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Diritto dell’UE – schemi

Storia dell’integrazione europea: l’Europa comunitaria e la sua

evoluzione

Origine delle comunità europee: CECA

Schumann”

Origine dell’UE nella “proposta nel 1950 di affidare produzione di carbone e acciaio a

un’autorità comune e superiore agli Stati proposta importante per pi ù aspetti:

misura rilevante per risoluzione conflitti per giacimenti di acciaio e carbone tra Francia e Germania

• prima forma di organizzazione internazionale cui gli stati avrebbero ceduto una parte di sovranità

• Francia, Germania, Lussemburgo, Belgio, Italia, Paesi Bassi

Tale proposta fu accolta da e concretizzata

Trattato istitutivo della Comunità Europea del carbone e dell’acciaio

nel (detto Trattato di Parigi)

1951).

(Parigi,

Il Trattato di Parigi prevedeva l’istituzione di vari organi:

Alta Autorità: dotata di potere normativo nell’ambito carbo­siderurgico + parte di potere esecutivo;

• composta di individui (non rappresentanti) degli Stati membri col preciso scopo di attuare l’interesse

generale e non degli stati di provenienza, in posizione di indipendenza

Consiglio speciale dei Ministri: dotato di potere consultivo + parte di potere esecutivo; composta di

• rappresentanti degli Stati membri

Assemblea comune (poi Parlamento europeo): dotata di potere consultivo + di controllo politico;

• composto di membri eletti a suffragio universale diretto dai singoli Stati (inizialmente nominati dai

Parlamenti nazionali)

Corte di giustizia: dotata di potere giudiziario per la decisione di controversie tra Stati o tra

• istituzioni e Stati su questioni inerenti a interpretazione trattato; composta inizialmente di 7 giudici +

2 avvocati generali nominati di comune accordo dai governi degli stati per 6 anni e rinnovata

parzialmente ogni 6 anni 2002,

La CECA fu in vigore dal 1951 al quando non fu più prorogata al termine di scadenza del Trattato e le

sua attività furono trasferite alla Comunità europea dal Trattato di Nizza

CED, CEE e EURATOM

La positiva esperienza della CECA indusse gli Stati membri a tentare analoghe forme di collaborazione.

Comunità europea di difesa CED

Fu firmato il Trattato istitutivo della (1952), ma non entrò in vigore per

rifiuto di ratifica della Francia. Comunità economica europea CEE Comunità europea per

Furono poi firmati i due Trattati istitutivi di e

l’energia atomica EURATOM, detti Trattati di Roma (Roma, 1957, in vigore dal 1958).

Trattato CEE

Il mirava a creare un mercato comune interno comprensivo di tutte le attività economiche

dell’area europea al fine di realizzare libero scambio e adottare politiche doganali comuni; prevedeva

l’attribuzione delle funzioni di assemblea e corte di giustizia agli organi corrispondenti della CECA (con una

Convenzione del 1957) e la creazione di due nuovi organi:

Consiglio: composto da rappresentanti di stati membri, con funzione di coordinamento di politiche

• economiche generali + funzione para­legislativa

Commissione: composta di 9 membri scelti di comune accordo tra i governi nell’interesse della

• comunità, indipendentemente dai governi nominanti

Trattato CEEA

Il mirava a creare un ente dotato di poteri di controllo e indirizzo politico nel settore della

energia atomica, aveva organi corrispondenti a quelli della CEE.

Differenza fondamentale tra CECA, dove le decisioni erano affidate a un organo di individui indipendenti

dagli Stati, e CEE e EURATOM, dove le decisioni erano affidate a un organo di rappresentanti statali (questo

perché in questi settori, ben più ampi di carbone e acciaio, il singolo Stato potesse incidere maggiormente).

Unificazione del quadro istituzionale: Trattato di Bruxelles

Una volta in vigore le tre comunità si percepisce esigenza di unificare il quadro istituzionale; questo avvenne

in due momenti:

Convenzione (1957) unificò Assemblea e Corte di giustizia

• Trattato di Bruxelles Trattato sulla fusione degli esecutivi

o (Bruxelles, 1965, in vigore dal 1967)

• unificò Consigli e Commissioni

Risultato: le tre comunità mantenevano distinta soggettività giuridica, ma erano guidate dagli stessi organi.

Fu un passo importante per il processo di integrazione europea, rallentato tuttavia dall’opposizione francese

alla creazione di un bilancio della comunità, che avesse come voci d’entrata versamenti di prelievi e diritti

doganali (non finanziamenti dei membri, come per org. internazionali), concretizzatasi nella ‘politica della

principio di unanimità.

sedia vuota’ e nella conseguente impossibilità di prendere decisioni perché vigeva

principio di maggioranza

Si decise perciò di sostituirlo con in caso di interessi molto importanti.

Attuazione degli obiettivi del Trattato CEE nel periodo transitorio

I primi 12 anni della CEE sono noti come ‘periodo transitorio’ perché gli Stati optarono per una graduale

attuazione degli obiettivi del trattato sulla base di tappe di 3­4 anni, entro il 1969; il fine ultimo sarebbe stato

doganale,

l’unione inteso come:

abolizione di dazi doganali e tasse equivalenti tra Paesi membri

• adozione di tariffe doganali comuni negli scambi con Paesi terzi

L’attuazione completa fu raggiunta nel 1968 e si decise di ampliare l’unione sia ad altri settori economici, sia

ad altri Stati es. GB, inizialmente scettica, che aveva partecipato soltanto all’EFTA.

Alla modifica dell’assetto originario dell’Europa hanno contribuito:

Trattati di adesione dei nuovi Stati

• Trattati di modifica dei trattati istitutivi

Adesione degli Stati 28 Stati Trattati di adesione.

Dai sei Stati membri originari si è giunti a con un susseguirsi di

1973 adesione di Danimarca, Regno Unito, Irlanda.

1981­86 adesione di Grecia, Spagna e Portogallo, da poco democratizzati.

1989­91­92 richieste di ingresso di Austria, Svezia, Finlandia, Norvegia, con adesione ai Trattati e alla

neonata Unione Europea (post Trattato di Mastricht del 1993) nel 1995 solo dei primi tre.

2004 ingresso di Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia.

2007 ingresso di Bulgaria e Romania.

2013 ingresso della Croazia.

La possibilità di entrare nell’Unione è tuttora aperta, purché lo Stato richiedente rispetti le condizioni dello

art. 49 NTUE (essenzialmente democrazia, stato di diritto, diritti dell’uomo, tutela delle minoranze, apparati

amministrativo ed economico ben funzionanti.

1.6 Trattati modificativi dell’assetto originario

Molti degli obiettivi e delle politiche perseguiti oggi dall’UE non erano previsti dai Trattati istitutivi delle

Trattati di modifica

Comunità, ma sono stati decisi con successivi.

Atto unico europeo (AUE) Libro Bianco,

1985 la Commissione della CEE redasse il documento contenente indicazioni su come

arrivare a piena realizzazione di un mercato interno europeo (non più solo comune), possibile grazie al

superamento di tre ordini di ostacoli:

barriere fisiche ostative alla libera circolazione delle persone favorire mobilit à lavorativa

• barriere tecniche delle diversità normative sui requisiti tecnici dei prodotti armonizzare discipline

• barriere fiscali date dalle differenti aliquote IVA e accise

Fu avviata una Conferenza intergovernativa per mettere in pratica le linee guida, che si concluse con la firma

unico europeo trattato internazionale

dell’Atto (1986­87), un e non un atto comunitario

Scopo: realizzare entro il 1992 un mercato interno, senza frontiere, in cui fosse assicurata libera circolazione

di merci, persone, servizi, capitali; fu raggiunto nel 1993.

Accordo di Schengen 1995.

In concomitanza all’AUE si svolsero i lavori preparatori per l’accordo di Schengen, firmato nel

libertà di circolazione

Scopo: contribuire alla piena realizzazione della delle persone affinché non fosse più

circoscritta alle sole attività economiche (come previsto dal Trattato CE), abolendo le limitazioni connesse a

terrorismo, criminalità organizzata, traffico di stupefacenti. Protocollo

Gli accordi di Schengen furono poi inseriti nel Trattato CE tramite un allegato al Trattato di

Amsterdam, all’interno del sotto­trattato Visti, asilo, immigrazione e altre politiche connesse con la libera

circolazione delle persone.

Trattato di Maastricht (TUE)

1992

Firmato nel e in vigore dal 1993.

Scopi: stabilire finalità politiche comuni + unione monetaria.

La nuova Unione europea si fondava su tre pilastri:

le tre comunità originarie (CECA, CEE che diventa CE, CEEA)

• Politica estera e sicurezza comune

settore di (PESC)

• Giustizia ed affari interni

settore di (GAI), rinominato Cooperazione di polizia giudiziaria in materia

• penale dal Trattato di Amsterdam

Le materie riguardanti questi tre settori sarebbero stati prerogativa comunitaria, ma gli Stati continuarono a

metodo intergovernativo,

esercitare in parte la seconda e la terza tramite il perseguendo obiettivi comuni

ma almeno formalmente estranei alla Comunità.

Struttura: disposizioni comuni

1. Titolo I: ai tre pilastri; indicazione di obiettivi dell’Unione, come occupazione,

sviluppo equilibrato e sostenibile, affermazione di un’identità comunitaria su piano internazionale,

tutela dei diritti dei cittadini (nell’ambito di una nuova ‘cittadinanza europea’, sicurezza, giustizia

modifiche Trattato CEE,

2. Titolo II: ora solo più Comunità Europea: introduzione cittadinanza,

decisione di unione monetaria, principio di sussidiarietà, ampliamento ruolo del Parlamento europeo

modifiche Trattato CECA

3. Titolo III: modifiche Trattato CEEA

4. Titolo IV:

Politica estera e sicurezza comune

5. Titolo V: Giustizia ed affari interni

6. Titolo VI: cooperazione rafforzata

7. Titolo VII (introdotto da Trattato di Amsterdam e modificato da Nizza):

disposizioni finali

8. Titolo VIII:

Trattato di Amsterdam

1997

Firmato nel e in vigore dal 1999.

Novità: rinumerazione articoli di Trattato CE e TUE

• trasferimento nel Trattato CE di materie dell’accordo di Schengen e politica sociale

• Cooperazione di polizia giudiziaria in

rinomina del pilastro di Giustizia ed affari interni in

• materia penale, per combattere con maggior incisività contro terrorismo, criminalità organizzata

ecc.

rafforzamento di Parlamento europeo (con procedura della codecisione) e Consiglio (che deliberava a

• maggioranza qualificata e non unanimità)

cooperazione rafforzata

istituzione della (facoltà riconosciuta agli Stati membri di procedere a

• un’integrazione differenziata, più veloce)

Trattato di Nizza

Convocazione a Nizza di Conferenza intergovernativa nel 2000 di fronte a prospettiva di ampliamento

dell’Unione, allo scopo di semplificare istituzioni comunitarie.

2001,

Si giunse a firma del Trattato di Nizza nel in vigore dal 2003.

Innovazioni: meramente tecniche, soprattutto relative a:

composizione e funzionamento delle istituzioni comunitarie:

• nuova ripartizione di seggi del Parlamento

o ridefinizione della maggioranza e sistema di ponderazione dei voti

o ridefinizione di composizione Commissione e procedura di nomina di presidente e

o commissari

rafforzamento del ruolo di Presidente della Commissione

o

ripartizione di competenza tra Tribunale di primo grado e Corte di Giustizia

• aumento delle competenze dei Tribunali di primo grado per alleggerire carico

o possibilità di istituire camere giurisdizionali per occuparsi in primo grado di certe questioni

o

modifica della cooperazione rafforzata:

• solo 8 stati

o abolizione del potere di veto (possibilità di ogni SM di rivolgersi al Consiglio europeo, che

o avrebbe dovuto votare all’unanimità) in favore del potere di ‘investire della questione il

Consiglio europeo’ (che avrebbe deliberato a maggioranza qualificata nel primo pilastro e in

quello di Cooperazione ecc., mentre in Politica estera e sicurezza il Consiglio non avrebbe

potuto votare e avrebbe investito il Consiglio europeo con delibera all’unanimità)

Trattati di Atene e Bruxelles

Già nel Trattato di Nizza si erano previste misure che facilitassero il funzionamento delle istituzioni in vista

dell’allargamento dell’Unione, volte in due direzioni:

ridurre il peso dei singoli SM nei processi decisionali

• introdurre elementi di flessibilità nelle regole comuni per le diverse condizioni socio­economiche

Già nel Trattato di Amsterdam si era pensato di introdurre la sanzione con sospensione di alcuni diritti ex

TUE in caso di violazione grave e persistente dei principi di libertà, democrazia, rispetto dei diritti

dell’uomo e delle libertà fondamentali e rispetto dello Stato di diritto.

2003 Trattato adesione di 10 nuovi Stati

Nel fu firmato il ad Atene, gran parte dell’ex blocco sovietico.

2007

Nel fu firmato il Trattato di adesione di Bulgaria e Romania a Bruxelles (?)

Costituzione europea

vertice di Laeken Convenzione sul futuro dell’Europa,

Durante il (2001) il Consiglio europeo istituì la

organismo deputato a predisporre la Carta fondamentale dell’UE.

bozza finale della ‘Costituzione europea’

La Convenzione presentò la al Consiglio europeo di Salonicco

Trattato che adotta la

(2003) e poi alla Conferenza intergovernativa di Roma (2003­04), conclusosi con un

Costituzione dell’Europa (che sarebbe entrata in vigore dal 2006, abrogando TUE e Trattato CE), ma che

non entrò mai in vigore per mancata ratifica da parte di molti Paesi e soprattutto risultati negativi del

referendum francese e olandese.

Tale trattato risultava così composto:

preambolo

• prima parte: quadro istituzionale

• seconda parte: preambolo e Carta dei diritti fondamentali corrispondente a Carta di Nizza

• terza parte: politiche e funzionamento dell’Unione

• quarta parte: disposizioni generali finali

Sebbene il progetto costituzionale fu accantonato nel Consiglio europeo di Bruxelles (2007), il Trattato di

Lisbona riprende molte delle innovazioni previste.

Trattato di Lisbona e Unione Europea

Dalla costituzione europea al Trattato di Lisbona

Dopo il fallimento del progetto costituzionale nel 2005, l’UE avvia periodo di riflessione.

Conferenza intergovernativa trattato di

2007 il Consiglio europeo incarica una nuova di elaborare un

riforma di quelli esistenti per rafforzare efficienza, legittimità democratica, coerenza dell’Unione.

Problemi che si posero:

rifiuto di maggioranza qualificata della Polonia

• richiesta di eliminazione di Ministro degli Esteri europeo di UK, PB, RC

• opposizione a valore giuridico della Carta dei diritti fondamentali e alla superiorità del diritto europeo

• su tutti i settori di UK

Soluzioni: tentativo di accordo tra Polonia e Merkel su entrata in vigore di maggioranza qualificata solo dal

2014, accettato, poi rifiutato, poi riaccettato sotto minaccia di essere esclusa.

Trattato di Lisbona che modifica il TUE e il Trattato

Fine 2007 i capi di governo raggiungono accordo sul

istitutivo della CE, ma difficoltà nell’iter di ratifica parlamentare da parte di tutti gli Stati firmatari; si

ricordano soprattutto le vicende:

referendum irlandesi (negativo il primo, positivo il secondo dopo periodo di stallo e alcune garanzie)

• sentenza della Corte costituzionale tedesca BVG (che ritenne compatibile con il Grundgesetz il Trattato

• in sé, ma non la legge con cui sarebbe entrato in vigore, che fu cambiata). Ma il problema messo in

evidenza dalla Corte tedesca (la partecipazione dei Parlamenti nazionali alle decisioni europee, ovvero

problema di legittimità democratica)

il non era da sottovalutare, perché se l’integrazione fosse

proseguita come cessione di sovranità nazionale alle istituzioni europee, sarebbe stata inficiata la

legittimità democratica di tali decisioni; invece, nella misura in cui era, la struttura europea era

accettata perché più simile a organizzazione nazionale che a stato federale. A tale problema

rispondevano due protocolli allegati al Trattato (Protocollo sul ruolo dei Parlamenti nazionali e

Protocollo sull’applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità)

refrattarietà della Repubblica Ceca sulla Carta europea dei diritti fondamentali per timore di ricorsi per

• espulsione di tedeschi; ottenuta deroga momentanea, poi anche loro hanno firmato

2009 entrata in vigore del Trattato e ratifica di tutti gli Stati; concessioni varie inserite in dichiarazioni

politiche, formalizzate solo poi con Trattato di adesione della Croazia.

Trattato di Lisbona

A differenza dell’originario progetto di Trattato istitutivo di una Costituzione per l’Europa, il Trattato di

Lisbona non sostituisce ma modifica solo i vecchi trattati (infatti è noto come ‘Trattato di riforma’):

NTUE

al Trattato sull’Unione Europea TUE si sostituisce il Nuovo Trattato sull’UE

• TFUE

al Trattato che istituisce Comunità Europea TCE si sostituisce il Trattato sul funzionamento

rapporto tra i due trattati strumentale

Il è paritario ma di tipo del TFUE rispetto al NTUE, perché l’uno

enuncia valori e obiettivi, l’altro le azioni per raggiungerli, come si evince da:

art. 1, par. 3 NTUE: L’Unione si fonda sul presente trattato e sul trattato sul funzionamento; i due

• trattati hanno lo stesso valore giuridico.

art.1, par. 2 TFUE: L’Unione si fonda sul presente trattato e sul nuovo trattato sull’unione; i due

• trattati hanno lo stesso valore giuridico.

art.1, par. 1 TFUE: Il presente trattato organizza il funzionamento dell’Unione e determina i settori,

• la delimitazione e le modalità di esercizio delle sue competenze

La totalità delle modifiche apportate dal Trattato di Lisbona ai precedenti trattati sono contenuti in:

art. 1: modifiche al TUE in 61 punti

• art. 2: modifiche al TCE in 295 punti

• cinque articoli di disposizioni finali

• Protocolli e Dichiarazioni finali

Le novità consistono prevalentemente in:

soppressione della struttura a tre pilastri

• personalità giuridica

riconoscimento della dell’Unione ex art. 47 NTUE:

• democrazia partecipativa diritto di iniziativa popolare

previsione di principio della e (di fare

• proposte legislative alla Commissione)

valori fondanti di dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, Stato di diritto, diritti umani

• competenze

specificazione di di Stati e Unione (esclusive, concorrenti, di sostegno e coordinamento)

• principio di sussidiarietà

nuova formulazione del

• annovero tra le istituzioni europee del Consiglio europeo

• creazione della carica di Presidente dell’Unione, eletto dai Capi di governo, e di Alto rappresentante

• per gli affari esteri e la politica di sicurezza

nuovo meccanismo di voto nel Consiglio, secondo sistema di doppia maggioranza

NTUE (55 articoli in 7 parti)

1. disposizioni comuni (titolo I)

art. 1: sostituzione completa di UE a CE

• art. 2: definizione dei valori fondanti comuni agli SM

• art. 3­4: indicazione obiettivi, perseguiti dall’UE nell’ambito delle competenze attribuitele dai

• principio di attribuzione delle competenze

Trattati, secondo il

art. 6: riconoscimento di valore giuridico equivalente ai trattati alla Carta di Nizza

2. principi democratici (titolo II)

cittadinanza europea

• art. 10: democrazia rappresentativa

funzionamento dell’Unione secondo

• art. 12: definizione del ruolo e dei Parlamenti nazionali: esercizio di poteri propri nel rispetto di

• principio di sussidiarietà; indirizzo politico e controllo dei governi; potere di intervento nelle fasi

preliminari della legislazione (consultazione e elaborazione)

3. istituzioni (titolo III)

art. 13: principio alla base delle istituzioni è la promozione degli obiettivi e dei valori

• dell’Unione

elenco delle istituzioni: parlamento europeo, consiglio europeo, corte di giustizia, banca centrale,

• corte dei conti

4. cooperazioni rafforzate (titolo IV): art. 20 + altri articoli TFUE

5. politica estera e sicurezza comune (titolo V)

azione esterna dell’Unione (capo I) cfr. artt. 205 ss. TFUE

• art. 21: fondamento dell’azione esterna su principi di democrazia, uguaglianza, solidarietà,

o dignità umana, libertà fondamentali e rispetto dei principi di Carta delle Nazioni Unite e

diritto internazionale

disposizioni specifiche su PESC (capo II)

• art. 24: competenza dell’Unione su tutti i settori di politica estera e progressiva definizione

o di politica di difesa comune, ma mancanza di competenza della Corte di Giustizia in questo

settore; comunque PESC rimane distinta da PESD (politica europea di sicurezza e difesa)

revisione dei trattati

disposizioni su procedura di

• art. 49: adesione di nuovi Stati

• art. 50: clausola di recesso volontario

TFUE (358 articoli in 5 titoli)

1. Principi art.1: il TFUE organizza funzionamento dell’Unione e determina settori, delimitazione e

• modalità di esercizio delle sue competenze

art. 2: Unione fondata su entrambi i trattati con stesso valore giuridico; contiene la disciplina

• delle varie politiche dell’Unione, esclusa la PESC inserita nel NTUE

2. Non discriminazione e cittadinanza dell’Unione

art. 20: è cittadino dell’Unione chiunque abbia la cittadinanza di uno stato membro; la cittadinanza

• europea si aggiunge a quella nazionale (cfr. art. 9 NTUE)

3. Politiche dell’Unione e azioni interne

riproduzione delle norme dedicate alla CE e integrazione con norme su nuovi settori

• disposizioni su mercato interno, libera circolazione, agricoltura, pesca

• Spazio di libertà, sicurezza e giustizia (titolo V), corrispondente a Visti, asilo, immigrazione ed altre

• politiche connesse con libera circolazione delle persone (titolo IV TCE)

disposizioni generali

o politiche relative a controlli, frontiere, asilo, immigrazione

o cooperazione giudiziaria in materia civile

o cooperazione giudiziaria in materia penale

o cooperazione di polizia

o

Prima del Trattato di Lisbona le decisioni in materia di libertà, sicurezza e giustizia richiedevano

unanimità del Consiglio e vedevano un ruolo limitato di Parlamento e Corte di giustizia

concorrenza e politica economica monetaria (già in TCE)

• energia, protezione civile, amministrazione

4. Associazione dei Paesi e dei territori d’oltremare

5. Azione esterna dell’Unione

art.205 cfr. NTUE

• politica commerciale comune

• cooperazione con Paesi terzi e aiuto umanitario art. 222 ‘clausola di solidariet à’ per attacchi

• terroristici, calamità naturali o artificiali su sm

6. Disposizioni istituzionali e finanziarie (che si coordinano con quelle del NTUE)

maggior spazio al Parlamento europeo per ovviare al deficit democratico

• procedura di codecisione come procedura ordinaria di adozione atti

• consolidamento del Consiglio europeo come istituzione europea: nuova figura del Presidente del

• Consiglio europeo, estensione del voto a maggioranza qualificata

gerarchia normativa tra atti di natura legislativa, atti delegati, atti di esecuzione

• cooperazioni rafforzate

7. Disposizioni generali e finali

art. 352: disciplina di ‘clausola di flessibilità’ che permette l’adozione di disposizioni appropriate in

• caso sia necessaria un’azione dell’unione in ambito di competenze e poteri non specificati (tranne che

in ambito PESC)

Principi base delle competenze UE e cooperazione rafforzata

Il processo di integrazione dell’UE prende avvio dalla delimitazione di sovranità statale degli SM in materie

e ambiti determinati, in favore dell’ordinamento comunitario; le competenze attribuite all’Unione sono pian

attribuzione, sussidiarietà, proporzionalità.

piano aumentate e consolidate secondo vari principi:

Principio di attribuzione delle competenze e poteri impliciti

Art. 3: l’unione persegue i suoi obiettivi con i mezzi appropriati, in ragione delle competenze attribuitele dai

trattati.

Art. 4: qualsiasi competenza non attribuita all’unione dai trattati spetta agli SM.

principio di attribuzione,

Art. 5: in virtù del l’unione agisce esclusivamente nei limiti delle competenze che

le sono attribuite dagli SM nei trattati per realizzare gli obiettivi stabiliti.

competenze di carattere derivato;

Secondo tale principio, le istituzioni europee hanno possono essere

legittimate da 3 basi:

principio di attribuzione: base giuridica chiara, cioè disposizione espressamente attributiva di

• competenza specifica

poteri impliciti: disposizione di natura generale da cui siano derivabili implicitamente competenze,

• procedimento fondato su due pronunce della Corte di Giustizia (1987 e 1992)

clausola di flessibilità (art. 352 TFUE), che dispone procedura formale di ampliamento competenze

• in casi di necessità di un’azione finalizzata agli obiettivi dei trattati, ma per cui i trattati non abbiano

previsto poteri necessari

Requisiti per clausola di flessibilità:

tali disposizioni devono essere adottata all’unanimità dal Consiglio, su proposta della Commissione e

• previa approvazione del Parlamento (ai sensi dell’art. 352)

gli unici obiettivi per cui è utilizzabile la clausola solo quelli elencati agli artt. 2­3 NTUE, cioè solo i

• principi relativi a spazio, libertà, giustizia e mercato interno e azione esterna (ai sensi della Dichiarazione

n. 41 allegata all’atto finale della CIG)

non possono

• rispetto del principio di sussidiarietà

La Corte di Giustizia ha sempre cercato di limitare il ricorso a tale clausola e il ricorso al relativo voto

dei poteri impliciti’,

unanime, arrivando a formulare con la pronuncia sul caso Massey­Freguson la ‘teoria

secondo cui l’attribuzione di una competenza all’Unione implica anche il potere di adottare le misure

indispensabili all’esercizio di tale competenza.

Le competenze attribuite all’Unione in ragione di 1,2,3 sono, in base agli artt. 2­6 TFUE:

competenze esclusive (art. 3 TFUE): unione doganale, regole di concorrenza del mercato interno,

• politica monetaria, conservazione risorse biologiche del mare, conclusione di accordi internazionali

competenze di sostegno, coordinamento, completamento (art. 6 TFUE): tutela e miglioramento

• salute umana, industria, cultura, cooperazione amministrativa

competenze concorrenti (art. 4 TFUE): competenze attribuite dai trattati ma non rientranti nei settori

• di cui agli artt. 3­6, come mercato interno, ambiente, trasporti, protezione consumatori, spazio di

libertà sicurezza e giustizia

‘indirizzi di massima’ (art. 5 TFUE) del Consiglio in ambito di politiche economiche, competenza

• esclusiva degli stati membri

Principi di sussidiarietà, proporzionalità, prossimità

Art. 5, par. 3 NTUE: nei settori non di competenza esclusiva l’Unione interviene solo se e in quanto gli

obiettivi dell’azione prevista non possono essere conseguiti in maniera sufficiente dagli SM né a livello

principio di

centrale, né a livello regionale e locale, ma possono essere conseguiti meglio dall’Unione

sussidiarietà.

Art. 5, par. 4 NTUE: in tutti i settori di competenza UE l’azione europea non può spingersi oltre quanto

principio di proporzionalità.

necessario per raggiungere gli obiettivi fissati dal Trattato

Protocollo sull’applicazione dei principi…:

I due principi vanno interpretati alla luce del

I parlamenti nazionali vigilano sul rispetto del principio di sussidiarietà

• Il principio di sussidiarietà opera come criterio di ripartizione di competenze tra UE e SM nelle

• competenze non esclusiva, in cui l’Unione può intervenire solo se dimostra di poter agire meglio

La Commissione deve trasmettere i progetti legislativi sia al Parlamento europeo, sia al Consiglio, sia ai

• Parlamenti nazionali

I progetti legislativi devono essere motivati

• La Commissione deve presentare una relazione annuale sull’applicazione dell’art. 5 NTUE a Parlamento

• europeo, Parlamenti nazionali, Consiglio europeo, Consiglio, Comitato economico e sociale, Comitato

delle regioni

Art. 1 e art.10 NTUE: …le decisioni sono prese nel modo più trasparente possibile e il più vicino possibile ai

principio di prossimità.

cittadini

Ruolo dei Parlamenti nazionali dopo il Trattato di Lisbona

vigilanza del rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità

art. 5 NTUE:

• controllo a priori

Protocollo sul principio di sussidiarietà e proporzionalità: possibilità di inviare

• entro 8sett ai Presidenti di Consiglio europeo, Commissione, Parlamento europeo un parere motivato

sulla non conformità degli atti di Parlamento europeo, Consiglio, Commissione, Corte di giustizia, BCE

e BEI ai principi; se 1/3 (1/4 nel caso di progetto in ambito SLSG) dei voti dei Parlamenti nazionali è

contrario a quell’atto bisogna revisionarlo; la Commissione può scegliere di mantenere progetto ma deve

dimostrare il rispetto ai principi con parere motivato; la motivazione è esaminata da Parlamento e

Consiglio, e il Parlamento non riconsidera l’atto se così votato da 55% Parlamento o 51% Consiglio.

controllo a posteriori

C’è poi anche possibilità di (da parte di Parlamenti, Comitato delle Regioni)

ricorso per violazione alla Corte di Giustizia, che si pronuncia con atto legislativo

responsabilità

art. 10 NTUE: di capi di Stato/governo (rappresentanti al Consiglio europeo) e governi

• (rappresentanti al Consiglio dell’Unione) di fronte ai Parlamenti

informazione valutazione

art. 12 NTUE: generale dovere di da parte delle istituzioni + attività di di

• politiche in ambito di SSGL, Europol, Eurojust ricezione dei progetti di atti legislativi

Protocollo sul ruolo dei Parlamenti nazionali nell’UE:

• revisione dei trattati

Art. 48: partecipazione a procedure di

• informazione su nuove richieste di adesione

Art. 49: dovere di

Cooperazioni rafforzate

È stata introdotta col Trattato di Amsterdam, istituzionalizzata dal Trattato di Lisbona.

È uno strumento di integrazione progressiva aperto a tutti gli Stati membri, che mira a favorire lo sviluppo e i

propositi non comuni a tutti gli stati.

È disciplinata dall’art. 20 NTUE e dagli artt. 326­334 TFUE.

Oggetto (art. 20): Gli Stati membri che intendono instaurare tra loro una cooperazione rafforzata nel quadro

delle competenze non esclusive dell'Unione possono far ricorso alle sue istituzioni ed esercitare tali

competenze applicando le pertinenti disposizioni dei trattati, nei limiti e con le modalità previsti nel presente

articolo e negli articoli da 326 a 334 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

Requisiti (art. 326):

non possono recare pregiudizio né al mercato interno né alla coesione economica, sociale e territoriale

• non possono costituire un ostacolo né una discriminazione per gli scambi tra gli Stati membri

• non possono provocare distorsioni di concorrenza tra questi ultimi

• deve riunire almeno 9 stati membri

• gli atti adottati all’interno vincolano solo gli stati coinvolti

Procedura di avvio cooperazione in ambito di qualsiasi materia non di competenza esclusiva (art. 329)

Gli Stati membri che desiderano instaurare tra loro una cooperazione rafforzata in uno dei settori di cui ai

trattati, eccetto i settori di competenza esclusiva e la politica estera e di sicurezza comune, trasmettono una

richiesta alla Commissione (1) precisando il campo d'applicazione e gli obiettivi perseguiti dalla

cooperazione rafforzata prevista. La Commissione può presentare una proposta al Consiglio (2). Qualora

non presenti una proposta, la Commissione informa gli Stati membri interessati delle ragioni di tale

decisione. L'autorizzazione a procedere a una cooperazione rafforzata di cui al primo comma è concessa dal

Consiglio, su proposta della Commissione e previa approvazione del Parlamento europeo.

1) richiesta alla Commissione

2) approvazione del Parlamento

3) autorizzazione del Consiglio

Procedura di avvio cooperazione in ambito di politica estera e sicurezza comune (art. 329)

La richiesta è presentata al Consiglio (1). Essa è trasmessa per un parere dell'alto rappresentante

dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (2), che esprime un parere sulla coerenza della

cooperazione rafforzata prevista con la politica estera e di sicurezza comune dell'Unione, e alla

Commissione (3), che esprime un parere, in particolare, sulla coerenza della cooperazione rafforzata

prevista con le altre politiche dell'Unione. Essa è inoltre trasmessa per conoscenza al Parlamento europeo.

1) richiesta al Consiglio

2) parere dell’Alto rappresentante su coerenza con PESC

3) parere della Commissione su coerenza con politiche dell’Unione

4) autorizzazione del Consiglio all’unanimità dei rappresentanti partecipanti alla cooperazione, anche se poi

sono tutti tenuti a parteciparvi

Procedura di partecipazione alla cooperazione in ambito di materie non di competenza esclusiva per

stati non promotori (art. 331)

1) notifica dell’intenzione a Consiglio e Commissione

2) verifica della Commissione sulle condizioni di partecipazione

3.1) conferma della partecipazione e adozione delle misure transitorie necessarie per l’applicazione degli atti

già adottati nella cooperazione

3.2) indicazione di cosa fare per soddisfare le condizioni e fare nuova richiesta

Procedura di partecipazione alla cooperazione in ambito di PESC per stati non promotori (art. 331)

1) notifica dell’intenzione a Consiglio, Commissione e Alto Rappresentante

2) verifica del Consiglio sulle condizioni di partecipazione e consultazione con Alto Rappresentante

3) come sopra + proposta dell’alto rappresentante + voto all’unanimità

Procedure semplificate (artt. 82­83 TFUE) in materia di:

cooperazione giudiziaria in materia penale

• cooperazione di polizia

• norme sulla criminalità veramente grave

Ogni SM ha possibilità di investire della questione il Consiglio europeo qualora ritenga che un progetto

incida fortemente sul suo ordinamento, bloccando la procedura legislativa ordinaria; qualora almeno 9 SM

vogliano invece adottare quel progetto e instaurare cooperazione rafforzata devono solo informare Consiglio,

Parlamento e Commissione e farlo.

Struttura istituzionale

Art. 13: quadro istituzionale

L'Unione dispone di un (unitario, come era anche quando l’assetto era

fondato sui tre pilastri) che mira a promuoverne i valori, perseguirne gli obiettivi, servire i suoi interessi,

quelli dei suoi cittadini e quelli degli Stati membri, garantire la coerenza, l'efficacia e la continuità delle sue

politiche e delle sue azioni.

Le istituzioni dell'Unione sono:

— il Parlamento europeo,

— il Consiglio europeo,

— il Consiglio,

— la Commissione europea (in appresso «Commissione»),

— la Corte di giustizia dell'Unione europea,

— la Banca centrale europea,

— la Corte dei conti.

2. Ciascuna istituzione agisce nei limiti delle attribuzioni che le sono conferite dai trattati, secondo le

leale cooperazione.

procedure, condizioni e finalità da essi previste. Le istituzioni attuano tra loro una

4.2 Consiglio europeo

istituito nel 1974 al vertice di Parigi

• formalizzato con Atto unico europeo nel 1986

Storia riconosciuto e definito con Trattato di Maastricht (TUE) all’art. 4

• istituzionalizzato co Trattato di Lisbona all’art. 15

art. 15 NTUE; artt. 235­236 TFUE

Articoli istituzione di indirizzo politico con potere di adottare decisioni che definiscono

Definizione obiettivi e strategie dell’azione dell’Unione

indirizzo politico

generalmente

• in certi casi di ‘politica attiva’ quando interviene su composizioni o formazioni di

Funzioni Parlamento o Consiglio

riunione di organi di SM

in altri casi di

• Capi di Governo o di Stato (in base a scelta dei singoli Stati)

• Presidente di Consiglio europeo

Composizione Presidente di Commissione

• Alto rappresentante per affari esteri e politica di sicurezza

Almeno 2 ogni 6 mesi, su convocazione del proprio Presidente

Riunioni per consenso.

Di regola non vota ma si pronuncia

In alcune materie previste dai trattati delibera secondo le modalità indicate:

unanimità per composizione parlamento, constatazione di violazioni degli SM

• maggioranza qualificata per elezione presidente, proposta al Parlamento di

Modalità di candidato a Presidente Commissione

voto Non vi partecipano i Presidenti di Consiglio europeo e Commissione (perché quando si

vota per maggioranza qualificata si usano criteri di proporzione e popolazione, in cui

questi due non rientrano)

È ammessa delega per voto.

Eletto dal Consiglio europeo per mandato di 2.5 anni, rinnovabile una sola volta e

revocabile per colpa grave o impedimento (art. 15 NTUE).

Poteri (art. 15 NTUE)

Presidente presidenza e impulso di lavori del Consiglio euro

• prepara lavori del Consiglio euro con Pres. Commissione e in base a lavori del

• Consiglio per gli affari generali

opera per coesione e consenso nel Consiglio euro

• presenta relazioni al Parlamento dopo riunioni

Non può esercitare mandati personali

4.3 Consiglio Art. 16 NTUE; artt. 237­23 TFUE

Articoli un rappresentante a livello ministeriale

28 membri, (di fatto governativo, si dice così

per la Germania) a scelta dello Stato per ciascuno Stato membro, che con il proprio

voto vincola il governo del proprio Stato.

secondo varie formazioni

In realtà si riunisce es:

Composizione Affari generali:

Composizione prepara riunioni e assicura collegamento con Pres.

• di Consiglio euro e Commissione

Affari esteri:

Composizione elabora azione esterna secondo linee Consiglio euro

• funzione legislativa e di bilancio congiuntamente a Parlamento e Commissione:

• con Parlamento + Commissione emana veri e propri atti legislativi

o da solo adotta solo decisioni esecutive/amministrative

o

definizione e coordinamento delle politiche alle condizioni dei Trattati:

Funzioni • indirizzo politiche economiche e sorveglianza di evoluzione economica SM

o assistenza finanziaria a SM in difficoltà

o raccomandazione e sanzione SM con disavanzo troppo alto

o

Su convocazione di Presidente e per iniziativa di Presidente, un membro, Commissione

Riunioni A maggioranza qualificata (salvo diversa disposizione dei Trattati), consistente nel

doppia maggioranza

sistema di (dal 2014, ma di fatto dal 2017; prima c’era sistema

ponderato, con diversi pesi degli Stati stabiliti in disposizioni transitorie riportato in

Protocollo 36): 55% membri,

consenso di almeno quindi min. 15

• 65% popolazione europea

rappresentanza, da parte dei 15 membri, di almeno

• 72%

(secondo NTUE) o (secondo TFUE, nel caso in cui il Consiglio non deliberi

su proposta di Commissione o Alto rappresentante, ma di propria o altrui

verifica demografica

iniziativa) con possibilità fare su richiesta di ciascun SM

Modalità di di blocco’

Tuttavia, al di là di questi criteri di maggioranza, la ‘minoranza dev’essere

voto di almeno 4 membri.

All’unanimità in materia di: non discriminazione, cooperazione di polizia, armonizza­

zione delle legislazioni in materia di imposte necessarie a funzionamento mercato

interno e evitare distorsioni di concorrenza, attribuzioni alla BCE, politica commerciale

comune, ecc.

maggioranza semplice

A per provvedimenti interni o procedurali, come

organizzazione del segretariato o regolamento interno.

presieduto a turno

Il Consiglio è su condizioni stabilite da Consiglio euro.

Presidente

Comitato dei Rappresentanti Permanenti degli Stati membri (COREPER)

Art. 16 NTUE; art. 240 TFUE

Articoli Organo permanente e interno al Consiglio, con funzione di sostegno del Consiglio.

Definizione sostegno del consiglio

• adozione di decisioni procedurali nei casi previsti dal regolamento interno

• esame preliminare delle proposte normative della Commissione, su cui devono

Funzioni • esprimere voto unanime perché siano presentate nell’ordine del giorno come punti

A (solo approvazione formale), o altrimenti punti B (ancora discussione)

Rappresentanti Permanenti degli SM presso l’UE (ambasciatori e personale

Composizione diplomatico vario)

4.4 Commissione

Art. 17 NTUE; artt. 244­250 TFUE; Dichiarazione n. 10 allegata al Trattato

Articoli esecutivo

Organo indipendente e rappresentante dell’interesse generale.

Definizione promozione dell’interesse generale dell’UE e adozione delle iniziative:

• vigilanza degli obblighi posti dall’UE, sia sugli SM, sia sulle istituzioni

• potere di indagine su istanza di governi o privati

o poteri istruttori

ampi

o legittimazione ad adire CGUE per ricorso per infrazione

o

esecuzione del bilancio

• gestione dei programmi

Funzioni rappresentanza esterna dell’Unione

• iniziativa legislativa

• emanazione di atti normativi delegati non legislativi per integrare atti legislativi

• sotto controllo di Parlamento e Consiglio

emanazione di atti di esecuzione su qualsiasi atto giuridicamente vincolante,

• formando regolamenti di esecuzione, direttive di esecuzione ecc. sotto il controllo

degli SM

Before Trattato di Atene (adesione di 10 Stati): 1 commissario per Stati normali, 2

commissari per Stati importanti.

Fino a 31 ott. 2014: 1 commissario per SM, per un totale di 28 membri, compreso

Presidente e Alto rappresentante (uno dei Videpresidenti)

2/3 del numero degli SM,

Da 1 nov. 2014: numero di membri corrispondente a scelti a

Composizione rotazione, salvo che il Consiglio euro deliberi diversamente.

e I membri sono scelti in quanto individui e non in quanto rappresentanti, garanti

nom dell’interesse generale, attenti agli interessi degli Stati non membri e trasparenti, per

ina formare un organo indipendente dagli Stati.

nomina

La avviene con partecipazione di Consiglio euro, Consiglio, Parlamento.

Consiglio euro e Parlamento intervengono nella nomina del presidente.

Consiglio + Presidente della Commissione adottano elenco di candidati alla nomina su

proposta degli Stati e verifica requisiti.

A questo punto il Parlamento si esprime sull’intero collegio, non sui singoli.

Infine avviene formale nomina da parte del Consiglio euro.

mandato cinque anni

Il è di ed è incompatibile con ogni altro incarico o professione.

Ciascun membro può dimettersi spontaneamente; in tal caso è sostituito da membro di

stessa nazionalità nominato da Consiglio euro previa consultazione con Presidente di

Commissione e Parlamento euro, oppure non è sostituito per decisione unanime sempre

del Consiglio.

E’ responsabile di fronte al Parlamento europeo, che può votare mozione di censura

Responsabilità della Commissione a 2/3 e costringe i membri e l’Alto rappresentante a dimettersi.

Riunioni

Modalità di

voto Nomina: eletto dal Parlamento europeo a maggioranza, su proposta deliberata a

maggioranza qualificata dal Consiglio europeo, che sceglie sulla base di elezioni del

Parlamento; se il primo candidato non ottiene maggioranza si passa a secondo

candidato ecc.

Poteri:

Presidente definisce orientamento in cui Commissione svolge suoi compiti

• decide organizzazione interna ai fini di coerenza, efficacia e collegialità azione

• nomina vicepresidenti, eccetto Alto rappresentante

• può chiedere dimissioni di un commissario o dell’Alto rappresentante (ma solo

• nelle sue competenze nell’ambito della Commissione)

attribuisce funzioni ai vari membri

4.5 Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

Istituito dal T. di Amsterdam ma denominato per la politica estera e la sicurezza

comune

Storia Rafforzato dal T. di Lisbona con incarico di Ministro degli Esteri UE e ridenominato

per gli affari esteri e la politica di sicurezza

Artt. 18 e 27 NTUE

Articoli Non espressamente considerato tra le istituzioni dell’art. 13

Definizione Vicepresidente della Commissione: vigilanza su coerenza azione esterna dell’UE

• Presidente della formazione ‘Affari esteri’ Consiglio:

interna al contribuisce a

• elaborazione politica estera e attuazione decisioni di Consiglio e Consiglio euro,

coordinamento di azione e relazioni esterne, rappresentazione esterne per le

materie di politica estera e sicurezza comune; può convocare riunione straordinaria

del Consiglio in casi urgenti e proporre alla nomina del Consiglio un

Funzioni rappresentante speciale per problemi specifici

servizio europeo per l’azione esterna,

Nell’esecuzione delle funzioni, si avvale di un

organismo che collabora con servizi diplomatici degli SM e composto di:

funzionari dei servizi competenti del segretariato generale del Consiglio e della

• Commissione

personale distaccato dai servizi diplomatici nazionali

Nominato dal Consiglio europeo a maggioranza qualificata e d’accordo con Presidente

della Commissione; approvato anche dal Parlamento collegialmente insieme con i

Nomina membri della Commissione

4.6 Parlamento europeo (PE)

Passato da Assemblea a Assemblea Parlamentare a Parlamento europeo.

Dal T. Lisbona ha ruolo più incisivo in politiche e azioni dell’UE e rapporti

istituzionali.

Storia Prima composto da rappresentanti dei Parlamenti nazionali scelti dagli stessi; poi dal

1979 elezione diretta.

Prima solo ‘partecipazione’ all’iter legislativo, poi ‘codecisione’

Art. 1 TFUE; artt. 223­234 TFUE

Articoli funzione legislativa congiuntamente col Consiglio

• funzione di bilancio (vd. fotocopia per iter bilancio) congiuntamente col

• Consiglio

funzione consultiva e di controllo politico, sostanzialmente nei confronti della

• Commissione; ricezione di relazioni e rapporti dalle altre istituzioni, soprattutto la

Funzioni interrogazioni

‘relazione generale annuale’ della Commissione; possibilità di alle

altre istituzioni tramite commissioni d’inchiesta incaricate di esaminare denunce di

infrazione e cattiva admin

elezione Pres. Commissione + approvazione e censura membri Commissione

• (con mozione di censura, che non può essere votata prima di 3gg da presentazione

e richiede 2/3 del Parlamento intero favorevoli e scrutinio pubblico)

750 membri + Presidente, rappresentanti dei cittadini dell’Unione (T. Lisbona)

+ 12 membri, in deroga a art. 14 NTUE (T. adesione della Croazia)

min. 6, max. 96 parlamentari per Stato; attribuzione seggi proporzionale a popolazione.

Composizione Elezione: suffragio universale diretto, libero e segreto

Mandato: 5 anni

I membri sono organizzati in partiti politici (dal T. di Maastricht)

sessione ordinaria annuale

Una (inizio secondo martedì di marzo).

Possibilità di sedute straordinarie a richiesta di maggioranza membri, Consiglio, Comm

commissioni permanenti

I lavori si svolgono prevalentemente entro costituite dal

Riunioni parlamento per competenze specifiche suddivise in corrispondenza a Direzioni

Generali della Commissione.

Quorum costitutivo: 1/3 di norma, maggioranza assoluta per delibere importanti (es.

Modalità di

voto bilancio, revisione trattati), maggioranza 2/3 per censura commissione

Presidente e Vicepresidente (=ufficio di presidenza) eletti dal Parlamento secondo il

Presidente e

stat suo statuto interno, istituito tramite regolamenti, con procedura legislativa speciale.

uto

4.7 Mediatore Introdotto da T. Maastricht (TUE)

Storia Art. 228 TFUE

Articoli denunce per cattiva

Organo individuale e indipendente abilitato a ricevere le

Definizione amministrazione di organi europei da parte di cittadini dell’Unione e persone fisiche e

giuridiche interne all’Unione

indagine

Funzione di su casi di cattiva amministrazione, in base a propria iniziativa o

Funzioni denuncia; trasmissione di relazione a PE e istituzione interessata.

Eletto dal PE a inizio legislatura. Mandato di 5 anni e rinnovabile.

Nomina Può essere dichiarato dimissionario dalla CGUE su proposta del Parlamento

4.8 Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE)

Organo giudiziario dell’Unione europea.

Definizione Art. 19 NTUE; artt. 251­281 TFUE

Articoli Si pronuncia :

Sui ricorsi presentati da SM, istituzioni o persone fisiche o giuridiche

• In via pregiudiziale, su richiesta delle giurisdizioni nazionali, su interpretazione del

Funzioni • diritto europeo o sulla validità degli atti adottati dalle istituzioni

Negli altri casi previsti….

Suddivisa in 3 formazioni:

Corte di giustizia

Composizione Tribunale

• Tribunali specializzati

Corte di giustizia

È competente a giudicare su:

Inadempimento degli Stati di obblighi ai sensi dei Trattati

1. Controllo di legittimità degli atti

2. Ricorso in carenza

3. In via pregiudiziale, su interpretazione di diritto europeo e validità atti

Funzioni 4. Ricorso per risarcimento danni da responsabilità extracont. della Comunità

5. Ricorso per controversie tra Comunità e suoi agenti

6. Ricorso contro sanzioni pecuniarie

7. clausola compromissoria

Soluzioni controversie su base di

8.

1 giudice per SM.

8 avvocati generali che assistono la Corte presentandole pareri quando richiesto.

Composizione Giudici e avvocati sono scelti tra grande personalità giuridiche garanti di indipendenza

e

nom e nominati di comune accordo tra i Governi degli SM, previa consultazione con un

ina comitato (7 ex giudici di Corte e Tribunale di una certa fama) appositamente istituito

per valutarne l’adeguatezza.

per sezioni di 3­5 giudici

• in grande sezione di 13 giudici

Riunioni • in seduta plenaria là dove previsto dallo Statuto

Nominato dai giudici, con mandato di 3 anni e rinnovabile.

cancelliere.

Nomina il proprio

Presidente Decide il regolamento procedurale, poi sottoposto a approvazione del Consiglio.

Protocollo n. 3

Contenuto nel allegato al T. Lisbona e elevato a rango dei trattati

Statuto CGUE

Tribunale Istituito dall’Atto unico europeo come ‘Tribunale di primo grado’

Storia Organo di primo grado rispetto alla Corte di giustizia, incaricato di conoscere in

1. primo grado i ricorsi (a meno che non siano riservati alla Corte o a tribunali

specializzati): per annullamento atti, in carenza, per risarcimento danni, per

controversie tra Unione e agenti, per clausola compromissoria; le decisioni in

questi ambiti possono essere impugnate dinanzi alla corte solo per motivi di diritto

Funzioni Organo di secondo grado rispetto ai tribunali specializzati

2. Competenza a conoscere delle questioni pregiudiziali in materie definite dallo

3. Statuto, dovendo però rimettere la decisione alla corte se ci sono problemi che

potrebbero compromettere unità e coerenza del diritto

Numero variabile di giudici, almeno 1 per SM,

ma stabilito dalla Corte di giustizia.

Composizione Eventuali avvocati generali nominati dai giudici del Tribunale.

e I giudici sono nominati di comune accordo tra i governi degli SM, previa consultazione

nom con comitato di cui sopra.

ina 6 anni

Mandato di e rinnovabile.

Nominato dai giudici, con mandato di 3 anni e rinnovabile.

Presidente Adottato dal Tribunale in accordo con Corte di giustizia e con approvazione Consiglio.

Regolamento

Tribunali specializzati giurisdizionali’.

Istituiti dal T. di Nizza come ‘camere

Storia Affiancare il Tribunale nella conoscenza in primo grado di ricorsi in alcune materie

Funzioni Istituiti da Parlamento e Consiglio euro, tramite procedura legislativa ordinaria.

Composizione

e I membri sono scelti con gli stessi criteri degli altri (garanzie di indipendenza +

nom capacità per funzioni giurisdizionali) e nominati dal Consiglio all’unanimità.

ina

Riunioni

Presidente Art. 257 TFUE: ai TS si applicano stesse disposizioni relative a Corte e Tribunale

Statuto

Tribunale della funzione pubblica (uno dei tribunali specializzati)

Organo giurisdizionale specifico per il contenzioso della funzione pubblica.

Definizione Allegato I al Protocollo n.3 contenente lo Statuto della CGUE

Articoli 7 giudici designati dal Consiglio. Mandato di 6 anni e rinnovabile previa consultazione

Composizione col solito comitato

primo grado contese tra Unione e i suoi agenti.

Giudizio in su Le sue decisioni sono

impugnabili dinanzi al Tribunale solo per questioni di diritto (incompetenza del

Tribunale d.f.p., vizi procedurali recanti pregiudizio, violazione diritto europeo).

Funzioni Il Tribunale o accoglie l’impugnazione e si pronuncia al suo posto, o rinvia al

Tribunale d.f.p. se i tempi per la decisione non sono maturi.

Designato per 3 anni con mandato rinnovabile.

Presidente in sezioni di 3 giudici (norma) o di 5 o a giudice uno (in casi particolari)

Riunioni in seduta plenaria per questioni di diritto importanti o difficili

4.9 Corte dei conti

Storia Artt. 285­287 TFUE

Articoli Generale funzione di assicurare il controllo dei conti; funzioni specifiche:

esame di entrate e spese dell’UE e di ogni organo dell’UE

• controllo di legittimità di regolarità entrate e spese

Funzioni assicurazione di sana gestione finanziaria

• assistenza di Parlamento e Consiglio nell’esercizio di funzione di bilancio

• stesura di relazione annuale trasmessa alle istituzioni e pubblicata su GU

1 cittadino per ogni SM, scelti tra personalità di istituzioni di controllo esterno o con

qualifiche specifiche per tale funzione; scelti in quanto individui indipendenti e non

rappresentanti statali.

Nominati dal Consiglio, previa consultazione con Parlamento, su base di proposte

Composizione presentante dagli SM.

6 anni.

Mandato di Cessa per dimissioni volontarie o dimissioni d’ufficio presentate

dalla Corte di giustizia.

Riunioni

Modalità di

voto Presidente designato dai componenti per mandato di 3 anni e rinnovabile.

Presidente e

stat

uto

4.10 Banca Centrale Europea personalità giuridica

Introdotta e inclusa nelle istituzioni da T. Lisbona. Ha distinta

Storia dall’UE

Artt. 132, 282 TFUE

Articoli stabilità dei prezzi,

obiettivo principale di mantenimento perseguito insieme da

• BCE + banche nazionali (= Sistema europeeo banche centrali SEBC =

Eurosistema)

sostenimento di politiche economiche generali per contribuire a realizzazione

• obiettivi dell’Unione

Funzioni funzione consultiva nella formazione di ogni atto su materie di sua competenza, su

• cui formula pareri, decisioni, raccomandazioni

potere normativo proprio

• trasmissione di relazione annuale a Consiglio, Commissione, Parlamento

Tutti i membri sono nominati di comune accordo da Capi di Stato/governo di area €.

Composizione È dotata di due organi decisionali:

Consiglio direttivo: adotta decisioni e indirizzi per assolvere compiti affidati

• dall’Eurosistema e formula politica monetaria per area €

Comitato esecutivo: riunisce Presidente + Vicepresidente + altri 4 membri, che

• possono chiedere di essere ascoltati dalle istituzioni

4.11 Organi consultivi dell’Unione

Comitato economico e sociale

Artt. 300 TFUE

Articoli Generale funzione di assicurare il controllo dei conti; funzioni specifiche:

esame di entrate e spese dell’UE e di ogni organo dell’UE

• controllo di legittimità di regolarità entrate e spese

• assicurazione di sana gestione finanziaria

Funzioni • assistenza di Parlamento e Consiglio nell’esercizio di funzione di bilancio

• stesura di relazione annuale trasmessa alle istituzioni e pubblicata su GU

Pareri obbligatori quando rivolgervisi è obbligatorio per Consiglio o Commissione.

350 membri massimo scelti tra rappresentanti delle organizzazione di datori di lavoro,

di lavoratori dipendenti, e altri attori rappresentativi della società civile dei settori

economico, civico, professionale e culturale; individui e non rappresentanti.

Composizione Nominati dal Consiglio su proposta degli SM.

Mandato di 5 anni.

Presidente e Ufficio di presidenza designato dai componenti per mandato di 2,5 anni.

Presidente e

stat Regolamento stabilito dai componenti.

uto

Comitato delle Regioni

Artt. 305­307 TFUE

Articoli Generale funzione di consultazione con stesse modalità del Com.e.s., in particolare nei

Funzioni casi concernenti cooperazione transfrontaliera.

Max. 350 rappresentanti delle collettività regionali e locali,

(+3 con Croazia) titolari

di un mandato elettorale o politicamente responsabili in tale ambito.

Individui e non rappresentanti, quindi incompatibilità con cariche varie e PE

Composizione Nominati da Consiglio all’unanimità su proposta di Commissione su proposta di SM

Mandato di 5 anni e rinnovabile

Presidente e Ufficio di presidenza designato dai componenti per mandato di 2,5 anni.

Presidente e

stat Regolamento stabilito dai componenti.

uto

Banca europea per gli investimenti (BEI)

Artt. 308­309 TFUE; Protocollo n. 5

Articoli Contribuire allo sviluppo equilibrato del mercato interno, mediante concessione di

Funzioni prestiti e garanzie soprattutto a Paesi meno sviluppati e per ammodernamento o

riconversione di imprese o progetti di interessi comuni a più stati

Stati membri che ne sottoscrivono il capitale.

Amministrata e gestita da:

Consiglio di governatori

Composizione • Consiglio di amministrazione

• Comitato direttivo

4.12 Organismi e agenzie

Eurojust Europol:

e funzione di sostegno e collaborazione con organi di polizia e giudiziari

Le agenzie hanno personalità giuridica propria, autonomia organizzativa e finanziaria, ma non sono

indipendenti e rappresentano gli SM.

Agenzia dell’UE per i diritti fondamentali: assistenza e consulenza alle istituzioni in materia di

• diritti fondamentali; fa riferimento sia a valori dei trattati, sia a CEDU

Fonti del diritto dell’UE

Fonti di diritto primario :

• Trattati TFUE e NTUE

o Principi generali di diritto, elaborati dalla giurisprudenza della CGUE

o

Fonti di diritto secondario o derivato :

• Atti tipici : previsti dai trattati per dare concreta attuazione agli obiettivi posti

o Atti vincolanti : regolamenti, direttive, decisioni

 Atti non vincolanti : pareri, raccomandazioni

Atti atipici : atti interni di regolamentazione istituzioni, atti di autorizzazione ecc.

o

Fonti di diritto primario

Non esiste una disposizione sulla gerarchia delle fonti, ma è comunque possibile individuarla.

Al vertice: Trattati istitutivi di Comunità e Unione, riformati dal Trattato di Lisbona, come si evince da:

art. 48 NTUE, procedura di revisione complessa,

che prevede che però ne evidenzia la natura di

• accordi internazionali in quanto è richiesta l’adozione di un accordo da parte di una conferenza di

rappresentanti dei governi soggetto alla ratifica degli stati

art. 263 TFUE, in virtù del quale è possibile annullare un atto delle istituzioni in caso di violazione

• dei trattati, delle norme di applicazione dei trattai, delle forme sostanziali, della competenza

Sentenza Van Gend & Loos (1963): i Trattati non sono comuni accordi internazionali perché hanno

• creato un nuovo soggetto di diritto internazionale, in quanto mirati a costituire un mercato interno, a

conferire poteri a istituzioni, che avrebbero creato norme con efficacia diretta

Sentenza CILFIT (1982): particolari criteri di interpretazione del Trattato, come raffronto tra le varie

• redazioni linguistiche o interpretazione teleologica relativamente ai fini comuni dell’Unione

Sentenza Roquette (1994) e Rep. Federale di Germania e a. (1987): proposta di particolare criterio

• interpretativo detto criterio dell’effetto utile

Parere della Corte di giustizia (1991): pur avendo natura di accordo internazionale, devono essere

• Carta costituzionale della comunità

considerati come di diritto europea

Carta di Nizza 6, par. 1 NTUE)

Sullo stesso piano dei Trattati viene messa la (art.

principi generali di diritto,

A seguire: tanto importanti perché:

per derogarvi, le disposizioni del trattato devono presentare deroga espressa

• perché l’UE può emanare norme di diritto derivato ad essi conformi

Sono stati puntualmente individuati dalla giurisprudenza e considerati dalla Corte di giustizia come parte

integrante del diritto comunitario nella misura in cui siano legati a situazioni da esso disciplinate.

attribuzione, sussidiarietà, proporzionalità, leale cooperazione.

Ne sono esempio principio di

principi generali mutuati dagli ordinamenti nazionali

Vi rientrano anche (come irretroattività della legge

CEDU

penale, certezza del diritto, forza maggiore, tutela del legittimo affidamento) e principi sanciti dalla

(art. 6, par. 3 NTUE).

Fonti di diritto derivato: atti tipici vincolanti

tipici)

Gli atti di diritto dell’Unione (atti sono quelli posti in essere dalle istituzioni dell’unione e secondo le

288 TFUE,

modalità previste dai Trattati; sono elencati all’art. da cui si evince la distinzione tra:

atti vincolanti (regolamenti, direttive, decisioni)

• atti non vincolanti (pareri e raccomandazioni, espressamente definiti come non vincolanti)

• atipici)

Accanto agli atti dell’art. 288 la prassi ha elaborato un’altra serie di atti (atti posti in essere dalle

istituzioni, come programmi generali, comunicazioni, accordi amministrativi, dichiarazioni.

296­297 TFUE):

Elementi comuni a tutti questi atti (art.

obbligo di motivazione: generalmente basta che si evincano ragioni di fatto e di diritto per adozione

• atto; se i trattati lo prevedono, va inserito anche riferimento a proposte, iniziative, richieste o

raccomandazioni, pareri; la mancanza di motivazione è un vizio censurabile ai sensi di art. 263

TFUE

indicazione della base giuridica:

• riferimento al principio di diritto e al riparto di competenze

o riguardo per la procedura di formazione

o

indispensabile perché i Trattati prevedono sia diverso coinvolgimento delle istituzioni, sia diverse

formazioni del consenso (unanimità, maggioranza ecc.)

efficacia nel tempo:

• atti legislativi: sono quelli adottati secondo procedura legislativa ordinaria o speciale e che

o entrano in vigore nella data indicata o al decorso di 20gg dalla pubblicazione nella GU

atti non legislativi: sono quelli adottati sotto forma di regolamenti e direttive rivolte a tutti

o gli stati, o di decisioni senza destinatari, entrano in vigore nella data indicata o al decorso di

20gg dalla pubblicazione nella GU

altre direttive e decisioni con destinatari: entrano in vigore dal momento della notifica

o fatta ai destinatari

Regolamenti

portata generale (erga omnes): efficacia per numero indeterminato e indeterminabile di destinatari, ma

• di fatto a volte si rivolge solo ad alcuni Stati o parte di essi

obbligatorietà in tutti i suoi elementi (≠ direttive, obbligatorie solo in quanto alle finalità)

• diretta applicabilità: non necessita di leggi di attuazione e può essere fatto valere direttamente da

• persone fisiche o giuridiche degli SM nei confronti di Stati, istituzioni o altre persone fisiche o

giuridiche; in base alla sentenza Simmenthal (1978), è intesa nel senso che le norme di diritto

comunitario esplicano la pienezza dei loro effetti uniformemente in tutti gli SM a partire da entrate in

vigore e per tutta la loro durata; in base alla pronuncia CGCE, Variola (1973), è vietata la riproduzione

delle disposizioni dei rego­lamenti in atti legislativi nazionali

efficacia dalla pubblicazione

Direttive

destinatario specifico e determinato: o uno o più o tutti gli Stati membri

• obbligatorietà dei fini, ma non dei mezzi e delle forme per conseguirli; anche se spesso per prassi sono

• indicate anche norme di dettaglio direttive dettagliate, su cui discute la dottrina, distinguendo due casi:

legittima se emanata in materia disciplinabile indifferentemente con le varie forme normative

o illegittima se emanata in materia disciplinabile solo con direttiva, perché se è previsto l’uso di

o uno strumento così elastico c’è un motivo

efficacia dalla pubblicazione efficacia dalla notificazione

se rivolta a tutti; se rivolta a uno o pochi

• NO diretta applicabilità, diretti’

ma riconoscimento per giurisprudenza di ‘effetti per il solito discorso

• che persone fisiche e giuridiche possono opporla e, anche in mancanza di quelli, dovere del giudice di

tenerne conto per interpretazione di norme interne e svolgere un’interpretazione conforme anche alle

direttive non ancora applicate (cfr. sentenza Marleasing del 1990)

Differenza tra diretta applicabilità e effetti diretti delle direttive

Diretta applicazione è caratteristica di regolamenti e decisioni, che entrano a far parte degli ordinamenti

interni senza bisogno di alcuna normativa di recepimento.

Effetto diretto è caratteristico delle direttive, che necessiterebbero di recepimento ma sono comunque idonee

a produrre effetti giuridici e a determinare la nascita di situazioni giuridiche soggettive in capo a persone

fisiche o giuridiche, che possono essere fatte valere nei confronti di Stato/enti statali (effetto diretto verticale)

altre persone fisiche e giuridiche (effetto diretto orizzontale). chiarezza,

La nozione di effetto diretto è di derivazione giurisprudenziale ed è legata ai requisiti di

precisione, incondizionalità

(leggi giurisprudenza pag. 124)

Decisioni

destinatario specifico o determinato se indicato; se dirette a persone fisiche o giuridiche e adottate da

• Consiglio o Commissione, costituiscono titolo esecutivo e si può avere esecuzione forzata

obbligatorietà in tutti i suoi elementi

• diretta applicabilità agli Stati destinatari

Fonti di diritto derivato: atti tipici non vincolanti

destinatari possibili: istituzioni, Stati membri, persone fisiche o giuridiche

• efficacia non vincolante, ma per prassi pubblicazione, MA:

• - effetto di liceità: conferimento di liceità a un comportamento di per sé illecito, ma posto in essere

da uno Stato proprio per rispettare tale atto

- non considerabili privi di effetti giuridici perché i giudici nazionali devono prenderle in

considerazione per interpretare, in particolare per interpretare norme adottate per garantire

applicazione raccomandazioni o che mirano a completare norme vincolanti dell’Unione (in base a

sentenza Grimaldi del 1989)

Fonti di diritto derivato: atti atipici

comunicazioni: adottate dalla Commissione a contenuto informativo, decisorio o interpretativo

• inviti

• dichiarazioni

• codici di condotta

• libri verdi e bianchi

• programmi generali: adottati tempo fa dal Consiglio per sancire libertà di stabilimento e libera

• prestazione di servizi

dichiarazioni comuni di Parlamento, Consiglio, Commissione

• accordi interistituzionali tra Parlamento, Consiglio, Commissione

Procedure di adozione degli atti e revisione dei trattati

funzione legislativa Consiglio Parlamento.

La è esercitata congiuntamente da e

Procedura di adozione degli atti

Iniziativa legislativa

Art. 17 NTUE:

un atto legislativo può essere adottato SOLO su proposta della Commissione, salvo diversa previsione

• gli altri atti sono adottati su proposta della Commissione SOLO dove i trattati lo prevedono

Il potere di iniziativa legislativa è attribuito a:

Commissione, di norma, per vari motivi:

• composizione dell’istituzione, di individui e non rappresentanti, che quindi garantiscono la

o rappresentanza dell’interesse generale

partecipazione del Presidente di commissione alle riunioni del Consiglio europeo, per cui

o facile recepimento da parte della Commissione dell’orientamento generale emerso

maggior probabilità che Consiglio recepisse proposta della commissione perché

o composizione del Consiglio europeo ricalcava la sua

Parlamento europeo, iniziativa dell’iniziativa

che ha una sorta di potere di perché può chiedere alla

• Commissione di presentare proposte su questioni che ritiene all’attuazione dei trattati

Consiglio, che deliberando a maggioranza semplice può chiedere alla Commissione di presentare

• proposte ecc.

1 milione di cittadini europei di un numero considerevole di SM

Procedura legislativa ordinaria

Art. 294 TFUE.

1. Proposta della Commissione a Parlamento e Consiglio

Prima lettura

2. Parlamento adotta posizione e trasmette a Consiglio.

3. Consiglio:

a. approva posizione del Parlamento l’atto è adottato secondo la posizione del Parlamento

b. non approva, adotta diversa posizione e trasmette a Parlamento

Seconda lettura

4. Parlamento:

a. approva posizione del Consiglio/non si pronuncia entro 3 mesi l’atto è adottato secondo la

posizione del Consiglio

b. respinge posizione del Consiglio l’atto non è adottato e cade definitivamente

c. propone emendamenti alla posizione del Consiglio e la trasmette al Consiglio e alla

Commissione, che formula un parere

5. Consiglio:

a. approva tutti gli emendamenti e all’unanimità su quelli su cui la Commissione ha dato parere

negativo l’atto è adottato

b. non approva tutti gli emendamenti

Conciliazione comitato di conciliazione,

6. Presidente del Consiglio e Presidente del PE convocano entro 6 sett.

composto di membri dell’una e dell’altra istituzione o loro rappresentanti

7. con partecipazione della Commissione, si avviano lavori del comitato per arrivare a progetto comune a

maggioranza qualificata

8. Comitato:

a. non approva progetto comune entro 6 sett. l’atto non è adottato e cade definitivamente

b. approva progetto comune

Terza lettura

9. Parlamento entro 6 sett. delibera a maggioranza dei voti espressi

10. Consiglio entro 6 sett. delibera a maggioranza qualificata l’atto è adottato

Procedura Commissione-Consiglio

(nome inventato)

Il Consiglio può adottare la proposta secondo procedura normale o emendarla solo con delibera unanime.

La Commissione può modificare proposta in ogni fase, fin quando il Consiglio delibera.

Procedura legislativa speciale

Si distinguono per maggiore o minore partecipazione del Parlamento o del Consiglio

mera partecipazione del Consiglio: previa approvazione dell’atto del Parlamento

• mera partecipazione del Parlamento:

• consultazione il Parlamento fornisce pareri obbligatori, tranne casi indicati

o previa approvazione

o

nessuna partecipazione del Parlamento in casi come decisioni n materia di orientamenti e condizioni

• per garantire progresso equilibrato del mercato interno o in tema di indirizzi per le politiche economiche

normativa delegata della Commissione,

potere di che su delega contenuta in atti legislativi emana atti

• normativi (di portata generale, ma non legislativi) delegati; la delega fissa obiettivi, contenuto, portata,

durata, condizioni

Procedure di revisione dei Trattati

art. 48­49 TFUE prevede due procedure di revisione.

Procedura di revisione ordinaria

1. Governi degli Stati membri / Parlamento europeo / Commissione sottopongono al Consiglio progetti di

modifica dei trattati; tali progetti possono essere volti a accrescere o ridurre le competenze dell’Unione

(grande novità rispetto ai precedenti trattati, per cui si poteva solo accrescere)

2. Esame del Consiglio

3. Trasmissione da Consiglio a Consiglio europeo

4. Consultazione del Consiglio europeo con Parlamento europeo e Commissione

maggioranza semplice

5. Decisione favorevole a del Consiglio europeo

6.1 Se l’entità delle modifiche non è grande, il Consiglio europeo d’accordo col Parlamento può decidere a

Conferenza

maggioranza semplice di non convocare la convenzione e convocare direttamente una

intergovernativa (CIG), Convenzione

6.2 Convocazione da parte del Presidente del Consiglio europeo di composta di

rappresentanti di Parlamenti nazionali, Stato o Governo degli SM + di Parlamento euro + di

Commissione (+ BCE se la modifica attiene al settore monetario), che adotta esamina progetti e adotta

una raccomandazione per consenso rivolta alla CIG

6. La CIG stabilisce le modifiche senza essere vincolata né al testo già presentato, né alla

raccomandazione della Convenzione

7. Tutti gli Stati devono ratificare le modifiche conformemente alle loro norme costituzionali e solo allora

entrano in vigore; se entro due anni i 4/5 degli Stati hanno ratificato e alcuni hanno incontrato

difficoltà, la questione è deferita al Consiglio euro

Procedure di revisione semplificate

Caratteristica comune: NO convocazione di Convenzione o Conferenza + ruolo rilevante Consiglio euro.

Prima ipotesi

1. Governi degli Stati membri / Parlamento europeo / Commissione sottopongono al Consiglio europeo

progetti volti a modificare in tutto o in parte le disposizioni della Parte terza del TFUE, in tema di

politiche e azioni interne dell’Unione

2. Esame del Consiglio europeo

3. Richiesta di approvazione di Parlamento + Commissione (+BCE)

4. Decisione favorevole del Consiglio europeo all’unanimità

5. Approvazione e ratifica di tutti gli Stati membri

Seconda ipotesi (rivedi)

Il T. di Lisbona contiene due c.d. clausole passerella, che prevedono che il Consiglio europeo

(all’unanimità), previa approvazione del Parlamento (a maggioranza dei membri), possa consentire al

Consiglio:

di deliberare a maggioranza qualificata (anziché unanimità)

• di ricorrere a procedura legislativa ordinaria (anziché speciale)

Terza ipotesi (adesione nuovi Stati)

1. Un qualunque stato europeo che condivida i valori comuni agli Stati membri fa domanda

2. Trasmissione domanda a Parlamento euro + Parlamenti nazionali + Consiglio

3. Consultazione di Consiglio con Commissione e approvazione del Parlamento

4. Decisione all’unanimità del Consiglio, tenendo conto dei criteri di ammissibilità convenuti dal

Consiglio europeo (attenenti a carattere economico, politico e relativo all’acquis dell’Unione)

5. Accordo tra Stati membri e Stato richiedente su condizioni per l’ammissione e adattamenti dei Trattati

6. Ratifica di tale accordo da parte di tutti gli Stati

Rapporti tra diritto europeo e diritto degli Stati

Adattamento al diritto dell’UE

Per ‘adattamento’ si intende il modo in cui le fonti del diritto dell’ordinamento europeo entrano a far parte

dei singoli ordinamenti nazionali.

Adattamento al diritto derivato: in linea di massima non pone problemi né crea grandi differenze perché

regolamenti e decisioni direttive

sono obbligatori in tutti i loro elementi e lasciano solo libertà in metodi di

attuazione, quindi non servono norme di recepimento o comunque non sono molto diverse.

ratifica dei Trattati,

Adattamento al diritto primario: grandi differenze si creano invece in merito alla che

vengono recepiti secondo le previsioni dei dettati costituzionali dei singoli Stati.

Adattamento dell’ordinamento italiano ai Trattati istitutivi delle Comunità legge unica,

In Italia l’adattamento funziona come per qualsiasi altro Trattato internazionale: è emanata una

ordine di esecuzione,

che contiene sia ratifica dei Trattati, sia ovvero la formula usata dal legislatore per

speciale/con rinvio

provvedere all’adattamento al testo del trattato, solitamente allegato alla legge e cos

parte dell’ordinamento senza integrazioni o modifiche.

Molte critiche a recepimento via legge ordinaria e a mancanza di riferimenti in Costituzione all’ordinamento

art. 11 Cost.

comunitario, ma giustificata da Corte costituzionale con riferimento a norma procedurale che

consente limitazioni di sovranità senza necessità di revisione costituzionale.

Inoltre dopo riforma del Titolo V con legge cost. 3/2001 c’è anche riferimento esplicito all’ordinamento

art. 117 Cost.,

comunitario, riportato ad dove si dice che potestà legislativa dev’essere esercitata nel rispetto

dei vincoli derivanti da ordinamento comunitario e da obblighi internazionali.

Adattamento al diritto derivato adozione di provvedimenti nazionali

Invece l’adattamento al diritto derivato avviene mediante diversi sia

da uno stato all’altro, sia da un tipo di atto all’altro (come prescritto dagli atti stessi):

Regolamento nessun atto di recepimento o tutt’al pi ù norme di mera esecuzione

• Decisione nessun atto di recepimento o se rivolte al singolo Stato normative di attuazione secondo

• legge Buttiglione 11/2005 legge comunitaria,

Direttiva recepita una volta con la c.d. legge ordinaria annuale con cui lo Stato

• legge La Pergola

recepisce in una sola volta tutte le direttive secondo la 86/1989; essa può:

provvedere direttamente a norme di adattamento

- contenere delega al Governo

- intervenire in materia già regolate con legge ma non coperte da riserva di legge assoluta con atti

- normativi subordinati

ridisciplinata poi da legge Buttiglione, abrogativa della Pergola, che ha organizzato il procedimento di

partecipazione e adeguamento del nostro ordinamento al processo normativo UE.

Regioni

Ruolo importante nell’adattamento è ricoperto dalle (+ Province autonome di Trento e Bolzano), che

da riforma costituzionale del 2001 + Legge Buttiglione: ascendente)

partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi (fase

• discendente):

provvedono a attuazione o esecuzione immediata (fase

• senza alcuna limitazione nelle materie di competenza piena o residuale

 nel rispetto dei principi fondamentali della legge comunitaria nelle materie di competenza

 concorrente

è però previsto potere di intervento del Governo statale in determinati casi, siccome poi sarebbe lo

Stato ad essere responsabile di fronte alla Corte.

Rapporti tra diritto europeo e diritto interno gerarchia delle fonti

Problema di stabilire dove si inserisce il diritto comunitario nella dell’ordinamento.

Vari passaggi prima che Corte costituzionale italiana e Corte di giustizia europea raggiungessero una certa

uniformità di vedute sull’argomento.

Corte costituzionale Corte di giustizia

pari rango a norme

inizialmente assegnava

comunitarie e leggi ordinarie, in quanto i trattati erano

stati recepiti con legge ordinaria; perciò criterio per

risolvere contrasti tra leggi comunitarie e interne stava

nella successione temporale

Sentenze Frontini, 1973; sentenze Industrie chimiche,

primato del diritto comunitario

1975: riconosce su

base art. 11 Cost. e illegittimità di atti interni volti a dare

esecuzione a regolamenti; però unico criterio per

risolvere contrasti stava nella abrogazione o pronuncia

di incostituzionalità e il giudice non poteva

autonomamente disapplicare Sentenza Costa c. Enel, 1964: preminenza delle

allineamento tra

Sentenza Granital, 1984: inizia norme comunitarie

posizioni delle Corti: Corte costituzionale riconosce Sentenza Simmenthal, 1978: preminenza delle

disapplicazione automatica della norma

possibilità norme comunitarie implica immediata

interna incompatibile, come già sancito dalla Corte di applicabilità dei regolamenti e prevalenza su

giustizia; infatti il regolamento è riconosciuto avente norme interne; obbligo del giudice di

forza di legge perchè atto comunitario, può determinare disapplicare norme interne in contrasto con

la disapplicazione, ma non l’abrogazione di una norma regolamenti

nazionale

Pronuncia del 1989: obbligo del giudice di disapplicare Sentenza Fratelli Costanzo, 1989: obbligo del

norme interne in contrasto con norme produttive di giudice di disapplicare norme interne in

effetti diretti (sia disposizioni Trattato, sia direttive) contrasto con qualsiasi norma

Pronuncia del 1989: obbligo di disapplicazione esteso Sentenza Ciola, 1999: inattuabilità

anche a organi amministrativi provvedimenti amministrativi in contrasto con

norme europee

CC continua a ritenere che esistano due ordinamenti CGUE riconosce unico ordinamento giuridico

dualista) monista)

separati, coordinati ma autonomi (concezione (concezione

Sul piano nazionale, la necessità di eliminare Sul piano comunitario, la necessità di eliminare

incompatibilità o disarmonie si collega a principio di incompatibilità o disarmonie si collega a

certezza del diritto prevalenza del proprio diritto

principio di


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camsca

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher camsca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Porro Giuseppe.

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