Il colloquio nella pratica educativa
Definizione colloquio: forma di dialogo finalizzato tra due o più persone. Riguarda almeno 2 soggetti che comunicano parlando e ascoltando, scambiandosi messaggi attraverso i codici del linguaggio verbale e non, che possono riguardare una molteplicità di contenuti.
Il colloquio raggiunge la sua autentica finalità quando le persone hanno la sensazione di aver ricevuto qualcosa, di aver incontrato nell’altro qualcosa che prima non era stato possibile trovare e che ora apre alla comprensione e al cambiamento.
Il colloquio non riguarda mai solo le persone coinvolte direttamente, ma comprende anche il contesto come quadro di riferimento istituzionale e politico, ossia il servizio.
Affinità e divergenze tra le figure professionali
- Assistente sociale: gestisce prevalentemente l’area del soddisfacimento dei bisogni materiali e sociali, anche in riferimento a vincoli e risorse istituzionali.
- Educatore professionale: considerando sia il versante psicologico che sociale, sostiene progettualmente i processi di cambiamento individuale e di gruppo, operando sul piano cognitivo, emotivo ed affettivo.
- Psicologo: opera prevalentemente con vissuti, dinamiche intrapsichiche e processi mentali del soggetto, tramite relazioni progettate, specifiche e non quotidiane.
Il ruolo del colloquio nel lavoro educativo
Il colloquio è una costante relazionale del lavoro educativo, la cui finalità è la persona con cui l’educatore lavora e con cui persegue la realizzazione personale. Nella pratica educativa l’obiettivo è il cambiamento, ossia una nuova e diversa rappresentazione di sé. Il mezzo è la relazione, come principale strumento d’intervento dell’educatore.
L’educatore è continuamente in colloquio, senza di esso perderebbe ogni significato della sua presenza nel lavoro sociale.
Competenza progettuale dell'educatore
La competenza progettuale dell’educatore: capacità di pensare, ricercare, costruire contesti di comunicazione e relazione che favoriscano lo scambio di informazioni, azioni, pensieri, emozioni utili a sostenere l’ipotesi di cambiamento. La relazione educativa ha la funzione di costruire eventi significativi finalizzati al cambiamento.
A differenza di altri professionisti, l’educatore non formula diagnosi, non opera sulle patologie, ma utilizza la relazione per favorire la comunicazione e aumentare il loro potere decisionale, mobilitare le risorse e potenzialità senza sostituirvisi.
Finalità del colloquio educativo
La finalità del colloquio educativo è favorire il cambiamento e aumentare la consapevolezza di sé, facendo emergere e mobilitando le risorse personali con cui il soggetto possa affrontare la realtà in modo autonomo. Gli ambiti di intervento dell’educatore sono i progetti di vita delle persone, il loro adattamento cognitivo/relazionale/sociale al piano di realtà.
L’indagine sulle cause delle condizioni psichiche e comportamenti non è pertinente al ruolo.
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