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Diventare famiglia

Un evento cruciale per tutta la famiglia: la nascita del primo figlio

La nascita di un figlio è un evento che discrimina nettamente due fasi della vita. Il figlio apre uno sguardo al futuro e impone una rilettura del proprio passato, dando inizio a un legame genitore-figli di natura indelebile. Diventare genitori è un processo che si snoda nel tempo e non coincide necessariamente col concepimento del figlio. Affonda le sue radici nella storia personale di ognuno, è influenzato dalle aspettative sociali e si sviluppa in un preciso contesto familiare: una transizione che i coniugi attuano nell'acquisizione dello status genitoriale.

La genitorialità biologica e quella socio-educativa sono due aspetti reciprocamente connessi, ma che possono sussistere indipendentemente. Oggi si delinea sempre più come scelta personale e come desiderio di autorealizzazione della coppia. La nascita del figlio introduce caratteri di novità non riconducibili a schemi precostituiti, è un evento critico che richiede un cambiamento dell'organizzazione familiare. Generalmente, la coppia tende a neutralizzare l'evento per non mutare l'equilibrio precedente e la percezione del tempo si appiattisce alla dimensione del presente. È necessario un collegamento col passato (qualcosa va mantenuto) e il futuro (trasmesso alle generazioni future), si inaugura un nuovo capitolo della storia familiare e si prosegue contemporaneamente la storia plurigenerazionale.

I coniugi diventano genitori

Avere un figlio è considerato nella nostra società uno dei marker più importanti nell'acquisizione dello status di adulto. È una responsabilità tipicamente adulta che consiste nel prendersi cura. Si manifesta come asimmetria (responsabilità dell'adulto verso il bambino) e reciprocità (bambino come persona a pieno titolo capace di instaurare precoci relazioni). Svolgere la funzione genitoriale consiste nel dare contemporaneamente affetto, contenimento e direzione alla crescita attraverso il rispetto delle norme.

Lo stile di parenting è un fattore multidimensionale su cui incidono le esperienze di vita di ogni coniuge, l'orientamento valoriale, la relazione di coppia, le attese sociali e la propria esperienza di figlio. Esistono tre tipi principali:

  • Constructive: Favorisce lo sviluppo fisico, psichico e sociale attraverso pratiche educative che prevedono un'interazione frequente e stimolante, partendo dai bisogni del bambino.
  • Destructive: Ostilità e coercizione, con genitori preoccupati soprattutto della disciplina e obbedienza.
  • Supportive: Comportamenti di supporto reciproco tra i genitori, con alti livelli di coinvolgimento affettivo.

La propensione verso lo stile di parenting è in rapporto all'orientamento valoriale che il soggetto ha costruito e al livello di soddisfazione coniugale. Oggi, il puerocentrismo comporta elevate attese nei confronti dei figli, complicando il ruolo della donna come madre progettatrice scientifica dell'educazione dei figli. La concezione dei ruoli sessuali è in continua negoziazione e in base alle esigenze, incidendo, ad esempio, sulla decisione della donna di tornare a lavorare. Si distinguono quattro tipi di mamme:

  • Madri innamorate: Si considerano le più competenti nella cura del bimbo, tornano malvolentieri a lavoro.
  • Manager: Vedono le persone a cui affidano il bimbo come validi aiuti nella condivisione della cura e desiderano tornare a lavorare.
  • Angosciate: Convinte che sia necessaria un'unica figura per la cura del bimbo, entrano in conflitto con chi se ne occupa.
  • Disimpegnate: Riversano all'esterno ogni responsabilità materna.

Dalla diade coniugale alla triade familiare: le modificazioni del legame coniugale

La nascita del figlio ha un impatto molto forte sulla coppia in termini di cura del bimbo, ridistribuzione del lavoro domestico e gestione del tempo libero, oltre a mutamenti relazionali. I coniugi devono trovare nuove modalità di comunicazione e gestione del conflitto, ridefinendo la relazione di coppia tenendo conto degli aspetti genitoriali. Generalmente, la nascita esercita un impatto maggiore nei primi tre mesi: il primo mese è definito “luna di miele” perché la novità e vicinanza dei parenti rendono meno pressanti i compiti di cura. A partire dal terzo mese, il rapporto coniugale diventa sempre più funzionale all'accudimento del bimbo, con una diminuzione della soddisfazione coniugale, contrazione del tempo condiviso e diminuzione del sentimento d'amore. Si verifica un declino degli aspetti romantici della relazione mentre aumentano il supporto, il senso di appartenenza e la partnership. I partner, per svolgere i compiti genitoriali, devono costruire una solida alleanza genitoriale che comprende aspetti emotivi e strumentali.

La transizione al parenthood ha un impatto maggiore sulla donna: difficoltà a trovare tempo per sé, aumento delle tensioni coniugali, affaticamento e maggiore insoddisfazione, riconducibile allo spostamento dell'asse emotivo dal marito ai figli. La relazione coniugale e parentale sono strettamente connesse (interdipendenza): la qualità di una relazione si ripercuote sull'altra. Qualità della relazione coniugale, stile di parenting e sviluppo dei figli sono tre aspetti inscindibili.

La nascita di un figlio nella trama della famiglia estesa

La relazione tra neogenitori e rispettive famiglie d'origine muta profondamente, con una ristrutturazione delle relazioni verso una progressiva parificazione e avvicinamento psicologico. I compiti della generazione anziana consistono nel sostenere i figli a distanza e partecipare alla vita dei nipoti assumendo il ruolo di nonni, posizione intermedia tra invadenza e disinteresse. Affrontare il rischio della transizione può essere una chance per la crescita della famiglia o un ostacolo che ne rallenta l'evoluzione.

Sintesi delle sfide:

  • Salire di una generazione prendendosi cura della più giovane.
  • Accomodare la relazione di coppia.
  • Superare la barriera gerarchica con la famiglia d'origine.
  • Ristrutturare le relazioni con la famiglia d'origine attraverso il comune ruolo genitoriale.

Quando s'inventa un bambino

Nel pensiero di Freud, la particolarità femminile costituisce una sorta di variante dell'universalità del complesso edipico (Edipo femminile). Il legame madre/figlia gli appare enigmatico (invidia del pene); per il maschio, l'acquisizione dell'Edipo coincide con l'acquisizione dell'oggetto materno, così come la fine del complesso coincide con la rinuncia allo stesso oggetto. Nella femmina, il momento cruciale è il potersi volgere al padre perché si scopre priva di ciò che la madre desidera. Non può esserci rinuncia come nel maschio, ma un abbandono con delusione che non è mai definitivo perché ci sono correnti pre-edipiche che trattengono l'interesse della bambina.

Il peso di Freud ha accomunato entrambi i sessi nell'idea di rifiuto della femminilità come elemento ultimo della struttura del soggetto. Oggi, l'adolescenza diviene un momento senza confini dove è difficile oltrepassare la barriera che può trasformare le opzioni individuali in atti soggettivi responsabili.

La nascita di un figlio implica la dimensione dell'evento che mette in gioco l'idealizzazione di sé e il reale: si abbandona una certa idealizzazione di sé in relazione all'incontro imprevedibile con l'altro. Attraverso l'evento della propria paternità/maternità si incontra qualcosa di reale e complesso che può essere messo in gioco e fa cadere l'immaginario su cui il bambino-genitore si è fino a quel momento sostenuto.

La nascita di un figlio è qualcosa che impedisce/sospende l'idealizzazione e mette in contatto con la complessità dell'altro: l'altro non è come si prevedeva, non risponde come ci si aspettava. Essere stati figli di un padre e madre è ciò con cui si arriva alla soglia della propria genitorialità: poter diventare padre/madre corrisponde al trovare l'uscita dal conflitto edipico (diventa rinunciabile il godimento ad essa connesso, esso può essere paralizzante fino a proibire il vitale accesso al mondo adulto).

La genitorialità è un passo che chiama il soggetto a una posizione autenticamente creativa perché sorge la responsabilità inedita della relazione con un altro soggetto per il quale poter essere medium al suo ingresso nel mondo.

Ciò a cui il bambino è principalmente esposto è l'assenza della madre, che può apparire inadeguata. La nascita del bimbo rimette in gioco per la donna la questione legata alla sua identità irrisolta (nell'Edipo femminile occorre che la madre sia in grado di riconoscere il suo ruolo di guida).

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ankh79 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Giani Gallino Tilde.
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