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Freud 1: Definizione di psicoanalisi

Un postulato fondamentale alla base delle teorie psicodinamiche è che: esistono dei processi e dei contenuti di cui non siamo consapevoli. Questi processi e questi contenuti costituiscono la maggior parte del nostro funzionamento mentale. La psicoanalisi descrive anche un metodo di indagine, un metodo di indagare i processi inconsci sia nella psicopatologia, cioè nei sintomi che presentano i pazienti, sia nella normalità, con tutta una serie di processi come i lapsus, gli atti mancati e i sogni, che rivelano l’operato dell’inconscio. Infine la psicoanalisi descrive un metodo terapeutico (per le nevrosi e altri disturbi) e formula una teoria della tecnica psicoanalitica (libere associazioni, interpretazione, transfert…).

Freud e l’ipnosi

Freud fin dal principio aveva condotto l’ipnotismo in modo diverso rispetto all’esercitare solo una suggestione terapeutica sui suoi pazienti. Non suggeriva al paziente durante l’ipnosi che il sintomo non esiste; ma induceva la rievocazione, reintroducendo nel campo della coscienza esperienze sottostanti ai sintomi ma “dimenticate”, rimosse dal paziente. I ricordi rievocati, rivissuti con intensità drammatica, permettevano di esprimere e scaricare gli affetti legati originariamente all’esperienza traumatica e poi repressi.

Perché le idee divengono ad un certo punto inaccessibili?

Breuer: le esperienze ‘traumatiche’ sono avvenute in momenti di stati di coscienza alterati: “stati ipnoidi”. L’ipnosi indotta dal terapeuta permette di sanare la dissociazione, i ricordi vengono rivissuti in un normale processo emotivo.

Freud: i ricordi ed i sentimenti patogeni si dissociano, non a causa di uno stato di coscienza alterato a priori, ma poiché il contenuto affettivo di quei ricordi è perturbante, inaccettabile ed in conflitto con il resto delle idee e dei sentimenti. “L’isterico soffre perlopiù di reminiscenze” (Freud, 1892-1895). Freud vede gli isterici come persone in preda a conflitti e segreti, da tenere nascosti a se stessi ed agli altri.

Nuova eziologia dell’isteria (1896)

L'isteria è causata da traumi che inconsciamente si ripresentano nel sintomo. Cura = ricordare. Freud concentra la propria attenzione sugli eventi della storia del paziente e sostiene che i sintomi isterici rivelano un legame con specifici avvenimenti traumatici.

Innovazioni rispetto alla tradizione

  • Freud non si limita alla descrizione sintomatologica ma viene fatta corrispondere una storia, che ha che vedere con una ricostruzione dell’esperienza passata.
  • Viene valorizzato un evento di carattere traumatico ritenuto di significato eziologico avvenuto in età prepuberale.
  • Il ricordo inconscio permane, e si può riattivare durante la pubertà, causando l’isteria.

Modello del desiderio

Per un breve periodo, Freud vedrà nel trauma sessuale infantile, e cioè in uno specifico episodio di seduzione sessuale sperimentato nell’infanzia, il fattore eziologico fondamentale e indispensabile delle psiconevrosi. Nel 1897 però annuncia in una lettera a Fliess che le seduzioni ipotizzate nell’infanzia dei pazienti probabilmente non si erano mai verificate, ma erano ricordi di desideri. Se era vero che tutte le persone che soffrivano di isteria erano state sedotte durante l’infanzia, allora Vienna doveva essere piena di persone che seducevano i bambini. Quindi Freud cominciò a pensare che in realtà i cosiddetti traumi infantili, che i pazienti raccontavano, in gran parte costituivano delle fantasie; fantasie che erano presenti fin dall’infanzia e che si erano risvegliate con l’avvento della pubertà. Quindi il primo modello si chiamava modello della seduzione infantile, modello di isteria e delle altre nevrosi, mentre adesso introduce il modello del desiderio, cioè della fantasia di una seduzione da parte di figure maschili (in caso di femmine).

Conseguenze terapeutiche

La conseguenza è che da questo momento in poi ciò che Freud fa con il paziente è che oltre a cessare di utilizzare l’ipnosi o ogni forma di suggestione esplicita, non si preoccupa più di ricostruire gli avvenimenti passati (come le seduzioni) svelando i ricordi rimossi, ma vuole esplorare le fantasie e i desideri inconsci dei pazienti. Questa contrapposizione tra eventi realmente accaduti e fantasie o desideri rimossi viene detta, all’interno della psicoanalisi, distinzione tra “realtà materiale” (realtà esterna/eventi accaduti) e “realtà psichica”.

Cambiamenti nel trattamento: invece dell’ipnosi libere associazioni

Piuttosto che chiedere al paziente eventi legati al sintomo sotto uno stato alterato di coscienza come l’ipnosi, Freud formula la regola delle libere associazioni. Freud chiede ai suoi pazienti di comportarsi come un “viaggiatore che guarda fuori dal finestrino del treno e descriva a coloro che si trovano all’interno il mutare del panorama davanti ai suoi occhi”. Cioè chiede al paziente di comunicare, senza sottoporre a censura, tutto ciò che gli viene in mente, evitando la tentazione di cedere a pretesti critici per tenere lontane determinate idee improvvise, inclusi pensieri riguardanti una terza persona. Il paziente quindi deve dire tutto ciò che gli viene in mente e man mano che parla l’inconscio si può manifestare, per esempio in un lapsus. Alo stesso tempo, l’analista doveva porre, a ciò che il paziente diceva, un’attenzione fluttuante, cioè un’attenzione non focalizzata: si ascolta il paziente tentando di mantenere l’attenzione fluttuante, entrando in un particolare stato di coscienza. Freud dava per scontato il fatto che tutti potessero provare le libere associazioni, che la maggior parte delle persone potessero associare liberamente, in realtà oggi sappiamo che questo è una curva di apprendimento, cioè bisogna imparare a entrare in uno stato di rilassamento tale per cui si possa associare liberamente, senza frenare il proprio pensiero o senza cadere in un vuoto di pensiero. Grazie alle libere associazioni ma anche grazie a quelle che Freud chiama “resistenze”, cioè tutta una serie di processi che si oppongono alle libere associazioni, era possibile accedere all’inconscio, al conflitto inconscio che era dato da un lato dal desiderio rimosso e dall’altra parte dalle difese che il soggetto operava contro il desiderio.

Interpretazione dei sogni (1899/1900): la via regia all’inconscio

Scrive Freud: “il sogno in fondo non è altro che una forma particolare del nostro pensare, che è permesso dallo stato del dormire”. Questo perché durante il sogno si allentano le difese e quindi il materiale rimosso, i desideri per esempio infantili, possono emergere.

Interpretazione dei sogni (1899)

Che cosa sono i sogni per Freud?  I sogni sono il “soddisfacimento camuffato di un desiderio che è soppresso o rimosso” [soppresso: accade consapevolmente; rimosso: accade inconsciamente]. I sogni, dice Freud, sono “eliminazioni (mediante soddisfacimento allucinatorio) di stimoli psichici che disturbano il sonno”. Soddisfacimento allucinatorio significa che quando noi sogniamo è come se stessimo “allucinando” perché non stiamo operando nella realtà. Nel sonno si indeboliscono le forze dinamiche (le difese) che impediscono l’emergere di ricordi e sentimenti segreti. Se il desiderio venisse rappresentato direttamente, il sonno sarebbe interrotto. Si pensi per esempio al desiderio edipico: io desidero mio padre. Io non posso sognare di avere rapporti sessuali con mio padre perché mi sveglierei per la “sconceria” del mio desiderio segreto, quindi camuffo quel desiderio e sogno di cavalcare il cavallo di mio padre.

Distinzione tra pensieri onirici latenti e manifesti

  • Pensiero onirico latente: è ciò che è inconscio.
  • Pensiero onirico manifesto: è ciò che ricordo del mio sogno al risveglio.

Siccome il contenuto latente deve essere camuffato, distorto, cambiato, per Freud (e qui si rivolge alla fisica newtoniana) deve essere compiuto un lavoro di trasformazione dal contenuto latente al contenuto manifesto.

Il lavoro onirico

Questo lavoro utilizza specifici meccanismi (i cosiddetti meccanismi onirici) per trasformare i pensieri da cui il sogno deriva (pensieri del sogno o contenuto latente del sogno) e li rende irriconoscibili, permettendone così l’accesso alla coscienza. Nel momento in cui ho camuffato e ho un contenuto manifesto, questo può accedere alla coscienza: io posso ricordare che nel sogno ho per esempio cavalcato il cavallo di mio padre. Cosa va a formare i sogni?

  • Stimoli somatici: tante volte per esempio ci capita di sognare di bere perché abbiamo sete.
  • Resti diurni: qualcosa che ci è accaduto durante il giorno.
  • Pensieri del sogno: collegati ai desideri e/o ai ricordi infantili.

Questo lavoro onirico, la trasformazione da materiale onirico latente in manifesto, avviene secondo Freud grazie a quattro meccanismi:

  1. Condensazione: un’unica immagine del sogno può rappresentare diverse catene associative. Per esempio il cavallo che cavalco può rappresentare sì mio padre, ma può anche rappresentare il mio datore di lavoro (persona potente maschile che governa su di me), o il mio professore universitario e così via. Oppure se noi sogniamo nostra madre, nel sogno può rappresentare nostra madre, o una parte di nostra madre che associamo a noi, una zia e così via.
  2. Spostamento: un elemento latente viene sostituito da un elemento manifesto che di solito è poco rilevante. Cioè per esempio il papà, che è molto rilevante, si trasforma in un cavallo, che mi colpisce di meno.
  3. Trasformazione dei pensieri in immagini (raffigurabilità plastica): Il sogno tende a operare per immagini prevalentemente visive, ma anche acustiche. Quindi la cosa che scelgo deve essere rappresentabile in termini visivi. Freud inoltre fa notare che mancano delle relazioni (come perché, ma…); così come un elemento può rappresentare una cosa ma anche il suo contrario: nel sogno per esempio il cavallo di mio padre può rappresentare la potenza paterna ma anche l’impotenza paterna. Quindi non vale il principio di non contrapposizione (non c’è “o…o” ma “e…e”).
  4. Elaborazione secondaria: interviene in un secondo momento: poco prima del risveglio. Rende il sogno raccontabile a se stessi e agli altri. interviene togliendo al sogno l’apparente assurdità e incoerenza e agisce sui prodotti già elaborati dagli altri meccanismi. Il sogno diventa il prodotto di un complesso lavoro psichico.

La teoria del sogno

Il sogno è un esempio di come il conflitto tra un’esigenza, un desiderio e delle forze contrastanti che mantengono il desiderio inconscio (censura), sia alla base del funzionamento della nostra mente. Il sogno si esprime attraverso immagini visive e Freud fa notare che quelle immagini visive, nel momento in cui stiamo sognando, hanno la stessa realtà della nostra realtà materiale, della realtà esterna percettiva. Entrambi potrebbero essere illusioni. Il fatto che il sogno si esprime attraverso immagini visive e il fatto che durante il sogno il sognatore è caratterizzato da un ritirarsi pressoché completo dal mondo circostante, porta Freud a individuare l’origine durante il sogno di un processo che è esattamente il contrario, l’inverso di ciò che avviene durante la percezione della vita vigile, cioè avviene una regressione (regressione topica). Questo significa che durante il sogno avvengono una serie di processi che sono l’opposto di ciò che avviene durante la percezione nella vita vigile.

Le funzioni del sogno

Che tipo di regressione avviene? Nel sogno avviene la soddisfazione di un desiderio che nella vita vigile non può avvenire in quanto desiderio rimosso e questa soddisfazione di un desiderio è sostitutiva di un desiderio sessuale rimosso. Durante il sonno avviene una triplice regressione, un tornare indietro:

  • Dalla coscienza all’inconscio: perché si manifesta il desiderio inconscio.
  • Dal presente al passato: ricordi e residui diurni.
  • Da un linguaggio verbale astratto a un linguaggio visivo concreto.

Secondo Freud il sogno può essere “dall’alto in basso” (top – down) o “dal basso in alto” (bottom – up), cioè in alcuni sogni prevalgono elementi top – down, per esempio i resti diurni, stimoli somatici, stimoli percettivi, chiamati così perché sono legati ai livelli più consci, mentre in altri sogni prevalgono elementi bottom – up, cioè ciò che derivano dall’inconscio.

Freud 2: I modelli freudiani: la metapsicologia

Freud parla di tre prospettive principali per spiegare ogni fenomeno psichico:

  • Prospettiva economica
  • Prospettiva dinamica: si concentra sui conflitti alla base della mente.
  • Topica: dove avvengono i conflitti?

Punto di vista economico

Freud la chiama “abitudine mentale”. È basato sul concetto che noi tutti veniamo alla luce con una certa riserva di energia, che ha una fonte biologica innata. Questa energia (pulsione) deve, secondo il principio di costanza, scaricarsi. La pulsione può essere definita in riferimento a diversi elementi:

  • Meta: è il soddisfacimento. La scarica dell’energia provoca soddisfazione e quindi piacere. L’accumulo di energia provoca dispiacere.
  • Fonte: l’organo o parte del corpo la cui attività procura piacere e attraverso cui la pulsione si esprime (zona erogena).
  • Oggetto: ciò mediante cui l’energia pulsionale può raggiungere la sua meta. Per Freud l’oggetto è l’aspetto più variabile dell’energia. L’oggetto può essere un oggetto vero e proprio, materiale, ma può essere anche un essere umano.

L’energia può “investire” o “disinvestire” i suoi oggetti (mobilità): se sono una persona perversa e uso la scarpa per scaricare l’energia, sto investendo la scarpa, la scarpa ha un significato per me. Quando ho finito con la scarpa la disinvesto. La parola “investimento” in psicologia dinamica è intesa come “dare importanza”.

Che cos’è questa energia?

Siccome il conflitto sta alla base della psicologia dinamica, Freud ha sempre contrapposto due tipi di energie “antagoniste fra di loro” durante tutte le sue diverse fasi.

  • Inizialmente diceva che vi era una libido contrapposta a una pulsione di auto – conservazione (pulsioni dell’Io): la libido (energia sessuale) vuole conservare la specie attraverso la riproduzione, mentre la pulsione di auto – conservazione si contrappone alla prima perché l’interesse principale per la conservazione sono IO non la specie.
  • Nel 1920 vi era una libido contrapposta all’aggressività.
  • Nel 1923 vi era un istinto di morte contrapposto a un istinto di vita.

Tre saggi sulla teoria sessuale (1905)

Il punto di vista economico viene sviluppato nei tre saggi sulla teoria sessuale. La teoria delle pulsioni diventa il fulcro della teoria psicoanalitica freudiana e si basa sul presupposto che la spinta a soddisfare i bisogni sessuali dell’uomo provenga da una pulsione, che è la stessa che ci spinge ad assumere cibo. Quindi la pulsione è una determinante motivazionale interna, attiva l’apparato psichico, è la motivazione fondamentale per Freud. Secondo Freud la pulsione è un concetto al confine fra psiche – soma perché la sorgente dello stimolo è il corpo, ma attiva l’apparato psichico grazie ai suoi derivati conoscibili. Secondo Freud, i significati di qualsiasi evento mentale sono dati dal conflitto fra imperativi delle pulsioni che sono in contrasto fra di loro (es. pulsione libido e pulsione dell’Io).

1o modello libido: pulsioni sessuali (conservazione della specie) contrapposte alle pulsioni dell’Io (auto-conservazione).

Motivazioni e pulsioni

Un altro modello che Freud propone è il modello vita – morte e le pressioni delle civiltà. La nostra parte animalesca è da ricondurre, secondo Freud, alle pulsioni e questo si contrappone alla sublime finezza della civiltà. Uno dei compiti della civiltà è quello di controllare questo nostro aspetto animalesco legato da un lato alla violenza (pulsione di morte) e dall’altro alla sensualità (pulsione di vita). Con civiltà Freud intende in generale l’espressione delle capacità più elevate dell’uomo e quindi della coscienza. La massa invece può rappresentare le pulsioni, così come la guerra (manifestazione della pulsione di morte).

Tutti i comportamenti sono riconducibili in ultima analisi alla soddisfazione pulsionale, al tentativo di soddisfare le pulsioni e alle difese contro le pulsioni.

Tre saggi sulla teoria sessuale (1905): Il modello pulsionale

Il modello pulsionale sostiene che la mente è un apparato che funziona per scaricare l’eccitazione pulsionale. Gli stimoli possono essere esterni (ma in questo caso noi possiamo anche fuggire) o interni (è più difficile sfuggire). La mente funziona in modo da controllare, e se possibile scaricare, gli stimoli interni in particolare, quelli per cui non possiamo sfuggire.

Esempio (Freud, 1911)

Il bambino neonato ha fame, quindi cerca di gratificare l’istinto legato alla fame. Secondo Freud, le pulsioni inizialmente si appoggiano alle funzioni della nostra sopravvivenza, quindi il bambino ha fame, vuole mangiare, ha un accumulo di tensioni. Il bambino nasce in preda alle pulsioni e queste pulsioni sono pulsioni parziali. Il seno (primo oggetto) arriva, soddisfa la fame del bambino...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

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