Appunti di linguistica
Che cos’è il linguaggio
La linguistica è lo studio scientifico del linguaggio umano. La linguistica non è la disciplina che insegna le regole per parlare o scrivere correttamente (concezione normativa = grammatica), ma è una disciplina descrittiva. Il linguaggio umano possiede tre caratteristiche che gli altri sistemi di comunicazione non hanno:
- Discretezza
- Ricorsività
- Dipendenza da struttura
Tutti noi possediamo e usiamo un linguaggio naturale (quello dell’uso quotidiano), inoltre si parla di vari linguaggi (gesti, animali, arte, media); tutti questi linguaggi hanno un elemento comune: sono sistemi di comunicazione, cioè servono a trasmettere informazioni da un individuo (emittente) a un altro (destinatario). Tutti i tipi di linguaggio realizzano qualche forma di comunicazione, ma questo non è sufficiente per considerarli un sistema, bisogna determinare se sono costituiti in base agli stessi principi: i vari linguaggi, pur essendo simili rispetto alla funzione (comunicare), non lo sono rispetto alla struttura. Solo la specie umana ha la capacità di acquisire il linguaggio umano (neanche le scimmie antropoidi).
Studio scientifico
Lo studio scientifico richiede:
- Formulazione di ipotesi generali che rendono ragione di una molteplicità di fatti particolari (qualsiasi scienza si trova di fronte a una grande quantità di fenomeni vari, ma formula ipotesi che intendono ricondurre a leggi generali questa molteplicità).
- Formulazione di tali ipotesi in modo chiaro e controllabile (esperimenti ripetibili).
La linguistica ha un fine conoscitivo: spiegare in base a leggi il più possibile generali il comportamento linguistico degli esseri umani.
Caratteristiche proprie del linguaggio umano
Il linguaggio umano è discreto: i suoi elementi si distinguono gli uni dagli altri per l’esistenza di limiti ben definiti (es. i suoni p/b, t/d per quanto molto simili hanno per chi parla un effetto di contrasto molto netto). Gli altri sistemi sono continui, cioè è sempre possibile specializzare sempre più il segnale (es. danza delle api: introduce modifiche sempre più sottili nel ritmo dell’orientamento e durata danza per indicare in modo più preciso la distanza dal cibo). I sistemi di comunicazione animale sono caratterizzati da un numero finito di segni, invece le parole della lingua umana non sono un insieme finito perché si creano continuamente nuove parole = ricorsività (permette di costruire frasi sempre nuove inserendo in una frase un’altra frase e così via = lunghezza potenzialmente infinita). Possibilità continua di trasformare, in qualsiasi lingua umana, le frasi in complesse (una principale + frasi dipendenti). Ma le nostre limitazioni di spazio, tempo, memoria non consentono effettivamente una lunghezza infinita (capacità potenziale / realizzabilità).
Il linguaggio umano è un sistema altamente specializzato, dotato di proprietà specifiche (possedute solo dalla specie umana). Nella linguistica si distingue grammaticalità/agrammaticalità: non significa scorretto, perché non è disciplina normativa; anche un parlante nativo italiano (pur privo di istruzione) si rende conto che una frase è ben formata o non suona bene (senso intuitivo di buona/cattiva formazione) = competenza. Nelle lingue naturali le frasi non sono organizzate come semplice successione di parole (la forma di una parola è data dalla forma di quella più vicina, a volte è data da quelle più distanti) = relazioni complesse. Non è determinata dalla semplice successione delle parole ma dalla dipendenza dalla struttura.
Il linguaggio e le lingue
Linguaggio = capacità comune a tutti gli esseri umani di sviluppare un sistema di comunicazione dotato delle tre caratteristiche fondamentali che lo distinguono dagli altri sistemi di comunicazione.
Lingua = la forma specifica che questo sistema assume nelle varie comunità. Le lingue sono diverse l’una dall’altra ma questa variazione non è illimitata, è confinata in un ambito limitato di scelte possibili: esistono degli universali linguistici da un lato e delle proprietà che caratterizzano solo alcune lingue o gruppi di lingue. I primi studi di linguistica occidentali sono dei filosofi greci, ma diventa disciplina autonoma con cattedra universitaria da inizio 800; si chiarisce con Formigari il carattere descrittivo e non normativo.
Che cos’è una lingua
È un sistema articolato su più livelli:
- Suoni (fonologico)
- Parole (morfologico)
- Frasi (sintassi)
- Significati (semantico)
La linguistica privilegia la lingua parlata; esistono e sono esistite lingue solo parlate (es. somalo, indiane d’America); l’aspetto orale è primario, quello scritto è derivativo. Il bambino impara prima a parlare, poi a scrivere, impara naturalmente, senza insegnamenti specifici. Le lingue cambiano nel corso del tempo, ma ciò che cambia è la lingua parlata, solo in ritardo la scrittura registra questi cambiamenti.
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