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Tra arte ed esistenza (Demetrio)

Da soli, per sé, con la mente

Chi si forma senza domandare a nessuno, senza affidarsi a insegnanti o agenzie, non esiste un percorso di apprendimento (auto individuare, auto costruire, auto valutare); come se gli altri fossero elemento di disturbo, al di là di ogni istituzione educativa, in solitudine mentale e spaziale = la mente come origine dell’evento auto formativo (micro-laboratorio portatile).

L’autoformazione è un’opzione intenzionalmente visibile, un processo non cosciente di acquisizione dell’identità che assume sempre nuove configurazioni. Due movimenti auto formativi:

  • Partecipare attivamente alla costruzione di sé con contributi scelti a seconda di obiettivi e necessità.
  • Assistere alle trasformazioni interne ed esterne della vita.

Affinché si verifichi il primo, occorre che la mente si avvalga della sua risorsa cruciale (pensiero) in particolare autoriflessivo e introspettivo. Apprendere da se stessi non è narcisismo/solipsismo ma conferma la centralità del soggetto in relazione alla società.

L'autoformazione è lavoro riflessivo su esperienze che il soggetto fa e da cui trae uno sviluppo di pensosità. Ovviamente è illusorio che ciascuno possa esaurire dentro di sé attingendo solo alle sue risorse. È auto formativo ciò che sappiamo elaborare in ogni info o esperienza incontrata.

Paradigmi di autoformatività

Cinque indirizzi riconducibili a due grandi anime dell’autoformazione:

  • Integrale: Carré, autodidassi, saperi, saper fare e capire = apprendimento al di là di qualsiasi istituzione.
  • Esistenziale: Apprendere attraverso sé, senza limiti di età, luogo, dimensione religiosa/filosofica.
  • Educativo: Tutte le pratiche che si prefiggono di sviluppare l’autonomizzazione del soggetto in situazioni formali (tutor, supervisori).
  • Sociale: Occasioni di apprendimento in gruppo per fini sociali, politici, associativi (momento dello scambio, condivisione di esperienze).
  • Cognitivo: Attività focalizzate su procedure dell’imparare ad apprendere (innalzamento competenze meta cognitive).

Ritrovare nella propria vicenda le ragioni di senso, motivi, temi che concorrono a autodefinire una storia di vita.

Educarsi senza maestri? (Fontana)

Un’idea antica

L’autoformazione come auto direzione dell’apprendimento da parte del discente, possibilità di organizzare il proprio percorso formativo dandogli un significato: una pedagogia della responsabilità centrata su esigenze/carattere del discente e processi di comprensione.

Oggi quest’idea si ripropone: intercomunicazione globale, economia mondiale, cambiamenti continui costringono le società e i soggetti ad agire con strategie formative diverse dal passato, a cercare di educarsi alla vita secondo nuovi modelli di pensiero e formazione più autonomi/flessibili.

Profonda mutazione delle tradizionali dimensioni di apprendimento: no gerarchia docenza/discenza, ma processo capace di auto dirigere il soggetto verso i propri modelli cognitivi, padronanza di sé. In molti contesti organizzativi si sente la necessità di apprendere da soli (l’educazione tradizionale è limitata per un mondo postindustriale). Cambia così anche la figura del soggetto: non più solo educativo e informativo ma auto educato, consapevole, capaci di servirsi da sé per adattarsi ai discontinui cambiamenti sociali.

La novità rispetto al passato

L’autoformazione, seppur idealmente autonoma, non può prescindere da tre livelli di intersoggettività:

  • Sociale: L’autoformazione avviene sempre in un contesto sociale, responsabile della riuscita di processi auto formativi.
  • Pedagogico: Necessità di dispositivi pedagogici che permettano l’espressività auto diretta.
  • Psicologico: Il livello più importante di controllo, il soggetto si prende la responsabilità della propria formazione; necessità di controllo del soggetto discente del proprio progetto di apprendimento.

Affinché l’autoformazione sia efficace sono necessari oltre ai tre livelli di contenuto, sette elementi:

  • Progetto individuale: Soggetto direttamente coinvolto in prima persona, adesione intenzionale al progetto.
  • Contratto pedagogico: Esplicitazione del progetto individuale (una formalizzazione tra soggetto, ambiente dinamiche formative); ha la funzione di chiarire il rapporto formativo, condurre la negoziazione, strutturare e sostenere l’autodirezione, facilitare l’autovalutazione del soggetto.
  • Pre-formazione: Meccanismo tra formazione e autoformazione di durata variabile che dovrebbe facilitare l’accesso a una dimensione auto formativa grazie alla presenza di formatori/facilitatori.
  • Formatori/facilitatori: Incoraggiano, sostengono, facilitano chi apprende.
  • Sviluppo aperto: Emancipazione del soggetto all’autodirezionalità (implica tutte le risorse pedagogiche: umane, materiali, formative).
  • Ritmo binario: Un t collettivo di socializzazione/condivisione comune dei saperi e individualizzazione dei saperi acquisiti.
  • Triplice livello di coerenza: Individuo gruppo istituzione.

In una società postindustriale le persone capaci non sono quelle informate, mansionali ma chi sa come apprendere, come opera la sua cognizione mentale ed emotiva.

La clinica della formazione (Cappa)

Uno stile

L’autoformazione può intendersi in molteplici modi e mutevoli.

Stile pratico di ricerca che usa una metodologia di tipo idiografico e interpretativo, clinico e privilegia la dimensione intersoggettiva (non s’intende il rapporto col patologico); è una pratica per la produzione di sapere che cerca di avvicinarsi alle problematiche educative e riflessione pedagogica tenendo conto della complessità/problematica del soggetto.

Il cambiamento e miglioramento della pratica educativa dipende dalla possibilità di recuperare un rapporto critico e autoriflessivo con il proprio modo d’essere.

La regola della intransitività del sapere (non esportabile in altri contesti) + setting: oggettivazione (le narrazioni di episodi significativi della propria vita non devono essere strumento di penetrazione del mondo int dei partecipanti ma testi da oggettivare e interpretare + autovalutatività (creare uno spazio di lavoro comune in cui si riduca il più possibile la pressione del giudizio altrui) + referenzialità (riferimento costante a una successione di compiti che consenta al gruppo di non imbrogliarsi in un movimento totalmente autoriferito).

Metariflessioni

La clinica della formazione cerca di mettere in atto un processo di metariflessione; è cruciale il riferimento ai testi prodotti dagli altri partecipanti perché costringe al confronto inevitabile con le dimensioni in ombra del proprio vissuto (permette la stratificazione di livelli interpretativi perché indaga le dimensioni cognitive/affettive). Lo sguardo e la parola altrui riequilibrano e completano la scrittura di sé (innesca movimenti di meta riflessione che ri-significano il passato/presente/futuro stimolando l’apertura al progetto e intenzionalità). Consente di cogliere la visione del mondo e linguaggio non linearità del soggetto concentrandosi sui suoi miti, metafore, linguaggi, arresti, involuzioni (del percorso narrante).

Oltre il quotidiano: per l’autoformazione necessità di vivere spazi/transizionali; il soggetto deve fermarsi su increspature del vissuto, punti di rottura = creazione di uno spazio sociale che rompa con quotidianità; la clinica della formazione spesso comporta un’autocomprensione crudele di sé (narrazione del proprio sé, confronto col testo esterno, propria rappresentazione fantasmatica e simbolica). Il vero guadagno formativo di un percorso clinico è l’emergere delle verità.

Nel silenzio (Sichel)

Silenzio = prima espressione del divino e assume il compito di dar luogo a tutto ciò che esiste (non è mancanza di qualcosa ma sostanza fondamentale della realtà, ciò che aspetta una possibilità di definizione). Per lo gnosticismo è la grande matrice da cui emerge il mondo della molteplicità verbale, è un processo in cui lo spirito può contemplare se stesso.

L’uomo avverte nel silenzio il “tot altro, qualcosa di tanto misterioso che opera al di là di ogni sfera comprensibile; ad esso l’uomo guarda come a uno stato fondamentale d’esserci prima di ogni esplicitazione dell’esistenza: esso porta l’idea di lontananza, dell’infinito, non esistenza, trasmette la testimonianza dell’origine, contiene una latenza di significati così ampia da comprendere il vero e non vero.

In esso si sente qualcosa di mai udito e pensato in cui si celano i problemi fondamentali dell’esistenza e mondo, perciò l’impatto col silenzio produce vertigine e spaesamento.

Il regalo più prezioso del silenzio: tutto ciò che non ci chiarisce e non può essere affidato alla lingua; non è un limite per comprensione umana ma consapevolezza di una verità sconosciuta; perché la comunicazione verbale abbia senso occorre che il silenzio immutato, prima di intraprendere qualsiasi formulazione sul mondo bisogna confrontarsi con maestosità del silenzio.

L’autoformazione in psicoterapia cognitiva (Veglia)

Formazione = percorso orientato a rendere gradualmente possibile il prendere forma di una persona, concepita come in continuo divenire, dinamica, in parte già scritta dal codice genetico, in parte dal contesto, in parte auto poietica.

Autoformazione: come progettare se stessi, la propria esistenza secondo scopi; è necessario auto formare e comprendere la propria esistenza in modo integrato e orientato al miglioramento continuo.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ankh79 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Educazione degli adulti e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Mariani Anna.
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