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 RIFIUTO CORRETTO = dire no (dire che il segnale non esiste, quando non esiste

davvero)

PERCEZIONE: Organizzazione immediata, dinamica e significativa delle informazioni sensoriali ciò

che noi percepiamo sarebbe una riproduzione di quanto si trova nella realtà. Il mondo si presenta

a noi come esso è e vi è una coincidenza fra la realtà fisica e la realtà percettiva ( ).

REALISMO INGENUO

Es.: nelle illusioni ottico-geometriche si verifica una notevole disparità fra la configurazione reale

degli stimoli e la loro percezione.

 ERRORE DELLO STIMOLO= descrivere non ciò che si vede ma ciò che si sa (es.: Figure

ottico-geometriche)

 ERRORE DELL'ESPERIENZA = attribuire alla realtà proprietà che sono esclusive della

percezione (dell'esperienza). Es.: dire che l'acqua è calda dopo aver tenuto la mano in una

bacinella di acqua fredda)

PRINCIPALI TEORIE della percezione:

 T : I dati sensoriali danno per loro natura origine a delle sensazioni

EORIA EMPIRISTICA

elementari (luminosità, colore ecc...) Queste sono poi integrate con altre informazioni

grazie all'esperienza passata. Nell'adulto questi processi di associazione diventano molto

rapidi e quasi automatici: agiscono infatti sotto forma di .

INFERENZA INCONSCIA

INFERENZA INCONSCIA= l'individuo in base all'esperienza passata compie una sorta di

ragionamento inconsapevole grazie al quale corregge e integra le sensazioni elementari.

 T : Secondo cui la percezione è un processo primario e

EORIA DELLA SCUOLA DELLA GESTALT

immediato, mentre va riservata un'importanza secondaria all'esperienza passata in quanto

non influisce direttamente sui processi percettivi

 T : quando si percepisce uno stimolo si compie un'azione di

EORIA DEL MOVIMENTO DEL NEW LOOK

categorizzazione che gli permette di identificarlo e classificarlo

 T : le informazioni percettive sono già contenute nella stimolazione

EORIA ECOLOGICA DI GIBSON

così come essa si presenta al soggetto: egli non ha bisogno ne di rielaborarle ne i integrarle.

(si raccolgono le informazioni percettive nell'ambiente circostante e non è necessario un

processo di rielaborazione cognitiva)

 T : secondo Marr l'attività percettiva è distinta in 3 fasi:

EORIA COMPUTAZIONALE DI MARR 6

– abbozzo primario

– abbozzo a due dimensioni e mezzo

– modello tridimensionale

FENOMENI PERCETTIVI: La percezione visiva è resa possibile sia dalla presenza di energia luminosa

sia dalla .

INFORMAZIONE OTTICA

FIGURE REVERSIBILI: si ha una inversione tra figura e sfondo.

PRINCIPI DI WERTHEIMER che determinano la SEGMENTAZIONE DEL CAMPO VISIVO:

– a parità delle altre condizioni si unificano gli elementi vicini;

VICINANZA 

– a parità delle altre condizioni si unificano gli elementi simili;

SOMIGLIANZA 

– a parità delle altre condizioni si unificano gli elementi che condividono lo

DESTINO COMUNE

stesso tipo e la medesima direzione di movimento;

– a parità delle altre condizioni si unificano gli elementi che presentano

BUONA DIREZIONE

continuità di direzione;

 LEGGE DELLA CHIUSURA a parità delle altre condizioni vengono percepiti come unità gli

elementi che tendono a chiudersi fra loro

 LEGGE DELLA PREGNANZA sono preferite le configurazioni più semplici, regolari,

simmetriche, e stabili (tendenza alla massima regolarità).

1) PERCEZIONE DELLA PROFONDITA':

 : (indizio binoculare) quando fissiamo un oggetto gli occhi, che hanno una

CONVERGENZA

certa distanza tra loro convergono in un determinato angolo.

 A : il cristallino diventa tanto piu convesso quanto piu è vicino

CCOMODAZIONE DEL CRISTALLINO

l'oggetto da vedere. 7

 :

RAPPORTO TRA PERCEZIONE DEL GRADO DI INCLINAZIONE E GRADIENTE MICROSTRUTTURALE

(PROSPETTIVA TISSURALE)un gradiente che decresce rapidamente è la condizione per la

visione di una superficie longitudinale, un gradiente nullo genera la percezione di una

superficie frontale. Il gradiente può decrescere verso l'alto o verso il basso, da destra a

sinistra e viceversa e queste 4 condizioni corrispondono alla visione di un pavimento, di un

soffitto, una parete a sinistra o a destra.

 I : chiaroscuro, sovrapposizione parziale (es. due cubi uno dietro l'altro),

NDIZI PITTORICI

altezza sul piano dell'orizzonte (es. la strada e in cima un albero). Generano la percezione

di profondità.

 P : fornisce utili informazioni per la percezione della distanza poiché

ARALLASSE DI MOVIMENTO

gli oggetti si dispongono diversamente sulla retina in funzione del movimento

dell'osservatore: se muoviamo la testa le immagini degli oggetti si spostano nella direzione

opposta.

 C : processi in base ai quali gli individui percepiscono gli oggetti e gli

OSTANZE PERCETTIVE

eventi della realtà del mondo circostante come dotati di invarianza e stabilità pur al

continuo variare delle stimolazioni prossimali.

Le costanze percettive si distinguono in:

 Costanza di grandezza= tanto più un oggetto si allontana da noi, quanto piu piccola

diventa la sua immagine sulla retina. Secondo la legge di Euclide la grandezza

dell'immagine retinica è inversamente proporzionale alla distanza dell'oggetto dall'occhio.

 Costanza di forma= tendenza a attribuire agli oggetti la medesima forma (pur con

inclinazioni differenti. Es.: le finestre all'interno del salone: se viste frontalmente hanno

forma rettangolare, se viste lateralmente hanno forme trapezoidi ma nonostante questo

noi le percepiamo lo stesso come rettangolari).

 Costanza cromatica= tre dimensioni percettive fondamentali per quanto riguarda i colori:

– Tonalità = il colore il senso stretto. Dimensione percettiva fondamentale del colore, tale

per cui il colore corrisponde a una determinata lunghezza d'onda.

– Chiarezza= un determinato livello di luminosità

– Saturazione= il grado di pienezza di una determinata tonalità

2) PERCEZIONE DEL MOVIMENTO:

 = capacità di cogliere nel tempo gli spostamenti reali di un

PERCEZIONE DEL MOVIMENTO REALE

oggetto rispetto ad altri oggetti, che restano immobili nello spazio percepito.

 P = se viene mostrato un rettangolo all'interno del quale si

ERCEZIONE DEL MOVIMENTO INDOTTO

trova un punto luminoso e il rettangolo è spostato in una determinata direzione,

l'osservatore percepisce il movimento del punto incluso in direzione opposta al rettangolo.

8

 M STROBOSCOPICO: consiste nella percezione di oggetti in

OVIMENTO APPARENTE O

movimento a partire da stimoli presenti a livelli regolari nel tempo, presentati in rapida

successione. CAPITOLO 3

La coscienza e l'attenzione

COSCIENZA: E' la consapevolezza degli stimoli esterni e interni da parte del soggetto.

L'attenzione è la porta d'ingresso della coscienza e ha natura selettiva.

FUNZIONI DELLA COSCIENZA:

  capacità di risp agli stimoli provenienti

CONSAPEVOLEZZA PERCETTIVA E COGNITIVA

dall'ambiente e implica la consapevolezza dei propri pensieri e idee;

  esercita controllo costante sui processi cognitivi. Assume funzione di sistema

CONTROLLO

rivelatore degli errori;

  la coscienza è consapevole di se stessa. Noi

CONSAPEVOLEZZA METACOGNITIVA E AUTOCOSCIENZA

sappiamo di sapere. Questa capacità di autoriflessione è alla base della costruzione del SE'

(dell' identità personale;

La conoscenza non è solo racchiusa nella mente dei soggetti ma è poiché risulta

DISTRIBUITA

presente in maniera diffusa nell'ambiente.

N : La coscienza pur essendo una funzione autonoma si

ON TUTTE LE ATTIVITÀ PSICHICHE SONO CONSAPEVOLI

radica e si fonda sui .

PROCESSI INCONSCI

Es.: Iceberg di Freud: la parte sommersa dell'Iceberg sarebbe l'inconscio mentre la parte visibile è

la coscienza.

Nell'ambito dell'elaborazione delle informazioni si è distinto tra:

9

 (o dichiarative): consistono riguardano i contenuti della vita

CONOSCENZE PROPOSIZIONALI

quotidiana (il che cosa) qui la coscienza è sempre presente.

 : concernono i procedimenti con cui si sono svolti i compiti della vita

CONOSCENZE PROCEDURALI

quotidiana (il come) qui non è detto che la coscienza sia presente. (essa può essere

operante nel momento iniziale dell'apprendimento (Es.: come imparare a guidare un auto),

ma con l'esercizio questa attività diventa automatica).

...e ancora:

 PROCESSAMENTO AUTOMATICO delle info:

– è rapido.

– Non coinvolge la memoria a breve termine.

– E' inconsapevole.

– E' difficile da modificare.

 PROCESSAMENTO CONTROLLATO:

– è lento.

– Richiede molte risorse.

– E' consapevole.

– Esige un grande impegno.

– E' accompagnato da frequenti errori.

– Non consente di svolgere nessun altro compito nel medesimo tempo

– Gran parte delle attività sono apprese e immagazzinate nella memoria a lungo termine

L'ATTENZIONE: l’ insieme dei dispositivi e meccanismi che consentono di concentrare e

focalizzare le proprie risorse mentali su alcune informazioni piuttosto che in altre.

Il soggetto è in grado di selezionare in modo consapevole e controllato uno stimolo nell'ambiente

tra tanti. Tramite due tipi di orientamento: 10

attenzione spaziale:

  il soggetto mantiene fissa l'attenzione su un punto e ignora gli

ORIENTAMENTO VOLONTARIO

altri aspetti ( Es. Puo continuare a guardare una persona e trascurare il fatto che dietro ne

passi un'altra)

  Uno stimolo improvviso (es.: luce, rumore) può portare

ORIENTAMENTO AUTOMATICO

all'orientamento automatico. Esso è caratterizzato dal fatto che:

– non può essere interrotto

– il bersaglio può essere qualcosa di estraneo o imprevisto

– non è soggetto a interferenza da parte di un altro compito

FUOCO DELL'ATTENZIONE: consente di concentrare le risorse attentive su uno specifico stimolo

dell'ambiente.

attenzione selettiva:  Lo stimolo e le singole caratteristiche viene elaborato senza

PROCESSAMENTO PREATTENTIVO

l'intervento dell'attenzione.

Mentre per combinare insieme queste caratteristiche occorre una attenzione focalizzata (

).

PROCESSAMENTO ATTENTIVO

EFFETTO FACILITAZIONE (priming): meccanismo di regolazione in base al quale l'elaborazione

precedente facilita (priming positivo) l'elaborazione successiva o la peggiora (priming negativo).

EFFETTI DEI PROCESSI ATTENTIVI:

1) = il soggetto è collocato di fronte a sei riquadri 83 a sinistra e 3 a destra del

EFFETTO SIMON

punto di fissazione) all'interno dei quali compaiono in maniera casuale un quadrato e un

rettangolo. Egli deve premere un pulsante messo alla sua sinistra quando compare il

quadrato e un pulsante alla sua destra quando compare il rettangolo. Da questo

esperimento è emerso che i tempi di reazione sono piu rapidi quando la posizione dello

stimolo e della risposta coincidono (entrambe a sinistra o a destra) rispetto a quando non

coincidono ( una a destra l'altra a sinistra).

2) E = Il soggetto posto di fronte alle parole “rosso” e “giallo”, “verde” e “blu”,

FFETTO STROOP

collocate su uno sfondo rosso verde giallo e blu. La parola e lo sfondo possono essere

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uguali (es.: parola “giallo” su uno sfondo giallo) o non uguali ( parola “giallo” su sfondo

rosso). Il soggetto deve pronunciare ad alta voce il nome del colore dello sfondo. Si è

osservato che 8come nell'effetto Simon) i soggetti hanno tempi di risposta più previ in

presenza di stimoli congruenti rispetto a quelli incongruenti.

3) E = Di fronte a stimoli incongruenti, locali e globali, vi è un rallentamento nei

FFETTO NAVON

tempi di risposta dovuta alla presenza di una lettera non rilevante a livello globale

(selezione tardiva)

Le risorse attentive possono essere limitate:

Le interferenze possono essere:

 

I A volte è possibile compiere due attività comtemporaneamente

NTERFERENZA STRUTTURALE

( due compiti da eseguire nel comtempo condividono il medesimo meccanismo di

processamento)

 

I il compito primario assorbe una quota elevata di risorse attentive

NTERFERENZA DA RISORSE

e il compito secondario deve contare sulle quote residue.

Il SONNO = Stato dell'organismo qualificato da una ridotta reattività agli stimoli ambientali e ad

una riduzione del livello di coscienza.

Stadi del sonno:

– (presenta onde rapide e irregolari)

VEGLIA ATTIVA

– ( con gli occhi chiusi: onde più lente e regolari)

VEGLIA RILASSATA

– S 1 (appena ci si addormenta, per 10- 20 minuti)

TADIO

– S 2 (contraddistinto dalla presenza dei “fusi del sonno” cioè variazioni rapide e

TADIO

irregolari delle onde cerebrali)

– S 3 (comparsa di onde lente e ampie = onde delta)

TADIO

– S 4 ( noto come sonno profondo nel quale è più difficile svegliare un soggetto. Si

TADIO

possono verificare fenomeni come il sonnambulismo)

Durante il sonno notturno si osservano di solito 4-6 cicli di sonno.

Quando il soggetto dallo stadio 4 torna allo stadio 1 vi è SONNO REM ( ).

SONNO PARADOSSO

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Caratteristiche del sonno REM:

 prevale nelle fasi terminali del sonno;

 presenza di rapidi movimenti degli occhi;

 attività celebrale aumenta;

 cervello attivo in corpo paralizzato;

 se svegliati è probabile che si riferiscano sogni in corso;

Invece nelle prime ore del sonno vi è SONNO N-REM: (sonno ortodosso)

Caratteristiche del sonno N-REM:

 movimenti oculari assenti;

 attività celebrale ridotta a un corpo pienamente rilassato;

 si riportano sogni soltanto il 25% delle volte;

Ritmo sonno- veglia nell'adulto è monofasico (sonno di solito riservato alla notte) oppure ritmo

bifasico ( con sosta pomeridiana)

Per i bambini piccoli è polifasico.

In base alle predisposizioni al sonno si distinguono:

 : riescono a addormentarsi soltanto a tarda ora e tendono a risvegliarsi a

SGGETTI GUFI

mattino avanzato.

 S : precoce addormentamento serale e risveglio mattutino precoce.

OGGETTI ALLODOLE

LE TEORIE DEL SONNO:

1) TEORIE RISTORATIVE = esso consente il recupero delle risorse sia a livello

DEL SONNO

somatico che cerebrale. Svolge funzione di riparazione dei danni subiti durante la veglia

2) TEORIE CIRCADIANE = sostengono che il sonno è comparso durante l'evoluzione

DEL SONNO

della specie per mantenere gli animali inattivi durante i periodi in cui non si impegnano

nella attività necessarie per la sopravvivenza (sonno come protezione della vulnerabilità

della specie)

P : Dopo un gran numero di prove si è verificato che la privazione del sonno non

RIVAZIONE DEL SONNO

determina particolari alterazioni fisiologiche. Tuttavia compromette l'esecuzioni di compiti

mentali semplici, ripetitivi e noiosi. 13

= dopo alcuni giorni di privazione del sonno si possono verificare. Sono cali improvvisi

MICROSONNI

della vigilanza della durata di pochi secondi durante i quali le palpebre si chiudono e i soggetti non

rispondono agli stimoli ambientali.

TEORIA RIELABORATIVA DEI SOGNI=secondo essa i sogni hanno la funzione di rimettere ordine

nella memoria e risolvere aspetti problematici che si hanno lungo il giorno (durante la veglia).

SOGNI LUCIDI attraverso un segnale chi sogna è in grado di comunicare allo sperimentatore di

essere cosciente di stare sognando

I RITMI CORCADIANI:

 riguardano i ritmi biologici (fisiologici e psicologici9della vita di ogni individuo;

 sono influenzati dagli orologi interni e dalle basi genetiche;

 mantengono la loro periodicità grazie alla presenza di fattori ambientali (luce e

buio);

 di norma il ritmo circadiano sonno- veglia è associato a quello della temperatura

corporea (in quanto l' addormantamento avviene in corrispondenza con il valore

minim della temperatura e il risveglio coincide con il suo innalzamento);

 

RITMI CIRCADIANI caratterizzate da:

CULTURE VELOCI

– benessere economico

– condizioni climatiche fredde

– orientate all'individualismo e al successo

– orientate al futuro

– i vincoli temporali sono forti e si realizza una attività per volta

RITMI CIRCADIANI caratterizzate da:

CULTURE LENTE

– condizioni climatiche calde

– orientate alla collettività e armonia

– orientate al presente

– si svolgono diverse attività nel medesimo tempo

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IPNOSI: procedimento attraverso il quale un operatore (ipnotizzatore) suggerisce che il cliente

(ipnotizzato) esperisca significativi cambiamenti delle proprie percezioni, nei pensieri o nei

comportamenti. Durante il processo ipnotico il soggetto abbandona un certo grado della sua

mente e comportamento all'ipnotizzatore e accetta le sue indicazioni che inducono a distorsioni

della realtà. 

I Consiste nel raccontare una storia che conduce a un profondo rilassamento e

NDUZIONE IPNOTICA

che portano lo spostamento dell'attenzione a su un determinato pensiero, oggetto o parte del

corpo. Una volta raggiunta la condizione di ipnosi i fenomeni più ricorrenti sono:

– (il soggetto percepisce qualcosa che non c'è o non

ALLUCINAZIONI POSITIVE E NEGATIVE

percepisce qualcosa che c'è e si comporta di conseguenza);

– (es.: si suggerisce che il braccio è leggero come un palloncino e il

REAZIONI IDEOMOTORIE

braccio si solleva);

– ( si regredisce a età precedenti);

REGRESSIONI DI ETÀ

– ( il soggetto non percepisce un dolore che in genere avvertirebbe=

INIBIZIONE DEL DOLORE

analgesia ipnotica);

– (il soggetto aumenta la qualità dei ricordi, anche quelli

INCREMENTO DEL RECUPERO DEI RICORDI

“rimossi”);

 AMNESIA POSTIPNOTICA= fase finale. Gli eventi che avvengono durante l'induzione

ipnotica sono dimenticati sulla base di una suggestione dell'ipnotizzatore.

Non tutti i soggetti sono ipnotizzabili alla stessa maniera: scala di suscettibilità ipnotica di

Stanford. (Secondo la psicologia ingenua i soggetti piu ipnotizzabili sarebbero quelli piu

suggestionabili).

 ANALGESIA IPNOTICA = possibilità di esercitare un controllo diretto sul dolore senza la

necessità di interventi farmacologici.

 AUTOIPNOSI = Il soggetto si convince che la parte dolorante non sia collegata al corpo

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 MEDITAZIONE= è uno stato modificato di coscienza attraverso l'esecuzione ripetitiva di

alcuni esercizi mentali realizzati solitamente in un ambiente tranquillo. Ci sono 3 tipi di

meditazione:

 M -- > il soggetto libera il piu possibile la mente per accogliere nuove

EDITAZIONE DI APERTURA

esperienze;

 M -- > concentra tutte le sue risorse su un'unica cosa

EDITAZIONE DI CONCENTRAZIONE

escludendone ogni altra;

 M -- >E' una tecnica efficace per indurre a un profondo stato di

EDITAZIONE TRASCENDENTALE

rilassamento, ridurre l'eccitazione fisiologica, diminuire le condizioni di stress, aumentare

l'autostima, superare gli stati di ansia cronica;

CAPITOLO 4

L’apprendimento

APPRENDIMENTO = modificazione relativamente duratura e stabile del comportamento a seguito

di una esperienza, di solito ripetuta piu volte nel tempo.

 APPRENDIMENTO INDIVIDUALE = competenza di acquisire nuove informazioni a seguito di

una esperienza personale, attraverso vari meccanismi come un procedimento, una

associazione ecc...

 APPRENDIMENTO SOCIALE = capacitò di acquisire nuove conoscenze e pratiche grazie

all'interazione con i propri consimili.

 APPRENDIMENTO ASSOCIATIVO = Pavlov ne ha messo le basi. E' dovuto all'associazione tra

stimolo e risposta.

L'uomo e gli animali più evoluti, sono in grado di muoversi nell'ambiente imparando a fare due tipi

di previsioni:

– rilevare la casualità (quali eventi seguono ad'altri nel mondo circostante)

– riconoscere quali eventi sono sotto il controllo delle nostre azioni e quindi modificabili da

noi stessi.

PAVLOV e l' esperimento sul apprendimento associativo : (condizionamento pavloviano o

classico)

La relazione tra STIMOLO (cibo) = RISPOSTA (salivazione) è la conseguenza di un riflesso.

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RIFLESSI CONDIZIONATI (o appresi)= Il cane produce più saliva quando sente o vede eventi che di

solito precedono il cibo (in questo esperimento, la campanella)

Pavlov pone del cibo nella bocca del cane e vede che aumenta il flusso della saliva.

SI = stimolo incondizionato = CIBO

RI= risposta incondizionata = salivazione

Pavlov prova a far suonare ogni tanto una campanella, ma anche se il cane rizza le orecchie e

mostra di sentire il suono, non vengono registrare variazioni nel flusso di saliva.

Pavlov comincia allora a far seguire immediatamente al suono della campanella la presentazione

del cibo.

SC = stimolo condizionato = campanella

RC= risposta condizionata = salivazione più accentuata

l'associazione ripetuta di SC (campanella)+ SI (cibo)condiziona lo SC (campanella) a evocare una RC

simile alla RI

FASI DELL'ESPERIMENTO CONDIZIONAMENTO CLASSICO:

– fase 1 = processo di acquisizione : avviene l'associazione ripetuta si SC+SI.

– Fase 2 = fase di estinzione : si continua a presentare SC senza SI: la RI scompare

gradualmente.

- - - - - - - - - - - Il cane riposa per una notte- - - - - - - - - - - - -

– Fase 3 = fase di recupero spontaneo : SC viene presentato da solo . Questo evoca RC

piuttosto forti.

– Fase 4 = riacquisizione : Viene presentato nuovamente SC + SI . Il riapprendimento è molto

rapido.

Se la forza associativa tra SI e SC è debole il condizionamento non appare.

GENERALIZZAZIONE DELLO STIMOLO = Se a un particolare SC è stata associata una RC, gli stimoli

simili allo SC tenderanno anche essi a suscitare una RC.

ADDESTRAMENTO ALLA DISCRIMINAZIONE = E' possibile condizionare un animale a non rispondere

a stimoli simili allo SC pur continuando a rispondere allo SC

ESPERIMENTO DI MACKINTOSH = dimostra che il condizionamento non è riducibile

all'accoppiamento di due eventi contemporanei contigui.

Si confrontano quattro condizioni sperimentali in tre fasi temporali ( t1, t2, t3) e si confrontano le

risposte di avversione in funzione del malessere generato dalle somministrazioni di caffè e/ o

saccarosio delle prime due fasi. (condizionamento associativo selettivo) .

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APPRENDIMENTO PER PROVE ED ERRORI = Thorndike metteva un gatto in una gabbia costruita in

modo da rendere difficile l'uscita. Il gatto compie movimenti alla cieca e quindi fornisce

casualmente sia risposte giuste che errate. La risp giusta consiste nel premere una leva che

permette l'uscita.

SKINNER = CONDIZIONAMENTO OPERANTE =

Skinner distingue:

 COMPORTAMENTO RISPONDENTE = derivati da riflessi innati (es.: salivazione) o appresi

tramite condizionamento pavloviano ( SC+ SI)

 COMPORTAMENTO OPERANTE = non derivati da riflessi innati ma emessi spontaneamente

dall'organismo (es.: associazione stimolo-risposta : come quando il gatto impara a premere

la leva per uscire)

Skinner distingue così :

 CONDIZIONAMENTO OPERANTE = in cui il soggetto agisce, opera, nell'ambiente e lo

modifica emettendo dei comportamenti in risposta a stimoli

 CONDIZIONAMENTO CLASSICO = il soggetto non controlla la risposta (come la salivazione)

che è provocata dallo stimolo.

ESPERIMENTO SI SKINNER sul condizionamento operante:

Pone un ratto in una gabbia in cui, fra molte altre cose è presente una leva. Non appena preme la

leva il ratto ottiene il cibo come ricompensa .

Nel giro di pochi minuti egli apprende l'associazione fra il premere la leva e l'erogazione del cibo.

Il ratto così tende a ripetere più volte il suo comportamento per ottenere la ricompensa.

Questo si spiega con il MECCANISMO DI RINFORZO= ossia una ricompensa in grado di aumentare

la probabilità di comportamento giusto: rinforzo positivo ( gratificazione con acqua e cibo),

rinforzo negativo (eliminazione di una situazione spiacevole come la cessazione si una lieve scossa

elettrica al pavimento della gabbia o di un rumore fastidioso)

In caso che il ratto commetta errore, si parla invece di PUNIZIONE positiva ( consiste in uno

stimolo doloroso, un castigo)o negativa ( sottrazione di qualcosa di gratificante , come il cibo o il

divertimento).

Nello studio del condizionamento operante Skinner riuscì a introdurre la tecnica del

MODELLAMENTO= Siccome un animale ci poteva impiegare molto tempo prima di premere per

caso la leva Skinner gli faceva avere un po' di cibo ogni volta che si avvicinava nella parte della

gabbia dove c'era la leva. Quindi modellava progressivamente il comportamento dell'organismo

che giungeva all'apprendimento della risposta corretta per approssimazioni successive.

CHOMSKY e l'apprendimento del linguaggio = rifiuto della prospettiva di Skinner caratterizzata dal

18

tentativo di spiegare le azioni umane esclusivamente in termini di condizionamento operante.

IMPARARE LA GRAMMATICA DI UNA LINGUA significa per Chomsky saper distinguere le sequenze

grammaticali da quelle che non lo sono grazie ad un meccanismo che genera le prime ed esclude le

seconde.

DUE MODELLI DI CHOMSKY:

o GRAMMATICA A STATI FINITI= Supponiamo di avere una macchina simile a quella di

Turing. La macchina parte da uno stato iniziale, procede verso una sequenza di stati

producendo ogni volta una parola, e finisce nello stato finale quando ha terminato

una frase.

o GRAMMATICA GENERATIVA= si possono derivare tutte le frasi corrette di una data

lingua e quindi escludere quelle scorrette. In questo modello apprendere la

grammatica significa padroneggiare queste 3 componenti:

a) un vocabolario finito (lessico di una lingua)

b) un insieme finito di simboli iniziali (frasi)

c) un insieme finito di regole (permettono di riscrivere una frase nelle sue

componenti: nome+ verbo)

APPRENDIMENTO COGNITIVO =

PULSIONI = variabili interne in grado di modificare il comportamento

Secondo TOLMAN e WATSON l'apprendimento (compreso il linguaggio) ha una componente

motoria e serve a scoprire le connessioni che esistono nell'ambiente attraverso la costruzione di

.

MAPPE COGNITIVE

Si è scoperto che l'animale non si basa sulle tracce motorie apprese 8come aveva sostenuto

Watson) ma elabora una mappa delle relazioni spaziali attraverso un apprendimento per segnali .

 APPRENDIMENTO LATENTE = un apprendimento che ha luogo in assenza di rinforzo

Tolman si servì di :

TRE GRUPPI DI RATTI

gruppo A non fu mai rinforzato per aver attraversato il labirinto

gruppo B fu rinforzato a ogni prestazione

gruppo C non fu rinforzato fino all'undicesimo giorno dell'esperimento.

Nel momento in cui il gruppo C fu rinforzato ebbe prestazioni immediate e superiori al gruppo B.

 APPRENDIMENTO PER INSIGHT = e' l'esito di un processo intelligente che si manifesta nella

capacità di collegare insieme in modo unitario elementi distribuiti nell'ambiente fino ad

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allora considerati isolati: K --> A una certa distanza, fuori dalla gabbia vi è

ESPERIMENTO DEGLI SCIMPANZÈ DI OHLER

una banana ma non è raggiungibile direttamente dall'animale solo estendendo un

arto. Egli prova ripetutamente ad afferrarla senza alcun successo.Ritorna così a

giocare nella gabbia in cui fra le tante cose sono stati messi alcuni bastoni. Egli

manipola diversi oggetti, compresi i bastoni, a un certo punto, all'improvviso afferra

un bastone, si dirige verso le sbarre e con il bastone avvicina la banana fino a poterla

afferrare con la mano. L'apprendimento per insight conduce alla soluzione di

problemi e imprevisti nella vita quotidiana (problem- solving) .

Nella PROSPETTIVA COGNITIVISTA l'apprendimento avviene:

– per mezzo di ( di situazioni, connessione causa- effetto)

RAPPRESENTAZIONI MENTALI

– nella costruzione di (o mappe cognitive) delle esperienze

SCHEMI MENTALI

= struttura cognitiva astratta (applicabile a molti casi), flessibile (suscettibile di

SCHEMA MENTALE

variazioni per ognuno di questi casi) e coerente ( dotata di un soddisfacente grado di connessione e

integrazione fra le info pertinenti)

APPRENDIMENTO SOCIALE =

Si può imparare attraverso operazioni o anche attraverso l'osservazione:

APPRENDIMENTO OSSERVATIVO= si fonda sul principio di somiglianza nei confronti di un altro che

svolge la funzione di “modello”

Alla base di tale appredimento vi sono due meccanismi distinti :

 = quando un individuo riproduce in modo meccanico, stereotipato e

EMULAZIONE

mimetico una certa azione compiuta da un altro senza la comprensione del suo

scopo.

 I = quando vi è la riproduzione consapevole di un'azione altrui per

MITAZIONE

raggiungere lo stesso scopo perseguito da quest'ultimo. Capacità quindi di

riprodurre ciò che altri intendono fare.

Le specie animali hanno capacità di emulare ma non di imitare, mentre L'apprendimento

imitativo è sostanzialmente umano e compare precocemente nel bambino.

L'imitazione è sostenuta e alimentata dai che si attivano durante l'osservazione di

NEURONI SPECCHIO

azioni eseguite dal modello.

La specie umana è quindi l'apprendimento avviene anche per interazione sociale.

ULTRASOCIALE

Il bambino fin dalla nascita sviluppa una cioè è capace di apprendere attraverso

COMPETENZA SOCIALE

un sistema di interazioni.

Verso i 6 mesi l'infante passa da una relazione ( interagisce in modo esclusivo o con un

DIADICA

oggetto o con l'adulto) a una ( presta attenzione dia all'adulto sia all'oggetto).

TRIADICA 20

Verso i 9 mesi compare ' basato sull'equazione “gli altri sono simili a

L APPRENDIMENTO PER IMITAZIONE

me”: il bambino apprende dagli adulti ma soprattutto attraverso gli adulti.

ORGANIZZAZIONE GERARCHICA DELL'APPRENDIMENTO:

RETI NEURALI= Sistemi di elaborazione dell'info in grado di apprendere e di svolgere compiti

complessi. Sono formate da diverse chiamate anche neuroni artificiali.

UNITÀ

Di solito ogni rete presenta:

UNITA' DI OUTPUT

UNITA' NASCOSTE (di elaborazione di informazioni)

UNITA' DI IMPUT

IMPARARE A IMPARARE :

Secondo Bateson si ha apprendimento zero quando si è arrivati alla soglia massima di

apprendimento di una certa competenza e l'organismo non è piu in grado di acquisire nuove

informazioni. (ripetizione degli apprendimenti già acquisiti)

Ha distinto vari livelli di apprendimento:

– = (o di primo livello) il soggetto impara a imparare;

APPRENDIMENTO UNO

– = (o di secondo livello) consiste in una certa predisposizione a imparare;

APPRENDIMENTO DUE

– = ( o di terzo livello) consiste nella modificazione dei contesti di

APPRENDIMENTO TRE

apprendimento dell'individuo;

CATEGORIZZAZIONE = ' è l'insieme di tutto ciò che veniamo a

L ENCICLOPEDIA DELLE CONOSCENZE

conoscere attraverso l'esperienza.

Tale enciclopedia è organizzata in .

CATEGORIE

I soggetti organizzano gli elementi appresi in date categorie e non in altre, in base a due criteri:

 ( la struttura dell'ambiente fisico determina la

CONCEZIONE NATURALISTICA

configurazione di categorie); 21

 (ogni cultura segue un sistema di classificazione. Non vi sono

CONCEZIONE CULTURALE

culture universali per le emozioni);

 DIMENSIONE VERTICALE = Secondo Rosch consente di collegare fra loro diverse categorie

attraverso il processo di inclusione

 DIMENSIONE ORIZZONTALE = Concerne in che modo ogni categoria è organizzata al

proprio interno e che relazioni vi sono tra i diversi membri.

PROTOTIPO = alcuni membri sono i migliori di una certa categoria . Es.: mela, pesca, banana

(categoria frutta) sono dei membri più rappresentativi rispetto a: mango, castagna, papaia

Esistono anche ossia basate su uno scopo Es.: Penna + calcolatrice = insieme

CATEGORIE FUNZIONALI

nella stessa categoria in quanto oggetti per fare esame di matematica. Oppure coltello + arancia

ecc....

E-LEARNING = APPRENDIMENTO A DISTANZA = E' possibile grazie al computer e a internet.

 = formazione a distanza (si sostituisce al metodo tradizionale fondato sull'interazione

FAD

diretta fra docente e allievo in aula)

 - = electronic learning può essere applicato agli ambienti formativi più diversi. Vi è

E LEARNING

una elevata indipendenza nel processo di apprendimento poiché esso è svincolato dalla

presenza fisica o da un orario preciso

 = possibilità di stabilire in tempo reale una serie di collegamenti o link fra un

IPERTESTUALITÀ

certo testo e altri di riferimento

 = possibilità di stabilire connessioni fra un dato contenuto e altre fonti di info

IPERMEDIALITÀ

che comprendono immagini, video o animazioni.

CAPITOLO 5

La memoria

MEMORIA =E' un processo attivo e dinamico. Capacità di conservare nel tempo le informazioni

apprese e di recuperarle quando servono in maniera permanente: l'apprendimento è inutile se

non si ha la capacità di conservare nella mente ciò che si è appreso.

La memoria è soggetta a suggestioni e processi di rielaborazioni personali che di solito conducono

22

a un miglioramento dei ricordi ( )

OTTIMISMO MNESTICO

La memoria è sia in (ossia il numero di info che possiamo

LIMITATA TERMINI QUANTITATIVI

immagazzinare) sia in (molti apprendimenti decadono dopo un certo periodo)

TERMINI DI DURATA

La memoria è quindi strettamente connessa con l' OBLIO (eliminazione volontaria o involontaria di

informazioni già memorizzate): la mente non è in grado di ricordare tutto ciò che elabora. Essa

infatti deve affrontare due problemi :

– la delle informazioni in entrata

SELEZIONE

– ' delle informazioni non rilevanti o diventate tali

L ELIMINAZIONE

OBLIO = E' una componente adattiva della memoria. Non è la perdita della memoria ma una

componente essenziale della memoria stessa e va distinto dall' che rappresenta una

AMNESIA

condizione patologica della memoria legata a danni neurocerebrali o forti traumi emotivi.

PROCESSO DELLA MEMORIA = La memoria implica tre fasi distinte:

 = Una data info si aggiunge a una rete di info già esistenti. Consente la

CODIFICA

fissazione del ricordo. Vi è un doppio sistema di codifica : verbale e immaginativo

 =capacità di tenere in memoria l'info che ci serve. Di solito per favorire

RITENZIONE

questo processo facciamo ricorso al meccanismo della ripetizione

 = dell'info acquisita: non tutto ciò che abbiamo appreso è recuperabile.

RECUPERO

Una parte va persa ed' è soggetta all' oblio. In questa ultima fase sono possibili

diverse operazioni mentali come la rievocazione , il riconoscimento e il

riapprendimento .

La memoria è composta da più stadi : Secondo il modello della memoria di Atkinson e Shiffrin

l'informazione viene conservata brevemente nel registro sensoriale, parte di essa viene

immagazzinata nella memoria a breve termine per poi eventualmente trasferirsi nella memoria a

lungo termine.

MEMORIA SENSORIALE E' la capacità di mantenere in modo sostanzialmente fedele le

informazioni che provengono dall'ambiente.

Si suddivide in: memoria iconica (per la visione = è di grande capacità, dura poco, decade assai

rapidamente per lasciare spazio a nuove informazioni), ecoica ( udito), olfattiva, gustativa, tattile,

propriocettiva.

ESPERIMENTO DI SPERLING : Si presenta una matrice 3x3 di nove lettere. I

SULLA MEMORIA SENSORIALE

soggetti devono ripetere quante più lettere riescono a ricordare ( ). Visto

TECNICA DEL RESOCONTO TOTALE

che il numero delle lettere ricordate non era più di quattro o cinque, si impara ad accoppiare le

righe della matrice con suoni diversi ( ): se il suono segue la scomparsa

TECNICA DEL RESOCONTO PARZIALE

della matrice si riportano tutte e tre le lettere della riga segnalata:

FTX suono alto

MPR suono medio 23

DLV suono basso

 MEMORIA A BREVE TERMINE conserva le info per circa mezzo minuto e ha capacità

limitata. E' una memoria volatile.

Per evitare il rapido deterioramento delle info esse vanno ripetute con frequenza per mantenerle

presenti nel tampone di reiterazione . Le info ripetute a lungo sono trasferite nella MLT.

Brown e Peterson erano interessati a studiare la sua volatilità e verificarono che in presenza di

compiti distrattori i soggetti non erano in grado di ricordare neppure tre informazioni dopo 18

secondi. (compiti d'inferenza = es.: ripetere un numero di telefono mentre qualcuno ci dice

l'indirizzo della persona in oggetto, è probabile che non si riesca a finire di comporre il numero

perchè distratti).

 MEMORIA DI LAVORO conserva temporaneamente le info e nello stesso tempo procede

a una loro elaborazione attiva.

E' composta da 4 sottosistemi:

 = collega le info provenienti dalle diverse fonti in episodi

ESECUTIVO CENTRALE

correnti, attiva momentaneamente la memoria a lungo termine;

 = riguarda il parlato e conserva l'ordine in cui le parole sono

CIRCUITO FONOLOGICO

presentate;

 - =riguarda l'immagazzinamento e il trattamento delle

TACCUINO VISIVO SPAZIALE

informazioni visive e spaziali nonché delle immagini mentali. Ha la funzione di

conservare le info concernenti la forma e i colori, e delle info riguardanti lo spazio e i

movimenti (soprattutto quelli del corpo);

 =collega insieme le info provenienti da diversi ambiti per formare

TAMPONE EPISODICO

unità integrate in funzione dell'ordine cronologico ( come la memoria di una storia o

della scena di un film);

 MEMORIA A LUNGO TERMINE E' una memoria virtualmente illimitata con una

conservazione stabile delle info immagazzinate.

PRINCIPALI SISTEMI DI MEMORIA =

o MEMORIA PRODEDURALE riguarda la conservazione delle abilità e delle procedure con

cui fare le cose. Concerne il modo in cui svolgere le diverse attività. (sapere come)

o MEMORIA DICHIARATIVA riguarda la conservazione delle conoscenze circa fatti

direttamente accessibili alla coscienza. Memoria che ha sede nell'ippocampo e nella

corteccia cerebrale .(sapere cosa). 24

o MEMORIA EPISODICA = (MLT) capacità di memorizzare e recuperare eventi specifici (nostri

e altrui) e contiene informazioni spaziali e temporali che indicano dove e quando è

avvenuto l'evento. Ha a che fare con ciò che ricordiamo. E' talvolta caratterizzata da episodi

particolari denominati flash di memoria (ricordi particolarmente vivi, dettagliati e concreti

che hanno colpito il soggetto in modo profondo a livello emotivo e cognitivo. Possono

essere eventi personali o anche pubblici . Es.: torri gemelle, assassinio Kennedy)

o MEMORIA SEMANTICA = (MLT) può essere considerata come un lessico mentale che

organizza le conoscenze che una persona possiede. Ha a che fare con ciò che sappiamo. E'

caratterizzata da grande velocità e apparente automaticità. Lavora per categorie

semantiche e campi semantici ossia collegando una parola con altre sulla base di relazioni

associative: Es.: gatto, pelo, coda.

Le due memorie operano serialmente: l'info per entrare nella memoria episodica, deve passare

prima per la semantica.

o MEMORIA ESPLICITA = conservazione di info che riguardano eventi specifici (memoria

episodica) o conoscenze (memoria semantica)

o MEMORIA IMPLICITA = la capacità di ricordare senza averne consapevolezza.

o MEMORIA AUTOBIOGRAFICA = capacità di conservare le info e le conoscenze legate al se

(si a partire dai 3 anni). Per certi aspetti noi siamo la nostra memoria.

o MEMORIA RETROSPETTIVA = concerne la conservazione e il recupero di ricordi riguardanti

fatti, episodi e conoscenze del passato. Tale memoria concerne la nostra storia.

o MEMORIA PROSPETTICA = memoria per gli eventi futuri: ricordarsi di compiere un'azione

nel futuro. Prevede sei fasi:

– formazione delle intenzioni

– ricordare che cosa fare

– ricordare quando farlo

– ricordarsi di compiere l'azione

– compiere l'azione nel modo stabilito

– ricordarsi di aver compiuto l'azione per non ripeterla

COME RECUPERARE I RICORDI :

 IPERMNESIA = quando vi è una eccitazione o esaltazione della memoria, come capacità

particolarmente lucida di ricordare scene complesse in ogni particolare anche se lontane

nel tempo.

Al contrario: 25

 AMNESIA = perdita totale o parziale di memoria a seguito di un trauma (fisico o psichico) o

di una malattia cerebrale:

– = perdita di memoria per gli eventi prima del trauma ma si ha memoria

AMNESIA RETROGRADA

per gli avvenienti successi in seguito

– = non compromette i ricordi passati ma limita la capacità di

AMNESIA ANTEROGRADA

memorizzare le info presenti.

= le info sono conservate nei magazzini della memoria

RITENZIONE = capacità di riuscire a ritrovarle e a ripescarle

RIEVOCAZIONE = fase di recupero delle informazioni

RIAPPRENDIMENTO

STRATEGIE DI RECUPERO = possono fare riferimento a specifici metodi per recuperare le info

conservate nella memoria: Es.: M .

NEMOTECNICHE

TEORIE DELL'OBLIO :

 TEORIA DEL DECADIMENTO = secondo cui i ricordi più distanti nel tempo sarebbero i primi

a essere dimenticati

 TEORIA DEL DISUSO = se un ricordo non è rievocato per molto tempo a poco a poco va

perduto

 TEORIA DELLA INTERFERENZA = la memoria funziona in continuazione e il nuovo materiale

memorizzato può interferire con quello già conservato e viceversa:

– = il precedente apprendimento interferisce con il nuovo materiale da

INTERFERENZA PROATTIVA

imparare

– = il materiale nuovo danneggia quello appreso in precedenza.

INTERFERENZA RETROATTIVA

DISTORZIONI DELLA MEMORIA = il ricordo non è una fotocopia della realtà ma una ricostruzione

soggettiva dell'esperienza. :

– = i soggetti sottoposti a induzione ipnotica riferiscono ricordi al 50% mai sentiti

RICORDI FALSI

e descrivono episodi mai esistiti. (confabulazioni). La costruzione dei falsi ricordi puo essere

facilitata dalle DOMANDE FUORVIANTI che inducono al ricordo di una realtà non

esistente. (Es.: a un gruppo di bambini di quinta elementare che per 5 anni avevano avuto

lo stesso maestro si è chiesto di che colore fosse la sua barba , se nera o castana. Una

percentuale rilevante risponde che la barba è castana, altri nera. Il aftto è che il maestro

non aveva mai avuto la barba.

I SETTE PECCATI DELLA MEMORIA (di Schacter) 26

– = (debolezza della memoria che ci impedisce di non ricordare ciò che abbiamo fatto

LABILITÀ

a distanza di tempo);

– = (mancanza di attenzione);

DISTRAZIONE

– = (incapacità di recuperare una informazione che in realtà non abbiamo dimenticato

BLOCCO

e che poi ricordiamo quando non serve più);

---------(carenze da omissione)-----------

– = (riferire le info di un ricordo a una fonte o a un contesto sbagliato);

ERRATA ATTRIBUZIONE

– = (indice a creare ricordi falsi);

SUGGESTIONABILITÀ

– = (processo attraverso cui le nostre convinzioni attuali modificano i contenuti e

DISTORSIONE

le info dei ricordi del passato. E' una sorta di autoinganno.

---------(carenze da commissione)---------

– = (incapacità di dimenticare che genera il fenomeno della ruminazione

PERSISTENZA

mentale);

PSICOLOGIA DELLA TESTIMONIANZA= concerne lo studio della validità, attendibilità e accuratezza

dei ricordi di un testimone.

errori che si possono commettere nella identificazione di un criminale:

- non vengono presentate a un testimone di un processo tutte le alternative possibili a una data

ricostruzione dei fatti

- si pensa che la memoria funzioni in modo attendibile, veritiero e accurato.

METODO PQ4R= (miglior metodo per studiare)

 (scorrere testo)

PREVIEW

 (porsi domande)

QUESTIONS

 (leggere attentamente e rispondere alle domande)

READ

 (riflettere su quanto letto)

REFLECT

 (ripetere senza testo)

RECITE

 (rassegna finale: ricordare i principali concetti alla fine di ogni capitolo)

REVIEW CAPITOLO 6

Il pensiero

TEORIA DEI MODELLI MENTALI = sono rappresentazioni di situazioni reali, ipotetiche o

immaginarie: secondo lo psicologo scozzese Craik la mente elabora “modelli su piccola scala” della

realtà. Modelli utilizzati per prevedere eventi, fare ragionamenti e costruire spiegazioni.

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher blueeyes2111 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Federici Stefano.

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