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Capitolo 1

La psicologia come scienza: storia e metodi

Psicologia ingenua (detta anche psicologia del senso comune) = fondata non su controlli scientifici ma sulla nostra esperienza personale.

Psicologia scientifica = si avvale del metodo sperimentale - con questo metodo si può giungere a conclusioni più dettagliate, precise, fondate.

Metodo sperimentale

Utilizzato dagli scienziati per studiare un fenomeno naturale (cioè che l'uomo trova in natura), il quale viene riprodotto in laboratorio tramite un esperimento.

Variabili = entità che variano. Un esperimento è volto a studiare la relazione tra due o più variabili cioè tra due entità che variano. Le variabili sono due:

  • Variabile dipendente: quella che misura un certo aspetto del comportamento naturale
  • Variabile indipendente: quella che viene controllata o manipolata dallo sperimentatore; dalla variazione di questa dipende la variazione della variabile dipendente.

Secondo la Legge di corrispondenza tra variabili: variando il valore della variabile indipendente è possibile calcolare il valore della variabile dipendente.

Focalizzazione mentale: esempio del santone

Cura del santone

Guariti No
A: 12 B: 6
No C: 6 D: 3
  • Controllo intuitivo: si tende a considerare solo i dati delle persone che hanno ottenuto una guarigione (o non l'hanno ottenuta) affidandosi alle cure del santone.
  • Controllo sperimentale: controlla anche quelli che non si sono rivolti al santone ma che guariscono comunque. Nella teoria ingenua ci si basa solo sui valori delle celle A e C.

L'uomo come essere naturale

Il contributo maggiore alla concezione che l'uomo è un essere naturale è dato da Darwin, che si contrappone a Lamark:

Teoria di Darwin Teoria di Lamark
La nuova caratteristica adattiva compare spontaneamente nel patrimonio genetico di un solo individuo e l'ambiente ne favorisce la diffusione. Tutti gli individui di una specie possono mostrare una nuova caratteristica adattiva che si accentua progressivamente nella loro discendenza. Le modificazioni acquisite durante la vita di un individuo possono essere trasmesse alla prole e da questa a tutti i discendenti diretti.
  • Darwin sottolinea la presenza di individui un po' diversi dalla media (varianti spontanei).
  • Parla di: Selezione artificiale, fatta dall'uomo mediante incroci.
  • Selezione naturale: operata dalla natura su delle novità apparse per caso.

Inconscio

Per Freud (fondatore della psicoanalisi), la coscienza è totalmente condizionata dall'inconscio. La definizione di inconscio è data dalla coscienza: solo perché so che c'è qualcosa che non è immediatamente presente alla mia coscienza posso parlare di inconscio. L'inconscio è il primo grado di coscienza, quando ancora essa non è pienamente consapevole di sé.

Introspezione = esame dei nostri stati mentali interni condotti da noi stessi. Freud è interessato alla ricerca del funzionamento della mente, con la psicoanalisi si serviva delle capacità introspettive dei suoi pazienti interpretando i loro sogni e pensieri e cercando di capire le origini psicologiche dei loro stati d'animo di cui non erano consapevoli prima dell'analisi. Per Freud a una persona sono semi impermeabili alcuni stati di coscienza, cioè alcuni comportamenti della sua mente che ne influenzano il comportamento.

Due scuole di pensiero

  • Scuola strutturalista: ha continuato il metodo introspettivo coniugato a quello sperimentale. Obbiettivo: isolare le strutture della mente tramite un esame introspettivo dei contenuti di coscienza.
  • Comportamentismo: ha come scopo la previsione e il controllo del comportamento umano. Obbiettivo: studiare il comportamento umano limitandosi a esaminare i comportamenti oggettivi, osservabili intersoggettivamente e misurabili.

Si caratterizza per:

  • Oggetto di studio: non è più la mente e la coscienza, ma il comportamento.
  • Metodo di studio: non più l'introspezione e il colloquio clinico, ma il controllo sperimentale.

Capitolo 2

La sensazione e la percezione

Sensazione: impressione soggettiva, immediata e semplice che corrisponde a una determinata intensità dello stimolo fisico. Le sensazioni sono eventi privati e soggettivi. Possono essere comunicate ad altri e da essi comprese. Questo è dovuto a una relazione sistematica fra lo stimolo fisico e la sensazione medesima. Si tratta di relazioni psicofisiche a cui a determinati stimoli fisici corrispondono determinate sensazioni sul piano psicologico.

L'individuo è predisposto a cogliere soltanto una parte degli stimoli fisici che lo circondano. È capace di coglierli solo quando hanno una certa intensità. Qualsiasi stimolo fisico deve raggiungere un livello minimo per suscitare una sensazione: Livello chiamato soglia assoluta (il valore dello stimolo che nel 50% dei casi ha la probabilità di suscitare la sensazione corrispondente e che segna il confine tra stimoli recepiti dall'organismo e stimoli non avvertiti)

  • Stimoli sovraliminari: recepiti dall'organismo
  • Stimoli infraliminari: stimoli che pur essendo presenti nell'ambiente non sono avvertiti dall'individuo

Soglia differenziale: è la differenza appena rilevabile: corrisponde alla differenza minima tra due stimoli di diversa intensità che è rilevata nel 50% dei casi. Anche la variazione d'intensità fra due stimoli della medesima natura deve essere sufficientemente elevata per essere colta dall'organismo.

Misurare la soglia differenziale: coppia di stimoli differenti: stimolo standard (tenuto costante) e stimolo di confronto (che varia di volta in volta). Il soggetto deve riferire se è in grado di avvertire la differenza tra i due stimoli: “questo suono è più forte di quello di prima?”

Errori possibili

  • Errore del campione: lo stimolo standard tende a essere sovrastimato rispetto allo stimolo di confronto.
  • Errore di posizione: è uno stimolo che occupa una determinata posizione nello spazio (se gli stimoli sono disposti nello spazio in posizioni diverse, a destra e a sinistra) a venire sovrastimato.

Metodi per l'accertamento della soglia assoluta

  • Metodo dei limiti: Al soggetto sono presentate ripetutamente diverse serie di stimoli. Alcuni partono da valori infraliminari e hanno un ordine ascendente nell'intensità degli stimoli, fino a quando si raggiunge il livello per suscitare nel soggetto la sensazione; altre iniziano con stimoli sovraliminari e hanno un ordine discendente finché si giunge allo stimolo che non produce più nel soggetto la relativa sensazione. Le due serie di stimoli sono combinate in maniera casuale tra loro: il valore di soglia assoluta corrisponde allo stimolo che è stato avvertito nel 50% dei casi.
  • Metodo dell'aggiustamento: Si richiede al soggetto di “aggiustare” attraverso una manopola o un cursore il livello di intensità di uno stimolo. In questo caso è il soggetto a regolare con i movimenti della mano l'intensità degli stimoli.
  • Metodo degli stimoli costanti: Viene presentato in ordine casuale e per diverse volte un certo numero di stimoli con differenti intensità (sovraliminari e infraliminari). Ogni volta il soggetto deve riferire se ha avvertito o no la sensazione. La soglia è individuata dallo stimolo che ottiene il 50% delle risposte.

Psicofisica

Studio delle relazioni che intercorrono fra gli attributi soggettivi di una determinata sensazione e gli attributi fisici controllabili dello stimolo corrispondente.

Legge di Weber: la soglia differenziale (AR) dello stimolo è una proporzione costante (K) dell'intensità dello stimolo iniziale. K = costante di Weber.

Legge di Fechner: l'intensità della sensazione è direttamente proporzionale al logaritmo dell'intensità dello stimolo (all'aumento dello stimolo corrisponde un aumento della sensazione).

Funzione di potenza di Stevens: Stevens diede origine a una nuova psicofisica, da lui chiamata psicofisica soggettiva. Il suo metodo è definito invece stima di grandezza; egli verificò che i soggetti sono in grado di valutare direttamente l'intensità di una sensazione associandola a un numero. La funzione di potenza afferma che la grandezza soggettiva della sensazione è proporzionale all'intensità dello stimolo elevata a una certa potenza.

Teoria della detenzione del segnale: sostiene che nello studio psicofisico del rapporto tra sensazione e stimolazione è necessario prendere in considerazione i fattori soggettivi legati al processo di decisione. Quando si rileva un segnale si ha 4 possibilità:

  • Hit: dire sì (dire che un segnale esiste quando questo esiste realmente)
  • Falso allarme: dire sì (dire che il segnale esiste quando vi è soltanto rumore di fondo)
  • Omissione: dire no (dire che il segnale non esiste quando questo esiste realmente)
  • Rifiuto corretto: dire no (dire che il segnale non esiste, quando non esiste davvero)

Percezione

Organizzazione immediata, dinamica e significativa delle informazioni sensoriali ciò che noi percepiamo sarebbe una riproduzione di quanto si trova nella realtà. Il mondo si presenta a noi come esso è e vi è una coincidenza fra la realtà fisica e la realtà percettiva (realismo ingenuo).

Es.: nelle illusioni ottico-geometriche si verifica una notevole disparità fra la configurazione reale degli stimoli e la loro percezione.

  • Errore dello stimolo: descrivere non ciò che si vede ma ciò che si sa (es.: Figure ottico-geometriche)
  • Errore dell'esperienza: attribuire alla realtà proprietà che sono esclusive della percezione (dell'esperienza). Es.: dire che l'acqua è calda dopo aver tenuto la mano in una bacinella di acqua fredda)

Principali teorie della percezione

  • Teoria empiristica: I dati sensoriali danno per loro natura origine a delle sensazioni elementari (luminosità, colore ecc...). Queste sono poi integrate con altre informazioni grazie all'esperienza passata. Nell'adulto questi processi di associazione diventano molto rapidi e quasi automatici: agiscono infatti sotto forma di inferenzia inconscia. Inferenza inconscia = l'individuo in base all'esperienza passata compie una sorta di ragionamento inconsapevole grazie al quale corregge e integra le sensazioni elementari.
  • Teoria della scuola della Gestalt: Secondo cui la percezione è un processo primario e immediato, mentre va riservata un'importanza secondaria all'esperienza passata in quanto non influisce direttamente sui processi percettivi.
  • Teoria del movimento del new look: quando si percepisce uno stimolo si compie un'azione di categorizzazione che gli permette di identificarlo e classificarlo.
  • Teoria ecologica di Gibson: le informazioni percettive sono già contenute nella stimolazione così come essa si presenta al soggetto: egli non ha bisogno né di rielaborarle né di integrarle (si raccolgono le informazioni percettive nell'ambiente circostante e non è necessario un processo di rielaborazione cognitiva).
  • Teoria computazionale di Marr: secondo Marr l'attività percettiva è distinta in tre fasi:
    • Abbozzo primario
    • Abbozzo a due dimensioni e mezzo
    • Modello tridimensionale

Fenomeni percettivi

La percezione visiva è resa possibile sia dalla presenza di energia luminosa sia dall'informazione ottica.

Figure reversibili: si ha un'inversione tra figura e sfondo.

Principi di Wertheimer che determinano la segmentazione del campo visivo

  • Vicinanza: a parità delle altre condizioni si unificano gli elementi vicini.
  • Somiglianza: a parità delle altre condizioni si unificano gli elementi simili.
  • Destino comune: a parità delle altre condizioni si unificano gli elementi che condividono lo stesso tipo e la medesima direzione di movimento.
  • Buona direzione: a parità delle altre condizioni si unificano gli elementi che presentano continuità di direzione.
  • Legge della chiusura: a parità delle altre condizioni vengono percepiti come unità gli elementi che tendono a chiudersi fra loro.
  • Legge della pregnanza: sono preferite le configurazioni più semplici, regolari, simmetriche e stabili (tendenza alla massima regolarità).

Percezione della profondità

  • Convergenza: (indizio binoculare) quando fissiamo un oggetto gli occhi, che hanno una certa distanza tra loro, convergono in un determinato angolo.
  • Accomodazione del cristallino: il cristallino diventa tanto più convesso quanto più è vicino l'oggetto da vedere.

Rapporto tra percezione del grado di inclinazione e gradiente microstrutturale (prospettiva tessurale): un gradiente che decresce rapidamente è la condizione per la visione di una superficie longitudinale, un gradiente nullo genera la percezione di una superficie frontale. Il gradiente può decrescere verso l'alto o verso il basso, da destra a sinistra e viceversa e queste quattro condizioni corrispondono alla visione di un pavimento, di un soffitto, una parete a sinistra o a destra.

  • Indizi pittorici: chiaroscuro, sovrapposizione parziale (es. due cubi uno dietro l'altro), altezza sul piano dell'orizzonte (es. la strada e in cima un albero). Generano la percezione di profondità.
  • Parallasse di movimento: fornisce utili informazioni per la percezione della distanza poiché gli oggetti si dispongono diversamente sulla retina in funzione del movimento dell'osservatore: se muoviamo la testa le immagini degli oggetti si spostano nella direzione opposta.
  • Costanze percettive: processi in base ai quali gli individui percepiscono gli oggetti e gli eventi della realtà del mondo circostante come dotati di invarianza e stabilità pur al continuo variare delle stimolazioni prossimali.

Le costanze percettive si distinguono in:

  • Costanza di grandezza: tanto più un oggetto si allontana da noi, quanto più piccola diventa la sua immagine sulla retina. Secondo la legge di Euclide la grandezza dell'immagine retinica è inversamente proporzionale alla distanza dell'oggetto dall'occhio.
  • Costanza di forma: tendenza a attribuire agli oggetti la medesima forma (pur con inclinazioni differenti. Es.: le finestre all'interno del salone: se viste frontalmente hanno forma rettangolare, se viste lateralmente hanno forme trapezoidi ma nonostante questo noi le percepiamo lo stesso come rettangolari).
  • Costanza cromatica: tre dimensioni percettive fondamentali per quanto riguarda i colori:
    • Tonalità: il colore in senso stretto. Dimensione percettiva fondamentale del colore, tale per cui il colore corrisponde a una determinata lunghezza d'onda.
    • Chiarezza: un determinato livello di luminosità.
    • Saturazione: il grado di pienezza di una determinata tonalità.

Percezione del movimento

  • Percezione del movimento reale: capacità di cogliere nel tempo gli spostamenti reali di un oggetto rispetto ad altri oggetti, che restano immobili nello spazio percepito.
  • Percezione del movimento indotto: se viene mostrato un rettangolo all'interno del quale si trova un punto luminoso e il rettangolo è spostato in una determinata direzione, l'osservatore percepisce il movimento del punto incluso in direzione opposta al rettangolo.
  • Movimento stroboscopico: consiste nella percezione di oggetti in movimento a partire da stimoli presenti a livelli regolari nel tempo, presentati in rapida successione.

Capitolo 3

La coscienza e l'attenzione

Coscienza: è la consapevolezza degli stimoli esterni e interni da parte del soggetto. L'attenzione è la porta d'ingresso della coscienza e ha natura selettiva.

Funzioni della coscienza

  • Consapevolezza percettiva e cognitiva: capacità di rispondere agli stimoli provenienti dall'ambiente e implica la consapevolezza dei propri pensieri e idee.
  • Controllo: esercita controllo costante sui processi cognitivi. Assume funzione di sistema rivelatore degli errori.
  • Consapevolezza metacognitiva e autocoscienza: la coscienza è consapevole di se stessa. Noi sappiamo di sapere. Questa capacità di autoriflessione è alla base della costruzione del (dell'identità personale).

La conoscenza non è solo racchiusa nella mente dei soggetti ma è distribuita poiché risulta presente in maniera diffusa nell'ambiente.

Non tutte le attività psichiche sono consapevoli: La coscienza pur essendo una funzione autonoma si radica e si fonda sui processi inconsci. Es.: Iceberg di Freud: la parte sommersa dell'iceberg sarebbe l'inconscio mentre la parte visibile è la coscienza.

Nell'ambito dell'elaborazione delle informazioni si è distinto tra:

  • Conoscenze proposizionali (o dichiarative): consistono riguardano i contenuti della vita quotidiana (il che cosa) - qui la coscienza è sempre presente.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher blueeyes2111 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Perugia o del prof Federici Stefano.
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