Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

2. l’ESPLORAZIONE: anche questa presenta vari livelli evolutivi—> dall’esplorazione delle

mani nel neonato, alla manipolazione degli oggetti, all’esplorazione delle idee. Essa, come

l’imitazione, è mossa da un INTENTO.

La prima esplorazione viene effettuata tramite il GUSTO

[imitazione vs esplorazione: a motivare l’esplorazione non è un modello, ma la curiosità o

bisogno di gustare cose nuove]

3. l’ATTIVITÀ FANTASTICA: dal gioco simbolico, a quello di ruolo, fino alla costruzione di

teorie e all’espressione artistica, essa caratterizza notevolmente lo sviluppo. Questa

attività permette di rendere la mente presente a se stessa mediante i prodotti della propria

attività—> attraverso l’immaginazione, essa libera il b dal bisogno di un contatto

immediato con se stesso, o da una continua esperienza sensoriale, e gli consente di

elaborare un contatto cognitivo con sé e con i suoi elementi emotivi, modellati

nell’interazione ludica con la figura materna

-questi tre sistemi comportamentali si intersecano tra loro, realizzando una grande varietà

di condotte

LO SPAZIO INTERNO

-esiste uno SPAZIO INTERNO dell’ambiente ludico (vs quello ESTERNO, che è quello in

cui il b può in modo ludico fare pratica della vita) che è generato dalle interpretazioni

sensoriali delle rappresentazioni di eventi spaziali e che è abitato dalle immagini della

mente

-l’ambiente ludico è principalmente lo spazio psichico di WINNICOTT: lo spazio che

consente l’espressione dell’attività rappresentativa, dove il b può rivivere gli oggetti e le

persone che incontra nella realtà —> l’interiorizzazione della parola e dell’azione sono

possibili perchè uno spazio si è formato precedentemente—> spazio in cui si muovono i

simboli, le immagini, le parole, le idee, i concetti ecc. aka lo spazio in cui si incontra il

mondo

-per FREUD questo spazio si crea nella prima esitazione avvertita fra l’IMPULSO e

l’AZIONE

-lo spazio interno è dunque uno spazio di QUALITÀ DINAMICHE e quindi è uno SPAZIO

AFFETTIVO

es. una b che gioca con una bambola ripetendo quello che la m fa con lei, IMITA

un’attività, ESPLORA un comportamento e un ruolo, ESPERISCE fantasticamente i propri

sentimenti

-l’APPRENDIMENTO NATURALE richiede un ambiente ludico: in caso contrario

l’apprendimento sarebbe falsificato o anche patologico

-BANDURA—> la trasmissione dell’aggressività attraverso l’imitazione è avvenuto perchè

la situazione era ludicamente rappresentata e Bobo era un destinatario fittizio: questo

toglie realtà alla scena (aka modello ludico). Se la scena si fosse svolta tra persone, i b

avrebbero provato paura e sgomento—> l’esposizione di un soggetto a un comportamento

aggressivo, fuori da un ambiente ludico, produce un’identificazione con l’aggressore o

un’identificazione difensiva 4 di 21

CONCLUSIONE

-la madre è il primo ambiente del b

-l’ambiente è una creazione della mente

-le sequenze interattive che si svolgono tra m e b non sempre sono momenti ludici: oltre

all’AMBIENTE LUDICO, che favorisce la gioia e promuove l’empatia, può verificarsi un

AMBIENTE CONDIZIONALE, vale a dire un ambiente in cui i momenti ludici sono

condizionati da una serie di convenzioni e sono elargiti in determinate occasioni—> gli atti

interludici sono concessi al b come premi per aver soddisfatto una richiesta proveniente

dall’esterno

-in un ambiente caratterizzato dall’assenza di ogni momento ludico, il rapporto m-b è

regolato soprattutto da DIVIETI: ogni coinvolgimento ludico è considerato non educativo

dalla m o una perdita di tempo—> questo è un AMBIENTE IMPERATIVO (spesso la m è

depressa o psicotica)

I PRESUPPOSTI DELLO

SVILUPPO UMANO

-ciò che avviene nelle prime fasi della vita del b, soprattutto nella relazione con la m, resta

inciso nelle connessioni neurali e influisce sulla formazione della personalità e sulle

esperienze future—> vedi TEORIA DELL’ATTACCAMENTO

-BALINT: la relazione m-b è caratterizzata da SOFFERENZA poichè il b nascendo vive

una discontinuità e poi, col passare del tempo, si accentuano delle discrepanze tra i

bisogni bio-psicologici e le risposte affettive disponibili nell’ambiente—> questo divario

creerebbe un DIFETTO che influirebbe sullo sviluppo della personalità del soggetto—>

esso potrebbe mantenersi, ampliarsi o ridursi nelle relazioni successive

-le sinapsi sono in parte geneticamente istruite e in parte culturalmente determinate,

mediante le esperienze della vita: per questo il neonato non dispone da subito di tutti i

mezzi per poter sopravvivere—> perchè il cervello chiede cultura? perchè lo scopo della

vita non si esaurisce nella sopravvivenza: l’uomo cerca una qualità espressiva di sé

soddisfatta nei contatti corrispondenti ai vari livelli evolutivi—> per fare questo ha bisogno

della relazione con la m, permessa dall’INNAMORAMENTO

SVILUPPO E AFFETTIVITÀ

-lo sviluppo dipende da NATURA e CULTURA

-esso non ha una meta finale precisa e appare, in ogni momento della vita, come un

processo simultaneamente di crescita e di declino. Inoltre i cambiamenti sono INTERNI,

ma anche INTERPERSONALI e SOCIALI e possono assumere una pluralità di direzioni

LA NATURA LUDICA DELL’AFFETTIVITÀ

-l’INFANT RESEARCH evidenzia il ruolo primario dell’affettività nella relazione m-b e la

natura ludica dell’affetto 5 di 21

-TREVARTHEN ha ipotizzato una SENSIBILITÀ INNATA a ricercare l’altro con cui entrare

in rapporto

-il b non esaurisce le sue potenzialità affettive nel rapporto con la m, ma, nel corso della

vita, il suo potenziale emerge progressivamente, suscitando nuovi bisogni e nuovi rapporti

affettivi—> si ipotizza che lo sviluppo affettivo maturi in una serie di rapporti consecutivi, in

ognuno dei quali, qualora non vi siano impedimenti, non soltanto avverrebbe una

riqualificazione dello sviluppo, ma anche una riorganizzazione della personalità

-nonostante questo, però, la relazione m-b persiste in forma latente nel corso dello

sviluppo e, quindi, delle altre relazioni —> le relazioni successive, tuttavia, non sono

rigidamente governate dalle precedenti e presentano un margine di autonomia la cui

ampiezza dipende da quanto “sane” siano state le prime relazioni

-le relazioni rispondono a precise richieste di una maturazione del potenziale affettivo: il

bisogno di un contatto sentito VITALE per la propria esistenza, la creazione di

un’esperienza interiore di condivisione di uno stato sentito come PERMANENTE, la

nascita di un sentimento del NOI (= appartenenza), l’instaurazione di un ambiente

interattivo LUDICO—> i rapporti umani che soddisfano queste richieste e identificano

dimensioni affettive in senso evolutivo sono principalmente quattro:

1. BAMBINO-MADRE

2. FIGLIO-PADRE

3. DUE INDIVIDUI EROTICAMENTE INNAMORATI

4. GENITORI-BAMBINO

-DAMASIO pone i sentimenti alla base della stessa vita psichica.

Esiste un SENTIMENTO DI BASE che, in quanto proprietà della materia vivente, precede

ma anche informa, cioè qualifica con una diversa tonalità affettiva, ogni movimento

dell’organismo per l’intera durata della vita

-il sentimento di base è in genere identificabile con una qualità dell’essere che informa

ogni aspetto del comportamento; tuttavia, tale qualità cambia nel tempo, richiedendo, di

volta in volta, un nuovo “oggetto” e una nuova forma di rapporto

-il sentimento di base, fin dall’inizio, assolve due funzioni: informa il comportamento del b,

affinché questi in ogni momento possa sentirsi bene e, in quanto onnipresente, crea il

senso della continuità, pur nell’avvicendamento di sensazioni e di emozioni diverse—> il

sentimento, espressine prioritaria dell’apparato per sentire, è come lo schermo su cui si

stagliano sensazioni ed emozioni. La sensibilità ha in se stessa una funzione valutativa-se

nel rapporto con la m il b sviluppa un innamoramento che si esprime come attaccamento,

nei rapporti seguenti tende a sviluppare nuove forme d’innamoramento che caratterizzano

una diversa qualità della relazione

-alla base di ogni innamoramento vi è il bisogno di ritrovarsi e di sperimentarsi in forme e

contenuti nuovi; anzi, è tale bisogno a far maturare il sentimento dell’innamoramento nelle

sue diverse espressioni. La forza dell’innamoramento e, quindi, del legame è sufficiente a

promuovere una riorganizzazione della personalità

—————-> in breve: c’è un bisogno (fare esperienza di sé) che è possibile soddisfare

soltanto mediante l’altro

-con il padre non cambia la natura ludica del rapporto, ma cambia il modo di stare insieme

-in caso di assenza di una risposta adeguata da parte dell’ambiente - per esempio, di

un’assenza affettiva della figura paterna - pur restando la spinta interna verso nuove e più

mature forme del sentire, il sentimento non evolve, restando privo della qualità che

caratterizzerebbe, in modo appropriato, il nuovo rapporto

6 di 21

-in uno sviluppo soddisfacente, dunque, la qualità del sentimento di base da infantile

dovrebbe trasformarsi in un sentimento qualificabile come “adulto”, vale a dire in grado di

esprimersi come risposta al bisogno dell’altro

NATURA DEI RAPPORTI AFFETTIVI

-l’influenza della relazione b-m sui successivi rapporti dipende dall’INTENSITÀ di tali nuovi rapporti

affettivi

-la relazione con la m non esaurisce tutte le potenzialità di sviluppo del b—> tale rapporto in parte

modifica nel tempo la propria qualità, soprattutto per l’azione che su di esso esercitano i successivi

rapporti (soprattutto quello col papà)

-ogni rapporto precedente diventa una sorta di schermo sul quale si giocano i successivi rapporti

-se il rapporto con la m si caratterizza come ATTACCAMENTO, il rapporto col padre si qualifica

come TRASPORTO, un condensato di orgoglio, entusiasmo e desiderio (il b introietta

l’ammirazione della m verso il p e la trasferisce nel rapporto col p)—>il b emula il padre e questo

garantisce la SOPRAVVIVENZA —>un adolescente, in assenza di un rapporto paterno, tenderà a

instaurare con il partner una relazione avente la qualità affettiva sperimentata nella relazione con

la madre. Il partner diventa un sostituto materno

-il primo legame d’amore del b con la m è la manifestazione del bisogno di sopravvivere in un’età

di estrema fragilità. Avere un padre sentito come forte riattiva un senso di fragilità nel figlio; a sua

volta, il senso di fragilità promuove nel figlio il desiderio di essere come il padre, o di essere da lui

approvato. Un padre avvertito debole non promuove nel b alcuna forma di ammirazione nei suoi

confronti, e ciò indebolirebbe nel figlio i processi di identificazione

-il b resta insensibile agli stimoli del p fino a quando non maturano in lui nuove esigenze affettive,

le quali ricercano e “stimolano” nuove forme relazionali in cui riorganizzare la propria vita mentale.

Allo stesso modo bisogna attendere l’adolescenza perchè un giovane avverta una nuova

sensibilità per l’altro—> la mente dunque tenderebbe ad auto-organizzarsi, maturando una

sensibilità nuova che favorirebbe la creazione di un ambiente relazionale favorevole, cioè ludico,

per un più alto livello evolutivo

IL RAPPORTO B-M

-solo la m può suscitare nel b quelle qualità o sensazioni che la mente del b è preparata a

sentire—> il CORPO della m è il primo specchio del b

il b preferisce il corpo della m, la sua VOCE

-attraverso la m, il b recupera e mantiene il contatto con se stesso

-compito della m è ridurre lo scarto tra le attese innate del b e l’esperienza di tali

aspettative

IL RAPPORTO FIGLIO-PADRE

-il p è importante perchè DIVERSO dalla m: il p non vede un b (come la m), ma un futuro

uomo; non vede un b asessuato, ma contempla un maschio o una femmina ecc.

-la m deve lasciare andare il b e lasciare che il p lo accolga

-il p propone al b GIOCHI nei quali egli possa sperimentare le sue nuove competenze e

soddisfare i nuovi interessi 7 di 21

-il passaggio dalla m al p comporta una modificazione del SENSO DI SÉ che da

“sentimento b” si trasforma in”sentimento filiale”

-l’AFFETTO PATERNO è qualitativamente diverso da quello materno: il p soddisfa le

richieste di AUTONOMIA e EMANCIPAZIONE del figlio

IL RAPPORTO AFFETTIVO NELL’ADOLESCENZA

-l’adolescente matura una nuova qualità del sentimento di base che si esprime

nell’INNAMORAMENTO: questo fa sì che l’adolescente non solo sia attratto dal gruppo dei

pari o dall’amico del cuore, ma abbia soprattutto la necessità di emanciparsi dalla famiglia

di origine—> sviluppa la qualità del SENTIMENTO DI UGUAGLIANZA ALL’ALTRO e

quello di essere ALL’ALTEZZA DEI GENITORI: il figlio è motivato a svilupparsi per essere

come il p—> nell’innamoramento egli realizza l’uguaglianza con il g e tale uguaglianza può

viverla in un rapporto tra uguali

-un nuovo e intenso rapporto affettivo costringe il giovane a confrontarsi con l’altro e a

ridisegnare la propria personalità con riferimento a una nuova diade

IL RAPPORTO G-B

-il g vive le esperienze del figlio (i suoi stati interni) e si organizza parallelamente

all’organizzazione della personalità del figlio

-l’AMORE GENITORIALE prevede il superamento del proprio narcisismo—> quest’ultima

tappa della maturazione del sentimento richiede una conversione difficile da compiere

qualora le relazioni precedenti non siano state soddisfacenti. Per diventare genitore è

necessario mettere a morte il b che è stato amato dai propri g—> in caso contrario il b

continua a essere parte del sé del genitore e il rapporto con lui diventa narcisisticamente

funzionale

L’AMBIENTE MATERNO

-all’inizio il b è un insieme di qualità, alcune sono di benessere e altre di malessere: in un

caso si attiva il SISTEMA LUDICO ED ESPLORATIVO, nell’altro quello della PURA E

DELLA RICERCA DI SICUREZZA

-il primo ambiente del b, dopo la nascita, è quello MATERNO—> esiste un attaccamento

elettivo, preferenziale, per la MADRE NATURALE in virtù delle particolari qualità che è

possibile sperimentare all’interno di tale relazione

-un soddisfacente legame affettivo verso una figura di attaccamento si fonda su

esperienze di natura qualitativa, in cui sono coinvolti BISOGNI SENSORIALI ed

EMOZIONALI—> una madre naturale impara a sentire il b prima che nasca e questo la

rende capace di “tenere il b in modo naturale”; inoltre una madre vera generalmente

stringe a sé il b dell’uomo che ama

-FREUD: i legami sociali e, in particolare, quello con la m, sono un EFFETTO

SECONDARIO—> tale legame sarebbe derivato dalle opportunità offerte dal b di

soddisfare i propri bisogni (in primo luogo il bisogno di cibo)—> l’esperienza insegnerebbe

al b a distinguere e ricercare la m come la persona che gratifica tutte le esigenze

fisiologiche 8 di 21

-TEORIA DELL’APPRENDIMENTO: dall’esperienza dell’alimentazione il b deriva il

piacere di stare con gli altri

-ALTRI AUTORI: il b ha una tendenza innata a ricercare la relazione con un altro. Il b

cerca il contatto con il seno materno, poichè da questo dipendono sia la sua

sopravvivenza che il suo sviluppo—> la bocca diventa lo strumento pi idoneo per avere un

contatto soddisfacente con la m. La m come persona sarebbe una scoperta successiva al

seno, di cui costituisce un’estensione

-BOWLBY: la ricerca e il mantenimento della vicinanza alla m contribuiscono non solo alla

SICUREZZA del b, ma consentono soprattutto l’APPRENDIMENTO di attività vantaggiose

per la SOPRAVVIVENZA. L’attaccamento risponde a una precisa FUNZIONE

BIOLOGICA, regolando la vicinanza alla m—> aka il comportamento di attaccamento è

indotto da una serie di risposte vantaggiose (e non dal piacere o l’energia libidica)

-l’immagine del sentimento che prende forma nella relazione del neonato con la m è

l’IMMAGINE BAMBINA del sentimento

-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.

-concetto di ATTACCAMENTO MONOTROPICO: il b, geneticamente programmato a

ricercare la vicinanza di una persona protettiva, si attaccherebbe a una sola persona

(normalmente la m)—> in realtà il b dirige il comportamento di attaccamento verso più

figure

-il sostituto della m da un lato non può essere esposto agli stessi livelli ormonali della m

naturale; dall’altro può avere poco o nulla a che fare con il b che accudisce prima che

questi abbia già qualche settimana o mese—> di conseguenza le risposte di un sostituto

materno possono essere meno intense e meno regolarmente suscettibili di quelle di una m

naturale

-accogliere il principio di un MONOTROPISMO ELETTIVO comporta l’ipotesi che alla base

del comportamento di attaccamento ci sia un sistema affettivo che si esprime nella ricerca

di specifiche qualità sensoriali ed emozionali che solo una m naturale può pienamente

corrispondere

-ciò che porta il b a piangere quando la figura di attaccamento lo abbandona e a

manifestare piacere nel ricongiungimento è la perdita e il ritrovamento della propria

immagine affettiva—> il b si ritrova riconoscendo la m

-l’attaccamento, se permette di evitare i pericoli, è prima di tutto espressione del bisogno

di mantenere o ripristinare una specifica qualità di contatto. Lo stabilirsi di un forte

attaccamento, a sua volta, è condizione sia per sperimentare emozioni capaci di dare una

precisa forma al sentimento di base, sia per dare inizio a una profonda vita affettiva

-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-

-il b, al momento della nascita, ha già fatto una serie di esperienze di sé a livello dei

CINQUE SENSI: il TATTO è il primo a svilupparsi ( la m propone un ambiente sensoriale,

in parte in continuità con quello antecedente la nascita, e in parte innovativo, cioè

qualitativamente più stimolante e piacevole, così da “svegliarlo”)

-m e p hanno voci differenti, perciò trasmettono sensazioni alle quali il b reagisce in modo

emotivamente differente. La stessa cosa vale per il contatto cutaneo: il corpo liscio e

morbido della m tranquillizza il b, questo non avviene per il p—> il b, con ognuno dei g,

entra in un diverso mondo sensoriale, rappresentazionale ed emozionale

9 di 21

-il ripresentarsi di un volto specifico e il suo riconoscimento creano nel b un SENSO DI

CONTINUITÀ che ben presto si trasforma in SENSO DI FIDUCIA nel benessere che

si ripete e si rinnova con il ripresentarsi dello stesso volto

-il b che guarda il viso della m, più che vedere, SENTE come è sentito dalla madre—>

all’inizio il b non sente qualcosa, ma è un tutt’uno con ciò che sente

-tutte le volte che il b è alle prese con una sensazione sconosciuta (Es. nuovo sapore)

smarrisce il proprio mondo e se stesso, sperimentando l’estraneo—> la m lo riporta nel

suo mondo familiare fatto di cose buone, morbide, gradevoli

-allattamento: la m vive un’ESPERIENZA INTEGRATA, in cui tutti i sensi si riflettono e si

corrispondono in una sola IMMAGINE AFFETTIVA contrassegnata dalla DOLCEZZA (del

sapore, del contatto cutaneo, della voce ecc.)—> ogni qualità che non risponde

pienamente alle aspettative del neonato (es. voce aspra) lascia il b in uno stato di

incompletezza—> il FALSO SÈ è un sentimento di insufficienza e inadeguatezza che

ispira al soggetto un senso di vivere al di sotto delle proprie potenzialità. Se ci si identifica

completamente col falso sé, accade quello che JUNG illustra con l’espressione

INFLAZIONE PSICHICA, che comporta un delirio di grandezza

-il giusto modo di sentire è presupposto essenziale affinché si sviluppi il giusto modo di

pensare se stesso nel mondo —> es. il contatto del b con il seno-madre è decisivo per il

suo futuro sviluppo mentale: libero dall’angoscia è pronto a esplorare il proprio ambiente, a

interagire con le persone che lo circondano e, infine, a popolare di pensieri, idee e concetti

il suo mondo interno

LA MATURAZIONE DEL

SENTIMENTO

LA MENTE NASCE NEL MOMENTO IN CUI SENTE, ED È COSTITUITA DA EVENTI DI

QUALITÀ

-in uno sviluppo ideale, le esperienze affettive (sensazioni, emozioni ecc.) sono di volta in

volta impregnate di una qualità, o di una specifica sensibilità affettiva predominante in una

particolare relazione—> il b, nella relazione con la m, impara a riconoscersi in una precisa

qualità affettiva, differente da quella che esperirà nella relazione col p e in quelle

successive—> in questa prospettiva il TRANSFERT è la persistenza in un individuo di una

specifica qualità o immagine affettiva, capace di attivare, in modo stereotipato, schemi

emozionali, pensieri e comportamenti

-la novità del rapporto b-p o di quello con la persona amata è nella qualità con cui è sentito

tale rapporto

-MELTZOFF: la corrispondenza tra quello che il b vede sul volto dell’altro e quello che

sente sul proprio si basa sulla capacità di coordinare diverse modalità percettive, come

quelle visiva e motoria. Il b è, fin dalle prime settimane, in grado di operare confronti tra le

info che riceve dall’ambiente e quelle che su di sé avverte in modo propriocettivo,

entrando in sintonia affettiva con l’ambiente—> la CORRISPONDENZA TRANSMODALE

(?) permette al b di tradurre le info recepite in una modalità sensoriale in un’altra modalità

10 di 21

e di conformare le info provenienti dall’esterno con quelle propriocettive, creando una

sintonia tra stato interno e ambiente, ossia un punto di contatto tra il Sé e l’altro

-suzione: il b è ciò che sente aka è BONTÀ. Il trasferimento di sé sul piano visivo ha una

arie di conseguenze: se ciò che è dolce è anche buono, ciò che buono diventa bello

-WINNICOTT: la m è uno specchio, una sorta di PLACENTA PSICHICA, in cui il b può

esistere e fare esperienza di sé creativamente—> quel che appare in uno specchio

materno è un’immagine del sentimento del b, sentita come bella e buona. Dopo la nascita,

compito della m è quindi offrire al neonato una nuova placenta capace di contenere e

eccitare i suoi sensi e i suoi stati affettivi in una situazione di benessere—> uno sguardo

assente è come uno specchio vuoto, che non riflette nulla: provoca angoscia

-se il b sopravvive a una m malevola nei suoi confronti, il sentimento di base tende ad

assumere i toni della casualità, provvisorietà: queste persone vivono con il costante timore

di ricevere una brutta notizia, mentre le buone notizie sono accolte con un sentimento di

allarme, quasi fossero preludio di un imminente disastro

-in uno sviluppo ideale il b deve affrontare l’uscita dalla placenta psichica materna, in cui

ha sperimentato una fusione, fino a riconoscere la m come persona non separata ma altra

da sé—> WINNICOTT parla di AREA INTERMEDIA DI ESPERIENZA, posta tra mondo

interno e mondo esterno, dove avviene l’esperienza culturale e dove è possibile giocare

creativamente: questo spazio potenziale tra m e b è soprattutto il luogo degli affetti e la

sua formazione ha come presupposto l’interiorizzazione da parte del b dello sguardo della

m. Riusciamo a sopportare la solitudine finché continuiamo guardarci dall’interno

-in seguito all’interiorizzazione dello sguardo materno e del suo contenuto, il b può

progressivamente distanziarsi dalla m, poichè è in grado di tollerare seppure per brevi

periodi, la sua assenza fisica—> MELANIE KLEIN: come l’OGGETTO INTERNO

-lo spazio interno inizialmente è piatto, bidimensionale poichè costituito di corrispondenze

o risonanze cognitive. Diventerà tridimensionale con l’ingresso del p nella vita affettiva del

b

-le esperienze che avvengono intorno ai divieti materni sono fondamentali per promuovere

la crescita del b—>SPITZ: il “no” rappresenta una frustrazione affettiva per il b e crea una

situazione conflittuale tra il desiderio di attività e il ritorno alla passività. Il b esce dal

conflitto mediante il meccanismo dell’identificazione e, in questo modo, si approprierebbe

del “no” materno—> un attaccamento insicuro potrebbe attivare una puntigliosa

ostinazione o una rassegnata sottomissione

-il “no” della m ci informa, inoltre, che sono cambiate le esigenze del b e che la m non è

più in grado di soddisfarle: ciò promuove un movimento che dalla m si orienta verso il p

CON LA SCOPERTA DEL P HA INIZIO LA VERA AVVENTURA DELLA VITA

IL PADRE, L’ALTRO OGGETTO

LA FIGURA DEL PADRE IN PSICOLOGIA

-prima si pensava che il ruolo del p non fosse importante

es. concetto di CARENZA DELLE CURE MATERNE: lo sviluppo, nei suoi aspetti critici,

deriva da un rapporto insoddisfacente con la m

11 di 21

IL PADRE COME L’ALTRO OGGETTO

-il p è un’acquisizione secondaria aka SECONDO OGGETTO: compare nella vita del b

dopo i sei mesi e crea una scissione dalla figura materna—> con la sua comparsa, il p

aiuta a liberarsi dalla fusione con la m (e ad esserne consapevole) e favorisce il processo

di separazione-individuazione

-p= rappresentante del SISTEMA SOCIALE

IL RUOLO COMPRIMARIO DEL PADRE

-il ruolo di p e marito sono estremamente collegati

-il padre è l’altro rispetto alla madre—> in assenza del p, il b giocherebbe comunque con la m ma

non ne avvertirebbe la preferenza: più le differenze tra m e p sono accentuate, più velocemente il b

riconosce la propria preferenza per la m—> la più grande gioia del b è il ritrovamento di sé nella

relazione con la m, dopo un’interruzione provocata da un intervento estraneo

-il b ha due aree di esperienza mentale:

*PSICOSENSORIALE aka percezione primitiva attraverso il soma

*PSICO-ORALE aka consente di riconoscere gli stimoli eterni al sé

-mediante queste due aree il b entra in contatto con qualità percettive che sente come proprie o

estranee

-la relazione m-b non è inserita in un ambiente vuoto, ma nella relazione marito-moglie

PASSAGGIO DALLA MADRE

AL PADRE

-FUNZIONI DEL PADRE:

*il padre promuove la CRESCITA del b in tutti i suoi aspetti: cognitivo, emotivo e

sociale. In particolare, aiuta il b a liberarsi dalla simbiosi con la m, favorendo

l’autonomia dell’Io e la consapevolezza di essere un individuo separato dalla m;

favorisce la crescita delle competenze intellettive; sostiene la crescita sociale e la

capacità di relazionarsi con altri; assicura un adeguato sviluppo emozionale

*il p promuove lo SVILUPPO e la DIFFERENZIAZIONE SESSUALE, determinando

l’identità sessuale dei figli, in modo particolare nel favorire il ruolo femminile della

figlia

*il p promuove lo SVILUPPO MORALE: è il rappresentante dei valori della società.

Una buona identificazione col p consente un adeguato sviluppo della disciplina, del

senso di responsabilità, della coscienza ecc.

—> tali contributi possono essere raggruppati intorno a tre “sensi”: SENSO DELLA

CRESCITA, DELLA SESSUALITÀ, DEL PROPRIO VALORE

-nel secondo anno di vita il b acquista la competenza simbolica—> con la m non aveva

bisogno di simboli per poter comunicare: il linguaggio apre al b la strada per trovare il p

-inoltre impara a camminare e ad esplorare l’ambiente—> la m, di fronte al bisogno di

autonomia del b, ricorre a nuove forme di controllo

-il p è il nuovo ambiente mentale del b, capace di rispondere alle sue nuove esigenze

12 di 21


ACQUISTATO

26 volte

PAGINE

21

PESO

144.60 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia clinica e di comunità
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cecil chou chou di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Quaglia Rocco.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Psicologia dinamica

Riassunto esame "Psicologia dinamica progredita", prof. Quaglia, libro consigliato "Il senso della vita: dalla madre al padre" di R. Quaglia
Appunto
Riassunto esame "Psicologia dinamica progredita", prof. Quaglia, libro consigliato "Modelli evolutivi in psicologia dinamica" di Quaglia e Longobardi (parte 3)
Appunto
Riassunto esame "Metodi di intervento in psicologia di comunità", prof. N. De Piccoli, libro consigliato "Psicologia di comunità" di P. Amerio
Appunto
Riassunto esame Psicopatologia, prof. Zennaro, libro consigliato Lo sviluppo della Psicopatologia, Zennaro
Appunto