Sandra Bosco Coletsos - Storia della lingua tedesca
Origini
Origini indoeuropee
Il tedesco è una lingua germanica e il germanico a sua volta ha origine indoeuropea. Per indoeuropeo si intendono gli elementi linguistici comuni a quell'insieme di dialetti parlati in Europa e in Asia fino al 3000 a.C. L'indoeuropeo è stato così denominato nel 1813 da Thomas Young, ma in Germania è usata l'espressione Indogermanisch. Un esame approfondito di fonologia, morfologia, sintassi e lessico dimostra l'affinità delle lingue indoeuropee. La paleontologia linguistica cerca di determinare gli aspetti fondamentali dell'antica civiltà. La formazione delle espressioni astratte deriva sempre da un valore concreto. I termini di parentela indicano l'esistenza di un saldo nucleo familiare particolare (Vater; Mutter). È poi socialmente importante il concetto di vedova, i.e. windhéwā, ted. Witwe. Molto grave era la condizione della vedova, donna privata del marito (widh - diventare privo).
Corrispondono a forme indoeuropee quasi tutte le parole relative alle parti essenziali del corpo umano, ma non Hand, perché alla mano era attribuito un significato magico-rituale che probabilmente la rendeva termine tabù ed è quindi indicata con vari nomi diversi nelle varie lingue; i numerali; nomi di animali ecc. La sede originaria degli Indoeuropei pare fosse intorno al bacino del Vistola. In epoca storica i Germani si possono dividere in tre gruppi: settentrionale (islandese, norvegese, svedese, danese, feringio), orientale (idiomi di Goti, i quali hanno un ruolo determinante nello studio del germanico, perché in visigotico è il primo documento letterario sostanzioso di una lingua germanica e cioè la traduzione della Bibbia), occidentale (inglese, frisone, tedesco, olandese e fiammingo, afrikaans).
Già Tacito divide le occidentali in 3 gruppi, divisione basata su tradizioni comuni, sociali e religiose, gli Ingevoni, gli Erminoni, gli Istevoni. I Germani nei loro spostamenti superano ben presto i confini stessi dell'Europa, ma supponiamo fossero stanziati nell'Europa settentrionale, in una zona occidentale. L'Italia ha subito tre invasioni principali e conseguenti dominazioni da parte degli Ostrogoti, Longobardi e Franchi. Sono germaniche in linea di massima le parole che cominciano con gu- e con sche-. Un altro elemento distintivo è dato da suoni che hanno avuto origine dalla II rotazione consonantica, che non ha toccato né il gotico, né il franco, ma solo il longobardo. Saranno dunque longobarde in linea di massima le parole germaniche che contengono affricate sorde o suoni da esse derivati: z-, zz-, -f-, -ff-, -cc-. Molte denominazioni delle parti del corpo colpiscono per la loro espressività e sostituiscono in italiano i termini latini. Altra area semantica significativa è quella dei cromonimi molti dei quali derivano, in italiano, dal germanico. In particolare è interessante bianco da un'antica radice ie. bhleg- che indica non tanto un colore quanto la sua brillantezza.
Il documento più vicino alla fase antica è l'iscrizione dell'elmo B di Negau. I germani avevano una propria scrittura di tipo alfabetico detta runica, sostituita poi da quella latina ed usata soprattutto per iscrizioni di carattere rituale, magico. Le rune erano, secondo Tacito, anche dei segni-simboli incisi su bastoncini di legno che gli esperti di magia dovevano interpretare e che in qualche modo potevano influenzare il destino; passarono poi ad indicare un concetto ben preciso per acrofonia, il fonema iniziale della parola cui la runa corrispondeva. I Germani hanno conservato a lungo l'uso di incidere prima segni magici, poi parole e frasi vere e proprie sul legno. Anche i termini per leggere nei vari dialetti germanici attesterebbero il carattere magico-rituale delle prime forme di scrittura e lettura.
Il nucleo fondamentale dell'organizzazione sociale era la Sippe, grande famiglia cui appartenevano individui uniti da vincoli di sangue. Varie Sippen costituivano la tribù all'interno della quale si formava il comitatus, costituito da guerrieri legati ad un capo dotato di particolare prestigio. I Germani erano di abitudini e costumi naturalmente semplici e sani. Le decisioni importanti erano discusse in assemblee pubbliche. Al tempo di Tacito l'Olimpo germanico vede coesistere due gruppi di dèi, gli Asi e i Vani, questi legati ad un concetto di religione naturalistica, che era probabilmente la più antica.
Fonologia
Accento. L'accento ie. è intensivo o fisso sulla sillaba radicale in germanico. Le vocali toniche sono rafforzate, mentre le atone si sono indebolite da sparire spesso in posizione finale o post-tonica. In tutte le lingue germaniche avviene poi, almeno nella sillaba finale, una riduzione della quantità della vocale, secondo quella che è generalmente chiamata legge delle more. La vocale può essere breve ( ), lunga ( ) e estralunga ( ). L'accento in tedesco è in genere protosillabico a parte parole recenti mutate da lingue straniere, alcuni termini trisillabici e soprattutto verbi composti con prefisso, in cui è appunto radicale. Sempre legata alla natura dell'accento germanico è la poesia allitterante dei più antichi documenti letterari.
Vocalismo. L'indoeuropeo possedeva 5 vocali brevi e le corrispettive lunghe, più 2 vocali brevi interne šwa. In germanico notiamo:
- ɔ > a - acht
- ā > ɔ - Bruder
- ɔ < u seguito da r,h, - Wort
- ā < ă seguito da n + fricativa velare sorda - brachte
- ā < ē in tedesco e nordico antico
Per quanto riguarda i dittonghi:
- ie. *ai *oi > ai - eins
- ie. *au *ou > au - rot
- ie. *ei - steigen
- ie. *eu > iu/eo
Molto significativa per il vocalismo germanico è inoltre la metafonia (Umlaut): si tratta dell'influsso esercitato da una vocale su di un'altra di timbro diverso, generalmente precedente.
- Riguardo al tedesco l'Umlaut o il mutamento della vocale radicale della II e III persona dell'indicativo presente di molti verbi forti (Ich schlage - Ich schlägst);
- L'Umlaut che compare nel plurale di molti sostantivi (Gast - Gäste);
- L'Umlaut di quasi tutti i comparativi e superlativi relativi (jung - jünger - jüngest)
Consonantismo. L'indoeuropeo aveva occlusive sorde aspirate (*gh, *dh, *bh), e sonore (*g, *d, *b). La I rotazione consonantica, erste Lautverschiebung, è detta anche legge di Rask o di Grimm, dal nome dei filologi che l'hanno per primi rispettivamente scoperta e formulata: le occlusive sorde indoeuropee > aspirate, le aspirate > sonore, le sonore > sorde, per cui, utilizzando la terminologia di Grimm La legge di Verner è un'eccezione alla I rotazione consonantica, una forma di sonorizzazione che opera solo in particolari condizioni:
- quando l'accento non cade sulla sillaba immediatamente precedente l'occlusiva sorda ie. T
- Anche s come fricativa sorda è soggetta alla legge dunque si sonorizza e diventa r in nordico e germanico occidentale.
La legge agisce in tutti i dialetti germanici, ma è irregolare in gotico. Ci permette di comprendere il cambiamento della consonante nella coniugazione di alcuni verbi forti. Agisce ancora oggi in inglese e tedesco in particolari condizioni.
Morfologia
Nella declinazione dei sostantivi si è cercato di chiarire il genere degli stessi, mettendo la maggior parte dei maschili nella classe in ă, e dei femminili in quella in ō. Rispetto al numero sono mantenuti singolare e plurale. Degli otto casi dell'ie. rimangono nom, gen, dat e acc. È essenziale la posizione della parola nella frase. Si sente inoltre l'esigenza dell'articolo, che in ata. è usato già abbastanza regolarmente almeno nell'ultimo periodo; il determinativo è espresso dal pronome dimostrativo (der, die, das), l'indeterminativo dal numerale "uno" (ein, eine, ein). Un'innovazione del germanico è inoltre una declinazione propria per gli aggettivi che adottano anche le desinenze dei pronomi dimostrativi (declinazione forte: Schönes Kind - bel bambino), oppure si declinano come temi in nasale (declinazione debole: das schöne Kind - il bel bambino).
Nel sistema verbale notiamo la probabile confusione fra ottativo e congiuntivo. Dei tempi restano il presente, il preterito. Il passato non differenzia l'aspetto continuativo da quello momentaneo dell'azione rispetto per es. alle lingue romanze che continuano la distinzione aspettuale indoeuropea (Ted. Ich lebte, It. amai, amavo - esprimono tutti un tempo passato). Il passato composto e il futuro perifrastico sono innovazioni più tarde, forse di imitazione romanza. Un'altra forma perifrastica è quella risultante dall'unione del verbo "essere" con un participio presente (Ingl. I'm doing). Fra le lingue germaniche moderne è rimasta solo in inglese, dove ha avuto un'enorme diffusione.
I verbi si dividono in due grandi categorie: forti e deboli. I verbi forti sono quelli che corrispondono all'antico tipo ie. con apofonia della vocale radicale; presentano infatti un'alternanza vocalica che ha valore semantico, cambia il valore temporale cambiando la vocale radicale. Un caso eccezionale è ted. schreiben che entra nella categoria dei verbi forti. I verbi deboli invece non hanno l'apofonia e formano il preterito con l'aggiunta del suffisso -*da. Sono molto usati poi i cosiddetti preterito presenti, verbi che hanno significato di presente e forma di preterito e che formano un nuovo preterito sull'esempio dei verbi deboli (got. wait, wissa - ata. weiz, wissa - tmod. weiss, wusste).
Lessico
I legami con il mondo indoeuropeo sono evidenti in quel vocabolario di base comprendente nomi di parentela, di parti del corpo, di molti animali, termini connessi con l'agricoltura o indicanti determinati fenomeni atmosferici. La struttura culturale più specifica è espressa invece da termini propri della vita individuale e sociale di popolazioni guerriere. Esistono determinati elementi lessicali fonologici, morfologici e anche la struttura primitiva, che diversificano il germanico dall'indoeuropeo tanto che alcuni studiosi hanno visto i Germani come ipotetici stranieri indoeuropeizzati che avrebbero dovuto adattarsi a un diverso sistema linguistico.
Alto tedesco antico (Althochdeutsch)
Definizione geografica e cronologica
Il tedesco antico si divide in Alto (Hochdeutsch) e basso tedesco (Niederdeutsch) secondo la posizione geografica delle varie regioni e quindi la loro partecipazione a determinati fenomeni linguistici; la denominazione deriva dalla conformazione fisica del paese alta, montuosa, nella parte centro-meridionale e bassa, pianeggiante, in quella settentrionale. L'ata. si può suddividere in tedesco superiore (Oberdeutsch) e centrale (Mitteldeutsch). In genere si pone l'inizio dell'ata. verso la metà dell'VIII secolo poiché di tale epoca sono i primi documenti letterari. Praticamente è sulla base della II rotazione consonantica che può stabilire l'enucleazione dell'ata; infatti è quest'ultima a costituire il tratto più caratteristico e vistoso che differenzia l'alto tedesco dagli altri dialetti germanici occidentali. Come termine dell'ata. poniamo invece il 1050 ca. momento in cui la peculiarità culturali e linguistiche che hanno caratterizzato il periodo considerato, subiscono una evidente trasformazione.
Profilo storico-culturale dei dialetti tedeschi antichi
Carlo Magno unisce sotto una stessa corona le stirpi galloromanze e germaniche dell'Europa continentale, che costituiranno approssimativamente le future Francia e Germania. L'impero viene diviso tra i tre discendenti di Lucovico il Pio (Carlo il Calvo, Ludovico il Germanico e Lotario). Solo nel 911 con l'elezione di Corrado I la nazione tedesca si distingue opponendosi alla francese. Col successore Enrico I di Sassonia il potere passa proprio a quei Sassoni (919-1024). Con Ottone I, II e III l'interesse si sposta verso l'Italia e le condizioni della Germania sono tali da permettere una notevole fioritura culturale (rinascita ottoniana). La cristianizzazione è realizzata dai re franchi, dando vita a un gran numero di traduzioni dei testi sacri fondamentali. L'opera di Carlo non rivaluta infatti solo lo studio del latino, ma promuove anche l'uso del volgare come mezzo di divulgazione del Vangelo e della preghiera.
Bavarese
L'origine dei Buiari è oscura come quella degli alemanni. Pare derivino dalla fusione di diverse tribù. Formano un'entità politica significativa e nel VI secolo essi avevano accettato il protettorato Franco a causa della minaccia avaro-slava, ma alla fine del VII secolo, ottenuto la piena autonomia politica, iniziano la conversione e costituiscono, verso l'VIII secolo, un centro di attrazione per quei Germani che vogliono sfuggire alla supremazia franca. Il loro dominio linguistico si estende e i maggiori centri di cultura in epoca ata. sono: Tegernsee, Salzburg, Monsee ecc.
Le testimonianze scritte più significative:
- Abrogans, traduzione di una raccolta di glosse latine in ordine alfabetico
- Frammenti di Mondsee, contiene brani tradotti dal Vangelo di Matteo
- Preghiera di Wessobrunn, frammento poetico in versi allitteranti seguito da una breve preghiera in prosa ritmica allitterante aggiunta dallo scriba che l'ha copiato
- Padre Nostro di Freising, traduzione del Padre Nostro, fatta per i fedeli, da un monaco bavarese
- Muspilli, di ispirazione cristiana, in versi allitteranti, che presentano però già alcuni cedimenti formali. Tratta della disputa fra angeli e diavoli per l'anima dopo la morte e annuncia e descrive il giudizio universale
Alemanno
Gli Alemanni hanno avuto origine da diverse tribù ma il nucleo centrale è costituito da alcuni dei numerosi gruppi in cui gli Svevi erano divisi. Loro luogo d'origine è probabilmente il territorio compreso fra Elba e Oder. La vera colonizzazione della Svizzera comincia nel V secolo e l'Alsazia, alemanna come il palatinato, dal VII secolo sfugge sempre più spesso alla loro sfera di influenza. I principali centri di cultura in epoca ata. sono: Abbazia di San Gallo, Reichenau, Murbach.
Documenti scritti più significativi:
- Vocabolario di S. Gallo, Credo e Padre Nostro di S. Gallo
- Regola di San Benedetto
- Inni di Murbach, traduzione di 27 inni ambrosiani
- Cristo e la samaritana
Notker il Teutornico o Labeo, monaco benedettino, visse nell'Abbazia di San Gallo. Una sua lettera al vescovo costituisce una valida ed unica testimonianza autobiografica soprattutto per quanto riguarda i fini e le modalità del suo lavoro di mediatore della cultura classica. La sua non è una traduzione letterale, ma una rielaborazione e spiegazione del testo. Il lessico è più ricco e la traduzione delle parole latine è attenta. La lingua di Notker è in sostanza molto più moderna e anche meno dialettale di quella della maggior parte degli altri documenti ata.
Francone
I Franchi sono più pronti dalle altre tribù germaniche ad accogliere la civiltà romana. Cominciano a mettersi in evidenza solo verso il 440. È dopo la vittoria sugli Alemanni che il loro re decide di farsi cristiano cattolico e riceve il battesimo a Reims il giorno di Natale. Da questo momento i Franchi assumono il ruolo e l'importanza politica ben nota. L'espansione culminata verso il 560 è seguita da una retrocessione nel VII secolo. Il francone avanza costantemente verso oriente e man mano che i tedeschi colonizzano il paese dell'Elba e le regioni oltre l'Elba. È il dialetto linguisticamente più complesso. I maggiori centri di cultura sono: Mainz, Frankfurt, Köln, Würzburg ecc.
Documenti letterari:
- Catechismo di Weissenburg
- Liber evangeliorum di Otfrid von Weissenburg, monaco benedettino. Si tratta di un'esposizione poetica in francone renano dei 4 Vangeli.
- Harmonia Evangeliorum di Taziano o Diatessàron, traduzione dal latino dell'opera del monaco siriaco Taziano il cui manoscritto originale è andato perduto. L'opera non ha un grande valore letterario, ma linguisticamente è molto importante
- Incantesimi di Merseburgo
- Canto di Ludovico, dedicato a Luigi III di Francia
Longobardo
L'origine settentrionale dei longobardi è probabilmente scandinava e raggiungono l'Elba, ma l'arrivo degli Avari li spinge poi verso occidente e poi scendono in Italia. Il nome dei longobardi si riferisce probabilmente all'uso di portare di capelli lunghi e di non radersi. Conosciamo il longobardo direttamente da iscrizioni runiche, testi latini con parole longobarde, glossari, parole rimaste in italiano e i maggiori centri di cultura sono Bobbio e Pavia.
Fonologia
Vocalismo
Dobbiamo distinguere le vocali toniche dalle atone; l'accento intensivo tende a rafforzare le une e ad indebolire le altre. Le 5 vocali toniche brevi del germanico restano immutate; delle lunghe e ed o dittongano:
- ē > ie (hier)
- ō > u (flut)
- ai > ei (eins)
- ai + h, r, w (mehr)
Per quanto riguarda le vocali atone si nota un progressivo indebolimento: parte di esse scompare, mentre tutte le finali rimaste si riducono al suono indistinto ə, realizzato come e. Le desinenze dei sostantivi e dei verbi potevano essere più varie ma le diverse terminazioni possibile dell'infinito del verbo debole in Notker sono già ridotte ad -en. Questo è anche uno dei motivi per cui i dialetti germanici da sintetici diventano analitici. Nelle sillabe atone postoniche mediane il comportamento è analogo a quello delle finali e spesso sono reintrodotte altre vocali in gruppi consonantici derivati dalla sincope delle vocali originarie. Nei prefissi e preposizioni monosillabiche atone ci può essere un indebolimento più o meno evidente, fino alla caduta della vocale. Le semivocali j e w, perna
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