Sunto GTIO, docente Secchi, libro consigliato "Gestione della tecnologia, dell'innovazione e delle operations"
Capitolo 1: L’innovazione tecnologica come fonte di vantaggio competitivo
L’innovazione tecnologica è fonte del vantaggio competitivo. L’importanza dell’innovazione deriva dalla crescente globalizzazione che aumenta la concorrenza e quindi richiede un alto grado di differenziazione.
- Nuovi prodotti e servizi: aumenta i margini;
- Nuovi processi: riduce i costi.
Information technology:
- Software per progettare e produrre (CAD Computer aided design e CAM computer aided manufacturing): veloce e facile lo sviluppo di prodotti;
- Sistemi flessibili di produzione (FMS - flexible manufacturing system): sostenibili cicli di produzione, più brevi e diminuisce l’importanza delle economie di scala. È importante per produrre e sviluppare più varianti di uno stesso prodotto.
Utilizzare un’architettura modulare permette di condividere le medesime parti e componenti per più modelli e questo favorisce:
- Riduzione costi di investimento, sviluppo e approvvigionamento;
- Riduzione time-to-market;
- Aumento economie di scala e grado di utilizzo capacità;
- Aumento flessibilità di produzione.
Problemi derivanti dall’aumento del ritmo di innovazione
- Aumento delle barriere all’ingresso (per tutti i concorrenti si alzano i livelli di innovazione richiesti per stare nel mercato);
- Maggiore segmentazione del mercato (causa più varianti di prodotti differenti);
- Rapida obsolescenza (cicli di vita del prodotto accorciati);
- Difficoltà per le aziende di avere successo (tanta concorrenza).
Effetti positivi e negativi per la società
Effetti positivi:
- Ampia gamma di prodotti e servizi;
- Efficienza nella produzione di beni primari;
- Cure mediche sempre all’avanguardia;
- Opportunità di comunicare e viaggiare.
Effetti negativi:
- Inquinamento;
- Effetti non previsti (la tecnologia è conoscenza e l’innovazione è creazione di nuova conoscenza - Frankenstein).
Robert Solow (1957) e l'indicatore dell'innovazione tecnologica
Indicatore dell’impatto complessivo dell’innovazione tecnologica è il prodotto interno lordo (valore complessivo dei beni e servizi prodotti sul territorio nazionale in un anno, calcolato al prezzo d’acquisto per il consumatore finale). Il tasso di crescita del PIL non può essere spiegato solo dalla crescita nell’impiego dei fattori in termini di lavoro e capitale, resta un residuo statistico spiegabile attraverso il progresso tecnico: l’innovazione tecnologica fa aumentare la produzione ottenibile dati una medesima quantità di lavoro e capitale. Il PIL non è ottimo indicatore del tenore di vita però, visto che indica la quantità di beni e servizi acquistabili dai cittadini, e dato che i beni migliorano la qualità di vita, allora si può dire che l’innovazione ha un’influenza positiva.
In Italia i finanziamenti per la ricerca arrivano più dallo stato che dalle imprese.
Capitolo 2: Creatività e innovazione
Creatività: capacità di produrre un qualcosa di utile e nuovo, differente da quanto è stato realizzato in passato. Non dovrebbe rappresentare solo un passo avanti che si aggiunge a una successione di soluzioni già note.
Grado di innovatività: differenza dai prodotti che l’hanno preceduto (limitato al prodotto) e dalle esperienze passate del mercato (ampio spettro).
Capacità creative individuali e organizzative
Capacità creative individuali dipendono da:
- Capacità intellettuale: capacità di osservare i problemi da una prospettiva non convenzionale, riconoscere idee che meritano di essere sviluppate;
- Conoscenze: conoscenza troppo limitata non consente comprensione del problema, ma una conoscenza troppo approfondita intrappola in schemi logici preimpostati;
- Forma mentis: originalità, abilità nel stabilire priorità tra i problemi;
- Personalità: self-confidence, tollera ambiguità, volontà e impegno, corre rischi;
- Motivazione: motivazione intrinseca;
- Ambiente: ambiente in cui idee creative ottengono sostegno e riconoscimento.
Capacità creative dell’organizzazione dipendono da:
- Creatività degli individui che la compongono;
- Varietà di processi sociali e fattori di contesto: struttura organizzativa, routine, meccanismi di incentivazione possono ostacolare o incoraggiare creatività.
La creatività dell’organizzazione non è solo la sommatoria della creatività individuale ma può essere maggiore o minore in base alla struttura organizzativa, routine, meccanismi di incentivazione.
Strumenti per sviluppare creatività
- Cassetta dei suggerimenti: metodo per mettere a frutto la creatività degli individui. Riconoscimenti morali valgono più di quelli economici. In alcuni casi il dipendente che presenta l’idea diventa responsabile della sua realizzazione. Vantaggi: semplice e costi contenuti;
- Programmi di training creativo: utile per sviluppare un management che sappia apprezzare la creatività dei dipendenti.
Innovazione e inventore
Innovazione: va oltre la generazione di idee creative. Consiste nella realizzazione di tali idee che si concretizzano in prodotti e processi nuovi. L’idea creativa deve combinarsi con risorse e competenze per essere sviluppata e dar vita all’innovazione.
Inventore:
- Preferisce ragionamenti teorici e astratti;
- Padronanza degli strumenti e dei processi produttivi del settore, ma non è l’unico campo in cui è specializzato;
- Curiosità e interesse;
- Mette in discussione ipotesi esistenti;
- Percezione della conoscenza come sapere integrato, ricerca soluzioni globali e generaliste.
Le qualità che danno a un individuo la creatività non gli conferiscono anche l’attitudine all’iniziativa imprenditoriale.
Attività di ricerca e sviluppo nelle imprese
Ricerca: sia ricerca di base sia ricerca applicata.
Ricerca di base: sforzi orientati a comprendere meglio un argomento o ad approfondire una conoscenza senza considerare le applicazioni commerciali immediate.
Ricerca applicata: aumento della comprensione di un problema allo scopo di soddisfare un particolare bisogno o obiettivi di mercato ben definiti.
Sviluppo: attività che consentono di applicare la conoscenza alla realizzazione di nuovi prodotti, materiali o processi.
R&S è la fonte primaria di innovazione. Correlazione positiva intra investimenti in R&S e aumento di ricavi, vendite generate da nuovi prodotti, redditività.
Approcci alla R&S
- Science push (1950-60): percorso lineare dalla scoperta scientifica all’invenzione, alla progettazione, alle attività di produzione, marketing.
- Demand pull (metà anno 70): innovazione è guidata dalla domanda dei potenziali utilizzatori, indirizzando l’impegno dei ricercatori nel tentativo di rispondere ai suggerimenti o problemi degli utilizzatori.
In realtà, nessuna dei due è perfetta.
Fonti di innovazione interne ed esterne
Le imprese innovatrici si avvalgono di un’ampia varietà di fonti di informazione e di idee:
- R&S in house;
- Clienti e utilizzatori;
- Network esterno di imprese, concorrenti, produttori di beni complementari e fornitori;
- Fonti esterne di informazione scientifica e tecnica (università e centri di ricerca pubblici).
La collaborazione con questi può avvenire sotto forma di:
- Alleanza;
- Partecipazione a consorzi di ricerca;
- Concessione di licenze;
- Accordi contrattuali di ricerca e sviluppo;
- Joint venture.
Mettono in comune risorse come conoscenza, capitale e condividendo rischi.
Fonti di innovazione esterne: tendono a svolgere un ruolo complementare alle attività di ricerca interne, piuttosto che sostituirsi a queste.
Fonti di innovazione interne: la R&S in house contribuisce a costruire la capacità di assorbimento dell’impresa, consentendo un apprendimento e un utilizzo più efficaci della conoscenza acquisita da fonti esterne.
Università e ricerca
Il corpo docente intraprende attività di ricerca che conducono a innovazioni utili. Sono sia brevettabili che non brevettabili. Università tiene i diritti commerciali però condivide i proventi con i singoli inventori.
Molte università hanno istituito delle strutture chiamate a favorire il trasferimento tecnologico (liaison office o technology transfer office).
Bayh-Dole Act: consente alle università di mantenere le royalty su invenzioni sviluppate con fondi pubblici.
Ricerche con finanziamenti pubblici
I governi investono nella creazione di laboratori, science parks, incubatori di imprese o finanziando enti di ricerca pubblici o privati.
Small Business Innovation Research (SBIR): favorisce grant per piccole imprese allo scopo di sostenerle nei processi di sviluppo e commercializzazione di nuovi prodotti.
Small Business Technology Transfer (STTR): favorire accordi di collaborazione fra piccole imprese e istituzioni di ricerca non profit.
Trend dei finanziamenti
Negli USA 66,5% fondi da governo 1950-60; 27,7% nel 2006. Si tratta di un declino apparente perché il contributo del governo è aumentato continuamente ma a velocità inferiore degli investimenti delle imprese.
In Italia, sono diminuiti investimenti pubblici dal 13% al 5,9%. Tuttavia è molto rilevante: solo 51,5% degli investimenti totali è fatto dalle imprese.
Parchi scientifici e incubatori di imprese
Parchi scientifici: promuovono collaborazione tra enti pubblici di ricerca, università e imprese private. Costruiti ad hoc per consentire lo sviluppo di nuove attività.
Incubatori di imprese: sono strutture dedicate allo sviluppo di nuove realtà imprenditoriali e servono per attenuare rischi delle innovazioni.
Organizzazioni private non profit
Organizzazioni private non profit sono istituti di ricerca privati, ospedali non profit, fondazioni private, associazioni professionali o tecniche, consorzi accademici o industriali e associazioni imprenditoriali.
Molte svolgono programmi di ricerca e sviluppo in house, altre finanziano attività di R&S di altre organizzazioni e altre fanno entrambe.
Network collaborativi di ricerca
I network collaborativi di ricerca sono collaborazioni che possono derivare da joint venture, concessione di licenze, associazioni di ricerca, programmi di ricerca congiunti finanziati dallo stato. Importanti nei settori high-tech. Forniscono alle imprese che partecipano al network l’accesso a molte più informazioni e risorse di quanto potessero ottenere da sole.
La struttura della rete influenza il flusso delle informazioni: network densi diffonderanno le conoscenze in modo più rapido. Si è vista una tendenza al graduale declino delle attività di collaborazione e una contrazione delle dimensioni del network fino a una frantumazione in piccoli arcipelaghi.
A volte la prossimità geografica influisce sulla creazione di network collaborativi che prendono il nome di cluster regionali. Le istituzioni e i policy maker regionali e nazionali possono essere interessati a scoprire come incoraggiare la nascita di un cluster tecnologico nella propria area per aumentare l’occupazione, il gettito fiscale e altri benefici economici. Le imprese lo ritengono utile per lo sviluppo di una strategia che consenta di poter trarre i maggiori benefici dalla presenza del cluster stesso. L’ambito territoriale può anche collegare due nazioni.
Cluster tecnologico e spill-over
Cluster tecnologico (Porter, 2000): rete di imprese connesse tra loro e di istituzioni associate, concentrate territorialmente, operanti in determinati campi, dove competono e al contempo cooperano, collegate da elementi di condivisione e di complementarità.
Sebbene i progressi delle comunicazioni abbiano reso rapida la trasmissione di informazioni, alcuni studi dimostrano che non sempre questi canali si dimostrano efficaci per il trasferimento di conoscenze come la vicinanza territoriale. La conoscenza tacita per essere trasmessa richiede la vicinanza territoriale perché il patrimonio è incorporato nelle persone e queste sono restie a spostarsi.
Ciclo virtuoso: se sono vicine le imprese scambiano info e determinano una maggiore produttività dei processi di innovazione e favorisce la crescita. Quando un’impresa cresce potrebbe dare origine a nuove imprese (dipendenti si staccano e vanno in proprio, divisione dell’impresa), stimolare altre imprese a radunarsi dove sono le altre (emergere mercati di fornitura o canali di distribuzione) o attirare risorse umane specializzate (aumento occupazione e proventi fiscali → aumento servizi per cittadini).
Economie di agglomerazione ed effetti negativi
Economie di agglomerazione: benefici che le imprese colgono collocandosi in prossimità di altre imprese.
Effetti negativi:
- Pluralità di concorrenti: indebolisce potere contrattuale di imprese verso fornitori e clienti;
- Aumento possibilità di spill-over (acquisizione da parte di concorrenti di conoscenze principali di un’altra impresa);
- Esternalità negative per il territorio.
Intensità del processo di clustering
Intensità del processo di clustering (concentrazione territoriale dell’attività) dipende da:
- Natura della tecnologia: base di conoscenze necessarie al suo sviluppo, efficacia dei meccanismi di protezione, gradi di prossimità per essere scambiata;
- Caratteristiche del settore: concentrazione del mercato, stadio del ciclo di vita, costi di trasporto, presenza di fornitori e canali di distribuzione;
- Contesto culturale della tecnologia: densità di risorse umane specializzate o clienti sofisticati, grado di sviluppo infrastrutture, differenze nazionali, leggi per il finanziamento.
Cluster per settore farmaceutico sono sviluppati più in Inghilterra e Francia perché hanno diverse leggi per il finanziamento, mentre cluster per l’abbigliamento sono solo in Italia per un fattore culturale.
Spill-over tecnologici
Spill-over tecnologici: quando i benefici dell’attività di ricerca di un’impresa si riversano su altre imprese. Sono esternalità positive. Dipendono dall’efficacia dei meccanismi di protezione dell’innovazione (copyright, brevetti, segreto industriale).
La probabilità di spill-over dipende da:
- Settore: ogni settore ha un grado di protezione dell’innovazione diverso;
- Gradi di mobilità del capitale umano;
- Natura della base di conoscenze indispensabili (se è tacita fa più fatica).
Capitolo 3: Classificazione delle innovazioni
4 dimensioni adottate per classificare le innovazioni:
- Innovazioni di prodotto VS di processo;
- Innovazioni radicali VS incrementali;
- Innovazioni competence enhancing VS destroying;
- Innovazioni architetturali e modulari.
Non sono indipendenti l’una dall’altra e non offrono modelli infallibili. Le innovazioni architetturali sono di norma radicali e competence destroying. Sono relative: dipendono dal settore e dal contesto temporale.
Innovazioni di prodotto e di processo
Innovazioni di prodotto: incorporate nei beni e nei servizi realizzati.
Innovazioni di processo: cambiamenti nelle modalità in cui un’impresa svolge le sue attività, relativi per esempio a tecniche di produzione o marketing. Per esempio, riduzione di difetti di fabbrica o aumento della produzione per unità di tempo. L’innovazione si estende dalla selezione delle materie prime al confezionamento.
Spesso queste due sono simultanee o legate tra loro. Innovazione di prodotto genera innovazione di processo o viceversa. Innovazioni di prodotto per un’azienda sono di processo per un’altra.
Innovazioni radicali e incrementali
Innovazioni radicali: novità assoluta e risulta differente in modo significativo dai prodotti e processi produttivi già esistenti. Molto rischiosa. Relativa:
- Tempo e dal contesto: prima era radicale ma passando il tempo si conosce bene la tecnologia e quindi diventa agli occhi di tutti incrementale;
- Impresa: radicale per un’azienda ma incrementale per un’altra.
Innovazioni incrementali: non presentano caratteristiche nuove o originali perché magari già note all’interno dell’impresa o del settore e consistono in cambiamenti marginali o lievi adattamenti di soluzioni preesistenti.
Innovazioni competence enhancing e destroying
Innovazioni competence enhancing: dalla prospettiva dell’azienda, quando consiste in una evoluzione della base di conoscenze preesistenti.
Innovazioni competence destroying: se la nuova tecnologia non scaturisce dalle competenze già possedute o le rende inadeguate.
Innovazioni modulari e architetturali
Innovazioni modulari: innovazione che prevede cambiamenti di uno o più componenti senza modifiche sostanziali alla configurazione generale del sistema. L’azienda può avere una conoscenza limitata al componente oggetto della modifica.
Innovazioni architetturali: cambiamento della struttura generale del sistema o del modo in cui i componenti interagiscono tra loro. Potrebbe modificare i meccanismi di interazione tra i componenti senza però modificarli singolarmente. L’azienda deve avere una conoscenza ampia dei meccanismi che governano le relazioni tra le parti.
L’entità considerata è un sistema di più componenti in cui ciascun componente è formato da parti più piccole fino alle particelle elementari. Non sono indipendenti l’una dall’altra. Le innovazioni architetturali sono di solito più radicali e competence destroying.
Curve tecnologiche a S
Il tasso di miglioramento della performance di una tecnologia e il tasso di diffusione nel mercato seguono una curva a S. Sono tra loro correlate perché un miglioramento nella performance può incentivare ad accelerare la diffusione della tecnologia, mentre un maggiore tasso di adozione può sollecitare le imprese a effettuare nuovi investimenti per migliorare le prestazioni.
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