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Modelli e capi (Max Scheler)

Max Scheler e il problema dei valori

La crisi della razionalità classica "Il senso profondo ed il valore ultimo di questo intero universo sono commisurabili unicamente al puro essere e all'esser buono, nella pienezza più ricca e nel più completo sviluppo, nella più pura bellezza e nell'armonia delle persone" = riaffermazione di ciò che 30 anni di filosofia tedesca (su scia di Nietzsche) avevano messo in discussione (un'ontologia e assiologia oggettiva).

Da Nietzsche in poi una vera rivoluzione epistemologica che coinvolge anche le scienze esatte (crisi razionalità classica). È il punto d'arrivo in cui si sono attivate la critica all'ideologia di Marx e interpretazione dei sogni di Freud; problematicità dell'ontologia tradizionale che non colpisce solo la metafisica ma anche la meccanica classica + problematicità dell'epistemologia della 2a rivoluzione industriale (efficacia della tecnica non ha nulla a che vedere col problema della verità: il giudizio sulla funzionalità di qualcosa non ci dice nulla sulla verità). Cade il nesso che il positivismo evoluzionistico spenceriano aveva individuato tra sviluppo industria – sapere scientifico – felicità pubblica, dopo la carneficina del 14-18 = follia omicida scatenata tra stati civili all'apogeo dello sviluppo industriale e del progresso tecno-scientifico. L'universo valoriale del positivismo ne esce irrimediabilmente scosso e l'epistemologia positivista esce indebolita dal confronto con la critica della scienza.

Il pensiero sociopolitico in Germania diventa de-individualizzato e cerca di individuare un termine intermedio fra massa (organizzazione sovietica) e individuo borghese (liberaldemocratica). Emerge la teoria del tipo psicologico, la caratterologia razziale, la teoria della persona come forma = i valori come indici con cui si costituisce la personalità non sono (non hanno consistenza ontologica originaria) e non sono dati ma sono posti. La figura del valore implica la frattura fra essere-dover essere, ciò che appare – il suo senso. Il valore si annuncia in Platone con assenza dell'essere: per reggere l'universo ontico occorre far valere un ente che diventa super-ente (vale incondizionatamente, è per propria virtù e non per l'essere). L'atteggiamento verso i valori dei pensatori della rivoluzione conservatrice è piena di coscienza del nichilismo, il suo punto di riferimento è vita (la corrente vitale dionisiaca che, nella sua datità dinamica, si colloca al di là del bene e male, utile, dannoso, vero, falso).

Filosofia dei valori e apogeo della tecno-scienza in Germania

Non è un caso che proprio in Germania a fine 800 si sia tematizzato il problema dei valori, è stato suscitato da filosofi accademici ma anche altre realtà culturali se ne sono occupate. Epoca: complesso tecno-economico tedesco giunge al max sviluppo (USA e Germania paesi guida nello sviluppo industriale) = dominio socialmente organizzato su natura tipico della rivoluzione scientifica moderna (inaspettato per un paese che giunge all'unificazione solo nel 1871).

Considerare la kultur come un insieme di interazioni per esaminare il rapporto fra sviluppo tecnoscientifico e della tematica della filosofia dei valori. L'economia non può costituirsi al di là delle pressioni esercitate da fattori etici, politici, religiosi. L'apoteosi della ragione strumentale ha prodotto nei pensatori qualche perplessità su solidità della razionalità sostanziale che la filosofia aveva tramandato.

Scuola di Baden di Windelband solleva la questione: filosofia come scienza critica dei valori universali. Esiste una morale e un agire che abbiano valore di bene assoluto e necessario? Il valore deve essere fissato da norme procedurali a cui il pensiero etico deve conformarsi = il bene assoluto è esito di una procedura. Kant aveva individuato la moralità non nei contenuti delle norme e agire ma nella forma = conformità al "tu devi" (autodeterminazione del soggetto morale). Se l'azione morale dipendesse dai contenuti non avrebbe valore assoluto o universale. I contenuti della morale variano a seconda delle condizioni spaziotemporali.

Windelband afferma che la filosofia non può fissare i contenuti dei valori ma solo le forme ideali in grado di normare le realtà empiriche = i valori del giudizio devono sempre valere per tutti. Rickert: esiste un mondo di valori distinto da quello empirico, è un mondo di realtà formali assolute, non psicologiche, basate su una procedura che viene a sostanziare la norma.

Scuola di Marburgo (figura di Cohen) = colloca al centro dell'etica il dover essere come regola per l'uso pratico della ragione, opposto al desiderio. Dall'imperativo categorico fa una critica all'economia capitalistica: la dignità della persona è calpestata da determinazione del valore del lavoro a opera del mercato.

Nietzsche distingue fra valori della vita ascendente e decadente: "che cos'è il bene? Tutto ciò che aumenta nell'uomo il senso di potenza, la volontà di potenza. Che cos'è il male? Tutto ciò che procede dalla debolezza. Che cos'è la felicità? Avvertire che la potenza aumenta". Valore e realtà coincidono, ciò che vale di più è l'accrescimento della potenza, la realtà si configura come lotta per la potenza perché ogni forma vitale (anche i deboli) tendenza conservarsi e crescere. Il problema della relatività dei valori posto da Nietzsche incide direttamente su filosofia pangermanistiche.

Chamberlain: "+ persuasivo di qualsiasi altro elemento è il possesso della razza nella propria coscienza". La coscienza di valore = appartenenza razziale; è un dato immediato che si manifesta nel comportamento. Scompare il problema dell'oggettività della conoscenza: il valore della scienza non sta nel suo contenuto di verità, ma nella sua possibilità di applicazione metodica nella prassi e nel suo significato formativo per fantasia e carattere.

La metafisica e i valori

Posizione di Scheler è controtendenza rispetto a neo-criticismo e relativizzazione dei valori: i valori assumono un significato assoluto se si dispone di una prospettiva metafenomenica e metastorica. I valori sono sostanza, al di là del tempo/spazio, idea in senso platonico.

Scheler si rifà all'insegnamento di R. Eucken al cui centro vi è la nozione di spirito = la forza che pervade l'intero cosmo, dà luogo alle esistenze singole e ai processi di autodifferenziazione degli enti, è l'unità della vita. Opposto a visione del mondo positivistica: natura come insieme di connessioni meccaniche, i cui elementi principali sono corpo/moto; per spiegare il divenire del reale sono sufficienti le leggi della meccanica.

Scheler coglie l'antinomia fra spirito universale – esistenza del sé come persona ma la sua riflessione è tutta int al paradigma spiritualistico, la cui validità globale non è mai messa in discussione. Il valore non ha consistenza ontologica, i valori sono termini di riferimento reali di un vissuto, sono medium che permettono di attuare lo spirito come essere in sé e realtà soprannaturale, il valore non è cosa, non è entità logica, non è essere, non è vero. La sua consistenza è etica.

Scheler fra fenomenologia e vitalismo

Critica di Scheler al positivismo (riduzione scientista del mondo a pura misurabilità, insieme di datità che possono aver rilevanza per le manipolazioni tecniche e nulla di più). Il sapere per Scheler è un offrirsi spontaneo al contenuto intuitivo delle cose con un'adesione amorosa al mondo: esatto opposto della regola deontologica del non coinvolgimento emotivo dell'osservazione del positivismo. Attraverso l'intuizione si manifesta lo spirito, è necessario ricostruire il contatto immediato con l'esperienza vissuta dello scambio col mondo = continuità spirituale tra mondo vitale e coscienza.

Le prime esperienze che il vivente acquisisce sono pratiche – esistentive e collocate nel tempo (lo spirito è presupposto ontologico del tempo-spazio). L'attività dello spirito non si risolve nel tempo-spazio ma dà luogo ad essi. L'analisi fenomenologica mette tra parentesi l'oggetto naturale nella sua singolarità e opera una riduzione eidetica che conduce alle essenze come si danno nell'intuizione della coscienza.

Fenomenologia ed etica

Tematica del tempo assoluto di Scheler: scenario metafisico della filosofia; intende fondare la sua teoria della vita emotiva su individuazione dell'intenzionalità del sentire e alla sua descrizione eidetica, finalizzata a cogliere i dati costitutivi del sentire emotivo. Per Scheler la fenomenologia è un tipo di conoscenza capace di ricostruire gradualmente l'origine dell'agire implicito nel rapporto di scambio tra spirito e mondo e recuperare le singole forme dello scambio. Lo spirito è il centro degli atti intenzionali, è il fondamento dell'esperienza e della ricettività nei confronti del mondo, è persona (pura attualità i cui elementi non sono oggettivabili).

Scheler sviluppa la fenomenologia husserliana ("andare alle cose stesse") = strappare i vestiti ideali alle cose per coglierle intuitivamente nella loro essenza eliminando i presupposti, considerare la sfera complessiva del dato visibile. Nozione fenomenologica di evidenza = pervenire alla cosa stessa a vista spirituale. Bisogna rendere oggettivi gli atti molteplici della coscienza (trasformarli da aspetti soggettivi della coscienza in forma di fronte al soggetto pronte per essere comprese); l'essenza degli atti di coscienza è nella loro intenzionalità: ogni atto di coscienza è un riferirsi a qualcosa. L'essenza è cogliibile solo sospendendosi dalla posizione che si occupa, lasciando filtrare la realtà complessiva del mondo. Lo sguardo fenomenologico è ridotto a vita della coscienza e alle correlazioni con gli atti della coscienza visti nella loro intenzionalità = lasciare filtrare le essenze nella coscienza.

Il dato, colto nel compimento di un atto di coscienza, è immediatamente presente per effetto della sospensione e riduzione fenomenologica: i contenuti dell'esperienza così delineati non sono universali, ma strutture eidetiche presenti nelle cose stesse. La fenomenologia è un atteggiamento teoretico atto a cogliere nella singola esperienza un'unità dotata di significato in modo apriorico. La singola esperienza appartiene al soggetto non come soggetto trascendentale ma come esistenza personale (apertura al mondo).

Fenomenologia dell'etica

I valori costituiscono un mondo oggettivo caratterizzato da leggi pro

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/04 Estetica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ankh79 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Estetica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Pinottini Marzio.
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