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Ricerche e protagonisti della psicologia sociale

Un volume sulle ricerche fondative della psicologia sociale.

La lezione più importante della psicologia sociale concerne l’influenza dell'ambiente sociale. I gruppi rappresentano uno dei prodotti collettivi più complessi che gli esseri umani hanno generato nel corso della loro evoluzione. Dall’appartenenza ai gruppi le persone ricevono diversi benefici: tutela dei propri diritti, protezione, prestigio, sostegno emotivo e identità sociale.

L’assunto di base della psicologia sociale enfatizza il processo mentale: il comportamento di una persona nell’ambiente sociale è dato dall’elaborazione dell’informazione che riceve dall’ambiente. Inoltre, la disciplina tiene conto dell’influenza sociale, ossia le modalità attraverso le quali le attività mentali, le emozioni e i comportamenti si modificano in base alla presenza di altri.

Theodore Newcomb: uno studio esemplare sulla socializzazione politica

Introduzione

Tra il 1935 e il 1939, Theodore Newcomb svolse una ricerca in un piccolo college femminile statunitense, il Bennington College, sulla tendenza delle studentesse a cambiare i propri orientamenti politici in direzione progressista dopo avervi trascorso alcuni mesi. Al momento dell’iscrizione, la maggior parte delle studentesse manifestava atteggiamenti politici di tipo conservatore, tipici delle famiglie di ceto medio-alto. La permanenza al college ebbe l’effetto di mutare i loro atteggiamenti in direzione progressista.

Cenni storici e obiettivi della ricerca

Dopo il tracollo della Borsa di New York, Roosevelt elaborò un programma di intervento sull’economia denominato New Deal. Newcomb s’interessò ai cambiamenti avvenuti nelle personalità e negli atteggiamenti degli individui dinanzi ai cambiamenti sociopolitici. Senza avanzare alcuna pretesa di generalizzare i suoi risultati all’intera popolazione degli Stati Uniti, Newcomb ha studiato i valori condivisi dai membri del Bennington College col fine ultimo di individuare le caratteristiche di personalità che secondo lui ostacolano o facilitano il cambiamento degli atteggiamenti.

Il cambiamento degli atteggiamenti politici

Nella sua ricerca, Newcomb ha definito atteggiamento il grado di favore con cui le persone considerano un tema. Poiché gli atteggiamenti delle persone hanno carattere soggettivo, possono essere misurate dai ricercatori solo le loro manifestazioni oggettive. Newcomb ha quindi utilizzato una scala tipo Likert per rilevare gli orientamenti politici delle partecipanti: le risposte ad affermazioni scritte sono considerate indici dei rispettivi atteggiamenti.

La scala del progressismo economico e politico (PEP)

Lo strumento principale utilizzato da Newcomb per misurare gli atteggiamenti politici consisteva in una scala denominata PEP. Si tratta di una scala Likert a 5 punti tramite la quale le studentesse dovevano esprimere il loro grado di accordo con ciascun item. Alti punteggi indicavano conservatorismo e bassi punteggi progressismo. Il significato del termine conservatorismo in questa ricerca è usato per indicare atteggiamenti di preservazione dello status quo e di enfasi sul ruolo di valori religiosi e tradizionali, e il conservatore è generalmente una persona favorevole alla libera iniziativa privata e al mantenimento delle disuguaglianze socioeconomiche esistenti. Al contrario, sono definiti progressisti coloro che si dichiarano favorevoli al cambiamento, ad una maggiore equità sociale, ai diritti civili, ai sindacati dei lavoratori, al suffragio universale, al welfare state e al pacifismo. La scala, infine, conteneva item riguardanti temi divenuti salienti durante il New Deal.

I risultati

Il disegno sperimentale within-subjects (che prevedeva cioè di rilevare più volte le stesse variabili dagli stessi soggetti) ha permesso di somministrare la PEP sei volte tra il 1935 e il 1939. Confrontando i punteggi ottenuti dalle singole classi di età, si può notare che le studentesse diventano significativamente più progressiste proporzionalmente al numero di anni di permanenza al college. Si nota inoltre che le studentesse progressiste al loro ingresso al college cambiano in misura maggiore di quelle conservatrici.

Corso di laurea

I cambiamenti di atteggiamento sono solo debolmente collegati al corso di laurea prescelto, ma si può affermare che le studentesse che si laureano in Scienze naturali sono mediamente più conservatrici di quelle che si laureano in Scienze sociali, Letteratura e Teatro-Danza.

Il prestigio sociale

Newcomb ipotizzò che le studentesse di status più alto condividessero atteggiamenti meno conservatori, ipotesi suffragata attraverso un questionario in cui si chiedeva alle partecipanti di indicare le cinque studentesse più meritevoli di rappresentare il college. La frequenza con cui le studentesse erano scelte come meritevoli è stata usata come misura del prestigio sociale, o popolarità. Si rilevò che il prestigio era associato al progressismo e che le studentesse più progressiste al loro arrivo erano quelle che godevano di maggior prestigio tre anni dopo. In un secondo studio sociometrico, si chiedeva alle partecipanti di indicare i nomi delle cinque studentesse con cui avrebbero desiderato rimanere in contatto dopo aver terminato il college, così da ottenere dei dati riguardanti le studentesse più desiderate come amiche. Anche da questi dati fu confermato che le studentesse maggiormente desiderate erano le più progressiste.

Il college come gruppo di riferimento

Alcuni anni dopo aver pubblicato lo studio sul Bennington College, Newcomb ha riesaminato il ruolo della comunità del college nell’acquisizione degli atteggiamenti alla luce del concetto di gruppo di riferimento. Il gruppo di riferimento è un gruppo di cui l’individuo desidera far parte e che costituisce un punto di ancoraggio nell’acquisizione degli atteggiamenti sociali: sono gruppi di riferimento la famiglia, i gruppi religiosi, i partiti politici. A volte il gruppo di riferimento coincide con il gruppo di appartenenza, ma un individuo può identificarsi con un gruppo senza necessariamente appartenervi. Gli individui assumono gli atteggiamenti comunemente accettati all’interno del proprio gruppo sociale se il gruppo cui appartengono rappresenta anche il loro gruppo di riferimento.

I gruppi di riferimento delle studentesse sono stati studiati sia direttamente (misurando il loro grado di consapevolezza riguardo alla tendenza a cambiare i propri atteggiamenti in direzione progressista durante gli anni del college), sia indirettamente, misurando il grado di identificazione con la comunità del college.

Consapevolezza della tendenza al progressismo

Solo le studentesse consapevoli delle tendenze progressiste del Bennington College potevano far riferimento alla comunità per la formazione dei propri atteggiamenti, diventando più progressiste. Al contrario, le studentesse meno consapevoli erano meno propense a cambiare. Il Per Cent Estimates Questionnaire, una versione abbreviata della PEP, è stato utilizzato per misurare il livello di consapevolezza delle studentesse circa il cambiamento degli atteggiamenti politici. Alle ragazze è stato chiesto d’indicare il proprio grado di accordo per ciascun item e poi di stimare in quale percentuale le studentesse degli altri anni e gli insegnanti sarebbero stati d’accordo sugli stessi. Sulla base delle risposte al Per Cent Estimates Questionnaire è stato calcolato un indice di divergenza dell’atteggiamento delle singole studentesse da quello della maggioranza. Un indice di valore positivo indica che le sue risposte sono più conservatrici di quelle delle sue compagne, mentre un valore negativo indica minor conservatorismo.

Le studentesse il cui indice di divergenza riflette fedelmente l’effettiva differenza tra i propri atteggiamenti e quelli delle compagne sono probabilmente consapevoli della tendenza progressista al Bennington College, e usano la comunità come gruppo di riferimento per gli atteggiamenti politici. Viceversa, le studentesse il cui indice di divergenza rappresenta una versione distorta dell’effettivo rapporto tra i propri atteggiamenti e quelli delle compagne ignorano con ogni probabilità la tendenza al progressismo e non utilizzano la comunità come gruppo di riferimento.

Identificazione con la comunità

Se la tendenza al progressismo informava tutta la comunità del college, allora le studentesse maggiormente identificate con essa dovevano risultare più progressiste. Quest’ipotesi fu suffragata con un nuovo esperimento di Newcomb. Emerge dunque una relazione tra indice di identificazione con la comunità e punteggi PEP.

Categorie di studentesse

Newcomb aveva a disposizione dati quantitativi e qualitativi completi su 19 delle studentesse più conservatrici e su 24 delle meno conservatrici. Le studentesse sono classificate da Newcomb in 8 categorie sulla base di tre elementi:

  • Il punteggio ottenuto sulla scala PEP;
  • Il livello d’identificazione con la comunità;
  • Il livello di consapevolezza circa l’orientamento progressista nella comunità, misurato attraverso il Per Cent Estimate Questionnaire.

La stabilità degli atteggiamenti politici acquisiti

Confrontando il grado di conservatorismo delle ex studentesse al momento della laurea e dopo 20 anni, si evidenzia che le studentesse meno conservatrici sono tali anche 20 anni dopo, al pari delle studentesse relativamente non-conservatrici. Le studentesse che mantengono gli stessi atteggiamenti dopo il college sono quelle che vivono in ambienti sociali che sostengono questi atteggiamenti, mentre quelle che li cambiano sono circondate da persone che non condividono le loro opinioni politiche. Va detto, però, che le ex studentesse tendevano a creare intorno a sé un ambiente tale da rinforzare il proprio sistema di valori, per cui probabilmente vi è interdipendenza tra questi due processi: da un lato, gli atteggiamenti delle ex studentesse influiscono sulla scelta del partner; dall’altro, il partner diventa a sua volta parte di quell’ambiente che alimenta la stabilità degli atteggiamenti.

Correlazioni positive e negative col progressismo

Va detto, infine, che i risultati ottenuti da Newcomb sono parzialmente invalidati dal fatto che numerosi studi rilevano che gli orientamenti politici degli studenti diventano di per sé meno conservatori con il passare degli anni di college, e che anzi il solo fatto di studiare al college conduce solitamente verso un maggior progressismo, una maggiore coscienza sociale e un maggior sostegno ai diritti civili. Inoltre, la tendenza al progressismo è maggiore in college privati femminili, prestigiosi e selettivi, tra chi vive nelle residenze studentesche anziché in famiglia, tra i college in cui i contatti con il corpo insegnante sono più frequenti: tutte caratteristiche del Bennington College.

Kurt Lewin: teoria di campo, leadership e processi decisionali

Kurt Lewin

Kurt Lewin nasce ebreo in Prussia nel 1890 e muore nel Massachussetts nel 1947. Psicologo e filosofo, Lewin approda alla psicologia dalla filosofia, benché avesse maturato un certo interesse per la ricerca biologica. Non solo gli interessi, ma anche le esperienze di vita di Lewin influenzarono i suoi temi di ricerca, quali i gruppi, la democrazia, gli stili di leadership, il conflitto e la discriminazione. Nel bagaglio culturale di Lewin sono comprese la cultura filosofica tedesca, i rapporti col marxismo e l’opera di Weber, la psicologia della Gestalt, la psicologia dell’atto e la psicoanalisi freudiana. Lewin non appartiene a nessuna scuola e non ne ha mai fondata una, ed è noto per aver sviluppato il concetto di ricerca-azione: una ricerca che si pone l’obiettivo non tanto di approfondire determinate conoscenze teoriche, ma di analizzare una pratica relativa ad un campo di esperienza da parte di un attore sociale con lo scopo di introdurre dei miglioramenti. Il merito di Lewin è quello di aver preso in considerazione l’influenza congiunta delle determinanti situazionali e disposizionali del comportamento, nonché quello di aver tentato costantemente di integrare teoria e pratica.

La teoria di campo

Il discorso teorico di Lewin propone un modello regolato da leggi simili a quelle vigenti in un campo di forze elettromagnetiche: la teoria di campo, ossia un insieme di concetti per mezzo dei quali è possibile rappresentare la realtà psichica e i suoi mutamenti. I mutamenti sono distinguibili in tre aree:

  • Lo spazio di vita (o ambiente psicologico), dato dalla rappresentazione soggettiva che la persona ha dell’ambiente; contiene tutti i fatti possibili, gli oggetti e gli elementi significativi dal punto di vista psicologico che orientano il comportamento;
  • I fatti sociali/ambientali del mondo fisico che accadono senza influenzare momentaneamente lo spazio di vita dell’individuo;
  • La zona di confine, dove lo spazio di vita e il mondo esterno s’incontrano, rappresentando dunque la frontiera tra soggettività e oggettività; ne è un esempio la percezione.

Il campo psicologico è definito come la totalità dei fatti coesistenti che sono concepiti come mutualmente interdipendenti per l’individuo ad un momento dato. Mediante alcune equazioni matematiche è possibile formalizzare il campo psicologico come l’unità di analisi che lega costruttivamente il comportamento (o qualsiasi avvenimento mentale), la persona e l’ambiente: comportamento (C) = funzione della persona (P) e dell’ambiente (A) = funzione dello spazio di vita.

C = f (P,A) = f (SpV)

Laddove la funzione f rappresenta una legge. L’assunto di base della teoria è che qualsiasi comportamento in centro a un campo psicologico dipende dalla configurazione del campo et nunc, ossia in quello specifico momento (principio di contemporaneità). La critica più acuta alla teoria di campo è che essa pretende di offrire un modello matematico di comportamento col quale possano essere fatte specifiche predizioni, mentre in realtà tali predizioni non sono dimostrabili.

I gruppi

Lewin definisce il gruppo come una totalità dinamica basata sull’interdipendenza piuttosto che sulla similarità; alcune tipologie d’interdipendenza possono essere l’interazione sociale, il destino comune, il sentimento di fedeltà o di appartenenza.

Stili di leadership e atmosfera sociale

Partendo dalla considerazione che una funzione importante del leader fosse quella di creare un buon clima sociale, Lewin e i suoi collaboratori volevano dimostrare che lo stato d’animo e l’efficienza del gruppo dipendono dal tipo di clima esistente, e che l’individuo è profondamente influenzato dai modelli di gruppo a cui appartiene.

Nei loro esperimenti, Lewin, Lippitt e White considerarono due stili principali (autoritario e democratico) e uno stile di leadership permissivo (laissez-faire), attribuito al gruppo di controllo. Si esaminarono anche le reazioni del gruppo nel passaggio da una leadership a un’altra.

In un primo studio furono costituiti 2 gruppi sperimentali, composti ciascuno da 5 preadolescenti che avevano il compito di costruire delle maschere teatrali. Il medesimo conduttore (Lippitt) esercitava una leadership democratica con un gruppo, autoritaria con l’altro. Nel secondo esperimento vennero organizzati 4 gruppi di preadolescenti maschi guidati da 4 leader adulti che si alternavano nella conduzione autoritaria, democratica e permissiva. Le caratteristiche degli stili di leadership erano le seguenti:

  • Stile autoritario: la linea di condotta era decisa dal leader, così come i compagni di lavoro;
  • Stile democratico: la linea di condotta era decisa dal gruppo, incoraggiato dal leader; i membri erano liberi di scegliersi i compagni e il leader cercava di essere egli stesso membro del gruppo;
  • Stile permissivo: comprende massima libertà per le decisioni di gruppo e una partecipazione minima del leader, che chiariva che avrebbe dato informazioni quando fosse stato interpellato.

Risultati

Leadership autoritaria. Si osservarono due reazioni differenti alla leadership autoritaria: la prima, denominata autocrazia apatica, si registra in 3 gruppi su 4 e corrisponde ad una pressoché totale incapacità d’iniziativa; la seconda, chiamata autocrazia aggressiva, mostra frustrazione e aggressività verso il leader. Inoltre, nei gruppi autoritari, vi era una maggiore dipendenza dal leader, e di conseguenza una minore individualità. Si registrano in questo gruppo due livelli sociali: quello del leader, più elevato, e quello subordinato, comune a tutti gli altri membri. In assenza del leader, il gruppo non lavora e le coppie si sciolgono. L’atmosfera è generalmente ostile, scontenta e talvolta autodistruttiva, e si manifesta la ricerca di un capro espiatorio. Le conversazioni sono formali. Si tratta tuttavia di un gruppo altamente efficiente.

Leadership democratica. Il gruppo esprime la propria aggressività con equilibrio, rivolgendola verso altri gruppi, in modo da evitare che le tensioni interne raggiungano livelli dannosi. Le differenze di status sono irrilevanti e, in assenza del leader, il gruppo è in piena attività e i legami rimangono saldi. Ciascun membro mostra un’individualità, un’originalità e una motivazione sviluppata.

Leadership permissiva. Il gruppo è meno aggressivo di quello autoritario. In assenza del leader, è attivo ma improduttivo. Va specificato, tuttavia, che la leadership permissiva di per sé conduce a una minore efficienza. Si tratta di un gruppo che gioca molto e che dichiara di preferire il leader democratico.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

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