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Storia e generi della letteratura per l'infanzia

Gianna Marrone

La letteratura per l'infanzia si occupa di tutta la produzione rivolta ai giovani, dall'infanzia all'adolescenza. Ha una storia che nasce quando ancora non si parlava di letteratura né di scrittura; i suoi insegnamenti si sono trasmessi attraverso l'oralità primaria che ha dettato le leggi della vita sociale e della civiltà. Prima di essere letteratura è stata tradizione, narrazione; passando attraverso il rito, il mito, la fiaba, il racconto popolare, si può ricostruire un percorso che è progressivamente confluito in una vasta produzione di classici che oggi possono essere considerati punto di riferimento della letteratura per ragazzi.

I grandi classici della letteratura per ragazzi

Antichità

  • Esopo: noto per le sue favole raccolte da Platone
  • Fedro: noto per la sua raccolta che traduce quelle di Esopo in latino

X secolo

  • Le mille e una notte: difficile dare una datazione, nate probabilmente in tempi molto remoti e tramandate dai cantastorie, la loro stesura più organizzata risale al X secolo. La sua struttura narrativa (racconto-cornice) verrà poi ripresa da altri scrittori come Basile, Boccaccio

XVI-XVII secolo

  • Basile (1575-1632): opera principale è Lo cunto de li cunti, opera in dialetto napoletano nota anche col nome di Pentamerone
  • La Fontaine (1621-1695): dedica le sue favole al Delfino figlio di Luigi XIV, sono tratte soprattutto da Esopo e Fedro
  • Perrault (1628-1703): scrive I racconti di mamma oca, che raccoglie le fiabe più conosciute

XVIII secolo

  • Defoe (1660-1731): scrive Robinson Crusoe, capostipite del romanzo d'avventura, opera ritenuta importante anche perché affronta il tema del rapporto uomo/natura (Rousseau)
  • Parravicini (1799-1880): scrive Giannetto, la letteratura per l'infanzia inizia ad assumere un ruolo pedagogico ma con impianto didascalico (intenti istruttivi/moralistici)
  • Collodi (1826-1890): autore di Pinocchio
  • De Amicis (1846-1908): autore di Cuore, specchio della società del tempo, con chiari intenti moralistici
  • Andersen (1835-1875): autore di Fiabe dedicate espressamente ai bambini
  • Dumas (1802-1870): scrive I tre moschettieri, definito romanzo popolare
  • Jules Verne (1828-1905): la sua opera è considerata fantascientifica e assumerà la caratteristica del genere avventuroso
  • Grimm (1785-1863 + 1786-1859): filologi e ricercatori, iniziano la raccolta di racconti popolari allo scopo di studiare e descrivere il folklore tedesco e saghe germaniche
  • Dickens (1812-1870): autore di David Copperfield, creatore del romanzo sociale
  • Carroll (1832-1898): Alice nel paese delle meraviglie, espressione del nonsense
  • Stevenson (1850-1894): autore de L'isola del tesoro (genere avventura), storia simbolo del rito di passaggio verso l'età adulta, e Il dottor Jekyll e Mr. Hyde (genere horror)
  • Kipling (1865-1936): autore de Il libro della giungla, romanzo esotico
  • May Alcott (1832-1888): Piccole donne
  • Twain (1835-1910): autore de Le avventure di Tom Sawyer (contribuisce al successo del genere avventuroso, con attenzione ai temi sociali)
  • Burnett (1849-1924): scrive Il piccolo Lord

XX secolo

  • 1908: nasce il Corriere dei piccoli
  • Salgari (1863-1911): la sua produzione è orientata su tre cicli (pirati, western, indiano)
  • Vamba (1858-1920): scrive Il giornalino di Gian Burrasca
  • Rodari (1920-1980): sostenitore della creatività
  • Calvino (1923-1985): traduzione in lingua italiana delle fiabe popolari in dialetto
  • Pitzorno (1942): attenzione alla condizione dell'adolescenza e educazione delle ragazze
  • Ermanno Detti (1939): genere storico affrontato con ironia e genere avventuroso
  • Saint Exupery (1900-1944): autore de Il piccolo principe
  • Tolkien (1892-1973): con Il signore degli anelli, inaugura il genere fantasy
  • Barrie (1860-1937): autore di Peter Pan
  • Roald Dahl (1916-1990): autore di piccoli horror
  • Jack London (1876-1916): autore de Il richiamo della foresta

Dal genere fantasy, inaugurato con Tolkien negli anni '30, sono nate rielaborazioni e giochi di società, come i libri-game e giochi di ruolo.

La letteratura orale e iconografica

Quando si parla di oralità si considera tutta la storia della civiltà pre-scrittura, si definisce primaria quando non possiede altri segni che l'accompagnano e la si differenzia da quella attuale, detta oralità secondaria, trasmessa attraverso i mass media. Nell'oralità primaria le conoscenze venivano tramandate attraverso la memoria, che si serviva della narrazione, del canto e del ritmo per tramandare la conoscenza a generazioni successive (es. Omero).

L'affermarsi della scrittura determinò i primi cambiamenti nella trasmissione della conoscenza poiché la scrittura permise di fissare la memoria attraverso la documentazione; per un lungo periodo, però, la trasmissione del sapere si mantenne duplice perché la gente del popolo non sapeva leggere/scrivere e continuava a usare la parola orale. Questo tipo di narrazione nasceva dall'unione di rito e sogno, dall'abitudine degli anziani e saggi di raccontare ai più giovani tutto ciò che dovevano sapere per entrare in età adulta.

Nel Medioevo era soprattutto il clero che stabiliva quali aspetti del sapere potevano essere tramandati curandone la trascrizione e quelli da mantenere segreti perché ritenuti pericolosi o contrari alle regole della fede. I limiti del manoscritto iniziano a essere superati con...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ankh79 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'educazione e della letteratura per l'infanzia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Pinottini Marzio.
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