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MOTIVARE È RIUSCIRE

1. ISTINTI, EMOZIONI E BISOGNI

Per James esistono istinti innati e universali in grado di spiegare gran parte della condotta umana.

Freud concepisce la motivazione in termini di pulsione, ossia una richiesta del corpo che prende

forma mentale e si configura come entità al confine tra lo psichico e il corporeo. L’apparato mentale

è visto come un sistema tensio-riduttivo: il suo fine principale è quello di attenuare la tensione

psichica che risulta dall’azione di pressioni concorrenti, sotto forma di stimolazioni esterne e

pulsioni interne.

Murray parla di bisogni, intendendo delle forze psicologiche stabili che contribuiscono a formare le

tendenze motivazionali durature degli individui. Divide i bisogni primari o viscerogeni, ovvero le

necessità fisiche (aria, acqua), dai bisogni secondari o psicogeni, di natura sociale (appartenenza).

Maslow propone un ordinamento gerarchico dei bisogni, per il quale non è possibile raggiungere i

bisogni ai livelli superiori se prima non si soddisfano quelli ai livelli inferiori:

Bisogni fisiologici

­ Bisogni di sicurezza

­ Bisogni di appartenenza

­ Bisogni di stima

­ Bisogni di realizzazione

­

Deci & Ryan, invece, elencano 3 bisogni innati:

• A : sentirsi in grado di compiere delle scelte e di direzionare le proprie attività

UTONOMIA

• C : sentirsi efficace nell’esprimere le proprie capacità nell’interazione con l’ambiente

OMPETENZA

• R : sentirsi integrati con gli altri

ELAZIONE

Un altro studioso, McClelland, basandosi sul TAT di Murray, ha individuato 3 bisogni inconsci:

⇒ B : fa riferimento alla competenza, alla capacità di perseguire gli obiettivi, e

ISOGNO DI RIUSCITA

come tale rispecchia il desiderio di successo e la paura per il fallimento

⇒ B : l’esigenza a stabilire e mantenere relazioni affettive positive con gli altri,

ISOGNO DI AFFILIAZIONE

è una combinazione dei desideri di protezione e appartenenza e della paura per il rifiuto altrui

⇒ B : fa riferimento all’autonomia, intesa come libertà di direzionare la propria vita,

ISOGNO DI POTERE

e al controllo, riflette i desideri di dominio e il timore della dipendenza

2. MOTIVI, VALORI E ATTEGGIAMENTI

I concetti utilizzati per rappresentare e ordinare i diversi aspetti della personalità sono:

T

⇒ : modi di sentire, pensare e agire che improntano il rapporto dell’individuo con la realtà

RATTI

M

⇒ : espressione di bisogni e principi che giustificano e indirizzano tale rapporto

OTIVI E VALORI

A

⇒ : disposizioni valutative che colorano affettivamente tale rapporto, costituiscono

TTEGGIAMENTI

la propensione nei confronti di un oggetto secondo l’asse del piacere-dispiacere

A

⇒ : percezioni, valutazioni e disposizioni delle persone nei confronti di loro

UTOVALUTAZIONI

stesse. L’autostima è una caratteristica individuale stabile e pervasiva della personalità, che

influenza il modo di predisporsi nei confronti del mondo e costituisce una guida per l’azione

I (disposizioni), sono insiemi di tendenze a pensare, sentire e agire in modi relativamente

TRATTI

stabili nel tempo e nelle diverse circostanze. Sono quindi decontestualizzate o dominio-generali,

ovvero tendenze globali a manifestare un medesimo tipo di comportamento in diversi ambiti.

1

La è costituita da tendenze comportamentali gerarchicamente

STRUTTURA DELLA PERSONALITÀ

organizzate con tratti sovraordinati al livello più alto della gerarchia. Il livello più elevato della

gerarchia, ovvero la struttura di base della personalità, è da molti ritenuta una base universale.

I rispecchiano repertori di potenzialità che nello sviluppo si traducono in stabili

TRATTI DI BASE

tendenze affettivo-cognitive e comportamentali cruciali per lo sviluppo e per l’adattamento.

Mentre le disposizioni di base ricondotte ai Big Five attengono alla sfera esecutiva, le valutazioni e le

rappresentazioni di sé attengono alla sfera dell’attribuzione di senso e di valore.

I sono disposizioni individuali a desiderare certe classi di incentivi positivi e a evitare certe

MOTIVI

classi di incentivi negativi. Costituiscono un sinonimo dei bisogni, in quanto rappresentazioni mentali

di una pressione che dall’interno mobilita e indirizza il pensiero e l’azione al cambiamento di stato.

I sono, a livello individuale, criteri e standard che le persone usano per valutare le azioni

VALORI

proprie e altrui. Sono le rappresentazioni mentali di ciò che conta nella vita delle persone e motiva

le loro azioni: il valore attribuito a una meta influenza il livello di motivazione a perseguire quella

meta. A livello di società, invece, rappresentano principi che determinano i diritti e i doveri dei

cittadini.

Oltre ad avere un ruolo fondamentale nella definizione delle identità personali, i valori giocano un ruolo

cruciale nella preservazione degli ordinamenti sociali. Rappresentano un patrimonio condiviso di

principi e obbligazioni, trasmessi di generazione in generazione, a fondamento dell’ordine sociale.

Mentre i motivi operano a un livello più profondo, potendosi sottrarsi alla consapevolezza e al

controllo individuale, i valori operano come principi, guide, obblighi di cui si ha piena consapevolezza e

tra i quali ci si muove con l’esercizio del giudizio. Anche dal punto di vista evolutivo, i valori compaiono

dopo tratti e motivi, in quanto esiti dei processi di acculturazione e di convivenza sociale.

Per le , i valori e i principi morali ed etici sono determinati geneticamente.

TEORIE SOCIOBIOLOGICHE

S

Il identifica 10 valori di base:

MODELLO DI CHWARZ

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher davril86 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia delle emozioni delle motivazioni e della personalità: teorie e metodi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Gerbino Maria.
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