Il campo della didattica
Insegnare nella scuola
Scuola = sede centrale non solo di socializzazione secondaria ma anche di trasmissione di conoscenze legittimate socialmente e segnate in senso storico-culturale. La società ha circoscritto un luogo separato e specialistico per insegnare/apprendere simboli, linguaggi, regole, comportamenti richiesti dalla vita. È il posto in cui si svolge il lavoro intellettuale di riflessione e ragionamento e dove si sviluppano le conoscenze culturali condivise che consentono al popolo di funzionare come una vera società. Scuola come spazio separato dall’esperienza diretta e luogo elettivo per l’insegnamento/apprendimento dei processi cognitivi complessi.
La didattica scolastica
Interviene per trasformare il dato culturale in un processo d’insegnamento; la sua funzione è la trasmissione di conoscenze, saperi, abilità, competenze attraverso due operazioni:
- Concentrazione spaziotemporale: serie di interventi sull’oggetto di studio finalizzati a collocarlo nella dimensione scolastica.
- Simulazione: interventi per assicurare al soggetto le condizioni di sicurezza, distanza da realtà utili a facilitare il processo di assimilazione.
Perciò la didattica scolastica prepara ad affrontare in un luogo protetto, le difficoltà della vita sempre più complessa valorizzando il pensiero che procede autonomamente; la competenza essenziale per l’affermarsi del soggetto, capacità d’analisi e generalizzazione.
Funzione dell’imparare a imparare = rendere sempre più autonomo il processo di ulteriore acquisizione (rischio di venir sommersi dall’informazione mediale). È un insieme di strategie metacognitive (consapevolezza di conoscenze, processi, strategie possedute, capacità di autoregolazione/controllo dei processi, guida, memoria).
Funzione assiologica (valori) = la didattica scolastica non deve porsi asetticamente rispetto a valori/significati; una scuola senza un chiaro compito assiologico = disimpegno educativo. Non interagendo in modo positivo con l’extrascuola finisce inevitabilmente con l’affidare l’azione formativa a gruppi informali e media. Necessità di educare all’autenticità, creatività, responsabilità, solidarietà.
Funzioni della didattica scolastica
- Istruzione
- Metacognitività
- Educazione (promotrice di valori inerenti la persona)
E quindi promuove nel soggetto:
- Sapere (alfabetizzazione primaria)
- Sapere di sapere (metacognitività)
- Saper essere se stesso
- Saper essere con gli altri
Gli obiettivi
Della socializzazione:
- Sviluppare capacità di accettazione e riconoscimento delle differenze; soddisfare la voglia di stare insieme
- Favorire l’acquisizione di modelli etico-sociali non indotti
- Necessarie situazioni di vita scolastica che incentivino la reciproca comprensione, dialogicità costruttiva, cooperazione non gregaria, solidarietà attiva, amicizia, generosità, gratuità, partecipazione democratica
Della metacognitività:
- Capacità di riflettere su dati e operazioni mentali/materiali che si compiono
- Capacità di monitoring (pensiero critico)
- Imparare a servirsi intelligentemente della propria intelligenza (metacomprensione, saperi) = preparare i soggetti a essere capaci di imparare in modo adattivo per avere prestazioni efficaci in situazioni imprevedibili o richieste di cambiamento
I contenuti
Conoscenze non casuali o prive di focalizzazioni tematiche; ruotano attorno a saperi linguistici, storici, scientifici, artistici.
La metodologia
La forma dominante di apprendimento è individuale, invece occorre elevare la flessibilità, modularità, feedback. Considerare:
- Educazione sociale: promuovere esperienze di partecipazione, collaborazione, collegialità; l’acquisizione del sapere non dipende solo da capacità personali ma dal clima relazionale che può facilitare i processi di apprendimento.
- Educazione metacognitiva: abilità di studio che facilitano l’apprendimento.
- Stile docente: possesso di abilità educative fondamentali (accoglienza, stimolazione intellettuale), atteggiamento euristico (processo didattico come progetto intenzionale e programmato), finezza clinica (insegnamento come processo carico di risonanza affettive), competenza comunicativa tesa a insegnare a pensare, maestria professionale (padronanza piena degli elementi professionali).
L’organizzazione
La scuola è un ambiente organizzato (setting) con orari, regole, compiti, norme. Sempre più utile la flessibilità degli spazi (classi aperte, laboratori). Didattica come sistema di trattamento delle conoscenze da trasmettere al fine di esser acquisiti come saperi. La scuola non contribuisce in modo diretto al rendimento extrascolastico (nozioni a debole capacità di transfert).
La didattica disciplinare
Disciplina = la differente strutturazione che la conoscenza assume storicamente (in rapporto a un preciso contesto socioeconomico) che si caratterizza per suoi propri apparati concettuali, oggetti di ricerca/applicazione formalizzati in un insieme omogeneo e sistematizzato a un certo livello d’integrazione teorica.
Tradizionalmente la disciplina coincide con le nozioni che trasmette (così appaiono eterogenee, prove di unità e struttura, manca un principio di organicità e validità). L’attivismo didattico = sottolinea il valore di pratiche come la ricerca, esperienza concreta, esplorazione, attività spontanea.
Anni '70, svolta epistemologica: che cos’è una disciplina? Le discipline hanno fondazioni peculiari, logiche e metodi di ricerca che le rendono attendibili e rispondenti alle attese dell’uomo. La natura di una disciplina non comprende solo i suoi argomenti strutturali (struttura = trame concettuali, idee-guida, principi essenziali) ma anche l’oggetto di studio, il punto di vista scientifico da cui la disciplina guarda la realtà.
L’imperialismo epistemologico
Rischio che corre la didattica: essere totalmente dipendente dai contenuti (essere competenti in una materia non significa saperla insegnare). Insegnamento = ha bisogno di particolari procedure comunicative, scansione graduale dei contenuti, strategie operative, tecniche organizzative per assicurare un coinvolgimento intellettuale-emotivo verso la materia.
La didattica disciplinare organizza la materia d’insegnamento e ne enuncia gli scopi:
- È un sapere formale: cerca un rapporto coerente mezzi-fini e prescrive finalità, metodi.
- Prevalenza dell’educativo sul cognitivo: considerare attentamente la relazionalità (l’insegnamento richiede l’uso di attitudini e comportamenti socioaffettivi per ottenere determinati risultati).
- Rischio di ipertrofia analitica: eccessiva specializzazione disciplinare ai danni di un collegamento dell’apprendimento col mondo (la scuola è luogo di formazione personale).
- Considerare il valore formativo della didattica: la disciplina non deve concentrarsi sull’oggetto di studio ma sul soggetto.
Il valore formativo della disciplina
Intenzionalità di una disciplina:
- Quali aspetti di personalità è in grado di sviluppare
- Quali valori rende accessibili
- Quali prese di coscienza favorisce
Le discipline veicolano valori, cioè suscitano comportamenti guidati da certi valori. Questo determina il valore formativo di una disciplina (il suo senso intrinseco). Il compito della didattica disciplinare è far padroneggiare gli scopi della disciplina, acquisire i valori necessari alla realizzazione dei fini e acquisire attitudini e comportamenti corrispondenti.
Il tracciato metodologico = permette il percorso dalla cultura come esperienza curiosa a cultura come intelligenza critica. La didattica disciplinare deve concentrarsi su strutture concettuali della disciplina, ma soprattutto sull’alunno, usare linguaggi unificanti.
La didattica interculturale
Multiculturalità = compito della didattica multiculturale è definire insegnamenti aperti alla multiculturalità, ossia fa conoscere/apprendere le differenze culturali.
La diversità è un tratto dell’identità (siamo tutti differenti), nasce dal lungo processo d’interazione tra patrimonio nativo del soggetto e contesto ambientale/culturale. Le differenze sono espressione di un processo continuo di costruzione in cui entra in gioco un flusso ininterrotto di transazioni soggetto/ambiente e in cui si manifesta la risorsa della persona che conferisce autenticità/originalità allo sviluppo.
Necessità di riconoscere a tutti il diritto alla propria identità e differenze. Ciò porta alla messa in discussione del proprio sistema di conoscenze, valori, atteggiamenti = rischio di conflittualità (non devono essere rimosse/negate ma esplicitate perché fondamentali per confronto, cambiamento, creazione di nuove regole di convivenza). Gli impegni della didattica:
- Far conoscere/riconoscere la diversità: scoprire la pluralità di forme di vita/pensiero. Prenderne atto è il primo passo per permettere che la diversità sia valutata come risorsa; ogni soggetto deve evitare l’assolutizzazione del proprio modo d’essere.
- Insegnare a non inferiorizzare/sopravvalutare la diversità.
- Far apprendere la diversità attraverso un pensiero aperto alla pluralità dell’ermeneutica: visione policentrica (apprendere la relatività del pensiero dei popoli) = ciò permette di moltiplicare le strutture logiche, ampliare le strategie d’investigazione della realtà, relativizzare i propri quadri concettuali, affinare ipotesi di soluzione problemi.
- Incoraggiare le differenze come parte costituente della vita umana.
I contenuti
Oltre alla conoscenza della propria cultura, anche quelli di realtà storico-sociali differenti. Misurarsi con una pluralità di ambiti significa dilatare l’orizzonte dei possibili interessi/motivazioni.
Rischi:
- Certezza: è un’illusione pericolosa per il progresso della conoscenza, occorre mantenere il dubbio.
- Pregiudizi: distorsioni mentali-comportamentali.
Apertura a contenuti multiculturali = riconoscere/legittimare i saperi altrui apprezzabili perché equivalenti ai nostri (strumento per attivare i processi di decentramento culturale e comprensione delle differenze).
I metodi
Insegnare con e attraverso la diversità. La didattica dell’interculturalità come modo operativo per facilitare l’incontro fra culture differenti e far scaturire uno scambio proficuo fra tutti (superiori e inferiori), per superare sia etnocentrismo che relativismo. L’interculturalità si manifesta quando ci si ripromette di stabilire un contatto diretto fra mondi differenti che suscita reciproco dialogo.
L’obiettivo è la formazione di una mentalità interculturale con cui affrontare i problemi della diversità:
- Decentrarsi dal proprio punto di vista
- Entrare nella mentalità altrui
- Percepire con gli occhi altrui
- Capire
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