obiettivi della revisione

coprire: es. una lettera di conferma saldo inviata ad un cliente può coprire solo l'asserzione dell'esistenza del credito, ma non

quella della corretta valutazione al presumibile valore di realizzo: il cliente che ha confermato di avere un credito non è detto che

.

poi riesca a saldarlo

Nello svolgimento delle procedure di conferma, il revisore deve mantenere il controllo:

- Sul processo di selezione delle entità alle quali inviare la richiesta: le conferme esterne vengono scritte

su carta intestata appartenente all’impresa, ma il controllo sulla procedura viene svolto dal revisore;

- Sulla preparazione e l’invio delle richieste di conferma;

- Sulle risposte alle richieste ottenute.

Lo scopo è di ridurre al minimo la possibilità che le informazioni fornite nelle risposta dalle terze parti

siano alterate dalla stessa società revisionata. Per questo il revisore deve: ( ) essere lui stesso ad inviare le

1

richieste di conferma; ( ) verificare che l’indirizzo delle richieste sia esatto; ( ) verificare che venga

2 3

espressamente richiesto che tutte le risposte siano inviate direttamente al revisore; ( ) valutare se le risposte

4

siano pervenute effettivamente dai mittenti ( ). Se il revisore non segue

controllare la busta e l’affrancatura del bollo

queste procedure commette una grave violazione del principio di revisione n. 505 ( )

come nel caso Parmalat .

Se nel momento in cui il revisore, riconciliando i dati che risultano dalle risposte delle conferme esterne con

quelli che risultano all’interno dell’azienda, trova delle variazioni insolite deve: ( ) svolgere ulteriori

i

indagini; ( ) ottenere adeguate spiegazioni; ( ) verificare le risposte; ( ) verificare i documenti originali;

ii iii iv

( ) controllare l’attendibilità delle risposte ricevute ( ). Nel

v es. risposta di una parte correlata è meno attendibile

momento in cui non si riceve risposta dalle conferme esterne, invece, il revisore deve effettuare una seconda

richiesta e, dove lo ritenga necessario, una terza richiesta. Se anche dopo tali richieste successive il revisore

non riceve risposta egli deve svolgere delle procedure alternative. Es. nel momento in cui non si riceve una riposta

da parte di un debitore, il revisore deve verificare se una parte del credito è stata incassata nel periodo in quanto se questo è

accaduto vuol dire che il credito è realmente esiste; se la società ha emesso nei confronti del cliente delle note di accredito ( es.

); infine, bisogna andar a controllare

doveva pagare 80, la società ha emesso una nota di accredito di 20, in modo da ricevere dal cliente 100

le fatture che compongono il saldo e la spedizione della merce, se dal momento in cui sono state emesse le fatture sono passati

diversi mesi ( ) allora bisogna valutare se svalutare il credito.

fattura emessa a giugno, ma a dicembre ancora nessun pagamento

CONFERMA A CLIENTI – la società agevola la risposta del cliente, viene fornito il saldo e a volte viene inviata anche una busta

preaffrancata. Infatti, il cliente deve solamente apporre una sua firma e il saldo dei debiti che ha con la società. Solitamente

l’obiettivo del controllo è quello di verificare che i crediti siano autentici, correttamente determinati e valutati con le norme

contabili in vigore ( ), correttamente registrati nei conti e riassunti in bilancio.

non si può andare a chiedere se il cliente sarà solvente

CONFERMA A FORNITORI – sarà il fornitore a dover fornire il saldo dell’analisi del debito. A seconda di questo saldo potremo

trovare delle fatture che la società sottoposta a revisione non ha registrato oppure dei pagamenti che la società sottoposta a

revisione non ha registrato eppure sono stati effettuati ( ).

in questo caso viene meno il requisito della competenza

CONFERMA AD ISTITUTI DI CREDITO – garanzie prestate da terzi a favore della società; garanzie prestate dalla società a

favore di terzi; titoli e valori della società depositati a custodia o in amministrazione; contratti derivati; altre informazioni

RICALCOLI E RIESECUZIONE DEI CONTROLLI

Le procedure dei ricalcoli e riesecuzioni da parte del revisore consistono nel controllo dell’esattezza

matematica dei documenti di supporto e delle registrazioni contabili e nello svolgimento in modo autonomo

di procedure o controlli già svolti dall’impresa ( es. corretta applicazione dell’IVA sulle fatture; corretto calcolo del

).

fondo TFR

PROCEDURE DI ANALISI COMPARATIVA

Le analisi comparative riguardano confronti e relazioni tra i dati di bilancio e altri dati non finanziari

nonché l’esame di indici e fluttuazioni significative per identificare andamenti anomali rispetto ad altre

informazioni prese come riferimento. La procedura di analisi comparativa viene utilizzata per confrontare

dei dati, normalmente all’inizio della revisione in modo da cogliere quali sono le aree critiche dell’azienda

( ). “Analisi comparativa” significa:

è utilizzata soprattutto nella relazione semestrale delle società quotate

- Analisi dell’andamento nel tempo dei dati finanziari, patrimoniali ed economici significativi; è

importante aver in mente la condizione del paese e dell’eventuale presenza di inflazione.

- Analisi dell'andamento dei dati finanziari, patrimoniali ed economici dell'impresa a confronto con

quelli dei competitors ( es. se l’azienda ha incrementato il fatturato del 7%, mentre i suoi competitors del 10% vuol dire

).

che l’impresa revisionata non è stata “brava” rispetto ai competitors

- Analisi per indici: ROI, ROE, EBIT, EBITDA

Le analisi comparative servono per individuare incoerenze o andamenti anomali con altri dati e scostamenti

dai valori previsti. Possono quindi riguardare:

- Dati e informazioni comparabili relativi a periodi precedenti ( );

ricavi 2013 su 2012, suddivisi in aree

- Risultati a confronto con quelli previsti ( budget vs consuntivi: si è raggiunto effettivamente quanto

);

programmato? 16

- Confronti tra dati di settore o di società di dimensioni simili ( indice di rotazione dei crediti ( possibilità di

).

) nel settore tessile

incassare o meno i crediti tra l’azienda e un’altra simile

Il revisore in base all’analisi comparative arriva a dedurre delle “presunzioni” che poi dovranno essere

verificate con la realtà dei fatti. Tuttavia, occorre precisare che queste procedure hanno dei limiti intrinseci

che riguardano principalmente la affidabilità del sistema contabile ( dato dal fatto che le poste sono un insieme di

): la procedura si basa su una contabilità che produca correttamente i suoi dati, facendo

voci positive e negative

riferimento ad un SCI che funzioni correttamente, in quanto le informazioni errate date dalla contabilità

formano delle aspettative errate per il revisore, il quale deve rivederle nel momento in cui verifica che il

SCI è inefficiente. Le procedure di analisi comparativa hanno maggior utilità se:

- Applicate a grandi volumi di operazioni che tendono ad essere prevedibili nel tempo ( 1 ml. di fatture di

);

vendita

- Si basano sull’aspettativa che tra determinati dati esistano delle relazioni ( es. interessi passivi bancari

rispetto al volume dei depositi/scoperto: se la società ha uno scoperto bancario di 2 ml con un tasso annuo del 10% ci si

). Una volta che il revisore ha sviluppato

aspetta di trovare ogni trimestre l’interesse passivo con il medesimo importo

un’aspettativa, questa deve essere verificata per scoprire se si hanno delle variazioni anomale.

Attraverso queste procedure di tipo analitico, viene identificato il rischio e ricondotto alle aree più

importanti della gestione, in modo che attraverso la revisione si possa diminuire il controllo di tipo

documentale. Possiamo avere delle differenze tra i dati attesi ( ) e

ottenuti dalle procedure di analisi comparativa

quelli effettivi, queste differenze dipendono dalla significatività delle differenze rispetto alla materialità

calcolata dal revisore e dalla coerenza tra i dati attesi e quelli effettivi: es. se la società ha un incremento del

fatturato, il revisore si può aspettare un aumento del costo del personale; inoltre, in un contesto incerto come quello attuale il

revisore potrà avere delle aspettative rispetto alla possibilità di incassare i crediti da parte della società se i suoi paesi di

. Nel caso in cui

riferimento sono la Russia o la Libia, da questa incertezza potrà scaturire la presenza di un fondo rischi

emergano delle situazioni insolite, il revisore dovrà effettuare ulteriori indagini/analisi come ( ) richiesta di

1

spiegazioni alla direzione o ( ) procedure di validità (

2 il revisore deve controllare effettivamente le risposte ottenute

). Possiamo inoltre ricollegarci al c.d. scetticismo professionale: il revisore deve approfondire le

dalla società

informazioni ottenute, in quanto non bisogna mai considerare le “ragioni” del cliente come un dato certo.

Nel caso in cui emerga un errore, il revisore deve farlo presente alla società la quale sarà lei a decidere se

correggerlo o meno; al revisore interessa il perché ci sia stato un determinato errore e la sua natura ( oltre a

), in quanto se sorge un errore ci sono delle

vedere l’effetto di un errore il revisore deve comprendere l’ampiezza

carenze nel SCI ( ) da cui si hanno problematiche relative all’affidabilità del SCI.

“buchi” IL CAMPIONAMENTO DI REVISIONE

Il campionamento, ossia la verifica a campione dei saldi, viene disciplinato dal principio di revisione n.530:

effettuare un campionamento vuol dire applicare procedure di verifica su un numero di voci inferiore alla

totalità delle voci di un saldo di un conto o una classe di operazioni in modo che tutte le voci abbiano una

stessa probabilità di essere selezionate: es. se non sottoponiamo al controllo il 100% delle fatture, dobbiamo fare una

L’obiettivo del

selezione delle fatture attraverso un sistema che consenta di poter prendere ogni singola fattura.

campionamento è di consentire al revisore di "ribaltare" i risultati e le conclusioni ottenuti sul campione

all'intera popolazione dalla quale è stato estratto il campione: es. se abbiamo una “popolazione” rappresentata da 30

. La difficoltà principale

fatture, se queste 30 fatture sono tutte giuste allora ne consegue che l’intera popolazione sia giusta

del revisore è riuscire a determinare un campione rappresentativo dell’intera popolazione. Il

campionamento può essere effettuato utilizzando sia un approccio statistico ( approccio della statistica: ( )

1

selezione casuale del campione, con numeri casuali o selezione sistematica o selezione accidentale ; ( ) uso del calcolo delle

2

) sia un approccio non statistico (

probabilità per valutare i risultati del campione e il rischio di campionamento approccio

). La scelta dell’approccio da utilizzare dipende dal singolo revisore e dal rischio

annuale, giudizio professionale

di revisione. In ogni caso:

­ Il campionamento deve essere ripetibile da chiunque in base alle condizioni di selezione dichiarate

nel campione, in modo da arrivare al medesimo risultato ottenuto dal revisore.

­ Il campionamento deve essere rappresentativo dell’intera popolazione sottoposta a verifica: es. se il

revisore deve verificare i ricavi e basa la sua selezione solo sui crediti vs clienti al 31/12, si ha un campione non

rappresentativo delle fatture ( ) in quanto dipendono sia dai clienti che ancora non hanno pagato che da quelli

campione ridotto

che hanno pagato i rispettivi crediti; di conseguenza, con solo i crediti vs clienti non si possono coprire i ricavi

.

dell’esercizio

­ Il campionamento è valido solo per il periodo realmente verificato: es. se il revisore effettua il

.

campionamento sui salari e stipendi di ottobre, le conclusioni non potranno essere ribaltate all’intero esercizio 17

Popolazione Insieme di voci assoggettate a verifica: es. se il revisore deve controllare i ricavi farà un campionamento sulle fatture di vendita

Campionamento Applicazione di procedure di revisione su una parte delle voci assoggettate a verifica, con la stessa probabilità di essere scelte

Unità campionamento Voce che compone la popolazione: se la popolazione è rappresentata dai ricavi un’unità è una fattura

Errore nel campionamento Possibilità di avere degli errori, il revisore deve considerare che l’errore eventualmente presente nel campionamento sia accettabile

Errore accettabile Piccolo errore che potrebbe esserci nel campionamento: es. il revisore accetta che lo 0,5% dei ricavi non sia iscritto nel periodo di competenza

Errore inusuale Errore che non ci si aspettava di trovare: es. la fattura è registrata in un mese sbagliato, bisogna capire perché il SCI non ha funzionato correttamente

Rischio di campionamento Possibilità che le conclusioni raggiunge in base al campione possano essere diverse da quelle che si sarebbero raggiunte se l’intera

popolazione fosse stata sottoposta a revisione. Es. prima di iniziare a far la verifica sui ricavi, il revisore vuole essere sicuro che l’98% ( livello di

) sia registrato nel periodo di competenza. Il rischio di campionamento è 100-98=2%: il revisore accetta il 2% di errore.

affidabilità

Campionamento casuale Vengono presi valori del campione a caso, viene meno l’elemento di verifica dell’operato del revisore in quanto non può essere ripetuto

Campionamento Suddivisione della popolazione in più parti. Es. se il revisore deve controllare gli stipendi può suddividere la popolazione nelle categorie di dirigenti,

quadri, impiegati ed operai. Dato il numero limitato dei dirigenti si prendono tutti; mentre per gli operai e i dirigenti si utilizzerà un campionamento.

stratificato

Per rischio di campionamento si interessa la possibilità che le conclusioni raggiunte in base a un campione

possano essere diversa da quelle che si sarebbero raggiunte se l’intera popolazione fosse stata sottoposta

alla stessa procedura di revisione; all’interno del rischio di campionamento troviamo due diversi tipi di

rischi:

1) Rischio che il revisore concluda, nel caso di procedure di conformità, che il rischio di controllo sia

inferiore rispetto a quello realmente esistente; o nel caso di procedure di validità, che non esista un

errore rilevante laddove invece esso esiste: questo tipo di rischio può condurre a un giudizio errato sul

bilancio;

2) Rischio che il revisore concluda, nel caso di procedure di conformità, che il rischio sia superiore

rispetto a quello realmente esistente; o nel caso di procedure di validità, che esista un errore rilevante

laddove invece esso non esiste: questo tipo di rischio ha effetti sull’efficienza della revisione, portando

a lavoro aggiuntivo.

Per rischio non dipendente dal campionamento si intende il rischio che deriva da fattori che inducono il

revisore a giungere a conclusioni errate per motivi indipendenti dalla dimensione del campione selezionato

( ).

es. uso di procedure di revisione non appropriate o interpretazione non corretta dei risultati

L’errore stimato sulla popolazione deve essere confrontato con l’errore accettabile ( ).

stima della significatività

Se l’errore proiettato è "vicino" all’errore massimo accettabile il revisore deve valutare la affidabilità del

campione e può valutare di acquisire ulteriori elementi probativi: in questo caso bisogna capire quanto è

grande “l’iceberg” degli errori, in quanto ci possono essere delle procedure che non funzionano. Infatti i

risultati del campionamento sono influenzati dal rischio di campionamento e dalla possibilità che l’errore

effettivo superi il limite di accettabilità.

Le procedure di selezione del campione possono riguardare:

- La selezione di tutte le voci, anche se non si ha un vero campione in quanto vengono considerate

complessivamente tutte le voci di una popolazione: es. se il revisore deve controllare i mutui che ha concessi

all’azienda e nel periodo ce ne sono stati solo 3, allora conviene verificarli tutti in quanto il campione è piccolo.

- La selezione di voci specifiche rispetto alla popolazione come voci ( ) di valore elevato; ( ) chiave;

i ii

( ) oltre un certo importo; ( ) per ottenere informazioni; ( ) per esaminare le procedure:

iii iv v es. il revisore può

considerare solo le commesse con la Libia in quanto aria ad altro rischio; oppure solo sulle spese effettuate

dall’amministratore delegato.

Per determinare un campione è necessario:

- Conoscere esattamente gli obiettivi da raggiungere; l’obiettivo deve essere ben chiaro in quanto non

è una verifica. Es. obiettivo è di avere correttamente stipendi e contributi per un ammontare X, registrati nel corretto

periodo di competenza.

- Identificare a priori cosa rappresenta un “errore” rispetto a quell’obiettivo: es. un errore potrebbe essere

.

trovare stipendi non nel periodo di competenza ( )

stipendio di Gennaio registrato a Febbraio

- Identificare l’errore accettabile, è un errore minimo indipendente dall’ammontare delle voci

determinato dal revisore: es. effettuare dei controlli di qualità per vedere se gli stipendi siano registrati correttamente per

competenza.

- Stimare preliminarmente l’errore prevedibile

- Accertare che la popolazione del campione sia appropriata e completa

- Decidere se sia opportuno stratificare il campione secondo la valutazione delle diverse situazioni: es.

.

la stratificazione non è richiesta in un’analisi dei ricavi, mentre può essere utili negli stipendi e nei contributi

LE ASSERZIONI

Le asserzioni fanno riferimento al principio di revisione ISA n. 315. Le “asserzioni” sono tutte quelle

dichiarazioni che la direzione aziendale, implicitamente o esplicitamente, formula per la misurazione ( si

), la presentazione (

seguono i principi contabili nazionali o internazionali schema di bilancio predefinito dai principi contabili

18

) ed l’ informativa ( ) dei vari elementi del

nazionali non predefinito ma libero in quelli internazionali nota integrativa

bilancio. Le asserzioni è come dare un’informazione pubblica, da parte del management, una determinata

questione: es. se nel bilancio emerge che i crediti sono valutati al loro presumibile valore di realizzo, la direzione aziendale sta

"asserendo" che i crediti esistono e che sono correttamente valutati, secondo quanto previsto dal principio contabile di

Quindi, le “asserzioni”, rappresentano gli obiettivi del revisore, e sono indipendentemente dagli

riferimento.

elementi di bilancio:

- Esistenza: le attività, le passività e il patrimonio netto esistono. ( ) Quale è il principio contabili attraverso

1

il quale recepisco l’immobilizzazione come propria? Il principio dice quando diritti/obblighi sono passati cioè la società è

diventata responsabile di tutti i diritti ed obblighi in riferimento all’immobilizzazione. ( ) Le attività, le passività ed il

2

patrimonio netto esistono? Se nel bilancio si evidenziano “crediti vs clienti” per 5000€, questo significa che “implicitamente”

la società afferma che i crediti esistono. Le procedure di revisione potrebbe essere di verifica, cioè finalizzate a confermare o

confutare l’attestazione della direzione; si dovranno effettuare procedure di validità dei saldi ad es. tramite l’invio di conferme

esterne.

- Manifestazione: le operazioni e gli eventi che sono stati registrati si sono effettivamente verificati e

sono pertinenti all’impresa. ( ) Le operazioni e gli eventi che sono stati registrati si sono verificati effettivamente? Se

1

nel bilancio si evidenziano “costi per consulenze da società del gruppo”, significa che “implicitamente” la società sta

asserendo di aver ricevuto una consulenza, quindi la consulenza si è manifestata? Ha dato luogo ad un costo? Le procedure di

revisione possono essere di verifica per accertare l’evidenza del servizio reso, il tipo di consulenza ricevuta, i vantaggi

ottenuti dalla consulenza.

- Completezza: tutte le operazioni e gli eventi che avrebbero dovuto essere registrati sono stati

effettivamente registrati e riportate in bilancio. ( ) Le immobilizzazioni che sono X rappresentano tutte le

1

immobilizzazioni che ha il cliente alla fine del periodo di riferimento? La voce è completa? ( ) Tutte le operazioni e gli eventi

2

che avrebbero dovuto essere registrati sono effettivamente registrati? Se nel bilancio si evidenziano “spese generali” per

10mila, significa che implicitamente la società sta asserendo di aver registrato tutti i costi sostenuti nell’esercizio. Bisogna

pianificare procedure per accertare la completezza delle registrazioni contabili. Svolgere una procedura del tipo “passività non

registrate”: cioè raccogliere tutte le fatture pervenute dopo la chiusura dell’esercizio e, se di competenza, verificare il corretto

stanziamento a bilancio, evidenziando le carenze. ( ) Se ricevo a Gennaio i servizi di pulizia effettuati a Dicembre; si registra

3

la fattura a Gennaio anche se di competenza di Dicembre, ma bisogna indicare la voce “fatture da ricevere”. Se così non fosse

si è lasciato un costo che è di competenza ( ).

carenza

- Accuratezza: corretta rappresentazione dei valori, degli importi e dei dati. ( ) Il calcolo del fondo TFR è

1

accurato? Comprende tutti i diversi elementi sia in denaro che in natura ( )? ( ) Gli importi

es. uso telefonino aziendale, macchina 2

e gli altri dati relativi alle operazioni ed agli eventi sociali sono stati registrati accuratamente? Se nel bilancio si evidenziano

“bonus per raggiungimento obiettivi di vendita” per 20000, la società sta affermando di aver ricalcolato accuratamente il

bonus in funzione del raggiungimento degli obiettivi di vendita prefissati. Il revisore pianifica procedure di verifica per

accertare la correttezza del calcolo che da poi luogo alla registrazione di un costo in bilancio. Si procederà al ricalcolo dopo

aver ottenuto evidenze probative a supporto dell’effettivo raggiungimento dei risultati.

- Competenza dei costi e dei ricavi: operazioni e gli eventi sono stati registrati nel corretto periodo

contabile. Un ricavo è di competenza quando si ha la consegna del prodotto ( cioè quando si ha il passaggio

), inoltre deve esserci anche e una competenza di tipo temporale (

delle responsabilità/rischi al 31/12 devo avere

). I costi son di competenza se correlati ai ricavi (

tutte le fatture fino al 31/12 ho fatto un ricavo di tot e ci deve

essere in bilancio un costo X; poi ci sono le ripartizione dei costi indiretti e la ripartizione in base al periodo di riferimento,

).

con l’ausilio dei ratei e risconti ( ) Le operazioni e gli eventi sono stati registrati nel corretto periodo contabile? Se nel

1

bilancio si evidenziano “costi per affitti” per 70000, ciò significa che implicitamente la società sta asserendo di aver

contabilizzato tutti i costi per gli affitti di competenza dell’anno. Il revisore pianificherà procedure di verifica per accertare

che non vi siano costi di competenza dell’esercizio contabilizzati in un altro esercizio. In questo caso, si procederà alla

verifica a campione delle fatture passive, alla verifica delle “fatture da ricevere” e delle “passività non registrate”. Inoltre, si

andrà a vedere se l’analisi cronologica dei diversi valori sia giusta ( ).

es. devo dare 4 affitti, ma ne manca uno

- Valutazione, dipende dalla aree di riferimento: per la cassa è il valore nominale, con eccezione della

valuta esterna che deve essere convertito al cambio ( però se abbiamo una valuta in difficoltà dobbiamo fare anche

); anche i fornitori sono valutati a valore nominale. Il fondo rischi

una valutazione del possibile valore di realizzo

e il fondo svalutazioni crediti sono valori stimati. ( ) Le poste di bilancio sono state correttamente valutate? Se nel

1

bilancio si evidenziano “crediti vs clienti” per 35000, ciò significa che implicitamente la società sta asserendo che il

presumibile valore di realizzo di tali crediti è 35000 ( ). Il revisore dovrà pianificare

crediti valutati correttamente a tal valore

procedure di verifica per accertare che i crediti siano correttamente valutati e che non sia necessaria una loro svalutazione. In

questo caso, procederà alla verifica degli incassi successivi dei crediti o, se non ancora incassati alla verifica della solvibilità

dei creditori. Da notare che il valore di realizzo dei crediti è il valore nominale meno il fondo svalutazione. La svalutazione è

data dalla tipologia dei crediti e non deve essere confusa con la normativa fiscale ( ). Se civilisticamente si sa

0,5% del credito

già che il credito non verrà mai incassato bisogna prendere in considerazione che fiscalmente si avranno in futuro delle

diminuzioni del carico d’imposta.

- Diritti e obblighi: l’impresa possiede, o controlla, i diritti sulle attività , e le passività sono

obbligazioni dell’impresa. ( ) Ho il diritto di incassare un credito? Non è detto che un determinato credito possa essere

1

incassato subito in quanto se è a 90 giorni non potrò essere incassato subito: si ha il diritto al credito ma non il diritto

all’incasso ( ). ( ) L’obbligo del pagamento: non è detto che ho l’obbligo di pagare

non si può sollecitare prima dei 90 giorni 2 19

subito. ( ) Le attività iscritte in bilancio sono effettivamente di proprietà dell'impresa? E le passività rappresentano

3

effettivamente un'obbligazione dell'impresa? Se nel bilancio si evidenziano “titoli” per 100000, significa che implicitamente

la società sta affermando di avere la proprietà di quei titoli ( ). Il

la proprietà è per i PCN; il possesso per i PCI: differenza nel leasing

revisore dovrà pianificare procedure di verifica per accertare che i titoli siano effettivamente di proprietà dell’impresa e che

non siano di terzi. In questo caso, procederà alla verifica dei documenti di acquisto dei titoli da cui poter evincere la proprietà.

- Classificazione: corretta classificazione nello SP, nel CE o nella NI delle voci di bilancio. ( )

1 Le

operazioni e gli eventi sono stati registrati nei conti appropriati? Se nel bilancio si evidenziano “debiti vs imprese controllate”

per 9000, significa che la società sta affermano di aver registrato in quel conto solo ed esclusivamente i debiti in essere verso

le imprese che controlla. Il revisore dovrà quindi accertare che nella voce siano classificati solo i debiti delle società

controllate; se fossero erroneamente classificati anche i “debiti vs banche” questi potrebbero essere erroneamente elisi in sede

di scritture di consolidamento. Il revisore procederà alla veridica di riconciliazione dei saldi infragruppo.

Ma se un’asserzione non è osservata ( ) non è compensata dal fatto che ci siano tutte le altre

completezza ad es.

asserzioni. Quindi se viene meno un’asserzione si ha comunque il bilancio sbagliato. Le procedure di

revisione devono essere scelte sulla base delle asserzioni, a giudizio del revisore e nell’ampiezza secondo la

natura. 20

REVISIONE PARTE III: LA REVISIONE DI ALCUNE AREE OPERATIVE

LA REVISIONE DEI CREDITI E DEI RICAVI

PRINCIPI CONTABILI NAZIONALI PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI

Principio di rilevazione OIC 15 Principio di rilevazione: quadro sistematico è dato dal framework, IAS 1 e IAS 18

Principio di valutazione OIC 15 Principio di valutazione IAS 18

Principio di classificazione art. 2424 c.c. e OIC 15 Principio di classificazione IAS 1 e IAS 18

Corretta informativa art. 2427 c.c. e OIC 15 Corretta informativa IAS 1e IAS 18

Domande tipiche per la revisione:

- Quando si verifica una vendita? Una vendita si verifica quando c’è lo scambio di beni o il servizio è

stato prestato. Lo scambio di beni normalmente si ha quando il processo produttivo è stato completato e

lo scambio è avvenuto: vendo la penna quando la penna è finita e lo scambio di beni, rappresentato dal documento di

opo lo scambio il cliente farà un

trasporto, è avvenuto ( ). D

non si guarda la fattura in quanto viene rilasciata dopo lo scambio

controllo di qualità e quantità rispetto al bene ricevuto. Per quanto riguarda il servizio, la vendita si ha

quanto il servizio è stato completato: il servizio di revisione si completa quando si presenta il documento finale di

. Quindi bisogna definire rispetto ad ogni contesto quando si verifica una vendita in quanto

revisione

possono esserci diversi step di controllo qualità ( es. farmaco: deve essere sottoposto a diverse verifiche da parte del

).

Ministero prima della commercializzazione

- Quando sorge un credito? Il credito sorge con l’emissione della fattura ( ).

pagamento immediato o differito

Le asserzioni prese in considerazione dal revisore per la verifica dei crediti e dei ricavi sono:

- Completezza: se mancasse vuol dire che hanno anticipato/posticipato dei ricavi;

- Accuratezza: possono esserci sconti o prezzi differenti;

- Esistenza: se non esistono veramente i ricavi abbiamo in bilancio dei crediti fasulli. Il rischio

potrebbe essere che i crediti iscritti in bilancio potrebbero non esistere; l’eventuale procedura di

revisione potrebbe riguardare la richiesta di conferme esterne ai clienti ( la società revisione predispone una

lettera di richiesta di conferma saldi diretta ai propri clienti, inviata dal revisore, dove si chiede di rispondere direttamente alla

); se il cliente dovesse non rispondere alla lettera di conferma, il revisore dovrà effettuare

società di revisione

le c.d. “procedure alternative” ( ), cioè controllare se il cliente ha pagato

es. verifica incassi successivi

successivamente e quindi la società ha incassato il credito ( ).

il credito esisteva ed era di quel determinato valore

Da notare che l’eventuale risposta del cliente confermerà solo l’esistenza del credito, non la corretta

valutazione, in quanto il cliente potrebbe non essere in grado di rimborsarlo.

- Valutazione. Il rischio potrebbe essere di avere dei crediti non correttamente valutati al presumibile

valore di realizzo. Le procedure di revisione che possono essere perseguite sono: ( ) richiesta di

1

conferma esterna a legali per recupero crediti ( il legale aiuta a capire a che punto è la pratica e come si realizzerà: il

revisore dovrà compiere anche altre procedure in modo da capire come si costruirà il fondo svalutazione crediti. Il revisore

); ( ) analisi corretta

dovrà prendere i crediti soggetti a insolvenza e capire la congruità dell’accantonamento 2

classificazione dei crediti ( accertare la regolarità nel rimborso del credito da parte del cliente oppure identificare

eventuali difficoltà, anche temporanee, classificando il credito come “buono-sofferente”. Inoltre potrebbero esserci delle

problematiche legate alla contestazione da parte del cliente in quanto la fornitura non era quella richiesta. I crediti sono

classificati in base alla scadenza e alla cadenza temporale, la revisione si basa soprattutto sui crediti scaduti da maggior

); ( ) analisi corretta valutazione dei crediti (

tempo 3 per i crediti a sofferenza si effettuerà la valutazione dell’eventuale

parte di credito recuperabile in funzione delle garanzie a supporto dello stesso, ad es. si otterrà la perizia per la valutazione

dell’immobile ipotecato a garanzia del credito. Se si ha una garanzia questa deve essere valutata correttamente e bisogna

). Da

tenerne conto quando si calcola l’accantonamento: se la perizia non è corretta allora anche l’accantonamento è errato

notare che i ricavi sono valutati sottraendo gli eventuali sconti e abbuoni concessi ai clienti, tenendo

conto delle eventuali note di accredito da emettere. L’eventuale svalutazione dei crediti deve essere una

stima effettuata con coscienza e con un’analisi attenta delle circostanze, in quanto non può essere solo

effettuata con i criteri fiscali ( accetta la deducibilità della perdita solo con elementi probativi certi, altrimenti lo 0,05%

).

fino al raggiungimento del 5%

- Competenza. Il rischio potrebbe essere quello di avere dei ricavi contabilizzati anticipatamene ( pre-

); le procedure di revisione potrebbero riguardare ( ) analisi comparativa della voce “ricavi”

fatturazione 1

nel tempo e in relazione alle attività che li hanno generati; ( ) analisi documentale delle operazioni. Il

2

revisore deve approfondire ogni “anomalia” come incrementi eccessivi da un anno all’altro.

EFFETTI SULLA RELAZIONE DI REVISIONE

EVENTO TIPO DI GIUDIZIO, A SECONDA DELLA RILEVANZA

Impossibilità di chiedere conferma saldo ad alcuni clienti rilevanti Impossibilità ad esprimere un giudizio

Mancata risposta di clienti rilevanti, con procedure alternative inefficaci Giudizio con rilievi o negativo ( )

avverso

Sottostima del fondo svalutazione crediti Giudizio con rilievi o negativo

Contabilizzazione anticipata ricavi ( ) Giudizio con rilievi o negativo

non per competenza 21

LA REVISIONE DELLE PARTI CORRELATE

Lo scopo primario della normativa sulle parti correlate è di rafforzare la tutela degli azionisti di minoranza

e degli altri portatori di interessi contrastando eventuali abusi che possano scaturire da operazioni c.d.

straordinarie ( ) in potenziale conflitto d’interesse

fusioni, acquisizioni, dismissioni e aumenti di capitale riservati

effettuate con parti correlate.

Le parti correlate, definite dallo IAS n. 24, si hanno quando una “parte” è correlata ad un’entità se:

a) Direttamente o indirettamente, attraverso uno o più intermediari, la parte:

i. Controlla l’entità, ne è controllata, oppure è soggetta al controllo congiunto ( Alfa possiede il

)

70% di Beta; Beta possiede al 50% di Gamma ed anche Alfa possiede il 50% di Gamma

ii. Detiene una partecipazione nell’entità tale da poter esercitare un’influenza notevole su

quest’ultima;

iii. Controlla congiuntamente l’entità

b) La parte è una società collegata dell’entità

c) La parte è una joint venture in cui l’entità è una partecipante

d) La parte è uno dei dirigenti con responsabilità strategiche dell’entità o la sua controllante ( il direttore

)

marketing, se è una posizione strategica, possiede la Beta la quale lavora con la società dove c’è quel direttore marketing

e) La parte è uno stretto familiare di uno dei soggetti di cui ai punti ( ) o ( ) (

a d moglie consulenza a società

)

del marito

f) La parte è un’entità controllata, controllata congiuntamente o soggetta ad influenza notevole da uno

dei soggetti di cui ai punti ( ) o ( ), o tali soggetti detengono, direttamente o non, una quota significativa

d e

di diritti di voto

g) La parte è un fondo pensionistico per i dipendenti dell’entità, o di una qualsiasi altra entità ad essa

correlata.

In questa definizione di parti correlate vanno definiti in maniera approfondita i stretti familiari e i dirigenti

con responsabilità strategiche. Si considerano stretti familiari di un soggetto quei familiari che ci si attende

possano influenzare o essere influenzati dal soggetto interessato nei loro rapporti con l’entità ( moglie, figli,

). I dirigenti con responsabilità strategiche

convivente e i suoi figli, le persone a carico del soggetto o del convivente

sono quei soggetti che hanno il potere e la responsabilità, direttamente o indirettamente, della

pianificazione, della direzione e del controllo delle attività della società ( ), compresi

CFO, direttore generale, etc

gli amministratori ( ).

esecutivi o meno

Il problema delle parti correlate diventa significativo nel momento in cui una controparte è dello Stato, in

quanto si possono avere diversi settori a cui dover fare riferimento.

Le informazioni che riguardano le parti correlate devono essere pubbliche in quanto non possono essere

operazioni a prezzi “bizzarri”. Nell’art. 2427 comma 22-bis si parla delle parti correlate, nella nota

integrativa devono essere indicate le operazioni realizzate con parti correlate, precisando: ( ) l'importo; ( )

i ii

la natura del rapporto; ( ) e ogni altra informazione necessaria per la comprensione del bilancio relativa a

iii

tali operazioni, qualora le stesse siano rilevanti e non siano state concluse a normali condizioni di mercato.

Innanzitutto, il revisore deve considerare tutte le operazioni svolte con le parti correlate e controllare quelle

che son state concluse a condizioni privilegiate.

In effetti, con riferimento alle parti collegate possiamo avere alcune operazioni che sono più a rischio

rispetto alle altre come le vendite, i finanziamenti e il trasferimento di dividendi. Anche per questo motivo

si ha una scarsa validità probativa dei documenti ottenuti da parti correlate. Può accadere, inoltre, che ci

siano dei possibili rischi fiscali connessi per via del fatto che le imposte devono essere pagate sul valore

normale dei beni ( ), quindi non su prezzi di favore:

dove è presente es. in Italia troviamo la filiale di un gruppo

giapponese che vende apparecchi elettronici ( ), dal punto

vengono prodotti in Giappone e venduti in Italia a prezzi fissati dalla casa madre

di vista fiscale bisogna controllare il valore normale dei beni: eventualmente, comprare un mouse a tre volte il suo valore rispetto

al mercato italiano, probabilmente nasconde un trasferimento di utili. Il fisco può “aggiungere” la differenza di prezzo,

chiedendone le tasse.

Il regolamento Consob prevede di tenere un registro di tutte le parti correlate, con la suddivisione delle

operazioni rispetto al valore ( ): ( ) per le operazioni non rilevanti

cioè operazioni di grande valore e di poco valore 1

bisogna controllare il valore normale dei beni; ( ) per le operazioni di grande valore (

2 come cessione

) ci vuole l’analisi e specifica delibera degli amministratori indipendenti nell’ambito del

partecipazione rilevante

Consiglio di Amministrazione. Il revisore deve controllare che il processo si sia verificato.

Le parti correlate rappresentano un'area molto rischiosa per il revisore: ( ) rischi nei confronti dei soci; ( )

1 2

rischi fiscali; ( ) rischi di continuità aziendale ( ).

3 es. controllante fallisce per cattivo andamento controllate e viceversa

È quindi fondamentale è un buon SCI dell'impresa a presidio di quest'area. Un buon SCI significa:

- Presenza di una mappatura di tutte le parti correlate per facilitare l’identificazione delle stesse; 22

- Presenza di una procedura di conferma saldi infragruppo ( );

in modo da vedere che combacino

- Presenza di controlli efficaci sull'attendibilità delle informazioni provenienti dalle parti correlate;

- Presenza di controlli efficaci sulla conformità alla legge e ai regolamenti in vigore sulle parti

correlate.

In tema di parti correlate, il revisore sarà interessato principalmente alle seguenti asserzioni:

- Esistenza di rapporti con parti correlate ( ).

possibilità di aver registrato operazioni non effettuate? ( ) Il rischio

1

potrebbe essere che i rapporti con parti correlate potrebbero non essere riflessi in bilancio. Il revisore potrà esaminare verbali

degli organi sociali ( ) per identificare eventuali operazioni con le correlate; esame delle

assemblea, CdA, collegio sindacale

risposte alle lettere di circolazione banche dalle quali potrebbero emergere garanzie prestate/ricevute o altre operazioni con le

correlate; verifiche di dettaglio su operazioni e saldi circa l'esistenza e la natura di operazioni con parti correlate.

- Completezza delle operazioni e dei saldi con le parti correlate ( ci sono le operazioni con la parte correlata

).

svedese? ( ) il rischio potrebbe essere che le operazioni e/o i saldi con parti correlate potrebbero non essere completi. Il

1

revisore potrà effettuare l’analisi procedura conferma saldi intercompany e riconciliazione; l’analisi di completezza della

"mappatura" delle correlate effettuata dall'impresa.

- Valutazione delle normali condizioni di mercato applicate alle transazioni con parti correlate. ( ) Il

1

rischio potrebbe essere che le operazioni con parti correlate potrebbero non essere state effettuate a normali condizioni di

mercato, con conseguente rischio di frode ed anche fiscali. Il revisore potrà esaminare il “valore normale” di alcune

operazioni correlate per accertare che le condizioni applicate siano in linea rispetto a quelle di mercato; ad es. ( ) verifica del

a

prezzo di vendita di una merce o di prestazione di un servizio praticato alle società del gruppo situate all'estero rispetto a

quello praticato alla normale clientela italiana: se il prezzo è differente si stanno probabilmente trasferendo utili all’estero

dove sono tassati meno ( ); ( ) verifica del tasso di interesse praticato ad un amministratore della banca

c.d. "transfer pricing" b

rispetto a quello praticato alla normale clientela: se il tasso è notevolmente inferiore, si sta facendo un danno economico ai

Soci.

- Classificazione e informativa prevista per le operazioni con parti correlate. ( ) Il rischio potrebbe essere

1

che l’informativa da fornire in bilancio prevista dalla normativa non sia esaustiva. Le procedure di revisione possono

riguardare l’analisi, lettura critica e riconciliazione dell'informativa di bilancio sulle correlate con quella prevista dalla

normativa.

PCN PCI

Rilevazione OIC 14 ( ); Valutazione CC 2426 e OIC 14 IAS 1 – presentazione del bilancio – principio generale

disponibilità liquide

Classificazione CC 2424 ( IAS 7 – rendiconto finanziario

distinzione fra attivo corrente e non corrente; passivo a breve e a

) e OIC 14 IFRS 7 – strumenti finanziari: informazioni integrative

lungo

Corretta informativa OIC 14 IFRS 9 – strumenti finanziari ( )

di recente introduzione, attuato nel 2016

Rendiconto finanziario per flussi di cassa ( )

situazione è stata positiva o negativa

LA REVISIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI DEI FONDI LIQUIDI

Osservando il bilancio bisogna chiedersi se:

- I valori inclusi sono realmente dei fondi liquidi liberi e disponibili ( );

non vincolati

- Quali sono attualmente i limiti di fido ( la concessione di un fido è subordinata da alcune garanzie, che devono

)

essere iscritte nella relazione della gestione

- I fondi liquidi hanno perso valore ( se la banca fallisse come è tutelata l’azienda? È possibile che il fondo perda

)

valore?

- La situazione finanziaria è stabile.

I fondi liquidi sono tipicamente formati da ( ) depositi bancari e postali (

1 poter essere incassati a pronti o a breve

); ( ) assegni ( ); ( ) denaro e valori in cassa

termine 2 ancora da versare; titoli di credito bancari sia nazionali che esteri 3

( ). La significatività di tali imposte dipende dalla tipologia dell’azienda (

moneta e valori bollati più significative in

); essa, comunque, è sempre una sezione soggetta a rischio sia di furti che di frode. In

un supermercato

mancanza di indicazioni specifiche, le disponibilità liquide esposte nello stato patrimoniale si presumono

essere immediatamente utilizzabili per qualsiasi scopo della società. Non costituiscono disponibilità liquide:

( ) le cambiali attive in portafoglio ( ); ( ) i titoli a breve termine, di Stato o di terzi ( );

1 crediti 2 attività finanziarie

( ) i c.d. “sospesi di cassa”, sono uscite di numerario già avvenute ma che ancora non sono state registrate

3

in attesa della documentazione necessaria alla loro rilevazione contabile ( es. anticipo ad un dipendente per una

); essi devono essere eliminati nel più breve tempo possibile (

trasferta tra Dicembre e Gennaio valori temporanei: se

). In alcuni gruppi di società la gestione della tesoreria è accentrata per

protratti nel tempo, sintomi di frodi

ottimizzare l’uso delle risorse finanziarie. In tali circostanze, un unico soggetto giuridico ( società capogruppo o

) gestisce la liquidità per conto delle altre società del gruppo, tramite un conto

società finanziaria del gruppo

corrente comune ( ) sul quale sono riversate le disponibilità liquide di ciascuna società

o “pool account”

aderente al cash pooling. Nel bilancio delle singole società partecipanti al cash pooling, la liquidità versata

nel conto corrente comune ( ) rappresenta un credito verso la società che amministra il cash

o “pool account”

pooling stesso, mentre i prelevamenti dal c/c comune costituiscono un debito verso il medesimo soggetto. I

suddetti crediti e debiti verso la società gestrice del cash pooling, a seconda del rapporto intercorrente tra la

23

società partecipante e la società gestrice, sono classificati secondo le modalità previste dagli OIC 15 ( )

crediti

e OIC 19 ( ). Questo strumento viene utilizzato per ottimizzare la situazione finanziaria (

debiti se centralizzo in

) e ridurre i rischi di frode.

un unico conto riesco ad ottenere finanziamenti maggiori o contrattare condizioni migliori

Le asserzioni, cioè gli obiettivi di revisione, sono:

- Completezza: tutti i movimenti di entrata/uscita devono essere registrati.

- Accuratezza: si determina tramite la conciliazione dell’estratto conto con le rilevazioni effettuate dalla banca.

- Esistenza: il revisore potrà richiedere conferme esterne a tute le banche che hanno avuto rapporti con la società durante

l’esercizio. Se è presente una cassetta di sicurezza, il revisore deve verificare che cosa si trova all’interno.

- Obblighi e diritti: il conto è intestato all’azienda? Ha cassette di sicurezza e cosa c’è? Può usufruire del conto intestato

all’azienda? L’azienda può utilizzare conti non a lei intestati?

- Valutazione, secondo i PCN: ( ) depositi bancari, depositi postali, assegni (

1 di conto corrente, circolari e

), costituendo crediti, vanno valutati secondo il principio generale del presumibile valore di

assimilati

realizzo; ( ) il denaro ed i valori bollati in cassa vanno valutati al valore nominale; ( ) le disponibilità in

2 3

valuta estera vanno valutate al cambio in vigore alla data di chiusura dell’esercizio.

- Competenza: mi aspetto che tutti gli incassi e tutti i pagamenti fino al 31/12 siano registrati nei conti. Da qui ci

ricolleghiamo ai rischi: ho registrato dei pagamenti non effettuati e degli incassi non ricevuti.

- Classificazione e informativa di bilancio. Le principali informazioni da fornire nella nota integrativa per

i propri azionisti/stakeholder sono: ( ) natura dei fondi liquidi vincolati e durata del vincolo; ( ) conti

a b

cassa o conti bancari attivi all’estero che non possono essere trasferiti o utilizzati a causa di restrizioni

valutarie del Paese estero o per altre cause ( ); ( ) l’utilizzo di

es. Libia vieta di trasferire fondi all’estero c

eventuali sistemi di cash pooling e, comunque, se rilevante, ogni tipo di rapporto ove sono coinvolte

imprese controllate, collegate o controllanti.

LA REVISIONE DEL FONDO SVALUTAZIONE CREDITI

Lo scopo del fondo svalutazione crediti ( ) è quello di fronteggiare le probabili (

OIC 15 perché quelle certe sono

) perdite sui crediti in bilancio, pertanto il fondo è determinato tramite l'analisi dei

già finite nel conto economico

singoli crediti e di ogni altro elemento di fatto esistente o previsto: bisogna dunque valutare la congruità

della stima. Le stime devono basarsi su presupposti ragionevoli, utilizzando tutte le informazioni

disponibili, al momento della valutazione, sulla situazione dei debitori, sulla base: ( ) dell’esperienza

1

passata ( ); ( ) della corrente

presenza di clienti che pagano lentamente, come la PA, ma che non producono perdite 2

situazione economica generale e di settore; ( ) nonché dei fatti intervenuti dopo la chiusura dell’esercizio

3

che incidono sui valori alla data del bilancio ( fallimento di un debitore la cui situazione era già nota alla data di

).

bilancio

L’asserzione principale da prendere in considerazione è la valutazione dei crediti: i crediti devono essere

valutati al presumibile valore di realizzo. Il rischio, di conseguenza, potrebbe essere che i crediti non siano

valutati correttamente al presumibile valore di realizzo ( ). Le

ad es. attraverso l’uso dei coefficienti fiscali

procedure di revisione possono riguardare: ( ) richiesta di conferma esterna dei crediti (

1 per essere sicuri che i

); ( ) analisi della corretta valutazione dei crediti (

crediti esistano 2 analisi della corretta stima effettuata dall’impresa per

); ( ) richiesta di

la svalutazione, il revisore deve essere adeguatamente informato rispetto ai crediti soggetti a svalutazione 3

conferma esterna dei crediti a legali per recupero crediti ( capire quali procedure vengono eseguite dall’azienda per

). La risposta alla richiesta di conferma dei legali incaricati del recupero dei crediti,

recuperare i crediti

unitamente all’analisi delle pratiche cartacee relative ai clienti morosi e/o insolventi, rappresentano elementi

probativi adeguati e sufficienti ad accertare la corretta valutazione di un credito a bilancio al presumibile

valore di realizzo e, quindi, la congruità dell’accantonamento al Fondo Svalutazione Crediti. Dato che le

pratiche legale durano anni, la stima della svalutazione deve essere rivista ogni anno in quanto possono

essere cambiate delle circostanze.

Tecnicamente, lo stanziamento al fondo svalutazione crediti può avvenire tramite:

- Analisi dei singoli crediti e determinazione delle perdite presunte per ciascuna situazione di

anomalia già manifestatasi o ragionevolmente prevedibile;

- Stima, in base all'esperienza e ad ogni altro elemento utile, delle ulteriori perdite che si presume si

dovranno subire sui crediti in essere alla data di bilancio: valutazione dei futuri danni;

A tal fine si tiene conto della valutazione dell’andamento degli indici di anzianità dei crediti scaduti rispetto

a quelli degli esercizi precedenti e delle condizioni economiche generali (dell’Italia si presume che i crediti non

), di settore e di rischio paese ( ). Innanzitutto,

incassabili siano aumentati oltre all’Italia, gli altri paesi dove ci sono crediti

i crediti sono suddivisi in: ( ) crediti scaduti e ( ) crediti non scaduti. Il rischio di non incassabilità in primis

1 2

si concentra sui crediti scaduti, poi è chiaro che se il cliente fosse fallito è fallito sia per i crediti scaduti che

24

per quelli non scaduti. Quindi abbiamo lo scadenziario dei crediti per suddividere i crediti secondo la

scadenza: più i crediti sono scaduti da tanto tempo più c’è rischio. Dopo aver predisposto lo scadenziario, si

ha l’analisi della pratica stessa: ( ) ascolteremo le risposte in base all’esame della pratica; ( ) ne

1 2

discuteremo con il Responsabile dell’Ufficio Recupero Crediti; ( ) vedremo altri elementi probativi. Il

3

relazione alla risposta del legale per i crediti in sofferenza: ( ) scriveremo ai legali incaricati del recupero

a

crediti; ( ) esamineremo le loro risposte con le pratiche in corso; ( ) valuteremo gli effetti.

b c

PROCEDURE TIPICHE RISPETTO ALL’ASSERZIONE

TIPOLOGIA CREDITO TIPOLOGIA SVALUTAZIONE

Crediti scaduti: dovevano essere pagati, ma non sono ancora stati pagati Svalutazione analitica; mentre nelle banche si ha una svalutazione per stime

Crediti in sofferenza ( ): non si riesce a recuperarli

nel contesto bancario

I crediti scaduti o in sofferenza sono oggetto di una valutazione di tipo analitico che si basa su un processo

di valutazione: ( ) dell’analisi della documentazione dello stato della pratica, ( ) della risposta ( )

1 2 o colloquio

con il legale incaricato del recupero; ( ) della valutazione delle garanzie in essere sul credito (

3 es. assicurazione

), per verificare che la valutazione del

crediti esteri; le banche possono chiedere ipoteche o garanzie personali del socio

credito sia congrua.

Il giudizio è di tipo professionale, quindi dipende dal revisore decidere se il fondo è

accettabile/carente/eccessivo; così come valutare la significatività di un rischio rispetto al fondo

svalutazione o ai crediti o al risultato dell’esercizio.

LA REVISIONE DELL’INVENTARIO FISICO

Le rimanenze includono i beni destinati alla vendita o alla loro produzione nella normale attività

dell’impresa:

- Merci ( ) e prodotti finiti ( )

acquistate da imprese commerciali fabbricati dall’azienda, pronti per essere venduti

- Semilavorati ( )

dare una parte esterna del prodotto ad un’azienda

- Prodotti in corso di lavorazione ( )

in relazione al processo produttivo lungo

- Materie prime ( )

servono per produrre i prodotti

- Materie sussidiarie e di consumo ( possono essere utili per produrre il prodotto; es. per un panettone: pinoli,

).

uvetta, etc.

Le rimanenze si trovano nell’attivo circolante, sono destinate alla vendita, in quanto se devono rimanere

nell’azienda farebbero riferimento a delle immobilizzazioni. I rischi connessi alle immobilizzazioni

riguardano:

- Rimanenze non ottime, in quanto non prodotte in modo corretto

- Rimanenze ottime, che non si riescono però a vendere

Talvolta, le rimanenze sono destinate alla stra-vendita nel senso che si cerca di sbarazzarne al più presto

possibile e questo dà problemi contabili.

Secondo l’OIC 13 le rimanenze sono valutate al minore tra il costo di acquisto/produzione e il presunto

valore di mercato: se costo di acquisto/produzione maggiore al valore di mercato, i beni sono venduti a

sottocosto in quanto hanno perso quota sul mercato; inoltre, bisogna valutare se le rimanenze possono

ancora essere vendute.

Il principio di revisione di riferimento è il n. 501: la Direzione della società stabilisce le procedure di

rilevazione fisica almeno una volta all’anno. Esse sono procedure di controllo interno che l’azienda stessa

si è data, solitamente vengono fatte ogni mese, comunque non è il revisore che fa l’inventario: il revisore

osserva che l’inventario effettuato dalla società e le procedure che essa si è data. L'inventario serve per

controllare il SCI dell’azienda: quantità∗valore unitario=valore totale

- Garantire l’attendibilità dei dati di bilancio delle giacenze:

- Controllare l’affidabilità dei SCI delle giacenze.

Partecipare all’inventario svolto dal cliente è utile per:

- Accertare l'esistenza delle rimanenze: ci sono 20 orologi, li ho contati ed esistono;

- Ispezionare lo stato delle rimanenze ( );

presenza di merci distrutte o obsolete?

- Osservare che i conteggi si svolgano in conformità alle istruzioni determinate dall’azienda ( conteggio,

);

pesata

- Controllare i risultati della conta fisica a campione con le schede ( problemi se dalla conta fisica il revisore ha

).

visto 20 rimanenze, ma sulle schede contabili del magazziniere ce ne sono 30

- Ottenere evidenze sull’affidabilità delle procedure

Possibili problemi:

1. Il revisore può non essere in grado di partecipare alla data pianificata dal cliente: questione di 25

organizzazione

2. La partecipazione non è possibile praticamente: lo stabilimento non è raggiungibile perché c’è una nevicata,

sciopero...

3. Il cliente impedisce al revisore di partecipare, in questo caso ricorrono gli estremi del reato di

impedito controllo ai sensi del d.lgs. 39/2010: il cliente non può impedire al revisore di partecipare alla

formazione dell’inventario fisico

Come verificare le rimanenze?

- Verifica a campione dei principali prodotti finiti, semilavorati, materie prime

- Verificare i dati di cut off per acquisti, vendite e ultimi movimenti tra le aree del magazzino ( es.

Ultime bolle di entrata, ultime bolle di uscite, confronto tra bolle e fatture e rimanenze: criterio della competenza costi e

)

ricavi

- Valutare l’impatto delle differenze inventariali ed i motivi delle principali differenze spiegati dai

magazzinieri ( ).

es. è significativa una mancanza di 5 rolex dal magazzino

- Se vi sono giacenze presso terzi, richiedere conferma di quelle principali mediante lettera di

conferma a terzi. I CREDITI NELL’INDUSTRIA BANCARIA

Mentre il business delle società industriale è produrre beni e servizi; il business principale dell’industria

bancaria è la concessione del credito ( diverse tipologie di banca: ( ) finanziamento alle piccole-medie imprese come

1 ).

Banca popolare di Sondrio; ( ) finanziamento alle grandi imprese: ( ) speculazione su progetti finanziari ( )

2 3 Medio Banca

CARATTERISTICHE DEL SETTORE BANCARIO

Volumi Vastità, sia in numero che in valore, delle operazioni e delle informazioni gestite.

Necessità di SCI e sistemi di elaborazione dei dati funzionali ed efficienti.

Intangibilità I prodotti bancari non sono più intermediati dalle banche nella forma fisica: si hanno servizi ( ).

carte, intermediazione, c/c

del prodotto Difficoltà di comprendere e verificare le operazioni effettuate e la loro corretta registrazione in contabilità

Dispersione Le banche operano attraverso filiali e sportelli sparsi in una vasta area geografica ed in paesi diversi.

geografica Decentralizzazione di linee d’autorità, potenziali eterogeneità nei SCI.

Complessità Le banche operano con strutture organizzative complesse che coinvolgono linee di business, società-prodotto e strutture operative.

organizzativ Numerosità di regolamenti e circolari interne che non facilitano l’individuazione delle funzioni e degli obiettivi di controllo.

a

Il settore bancario è un settore ad alto rischio, il quale è riconducibile a:

- Rischio di deposito/liquidità, cioè che i correntisti prendano tutti i loro soldi contemporaneamente;

- Rischio di cambio: subire perdite per effetto di avverse variazioni dei corsi delle divise estere ( tassi

);

cambio

- Rischio di credito o rischio sovrano ( ): rischio che una controparte non onori i propri

se riferito agli Stati

impegni per l’intero importo alla data di scadenza o ad una qualsiasi data successiva.

- Rischio di regolamento: rischio che la banca esegua la propria parte di una transazione senza ricevere la

contropartita dal cliente o dal debitore ( ).

solitamente si traduce in una perdita dell’intero capitale da parte della banca

- Rischio paese: rischio che mutamenti del contesto economico, politico e sociale di un paese straniero

possano pregiudicare la possibilità della banca di ottenere il rimborso dei propri crediti.

- Rischio liquidità: rischio che intervengano fatti che possano pregiudicare la fiducia sulla solvibilità della

banca da parte dei depositanti ( ).

es. Leman Brothers Dipende ad es. se si raccoglie breve e si finanzia a medio/lungo,

.

concorrendo quindi il rischio che i correntisti ad un certo punto spostino i loro depositi presso altri istituti

- Rischio di inadempimento: rischio che una entità non adempia a un’obbligazione ( ).

rif. rischio di credito

- Rischio operativo: rischio che si verifichino perdite impreviste in seguito a disfunzioni nei sistemi

informativi o nei controlli interni, causate da errori umani, anomalie tecniche e/o carenze nelle procedure

e nei controlli.

- Rischio di mercato: deriva dall’oscillazione di valore di variabili del mercato ( tassi, prezzi azionari, materie

).

prime

- Rischio sistemico: rischio che un evento inatteso, di natura economica, tecnologica o politica, possa

danneggiare l’intero sistema finanziario, in misura tale da arrecare danno alla banca, direttamente o

indirettamente.

- Rischio di frode e infedeltà dei dipendenti: rischio che i dipendenti essendo responsabili della custodia e

del trasferimento di ingenti quantitativi di contante e di altri valori si approprino indebitamente degli

stessi.

Il settore bancario ed assicurativo sono settori regolati in quanto sottoposti ad un interesse pubblico:

sottoposti alle circolari vagliate dalla Banca d’Italia circa la redazione del bilancio ( ) e la valutazione

schemi

delle poste di bilancio ( ), nonché circa la vigilanza

informazioni quantitative e criteri per esprimere le informazioni

prudenziale ( ). Oltre della Banca d’Italia, questo settore è disciplinato dagli IAS n. 32

gestione dei rischi 26

( ) e 39 (

strumenti finanziari: informazione e presentazione più importante, nel 2018 sarà sostituito dallo IFRS 9, sugli strumenti

). Per le attività finanziarie lo IAS 39 prevede le seguenti categorie: ( )

finanziari: contabilizzazione e valutazione 1

attività finanziarie detenute per la negoziazione; ( ) attività finanziarie valutate al fair value; ( )

2 3

investimenti posseduti sino alla scadenza; ( ) finanziamenti e i crediti; ( ) attività finanziarie disponibili per

4 5

la vendita. Affinché un’attività finanziaria possa essere classificata fra i crediti, deve possedere le seguenti

caratteristiche:

- Non deve essere uno strumento derivato ( )

che va sempre al fair value

- Non deve essere quotata su un mercato attivo

- Deve prevedere pagamenti fissi o determinabili

- Non deve essere prevista la successiva vendita

Rilevazione – i crediti sono iscritti al fair value, più i costi e proventi di transazione ( ).

costo ammortizzato

Valutazione successiva – i crediti sono valutati al costo ammortizzato utilizzando il criterio dell’interesse

effettivo. L’entità che redige il bilancio deve valutare nel corso del tempo se vi sia una oggettiva evidenza

che una attività finanziaria ( ) abbia subito una perdita di valore; in tal caso la svalutazione deve essere

credito

analitica, cioè effettuata con riferimento allo specifico credito. I crediti che non sono sottoposti alle

verifiche di impairment in via analitica devono essere oggetto di una svalutazione collettiva. L’elemento

discriminante per la definizione di un credito come performing ( ) o non performing

svalutazione collettiva

( ) è costituito dall’assenza o meno di un’evidenza oggettiva di perdita. La perdita di

svalutazione analitica

valore può non essere associata ad uno specifico evento, bensì può essere legata a diversi fattori quali ad

esempio: ( ) significative difficoltà finanziarie del debitore; ( ) violazione degli accordi contrattuali; ( )

1 2 3

concessione di facilitazioni o agevolazioni che il creditore non avrebbe concesso se il debitore non si

trovasse in difficoltà economiche/finanziarie; ( ) alta probabilità di fallimento del debitore

4 (o condizioni

); ( ) elementi oggettivi che indicano il decremento di valore dell’attività rispetto alla rilevazione

analoghe 5

iniziale dei flussi di cassa stimati. La perdita di valore deve essere determinata come differenza fra il valore

contabile ed il valore attuale dei flussi di cassa attesi dal credito, attualizzati al tasso di interesse effettivo

originario.

CLASSIFICAZIONE DEI CREDITI

Crediti in bonis o crediti performing – valutazione collettiva

Crediti verso persone, società o enti valutati come meritevoli in quanto in grado di onorare i propri impegni in termini di rimborso dei finanziamenti ricevuti

Crediti deteriorati o crediti non performing – valutazione analitica o forfettaria

- Sofferenze: esposizioni nei confronti di soggetti in stato di insolvenza ( ) o in situazioni equiparabili, indipendentemente

anche non accertato giudizialmente

dalle eventuali previsioni di perdita formulate dalla banca ( )

situazioni strutturali di difficoltà

- Incagli: esposizioni nei confronti di soggetti in temporanea situazione di difficoltà, che sia prevedibile possa essere rimossa in un congruo periodo di

tempo

- Esposizione ristrutturate: esposizioni per le quali una banca ( ), a causa del deterioramento delle condizioni economico-finanziarie del

o pool di banche

debitore, acconsente a modifiche delle originarie condizioni contrattuali ( ) che diano luogo a perdita

riscadenzamento dei termini, riduzione del debito e/o degli interessi

- Esposizioni scadute e/o sconfinanti: esposizioni che, alla data di riferimento della segnalazione, sono scadute o sconfinanti da oltre 90 giorni

Il 1 Gennaio 2015 ( ) la classificazione è stata riformata, rimangono solamente i crediti in bonis. Non ci sono più incagli e posizioni ristrutturate che

con bilanci 2015

diventano “inadempienze probabile”. Inoltre viene introdotta la possibilità di prevedere modifiche contrattuali che possono riguardare sia crediti performing che

crediti non performing, come ad es. una modifica del periodo di pagamento o una modifica del tasso.

I crediti iscritti in bilancio ( ), vengono dettagliati analiticamente nella nota integrativa con l’indicazione

SP

dell’eventuale credito in bonis o deteriorato e del fair value. Il fair value è suddiviso in tre livelli: ( )

1

rintracciabile sul mercato; ( ) impresa non quotata con termini di paragone con una quotata; ( ) impresa non

2 3

quotata, senza paragoni, con valutazioni di carattere generale. Le informazioni nella nota integrativa

riguardano: ( ) composizione merceologica (

A finanziamenti – c/c; pronti contro termine; mutui; leasing;… – e titoli di

); ( ) composizione per debitori/emittenti ( ); ( ) composizione degli interessi

debito B governi; enti pubblici; etc. C

( ), delle commissioni ( ) e delle rettifiche/riprese di

titoli di debito, finanziamenti, etc. garanzie rilasciate, servizi, etc.

valore per deterioramento; ( ) informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura (

E informazioni

qualitative su politiche di gestione rischi credito, aspetti organizzativi, sistemi di gestione e misurazione, tecniche di mitigazione

).

del rischio di credito, attività finanziarie deteriorate

LA CENTRALE DEI RISCHI BANKIT

La centrale dei rischi è uno strumento tale per cui le banche inviano alla banca d’Italia un flusso di

informazioni relative ai propri clienti bancari. Sono informazioni che riguardano sia crediti di cassa ( soldi,

) che crediti di firma ( ). Le

contratti di leasing, finanziamenti a procedura concorsuale, sofferenze garanzia, fideiussione

informazioni sono consolidate a livello di sistema in modo da capire quanto i clienti sono “indebitati” nei

confronti degli altri soggetti bancari: si riduce l’asimmetria informativa tra creditore e debitore.

FLUSSI DI RITORNO DELLA CENTRALE DEI RISCHI

Flusso di ritorno Cadenza mensile: contiene dati di riepilogo della posizione di rischio assunta da ciascun affidato nei confronti del sistema, nonché

personalizzato dei soggetti coobbligati, dai soggetti prestatori di garanzia e dai soggetti collegati da rapporti di cessione del rischio.

Cadenza mensile: contiene le distribuzioni statistiche delle posizioni a rischio classificate in rapporto all’anagrafica dei soggetti

Flusso di ritorno statistico segnalati, settore merceologico e localizzazione geografica del credito. 27

Servizio di prima informazione Su richiesta: importante per la valutazione in prospettiva del merito creditizio

Le informazioni ottenute consentono alla banca:

- Di monitorare costantemente le relazioni fra il rischio finanziario ed il rischio operativo che

proviene dalle scelte di business e dalla strategia dell’impresa;

- Di sfruttarne le ricadute sotto il profilo della verifica puntuale del grado di coerenza/efficacia della

linea di fido concessa e dell’attivazione di eventuali processi di manutenzione o di revisione del

packaging contrattuale;

- Diagnosi per forme tecniche e per durata delle fonti di finanziamento. In questo caso, la banca può

operare in termini di consulenza e di assistenza all’impresa proponendo servizi finanziari appropriati alle

caratteristiche operative aziendali e alla composizione delle passività.

LA VIGILANZA BANCARIA

La vigilanza prudenziale è sotto la responsabilità della BCE: l’attribuzione di responsabilità di vigilanza in

maniera frammentata ai singoli istituti ( ) dava problemi per quanto riguarda il credito ed

BC di ogni paese

inoltre si aveva una distorsione rispetto al principio di protezione. Le banche hanno un ruolo fondamentale

per quanto riguarda l’economia, sono il principale canale di finanziamento e di pagamento. Per questo

solitamente se una banca si avvicina al fallimento, lo Stato salverà sempre un istituto bancario perché

altrimenti si avrebbero forti distorsioni nel mondo economico: il fallimento, in relazione costi/benefici,

avrebbe portato danni ancora maggiori rispetto al salvamento dell’istituto bancario. Questo fatto, cioè che

lo Stato salverà la banca, da un incentivo al c.d. Moral Hazzard: i banchieri sono incentivati ad assumersi

sempre più rischi data la garanzia implicita di tipo pubblico, ma al contempo questo ricade sulla valutazione

del merito creditizio degli Stati proprio perché dovranno incorporare il fatto che il sistema bancario sia

garantito dalle finanze pubbliche. A sua volta, però, se uno Stato ha un alto indebitamento ( ) e una

Italia

situazione finanziaria sbilanciata andrà ad impattare sulla valutazione del merito creditizio dell’istituto

bancario. Si crea quindi questo nesso, vizioso, dove le difficoltà degli istituti bancari incidono sul merito

creditizio del Paese e viceversa. Una delle chiavi per rompere questo circolo è stata la creazione di

un’unione bancaria:

- Single Supervisory Mechanism ( ): sistema di supervisione in vigore dal 4/11/2014, dove la

SSM: vigilanza

BCE supervisiona direttamente circa 130 banche; mentre il supervisore nazionale svolge il suo ruolo di

collaborazione all’interno dei Single resolution mechanism.

- Single Resolution Mechanism ( ): meccanismo volto ad evitare che il costo dei fallimenti degli

SRM

istituzioni finanziari non ricada sui contribuenti di un singolo Stato. Esso si sostanzia in un insieme di

regole e strumenti finalizzati a minimizzare il rischio di svilupparsi di crisi sistemiche, garantendo la

stabilità del sistema finanziario europeo. Esso è costituito da un Sigle Resolution Board a livello centrale

e a livello nazionale, e dalla creazione di un fondo alimentato dalle stesse banche che sarà utilizzato per

colmare i deficit di un istituto bancario sull’orlo del fallimento. Inoltre, si impone il principio del “bade-

in” secondo cui l’istituto creditizio deve avere una riserva calcolata su una percentuale, in base alla

rischiosità dell’istituto, da utilizzare per coprire le perdite.

- Deposit Guarantee Schemes ( ): volto a garantire il rimborso dei depositi in caso di fallimento.

DGS

La BCE ha cercato di analizzare la situazione degli istituti ( ) prima di farsi carico di

comprehensive assestement

istituti che potevano nascondere rischi ( ) in quanto non adeguatamente

su crediti, titoli, situazioni organizzative

valutati sul merito creditizio dalle Agenzie di raiting:

- Supervisory Risk assestement: lato della liquidità, cioè se la liquidità fosse in grado di fronteggiare gli

impegni presi e se il bilancio sia correttamente valutato.

- Asset quality review: se i portafogli ( ) sono valutati correttamente secondo i PCI.

maggiormente rischiosi

- Stress test: si sono ipotizzati una serie di scenari avversi, si è scelta una metodologia da applicare ai

diversi istituti bancari per vedere se riusciva a reagire positivamente ( cioè se hanno abbastanza capitale per

).

fronteggiare avversità

Dall’analisi di questi tre aspetti son venuti fuori dei deficit di patrimonio delle singole banche: la BCE si è

presa la responsabilità diretta di istituti che hanno una forte patrimonializzazione ( per l’Italia: Unicredit, Intesa

). Sono state poi prese in questione la sana ( ) e prudente (

Sanpaolo utilizzare le migliori pratiche di gestione assumere

) gestione degli istituti.

rischi in riferimento alla propria situazione patrimoniale

La BCE supervisiona il sistema attraverso due tipologie di vigilanza: ( ) diretta, attraverso il Joint

1

Supervisory Team, sugli enti classificati come significativi; ( ) indiretta, attraverso le autorità nazionali,

2

sugli enti meno significativi ma le autorità nazionali sono soggette a forme di controllo da parte della BCE

per vedere se vengono rispettati gli standard di vigilanza. La BCE quindi vuole un’omogeneizzazione delle

pratiche di vigilanza, attraverso direttive comuni riguardanti il come effettuare la vigilanza e inoltre, cercare

28

di verificare che effettivamente le direttive su vigilanza e valutazione siano eseguite ( le linee guida, SREP, sono

). Gli aspetti presi in considerazione per valutare gli istituti crediti,

emanate dall’EBA – Eurpean Banking Autorithy

sono:

1) Adeguatezza del patrimonio rispetto ( ) rischi assunti (

1 rischio di credito, di mercato ( impatti derivanti dalla

); ( )

), operativo ( ), di tassa sul banking book, di controparte 2

fluttuazione titoli/valute perdite connesse a processi aziendali/frodi

ICAAP ( annualmente gli istituti devono auto-valutare la propria adeguatezza patrimoniale e la qualità del sistema dei

); ( ) esercizi di stress, dove nel caso di gap viene richiesta un’ulteriore patrimonializzazione;

controlli 3

2) Liquidità

3) Governance – rapporto tra gli organi.

4) Analisi del business model ( ): non si può parlare di rischio senza

mercati in cui si intende lavorare

analizzare il business dell’istituto ( ).

“ se capisco dove fai soldi, capisco dove ci sono rischi”

LA REVISIONE DEI COSTI E DEI DEBITI VERSO FORNITORI

I debiti sono obbligazioni da pagare ad una certa data. Per la classificazione dei debiti è rilevante: ( ) l’origine (

1 per

); ( ) la natura del creditore ( ); ( ) la scadenza (

costi tipici, per finanziamenti 2 fornitori, finanziatori, consociate, altre 3 a breve

termine se scadono entro 1 anno dalla data di chiusura bilancio; lungo termine oltre 3 anni; secondo i PCI abbiamo i debiti che

PCN PCI

Rivelazione – art. 2424, 2425 e OIC n. 19 Rivelazione – Framework per la preparazione e

Valutazione – OIC n. 19 presentazione del bilancio, IAS 32, IAS 39 e IFRS 7

Classificazione – art. 2424 e OIC n. 19 Classificazione e valutazione – IAS 7, IAS 32, IAS 39

Corretta informativa – art. 2427 e OIC n. 19 ); ( ) l’esistenza di

scadono entro l'anno nelle passività correnti ed i debiti che scadono oltre l'anno nelle passività non correnti 4

garanzie ( ).

con o senza

Importante nella determinazione di costi e debiti è la reale esistenza ( es. è possibile la registrazione di fatture false, con

). Il passaggio di proprietà si verifica per i beni quando ricevo il bene e ho fatto il

conseguenti costi e debiti inesistenti?

collaudo; per i servizi quando il servizio è stato reso, e ciò dipende dal tipo di servizio: non è la fattura che aiuta a

capire se il servizio è stato reso; bisogna entrare più nel dettaglio per verificare se e quando sia stato reso. È

importante il rispetto del principio di competenza dei costi e di correlazione degli stessi con i ricavi.

Le principali asserzioni che il revisore deve verificare per i debiti e i costi sono:

- Completezza: sono stati contabilizzati tutti e solo i debiti e costi intervenuti?

- Esistenza: i debiti esistono?

- Valutazione: Di norma devono essere valutati a valore nominale meno sconti, abbuoni...

sono correttamente valutati?

- Competenza: i costi sono stati contabilizzati per competenza?

- Classificazione ed informativa

I rischi, specularmente riguardano il fatto che:

- Debiti e costi potrebbero non esistere: Es. nelle frodi il debito è stato pagato, ma non esiste il fatto che l'ha originato;

- Costi potrebbero non essere stati contabilizzati, o non essere stati contabilizzati secondo competenza.

Per fronteggiare questi rischi le procedure di revisione che possono essere utilizzate sono: ( ) richiesta di conferma

1

esterna a fornitori ( ); ( ) analisi comparativa per costi di natura ricorrente; ( ) analisi

richiesta dell’e/c e del saldo 2 3

campionaria delle fatture e dei contratti per tutti gli altri costi ( ispezione conto economico: chi paga la fattura, quando la

); ( )

paga, ha l’autorità di pagarla, ha verificato con il magazzino la merce entrata e la congruità in termini di qualità-quantità 4

test "fatture da ricevere" ( ); ( ) test "passività non registrate" (

al 31/12 ho ricevuto la merce, ma non la fattura 5 si verificano

solitamente le fatture di importo significative ricevuto nel periodo successivo alla chiusura del bilancio e si esamina se i

beni/servizi sono stati ricevuti prima della fine dell’esercizio; in caso di fatture di competenza dell’esercizio oggetto di revisione

si verifica se il costo era stato accantonato tra le fatture da ricevere, in caso negativo si avrà una passività non registrata di );

competenza dell’esercizio precedente; è importante capire se la passività non registrata è significativa per l’esercizio in corso

( ) verifica successivo pagamento dei debiti.

6 LA REVISIONE DEI FONDI RISCHI

I fondi rischi ( ) e oneri (

cosa che potrebbe capitare – es. perdere causa o vincerla cosa che si deve pagare se succede un certo

) accolgono gli accantonamenti destinati a coprire perdite o debiti aventi: ( ) natura

evento: fondo garanzie e riparazione 1

determinata; ( ) esistenza certa o probabile; ( ) ammontare o data di sopravvenienza indeterminati alla chiusura

2 3

dell’esercizio: se mancassero questi elementi si rimane nell’ambito della NI e quando si avranno maggiori elementi

andrà in bilancio. I fondi rischi e oneri vanno contabilizzati per competenza. L'ammontare è stimabile tra un best case

ed un worst case. FONDI RISCHI FONDI ONERI DEBITI TFR RISERVE

NATURA Determinata Determinata Determinata Determinata Determinata o generica

ESISTENZA Probabile Certa Certa Certa Possibile

AMMONTARE Indeterminato Indeterminato Certo Certo Indeterminato

DATA DI Indeterminata Indeterminata o determinabile Certa Incerta Indeterminata 29


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DESCRIZIONE APPUNTO

Sunto per l'esame di Revisione aziendale di Bauer, basato su appunti personali e studio del testo consigliato dal docente "La revisione aziendale" (Bauer).Gli argomenti trattati sono: la revisione legale, il soggetto incarico, le caratteristiche dell'incarico, l'indipendenza, aspetti operativi di revisione, la valutazione del rischio e del sistema di controllo interno, le risposte di revisione ai rischi identificati, elementi probativi, le asserzioni, la continuità aziendale, frodi e fatti illeciti, il giudizio finale e le relazioni, i controlli di qualità, responsabilità e sanzioni


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e legislazione d'impresa (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elaisa1993 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Revisione aziendale e controllo dei conti e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Bauer Riccardo.

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