Motivare è riuscire
Istinti, emozioni e bisogni
Per James esistono istinti innati e universali in grado di spiegare gran parte della condotta umana. Freud concepisce la motivazione in termini di pulsione, ossia una richiesta del corpo che prende forma mentale e si configura come entità al confine tra lo psichico e il corporeo. L’apparato mentale è visto come un sistema tensio-riduttivo: il suo fine principale è quello di attenuare la tensione psichica che risulta dall’azione di pressioni concorrenti, sotto forma di stimolazioni esterne e pulsioni interne.
Murray parla di bisogni, intendendo delle forze psicologiche stabili che contribuiscono a formare le tendenze motivazionali durature degli individui. Divide i bisogni primari o viscerogeni, ovvero le necessità fisiche (aria, acqua), dai bisogni secondari o psicogeni, di natura sociale (appartenenza).
Maslow propone un ordinamento gerarchico dei bisogni, per il quale non è possibile raggiungere i bisogni ai livelli superiori se prima non si soddisfano quelli ai livelli inferiori:
- Bisogni fisiologici
- Bisogni di sicurezza
- Bisogni di appartenenza
- Bisogni di stima
- Bisogni di realizzazione
Deci & Ryan, invece, elencano 3 bisogni innati:
- Autonomia: sentirsi in grado di compiere delle scelte e di direzionare le proprie attività
- Competenza: sentirsi efficace nell’esprimere le proprie capacità nell’interazione con l’ambiente
- Relazione: sentirsi integrati con gli altri
Un altro studioso, McClelland, basandosi sul TAT di Murray, ha individuato 3 bisogni inconsci:
- Bisogno di riuscita: fa riferimento alla competenza, alla capacità di perseguire gli obiettivi, e come tale rispecchia il desiderio di successo e la paura per il fallimento
- Bisogno di affiliazione: l’esigenza a stabilire e mantenere relazioni affettive positive con gli altri, è una combinazione dei desideri di protezione e appartenenza e della paura per il rifiuto altrui
- Bisogno di potere: fa riferimento all’autonomia, intesa come libertà di direzionare la propria vita, e al controllo, riflette i desideri di dominio e il timore della dipendenza
Motivi, valori e atteggiamenti
I concetti utilizzati per rappresentare e ordinare i diversi aspetti della personalità sono:
- Tratti: modi di sentire, pensare e agire che improntano il rapporto dell’individuo con la realtà
- Motivi e valori: espressione di bisogni e principi che giustificano e indirizzano tale rapporto
- Atteggiamenti: disposizioni valutative che colorano affettivamente tale rapporto, costituiscono la propensione nei confronti di un oggetto secondo l’asse del piacere-dispiacere
- Autovalutazioni: percezioni, valutazioni e disposizioni delle persone nei confronti di loro stesse. L’autostima è una caratteristica individuale stabile e pervasiva della personalità, che influenza il modo di predisporsi nei confronti del mondo e costituisce una guida per l’azione
Tratti (disposizioni), sono insiemi di tendenze a pensare, sentire e agire in modi relativamente stabili nel tempo e nelle diverse circostanze. Sono quindi decontestualizzate o dominio-generali, ovvero tendenze globali a manifestare un medesimo tipo di comportamento in diversi ambiti.
La struttura della personalità è costituita da tendenze comportamentali gerarchicamente organizzate con tratti sovraordinati al livello più alto della gerarchia. Il livello più elevato della gerarchia, ovvero la struttura di base della personalità, è da molti ritenuta una base universale.
I tratti di base rispecchiano repertori di potenzialità che nello sviluppo si traducono in stabili tendenze affettivo-cognitive e comportamentali cruciali per lo sviluppo e per l’adattamento. Mentre le disposizioni di base ricondotte ai Big Five attengono alla sfera esecutiva, le valutazioni e le rappresentazioni di sé attengono alla sfera dell’attribuzione di senso e di valore.
I motivi sono disposizioni individuali a desiderare certe classi di incentivi positivi e a evitare certe classi di incentivi negativi. Costituiscono un sinonimo dei bisogni, in quanto rappresentazioni mentali di una pressione che dall’interno mobilita e indirizza il pensiero e l’azione al cambiamento di stato.
I valori sono, a livello individuale, criteri e standard che le persone usano per valutare le azioni proprie e altrui. Sono le rappresentazioni mentali di ciò che conta nella vita delle persone e motiva le loro azioni: il valore attribuito a una meta influenza il livello di motivazione a perseguire quella meta. A livello di società, invece, rappresentano principi che determinano i diritti e i doveri dei cittadini.
Oltre ad avere un ruolo fondamentale nella definizione delle identità personali, i valori giocano un ruolo cruciale nella preservazione degli ordinamenti sociali. Rappresentano un patrimonio condiviso di principi e obbligazioni, trasmessi di generazione in generazione, a fondamento dell’ordine sociale.
Mentre i motivi operano a un livello più profondo, potendosi sottrarsi alla consapevolezza e al controllo individuale, i valori operano come principi, guide, obblighi di cui si ha piena consapevolezza e tra i quali ci si muove con l’esercizio del giudizio. Anche dal punto di vista evolutivo, i valori compaiono dopo tratti e motivi, in quanto esiti dei processi di acculturazione e di convivenza sociale.
Per le teorie sociobiologiche, i valori e i principi morali ed etici sono determinati geneticamente.
Il modello di Schwartz identifica 10 valori di base:
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