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Sunto per l'esame di Storia della danza e del mimo, docente Pontremoli, Libro consigliato Drammaturgia della danza: percorsi coreografici del secondo Novecento, di Pontremoli

Sunto per l'esame di Storia della danza e del mimo, basato su rielaborazione di appunti personali e studio del testo consigliato dal docente Pontremoli, Drammaturgia della danza: percorsi coreografici del secondo Novecento, Pontremoli dell'università degli Studi di Torino - Unito.

Esame di Storia della danza e del mimo docente Prof. A. Pontremoli

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I nuovi media determinano un annullamento delle distanze spaziotemporali

(implosione: l’uomo scopre di essere potenzialmente in grado di abbracciare in un

istante la tot’ della terra). Allo stesso modo il danzatore attraverso la multimedialità

astratta trascende la propria umanità, diventa altro da sé, si ricollega all’universale.

Moviment Movimento

La qualità temporale, spaziale, formale, energetica della transizione

Motion

Il fine della danza è motion, essa si sviluppa attorno a un centro fluido, grazie a cui il

focus del movimento si sposta di continuo da un punto all’altro del corpo (libero da

riferimenti obbligati).

L’emozione non è mai concepita come punto di partenza x la coreografia, ma il

movimento può determinare una reazione emozionale.

Lo spazio è sostanza con cui entrare in rapporto, il danzatore dà forma allo spazio

creando piani, volumi, linee.

Fondamentali la scelta del costume, la concezione della luce (tridimensionale) e del

suono (inteso come urlo dello spazio).

Da Masks, Props and Mobiles a Liturges: il potere comunicativo del testo

astratto

Il teatro di Nikolais conferma l’insopprimibilità del fondamento comunicativo della

danza anche nella sua accezione + astratta di arte della motion.

Masks, Props and I ballerini danzano in sacchi di stoffa elastica, il pubblico

Mobiles – 1953 percepisce un’entità nuova non riassumibile in alcuna

categoria del reale (quasi illusione onirica)

Imago – 1963 Scena popolata da bizzarri personaggi, danzatori con

lunghi vestiti di tessuto elastico, raccontano con humor e

fantasia la possibilità di dare corpo all’immaginario

Tent – 1968 L’illusione ha origine dalla trasposizione di un ogg reale

dal quotidiano alla scena, fornendo così una nuova

fruizione metaforica (enorme tenda illuminata)

Limbo – 1968 Tutta la stanza blu x annullare qualsiasi idea realistica di

spazio, sulla fig. del danzatore fluttuano pesci colorati

come se il corpo fosse schermo

Relay – 1970 I danzatori corrono all’int di un plastico (città-simbolo)

Aviary, a cerimony for Danzatori con movimento di uccelli

bird people – 1978

Liturgies – 1983 Scena giocata sul rapporto frustrante fra asta e una fig.

incatenata

Carolyn Carlson: il recupero del sogg

La dimensione soggettiva è punto di partenza della composizione, rivaluta la

peculiarità intima del sogg come base x sentirsi in unione con natura. Nel 1980 forma

la compagnia Danza la Fenice.

Il particolare deve balzare in 1° piano affermando l’individuo nella sua peculiarità, il

gesto nel momento in cui si fa forma visibile, trascende se stesso e diventa simbolo di

uno sguardo assoluto sul mondo.

Sosta Palmizi: il racconto x frammenti

Compagnia che nasce dallo scioglimento del teatro La Fenice, inaugura una forma di

teatrodanza molto seguito in Italia.

Desiderio di azzeramento dei codici + recupero di uno stato primigenio in cui

immergersi attraverso un’istintiva drammaturgia del corpo. Gli spettacoli nascono

dall’improvvisazione derivando dal montaggio e apposizione di frammenti

coreografici legati al vissuto collettivo e individuale degli interpreti.

PARTE II. Introduzione

Il rapporto danza-drammaturgia è stato affrontato nel 900 secondo approcci

molteplici; coreografi coscienti del potenziale drammaturgico del movimento e

impaginatura complessiva dello spettacolo. Coreografi + significativi della 2°

generazione di danza contemporanea:

Il racconto astratto: corpo come portavoce di un’istanza

Enzo Cosimi drammaturgica che appartiene alla danza stessa; la danza non

può esser qualificata come narrativa né astratta, è astrazione

drammatica (x indicare la fusione di principi normalmente in

opposizione)

Virgilio Sieni: fonte d’ispirazione dei suoi spettacoli, non

Fabrizio interessato all’astrazione, sempre ispirato a sogg di chiaro

Monteverde impianto narrativo

Compagnia Altroteatro: si concentra sulla ricerca del corpo,

Lucia Latour attenzione sulle specificità dei ≠ linguaggi assemblandoli in

scena (contaminazione tra arti)

Sapienza della grafia: dal 90 la sua danza si è arricchita di

Virgilio Sieni grafie di movimenti sempre + ardite, i testi fungono da tracce

sedimentate nella memoria

La corte sconta o la forma del sentire

Compagnia fondata a Mi nel 90, portavoce di un apoetica muscolare espressa in

figurativismo visionario: il corpo non è strumento di narrazione canonica ma autore

di dinamiche forti rispondenti a un flusso di coscienza sollecitato da tematiche, idee,

parole attorno cui costruire un susseguirsi micro-drammaturgie in movimento.

Corpo e scena (Enzo Cosmini)

“Calore” 1982: apre un varco della coreografia d’autore italiana, prima di questo il

clima culturale della danza era molto conservatore. Dal 70 sviluppo del teatro

d’immagine: spettacoli che facevano pochissimo uso della parola, era il corpo che

parlava. Va in USA dove approfondisce tecniche contemporanee, al ritorno forma il

gruppo, usa danzatori con tecnica solida e mente elastica, inizia la ricerca decennale

sulla fig. dell’eroe. Definizione di una coreografia neoformalista. 2 fasi di lavoro:

- Corpo/scena: la drammaturgia del pezzo entra in rapporto con stato mentale

attraverso l’uso massiccio di scenografie d’impatto teatrale, la narrazione

avviene x frammenti drammaturgici che non appartengono ad alcuna storia

- Corpo/piano: la drammaturgia della coreografia è data quasi unicamente dal

corpo che si è riempito di segni, scenografia e costumi ridotti all’essenziale,

movimento denso, raggelato in un disegno coreografico monumentale che si

collega all’idea di tragedia

Tema guida del suo lavoro è approfondire il rapporto con la macchina (interesse x

movimento robotico). Il corpo avverte la necessità della macchina in sé, determina

nel danzatore una condizione di sovraeccitazione.

Monteverde. La pagina bianca

La danza racconta se stessa nel momento in cui avviene (arte mobile e impalpabile),

ad analizzarla troppo si finisce x banalizzarla. L’unione tra tema/emozione fa scattare

il meccanismo della creazione; la sua creatività è stimolata da erotismo, malattia,

ambiguità.

“Ciò che cerco di mettere in scena non sono le parole, ma lo spazio bianco tra un

rigo e l’altro” = il palcoscenico è un’enorme pag. bianca.

Uso ella luce nei suoi spettacoli non solo x illuminare, ma x delineare, scomporre,

ridurre, ingigantire gli spazi.

Lucia Latour: Ultramarine

Evento spettacolare che sceglie di riflettere sul corpo, disposto a contaminarsi con le

variabili del t presente (sbalzi di velocità, eccessi di energia, impulsi sconosciuti). La


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Ankh79

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in educazione degli adulti e della formazione continua
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2006-2007

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ankh79 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della danza e del mimo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Pontremoli Alessandro Piero Mario.

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