Psicologia dell'io
Nella società britannica, i britannici si erano scissi in due gruppi:
- Gruppo A: gruppo dei kleiniani.
- Gruppo B: gruppo degli Anna freudiani.
Anna Freud appartiene agli psicologi dell’Io. Melanie Klein veniva chiamata psicologa dell’Es, anche in contrapposizione agli psicologi dell’Io. Gli psicologi dell’Io comprendono varie figure, tra cui Anna Freud, Mahler, Hartmann e Kris.
- Hartmann era psichiatra e psicoanalista, viennese, costretto ad emigrare per gli Stati Uniti.
- Kris, viennese, era uno psicoanalista ma anche uno storico d’arte.
Gli psicologi dell’Io sono in contrapposizione con i kleiniani. La teoria freudiana negli anni ’20 propose il modello strutturale (modello Io, Es, Super-Io). La Klein si concentra sullo sviluppo dell’aspetto inconscio con le sue fantasie inconsce ecc...
Gli psicologi dell’Io estendono il concetto di Io, perché l’Io è la parte della struttura psichica che si rapporta alla realtà esterna. Questi psicologi scrivono che è importante sviluppare una teoria generale dello sviluppo che prende in considerazione il fatto che un essere umano per sopravvivere deve necessariamente adattarsi alla realtà e non può vivere in contrapposizione nelle fantasie inconsce kleiniane. La stessa espressione “psicologia dell’Io”, contrapposta alla definizione della psicoanalisi classica come “psicologia dell’Es”, testimonia di un maggiore interesse, rispetto al passato, rivolto alla coscienza.
Metodologia
Gli psicologi dell’Io sono anche coloro che si occupano di introdurre oltre alla prospettiva dinamica, topica ed energetica, la prospettiva genetica (in psicoanalisi significa prospettiva evolutiva), cioè capire l’origine nel passato di ciò che sto osservando adesso. Creare quindi nessi causali fra passato e presente. Questi psicologi dell’Io, proprio perché erano orientati alla realtà, integrano il metodo psicoanalitico con altre metodologie. Questo perché erano ben consapevoli, già negli anni ’40 e ’50, dell’errore adultomorfo, cioè l’inferenza e la costruzione di teorie evolutive sulla base di pazienti adulti visti in analisi.
Per esempio, posizione schizo–paranoide: la Klein osserva nei suoi pazienti, anche adulti, o Bion osserva nei suoi pazienti schizofrenici, il funzionamento della scissione, dell’identificazione proiettiva, e quindi postulano che questi meccanismi, sulla base dei pazienti adulti, sono attivi nel bambino durante il primo periodo dello sviluppo (errore adultomorfo). All’errore adultomorfo si aggiunge l’errore patomorfo, cioè sulla base di ciò che osservo nei pazienti, io inferisco lo sviluppo normale. Quindi integrano il metodo ricostruttivo, retrospettivo della stanza d’analisi con l’osservazione longitudinale dello sviluppo dei bambini e dell’interazione madre/bambino.
Psicologia dell'io
Freud è passato dalla teoria della seduzione, che trovava la causa della patologia nella realtà materiale, dell’evento traumatico, a una teorizzazione che prendeva in considerazione la realtà psichica (sono le fantasie inconsce del paziente a causare l’isteria). Quindi nella prima topica Freud si concentrava sull’inconscio, sulle fantasie inconsce e quindi passa dalla realtà materiale (realtà esterna, causa di patologia) alla realtà psichica. La realtà psichica acquisisce un ruolo nell’eziologia della psicopatologia e un potere esplicativo del funzionamento psichico.
Con la seconda topica (Io, Es, Super-Io) passa a porre più attenzione all’Io e alle funzioni dell’Io (tra cui l’esame di realtà - capacità di distinguere tra realtà e fantasia - e principio di realtà con la sua dilatazione della scarica pulsionale), legate all’adattamento all’ambiente. L’Io quindi si differenziava dall’Es, utilizzava secondo Freud all’inizio l’energia dell’Es. Gli psicologi dell’Io invece vanno a operare una serie di ridefinizioni per dare più potere all’Io. Questi psicologi dicono: se il bambino fosse davvero in preda a fantasie inconsce, se ci fosse davvero solo un Es alla nascita, il bambino non potrebbe sopravvivere. Perché il bambino sopravviva deve essere fin dall’inizio orientato alla realtà. Siccome l’istanza deputata all’orientamento della realtà è l’Io, l’Io ci deve essere fin dalla nascita (per Freud no, l’Io si differenzia nel tempo dalla superficie dell’Es).
Ridefinizioni che operano gli psicologi dell'io
A livello dinamico: L’Io diventa più forte, acquisisce delle motivazioni proprie, indipendenti dall’Es e dal Super-Io. Non tutte le motivazioni dell’Io derivano dall’Es. Questo perché l’Io è orientato al mondo reale e deve tener presente il mondo reale.
A livello economico:
- Per Freud: l’Io deriva tutta la sua energia dall’Es.
- Per gli psicologi dell’Io: l’Io attinge all’energia libidica (aggressiva) e la de-istintualizza, cioè crea un’energia che non è più quella libidica/aggressiva ma è un’energia propria dell’Io.
A livello topografico: L’Io non è più una struttura unitaria che si differenzia dalla superficie dell’Es, ma è costituito...
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