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IL CAMPO DELLA DIDATTICA (Cosimo La Neve)

C.1 INSEGNARE NELLA SCUOLA

Scuola = sede centrale non solo di socializzazione secondaria ma anche di trasmissione di

conoscenze legittimate socialmente e segnate in senso storico-culturale. La società ha

circoscritto un luogo separato e specialistico x insegnare/apprendere simboli, linguaggi,

regole, comportamenti richiesti dalla vita. È il posto in cui si svolge il lavoro intellettuale di

riflessione e ragionamento e dove si sviluppano le conoscenze culturali condivise che

1 consentono al popolo di funzionare come una vera società. Scuola come spazio separato

dall’esperienza diretta e luogo elettivo x l’insegnamento/apprendimento dei processi

cognitivi complessi.

La didattica scolastica

Interviene x trasformare il dato culturale in un processo d’insegnamento; la sua funzione è

la trasmissione di conoscenze, saperi, abilità, competenze attraverso 2 operazioni:

1. Concentrazione spaziotemporale: serie di interventi sull’ogg di studio finalizzati a

collocarlo nella dimensione scolastica

2. Simulazione: interventi x assicurare al sogg le condizioni di sicurezza, distanza da

realtà utili a facilitare il processo di assimilazione

Xciò la didattica scolastica prepara ad affrontare in un luogo protetto, le difficoltà della vita

sempre + complessa valorizzando il pensiero che procede autonomamente; la competenza

essenziale x l’affermarsi del sogg , capacità d’analisi e generalizzazione.

Funzione dell’imparare a imparare = render sempre+ autonomo il processo di ulteriore

acquisizione (rischio di venir sommersi dall’info mediale). È un insieme di strategie

metacognitive (consapevolezza di conoscenze, processi, strategie possedute, capacità di

autoregolazione/controllo dei processi, guida, memoria).

Funzione assiologica (valori) = la didattica scolastica non deve porsi asetticamente rispetto

a valori/significati; una scuola senza un chiaro compito assiologico = disimpegno educativo.

Non interagendo in modo positivo con l’extrascuola finisce inevitabilmente con l’affidare

l’azione formativa a gruppi informali e media. Necessità di educare all’autenticità,

creatività, responsabilità, solidarietà.

Funzioni della didattica scolastica:

- Istruzione

- Metacognitività

- Educazione (promotrice di valori inerenti la persona)

E quindi promuove nel sogg:

- Sapere (alfabetizzazione primaria)

- Sapere di sapere (metacognitività)

- Saper essere se stesso

- Saper essere con gli altri

Gli obiettivi

2 Della socializzazione Della metacognitività

- Sviluppare capacità di accettazione e - Capacità di riflettere su dati e

riconoscimento delle ≠ operazioni mentali/materiali che si

- Soddisfare la voglia di stare insieme compiono

- Favorire l’acquisizione di modelli - Capacità di monitoring (pensiero

etico-sociali non indotti critico)

= necessarie situazioni di vita scolastica - Imparare a servirsi intelligentemente

che incentivino la reciproca della propria intelligenza (meta

comprensione, dialogicità costruttiva, saperi)

cooperazione non gregaria, solidarietà = preparare i sogg a essere capaci di

attiva, amicizia, generosità, gratuità, imparare in modo adattivo x avere

partecipazione democratica prestazioni efficaci in situazioni

imprevedibili o richieste di cambiamento

I contenuti

Conoscenze non casuali o prive di focalizzazioni tematiche; ruotano attorno a saperi

linguistici, storici, scientifici, artistici.

La metodologia: la forma dominante di apprendimento è individuale, invece occorre

elevare la flessibilità, modularità, feedback. Considerare:

1. Educazione sociale: promuovere esperienze di partecipazione, collaborazione,

collegialità; l’acquisizione del sapere non dipende solo da capacità personali ma dal

clima relazionale che può facilitare i processi di apprendimento

2. Educazione metacognitiva: abilitò di studio che facilitano l’apprendimento

3. Stile docente: possesso di abilità educative fondamentali (accoglienza, stimolazione

intellettuale), atteggiamento euristico (processo didattico come progetto

intenzionale e programmato), finezza clinica (insegnamento come processo carico di

risonanza affettive), competenza comunicativa tesa a insegnare a pensare, maestria

professionale (padronanza piena degli elementi professionali)

L’organizzazione: la scuola è un ambiente organizzato (setting) con h, regole, compiti,

norme. Sempre + utile la flessibilità degli spazi (classi aperte, laboratori). Didattica come

sistema di trattamento delle conoscenze da trasmettere al fine di esser acquisiti come

saperi. La scuola non contribuisce in modo diretto al rendimento extrascolastico (nozioni a

debole capacità di trasnfert).

La didattica disciplinare

Disciplina = la ≠ strutturazione che la conoscenza assume storicamente (in rapporto a un

3 preciso contesto socioeconomico) che si caratterizza x suoi propri apparati concettuali, ogg

di ricerca/applicazione formalizzati in un insieme omogeneo e sistematizzato a un certo liv

d’integrazione teorica.

Tradizionalmente la disciplina coincide con le nozioni che trasmette (così appaiono

eterogenee, prove di unità e struttura, manca un principio di organicità e validità).

L’attivismo didattico = sottolinea il valore di pratiche come la ricerca, esperienza concreta,

esplorazione, attività spontanea.

Anni 70, svolta epistemologica: che cos’è una disciplina? Le discipline hanno fondazioni

peculiari, logiche e metodi di ricerca che le rendono attendibili e rispondenti alle attese

dell’uomo. La natura di una disciplina non comprende solo i suoi argomenti strutturali

(struttura = trame concettuali, idee-guida, principi essenziali) ma anche l’ogg di studio, il

punto di vista scientifico da cui la disciplina guarda la realtà).

L’imperialismo epistemologico

Rischio che corre la didattica: essere tot dipendente dai contenuti (essere competenti in 1

materia non significa saperla insegnare).

Insegnamento = ha bisogno di particolari procedure comunicative, scansione graduale dei

contenuti, strategie operative, tecniche organizzative x assicurare un coinvolgimento

intellettuale-emotivo verso la materia.

La didattica disciplinare organizza la materia d’insegnamento e ne enuncia gli scopi:

1. È un sapere formale: cerca un rapporto coerente mezzi-fini + prescrive finalità,

metodi

2. Prevalenza dell’educativo sul cognitivo: considerare attentamente la relazionalità

(l’insegnamento richiede l’uso di attitudini e comportamenti socioaffettivi x

ottenere determinati risultati)

3. Rischio di ipertrofia analitica: eccessiva specializzazione disciplinare ai danni di un

collegamento dell’apprendimento col mondo (la scuola è luogo di formazione

personale)

4. Considerare il valore formativo della didattica: la disciplina non deve concentrarsi

sull’ogg di studio ma sul sogg

Il valore formativo della disciplina

Intenzionalità di una disciplina:

4 - Quali aspetti di personalità è in grado di sviluppare

- Quali valori rende accessibili

- Quali prese di coscienza favorisce

Le discipline veicolano valori, cioè suscitano comportamenti guidati da certi valori. Questo

determina il valore formativo di 1 disciplina(il suo senso intrinseco). Il compito della

didattica disciplinare è far padroneggiare gli scopi della disciplina, acquisire i valori

necessari alla realizzazione dei fini e acquisire attitudini e comportamenti corrispondenti.

Il tracciato metodologico = permette il percorso dalla cultura come esperienza curiosa a

cultura come intelligenza critica. La didattica disciplinare deve concentrarsi su strutture

concettuali della disciplina, ma soprattutto sull’alunno, usare linguaggi unificanti.

La didattica interculturale

Multiculturalità = compito della didattica multiculturale è definire insegnamenti aperti alla

multiculturalità, ossia fa conoscere/apprendere le ≠ culturali.

La diversità è un tratto dell’identità (siamo tutti ≠), nasce dal lungo processo d’interazione

tra patrimonio nativo del sog e contesto ambientale/culturale.

Le ≠ sono espressione di un processo continuo di costruzione in cui entra in gioco un flusso

ininterrotto di transazioni sogg/ambiente e in cui si manifesta la risorsa della persona che

conferisce autenticità/originalità allo sviluppo.

Necessità di riconoscere a tutti il diritto alla propria identità e ≠’. Ciò porta alla messa in

discussione del proprio sistema di conoscenze, valori, atteggiamenti = rischio di

conflittualità (non devono essere rimosse/negate ma esplicitate xchè fondamentali x

confronto, cambiamento, creazione di nuove regole di convivenza). Gli impegni della

didattica:

- Far conoscere/riconoscere la ≠’: scoprire la pluralità di forme di vita/pensiero.

Prenderne atto è il 1° passo x permettere che la ≠ sia valutata come risorsa; ogni

sogg deve evitare l’assolutizzazione del proprio modo d’essere

- Insegnare a non inferiorizzare/sopravvalutare la ≠’

- Far apprendere la ≠’ attraverso un pensiero aperto alla pluralità dell’ermeneutica:

visione policentrica (apprendere la relatività del pensiero dei popoli) = ciò permette

di moltiplicare le strutture logiche, ampliare le strategie d’investigazione della

realtà, relativizzare i propri quadri concettuali, affinare ipotesi di soluzione problemi

5 - Incoraggiare le ≠ come parte costituente della vita umana

I contenuti

Oltre alla conoscenza della propria cultura, anche quelli di realtà storico-sociali ≠. Misurarsi

con una pluralità di ambiti significa dilatare l’orizzonte dei possibili interessi/motivazioni.

Rischi:

- Certezza: è un’illusione pericolosa x il progresso della conoscenza, occorre

mantenere il dubbio

- Pregiudizi: distorsioni mentali-comportamentali

Apertura a contenuti multiculturali = riconoscere/legittimare i saperi altrui apprezzabili

xchè equivalenti ai nostri (strumento x attivare i processi di decentramento culturale e

comprensione delle ≠).

I metodi

Insegnare con e attraverso la ≠’. La didattica dell’interculturalità come modo operativo x

facilitare l’incontro fra culture ≠ e far scaturire 1 scambio proficuo fra tutti (> e <), x

superare sia etnocentrismo che relativismo. L’interculturalità si manifesta quando ci si

ripromette di stabilire un contatto diretto fra mondi ≠ che suscita reciproco dialogo.

L’obiettivo è la formazione di 1 mentalità interculturale con cui affrontare i problemi della

≠’: - Decentrarsi dal proprio punto di vista

- Entrare nella mentalità altrui

- Percepire con gli occhi altrui

- Capire

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

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