Psicologia generale
Introduzione al discorso sul metodo
Organismo: Viene dal greco organon (strumento), è un’aggregazione strutturata di parti volta a uno o più scopi, ma ogni parte può essere a sua volta un organismo (cellule compongono gli organi, organi compongono organismi umani e animali).
Struttura: È l’insieme di relazioni che intercorrono tra le parti di un ente; è ordine, forma, o meglio ciò che dà forma. Comprendere il funzionamento di un organismo richiede la descrizione della sua struttura: delle relazioni che consentono alle singole parti di interagire.
Interazione di tanti organismi generano nuovi livelli di realtà studiati dalle scienze sociali (economia, sociologia, psicologia sociale).
Studio del comportamento individuale
Studio del comportamento individuale di un organismo animale o umano (studiare strutture e processi mentali alla base dei suoi comportamenti): Scienze del comportamento, approccio multidisciplinare.
- Prospettiva biologica: Comprensione processi biologici
- Prospettiva comportamentista
- Prospettiva cognitiva: Processi mentali (percepire, ragionare...)
- Prospettiva psicoanalitica: Comportamenti in termini di motivazioni inconsce
- Prospettiva fenomenologica: Processi mentali costruiti attivamente dalle persone in termini di realtà soggettiva
Esempio di prospettive in azione
Esempio: A seguito di un pugno:
- Prospettiva biologica: Attivazione aree cerebrali
- Prospettiva comportamentista: Insulto, stimolo scatenante. Pugno, risposta (Modello S-R)
- Prospettiva cognitivista: Obiettivi, difendersi; piani
Psicologia generale
Psicologia generale studia i processi di percezione, apprendimento e pensiero dell’uomo in relazione all’ambiente che lo circonda.
Validità e controllo negli esperimenti
I risultati di un esperimento possono essere inficiati da diversi tipi di minacce alla validità.
- Validità interna: Solo la VI può causare delle variazioni nella VD. Non devono esistere altre variabili che covariano alla VI. Se esistono non è possibile distinguere i loro effetti da quelli della VI, quindi sono tra loro confuse (errore sperimentale). Randomizzazione: per eliminare effetti confondenti delle variabili.
- Validità di costrutto: Concerne la relazione tra i risultati e la teoria. Fondamentale la corretta definizione operazionale delle variabili. Esiste un’altra teoria che potrebbe spiegare egualmente bene i risultati? Per controllare la validità di un costrutto è necessario svolgere esperimenti, operazionalizzando le stesse variabili teoriche in modi diversi.
- Validità esterna: Riguarda l’estensione dei risultati di una ricerca ad altre situazioni: altri partecipanti, altri luoghi, altri tempi. La si garantisce selezionando un campione rappresentativo della popolazione d’interesse.
- Validità statistica: Quanto è probabile che la variazione osservata nella VD sia attribuibile al caso, e non agli eventuali effetti della VI? Per rispondere si usa la statistica inferenziale, ragionamenti statistici probabilistici basati su insieme di indizi. La validità statistica si può spesso incrementare aumentando il numero di osservazioni e di partecipanti alla ricerca.
Controllo negli esperimenti
Le procedure di controllo sono strategie utilizzate dai ricercatori per mantenere costanti tutte le variabili e le condizioni non legate all’ipotesi che deve essere verificata. Solo il confronto tra la condizione sperimentale e quella di controllo può consentire una qualche plausibile misurazione dell’efficacia della VI sulla VD. L’aumentare il grado di controllo sperimentale = ridurre le minacce alla validità.
Limitare il più possibile l’effetto delle diverse sorgenti di variabilità => semplificazione. La definizione di un adeguato punto di paragone (baseline) con cui confrontare gli effetti di una VI. Le variabili indipendenti vanno controllate per capire quali sono i reali effetti sulla variabile dipendente. Per far questo, il luogo migliore per effettuare esperimenti è il laboratorio. Le condizioni sono differenti da quelle della vita quotidiana, dove possono intervenire influenze di vario genere. Si ha maggior controllo sulle VI.
Condizione sperimentale e condizione di controllo
Condizione sperimentale, e i suoi partecipanti sono il gruppo sperimentale (Soggetti che si trovano in una situazione sperimentale in cui la variabile scelta dal ricercatore viene manipolata secondo il progetto dell'indagine).
Esempio controllo sperimentale: Un Santone inventa una cura e la somministra a 18 malati (12 guariscono, 6 no) il pubblico basa l'efficacia su numero di guarigioni (la cura è la causa della guarigione). Il metodo sperimentale usa un confronto baseline, per identificare cosa succede a chi non si sottopone alla cura del santone (12 curati guariti, 6 curati non guariti, 6 nessuna cura guariti, 3 nessuna cura non guariti... 2/3 guariscono anche se non hanno ricevuto la cura) il senso comune non si preoccupi di questi valori.
La seconda condizione è detta condizione di controllo, gruppo di controllo (Soggetti in una situazione identica a quella dei soggetti del gruppo sperimentale, salvo che per essi non vi è alcuna manipolazione della variabile indipendente).
Quando è applicabile, si preferisce una ricerca di tipo sperimentale, perché cerca di controllare tutte le variabili eccetto quelle oggetto di studio e consente di verificare la presenza di un legame causale tra le variabili esaminate. Se i due gruppi (sperimentale e di controllo) danno risultati differenti, allora la manipolazione ha avuto un effetto e la variabile indipendente è realmente una variabile decisiva del fenomeno allo studio. Se i due gruppi danno risultati simili, allora la manipolazione non ha avuto effetto perché: la variabile scelta come indipendente non è una variabile decisiva del fenomeno, l'esperimento contiene un errore, di progettazione o di esecuzione.
Disegni sperimentali tra soggetti
Sono disegni in cui il confronto è effettuato tra due (o più) gruppi di partecipanti. I soggetti non possono essere utilizzati come controlli di sé stessi a causa della possibilità di effetti di influenza di una prova sull’altra (effetto seriale).
Vantaggi: Utili per gruppi spontanei, es età diversa.
Svantaggi: Possono esserci ampie differenze individuali o di gruppo che possono influenzare le prestazioni.
Soluzioni:
- Assegnazione casuale dei soggetti ai gruppi, e quindi alle diverse condizioni sperimentali.
- Pareggiamento: Se si sospetta la presenza di una variabile importante, rispetto alla quale i soggetti differiscono, che potrebbe avere effetti sulla VD, con conseguente minaccia alla validità interna.
Disegni sperimentali entro i soggetti o a misure ripetute
Sono disegni in cui il confronto tra le variabili è effettuato all’interno dello stesso gruppo di partecipanti e gli stessi soggetti vengono sottoposti a tutte le condizioni (soggetto controllo di sé stesso). In un disegno sperimentale con un solo fattore a due livelli, si paragonano i risultati relativi alla condizione sperimentale e alla condizione di controllo di ogni soggetto.
Vantaggi: Eliminazione delle differenze individuali tra le condizioni. I disegni sperimentali entro i soggetti sono preferibili, in termini di validità interna, a quelli tra i gruppi.
Svantaggi: Necessario controllare i possibili effetti di una condizione sull’altra (es. effetto dell’ordine di presentazione – la pratica). Soluzione: La somministrazione delle due condizioni dovrà essere bilanciata per evitare effetti di ordine ed effetti di transfer.
Effetto seriale
Si manifesta tutte le volte che il soggetto viene sottoposto più volte alla stessa prova, e si traduce in un’incertezza sulla variabile indipendente manovrata. L'effetto seriale consiste quindi nella dipendenza dei risultati dall'ordine di presentazione delle prove. Gli effetti di ordine non sono sempre cancellabili e in questi casi è bene usare disegni tra soggetti.
Variabili di disturbo
Variabile non di interesse per l’esperimento che può influenzarne i risultati (Es. Il periodo del giorno in cui viene fatto l’esperimento). Si controllano trattandole come delle VI, nonostante non abbiano un qualche rilievo teorico per la ricerca, bilanciandole tra e entro i soggetti. Differenti rispetto le variabili confuse poiché non correlano con la VI, ma possono avere effetti sulla VD.
Variabili confondenti
Negli esperimenti può intervenire una variabile confondente (o confusa): Fattore che modifica il comportamento dei partecipanti in maniera non prevista dal disegno sperimentale. Una variabile, cioè che co-varia parallelamente alla VI.
Effetti dell'aspettativa
- Effetto Hawthorne: Delle aspettative del partecipante: distorsione dei risultati provocata dall’aspettativa che lo sperimentatore o i soggetti sperimentali hanno in merito ai risultati stessi. (1924 miglioramento illuminazione, aumento produttività lavoratori = miglioramento anche nel caso in cui l'illuminazione scarseggiava = gratificati dell'attenzione ricevuti sulle condizioni di lavoro). Singolo cieco: non dire al soggetto se appartiene al gruppo di controllo o sperimentale. Doppio cieco: i partecipanti sono inconsapevoli delle condizioni sperimentali in cui si trovano, nonché dello scopo effettivo dell’esperimento (singolo cieco) e lo sperimentatore è nella condizione di non sapere a quale condizione sperimentale siano stati assegnati i soggetti che sta esaminando.
- Effetto Rosenthal: O delle aspettative dello sperimentatore: influenzano i partecipanti a reagire nel modo "previsto". Esempio: esperimento ratto (1 gruppo sperimentatori: viene detto loro che il ratto è lento (tempi più lunghi) 2 gruppo sperimentatori: ratto veloce (tempi più brevi). Azione-ricerca (partecipante e soggetto cooperano nella ricerca, no differenza), Lewin.
- Effetto placebo: Si verifica quando i partecipanti a un esperimento modificano le loro risposte in assenza di qualunque tipo di manipolazione sperimentale.
Statistica
Gli psicologi utilizzano la statistica per dare un senso ai dati che raccolgono (interpretarli) e per fornire una base quantitativa alle loro conclusioni.
- Statistiche descrittive: Procedure matematiche per descrivere e sintetizzare in forma numerica diversi aspetti dei dati raccolti sul campione a disposizione.
- Statistiche inferenziali: Permettono di stabilire il grado di certezza con cui si possono trarre specifiche inferenze. È possibile effettuare delle previsioni sulla generalizzabilità dei dati raccolti sul campione studiato all’intera popolazione di riferimento.
Etica della ricerca
A livello internazionale esiste la dichiarazione di Helsinki che delinea i principi etici per la ricerca medica che coinvolge soggetti umani. I principi etici di base che governano il trattamento etico dei partecipanti umani sono:
- Il minimo rischio: I rischi anticipati dalla ricerca non devono essere superiori a quelli che si corrono nella vita quotidiana.
- Il consenso informato: I partecipanti devono conoscere in anticipo tutti gli aspetti dello studio che potrebbero influenzare la loro volontà di cooperare.
- Il diritto alla riservatezza
Qualsiasi procedura dolorosa o lesiva imposta agli animali deve essere esaurientemente giustificata, in termini di conoscenza acquisita con lo studio.
Il mestiere del teorico
Il fine della sperimentazione è infatti il controllo delle previsioni dedotte da teorie sintetiche, comprensive, ed esplicative. Quali tipi di domande si pone lo sperimentatore? (Esperimenti = mezzi per comprensione e spiegazione teorie)
David Marr e i livelli della spiegazione
- Livello computazionale: “Cosa fa, e perché?” È un livello funzionalista, cioè si indagano le funzioni assolte dall’oggetto di studio. Per es: a questo livello, “comprendere” un registratore di cassa significa capire cosa faccia, a cosa serva: “Serve a fare delle addizioni”.
- Livello della rappresentazione (o livello algoritmico): “Come lo fa?” Costruire una teoria per descrivere come le funzioni individuate al livello precedente possano effettivamente essere svolte. Delineare un “algoritmo” per svolgerle. Una procedura che indichi i “singoli” passaggi. Per es: al livello algoritmico, la nostra “teoria del registratore di cassa” potrebbe prevedere: numeri arabi come formato delle rappresentazioni, la procedura delle somme in colonna con riporto come algoritmo.
- Livello dell’implementazione hardware: Come si può realizzare fisicamente la rappresentazione? Quali sono gli esatti meccanismi fisici che consentono a quell’organismo di eseguire l’algoritmo? Per es: nella “teoria del registratore di cassa”: è un registratore meccanico, dove i numeri sono codificati come posizioni su una ruota dentata con dieci tacche? È un registratore digitale, che rappresenta i numeri in codice binario?
Riduzionismo
Individua il meccanismo che porta alla formazione di un comportamento. La spiegazione di esso viene ricondotta a livello microscopico. Una volta capito quali funzioni assolve un processo psicologico (livello computazionale), una volta ipotizzata, e descritta nei dettagli, una procedura formale in grado di svolgere quelle funzioni (livello algoritmico), ci dovremmo chiedere quali meccanismi fisiologici, nel corpo umano, consentano di svolgere quella procedura. Gran parte delle teorie in psicologia si collocano al primo e al secondo livello, per quanto riguarda il terzo livello siamo in grado di definire dove il cervello svolge determinate funzioni, ma non sappiamo ancora come (attraverso quali processi mentali).
Analisi razionale (AR)
È uno strumento per sviluppare teorie al primo livello. Ci si chiede quali funzioni dovrebbero essere svolte da un organismo in un ambiente se il suo adattamento fosse ottimale. John Andreson ipotizza la strategia che mette in atto un teorico, sei passaggi dell'AR nello studio del sistema cognitivo:
- Precisare esattamente gli obiettivi del sistema cognitivo
- Sviluppare un modello formale (linguaggio matematico) dell'ambiente a cui quel sistema si è adattato
- Fare alcune assunzioni minimali sui costi computazionali (cioè sui vincoli del sistema e sulle caratteristiche architettoniche)
- Sviluppare (con tecniche matematiche) la funzione comportamentale ottimale
- Esaminare la letteratura, condurre esperimenti, per controllare se previsioni di quella funzione sono confermate
- Se non sono confermate, ripetere il processo aggiungendo altri vincoli al sistema e/o caratteristiche al modello dell'ambiente
Modelli computazionali (metodo ricostruttivo)
Consiste nella realizzazione di una simulazione computerizzata dei meccanismi e dei processi postulati dalla teoria. "E se fossimo noi i progettisti, come faremmo a costruire un sistema che assolva quelle funzioni?”
- Se non si riesce a costruire un modello computazionale di una teoria, quella teoria non è matura. (teoria non sa spiegare come far funzionare processi che postula)
- Se riesce a costruire un modello computazionale di una teoria le previsioni saranno ben determinate e sarà possibile procedere alla loro verifica o falsificazione sperimentale.
Alcuni tipi di modelli computazionali
- Rete connessionista: Programmi per computer con capacità di apprendere e svolgere compiti complessi. Connessionismo (spiega funzionamento mente umana basandosi su struttura del cervello, ha una concezione dinamica e attiva della mente, in grado di adattarsi alle condizioni del momento e autocorreggersi). Il funzionamento della mente (cognizione) dipende dalla struttura parallela dei circuiti neurali del cervello. Le reti connessioniste si ispirano all'architettura interconnessa delle reti neurali biologiche. Parallel distributed processing: Rumelhart e McClelland (1986): la conoscenza è distribuita in tutta la rete e avviene sulla base di meccanismi di associazione. In esso furono presentati modelli connessionisti di alcune funzioni psicologiche "dal basso all'alto" (bottom-up).
- Reti neurali artificiali: Modelli computazionali inventati da McCulloch e Pitts (1943) e da Hebb (1949): modelli di elaborazione distribuiti e paralleli che possono apprendere, generare alcune risposte quando vengono presentati input determinati. Le reti connessioniste possono essere addestrate a: “vedere” (riconoscere immagini, volti, oggetti), “sentire” (riconoscere suoni, voci, parole), “muoversi” (controllare i movimenti di un robot o di un veicolo) anche a predire i movimenti dei mercati azionari. Nell’ambito della psicologia e delle neuroscienze, le reti neurali sono utilizzate per simulare le capacità cognitive e il comportamento umano. Scopo: comprendere come le nostre funzioni mentali si realizzano nel cervello a partire dall’attività delle reti neurali. Domanda: Come si passa dai neuroni al comportamento? Tentare una “ricostruzione” come proprietà emergenti dei sistemi neurali e non una riduzione delle funzioni psicologiche al linguaggio della neurofisiologia.
Elementi di base di una rete neurale
- Nodi o neuroni artificiali
- L'architettura della rete
- L'apprendimento della rete
Una rete neurale artificiale è basata su delle semplici unità di elaborazione chiamate unità o “neuroni” o nodi, che simulano i principi base di funzionamento del neurone biologico, connessi tra loro in modo tale che ogni unità ha molti legami con altre unità. Ogni unità è un semplice modello matematico che riproduce gli aspetti del funzionamento neurale e può influenzare altre unità inviando segnali inibitori o eccitatori.
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