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Comprendere l'omosessualità

Un'identità mutevole

Foucault sostiene che l'identità omosessuale è un fenomeno recente. Prima del XIX secolo esistevano gli atti omosessuali (tollerati in diverse società), ma non persone omosessuali. Questo cambia nell'era moderna con la punibilità dell'omosessualità da parte degli stati e la patologizzazione da parte della medicina.

  • Anni 70-80 - Il movimento gay propone la liberazione dell'omosessuale in ognuno di noi: esiste una bisessualità naturale che viene poi circoscritta e repressa dalla socializzazione eterosessuale, quindi l'obiettivo del tempo era liberare l'intera società.
  • Anni 90 - Obiettivo più ristretto: gli omosessuali costituiscono una comunità che deve avere gli stessi diritti della maggioranza (come tutte le minoranze), mantenendo una propria identità culturale.
  • Più recentemente - Il movimento queer ("queer" = strano, eccentrico e in tono dispregiativo frocio) ha proposto l'abolizione di ogni categoria: ogni classificazione basata sulla sessualità o sul genere è simbolo di repressione.

Nei paesi del Terzo Mondo un uomo che penetra un altro uomo è considerato davvero un uomo. Ci sono paesi in cui si pensa che la penetrazione di un uomo nei confronti di un altro uomo sia simbolo di mascolinizzazione. Ad esempio, nelle isole del Pacifico, i ragazzi devono ingerire sperma per diventare uomini.

Qual è la causa dell'omosessualità?

Genetica - È probabile che entrambi i gemelli omozigoti siano omosessuali se uno lo è. I ricercatori hanno individuato delle differenze ormonali e cerebrali tra omosessuali ed eterosessuali, ma queste non sono sempre riscontrabili. In realtà ci sono più spiegazioni: biologiche, sociali, culturali, familiari e personali.

Freud - L'omosessualità è un deficit della maturazione psicosessuale: non è una malattia!

Kinsey - Sviluppa una scala per studiare l'omosessualità. Essa comprende 7 categorie (da "esclusivamente eterosessuale" a "esclusivamente omosessuale") che si basano sul comportamento sessuale. Poche persone si riconoscono nei due estremi. Kinsey ha stabilito che le condotte omosessuali non sono limitate alle persone "esclusivamente omosessuali": esse sono piuttosto diffuse! 37% negli uomini, 13% nelle donne.

Nel 1973 l'associazione psichiatrica degli USA ha eliminato l'omosessualità dalla lista delle patologie mentali: non è una malattia, ma non vuol dire che gli omosessuali non presentino problemi psicologici particolari. Ad esempio, in adolescenza, vi è un maggiore tasso di suicidi.

Diventare omosessuali

Quando ci si riconosce omosessuale non si hanno vantaggi visibili.

Oggetto sessuale - Partner.

Fine sessuale - Attività sessuale che si pratica, indipendentemente dal sesso del partner. In base al criterio cambia la definizione di omosessualità - se conta la penetrazione, non è importante l'oggetto sessuale.

Ad esempio, in America Latina, penetrazione = mascolinità (indipendentemente dal sesso) ed essere penetrati = femminilità (un uomo che viene penetrato si assimila alla posizione della donna). In questo sistema l'omosessuale è un uomo femminile per definizione e quello che penetra resta eterosessuale.

Negli USA e in Europa è il sesso biologico dell'altra persona che conta: chiunque abbia relazioni erotiche con persone dello stesso sesso è omosessuale.

Amore e desiderio

Né gli atti, né i sentimenti, né i desideri sono sufficienti per giudicare se si è omosessuali o meno: possono esserci atti omosessuali senza sentimenti omosessuali, atti senza desiderio, sentimenti senza desiderio, ecc.

L'identità omosessuale

Essa comprende la consapevolezza e l'accettazione di tutti gli elementi riguardanti atti, desideri, sentimenti... omosessuali.

Chi è omosessuale? - La scienza ha cercato segni esterni, oggetti dell'omosessualità, ma non ce ne sono. Variano nelle diverse culture. Ad esempio, nei paesi islamici, ex comunisti e nelle ex colonie britanniche gli omosessuali vengono identificati attraverso criteri oggettivi come l'aspetto, i comportamenti e non sulla base della loro autodefinizione.

Le diverse concezioni dell'omosessualità

Storicamente ci sono state due grandi concezioni dell'omosessualità:

  • Approccio essenzialista - L'omosessualità è biologica, congenita e naturale. Essa è presente in tutte le società e in tutte le epoche. Non si sceglie: è patologica, ma non punibile (questo è il primo argomento a favore dei diritti degli omosessuali).
  • Approccio sociale - L'omosessualità è acquisita e si sviluppa a seconda del contesto familiare e sociale.

Si vede? - Non esiste una morfologia tipica degli omosessuali (ipotesi mai verificate: organi genitali anormali, morfologia corporea particolare, anomalie nei piedi, nella crescita dei capelli, ecc.).

Una questione ormonale?

Le ricerche sugli aspetti ormonali sono aumentate dal 1927, quando si è scoperto che ognuno produce ormoni maschili e ormoni femminili. Allora è sorta l'idea di una bisessualità ormonale - è la proporzione di ormoni maschili e femminili che determinerebbe l'orientamento sessuale, i comportamenti e la personalità.

Uomini omosessuali = eccesso di ormoni femminili (il contrario per le lesbiche). Un vantaggio della teoria ormonale è che essa offriva una "cura" all'omosessualità: bastava aggiustare il livello di ormoni. Un altro vantaggio è che si poteva provare l'omosessualità in una persona, indipendentemente dalla sua opinione.

Questa teoria non è stata dimostrata, ma si è diffusa nella società. Essa si basa su un'altra idea più ampia - tutta la sessualità è una questione di ormoni. Tuttavia, tutto questo non basta a spiegare i desideri, i sentimenti, ecc.: è importante l'elemento psicologico! Si è anche parlato di ermafroditismo psichico negli omosessuali.

Alla ricerca del gene perduto

Il fallimento di tali teorie non significa che non si possa trovare un giorno una componente biologica dell'omosessualità. In questi anni sono stati fatti molti studi:

  • È stato dimostrato che gli omosessuali hanno maggiore probabilità di avere un fratello omosessuale rispetto agli eterosessuali (idem per le lesbiche), ma non è ancora stata individuata una correlazione tra fratelli gay e sorelle lesbiche. Il fatto che due fratelli condividano lo stesso orientamento sessuale non prova l'esistenza di un tratto genetico comune: hanno lo stesso ambiente familiare.
  • Per questo sono stati fatti studi su gemelli omozigoti, entrambi omosessuali, cresciuti in ambienti diversi (52%): vi è una forte probabilità che ciò derivi da un'eredità genetica comune e non dall'ambiente. Se nella metà dei casi il gemello identico di un omosessuale è anch'egli omosessuale, ciò non avviene nell'altra metà dei casi, quindi l'omosessualità non può essere interamente un tratto genetico!
  • Le Vay - Ha trovato uomini presunti omosessuali e eterosessuali con una differenza nel volume di una parte dell'ipotalamo (che governa alcuni aspetti della sessualità), ma l'autore ha per primo espresso delle riserve sia sui metodi che sulle conclusioni del suo studio (Es. la maggior parte dei soggetti era morta di AIDS: forse era questa la causa delle modifiche nell'ipotalamo?).

Anche se ci sono prove che sembrano confermare la teoria essenzialista, essa non spiega perché tante persone cambiano orientamento sessuale durante la loro vita.

La teoria sociale dell'omosessualità

L'omosessualità è un fenomeno storico: non costituisce solo un fatto, ma un'idea. Essa appare solo in certi contesti (vedi Foucault). Per questo motivo si è sviluppata un'identità gay che si traduce non solo in un orientamento sessuale, ma anche in gusti, mode, modi di pensare e vivere (ovvero una cultura) che sono oggi perfettamente riconoscibili nel mondo occidentale.

In questa prospettiva, l'omosessualità non è fissata: è costruita. Non ha una forma unica, ma cambia in base alla società e all'individuo, al periodo storico, alle relazioni, alla famiglia.

La dimensione soggettiva

Ciò che conta, da questo punto di vista, è il fattore soggettivo: non gli atti, i geni, ma il desiderio e l'accettazione di esso, ovvero l'orientamento sessuale propriamente detto. Non ci sono prove oggettive: ciò che conta è l'autodefinizione di ogni individuo secondo criteri che corrispondono alla sua storia personale e sociale. L'omosessualità non è solo una questione di comportamento: essa coinvolge sentimenti, fantasie, modi di pensare, gusti, ecc.

Scegliere l'omosessualità

Le possibilità di cambiare orientamento sessuale sono praticamente inesistenti, anche se l'omosessuale si sottopone volontariamente a cure psicologiche o mediche.

Diventare omosessuali: aspetti familiari e individuali

Orientamento sessuale - Sesso verso cui si prova amore/desiderio. Appare solitamente durante l'infanzia.

Identità sessuale - Il fatto di accettare pienamente l'orientamento sessuale. Prende forma dall'adolescenza e può svilupparsi pienamente fino all'età adulta.

Genere e orientamento sessuale

Il bambino è consapevole del proprio genere (m o f) a partire dal secondo anno di vita e sa che questo implica certi comportamenti, ma può esserci confusione di genere (es. bambino che si identifica di più con le femmine) - questo non è un segno anticipatorio di omosessualità!

Gli omosessuali hanno un’infanzia tipica?

Sembra che i ragazzi effeminati abbiano più possibilità di diventare omosessuali, ma più della metà diventano etero: non tutti gli omosessuali erano effeminati. Questo non vale per le donne: non sembra esserci un collegamento tra una maggiore mascolinità durante l'infanzia e l'orientamento omosessuale nelle donne. È possibile che il fatto di incoraggiare il ruolo maschile o femminile nei bambini favorisca delle tendenze omosessuali.

Teoria psicoanalitica

Freud - L'omosessualità deriva da un complesso di Edipo mal risolto e quindi da un arresto dello sviluppo psicosessuale. Il bambino resta intrappolato nel suo desiderio per la madre (non rinuncia alla madre dirigendo il desiderio verso le altre donne), ma siccome questo desiderio non è realizzabile, finisce per rinunciare a tutte le donne e si rifugia nell'omosessualità.

Per Freud non tutti gli omosessuali rientrano in questo quadro. Ci sono tre tipi di omosessuali:

  • Invertiti assoluti - Possono entrare in relazione solo con persone del proprio sesso.
  • Ermafroditi psicosessuali - Possono avere relazioni indistintamente con i due sessi.
  • Invertiti occasionali - Stabiliscono relazioni con persone dello stesso sesso per ragioni circostanziali, es. in assenza di oggetti eterosessuali.

Quindi Freud non crede in un unico tipo di omosessualità e in una sola causa. Ha sviluppato altre teorie parziali:

  • Fissazione del bambino sulla madre + ulteriore identificazione con lei, scegliendo quindi oggetti sessuali maschili.
  • Padre distante e castrante.
  • Narcisismo che spinge a cercare oggetti sessuali uguali a se stessi.
  • Paura delle persone dell'altro sesso.

Non una ma molte cause possibili - Sembra che non vi sia un'infanzia tipica negli omosessuali (padre distante, comportamenti tipici dell'altro sesso, relazione stretta con la madre, ecc.). La ricerca di una causa dell'omosessualità si inscrive nel modello medico: ogni malattia ha una causa - ma se l'omosessualità non è più una malattia, non è più necessario ricercarne una causa: si apre la possibilità teorica di una grande varietà di cause.

Ogni individuo costruisce il proprio orientamento sessuale: ci sono più forme di omosessualità e più cause.

La costruzione dell'omosessualità

Secondo quest'ottica, ogni persona costruisce la propria omosessualità: sembrano esserci diversi tipi di evoluzione:

  1. L'omosessualità si sviluppa a partire da esperienze soggettive: prima ci sono atti sessuali e poi una coscienza dell'omosessualità. Questa sequenza è più frequente per gli uomini.
  2. Le donne, invece, tendono a iniziarsi attraverso la soggettività e i sentimenti e poi passano all'atto sessuale.

In entrambi i casi la persona integra poco a poco la dimensione interna ed esterna, sino ad accettare il proprio orientamento sessuale. Solitamente prima si affronta se stessi, poi la società quando si è consapevoli.

I tempi dell'omosessualità

Gli uomini omosessuali prendono coscienza dei loro desideri omeoerotici verso i 13 anni (lesbiche: 14), hanno la loro prima esperienza intorno ai 16 anni, e dichiarano la loro omosessualità a 17 anni, mediamente un anno dopo il loro primo rapporto sessuale. L'accettazione di sé stessi come omosessuali può richiedere più tempo, poiché essa dipende dal contesto sociale e dalla reazione dell'ambiente.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cecil chou chou di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dell'orientamento sessuale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Rollé Luca.
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