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Riassunto Esame di Revisione Aziendale e Controllo dei Conti, prof Bauer, libro consigliato La revisione Legale Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Revisione Aziendale e Controllo dei Conti, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Prof. Riccardo Bauer integrato con appunti approfonditi presi durante un'assidua e attenta frequenza alle lezioni. La dispensa è sufficiente per prendere un ottimo voto, ma si fa presente che gli appunti sono da integrare con le slides sulle aree... Vedi di più

Esame di Revisione aziendale e controllo dei conti docente Prof. R. Bauer

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Prima di intraprendere un incarico di revisione, il revisore dovrebbe redigere una preliminare

pianificazione dell’attività che prevede:

• l’identificazione e valutazione dei rischi di errori significativi

• la definizione di un’appropriata strategia di revisione

• un piano di revisione (o «programmi di lavoro») che indichi le procedure di revisione più

efficaci per coprire i rischi identificati.

La revisione si basa sulla valutazione del rischio dello specifico incarico, dell’impresa da

revisionare e delle sue diverse aree di bilancio. Solo dopo questa fase di valutazione è possibile

definire le procedure di verifica migliore da applicare.

Per questo motivo non è mai opportuno utilizzare dei programmi di lavoro standard, visto che non

esistono più delle procedure obbligatore per la revisione. Questo comporta che:

La natura, i tempi e l’ampiezza delle procedure di revisione dipendono dall’obiettivo della verifica e

dal grado di copertura che il revisore ritiene adeguato in funzione del rischio da coprire

• Un sistema di controllo interno efficace può ridurre l’estensione delle verifiche

• L’utilizzo di adeguate tecniche di campionamento può ridurre l’estensione delle verifiche

• L’utilizzo della tecnologia può aiutare laddove sarebbe impossibile raggiungere gradi di

copertura del rischio sufficienti (es. verifica dei conti correnti in una banca)

• Un buon coordinamento con i revisori interni può ridurre le verifiche necessarie

I limiti della revisione

In primis bisogna ricordare che il giudizio di attendibilità del bilancio ha il solo scopo di garantire la

conformità del bilancio con i principi contabili, e il bilancio dovrà rappresentare in modo veritiero e

corretto qualsiasi situazione patrimoniale, finanziaria ed economica dell’impresa.

La revisione inoltre non è mai un giudizio di attendibilità in merito all’operato degli amministratori,

in quanto questo è di competenza dei soci.

Inoltre la revisione, perché basata sul concetto di significatività, non potrà mai dare la certezza

assoluta che il bilancio sia privo di errori. In questo caso entra in gioco il concetto di ampiezza

delle procedure di revisione.

La revisione opera attraverso delle verifiche a campione dei fatti.

Riassumendo il limiti intrinseci dell’attività derivano da:

• Utilizzo di verifiche a campione

• Limiti tipici di ogni sistema contabile e di controllo interno

• Natura persuasiva piuttosto che conclusiva di molti elementi probativi.

La fase di pianificazione

Il revisore deve pianificare la revisione in modo da poterla svolgere in modo efficace.

La pianificazione della revisione richiede:

• la definizione della strategia generale di revisione; e

• lo sviluppo di un piano di revisione, per ridurre il rischio di revisione ad un livello

accettabilmente basso.

E' fondamentale che tutti i membri del team di revisione siano coinvolti nel processo di

pianificazione.

In caso di un primo incarico, il processo di pianificazione richiederà più tempo e ampiezza, in

quanto la conoscenza dell’impresa è ancora in fase embrionale. Una pianificazione deve sempre

essere basata sulla conoscenza dell’attività del cliente, del suo sistema informatico, amministrativo-

contabile e di controllo interno. La pianificazione deve essere documentata per iscritto e inserita in

un apposito memorandum nel fascicolo dei fogli di lavoro.

Un’adeguata e corretta pianificazione consente di:

27 • identificare le aree a maggior rischio di bilancio sulle quali concentrare gli sforzi di

revisione;

• identificare e risolvere tempestivamente eventuali problemi;

• organizzare e gestire in modo efficace ed efficiente l'incarico stesso;

• assegnare correttamente il lavoro ai membri del team di revisione in funzione della

complessità dello stesso;

• agevolare la direzione e la supervisione del lavoro;

• facilitare il riesame del lavoro.

La pianificazione non ha uno schema fisso, ma dovrebbe includere almeno alcuni aspetti quali:

• caratteristiche dell’incarico: quadro normativo di riferimento, obblighi informatici,

copertura di revisione attesa, uso di tecnologie informatiche sulle procedure di revisione

• obiettivi della relazione di revisione: scadenze per informativa periodica, organizzazione

di incontri, comunicazione tra i tema di revisione

• fattori significativi, attività preliminari: determinazione dei livelli di significativa,

identificazione della aree di rischio più elevate, impatto dei rischi più significativi

• natura, tempistica e tempestività delle risorse: sviluppo della strategia di revisione,

pianificazione analitica, preparazione dei programmi di lavoro per aree a rischio.

La natura e l’estensione delle attività di pianificazione varia a seconda:

• delle dimensioni e della complessità dell’impresa (per le PMI la pianificazione può

durare poche ore)

• dell'esperienza maturata dal revisore nello svolgimento delle precedenti revisioni

• dei cambiamenti interni o esterni all'impresa che si manifestano durante lo svolgimento

dell’incarico: la pianificazione, infatti, è un processo continuo ed iterativo

Grazie alla pianificazione, il revisore è in grado di formulare un'efficace strategia di revisione

che sarà focalizzata sui rischi significativi identificati.

Le attività svolte in fase di pianificazione consistono in:

• riunioni tra i membri del team di revisione;

• svolgimento di procedure di analisi comparativa;

• comprensione del quadro normativo e regolamentare di riferimento e di come l’impresa ne

garantisca il rispetto;

• valutazione del rischio di continuità aziendale e del rischio di frode

• valutazione del sistema di controllo interno dell'impresa, con identificazione dei controlli in

essere e verifica di efficacia degli stessi

• determinazione del livello di significatività, detto anche "livello di materialità"

• definizione dell'eventuale coinvolgimento di esperti

Durante la fase di pianificazione bisogna considerare anche altri aspetti quali:

• Ampia conoscenza dell’attività del cliente (cosa fa, come si svolge la produzione, la vendita

o l'attività in generale, quali sono i fattori di successo del cliente, quali sono i rischi di

business)

• Conoscenza del sistema di controllo interno

• Analisi dei rischi di revisione e della rilevanza di possibili errori

• Natura, tempi, estensione delle procedure

• Coordinamento, direzione e supervisione dei membri del team di revisione e degli esperti

coinvolti

• Scadenze di bilancio e riferimenti legali

• Analisi e dubbi sulla continuità aziendale

• Aree di speciale attenzione, quali operazioni con parti correlate

28 • Condizioni specifiche dell’incarico e responsabilità relative

• Tipi di relazioni da emettere e scadenze relative

La significatività

La revisione deve concentrarsi sugli aspetti più importanti che riguardano l’attendibilità del

bilancio. Questo porta ad introdurre il concetto di significatività o materialità. Una informazione è

significativa quando la sua mancanza o la sua imprecisa rappresentazione potrebbero influenzare le

decisioni economiche degli utilizzatori del bilancio.

In fase di pianificazione è importante stabilire un livello di significatività accettabile, al fine di

rilevare errori quantitativamente significativi.

La significatività di un errore va valutata sia rispetto al bilancio nella sua globalità sia a livello di

singola voce di bilancio. Definire il livello di significatività in fase id pianificazione aiuta il

revisore nella scelta delle voci da esaminare e nella scelta del tipo di procedure da applicare. Il

livello di significatività può variare nel corso del processo di verifica.

È fondamentale stabilire il livello accettabile di significatività più basso di quello che si intende

utilizzare per la valutazione dei risultati al fine di cautelarsi da un effetto “sommatoria” di errori di

tipo minore.

La significatività rappresenta la soglia sopra la quale un errore, o la somma di più errori, non

recepiti nel bilancio della società porta il revisore ad emettere: un giudizio con eccezioni o

negativo sul bilancio oppure una dichiarazione di impossibilità ad esprimere un giudizio sul

bilancio della società.

I parametri da prendere a riferimento per il calcolo della significatività generalmente escludono gli

effetti relativi ad elementi insoliti o anomali. A seconda del settore in cui l’azienda opera, si può

fare riferimento ai ricavi, alle attività totali, all’EBITDA o all’EBIT.

Dato che i principi di revisione non fissano specifici parametri per il calcolo del livello di

significatività in termini quantitativi, sarà il revisore a doverli valutare caso per caso,

seguendo i criteri stabiliti dalla migliore prassi professionale e il suo giudizio professionale.

Il revisore deve infine valutare se l’insieme degli errori rilevanti sia significativo oppure no. Se la

conclusione è che gli errori sono significativi, bisogna estendere le procedure di revisione per

ridurre il rischio ad un livello accettabile o chiedere ai redattori del bilancio di correggere tali errori.

LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO

(CAPITOLO 7)

La valutazione del rischio è l’aspetto fondamentale della revisione contabile. Per comprendere e

valutare i rischi di revisione occorre innanzitutto conoscere i TRE principi di revisione tra loro

collegati che trattano l'argomento:

• ISA Italia n. 300 – Pianificazione della revisione contabile del bilancio

• ISA Italia n. 315 – L'identificazione e la valutazione dei rischi di errori significativi

mediante la comprensione dell'impresa e del contesto in cui opera. Gli errori significativi

possono essere dovuti a frodi o a comportamenti o eventi non intenzionali, con impatto sul

bilancio e sulle singole asserzioni nelle diverse aree. Con la comprensione dell’impresa e del

contesto in cui opera, il revisore può definire delle risposte di revisione in grado di

focalizzarsi sulle aree di rischio più critiche al fine di individuare errori significativi.

• ISA Italia n. 330 – Le risposte del revisore ai rischi identificati e valutati. Prevede ka

responsabilità del revisore nel definire le sue risposte ai rischi già definiti, nello stabilire e

svolgere le procedure relative che rispondano alla valutazione dei rischi stessi.

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L’insieme di questi principi costituisce un tutto unico non più basato su procedure minime

obbligatorie da svolgere, ma sulla valutazione dei rischi in ogni sistema d’impresa. L’approccio di

revisione si basa sul concetto che solo la conoscenza dell’impresa e del contesto in cui opera,

incluso il suo sistema di controllo interno, permette al revisore di valutare i rischi di errori

significativi del bilancio e, conseguentemente, di sviluppare un programma di verifiche più incisivo

ed efficace.

Il rischio di revisione

Il principio di revisione ISA Italia 200 definisce il rischio di revisione come composto da tre

componenti:

I rischi ai quali

un’impresa si espone

durante tutta la sua

attività sono numerosi e

di varia natura, essi dipendono da tanti fattori quali la natura dell’attività, il settore economico, la

complessità e la dimensione dell’azienda stessa. L’identificazione dei rischi e la loro gestione è

un’attività di competenza di chi governa l’impresa.

Inoltre non è detto che tutti i rischi abbiano un riflesso sul bilancio, pertanto il revisore è

interessato solo ed esclusivamente a quei rischi che, direttamente o indirettamente,

manifestano i loro effetti sul bilancio stesso.

Andiamo ora ad analizzare i tre tipi di rischio che insieme formano il rischio di revisione.

1. Rischio intrinseco

Il rischio intrinseco riguarda la possibilità che un asserzione relativa ad una classe di operazioni,

un saldo contabile o un’informativa contenga un errore che potrebbe essere significativo,

singolarmente o insieme ad altri, indipendentemente da qualunque controllo ad essa riferito.

Esso può essere definito come la suscettibilità di una voce di bilancio di contenere un errore, a

prescindere dalla presenza o meno di un efficace sistema di controllo in vigore.

Ad esempio si pensi al caso dei crediti e del fondo di svalutazione crediti: essendo questa voce

soggetta a stime da parte del redattore del bilancio, la stessa incorpora un certo grado di rischio

intrinseco di mancanza di congruità dalla situazione espressa in bilancio a quella che effettivamente

si è verificata. Un altro esempio: la voce “magazzino ” è rappresentata in bilancio dal minore tra

costo e presumibile valore di realizzo. Questo "presumibile" valore è - per definizione - soggetto a

un diverso grado di determinazione a seconda di chi lo valuta.

Quindi, indipendentemente dall’esistenza di un buon sistema di controllo interno sulla posta di

bilanci, questo rischio è insito (o intrinseco) nella voce per la sua stessa natura.

2. Rischio di controllo

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Il rischio di controllo è il rischio che un errore, che potrebbe riguardare un’asserzione relativa ad

una classe di operazioni, un saldo contabile o un’informativa e che potrebbe essere significativo,

non sia previsto, individuato e corretto tempestivamente dallo SCI dell’impresa.

Si pensi ad esempio alla voce “crediti verso banche”, che di per se non contiene un rischio

intrinseco in quanto non è una voce soggetta a stime. Tuttavia il saldo di conto corrente potrebbe

non includere tutti i movimenti finanziari dell’esercizio se il sistema di registrazione contabile non

li rilevasse e lo SCI non funzionasse adeguatamente.

Come per il rischio intrinseco, anche il rischio di controllo, esiste indipendentemente dalla revisione

del bilancio. Esso è correlato all’efficacia dello SCI della società e della sua effettiva applicazione.

Il rischio di controllo esiste sempre poiché deriva dai limiti propri di qualsiasi sistema contabile o di

controllo. In genere si valuta il rischio di controllo come alto quando:

• i sistemi di controllo e contabili non sono efficaci

• non sarebbe efficiente valutarne l’efficacia.

3. Rischio di individuazione

Il rischio di individuazione è il rischio che le procedure svolte dal revisore, per ridurre il rischio

di revisione a un livello accettabilmente basso, non individuino un errore che è presente e che

potrebbe essere significativo.

Questo potrebbe essere causato da:

• procedure di revisione inappropriate o on sufficienti. Sono procedure che non raggiungono

l’obiettivo di verifica richiesto.

• procedure di revisione appropriate, ma applicate erroneamente. Si pensi al caso di dover

verificare la voce “titoli” di un bilancio di una azienda di credito. Tuttavia per fare questo si

prende un campione troppo esiguo per l’analisi.

• interpretazione non corretta dei risultati ottenuti dallo svolgimento delle procedure. Si pensi

all’analisi per indici del bilancio di una società controllata ove ci si limita a verificare che il

ROE sia positivo senza procedere alla verifica di tutte le sue componenti.

Il “rischio di individuazione”, a differenza dei due rischi precedenti, è correlato all’efficacia delle

procedure di revisione.

Le relazioni tra le componenti del rischio di revisione

La Relazione è di tipo "inverso" ossia maggiore è il “rischio intrinseco” e il “rischio di controllo”,

minore sarà il “rischio di individuazione” accettabile dal revisore.

Ad esempio: nel caso dei “crediti verso clienti”, poiché il rischio intrinseco è valutato come "alto"

(“maggiore”), allora più basso (“minore”) dovrà essere considerato il “rischio di individuazione”,

ossia il rischio di non intercettare errori nei crediti con le procedure di revisione pianificate. In altre

parole, il revisore dovrà svolgere maggiori verifiche per ridurre il rischio di non individuare

possibili errori significativi.

Andiamo prima ad analizzare la relazione tra rischio inerente e rischio di controllo.

Rischio intrinseco - Rischio di controllo

Nel caso in cui entrambe i rischi siano ritenuti bassi, significa che l’area presa in considerazione

non è ritenuta a rischiosa e il rischio di controllo è basso perché si ritiene lo SCI efficiente e

affidabile.

Nel secondo caso, con RI basso e RC alto, significa che l’area non sarebbe a rischio, ma lo SCI è

così poco affidabile o fragile da produrre un rischio di controllo alto.

Nel terzo caso, con RI alto e RC basso, significa che l’attività presenta profili di elevato rischio, ma

l’impresa è strutturata con uno SCI efficiente ed affidabile in grado di individuare e ridurre il rischio

di inerenza.

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Nell’ultimo caso, quando entrambe i rischi sono alti, sarà il revisore a dover pianificare una attenta

ed accurata analisi di revisione al fine di poter individuare errori significativi di cui si ha quasi la

certezza della loro presenza.

La relazione tra Ri-Rc e rischio di individuazione è di tipo inverso. Maggiori sono Ri e Rc, minore

sarà il rischio di individuazione delle procedure da svolgere per ricondurre il rischio di revisione ad

un livello accettabile. Bisognerà quindi ampliare e variare le procedure di verifica per essere in

grado di ridurre entrambi i rischi ad un livello ritenuto accettabile. Al contrario, minori saranno Ri e

Rc, maggiore sarà il rischio di individuazione delle procedure da svolgere elevando il livello il

livello di accettabilità del rischio di revisione. In questo caso si potrà ridurre l’enfasi sulle procedure

di verifica perché lo SCI è ritenuto molto affidabile.

La comprensione dell’impresa per la riduzione del rischio

La comprensione dell'impresa e del suo contesto consentono al revisore di:

• decidere il livello di significatività e valutare se tale giudizio rimanga appropriato nel

corso del lavoro; se stiamo revisionando il bilancio di una società che presenta 1,5 miliardi

di euro di ricavi a livello consolidato, decideremo un livello di significatività molto più alto

rispetto a quello che decideremmo nel caso di revisione di una società che presenta ricavi

per 10 milioni di euro.

• considerare se i principi contabili applicati siano appropriati e se l’informativa di

bilancio sia adeguata; se stiamo revisionando il bilancio di una società quotata che è

obbligata ad utilizzare i principi contabili internazionali, e ci accorgiamo che il bilancio non

recepisce l’ultimo aggiornamento ad un importante principio contabile internazionale, sarà

bene farlo notare.

• identificare le aree che richiedono una maggior attenzione (es. operazioni con parti

correlate, continuità aziendale, inerenza delle operazioni rispetto all'oggetto sociale);

• definire i risultati attesi da utilizzare nello svolgimento delle procedure di analisi

comparativa; se stiamo revisionando il bilancio di una società, e prima di svolgere le

procedure di analisi comparativa, ci formiamo un giudizio su quelli che potrebbero essere i

risultati che ci attendiamo escano dalle suddette procedure, in base ad alcuni elementi a

disposizione

• stabilire le procedure di revisione in risposta ai rischi identificati durante la comprensione

dell'impresa, del contesto in cui opera e del suo sistema di controllo interno.

Comprendere l’impresa significa conoscere a fondo la natura del business e l’ambiente esterno e di

controllo nel quale l’impresa opera. In questo contesto assume quindi un ruolo determinante anche

la comprensione del sistema di controllo interno della società revisionata e della sua effettiva

operatività ed efficacia.

Procedure per l’identificazione del rischio

• Indagini presso la Direzione e altri soggetti all’interno dell’impresa. Ossia interviste alla

direzione della società e ad altri soggetti chiave della struttura aziendale

• Procedure di analisi comparativa. Ossia comparazioni di dati nel tempo per identificare

eventuali relazioni inusuali o inattese e, quindi, possibili errori significativi.

• Osservazioni ed ispezioni. Ossia osservazioni sull’attività e operatività dell’impresa, esame

dei documenti, di dati contabili, di manuali di controllo interno, lettura dei verbali degli

organi sociali, visite a sedi e stabilimenti dell’impresa, ecc.

Comprensione dell’impresa e del suo contesto

Fondamentale per la gestione dei rischi è la conoscenza dell’impresa e del contesto in cui essa

opera. Conoscere l’impresa significa comprendere il settore di attività, la regolamentazione e il

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quadro normativo di riferimento. Le disposizioni di legge, infatti, regolano il quadro normativo su

come l’informazione economico finanziaria deve essere redatta ed illustrata nel bilancio

dell’impresa.

Il revisore deve anche conoscere la natura e le caratteristiche dell’impresa: le operazioni, l’assetto

proprietario e la governance, le tipologie degli investimenti in essere e pianificati nel futuro, il

modo in cui l’impresa è strutturata e finanziata.

Per svolgere adeguatamente l’incarico, il revisore deve anche comprendere gli obiettivi e le

strategie dell’impresa ed i rischi dell’attività svolta ad essi correlati che potrebbero causare errori

significatavi in bilancio. L’attività di controllo si estende anche alla relazione sulla gestione per

determinare la coerenza con le informazioni fornite in nota integrativa e nei prospetti relativi.

Infine, è di fondamentale importanza per il revisore comprendere il modo in cui gli organi di

governance dell’impresa misurano ed esaminano periodicamente la propria performance economico

finanziaria. Ogni misurazione di performance crea pressioni sull’impresa e può indurre il

management a intraprendere azioni volte a migliorare anticipatamente i risultati o a predisporre il

bilancio in modo errato. Tutto ciò aiuta il revisore a valutare se le pressioni possono dar luogo ad

azioni degli organi di governance tali da aumentare i rischi di errori significativi.

IL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO

(CAPITOLO 8)

Il revisore deve comprendere il sistema di controllo interno per identificare le tipologie di errori

potenziali, valutare i fattori che incidono sui rischi di errori significativi e per determinare la natura,

la tempistica, l’estensione delle procedure di revisione in risposta ai rischi identificati.

L’analisi e la comprensione del sistema di controllo interno è decisiva per lo sviluppo di una

pianificazione efficiente ed efficace del lavoro di revisione.

Il sistema di controllo interno è definito come: il processo disegnato e attuato dalla direzione di

un'impresa per avere una ragionevole certezza che gli obiettivi aziendali siano raggiunti nel

rispetto delle norme e dei regolamenti, della corretta informativa di bilancio e dell’efficienza

ed efficacia della gestione. Obiettivo del sistema di controllo interno è l’identificazione dei

rischi connessi all’attività di impresa che minacciano il raggiungimento degli obiettivi

aziendali.

Il SCI è un processo, quindi un mezzo mirato ad un fine, svolto da persone e che fornisce una

ragionevole sicurezza alla direzione dell’impresa.

Lo SCI è uno strumento volto al raggiungimento degli obiettivi aziendali definiti dal management e

raggruppabili in:

- obiettivi relativi alle informazioni di bilancio

- obiettivi operativi, cioè riconducibili all’attività operativa aziendale

- obiettivi di conformità, che riguardano l’osservanza di leggi e regolamenti

Uno SCI efficacie è rivolto ad influenzare, riducendo i rischi cui è soggetta la gestione, il grado di

raggiungimento degli obiettivi aziendali riconducibili alle categorie di:

- economicità

- attendibilità delle informazioni

- conformità a leggi, norme e regolamenti interni ed esterni

La gestione aziendale è soggetta, per sua natura, all’eventualità di rischi residui che non possono

essere eliminati.

Obiettivo del revisore in fase di comprensione del sistema di controllo interno di un'impresa è

quello di determinare se, e con quali modalità, uno specifico controllo prevenga, o individui e

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corregga, gli errori significativi nelle classi di operazioni, nei saldi contabili, nell'informativa e nelle

relative asserzioni. In altre parole, il revisore deve:

• Valutare la configurazione dei controlli: ossia accertare se il controllo, così come

disegnato, è effettivamente in grado di prevenire, o individuare e correggere gli errori

significativi di bilancio. Esempio: Il controllo di fine mese del numero della fattura registrata

in contabilità con il numero riportato sulla fattura cartacea a supporto della registrazione,

NON garantisce in alcun modo la corretta contabilizzazione per competenza dei costi

• Accertare la loro effettiva attuazione: ossia accertare che effettivamente il controllo esista

e sia operativo, ossia che l'impresa lo stia effettuando e non sia solo un "controllo sulla

carta". Esempio: Il sistema informativo di una banca produce un tabulato mensile che riporta

tutte le concessioni di finanziamento alla clientela che sono state autorizzate da personale

che non ne aveva il potere. Tale controllo è fondamentale per evidenziare eventuali

affidamenti non autorizzati. Tuttavia, se il tabulato non viene visto da nessuno, tale controllo

rimane non operativo e inefficace.

Un sistema di controllo efficacie consente al revisore di effettuare prevalentemente procedure di

conformità mirate ad ottenere elementi probativi sull’efficacia dei controlli interni; un SCI

inefficacie costringe il revisore ad effettuare maggiori procedure di validità.

Il principio di revisione ISA Italia 315 specifica che lo SCI è costituito da cinque componenti

minime:

1. Ambiente di controllo: include le attività di governance e di direzione nonché l’atteggiamento,

la consapevolezza e le azioni dei responsabili delle attività di governance e della direzione in

relazione al controllo interno. Esso comprende l’insieme degli elementi intangibili dell’azienda

quali il contesto culturale, organizzativo e sociale con cui vengono applicati i meccanismi di

controllo. L’efficacia di uno SCI dipende moltissimo dall’integrità morale e dall’etica dei propri

collaboratori.

2. Processo adottato dall’impresa per la valutazione del rischio: modalità con cui la direzione

identifica i rischi attinenti alla redazione del bilancio in conformità con il quadro normativo.

3. Sistema informativo: informativa finanziaria necessaria per comprendere il processo adottato

dall’impresa ai fini di identificazione dei rischi connessi all’attività svolta e della scelta delle azioni

con cui affrontare i rischi. Le comunicazioni devono essere efficaci e diffuse, sia che abbiano

carattere interno sia che la loro destinazione finale risulti essere una parte esterna all’azienda. I

sistemi informativi devono anch’essi essere assoggettati a controlli al fine di verificarne

l’attendibilità.

4. Attività di controllo: effettuate dal revisore, il cui obiettivo è quello di garantire che le

disposizioni della direzione siano attuate in modo da ridurre i rischi ad un livello accettabile. Le

attività di controllo si suddividono in: 1) esame delle performance, 2) elaborazioni informatiche 3)

controlli fisici, 4) verifica della separazione delle funzioni.

5. Monitoraggio dei controlli: processo per valutare nel tempo l’efficacia del controllo interno. Si

effettua una periodica valutazione della struttura e del funzionamento dei controlli e nell’adozione

dei necessari provvedimenti correttivi al variare delle condizioni.

ERM, Enterprise Risk Management

L’ERM identifica 8 componenti del sistema di controllo interno

tra loro interconnesse:

1. Ambiente interno

2. Definizione degli obiettivi

3. Identificazione degli eventi

4. Valutazione del rischio

5. Risposta al rischio

34 6. Attività di controllo

7. Informazioni e comunicazione

8. monitoraggio

1. Ambiente interno: Per "ambiente interno di controllo" si intendono le attività svolte dalla

direzione nonché l’atteggiamento, la consapevolezza e le sue azioni in relazione al controllo interno

e alla sua importanza all’interno dell’impresa.

Obiettivo del revisore è comprendere in quale modo la direzione:

- abbia creato e mantenuto una cultura di onestà e di comportamento etico

- abbia stabilito controlli adeguati per prevenire ed individuare frodi od errori non intenzionali

L’ambiente interno di controllo è un elemento importantissimo della cultura di una organizzazione

perché determina il livello di sensibilità del personale alla necessità dei controlli.

2. Definizione degli obiettivi: il revisore deve conoscere come essi vengono definiti dal processo

decisione interno, se essi sono in linea con la mission dell’impresa e se sono stati scelti con un

livello di rischio ritenuto accettabile.

3. Identificazione degli eventi: lo scopo è quello di identificare quegli eventi potenziali che

possono ostacolare il raggiungimento degli obiettivi, siano essi di tipo interno che esterno

all’impresa.

4. Valutazione del rischio: si intende il processo adottato dall’impresa per la valutazione dei propri

rischi e costituisce la base su cui la direzione determina i rischi che devono essere gestiti.

Obiettivo del revisore è comprendere il processo adottato dall’impresa per:

• identificare i rischi connessi all‘attività svolta rilevanti per gli obiettivi di corretta

informativa economico-finanziaria

• scegliere le azioni per affrontare tali rischi

• valutare i risultati conseguiti mediante tale processo

5. Risposta al rischio: si intende il complesso di azioni che l’impresa intende effettuare sul modo in

cui risponde al rischio.

Le opzioni sono :

• Accettare il rischio

• Rifiutare il rischio

• Condividere il rischio con altri

• Ridurre il rischio

6. Attività di controllo: si intendono tutte le direttive e le procedure che aiutano a garantire che le

indicazioni della direzione siano eseguite!

Obiettivo del revisore è quello di:

ottenere una sufficiente comprensione delle attività di controllo per valutare i rischi di errori

significativi a livello di asserzioni e per definire le procedure di revisione in risposta ai rischi

identificati e valutati

7. Informazione e comunicazione: Tutti i rischi importanti vanno comunicati al personale.

Ciò permette di allertare tutti in base ai rischi e alle possibili conseguenze.

Vi sono diverso modi per comunicare i rischi e anche in modi diversi a seconda dei diversi livelli

8. Monitoraggio dei controlli: si intende il processo col quale la direzione verifica che i controlli

siano operativi ed efficaci prendendo, in caso contrario, le necessarie azioni correttive.

Obiettivo del revisore è comprendere:

• le principali tipologie di attività utilizzate dall'impresa per monitorare il controllo interno

sull’informativa economico-finanziaria

• in che modo l’impresa intraprenda azioni correttive nonché l'efficacia delle stesse

35 LE PROCEDURE DI REVISIONE IN RISPOSTA AI RISCHI IDENTIFICATI

(CAPITOLO 9)

La fase di pianificazione, comprensione dell'impresa, del suo contesto e del suo sistema di controllo

interno permette al revisore di identificare i rischi significativi e, quindi, di stabilire le procedure di

revisione più efficaci per coprire i suddetti rischi.

Le procedure di revisione in risposta ai rischi identificati e valutati dal revisore si dividono in due

macro-categorie:

1. Risposte generali di revisione, che coprono i rischi di errori significativi a livello di bilancio

2. Procedure di revisione in risposta ai rischi di errori significativi a livello di asserzioni, che si

dividono a loro volta in:

procedure di conformità

procedure di validità

Risposte generali di revisione

Le possibili risposte di revisione di carattere generale per far fronte ai rischi di errore significativi di

bilancio sono:

• la sensibilizzazione di coloro che collaborano alla revisione ad adottare un atteggiamento di

scetticismo professionale.

• Assegnazione di personale con maggiore esperienza o con speciali competenze

• Utilizzazione di esperti per la revisione di aree di particolare complessità

• Maggior supervisione del lavoro da parte di ciascun membro del team

• Inclusione di procedure di revisione caratterizzate da elementi di imprevedibilità e non

attese dalla società revisionata.

La natura, la tempistica, l’estensione delle procedure di controllo dipenderanno dalla valutazione

della significatività del rischio e della sua probabilità di verificarsi a livello di asserzioni.

L’obiettivo è dunque quello di pianificare e svolgere solo quelle procedure che coprono un

determinato rischio.

Nella definizione delle procedure di revisione, in risposta ai rischi identificati e valutati, bisogna

considerare i seguenti aspetti:

• Significatività del rischio

• Probabilità di errori significativi

• Caratteristiche della classe di operazioni

• Natura dei controlli specifici

• Acquisizione di elementi probativi per determinare se i controlli adottati dall’impresa sono

adatti a prevenire e correggere eventuali errori.

Natura delle procedure di revisione

La natura delle procedure di revisione può riguardare:

- la finalità che distingue le procedure di conformità dalle procedure di validità

- la tipologia che distingue l’ispezione, l’osservazione, l’indagine, la richiesta di conferma, di

ricalcolo, la ri-esecuzione e le analisi comparative.

La selezione delle migliori procedure di revisione da parte del revisore è basata sulla valutazione

del rischio. Più è alta la valutazione del rischio maggiore deve essere l’attendibilità e la pertinenza

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degli elementi probativi raccolti con le procedure di validità. Più è alta la valutazione del rischio,

maggiori devono essere gli elementi probativi da acquisire con procedure di validità.

Per quanto riguarda la tempistica, nel decidere quando svolgere le procedure di revisione, bisogna

considerare gli aspetti:

• Ambiente di controllo

• Disponibilità delle informazioni da esaminare

• Natura del rischio

• Periodo o data a cui si riferiscono gli elementi probativi

Un elevato rischio di errori porterà il revisore a decidere di effettuare le procedure di validità in

prossimità o a fine esercizio, piuttosto che a una data precedente. In questo modo egli ridurrà il

rischio di non intercettare eventuali errori sui saldi di fine esercizio che sono quelli sui quali si

esprime il giudizio.

Inoltre, in presenza di uno SCI carente, sarà preferibile effettuare la selezione dei clienti da

verificare su un archivio dati aggiornato al 31 Dicembre.

L’estensione delle procedure da svolgere riguarda l’ampiezza, in termini quantitativi, di una

specifica procedura di revisione. In base al giudizio professionale e in funzione del rischio si

determinano l’ampiezza delle procedure di revisione da svolgere secondo il concetto che, maggiore

è rischio, maggiore saranno le procedure di verifica.

Le procedure di conformità

Hanno come scopo la verifica dell’efficacia operativa dei controlli e sono svolte solamente su quei

controlli che il revisore ha ritenuto adeguatamente configurati per prevenire, o individuare e

correggere, errori significativi a livello di asserzioni

Queste procedure sono finalizzate a valutare se un determinato controllo messo in atto dall’impresa

revisionata abbia operato in modo efficacie rispetto alle norme di legge, regolamenti o alle

procedure emesse dall’azienda applicabili a tutto il gruppo.

Le procedure si applicano quando si prevede che lo SCI funzioni o se le procedure di validità non

siano in grado da sole di fornire sufficienti ed appropriati elementi probativi a livello di asserzioni.

Un controllo correttamente disegnato potrebbe comunque:

- non essere svolto nella pratica,

- essere svolto solo saltuariamente,

- essere svolto ma non essere adeguatamente formalizzato.

Verificare l’efficacia probativa dei controlli è diverso dall’acquisire validi elementi probativi che

dimostrino che i controlli sono correttamente disegnati per coprire determinati rischi. Tali situazioni

si configurano come:

- fase di valutazione, che mira alla mappatura dei controlli

- fase di validazione, che mira a verificare che quei controlli precedentemente mappati siano

effettivamente operativi.

Un controllo non formalizzato è un considerato come se fosse non svolto.

In relazione alla tempistica di svolgimento delle procedure di conformità si osserva che essa

dipende dall’obiettivo della verifica e ciò determina anche il periodo in cui si può fare affidamento

su quei controlli.

Spesso capita di svolgere l’analisi degli elementi probativi sull’efficacia operativa dei controlli ad

un periodo intermedio. In tal caso si deve valutare quali altri elementi aggiuntivi devono essere

acquisiti per il periodo rimanente. A tal fine si devono considerare:

- la significatività dei rischi di errori

- i controlli specifici verificati durante il periodo intermedio

37

- il grado di sicurezza degli elementi probativi acquisiti

- la durata del periodo rimanente

- la misura di riduzione delle procedure di validità in base all’affidamento riposto nei controlli

- l’ambiente di controllo.

In generale, più elevato è il rischio di errori significativi, o maggiore è l’affidamento riposto sui

controlli, tanto minore sarà il periodo di tempo intercorrente per una nuova verifica di tali controlli.

Esempio: Dobbiamo verificare la correttezza della voce "Ricavi" del bilancio di una società di

ristorazione a fine esercizio.

Si osserva subito che la società ha ricavi da ristorazione e vendita al dettaglio per oltre 1 miliardo di

euro e questi ricavi saranno composti da milioni di "piccole" operazioni di acquisto della clientela

(un caffè, un pranzo, una bibita, ecc.).

In questo caso, solo l'effettuazione di procedure di conformità può essere ragionevolmente svolta.

Infatti, se volessimo verificare oltre 1 miliardo di piccoli ricavi spuntando gli scontrini con le

registrazioni contabili … non finiremmo mai più di lavorare!

In questo caso, si verificherà l'operatività e l'efficacia dei controlli posti dell'impresa per garantire

che:

- gli scontrini emessi dalla cassa siano "riconciliati" con le merci vendute in un determinato periodo

- l'importo degli scontrini emessi dalla cassa sia successivamente verificato ed incluso nella

procedura ricavi e contabilizzato in contabilità generale nella voce relativa.

Le procedure di validità

Hanno come scopo l'individuazione di errori significativi a livello di asserzioni e includono

verifiche di dettaglio su classi di operazioni, saldi contabili ed informativa, nonché procedure di

analisi comparativa.

La principale differenza tra le procedure di validità e quelle di conformità consiste nel fatto che

quelle di conformità mirano a verificare l’efficacia di un controllo, mentre quelle di validità mirano

a verificare la correttezza di un’operazione.

Il revisore deve svolgere le procedure di validità indipendentemente dal rischio di errori

significativi, per ciascuna significativa classe di operazioni, saldo contabile ed informativa.

Questo è richiesto perché:

• la valutazione del rischio da parte del revisore è comunque un esercizio soggettivo, quindi

suscettibile di errore

• il sistema di controllo interno presenta delle limitazioni intrinseche, tra cui la possibilità di

forzatura dei controlli

nello stabilire le procedure di analisi comparativa da svolgere come procedure di validità, il revisore

deve considerare i seguenti aspetti:

- adeguatezza dell’utilizzo di procedure di analisi comparativa,

- attendibilità dei dati

- se la precisione delle previsioni sia sufficiente ad identificare errori significativi entro il livello di

sicurezza desiderato.

Nella lezione sugli elementi probativi abbiamo già analizzato le tipologie di procedure di validità

che il revisore può effettuare:

• ispezioni

• osservazioni dirette

• indagini

• conferme esterne

38 • ricalcoli e ri-esecuzioni dei controlli

• analisi comparative

Esempi:

1. ISPEZIONE

Dobbiamo verificare la correttezza contabilizzazione per competenza della voce "Costi per

affitti" del bilancio di fine esercizio. In questo caso, il revisore può effettuare un'ispezione

verificando:

• alcune fatture a campione

• il contratto di affitto

2. OSSERVAZIONI DIRETTE

Dobbiamo verificare l'esistenza della merce in magazzino valorizzata nella voce "Prodotti per

somministrazione e vendita" del bilancio. In questo caso, il revisore può effettuare

un'osservazione diretta assistendo alla procedure di inventario effettuata a fine anno da personale

dell'impresa.

3. INDAGINE

Dobbiamo verificare perché le retribuzioni dei dipendenti si sono ridotte del 5% rispetto al

precedente esercizio nel bilancio. In questo caso, il revisore può effettuare un'indagine chiedendo

all'ufficio del personale informazioni:

• sull'andamento dell'organico, cercando di intercettare una possibile riduzione di personale;

• sull'andamento del costo unitario del lavoro.

4. CONFERME ESTERNE

Dobbiamo verificare l'esistenza dei crediti nel bilancio. In questo caso, il revisore può inviare una

richiesta di conferma esterna ad un campione di debitori della società chiedendo di confermare

l'esistenza del saldo a credito.

5. RICALCOLO E RI-ESECUZIONE

Dobbiamo verificare la correttezza di calcolo degli ammortamenti di immobili, impianti e

macchinari nel bilancio. In questo caso, il revisore può effettuare un ricalcolo degli

ammortamenti:

• ottenendo il prospetto di movimentazione dei cespiti

• verificando la correttezza delle aliquote di ammortamento utilizzate

• effettuando il ricalcolo, a campione, dell'ammortamento di alcuni cespiti

6. ANALISI COMPARATIVE

Dobbiamo verificare l'andamento dei conti della voce "Altri costi operativi" per accertare

eventuali costi non contabilizzati nel bilancio. In questo caso, il revisore può effettuare una analisi

comparativa delle voci di costo:

• confrontando i saldi dell'anno in corso con quelli dell'anno precedente

• evidenziando le variazioni "anomale"

• indagando tali variazioni mediante "indagini" e/o "ispezioni"

39 ELEMENTI PROBATIVI E PROCEDURE TIPICHE DI REVISIONE

(CAPITOLO 10)

Come elementi probativi ci si riferisce a tutte le informazioni, i documenti, i contratti che si

esaminano per giungere a delle conclusioni e formulare un giudizio sull’informativa contabile e

finanziaria.

La relazione sul bilancio definisce gli elementi probativi in questo modo:

La revisione contabile comporta lo svolgimento di procedure volte ad acquisire elementi probativi a

supporto degli importi e delle informazioni contenuti nel bilancio.

Gli elementi probativi non servono solo per determinare la validità dei saldi, ma anche per accertare

la coerenza e la completezza delle informazioni di bilancio.

Il principio di revisione ISA Italia 500 precisa che gli elementi probativi raccolti dal revisore nelle

sue verifiche devono essere sufficienti ed appropriati; e che nel definire le procedure di revisione

si debba considerare la pertinenza e l’attendibilità delle informazioni.

Sufficienza: requisito quantitativo che determina la misura della quantità degli elementi probativi

da raccogliere per permettere l’espressione di un giudizio professionale

Appropriatezza: requisito qualitativo che determina la misura della qualità degli elementi

probativi, ossia la loro pertinenza e attendibilità nel fornire un valido supporto alle conclusioni del

revisore.

Pertinenza: si riferisce alla connessione logica o all’attinenza con lo scopo della procedura di

revisione e con l’asserzione considerata. La pertinenza di una informazione da usare come elemento

probativo può essere anche influenzata dall’obiettivo della verifica.

Attendibilità: è influenza dall’origine degli elementi probativi. L’attendibilità degli elementi

probativi è influenzata dalla loro fonte di provenienza e dalla loro natura:

1. Fonte di provenienza

• Interna

• Esterna

2. Natura

• Elemento visivo

• Elemento documentale

• Elemento verbale

40

Raccolta di elementi probativi

• ispezioni

• osservazioni dirette

• indagini

• conferme esterne

• ricalcoli e ri-esecuzioni dei controlli

• analisi comparative

Ispezioni: esame di registrazioni o documenti, sia interni sia esterni, in formato cartaceo

elettronico o in altro formato, o la verifica di una attività.

La verifica delle registrazioni contabili dei documenti fornisce elementi probativi con un diverso

grado di attendibilità, a seconda della loro natura e provenienza, nonché dell’efficacia delle relative

procedure di controllo interno. Per quanto riguarda i beni materiali, l’ispezione fisica dei beni stessi

fornisce elementi probativi validi ed attendibili solo per loro esistenza ma non necessariamente per

la loro disponibilità o proprietà e la loro corretta valutazione.

Osservazioni dirette: assistere ad un processo o ad una procedura svolti da altri come può essere

l’osservazione della conta fisica delle rimanenze effettuata dal personale dell’impresa o una

qualsiasi attività di controllo. L’osservazione diretta permette anche di considerare l’obsolescenza

fisica di un bene, anche se spesso il revisore non ha le competenze per valutarne lo stato.

L’osservazione dell’esecuzione di un processo o di una procedura è limitata la momento in cui

l’osservazione è svolta e dal fatto che il saper di essere osservati può influenzare il modo in cui il

processo è svolto.

Conferme esterne: consiste in una risposta diretta in forma scritta ad una richiesta specifica del

revisore, finalizzata alla verifica di saldi e informazioni contenuti in bilancio e nelle registrazioni

contabili. Le conferme esterne non si limitano solo ai saldi contabili, ma si può richiedere conferma

dei termini di un contratto o delle operazioni dell’impresa con i terzi o anche relativamente

all’assenza di accordi a latere di un contratto che potrebbe influenza la rilevazione dei ricavi.

Ricalcoli: verifica dell’accuratezza matematica di documenti o registrazioni contabili.

Ri-esecuzioni: nuova esecuzione indipendente da parte del revisore di procedure e controlli che

sono già stati svolti dall’impresa nell’ambito del proprio sistema di controllo.

Indagini: ricerca di informazioni di natura finanziaria e di altra natura presso le persone in possesso

delle necessarie conoscenze, sia all’interno che all’esterno dell’impresa.

Il campionamento

41

Il principio di revisione ISA Italia 530 definisce il campionamento di revisione come “applicare

procedure di verifica su un numero di voci inferiore alla totalità delle voci di un saldo di un conto

o una classe di operazioni in modo che tutte le voci abbiano una stessa probabilità di essere

selezionate”.

Obiettivo del campionamento è quello di consentire al revisore di "ribaltare" i risultati e le

conclusioni ottenuti sul campione all'intera popolazione dalla quale è stato estratto il campione.

Il campionamento può essere effettuato utilizzando sia un approccio statistico sia un approccio

non statistico e deve, in ogni caso:

• essere RIPETIBILE da chiunque in base alle condizioni di selezione dichiarate del

campione

• essere RAPPRESENTATIVO dell’intera popolazione sottoposta a verifica

• valido solo per il PERIODO REALMENTE verificato

I termini più comuni da definire in un campionamento sono:

• Popolazione • Rischio di campionamento

• Campionamento di revisione • Rischio non dipendente dal

• Unità di campionamento campionamento

• Errore nel campione • Campionamento statistico

• Errore accettabile • Campionamento non statistico

• Errore inusuale • Stratificazione

• In caso di procedure di conformità si controlla una qualità del sistema di controllo

• Nelle procedure di conformità si usa la tecnica del campionamento se esso deve dare un alto

livello di sicurezza del sistema revisionato

Esempio: Vorrei essere sicuro al 99 % che tutte le fatture di vendita siano correttamente registrate

nell’esercizio di competenza

Campionamento nelle procedure di validità

• Le procedure di validità controllano un importo (valore) e sono di due tipi:

analisi comparative o

 verifiche di dettaglio su saldi e operazioni

• Nelle procedure di conformità si usa la tecnica del campionamento se deve dare un alto

livello di sicurezza sulla correttezza di un importo o sulle asserzioni

Esempio: Vorrei essere sicuro al 99 % che il saldo dei crediti verso clienti a fine anno sia € 204.757

e non un valore diverso.

Procedure di selezione di un campione

− 1. Selezione di tutte le voci (NON è un campione) Voci:

2. Selezione di voci specifiche − di valore elevato

3. Campionamento − chiave

− oltre un certo importo

− − per ottenere

Statistico:

− informazioni

selezione casuale del campione −

Non statistico: il

− per esaminare le

uso del calcolo delle probabilità

revisore si basa sulla procedure

per valutare il risultati del sua esperienza

campione e il rischio di professionale

campionamento

42

Per determinare un campione è necessario:

• conoscere esattamente gli obiettivi da raggiungere

• identificare a priori cosa rappresenta un “errore” rispetto a quell’obiettivo

• identificare l’errore accettabile

• stimare preliminarmente l’errore previsto

• accertare che la popolazione del campione sia

appropriata

 completa

• decidere se sia opportuno stratificare il campione

La dimensione del campione dipende da:

• La dimensione del campione è funzione del livello di rischio di campionamento che si

intende accettare!

• La dimensione può essere determinata con metodo statistico o col metodo non statistico,

ossia applicando il "giudizio professionale"

Fattori che influenzano la dimensione del campione:

• valutazione del rischio

• disponibilità di altri elementi probativi

• livello di affidabilità richiesto

• errore accettabile

• errore previsto

• stratificazione

• numerosità del campione (in casi limitati)

I metodi di selezione di campioni più ricorrenti sono:

• Software generatore di numeri casuali o tavole di numeri casuali (ad es. ACL8)

• Selezione sistematica (ad es. uno ogni sette a partire dal diciottesimo)

• Selezione accidentale (ad es. selezione di un campione senza seguire alcuna tecnica

particolare, ma evitando pregiudizi o elementi prevedibili)

(vedi casi applicativi su slides)

43 LE ASSERZIONI DI BILANCIO

(CAPITOLO 11)

Le asserzioni sono definite come tutte quelle dichiarazioni che la direzione aziendale,

implicitamente o esplicitamente, formula per la misurazione, la presentazione ed

l’informativa dei vari elementi del bilancio.

Le asserzioni sono formulate in base a:

• Riconoscimento dei fatti aziendali intervenuti e misurazione dei loro valori;

• Presentazione dei dati e delle informazioni

• Informativa in genere che riguarda il bilancio.

Le categorie di asserzioni

Il principio ISA 315 prevede che si devono utilizzare asserzioni sufficientemente dettagliate

suddivise per classi di operazioni, saldi contabili, presentazione ed informativa in modo da formarsi

una base di valutazione dei rischi di errori significativi e per scegliere e svolgere le procedure di

revisione migliori in risposta ai rischi identificati e valutati.

Le categorie sono:

1. Asserzioni relative a classi di operazioni tra cui:

• Manifestazione: le operazioni e gli eventi che sono stati registrati si sono effettivamente

verificati

• Completezza: tutte le operazioni e tutti gli eventi verificatosi sono stati effettivamente

registrati

• Accuratezza: gli importi sono stati registrati correttamente

• Competenza: le operazioni sono state registrate nel corretto periodo contabile

• Classificazione: le operazioni e gli eventi sono stati registrati nei conti appropriati

2. Asserzioni attinenti ai saldi contabili tra cui:

• Esistenza: attività, passività e PN esistono

• Diritti ed obblighi: diritti sull’attivo e obblighi sul passivo

• Completezza:

• Valutazione e classificazione: attività, passività e PN sono stati registrati con un importo

appropriato e ogni rettifica di valore è stata registrata correttamente

3. Asserzioni riguardanti la presentazione e l’informativa:

• Manifestazione di diritti ed obblighi

• Completezza

• Classificazione e comprensibilità

• Accuratezza e valutazione

Le asserzioni sono gli obiettivi che il revisore deve verificare. Ad ogni asserzione corrisponde

una procedura di verifica specifica.

Esempi:

1. Manifestazione. Le operazioni e gli eventi che sono stati registrati si sono effettivamente

verificati ?

44

2. Completezza e accuratezza. Tutte le operazioni e gli eventi che avrebbero dovuto essere

registrati sono stati completamente e accuratamente determinati ?

3. Competenza. Le operazioni e gli eventi sono stati registrati nel corretto periodo contabile ?

45

46 AREE PARTICOLARI DI REVISIONE

(CAPITOLO 12)

1. La revisione dell’inventario fisico (da slides lez. 13.2)

Le rimanenze includono i beni destinati alla vendita o che concorrono alla loro produzione nella

normale attività dell’impresa.

Sono rimanenze:

- materie sussidiarie di consumo

- materie prime

- prodotti in corso di lavorazione

- semilavorati

- merci e prodotti finiti

Il valore delle rimanenze è dato da:

QUANTITA’

X

VALORE UNITARIO

=

VALORE TOTALE

L’inventario fisico è regolato dal principio ISA 501. Il revisore non fa l’inventario: il suo ruolo è

solo di verificare l’osservanza delle procedure societarie e svolgere alcuni conteggi da verificare

con le registrazioni. E’ La Direzione della società che stabilisce le procedure di rilevazione fisica

almeno una volta all’anno.

Le finalità dell’inventario sono:

• controllare l’affidabilità del sistema di controllo interno delle giacenze

• garantire l’attendibilità dei dati di bilancio delle giacenze.

Gli obiettivi di revisione dell’inventario si possono riassumere come:

• accertare l’esistenza delle rimanenze

• ispezionare lo stato delle rimanenze (presenza di merci distrutte o obsolete?)

• osservare che i conteggi si svolgano in conformità alle istruzioni

• controllare i risultati della conta fisica a campione

• ottenere evidenze sull’affidabilità delle procedure

Alcuni problemi che si possono presentare sono:

• Impossibilità di partecipare alla data pianificata dal cliente

• La partecipazione non è possibile praticamente

• Il cliente impedisce al revisore di partecipare (Reato di impedito controllo)

Come il revisore osserva che le istruzioni per la rilevazione dell’inventario siano seguite?

• Osservare COME avviene il controllo (ad es. raccolta dei fogli di rilevazione usati, controllo

fogli non utilizzati, procedure di rilevazione, seconda conta)

• % di completamento dei lavori in corso

• Voci a lento rigiro o obsolete

47 • Materiale di terzi presso l’impresa

• Materiale dell’impresa presso terzi in c/deposito

• Blocco movimenti tra le aree produttive e cut off

Quali verifiche si effettuano sulle rimanenze?

• Verifica a campione dei principali prodotti finiti, semilavorati, materie prime

• Verificare i dati di cut-off per acquisti, vendite e ultimi movimenti tra le aree del magazzino

• Valutare l’impatto delle differenze inventariali ed i motivi delle principali differenze

• Se vi sono giacenze presso terzi, richiedere conferma di quelle principali mediante lettera di

conferma a terzi

2. La revisione delle stime contabili (capitolo 12.1; slides lez. 13.3)

I valori in bilancio si distinguono in certi, assimilati e presunti. Ogni bilancio include una notevole

componente di valori presunti o stimati che rappresentano aree critiche per poter verificarne la

congruità dei valori stimati.

Le maggiori problematiche che accompagnano le stime possono essere ritrovate nel fatto che esse

rappresentano un’area complessa e difficile sia per amministratori sia per revisori, e per il fatto che

più aumentano le variabili e le ipotesi considerate, più le valutazioni delle stime diventano

soggettive e più aumentano i rischi.

Significato dei termini:

TERMINE SIGNIFICATO

Stima contabile Un valore monetario approssimato per cui non esiste un metodo di

quantificazione preciso

Stima puntuale del revisore o E’ il valore o l’intervallo di valori, derivanti dagli elementi probativi

intervallo di stima da utilizzare nella valutazione della stima puntuale della Direzione

Incertezza nella stima La suscettibilità di una stima contabile e della relativa informativa ad

una intrinseca mancanza di precisione nella sua quantificazione

Ingerenze da parte della Una mancanza di neutralità da parte della Direzione nella redazione

Direzione delle informazioni

Stima puntuale della Direzione Il valore scelto dalla Direzione per la rilevazione e l’informativa di

una stima contabile

Risultato di una stima contabile Il valore monetario effettivo risultante dall’esito delle operazioni,

eventi o condizioni utili per effettuare la stima contabile

Le stime possono essere:

• Ricorrenti:

• Non ricorrenti:

• Complesse: ad esempio la stima di una svalutazione delle rimanenze di magazzino a lenta

movimentazione. In molti casi queste si determinano in base a formule su dati storici; queste

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Revisione Aziendale e Controllo dei Conti, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Prof. Riccardo Bauer integrato con appunti approfonditi presi durante un'assidua e attenta frequenza alle lezioni. La dispensa è sufficiente per prendere un ottimo voto, ma si fa presente che gli appunti sono da integrare con le slides sulle aree di revisione (parte pratica).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e legislazione d'impresa (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ElisaSorrentino12 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Revisione aziendale e controllo dei conti e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Bauer Riccardo.

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