1. LA RIVOLUZIONE CAPITALISTA
Indicatori di benessere.
L’economia studia i meccanismi decisionali dei soggetti razionali in condizioni di scarsità.
Nello specifico studia come:
1) viene prodotto il sostentamento.
2) interagiscono le persone nel produrre.
3) interagiscono le persone con la natura.
Tutte le decisioni economiche sono il risultato dell’interazione dialettica fra quello che il soggetto vuole e può
fare (obbiettivi e vincoli).
Reddito = rappresenta il massimo ammontare di cibo, alloggio, vestiario ed altri beni che un individuo può
acquistare, ma non è un buon indicatore di benessere perché non riesce a cogliere le cose non comprabili.
Reddito disponibile = il reddito di una famiglia o un individuo dopo aver pagato le imposte ed aver ricevuto i
trasferimenti dal governo.
PIL = è la misura della produzione, non sarebbe un ottimo indicatore di benessere (misura esclusivamente il
valore di mercato della produzione), ma è il migliore che abbiamo a disposizione. Si può calcolare:
sommando la produzione dell’economia, sommando i redditi dei suoi residenti, oppure sommando le spese
effettuate nel corso di un anno. Per confrontare il PIL nel tempo e con altri paesi, bisogna considerare:
-‐il Pil a prezzi costanti a causa delle variazioni dei prezzi nel tempo.
!
-‐il Pil a parità di potere di acquisto a causa delle differenze tra paesi nei tassi di cambio e nei prezzi.
!
Grafico a forma di bastone da hockey: per migliaia di anni il mondo è stato abbastanza piatto dal punto di vista
economico (mostrando cicli di alti e bassi irrilevanti); il tenore di vita iniziò a crescere in modo sostenuto a
partire dal XVIII secolo senza più fermarsi.
Ciò è accaduto a causa di quella che indichiamo come la rivoluzione capitalista, che combina i cambiamenti
tecnologici (introdotti dalla Rivoluzione Industriale) e socio-‐politici (introdotti dalla Rivoluzione Francese) con
l’emergere di un nuovo sistema economico.
Importanti progressi scientifici si verificarono più o meno nello stesso periodo in cui nacque il capitalismo.
Esempio illuminazione: fuoco lampade a olii vegetali o animali! lampade a olio di sesamo lampade a gas
! !
! lampade a kerosene! lampadine con filamento lampadine fluorescenti.
!
Tecnologia = è un processo che utilizza un insieme di materiali ed altri input, incluso il lavoro delle persone e
delle macchine, per creare un prodotto (un output).
Progresso tecnologico = il processo che ha portato al dimezzo del tempo e dei costi di produzione in molti
settori, in pochi anni.
Il capitalismo.
Il capitalismo è un sistema economico (nato già nel 1500), un modo per organizzare la produzione e la
distribuzione dei beni e servizi necessari alla nostra sussistenza.
Sistema economico: insieme di relazioni tra persone che disciplina i processi di lavoro.
Il capitalismo ha:
-‐ tre innovazioni:
1) Divisione del lavoro (Adam Smith) permette di aumentare la produttività aumentando le abilità del
!
lavoratore specialista, diminuendo i tempi morti e riducendo il lavoro a mansioni sempre più semplici.
2) Scambio aumenta le possibilità di scelta dell’individuo, sfrutta le differenze tra gli individui per ottenere
!
reciproci vantaggi, stimola e rende possibile la divisione del lavoro.
3) Istituzione definisce, regola e difende i diritti individuali e quelli di proprietà, sostituisce al meccanismo
!
competitivo quello cooperativo e permette decisioni collettive.
-‐ due caratteristiche:
1) Salario le persone impiegate nella produzione di beni e servizi ricevono salari basati sul tempo di lavoro
!
dal datore di lavoro (prima le persone erano pagate in base alle unità di beni prodotti).
Gli occupati non possiedono i beni che producono e lavorano sotto la direzione del loro datore.
Salario reale: quando si confrontano i salari nel tempo bisogna tener conto anche dell’inflazione (variazioni di
prezzo) per vedere quanto le persone possono acquistare con i propri stipendi il salario reale rappresenta
!
quindi il potere d’acquisto del denaro guadagnato.
2) Produzione orientata al profitto coloro che dirigono il processo di produzione lo fanno con l’intenzione di
!
ricavarne un profitto, vendendo i beni ad un prezzo superiore al loro costo di produzione.
-‐ tre punti di forza:
1) ha una natura mutevole e predisposta al rapido cambiamento;
2) ha bisogno di poche informazioni iniziali;
3) complementarietà tra competizione e cooperazione.
-‐ portato all’aumento di alcuni fattori:
1)IL REDDITO (e quindi il consumo).
Dove e quando il capitalismo ha avuto luogo, il reddito ed il consumo delle persone sono iniziati a crescere.
2)L’INFORMAZIONE.
La rivoluzione tecnologica permanente ha generato un mondo connesso:
online la trasmissione dell’informazione avviene ad una velocità prossima a quella della luce.
3) LA POPOLAZIONE.
Con il progresso tecnologico e il miglioramento del tenore di vita, anche la popolazione è cresciuta rapidamente.
Transizione demografica: il fenomeno che si riferisce al rallentamento nella crescita della popolazione, poichè
la diminuizione dei tassi di morte è bilanciata dalla diminuizione dei tassi di natalità.
4) LE CITTÀ.
Con l’incremento della produttività del lavoro, le persone decisero di abbandonare l’agricoltura a favore di altre
occupazioni, e questo indusse la crescita delle città.
5) L’INQUINAMENTO.
L’incremento della produzione ha determinato anche un incremento nell’utilizzo dell’ambiente naturale e il suo
degrado (incremento delle temperature nell’emisfero nord e dell’anidride carbonica nell’atmosfera).
Il capitalismo funziona mediante incentivi: compensi per il successo e punizioni per i fallimenti.
Inoltre esso è il primo sistema economico in cui l’appartenenza all’èlite dipende dai risultati economici: se un
nobile decadeva economicamente era pur sempre un nobile (anche se povero); se un proprietario va in
bancarotta non apparterrà più al “club” degli imprenditori.
Coloro in possesso di ricchezza sostengono il rischio legato all’introduzione di nuove tecnologie e all’ingresso in
nuovi mercati, ottenendo profitti se il rischio viene remunerato.
Per fare in modo che il capitalismo prosperi è necessario che vi sia sufficiente ordine nella società:
il proprietario dell’impresa deve sapere che il compenso per aver accettato una situazione rischiosa sarà suo e
non confiscato dal governo o da criminali che derubano le sue proprietà.
Adam Smith: la metafora della mano invisibile.
Smith sostiene che ci sia un meccanismo endogeno che coordini le decisioni degli individui producendo un
ordine e un equilibrio sociale: il mercato. Esso per Smith è un potente strumento regolatore in grado di creare
stabilità sociale dal caos delle decisioni decentralizzate, trasformando l’egoismo individuale in benessere sociale.
Ma un sistema di scelta decentrato non è sempre in grado di tener conto di interessi generali come la
sostenibilità sociale ed ecologica. La complementarietà fra competizione e cooperazione è uno strumento
potente, ma dall’equilibrio precario: i forti tendono a sfuggire alle regole modificandole a loro vantaggio.
Dunque la mano invisibile non ha funzionato, i mercati finanziari si sono mostrati inefficienti e imperfetti e
questo ha generato la più grave crisi economica dalla fine della seconda guerra mondiale.
La distribuzione della ricchezza mondiale.
Il capitalismo ha ridotto le diseguaglianze tra i vari paesi, ma ha fortemente aumentato quelle interne a ciascun
paese. Il coefficiente di Gini permette di vedere quanta diseguaglianza c’è tra i redditi di un paese (esso è pari a
0 in caso di uguaglianza e pari a 1 in caso di massima diseguaglianza).
Si parla infatti distribuzione della ricchezza mondiale a coppa di champagne: al 20% della popolazione più ricca
del mondo va più dell’80% della ricchezza mondiale, al 20% più povero va meno del 1,5%.
Perché preoccuparsi della distribuzione ineguale del reddito?
1) Per una motivazione etica: dare a tutti la possibilità di far parte di quel 20% di popolazione più ricca.
2) La disegualianza diminuisce il benessere: aumenta la criminalità, il tasso di
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