Dinamiche relazionali e ciclo di vita della famiglia
È necessario approfondire l’interdipendenza tra ciclo vitale e dinamiche relazionali della famiglia. La famiglia, nel corso degli anni, attraversa un processo di continua ristrutturazione della trama dei rapporti tra i membri a tutti i livelli generazionali. Negli anni '70, con Haley, i clinici hanno iniziato a concentrare l’interesse sui momenti di passaggio da una fase all’altra di sviluppo e sulle eventuali difficoltà che la famiglia può incontrare (prima si ritenevano passaggi naturali che avvenivano senza difficoltà). Secondo Haley, lo stress familiare diventa più intenso nelle fasi di transizione e i sintomi patologici compaiono più facilmente in caso di interruzione o deviazioni del processo.
Il ciclo familiare
Il ciclo familiare è caratterizzato da:
- Macrotransizioni: eventi normativi che implicano cambiamenti significativi nella struttura e modelli relazionali familiari.
- Microtransizioni: oscillazioni dello sviluppo in cui sono presenti contemporaneamente competenze precedenti e successive allo stadio di sviluppo del soggetto.
Il ciclo di vita della famiglia
Le famiglie sono unità dinamiche in cambiamento continuo; ciascun membro evolve, cresce e si trasforma nel tempo, per cui ogni famiglia deve assecondare le trasformazioni dello sviluppo emotivo, cognitivo e fisico dei suoi componenti. Le relazioni tra i membri evolvono portando significative modificazioni all’individuale e all’interpersonale della famiglia. Le trasformazioni della composizione avvengono con l’entrata di un membro nella famiglia come nascita, matrimonio, separazione, o morte, richiedendo buone riorganizzazioni e riadattamenti. La famiglia è un sistema emozionale plurigenerazionale. La struttura familiare cambia anche per le trasformazioni del contesto socioculturale, valori culturali, religiosi, regime politico e identità etnica.
La famiglia deve potersi adattare ai continui cambiamenti ma anche conservare la propria stabilità e soddisfare due esigenze contrastanti: trasformarsi in relazione ai bisogni evolutivi dei singoli membri e conservare il senso della propria identità e continuità nel tempo.
Origini del concetto di ciclo di vita familiare
Il concetto di ciclo di vita familiare nasce dal paradigma delle scienze sociali (Hill/Duval), che sottolinea l’interdipendenza tra i membri, ognuno con il suo compito evolutivo la cui realizzazione dipende dagli altri membri. Duval propone una suddivisione del ciclo in 8 stadi (formazione coppia, famiglia con figli 0-2, figli in età scolare, figli adolescenti, trampolino di lancio, pensionamento, famiglia anziana). Hill sottolinea l’importanza della dimensione storica: ogni individuo è impegnato in relazioni orizzontali (tra soggetti della stessa generazione) e verticali (generazioni diverse).
Il concetto di ciclo di vita in una prospettiva psicologica
1. Il ciclo di vita individuale: concetto che nasce con autori come Erickson e Levinson, come studio delle modificazioni che assume il processo di costruzione dell’identità del ciclo di vita, con fasi critiche e obiettivi da raggiungere.
2. Il ciclo di vita della famiglia in una prospettiva sistemico-relazionale: interdipendenza tra ciclo di vita individuale e familiare, concetto di trigenerazionalità, in ogni fase del ciclo vitale sono i membri di almeno tre generazioni che devono cambiare le relazioni reciproche.
L'intensità dei legami e l’interdipendenza tra i membri durante il ciclo vitale oscillano tra momenti di minore o maggiore coesione.
Il modello di ciclo di vita proposto da Carter e McGoldrick
Carter e McGoldrick rappresentano lo sviluppo della famiglia normale descrivendo le principali dinamiche; presuppone che la famiglia attraversi una successione di fasi distinte, ognuna caratterizzata da specifici compiti evolutivi che comportano ristrutturazioni a livello di coppia, relazioni genitori/figli, con famiglia d’origine. Il processo fondamentale è la trasformazione del sistema relazionale allo scopo di permettere l’entrata, uscita e sviluppo dei membri.
| Ciclo vitale | Compiti emozionali |
|---|---|
| Giovane adulto senza legami | Differenziazione e definizione del proprio sé nell’ambito lavorativo e relazionale |
| Formazione coppia | Costruzione identità di coppia, ridefinizione delle relazioni con famiglie estese |
| Famiglia con primo figlio/bambini piccoli | Accettazione figlio come nuovo membro, assunzione ruoli genitoriali, riadattamento relazioni con famiglie d’origine |
| Famiglia con figli adolescenti | Incremento flessibilità confini familiari, nuova attenzione ai rapporti di coppia |
| Figli adulti che escono di casa | Accettazione del numero crescente di movimenti di entrata/uscita dal sistema |
| Famiglia in età anziana | Accettazione del cambiamento di ruoli generazionali, mantenimento del funzionamento di coppia, sostegno della generazione di mezzo |
Evoluzioni del concetto di ciclo di vita familiare
Integrazione di modelli diversi: i recenti cambiamenti nelle strutture familiari rendono difficile definire un ciclo vitale valido per tutte le strutture (rischio di considerare disfunzionali tutte le famiglie che non seguono la successione prevista). Le stesse fasi possono succedersi in modo diverso rispetto al modello classico a causa della diffusione di nuove tipologie di famiglie.
Gli eventi critici
Ogni evento critico caratterizza una fase del ciclo e la sua risoluzione permette il passaggio a quella successiva: eventi che per essere affrontati richiedono la messa in moto di meccanismi di adattamento e problem solving. "Crisi" non ha un’accezione negativa ma significa cambiamento. Ogni evento critico assume una funzione positiva perché attiva processi evolutivi, introducendo nuove variabili che modificano le precedenti modalità di funzionamento.
Due momenti fondamentali:
- Rottura con le precedenti modalità organizzative
- Successiva transizione che può sfociare in riorganizzazione o destrutturazione del sistema
Ogni evento critico pone la famiglia di fronte a compiti di sviluppo che riguardano la rinegoziazione dei ruoli, funzioni e relazioni. Se la famiglia non riesce a riorganizzare il suo stile relazionale e organizzazione strutturale, non supera le crisi e il processo evolutivo si blocca (sofferenza, disagio, possibile comportamento sintomatico).
Si distingue tra:
- Eventi critici prevedibili/normativi: che la maggior parte degli individui incontra nel corso della vita (attesi), es. matrimonio, figli.
- Eventi critici imprevedibili/paranormativi: anche se frequenti, non sono del tutto prevedibili (crisi economica, malattia, lutti), mettono la famiglia di fronte a maggiori difficoltà.
Il contesto culturale influenza le forme con cui le relazioni familiari si strutturano.
Le microtransizioni
Punto centrale della teoria delle microtransizioni: lo sviluppo è un processo continuo fatto di oscillazioni in cui oscillano vecchie e nuove modalità comportamentali.
Compiti di sviluppo e comportamento sintomatico
Ogni evento critico introduce compiti di sviluppo (compiti psicosociali che la famiglia deve affrontare per rispondere alle esigenze di trasformazione/crescita di quel momento evolutivo). Ciò che è importante è il significato che la famiglia attribuisce all’evento critico (su questo incidono credenze/stereotipi del proprio contesto socioculturale).
Considerare le risorse che la famiglia possiede:
- Personali: tratti di personalità, stato di salute, istruzione, disponibilità economica
- Familiari: stili di funzionamento
- Sociali: reti informali (relazioni con amici, vicini, parenti, colleghi) e formali (servizi)
Ecomappa: rappresentazione grafica delle relazioni significative, descrive il contesto ecologico in cui vive la famiglia per spiegare la disponibilità di risorse degli individui e la qualità delle relazioni.
La capacità di una famiglia di cambiare e adattarsi alla situazione mettendo in gioco modelli interattivi nuovi, distingue una famiglia normale da quella patologica. Il sintomo di un membro può essere considerato come il segnale più evidente che un membro o tutta la famiglia ha difficoltà a superare uno stadio del ciclo vitale; può essere una crisi di crescita della famiglia. Il sintomo non è più visto come espressione di un processo patologico interno all’individuo ma come difficoltà presente in un dato momento della vita di individuo/famiglia.
Famiglie in trasformazione
La famiglia è un gruppo di parentela i cui componenti stabiliscono relazioni secondo modelli culturali che ne definiscono specifiche relazioni. In ambito socioculturale se ne parla al plurale: trasformazioni socioculturali hanno prodotto una molteplicità di modelli a seconda delle esigenze storiche la famiglia ha assunto struttura e funzioni particolari.
Ulteriori modifiche
- Riduzione sempre maggiore dei suoi membri, aumento delle monoparentali e unipersonali
- Contrazione e valorizzazione degli aspetti legati alla soddisfazione dei bisogni affettivi/emotivi dei membri
- Ritardo dell’accesso al matrimonio/posticipazione genitorialità
- Crescente disaffezione dal modello tradizionale
La famiglia è definita sempre più in base ai legami affettivi che legali.
Il contesto familiare e ambientale
Omeostasi evolutiva: rappresenta quei movimenti di ristrutturazione che la famiglia mette in atto per adeguare la propria organizzazione ai cambiamenti che incontra nello sviluppo e contemporaneamente la tendenza a conservarne l’identità. La famiglia è anche luogo sociale perché al suo interno si realizzano i processi di sviluppo e crescita, orienta le azioni dei suoi membri (contesto di significato) e contribuisce a costruire l’identità dei membri attraverso il senso di appartenenza e differenziazione (contesto di apprendimento).
La struttura familiare
È l’invisibile insieme di richieste funzionali che determina il modo in cui i componenti interagiscono; la ripetizione che determina interazioni crea modelli di interazione/scambio che stabiliscono come, quando, con chi stare in relazione. È importante che la famiglia dimostri flessibilità per trasformarsi in rapporto alle esigenze dei membri.
In ogni sistema si distinguono sottosistemi; ogni membro può appartenere a diversi sottosistemi con gradi di potere e funzioni diversi. Nel processo di sviluppo familiare è fondamentale il rapporto diadico perché facilita le relazioni interpersonali utili alla costruzione di sottosistemi per i futuri rapporti sociali. In ogni famiglia ci sono tre sottosistemi principali:
- Coniugale (scambio, sostegno affettivo)
- Genitoriale (accadimento, educazione)
- Fratelli (relazione tra pari)
I sottosistemi valorizzano le relazioni diadiche e sono delimitati tra loro da regole che definiscono confini, chi/come partecipa a un dato sistema (svolgendo la funzione fondamentale di differenziare i sottosistemi rispetto a funzioni e ruoli indicano la distanza interpersonale e gerarchia dei ruoli). Molte tensioni sono riconducibili a regole non condivise riguardanti i confini tra sottosistemi. I confini possono essere:
- Rigidi: sottosistemi eccessivamente separati tra loro, la comunicazione è difficile sia come passaggio di info che scambio emotivo (famiglie disimpegnate)
- Chiari: definiti in modo da permettere ai membri di esercitare la loro funzione senza interferire ed entrare in contatto l’uno con l’altro
- Diffusi: confini molto labili, inesistenti, scarsa differenziazione (famiglie invischiate)
Invischiamento e disimpegno non sono di per sé disfunzionali, in alcuni momenti della vita una maggiore coesione può essere necessaria (es. nascita del primo figlio).
Il modello circonflesso di Olson
Utile per spiegare i modelli relazionali, analizza il funzionamento della famiglia attraverso tre dimensioni:
- Coesione: indica la lontananza/vicinanza dal punto di vista psicologico/cognitivo/affettivo e si evidenzia dal legame emotivo tra i membri
- Adattabilità: capacità di cambiare la struttura familiare in base agli eventi
- Comunicazione: modalità adottate per esprimere bisogni/sentimenti
Due modelli principali di funzionamento familiare:
- Bilanciato: mantenimento di coesione interna e sensazione adeguata di sicurezza anche nei momenti difficili, consente la differenziazione tra i membri come persone separate e flessibilità che consente adattamento della struttura familiare ai cambiamenti
- Estremo: possibili emergenze somatiche, può verificarsi alta adattabilità (difficoltà a organizzarsi e a definire regole precise), bassa adattabilità (regole rigide e intoccabili, impossibilità di cambiamento, comunicazione rigida in schemi strutturati), bassa coesione (disimpegno), alta coesione (invischiamento)
Concetto di trigenerazionalità
Tiene conto della dimensione storico-evolutiva della famiglia; è intesa come gruppo con una storia e una propria cultura familiare che si tramanda attraverso le generazioni. Il passaggio intergenerazionale comporta la trasmissione di valori, tradizioni, comportamenti. Tutto ciò che non è stato risolto/elaborato nei processi di separazione/individuazione ed eventi critici assume il carattere di vincolo, debito non pagabile per le generazioni seguenti. È funzionale quando c’è equilibrio fra gli aspetti di vincolo e risorsa.
Lealtà: impegni fra generazioni che tengono unite le parti del comportamento relazionale delle famiglie. Miti familiari: insieme di credenze condivise da tutti i membri in parte reali in parte frutto della fantasia che concernono i ruoli familiari e la natura delle relazioni tra i membri, favorendone identità e coesione.
Nuove tipologie di famiglie
- Famiglie di fatto: situazione di due persone che vivono insieme senza essere uniti da matrimonio
- Monogenitoriali: costituite da un genitore e figlio minore di 18 anni (separazioni, divorzi, ragazze madri)
- Uni personali: persone che vivono da sole, può essere fase transitoria (giovane adulto, anziano, adulti separati)
- Famiglie ricostituite: nuclei familiari conviventi che comprendono figli di precedenti unioni
La formazione della coppia
La formazione dell'identità di coppia
La scelta del partner – dalla fase di innamoramento all’amore: la coppia è un sistema aperto e diverso dalla somma delle caratteristiche di ogni individuo perché non si ha la semplice unione di due individui ma l’incontro di due storie (modelli di coppia e aspettative di entrambi). Il processo di formazione della coppia inizia quando due persone si scelgono, s’innamorano e avviano i rituali.
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