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sunto Psicologia generale, docente Ricciardelli , libro consigliato

Psicologia generale , Paolo Cherubini

Discorso sul metodo

Organismo: viene dal greco organon (strumento), è un’aggregazione strutturata di parti volta a uno o più scopi,

ma ogni parte può essere a sua volta un organismo (cellule compongono gli organi, organi compongono

organismi umani e animali)

Struttura: è l’insieme di relazioni che intercorrono tra le parti di un ente; è ordine, forma, o meglio ciò che da

forma. Comprendere il funzionamento di un organismo richiede la descrizione della sua struttura: delle relazioni

che consentono alle singole parti di interagire.

Interazione di tanti organismi generano nuovi livelli di realtà studiati dalle scienze sociali (economia, sociologia,

psicologia sociale).

Studio del comportamento individuale di un organismo animale o umano (studiare strutture e processi mentali

alla base dei suoi comportamenti): SCIENZE DEL COMPORTAMENTO, approccio multidisciplinare

* Prospettiva biologica comprensione processi biologici

* Prospettiva comportamentista

* Prospettiva cognitiva “ processi mentali (percepire, ragionare..)

* Prospettiva psicoanalitica “ comportamenti in termini di motivazioni inconsce

* Prospettiva fenomenologica “ “ e processi mentali costruiti attivamente dalle persone in termini di

realtà soggettiva

Esempio: a seguito di un pugno: P.Biologica (attivaz aree cerebrali), P. Comportamentista (insulto, stimolo

scatenante. Pugno, risposta (Modello S-R), P.Cognitivista (Obiettivi, difendersi; Piani)

Psicologia generale (studia i processi di percezione, apprendimento e pensiero dell’uomo in

relazione all’ambiente che lo circonda)

VALIDITA' E CONTROLLO

I risultati di un esperimento possono essere inficiati da diversi tipi di minacce alla validità.

* VALIDITA' INTERNA: Solo la VI può causare delle variazioni nella VD. Non devono esistere altre

variabili che covariano alla VI. Se esistono non è possibile distinguere i loro efetti da quelli della VI,

quindi sono tra loro confuse (errore sperimentale). RANDOMIZZAZIONE: per eliminare effetti

confondenti delle variabili

* VALIDITA' DI COSTRUTTO : concerne la relazione tra i risultati e la teoria. Fondamentale la corretta

definizione operazionale delle variabili . Esiste un’altra teoria che potrebbe spiegare egualmente bene i

risultati? per controllare la validità di un costrutto è necessario svolgere esperimenti, operazionalizzando

le stesse variabili teoriche in modi diversi.

* VALIDITA' ESTERNA: La validità esterna riguarda l’estensione dei risultati di una ricerca ad altre

situazioni: Altri partecipanti, altri luoghi, altri tempi.La si garantisce selezionando un campione

rappresentativo della popolazione d’interesse

* VALIDITA' STATISTICA: Quanto è probabile che la variazione osservata nella VD sia attribuibile al

caso, e non agli eventuali effetti della VI? Per rispondere si usa la STATISTICA INFERENZIALE,

ragionamenti statistici probabilistici basati su insieme di indizi. La validità statistica si può spesso

incrementare aumentando il numero di osservazioni e di partecipanti alla ricerca.

CONTROLLO

Le procedure di controllo sono strategie utilizzate dai ricercatori per mantenere costanti tutte le variabili e le

condizioni non legate all’ipotesi che deve essere verificata.

Solo il confronto tra la condizione sperimentale e quella di controllo può consentire una qualche plausibile

misurazione dell’efficacia della VI sulla VD.

L’aumentare il grado di controllo sperimentale = ridurre le minacce alla validità.

Limitare il più possibile l’effetto delle diverse sorgenti di variabilità => semplificazione. La definizione di un

adeguato punto di paragone (baseline) con cui confrontare gli effetti di una VI.

Le variabili indipendenti vanno controllate per capire quali sono i reali effetti sulla variabile dipendente.Per far

questo, il luogo migliore per effettuare esperimenti è il LABORATORIO . Le condizioni sono differenti da quelle

della vita quotidiana, dove possono intervenire influenze di vario genere. Si ha maggior controllo sulle VI.

CONDIZIONE SPERIMENTALE E CONDIZIONE DI CONTROLLO

Condizione sperimentale, e i suoi partecipanti sono il gruppo sperimentale (Soggetti che si trovano in una

situazione sperimentale in cui la variabile scelta dal ricercatore viene manipolata secondo il progetto

dell'indagine; )

ESEMPIO controllo sperimentale: Un Santone inventa una cura e la somministra a 18 malati (12 guariscono, 6

no) il pubblico basa efficacia su numero di guarigioni (la cura è la causa della guarigione). il metodo

sperimentale usa un confronto baseline, per identificare cosa succede a chi non si sottopone alla cura del

santone (12 curati guariti, 6 curati non guariti, 6 nessuna cura guariti, 3 nessuna cura non guariti.. 2/3 guariti

anche se non hanno ricevuto la cura) il senso comune non si preoccupi di questi valori.

La seconda condizione è detta condizione di controllo, gruppo di controllo (Soggetti in una situazione

identica a quella dei soggetti del gruppo sperimentale, salvo che per essi non vi è alcuna manipolazione della

variabile indipendente)

Quando è applicabile, si preferisce una ricerca di tipo sperimentale, perché cerca di controllare tutte le variabili

eccetto quelle oggetto di studio e consente di verificarela presenza di un legame causale tra le variabili

esaminate.

Se i due gruppi (sperimentale e di controllo) danno risultati differenti,allora la manipolazione ha avuto un

effetto e la variabile indipendente è realmente una variabile decisiva del fenomeno allo studio. Se i due gruppi

danno risultati simili, allora la manipolazione non ha avuto effetto perché: la variabile scelta come indipendente

non è una variabile decisiva del fenomeno l'esperimento contiene un errore, di progettazione o di esecuzione.

DISEGNI SPERIMENTALI TRA SOGGETTI

Sono disegni in cui il confronto è effettuato tra due (o più) gruppi di partecipanti.I soggetti non possono essere

utilizzati come controlli di sé stessi a causa della possibilità di effetti di influenza di una prova sull’altra (effetto

seriale)

VANTAGGI (utili per gruppi spontanei, es età diversa)

SVANTAGGI (Possono esserci ampie differenze individuali o di gruppo che possono influenzare le prestazioni)

Soluzioni:

* Assegnazione casuale dei soggetti ai gruppi, e quindi alle diverse condizioni sperimentali.

* Pareggiamento -se si sospetta la presenza di una variabile importante, rispetto alla quale i soggetti

differiscono, che potrebbe avere effetti sulla VD, con conseguente minaccia alla validità interna.

DISEGNI SPERIMENTALI ENTRO I SOGGETTI O A MISURE RIPETUTE

Sono disegni in cui il confronto tra le variabili è effettuato all’interno dello stesso gruppo di partecipanti e gli

stessi soggetti vengono sottoposti a tuttele condizioni (soggetto controllo di séstesso). In un disegno

sperimentale con un solo fattore a due livelli, si paragonano i risultati relativi alla condizione sperimentale e

alla condizione di controllo di ogni soggetto

Vantaggi:Eliminazione delle differenze individuali tra le condizioni. I disegni sperimentali entro i soggetti sono

preferibili, in termini di validitàinterna, a quelli tra i gruppi.

Svantaggi:Necessario controllare i possibili effetti di una condizione sull’altra (es. effetto dell’ordine di

presentazione –la pratica) Soluzione: La somministrazione delle due condizioni dovrà essere bilanciata per

evitare effetti di ordine ed effetti di transfer.

EFFETTO SERIALE

Si manifesta tutte le volte che il soggetto viene sottoposto + volte alla stessa prova, e si traduce in una

incertezza sulla variabile indipendente manovrata.

L'effetto seriale consiste quindi nella dipendenza dei risultati dall'ordine di presentazione delle prove. Gli effetti di

ordine non sono sempre cancellabili e in questi casi è bene usare disegni tra soggetti.

VARIABILI DI DISTURBO

Variabile non di interesse per l’esperimento che può influenzarne i risultati (Es. Il periodo del giorno in cui viene

fatto l’esperimento). Si controllano trattandole come delle VI, nonostante non abbiano un qualche rilievo teorico

per la ricerca, bilanciandole tra e entro i soggetti.

Differenti rispetto le variabil confuse poichè non correlano con la VI, ma possono avere effeti sulla VD.

VARIABILI CONFONDENTI

Negli esperimenti può intervenire una variabile confondente (o confusa): Fattore che modifica il

comportamento dei partecipanti in maniera non prevista dal disegno sperimentale. Una variabile, cioè che co-

variaparallelamente la VI.

EFFETTI DELL'ASPETTATIVA

* Effetto Hawthorne, delle aspettative del partecipante : distorsione dei risultati provocata

dall’aspettativa che lo sperimentatore o i soggetti sperimentali hanno in merito ai risultati stessi. (1924

miglioramento illuminazione, aumento produttività lavoratori = miglioramento anche nel caso in cui

l'illuminazione scarseggiava = gratificati dell'attenzione ricevuti sulle condizioni di lavoro). SINGOLO

CIECO: non dire al soggetto se appartiene al gruppo di controllo o sperimentale.

DOPPIO CIECO: i partecipanti sono inconsapevoli delle condizioni sperimentali in cui si trovano,

nonchédello scopo effettivo dell’esperimento (singolo cieco) e lo sperimentatore è nella condizione di

nonsapere a quale condizione sperimentale siano stati assegnati i soggetti che sta esaminando.

* Effetto Rosenthal , o delle aspettative dello sperimentatore : influenzano i partecipanti a reagire nel

modo "previsto". Esempio: esperimento ratto (1 gruppo sperimentatori: viene detto loro che il ratto è

lento (tempi più lunghi) 2 gruppo sperimentatori: ratto veloce (tempi + brevi) AZIONE-RICERCA

(partecipante e soggetto cooperano nella ricerca, no differenza) Lewin

* Effetto placebo : si verifica quando i partecipanti a un esperimento modificano le loro risposte in

assenza di qualunque tipo di manipolazione sperimentale.

STATISTICA

Gli psicologi utilizzano la statistica per dare un senso ai dati che raccolgono (interpretarli) e per fornire una base

quantitativa alle loro conclusioni.

- STATISTICHE DESCRITTIVE: Procedure matematiche per descrivere e sintetizzare in forma numerica diversi

aspetti dei dati raccolti sul campione a disposizione.

- STATISTICHE INFERENZIALI: permettono di stabilire il grado di certezzacon cui si possono trarre specifiche

inferenze. E' possibile effettuare delle previsioni sulla generalizzabilità dei dati raccolti sul campione studiato

all’intera popolazione di riferimento.

ETICA DELLA RICERCA

A livello internazionale esiste la dichiarazione di Helsinki delinea i principi etici per la ricerca medica che

coinvolge soggetti umani.

I principi etici di base che governano il trattamento etico dei partecipanti umani sono:

* Il minimo rischio: I rischi anticipati dalla ricerca non devono essere superiori a quelli che si corrono nella

vita quotidiana

* Il consenso informato: partecipanti devono conoscere in anticipo tutti gli aspetti dello studio che

potrebbero influenzare la loro volontàdi cooperare

* Il diritto alla riservatezza

Qualsiasi procedura dolora o lesiva imposta agli animali deve essere esaurientemente giustificata, in termini di

conoscenza acquisita con lo studio.

IL MESTIERE DEL TEORICO

Il fine della sperimentazione èinfatti il controllo delle previsioni dedotte da teorie sintetiche, comprensive, ed

esplicative. Quali tipi di domande si pone lo sperimentatore? (esperimenti = mezzi per comprensione e

spiegazione teorie)

David Marr, i livelli della spiegazione sono tre:

* Livello computazionale

“Cosa fa, e perché?” E’un livello funzionalistaCioè, si indagano le funzioni assolte

dall’oggetto di studio

Per es: a questo livello, “comprendere”un registratore di cassa significa capire cosa faccia,

a cosa serva: “Serve a fare delle addizioni”

LIVELLO INDIVIDUALE

* Livello della rappresentazione(o livello algoritmico)

“Come lo fa?”

Costruire una teoria per descrivere come le funzioni individuate al livello precedente possano

effettivamente essere svolte

Delineare un “algoritmo”per svolgerle Una procedura che indichi i “singoli”passaggi

Per es: al livello algoritmico, la nostra “teoria del registratore di cassa”potrebbe

prevedere:numeri arabi come formato delle rappresentazioni

la procedura delle somme in colonna con riporto come algoritmo.

LIVELLO INDIVIDUALE/SOCIALE:

* Livello dell’implementazione hardware: come si può realizzare fisicamente la rappresentazione

Quali sono gli esatti meccanismi fisici che consentono a quell’organismo di

eseguirel’algoritmo?

Per es: nella “teoria del registratore di cassa”: Èun registratore meccanico, dove i numeri

sono codificati come posizioni su una ruota dentata con dieci tacche?

Èun registratore digitale, che rappresenta i numeri in codice binario?

RIDUZIONISTA : individua il meccanismo che porta alla formazione di un

comportamento. la spiegazione di esso viene ricondotta a livello microscopico

Una volta capito quali funzioniassolva un processo psicologico(livello computazionale),Una volta ipotizzata, e

descritta nei dettagli, una procedura formale in grado di svolgere quelle funzioni (livello algoritmico), Ci

dovremmo chiedere quali meccanismi fisiologici, nel corpo umano, consentano di svolgere quella procedura.

Gran parte delle teorie in psicologia si collocano al primo e al secondo livello, per quanto riguarda il terzo livello

siamo in grado di definire dove il cervello svolge determinate funzioni e ma non sappiamo ancora come

(attraverso quali processi mentali)

ANALISI RAZIONALE (AR)

E' uno strumento per sviluppare teorie al primo livello. Ci si chiede quali funzioni dovrebbero essere svoltare da

un organismo in un ambiente se il suo adattamento fosse ottimale.

John Andreson ipotizza la strategia che mette in atto un teorico, sei passaggi dell'AR nello studio del sistema

cognitivo:

* Precisare esattamente gli obiettivi del sistema cognitivo

* Sviluppare un modello formale (linguaggio matematico) dell'ambiente a cui quel sistema si è adattato

* Fare alcune assunzioni minimali sui costi computazionali (cioè sui vincoli del sistema e sulle

caratteristiche architettoniche

* Sviluppare (con tecniche matematiche) la funzione comportamentale ottimale

* Esaminare la letteratura, condurre esperimenti, per controllare se previsiioni di quella funzioni sono

confermate

* Se non sono confermate , ripetere il processo aggiungendo altri vincoli al sistema e/o caratteristiche al

modello dell'ambiente.

MODELLI COMPUTAZIONALI (Metodo ricostruttivo)

Consiste nella realizzione di una simulazione computerizzata dei meccanismi e dei processi postulati dalla

teoria. "E se fossimo noi i progettisti, come faremmo a costruire un sistema che assolva quelle funzioni?”

- Se non si riesce a costruire un modello computazionale di una teoria, quella teoria non è matura. (teoria non

sa spiegare come far funzionare processi che postula)

- Se riesce a costruire un modello computazione di una teoria le previsione saranno ben determinate e sarà

possibile procedere alla loro verifica o falsificazione sperimentale.

ALCUNI TIPI DI MODELLI COMPUTAZIONALI

- RETE CONNESSIONISTA: progerammi per computer con capacità di apprendere e svolgere compiti

complessi. CONNESIONISMO (spiega funzionamento mente umana basandosi su struttura del cervello, ha una

concezione dinamica e attiva della mente, in grado di adattarsi alle condizioni del momento e autocorregersi.

IL FUNZIONAMENTO DELLA MENTE (COGNIZIONE) DIPENDE DALLA STRUTTURA PARALLELA DEI

CIRCUITI NEURALI DEL CERVELLO. LE RETI CONNESIONISTE SI ISPIRANO ALL'ARCHITETTURA

INTERCONNESSA DELLE RETI NEURALI BIOLOGICHE.

PARALLEL DISTRIBUTED PROCESSING: Rumelhart e McClelland (1986): la conoscenza è distribuita in

tutta la rete e avviene sulla base di meccaniscmi di associazione. in esso furono presentati modelli

connessionisti di alcune funzioni psicologiche "dal basso all'alto" (BOTTOM UP)

Differenze

Computer: elementi veloci che lavorano serialmente.

Modelli connessionisti: elementi lenti che lavorano in parallelo, costituiti da reti complesse di unità/elementi di

calcolo interconnessi, ciascuno dei quali simula il funzionamento di un neurone molto semplificato

- RETI NEURALI ARTIFICIALI: modelli computazionali inventati da McCulloch e Pitts (1943) e da

Hebb (1949): modelli di elaborazione distribuiti e paralleli che possono apprendere , generare alcune risposte

quando vengono presentati input determinati.

Le reti connessioniste possono essere addestrati a:

“vedere”(riconoscere immagini, volti, oggetti)

“sentire”(riconoscere suoni, voci, parole)

“muoversi”(controllare i movimenti di un robot o di un veicoli) anche a predire i movimenti dei mercati azionari.

Nell’ambito della psicologia e delle neuroscienze, le reti neurali sono utilizzate per simulare le capacità cognitive

e il comportamento umano.

Scopo: comprendere come le ns. funzioni mentali si realizzano nel cervello a partire dall’attività

delle reti neurali.

Domanda: Come si passa dai neuroni al comportamento?

Tentare una “ricostruzione”come proprietà emergenti dei sistemi neurali e non una riduzione delle funzione

psicologiche al linguaggio della neurofisiologia.

ELEMENTI DI BASE DI UNA RETE NEURALE

* NODI o neuroni artificiali

* L'architettura della rete

* L'apprendimento della rete

Una rete neurale artificiale è basata su delle semplici unità di elaborazione chiamate unità o “neuroni”o nodi, che

simulano i principi base di funzionamento del neurone biologico, connessi tra loro in modo tale che ogni unità ha

molti legami con altre unità. Ogni unità è un semplice modello matematico che riproduce gli aspetti del

funzionamento neurale e può influenzare altre unità inviando segnali inibitiroi o eccitatori.<

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mara1306 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Ricciardelli Paola.
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