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La Commissione deve presentare una relazione annuale sull’applicazione dell’art. 5 NTUE a Parlamento

• europeo, Parlamenti nazionali, Consiglio europeo, Consiglio, Comitato economico e sociale, Comitato

delle regioni

Art. 1 e art.10 NTUE: …le decisioni sono prese nel modo più trasparente possibile e il più vicino possibile ai

principio di prossimità.

cittadini

3.3 Ruolo dei Parlamenti nazionali dopo il Trattato di Lisbona

vigilanza del rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità

art. 5 NTUE:

• controllo a priori

Protocollo sul principio di sussidiarietà e proporzionalità: possibilità di inviare

• entro 8sett ai Presidenti di Consiglio europeo, Commissione, Parlamento europeo un parere motivato

sulla non conformità degli atti di Parlamento europeo, Consiglio, Commissione, Corte di giustizia, BCE

e BEI ai principi; se 1/3 (1/4 nel caso di progetto in ambito SLSG) dei voti dei Parlamenti nazionali è

contrario a quell’atto bisogna revisionarlo; la Commissione può scegliere di mantenere progetto ma deve

dimostrare il rispetto ai principi con parere motivato; la motivazione è esaminata da Parlamento e

Consiglio, e il Parlamento non riconsidera l’atto se così votato da 55% Parlamento o 51% Consiglio.

controllo a posteriori

C’è poi anche possibilità di (da parte di Parlamenti, Comitato delle Regioni)

ricorso per violazione alla Corte di Giustizia, che si pronuncia con atto legislativo

responsabilità

art. 10 NTUE: di capi di Stato/governo (rappresentanti al Consiglio europeo) e governi

• (rappresentanti al Consiglio dell’Unione) di fronte ai Parlamenti

informazione valutazione

art. 12 NTUE: generale dovere di da parte delle istituzioni + attività di di

• politiche in ambito di SSGL, Europol, Eurojust ricezione dei progetti di atti legislativi

Protocollo sul ruolo dei Parlamenti nazionali nell’UE:

• revisione dei trattati

Art. 48: partecipazione a procedure di

• informazione su nuove richieste di adesione

Art. 49: dovere di

3.4 Cooperazioni rafforzate

È stata introdotta col Trattato di Amsterdam, istituzionalizzata dal Trattato di Lisbona.

È uno strumento di integrazione progressiva aperto a tutti gli Stati membri, che mira a favorire lo sviluppo e i

propositi non comuni a tutti gli stati.

È disciplinata dall’art. 20 NTUE e dagli artt. 326­334 TFUE.

Oggetto (art. 20): Gli Stati membri che intendono instaurare tra loro una cooperazione rafforzata nel quadro

delle competenze non esclusive dell'Unione possono far ricorso alle sue istituzioni ed esercitare tali

competenze applicando le pertinenti disposizioni dei trattati, nei limiti e con le modalità previsti nel presente

articolo e negli articoli da 326 a 334 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

Requisiti (art. 326):

non possono recare pregiudizio né al mercato interno né alla coesione economica, sociale e territoriale

• non possono costituire un ostacolo né una discriminazione per gli scambi tra gli Stati membri

• non possono provocare distorsioni di concorrenza tra questi ultimi

• deve riunire almeno 9 stati membri

• gli atti adottati all’interno vincolano solo gli stati coinvolti

Procedura di avvio cooperazione in ambito di qualsiasi materia non di competenza esclusiva (art. 329)

Gli Stati membri che desiderano instaurare tra loro una cooperazione rafforzata in uno dei settori di cui ai

trattati, eccetto i settori di competenza esclusiva e la politica estera e di sicurezza comune, trasmettono una

richiesta alla Commissione (1) precisando il campo d'applicazione e gli obiettivi perseguiti dalla

cooperazione rafforzata prevista. La Commissione può presentare una proposta al Consiglio (2). Qualora

non presenti una proposta, la Commissione informa gli Stati membri interessati delle ragioni di tale

decisione. L'autorizzazione a procedere a una cooperazione rafforzata di cui al primo comma è concessa dal

Consiglio, su proposta della Commissione e previa approvazione del Parlamento europeo.

1) richiesta alla Commissione

2) approvazione del Parlamento

3) autorizzazione del Consiglio

Procedura di avvio cooperazione in ambito di politica estera e sicurezza comune (art. 329)

La richiesta è presentata al Consiglio (1). Essa è trasmessa per un parere dell'alto rappresentante

dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (2), che esprime un parere sulla coerenza della

cooperazione rafforzata prevista con la politica estera e di sicurezza comune dell'Unione, e alla

Commissione (3), che esprime un parere, in particolare, sulla coerenza della cooperazione rafforzata

prevista con le altre politiche dell'Unione. Essa è inoltre trasmessa per conoscenza al Parlamento europeo.

1) richiesta al Consiglio

2) parere dell’Alto rappresentante su coerenza con PESC

3) parere della Commissione su coerenza con politiche dell’Unione

4) autorizzazione del Consiglio all’unanimità dei rappresentanti partecipanti alla cooperazione, anche se poi

sono tutti tenuti a parteciparvi

Procedura di partecipazione alla cooperazione in ambito di materie non di competenza esclusiva per

stati non promotori (art. 331)

1) notifica dell’intenzione a Consiglio e Commissione

2) verifica della Commissione sulle condizioni di partecipazione

3.1) conferma della partecipazione e adozione delle misure transitorie necessarie per l’applicazione degli atti

già adottati nella cooperazione

3.2) indicazione di cosa fare per soddisfare le condizioni e fare nuova richiesta

Procedura di partecipazione alla cooperazione in ambito di PESC per stati non promotori (art. 331)

1) notifica dell’intenzione a Consiglio, Commissione e Alto Rappresentante

2) verifica del Consiglio sulle condizioni di partecipazione e consultazione con Alto Rappresentante

3) come sopra + proposta dell’alto rappresentante + voto all’unanimità

Procedure semplificate (artt. 82­83 TFUE) in materia di:

cooperazione giudiziaria in materia penale

• cooperazione di polizia

• norme sulla criminalità veramente grave

Ogni SM ha possibilità di investire della questione il Consiglio europeo qualora ritenga che un progetto

incida fortemente sul suo ordinamento, bloccando la procedura legislativa ordinaria; qualora almeno 9 SM

vogliano invece adottare quel progetto e instaurare cooperazione rafforzata devono solo informare Consiglio,

Parlamento e Commissione e farlo.

4. Struttura istituzionale

Art. 13: quadro istituzionale

L'Unione dispone di un (unitario, come era anche quando l’assetto era

fondato sui tre pilastri) che mira a promuoverne i valori, perseguirne gli obiettivi, servire i suoi interessi,

quelli dei suoi cittadini e quelli degli Stati membri, garantire la coerenza, l'efficacia e la continuità delle sue

politiche e delle sue azioni.

Le istituzioni dell'Unione sono:

— il Parlamento europeo,

— il Consiglio europeo,

— il Consiglio,

— la Commissione europea (in appresso «Commissione»),

— la Corte di giustizia dell'Unione europea,

— la Banca centrale europea,

— la Corte dei conti.

2. Ciascuna istituzione agisce nei limiti delle attribuzioni che le sono conferite dai trattati, secondo le

leale cooperazione.

procedure, condizioni e finalità da essi previste. Le istituzioni attuano tra loro una

4.2 Consiglio europeo

istituito nel 1974 al vertice di Parigi

• formalizzato con Atto unico europeo nel 1986

Storia riconosciuto e definito con Trattato di Maastricht (TUE) all’art. 4

• istituzionalizzato co Trattato di Lisbona all’art. 15

art. 15 NTUE; artt. 235­236 TFUE

Articoli istituzione di indirizzo politico con potere di adottare decisioni che definiscono

Definizione obiettivi e strategie dell’azione dell’Unione

indirizzo politico

generalmente

• in certi casi di ‘politica attiva’ quando interviene su composizioni o formazioni di

Funzioni Parlamento o Consiglio

riunione di organi di SM

in altri casi di

• Capi di Governo o di Stato (in base a scelta dei singoli Stati)

• Presidente di Consiglio europeo

Composizione Presidente di Commissione

• Alto rappresentante per affari esteri e politica di sicurezza

Almeno 2 ogni 6 mesi, su convocazione del proprio Presidente

Riunioni per consenso.

Di regola non vota ma si pronuncia

In alcune materie previste dai trattati delibera secondo le modalità indicate:

unanimità per composizione parlamento, constatazione di violazioni degli SM

• maggioranza qualificata per elezione presidente, proposta al Parlamento di

Modalità di candidato a Presidente Commissione

voto Non vi partecipano i Presidenti di Consiglio europeo e Commissione (perché quando si

vota per maggioranza qualificata si usano criteri di proporzione e popolazione, in cui

questi due non rientrano)

È ammessa delega per voto.

Eletto dal Consiglio europeo per mandato di 2.5 anni, rinnovabile una sola volta e

revocabile per colpa grave o impedimento (art. 15 NTUE).

Poteri (art. 15 NTUE)

Presidente presidenza e impulso di lavori del Consiglio euro

• prepara lavori del Consiglio euro con Pres. Commissione e in base a lavori del

• Consiglio per gli affari generali

opera per coesione e consenso nel Consiglio euro

• presenta relazioni al Parlamento dopo riunioni

Non può esercitare mandati personali

4.3 Consiglio Art. 16 NTUE; artt. 237­23 TFUE

Articoli un rappresentante a livello ministeriale

28 membri, (di fatto governativo, si dice così

per la Germania) a scelta dello Stato per ciascuno Stato membro, che con il proprio

voto vincola il governo del proprio Stato.

secondo varie formazioni

In realtà si riunisce es:

Composizione Affari generali:

Composizione prepara riunioni e assicura collegamento con Pres.

• di Consiglio euro e Commissione

Affari esteri:

Composizione elabora azione esterna secondo linee Consiglio euro

• funzione legislativa e di bilancio congiuntamente a Parlamento e Commissione:

• con Parlamento + Commissione emana veri e propri atti legislativi

o da solo adotta solo decisioni esecutive/amministrative

o

definizione e coordinamento delle politiche alle condizioni dei Trattati:

Funzioni • indirizzo politiche economiche e sorveglianza di evoluzione economica SM

o assistenza finanziaria a SM in difficoltà

o raccomandazione e sanzione SM con disavanzo troppo alto

o

Su convocazione di Presidente e per iniziativa di Presidente, un membro, Commissione

Riunioni A maggioranza qualificata (salvo diversa disposizione dei Trattati), consistente nel

doppia maggioranza

sistema di (dal 2014, ma di fatto dal 2017; prima c’era sistema

ponderato, con diversi pesi degli Stati stabiliti in disposizioni transitorie riportato in

Protocollo 36): 55% membri,

consenso di almeno quindi min. 15

• 65% popolazione europea

rappresentanza, da parte dei 15 membri, di almeno

• 72%

(secondo NTUE) o (secondo TFUE, nel caso in cui il Consiglio non deliberi

su proposta di Commissione o Alto rappresentante, ma di propria o altrui

verifica demografica

iniziativa) con possibilità fare su richiesta di ciascun SM

Modalità di di blocco’

Tuttavia, al di là di questi criteri di maggioranza, la ‘minoranza dev’essere

voto di almeno 4 membri.

All’unanimità in materia di: non discriminazione, cooperazione di polizia, armonizza­

zione delle legislazioni in materia di imposte necessarie a funzionamento mercato

interno e evitare distorsioni di concorrenza, attribuzioni alla BCE, politica commerciale

comune, ecc.

maggioranza semplice

A per provvedimenti interni o procedurali, come

organizzazione del segretariato o regolamento interno.

presieduto a turno

Il Consiglio è su condizioni stabilite da Consiglio euro.

Presidente

Comitato dei Rappresentanti Permanenti degli Stati membri (COREPER)

Art. 16 NTUE; art. 240 TFUE

Articoli Organo permanente e interno al Consiglio, con funzione di sostegno del Consiglio.

Definizione sostegno del consiglio

• adozione di decisioni procedurali nei casi previsti dal regolamento interno

• esame preliminare delle proposte normative della Commissione, su cui devono

Funzioni • esprimere voto unanime perché siano presentate nell’ordine del giorno come punti

A (solo approvazione formale), o altrimenti punti B (ancora discussione)

Rappresentanti Permanenti degli SM presso l’UE (ambasciatori e personale

Composizione diplomatico vario)

4.4 Commissione

Art. 17 NTUE; artt. 244­250 TFUE; Dichiarazione n. 10 allegata al Trattato

Articoli esecutivo

Organo indipendente e rappresentante dell’interesse generale.

Definizione promozione dell’interesse generale dell’UE e adozione delle iniziative:

• vigilanza degli obblighi posti dall’UE, sia sugli SM, sia sulle istituzioni

• potere di indagine su istanza di governi o privati

o poteri istruttori

ampi

o legittimazione ad adire CGUE per ricorso per infrazione

o

esecuzione del bilancio

• gestione dei programmi

Funzioni rappresentanza esterna dell’Unione

• iniziativa legislativa

• emanazione di atti normativi delegati non legislativi per integrare atti legislativi

• sotto controllo di Parlamento e Consiglio

emanazione di atti di esecuzione su qualsiasi atto giuridicamente vincolante,

• formando regolamenti di esecuzione, direttive di esecuzione ecc. sotto il controllo

degli SM

Before Trattato di Atene (adesione di 10 Stati): 1 commissario per Stati normali, 2

commissari per Stati importanti.

Fino a 31 ott. 2014: 1 commissario per SM, per un totale di 28 membri, compreso

Presidente e Alto rappresentante (uno dei Videpresidenti)

2/3 del numero degli SM,

Da 1 nov. 2014: numero di membri corrispondente a scelti a

Composizione rotazione, salvo che il Consiglio euro deliberi diversamente.

e I membri sono scelti in quanto individui e non in quanto rappresentanti, garanti

nom dell’interesse generale, attenti agli interessi degli Stati non membri e trasparenti, per

ina formare un organo indipendente dagli Stati.

nomina

La avviene con partecipazione di Consiglio euro, Consiglio, Parlamento.

Consiglio euro e Parlamento intervengono nella nomina del presidente.

Consiglio + Presidente della Commissione adottano elenco di candidati alla nomina su

proposta degli Stati e verifica requisiti.

A questo punto il Parlamento si esprime sull’intero collegio, non sui singoli.

Infine avviene formale nomina da parte del Consiglio euro.

mandato cinque anni

Il è di ed è incompatibile con ogni altro incarico o professione.

Ciascun membro può dimettersi spontaneamente; in tal caso è sostituito da membro di

stessa nazionalità nominato da Consiglio euro previa consultazione con Presidente di

Commissione e Parlamento euro, oppure non è sostituito per decisione unanime sempre

del Consiglio.

E’ responsabile di fronte al Parlamento europeo, che può votare mozione di censura

Responsabilità della Commissione a 2/3 e costringe i membri e l’Alto rappresentante a dimettersi.

Riunioni

Modalità di

voto Nomina: eletto dal Parlamento europeo a maggioranza, su proposta deliberata a

maggioranza qualificata dal Consiglio europeo, che sceglie sulla base di elezioni del

Parlamento; se il primo candidato non ottiene maggioranza si passa a secondo

candidato ecc.

Poteri:

Presidente definisce orientamento in cui Commissione svolge suoi compiti

• decide organizzazione interna ai fini di coerenza, efficacia e collegialità azione

• nomina vicepresidenti, eccetto Alto rappresentante

• può chiedere dimissioni di un commissario o dell’Alto rappresentante (ma solo

• nelle sue competenze nell’ambito della Commissione)

attribuisce funzioni ai vari membri

4.5 Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

Istituito dal T. di Amsterdam ma denominato per la politica estera e la sicurezza

comune

Storia Rafforzato dal T. di Lisbona con incarico di Ministro degli Esteri UE e ridenominato

per gli affari esteri e la politica di sicurezza

Artt. 18 e 27 NTUE

Articoli Non espressamente considerato tra le istituzioni dell’art. 13

Definizione Vicepresidente della Commissione: vigilanza su coerenza azione esterna dell’UE

• Presidente della formazione ‘Affari esteri’ Consiglio:

interna al contribuisce a

• elaborazione politica estera e attuazione decisioni di Consiglio e Consiglio euro,

coordinamento di azione e relazioni esterne, rappresentazione esterne per le

materie di politica estera e sicurezza comune; può convocare riunione straordinaria

del Consiglio in casi urgenti e proporre alla nomina del Consiglio un

Funzioni rappresentante speciale per problemi specifici

servizio europeo per l’azione esterna,

Nell’esecuzione delle funzioni, si avvale di un

organismo che collabora con servizi diplomatici degli SM e composto di:

funzionari dei servizi competenti del segretariato generale del Consiglio e della

• Commissione

personale distaccato dai servizi diplomatici nazionali

Nominato dal Consiglio europeo a maggioranza qualificata e d’accordo con Presidente

della Commissione; approvato anche dal Parlamento collegialmente insieme con i

Nomina membri della Commissione

4.6 Parlamento europeo (PE)

Passato da Assemblea a Assemblea Parlamentare a Parlamento europeo.

Dal T. Lisbona ha ruolo più incisivo in politiche e azioni dell’UE e rapporti

istituzionali.

Storia Prima composto da rappresentanti dei Parlamenti nazionali scelti dagli stessi; poi dal

1979 elezione diretta.

Prima solo ‘partecipazione’ all’iter legislativo, poi ‘codecisione’

Art. 1 TFUE; artt. 223­234 TFUE

Articoli funzione legislativa congiuntamente col Consiglio

• funzione di bilancio (vd. fotocopia per iter bilancio) congiuntamente col

• Consiglio

funzione consultiva e di controllo politico, sostanzialmente nei confronti della

• Commissione; ricezione di relazioni e rapporti dalle altre istituzioni, soprattutto la

Funzioni interrogazioni

‘relazione generale annuale’ della Commissione; possibilità di alle

altre istituzioni tramite commissioni d’inchiesta incaricate di esaminare denunce di

infrazione e cattiva admin

elezione Pres. Commissione + approvazione e censura membri Commissione

• (con mozione di censura, che non può essere votata prima di 3gg da presentazione

e richiede 2/3 del Parlamento intero favorevoli e scrutinio pubblico)

750 membri + Presidente, rappresentanti dei cittadini dell’Unione (T. Lisbona)

+ 12 membri, in deroga a art. 14 NTUE (T. adesione della Croazia)

min. 6, max. 96 parlamentari per Stato; attribuzione seggi proporzionale a popolazione.

Composizione Elezione: suffragio universale diretto, libero e segreto

Mandato: 5 anni

I membri sono organizzati in partiti politici (dal T. di Maastricht)

sessione ordinaria annuale

Una (inizio secondo martedì di marzo).

Possibilità di sedute straordinarie a richiesta di maggioranza membri, Consiglio, Comm

commissioni permanenti

I lavori si svolgono prevalentemente entro costituite dal

Riunioni parlamento per competenze specifiche suddivise in corrispondenza a Direzioni

Generali della Commissione.

Quorum costitutivo: 1/3 di norma, maggioranza assoluta per delibere importanti (es.

Modalità di

voto bilancio, revisione trattati), maggioranza 2/3 per censura commissione

Presidente e Vicepresidente (=ufficio di presidenza) eletti dal Parlamento secondo il

Presidente e

stat suo statuto interno, istituito tramite regolamenti, con procedura legislativa speciale.

uto

4.7 Mediatore Introdotto da T. Maastricht (TUE)

Storia Art. 228 TFUE

Articoli denunce per cattiva

Organo individuale e indipendente abilitato a ricevere le

Definizione amministrazione di organi europei da parte di cittadini dell’Unione e persone fisiche e

giuridiche interne all’Unione

indagine

Funzione di su casi di cattiva amministrazione, in base a propria iniziativa o

Funzioni denuncia; trasmissione di relazione a PE e istituzione interessata.

Eletto dal PE a inizio legislatura. Mandato di 5 anni e rinnovabile.

Nomina Può essere dichiarato dimissionario dalla CGUE su proposta del Parlamento

4.8 Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE)

Organo giudiziario dell’Unione europea.

Definizione Art. 19 NTUE; artt. 251­281 TFUE

Articoli Si pronuncia :

Sui ricorsi presentati da SM, istituzioni o persone fisiche o giuridiche

• In via pregiudiziale, su richiesta delle giurisdizioni nazionali, su interpretazione del

Funzioni • diritto europeo o sulla validità degli atti adottati dalle istituzioni

Negli altri casi previsti….

Suddivisa in 3 formazioni:

Corte di giustizia

Composizione Tribunale

• Tribunali specializzati

Corte di giustizia

È competente a giudicare su:

Inadempimento degli Stati di obblighi ai sensi dei Trattati

1. Controllo di legittimità degli atti

2. Ricorso in carenza

3. In via pregiudiziale, su interpretazione di diritto europeo e validità atti

Funzioni 4. Ricorso per risarcimento danni da responsabilità extracont. della Comunità

5. Ricorso per controversie tra Comunità e suoi agenti

6. Ricorso contro sanzioni pecuniarie

7. clausola compromissoria

Soluzioni controversie su base di

8.

1 giudice per SM.

8 avvocati generali che assistono la Corte presentandole pareri quando richiesto.

Composizione Giudici e avvocati sono scelti tra grande personalità giuridiche garanti di indipendenza

e

nom e nominati di comune accordo tra i Governi degli SM, previa consultazione con un

ina comitato (7 ex giudici di Corte e Tribunale di una certa fama) appositamente istituito

per valutarne l’adeguatezza.

per sezioni di 3­5 giudici

• in grande sezione di 13 giudici

Riunioni • in seduta plenaria là dove previsto dallo Statuto

Nominato dai giudici, con mandato di 3 anni e rinnovabile.

cancelliere.

Nomina il proprio

Presidente Decide il regolamento procedurale, poi sottoposto a approvazione del Consiglio.

Protocollo n. 3

Contenuto nel allegato al T. Lisbona e elevato a rango dei trattati

Statuto CGUE

Tribunale Istituito dall’Atto unico europeo come ‘Tribunale di primo grado’

Storia Organo di primo grado rispetto alla Corte di giustizia, incaricato di conoscere in

1. primo grado i ricorsi (a meno che non siano riservati alla Corte o a tribunali

specializzati): per annullamento atti, in carenza, per risarcimento danni, per

controversie tra Unione e agenti, per clausola compromissoria; le decisioni in

questi ambiti possono essere impugnate dinanzi alla corte solo per motivi di diritto

Funzioni Organo di secondo grado rispetto ai tribunali specializzati

2. Competenza a conoscere delle questioni pregiudiziali in materie definite dallo

3. Statuto, dovendo però rimettere la decisione alla corte se ci sono problemi che

potrebbero compromettere unità e coerenza del diritto

Numero variabile di giudici, almeno 1 per SM,

ma stabilito dalla Corte di giustizia.

Composizione Eventuali avvocati generali nominati dai giudici del Tribunale.

e I giudici sono nominati di comune accordo tra i governi degli SM, previa consultazione

nom con comitato di cui sopra.

ina 6 anni

Mandato di e rinnovabile.

Nominato dai giudici, con mandato di 3 anni e rinnovabile.

Presidente Adottato dal Tribunale in accordo con Corte di giustizia e con approvazione Consiglio.

Regolamento

Tribunali specializzati giurisdizionali’.

Istituiti dal T. di Nizza come ‘camere

Storia Affiancare il Tribunale nella conoscenza in primo grado di ricorsi in alcune materie

Funzioni Istituiti da Parlamento e Consiglio euro, tramite procedura legislativa ordinaria.

Composizione

e I membri sono scelti con gli stessi criteri degli altri (garanzie di indipendenza +

nom capacità per funzioni giurisdizionali) e nominati dal Consiglio all’unanimità.

ina

Riunioni

Presidente Art. 257 TFUE: ai TS si applicano stesse disposizioni relative a Corte e Tribunale

Statuto

Tribunale della funzione pubblica (uno dei tribunali specializzati)

Organo giurisdizionale specifico per il contenzioso della funzione pubblica.

Definizione Allegato I al Protocollo n.3 contenente lo Statuto della CGUE

Articoli 7 giudici designati dal Consiglio. Mandato di 6 anni e rinnovabile previa consultazione

Composizione col solito comitato

primo grado contese tra Unione e i suoi agenti.

Giudizio in su Le sue decisioni sono

impugnabili dinanzi al Tribunale solo per questioni di diritto (incompetenza del

Tribunale d.f.p., vizi procedurali recanti pregiudizio, violazione diritto europeo).

Funzioni Il Tribunale o accoglie l’impugnazione e si pronuncia al suo posto, o rinvia al

Tribunale d.f.p. se i tempi per la decisione non sono maturi.

Designato per 3 anni con mandato rinnovabile.

Presidente in sezioni di 3 giudici (norma) o di 5 o a giudice uno (in casi particolari)

Riunioni in seduta plenaria per questioni di diritto importanti o difficili

4.9 Corte dei conti

Storia Artt. 285­287 TFUE

Articoli Generale funzione di assicurare il controllo dei conti; funzioni specifiche:

esame di entrate e spese dell’UE e di ogni organo dell’UE

• controllo di legittimità di regolarità entrate e spese

Funzioni assicurazione di sana gestione finanziaria

• assistenza di Parlamento e Consiglio nell’esercizio di funzione di bilancio

• stesura di relazione annuale trasmessa alle istituzioni e pubblicata su GU

1 cittadino per ogni SM, scelti tra personalità di istituzioni di controllo esterno o con

qualifiche specifiche per tale funzione; scelti in quanto individui indipendenti e non

rappresentanti statali.

Nominati dal Consiglio, previa consultazione con Parlamento, su base di proposte

Composizione presentante dagli SM.

6 anni.

Mandato di Cessa per dimissioni volontarie o dimissioni d’ufficio presentate

dalla Corte di giustizia.

Riunioni

Modalità di

voto Presidente designato dai componenti per mandato di 3 anni e rinnovabile.

Presidente e

stat

uto

4.10 Banca Centrale Europea personalità giuridica

Introdotta e inclusa nelle istituzioni da T. Lisbona. Ha distinta

Storia dall’UE

Artt. 132, 282 TFUE

Articoli stabilità dei prezzi,

obiettivo principale di mantenimento perseguito insieme da

• BCE + banche nazionali (= Sistema europeeo banche centrali SEBC =

Eurosistema)

sostenimento di politiche economiche generali per contribuire a realizzazione

• obiettivi dell’Unione

Funzioni funzione consultiva nella formazione di ogni atto su materie di sua competenza, su

• cui formula pareri, decisioni, raccomandazioni

potere normativo proprio

• trasmissione di relazione annuale a Consiglio, Commissione, Parlamento

Tutti i membri sono nominati di comune accordo da Capi di Stato/governo di area €.

Composizione È dotata di due organi decisionali:

Consiglio direttivo: adotta decisioni e indirizzi per assolvere compiti affidati

• dall’Eurosistema e formula politica monetaria per area €

Comitato esecutivo: riunisce Presidente + Vicepresidente + altri 4 membri, che

• possono chiedere di essere ascoltati dalle istituzioni

4.11 Organi consultivi dell’Unione

Comitato economico e sociale

Artt. 300 TFUE

Articoli Generale funzione di assicurare il controllo dei conti; funzioni specifiche:

esame di entrate e spese dell’UE e di ogni organo dell’UE

• controllo di legittimità di regolarità entrate e spese

• assicurazione di sana gestione finanziaria

Funzioni • assistenza di Parlamento e Consiglio nell’esercizio di funzione di bilancio

• stesura di relazione annuale trasmessa alle istituzioni e pubblicata su GU

Pareri obbligatori quando rivolgervisi è obbligatorio per Consiglio o Commissione.

350 membri massimo scelti tra rappresentanti delle organizzazione di datori di lavoro,

di lavoratori dipendenti, e altri attori rappresentativi della società civile dei settori

economico, civico, professionale e culturale; individui e non rappresentanti.

Composizione Nominati dal Consiglio su proposta degli SM.

Mandato di 5 anni.

Presidente e Ufficio di presidenza designato dai componenti per mandato di 2,5 anni.

Presidente e

stat Regolamento stabilito dai componenti.

uto

Comitato delle Regioni

Artt. 305­307 TFUE

Articoli Generale funzione di consultazione con stesse modalità del Com.e.s., in particolare nei

Funzioni casi concernenti cooperazione transfrontaliera.

Max. 350 rappresentanti delle collettività regionali e locali,

(+3 con Croazia) titolari

di un mandato elettorale o politicamente responsabili in tale ambito.

Individui e non rappresentanti, quindi incompatibilità con cariche varie e PE

Composizione Nominati da Consiglio all’unanimità su proposta di Commissione su proposta di SM

Mandato di 5 anni e rinnovabile

Presidente e Ufficio di presidenza designato dai componenti per mandato di 2,5 anni.

Presidente e

stat Regolamento stabilito dai componenti.

uto

Banca europea per gli investimenti (BEI)

Artt. 308­309 TFUE; Protocollo n. 5

Articoli Contribuire allo sviluppo equilibrato del mercato interno, mediante concessione di

Funzioni prestiti e garanzie soprattutto a Paesi meno sviluppati e per ammodernamento o

riconversione di imprese o progetti di interessi comuni a più stati

Stati membri che ne sottoscrivono il capitale.

Amministrata e gestita da:

Consiglio di governatori

Composizione • Consiglio di amministrazione

• Comitato direttivo

4.12 Organismi e agenzie

Eurojust Europol:

e funzione di sostegno e collaborazione con organi di polizia e giudiziari

Le agenzie hanno personalità giuridica propria, autonomia organizzativa e finanziaria, ma non sono

indipendenti e rappresentano gli SM.

Agenzia dell’UE per i diritti fondamentali: assistenza e consulenza alle istituzioni in materia di

• diritti fondamentali; fa riferimento sia a valori dei trattati, sia a CEDU

5. Fonti del diritto dell’UE

Fonti di diritto primario :

• Trattati TFUE e NTUE

o Principi generali di diritto, elaborati dalla giurisprudenza della CGUE

o

Fonti di diritto secondario o derivato :

• Atti tipici : previsti dai trattati per dare concreta attuazione agli obiettivi posti

o Atti vincolanti : regolamenti, direttive, decisioni

 Atti non vincolanti : pareri, raccomandazioni

Atti atipici : atti interni di regolamentazione istituzioni, atti di autorizzazione ecc.

o

5.2 Fonti di diritto primario

Non esiste una disposizione sulla gerarchia delle fonti, ma è comunque possibile individuarla.

Al vertice: Trattati istitutivi di Comunità e Unione, riformati dal Trattato di Lisbona, come si evince da:

art. 48 NTUE, procedura di revisione complessa,

che prevede che però ne evidenzia la natura di

• accordi internazionali in quanto è richiesta l’adozione di un accordo da parte di una conferenza di

rappresentanti dei governi soggetto alla ratifica degli stati

art. 263 TFUE, in virtù del quale è possibile annullare un atto delle istituzioni in caso di violazione

• dei trattati, delle norme di applicazione dei trattai, delle forme sostanziali, della competenza

Sentenza Van Gend & Loos (1963): i Trattati non sono comuni accordi internazionali perché hanno

• creato un nuovo soggetto di diritto internazionale, in quanto mirati a costituire un mercato interno, a

conferire poteri a istituzioni, che avrebbero creato norme con efficacia diretta

Sentenza CILFIT (1982): particolari criteri di interpretazione del Trattato, come raffronto tra le varie

• redazioni linguistiche o interpretazione teleologica relativamente ai fini comuni dell’Unione

Sentenza Roquette (1994) e Rep. Federale di Germania e a. (1987): proposta di particolare criterio

• interpretativo detto criterio dell’effetto utile

Parere della Corte di giustizia (1991): pur avendo natura di accordo internazionale, devono essere

• Carta costituzionale della comunità

considerati come di diritto europea

Carta di Nizza 6, par. 1 NTUE)

Sullo stesso piano dei Trattati viene messa la (art.

principi generali di diritto,

A seguire: tanto importanti perché:

per derogarvi, le disposizioni del trattato devono presentare deroga espressa

• perché l’UE può emanare norme di diritto derivato ad essi conformi

Sono stati puntualmente individuati dalla giurisprudenza e considerati dalla Corte di giustizia come parte

integrante del diritto comunitario nella misura in cui siano legati a situazioni da esso disciplinate.

attribuzione, sussidiarietà, proporzionalità, leale cooperazione.

Ne sono esempio principio di

principi generali mutuati dagli ordinamenti nazionali

Vi rientrano anche (come irretroattività della legge

CEDU

penale, certezza del diritto, forza maggiore, tutela del legittimo affidamento) e principi sanciti dalla

(art. 6, par. 3 NTUE).

5.3 Fonti di diritto derivato: atti tipici vincolanti

tipici)

Gli atti di diritto dell’Unione (atti sono quelli posti in essere dalle istituzioni dell’unione e secondo le

288 TFUE,

modalità previste dai Trattati; sono elencati all’art. da cui si evince la distinzione tra:

atti vincolanti (regolamenti, direttive, decisioni)

• atti non vincolanti (pareri e raccomandazioni, espressamente definiti come non vincolanti)

• atipici)

Accanto agli atti dell’art. 288 la prassi ha elaborato un’altra serie di atti (atti posti in essere dalle

istituzioni, come programmi generali, comunicazioni, accordi amministrativi, dichiarazioni.

296­297 TFUE):

Elementi comuni a tutti questi atti (art.

obbligo di motivazione: generalmente basta che si evincano ragioni di fatto e di diritto per adozione

• atto; se i trattati lo prevedono, va inserito anche riferimento a proposte, iniziative, richieste o

raccomandazioni, pareri; la mancanza di motivazione è un vizio censurabile ai sensi di art. 263

TFUE

indicazione della base giuridica:

• riferimento al principio di diritto e al riparto di competenze

o riguardo per la procedura di formazione

o

indispensabile perché i Trattati prevedono sia diverso coinvolgimento delle istituzioni, sia diverse

formazioni del consenso (unanimità, maggioranza ecc.)

efficacia nel tempo:

• atti legislativi: sono quelli adottati secondo procedura legislativa ordinaria o speciale e che

o entrano in vigore nella data indicata o al decorso di 20gg dalla pubblicazione nella GU

atti non legislativi: sono quelli adottati sotto forma di regolamenti e direttive rivolte a tutti

o gli stati, o di decisioni senza destinatari, entrano in vigore nella data indicata o al decorso di

20gg dalla pubblicazione nella GU

altre direttive e decisioni con destinatari: entrano in vigore dal momento della notifica

o fatta ai destinatari

Regolamenti

portata generale (erga omnes): efficacia per numero indeterminato e indeterminabile di destinatari, ma

• di fatto a volte si rivolge solo ad alcuni Stati o parte di essi

obbligatorietà in tutti i suoi elementi (≠ direttive, obbligatorie solo in quanto alle finalità)

• diretta applicabilità: non necessita di leggi di attuazione e può essere fatto valere direttamente da

• persone fisiche o giuridiche degli SM nei confronti di Stati, istituzioni o altre persone fisiche o

giuridiche; in base alla sentenza Simmenthal (1978), è intesa nel senso che le norme di diritto

comunitario esplicano la pienezza dei loro effetti uniformemente in tutti gli SM a partire da entrate in

vigore e per tutta la loro durata; in base alla pronuncia CGCE, Variola (1973), è vietata la riproduzione

delle disposizioni dei rego­lamenti in atti legislativi nazionali

efficacia dalla pubblicazione

Direttive

destinatario specifico e determinato: o uno o più o tutti gli Stati membri

• obbligatorietà dei fini, ma non dei mezzi e delle forme per conseguirli; anche se spesso per prassi sono

• indicate anche norme di dettaglio direttive dettagliate, su cui discute la dottrina, distinguendo due casi:

legittima se emanata in materia disciplinabile indifferentemente con le varie forme normative

o illegittima se emanata in materia disciplinabile solo con direttiva, perché se è previsto l’uso di

o uno strumento così elastico c’è un motivo

efficacia dalla pubblicazione efficacia dalla notificazione

se rivolta a tutti; se rivolta a uno o pochi

• NO diretta applicabilità, diretti’

ma riconoscimento per giurisprudenza di ‘effetti per il solito discorso

• che persone fisiche e giuridiche possono opporla e, anche in mancanza di quelli, dovere del giudice di

tenerne conto per interpretazione di norme interne e svolgere un’interpretazione conforme anche alle

direttive non ancora applicate (cfr. sentenza Marleasing del 1990)

Differenza tra diretta applicabilità e effetti diretti delle direttive

Diretta applicazione è caratteristica di regolamenti e decisioni, che entrano a far parte degli ordinamenti

interni senza bisogno di alcuna normativa di recepimento.

Effetto diretto è caratteristico delle direttive, che necessiterebbero di recepimento ma sono comunque idonee

a produrre effetti giuridici e a determinare la nascita di situazioni giuridiche soggettive in capo a persone

fisiche o giuridiche, che possono essere fatte valere nei confronti di Stato/enti statali (effetto diretto verticale)

altre persone fisiche e giuridiche (effetto diretto orizzontale). chiarezza,

La nozione di effetto diretto è di derivazione giurisprudenziale ed è legata ai requisiti di

precisione, incondizionalità

(leggi giurisprudenza pag. 124)

Decisioni

destinatario specifico o determinato se indicato; se dirette a persone fisiche o giuridiche e adottate da

• Consiglio o Commissione, costituiscono titolo esecutivo e si può avere esecuzione forzata

obbligatorietà in tutti i suoi elementi

• diretta applicabilità agli Stati destinatari

5.4 Fonti di diritto derivato: atti tipici non vincolanti

destinatari possibili: istituzioni, Stati membri, persone fisiche o giuridiche

• efficacia non vincolante, ma per prassi pubblicazione, MA:

• - effetto di liceità: conferimento di liceità a un comportamento di per sé illecito, ma posto in essere

da uno Stato proprio per rispettare tale atto

- non considerabili privi di effetti giuridici perché i giudici nazionali devono prenderle in

considerazione per interpretare, in particolare per interpretare norme adottate per garantire

applicazione raccomandazioni o che mirano a completare norme vincolanti dell’Unione (in base a

sentenza Grimaldi del 1989)

5.4 Fonti di diritto derivato: atti atipici

comunicazioni: adottate dalla Commissione a contenuto informativo, decisorio o interpretativo

• inviti

• dichiarazioni

• codici di condotta

• libri verdi e bianchi

• programmi generali: adottati tempo fa dal Consiglio per sancire libertà di stabilimento e libera

• prestazione di servizi

dichiarazioni comuni di Parlamento, Consiglio, Commissione

• accordi interistituzionali tra Parlamento, Consiglio, Commissione

6. Procedure di adozione degli atti e revisione dei trattati

funzione legislativa Consiglio Parlamento.

La è esercitata congiuntamente da e

6.1 Procedura di adozione degli atti

Iniziativa legislativa

Art. 17 NTUE:

un atto legislativo può essere adottato SOLO su proposta della Commissione, salvo diversa previsione

• gli altri atti sono adottati su proposta della Commissione SOLO dove i trattati lo prevedono

Il potere di iniziativa legislativa è attribuito a:

Commissione, di norma, per vari motivi:

• composizione dell’istituzione, di individui e non rappresentanti, che quindi garantiscono la

o rappresentanza dell’interesse generale

partecipazione del Presidente di commissione alle riunioni del Consiglio europeo, per cui

o facile recepimento da parte della Commissione dell’orientamento generale emerso

maggior probabilità che Consiglio recepisse proposta della commissione perché

o composizione del Consiglio europeo ricalcava la sua

Parlamento europeo, iniziativa dell’iniziativa

che ha una sorta di potere di perché può chiedere alla

• Commissione di presentare proposte su questioni che ritiene all’attuazione dei trattati

Consiglio, che deliberando a maggioranza semplice può chiedere alla Commissione di presentare

• proposte ecc.

1 milione di cittadini europei di un numero considerevole di SM

Procedura legislativa ordinaria

Art. 294 TFUE.

1. Proposta della Commissione a Parlamento e Consiglio

Prima lettura

2. Parlamento adotta posizione e trasmette a Consiglio.

3. Consiglio:

a. approva posizione del Parlamento l’atto è adottato secondo la posizione del Parlamento

b. non approva, adotta diversa posizione e trasmette a Parlamento

Seconda lettura

4. Parlamento:

a. approva posizione del Consiglio/non si pronuncia entro 3 mesi l’atto è adottato secondo la

posizione del Consiglio

b. respinge posizione del Consiglio l’atto non è adottato e cade definitivamente

c. propone emendamenti alla posizione del Consiglio e la trasmette al Consiglio e alla

Commissione, che formula un parere

5. Consiglio:

a. approva tutti gli emendamenti e all’unanimità su quelli su cui la Commissione ha dato parere

negativo l’atto è adottato

b. non approva tutti gli emendamenti

Conciliazione comitato di conciliazione,

6. Presidente del Consiglio e Presidente del PE convocano entro 6 sett.

composto di membri dell’una e dell’altra istituzione o loro rappresentanti

7. con partecipazione della Commissione, si avviano lavori del comitato per arrivare a progetto comune a

maggioranza qualificata

8. Comitato:

a. non approva progetto comune entro 6 sett. l’atto non è adottato e cade definitivamente

b. approva progetto comune

Terza lettura

9. Parlamento entro 6 sett. delibera a maggioranza dei voti espressi

10. Consiglio entro 6 sett. delibera a maggioranza qualificata l’atto è adottato

Procedura Commissione-Consiglio

(nome inventato)

Il Consiglio può adottare la proposta secondo procedura normale o emendarla solo con delibera unanime.

La Commissione può modificare proposta in ogni fase, fin quando il Consiglio delibera.

Procedura legislativa speciale

Si distinguono per maggiore o minore partecipazione del Parlamento o del Consiglio

mera partecipazione del Consiglio: previa approvazione dell’atto del Parlamento

• mera partecipazione del Parlamento:

• consultazione il Parlamento fornisce pareri obbligatori, tranne casi indicati

o previa approvazione

o

nessuna partecipazione del Parlamento in casi come decisioni n materia di orientamenti e condizioni

• per garantire progresso equilibrato del mercato interno o in tema di indirizzi per le politiche economiche

normativa delegata della Commissione,

potere di che su delega contenuta in atti legislativi emana atti

• normativi (di portata generale, ma non legislativi) delegati; la delega fissa obiettivi, contenuto, portata,

durata, condizioni

6.2 Procedure di revisione dei Trattati

art. 48­49 TFUE prevede due procedure di revisione.

Procedura di revisione ordinaria

1. Governi degli Stati membri / Parlamento europeo / Commissione sottopongono al Consiglio progetti di

modifica dei trattati; tali progetti possono essere volti a accrescere o ridurre le competenze dell’Unione

(grande novità rispetto ai precedenti trattati, per cui si poteva solo accrescere)

2. Esame del Consiglio

3. Trasmissione da Consiglio a Consiglio europeo

4. Consultazione del Consiglio europeo con Parlamento europeo e Commissione

maggioranza semplice

5. Decisione favorevole a del Consiglio europeo

6.1 Se l’entità delle modifiche non è grande, il Consiglio europeo d’accordo col Parlamento può decidere a

Conferenza

maggioranza semplice di non convocare la convenzione e convocare direttamente una

intergovernativa (CIG), Convenzione

6.2 Convocazione da parte del Presidente del Consiglio europeo di composta di

rappresentanti di Parlamenti nazionali, Stato o Governo degli SM + di Parlamento euro + di

Commissione (+ BCE se la modifica attiene al settore monetario), che adotta esamina progetti e adotta

una raccomandazione per consenso rivolta alla CIG

6. La CIG stabilisce le modifiche senza essere vincolata né al testo già presentato, né alla

raccomandazione della Convenzione

7. Tutti gli Stati devono ratificare le modifiche conformemente alle loro norme costituzionali e solo allora

entrano in vigore; se entro due anni i 4/5 degli Stati hanno ratificato e alcuni hanno incontrato

difficoltà, la questione è deferita al Consiglio euro

Procedure di revisione semplificate

Caratteristica comune: NO convocazione di Convenzione o Conferenza + ruolo rilevante Consiglio euro.

Prima ipotesi

1. Governi degli Stati membri / Parlamento europeo / Commissione sottopongono al Consiglio europeo

progetti volti a modificare in tutto o in parte le disposizioni della Parte terza del TFUE, in tema di

politiche e azioni interne dell’Unione

2. Esame del Consiglio europeo

3. Richiesta di approvazione di Parlamento + Commissione (+BCE)

4. Decisione favorevole del Consiglio europeo all’unanimità

5. Approvazione e ratifica di tutti gli Stati membri

Seconda ipotesi (rivedi)

Il T. di Lisbona contiene due c.d. clausole passerella, che prevedono che il Consiglio europeo

(all’unanimità), previa approvazione del Parlamento (a maggioranza dei membri), possa consentire al

Consiglio:

di deliberare a maggioranza qualificata (anziché unanimità)

• di ricorrere a procedura legislativa ordinaria (anziché speciale)

Terza ipotesi (adesione nuovi Stati)

1. Un qualunque stato europeo che condivida i valori comuni agli Stati membri fa domanda

2. Trasmissione domanda a Parlamento euro + Parlamenti nazionali + Consiglio

3. Consultazione di Consiglio con Commissione e approvazione del Parlamento

4. Decisione all’unanimità del Consiglio, tenendo conto dei criteri di ammissibilità convenuti dal

Consiglio europeo (attenenti a carattere economico, politico e relativo all’acquis dell’Unione)

5. Accordo tra Stati membri e Stato richiedente su condizioni per l’ammissione e adattamenti dei Trattati

6. Ratifica di tale accordo da parte di tutti gli Stati

7. Rapporti tra diritto europeo e diritto degli Stati

7.1 Adattamento al diritto dell’UE

Per ‘adattamento’ si intende il modo in cui le fonti del diritto dell’ordinamento europeo entrano a far parte

dei singoli ordinamenti nazionali.

Adattamento al diritto derivato: in linea di massima non pone problemi né crea grandi differenze perché

regolamenti e decisioni direttive

sono obbligatori in tutti i loro elementi e lasciano solo libertà in metodi di

attuazione, quindi non servono norme di recepimento o comunque non sono molto diverse.

ratifica dei Trattati,

Adattamento al diritto primario: grandi differenze si creano invece in merito alla che

vengono recepiti secondo le previsioni dei dettati costituzionali dei singoli Stati.

Adattamento dell’ordinamento italiano ai Trattati istitutivi delle Comunità legge unica,

In Italia l’adattamento funziona come per qualsiasi altro Trattato internazionale: è emanata una

ordine di esecuzione,

che contiene sia ratifica dei Trattati, sia ovvero la formula usata dal legislatore per

speciale/con rinvio

provvedere all’adattamento al testo del trattato, solitamente allegato alla legge e cos

parte dell’ordinamento senza integrazioni o modifiche.

Molte critiche a recepimento via legge ordinaria e a mancanza di riferimenti in Costituzione all’ordinamento

art. 11 Cost.

comunitario, ma giustificata da Corte costituzionale con riferimento a norma procedurale che

consente limitazioni di sovranità senza necessità di revisione costituzionale.

Inoltre dopo riforma del Titolo V con legge cost. 3/2001 c’è anche riferimento esplicito all’ordinamento

art. 117 Cost.,

comunitario, riportato ad dove si dice che potestà legislativa dev’essere esercitata nel rispetto

dei vincoli derivanti da ordinamento comunitario e da obblighi internazionali.

Adattamento al diritto derivato adozione di provvedimenti nazionali

Invece l’adattamento al diritto derivato avviene mediante diversi sia

da uno stato all’altro, sia da un tipo di atto all’altro (come prescritto dagli atti stessi):

Regolamento nessun atto di recepimento o tutt’al pi ù norme di mera esecuzione

• Decisione nessun atto di recepimento o se rivolte al singolo Stato normative di attuazione secondo

• legge Buttiglione 11/2005 legge comunitaria,

Direttiva recepita una volta con la c.d. legge ordinaria annuale con cui lo Stato

• legge La Pergola

recepisce in una sola volta tutte le direttive secondo la 86/1989; essa può:

provvedere direttamente a norme di adattamento

- contenere delega al Governo

- intervenire in materia già regolate con legge ma non coperte da riserva di legge assoluta con atti

- normativi subordinati

ridisciplinata poi da legge Buttiglione, abrogativa della Pergola, che ha organizzato il procedimento di

partecipazione e adeguamento del nostro ordinamento al processo normativo UE.

Regioni

Ruolo importante nell’adattamento è ricoperto dalle (+ Province autonome di Trento e Bolzano), che

da riforma costituzionale del 2001 + Legge Buttiglione: ascendente)

partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi (fase

• discendente):

provvedono a attuazione o esecuzione immediata (fase

• senza alcuna limitazione nelle materie di competenza piena o residuale

 nel rispetto dei principi fondamentali della legge comunitaria nelle materie di competenza

 concorrente

è però previsto potere di intervento del Governo statale in determinati casi, siccome poi sarebbe lo

Stato ad essere responsabile di fronte alla Corte.

7.2 Rapporti tra diritto europeo e diritto interno gerarchia delle fonti

Problema di stabilire dove si inserisce il diritto comunitario nella dell’ordinamento.

Vari passaggi prima che Corte costituzionale italiana e Corte di giustizia europea raggiungessero una certa

uniformità di vedute sull’argomento.

Corte costituzionale Corte di giustizia

pari rango a norme

inizialmente assegnava

comunitarie e leggi ordinarie, in quanto i trattati erano

stati recepiti con legge ordinaria; perciò criterio per

risolvere contrasti tra leggi comunitarie e interne stava

nella successione temporale

Sentenze Frontini, 1973; sentenze Industrie chimiche,

primato del diritto comunitario

1975: riconosce su

base art. 11 Cost. e illegittimità di atti interni volti a dare

esecuzione a regolamenti; però unico criterio per

risolvere contrasti stava nella abrogazione o pronuncia

di incostituzionalità e il giudice non poteva

autonomamente disapplicare Sentenza Costa c. Enel, 1964: preminenza delle

allineamento tra

Sentenza Granital, 1984: inizia norme comunitarie

posizioni delle Corti: Corte costituzionale riconosce Sentenza Simmenthal, 1978: preminenza delle

disapplicazione automatica della norma

possibilità norme comunitarie implica immediata

interna incompatibile, come già sancito dalla Corte di applicabilità dei regolamenti e prevalenza su

giustizia; infatti il regolamento è riconosciuto avente norme interne; obbligo del giudice di

forza di legge perchè atto comunitario, può determinare disapplicare norme interne in contrasto con

la disapplicazione, ma non l’abrogazione di una norma regolamenti

nazionale

Pronuncia del 1989: obbligo del giudice di disapplicare Sentenza Fratelli Costanzo, 1989: obbligo del

norme interne in contrasto con norme produttive di giudice di disapplicare norme interne in

effetti diretti (sia disposizioni Trattato, sia direttive) contrasto con qualsiasi norma

Pronuncia del 1989: obbligo di disapplicazione esteso Sentenza Ciola, 1999: inattuabilità

anche a organi amministrativi provvedimenti amministrativi in contrasto con

norme europee

CC continua a ritenere che esistano due ordinamenti CGUE riconosce unico ordinamento giuridico

dualista) monista)

separati, coordinati ma autonomi (concezione (concezione

Sul piano nazionale, la necessità di eliminare Sul piano comunitario, la necessità di eliminare

incompatibilità o disarmonie si collega a principio di incompatibilità o disarmonie si collega a

certezza del diritto prevalenza del proprio diritto

principio di

7.3 Responsabilità dello Stato per mancata attuazione di direttive

In base a una recente sentenza delle Sezioni Unite della Corte di cassazione, è sancita responsabilità dello

Stato e conseguente obbligo di risarcimento del danno nei confronti del soggetto giuridico che abbia subito

pregiudizio per la mancata trasposizione di direttive (fattispecie non ascrivibile al 2043).

Vd. pag. 153

8. Tutela giurisdizionale nel sistema dell’UE

8.1 Il sistema giurisdizionale: i ricorsi

Il sistema giurisdizionale europeo si basa sulla collaborazione tra:

Corte di giustizia e Tribunale

• Corte di giustizia e giudici nazionali

Si sviluppa secondo due piani distinti e collegati, che prevedono due tipi di controllo sull’applicazione delle

norme europee:

ricorsi diretti: direttamente proposti da vari soggetti giuridici a Corte o Tribunale

• ricorso per infrazione

- ricorso di annullamento (controllo di legittimità degli atti dell’UE)

- ricorso in carenza

- procedimento per far valere responsabilità extracontrattuale dell’UE

- controversie tra UE e suoi agenti

- ricorso contro sanzioni pecuniarie

- ricorso su base di clausola compromissoria

-

ricorsi indiretti:

• procedura di collaborazione tra giudice nazionale e giudice dell’Unione ex art. 267

-

8.2 Ricorso per infrazione

258­260 TFUE

Articoli Assicurare osservanza degli obblighi posti dall’Unione da parte degli Stati membri.

Scopo Commissione

Legittimati • Stato membro

attivi •

Fase precontenziosa (attore Commissione)

Diretta a sollecitare cessazione del comportamento illecito dello Stato, ad alleggerire

carico della Corte, a fissare esattamente la materia in contesa.

lettera di contestazione

1. Commissione invia allo Stato

Procedimento 2. Stato formula osservazioni e rinvia alla Commissione parere motivato

3. Commissione decide se proseguire e se sì emana indicando

comportamenti e termini per porre fine a violazione

Fase precontenziosa (attore Stato membro)

1. Richiesta alla Commissione

2. Commissione fa presentare in contraddittorio osservazioni ai due Stati interessati

ed emette parere motivato

3. Finita questa fase o se non viene formulato parere entro 3 mesi, Stato va alla Corte

Fase contenziosa

Qualora lo Stato perduri nell’inadempienza, la Corte lo condanna al pagamento di una

somma forfettaria o di una penalità, indicata dalla Commissione e ritenuta adeguata

dalla Corte.

In una sentenza la Corte ha stabilito modalità di calcolo della sanzione, tenendo conto

di durata, gravità e capacità finanziaria dello Stato.

per 5aa da entrata in vigore T. Lisbona attribuzioni della Commissione non

• possono esercitarsi in materia di cooperazione di polizia e giudiziaria in materia

Eccezioni penale

deroga alla procedura precontenziosa nel caso di ‘uso abusivo’

8.3 Controllo di legittimità degli atti

263­264 TFUE

Articoli Garantire il rispetto del principio di legalità degli atti dell’Unione europea e effettuare

controllo su:

atti legislativi

Scopo atti vincolanti di Consiglio, Commissione, Banca centrale

• atti di Parlamento e Consiglio destinati a produrre effetti giuridici su terzi

Ricorsi per:

incompetenza: mancato rispetto del principio di attribuzione; si divide in:

 materiale:

 temporale

 territoriale

violazione forme sostanziali: mancato rispetto delle regole relative a formazione,

Legittimati adozione, autenticazione degli atti; regolarizzazione ex post non sana

attivi violazione dei trattati o regole di diritto relative alla loro applicazione: ipotesi

e residuale rispetto agli altri vizi; si rifà soprattutto ai principi generali

cont sviamento di potere: uso distorto del potere conferito all’istituzione, realizzando

enut atti con scopo diverso da quello prefisso o seguendo procedura adatta ad altri atti

i del ricorrenti privilegiati

proposti dai (NO subordinazione di ricevibilità ricorso a

ricor interesse ad agire):

so Stato membro

• Commissione

• Consiglio

• Parlamento europeo

• salvaguardia proprie competenze,

Ricorsi per proposti da altri ricorrenti privilegiati:

Corte dei conti

• BCE

• Comitato delle Regioni

• atti adottati nei propri confronti e che riguardano individualmente

Ricorso contro

o direttamente / atti regolamentari che riguardano direttamente ma che non

comportano misure di esecuzione / atti degli organi e organismi dell’Unione se

indicato negli atti che li istituiscono: ricorrenti

qualunque persona fisica o giuridica, comprese Regioni, cioè i

• ordinari (subordinazione di ricorso per annullamento a interesse di agire, ma

comunque possibilità di adire giudice nazionale per ottenere invalidità atti e

rinvio pregiudiziale alla Corte)

Tribunale

Legittimati a per ricorsi di persone fisiche o giuridiche.

giudi Corte di giustizia per altri.

care entro 2 mesi,

Tutti i ricorsi devono essere proposti che decorrono da

Termini di pubblicazione/notificazione/venuta a conoscenza, a seconda dell’atto. Tuttavia la

imp notifica irregolare non vizia l’atto, ma impedisce il decorrere del termine di

ugn impugnazione.

azio eccezione di invalidità

ne e C’è però che consente di contestare la validità di un

inval regolamento nonostante sia decorso il termine, perché la decorrenza del termine non

idità implica che l’atto sia legittimo.

La sentenza della Corte dichiara nullo e non avvenuto l’atto impugnato:

Effetti sent con efficacia ex tunc nella forma

enz con efficacia ex nunc se espressamente stabilito dalla Corte

a

8.4 Ricorso in carenza

265­266 TFUE

Articoli Ulteriore forma di controllo dei comportamenti delle istituzioni, in particolare di un

Scopo comportamento omissivo tenuto in violazione dell’obbligo di agire.

­ Stati membri

Legittimati ­ Istituzioni europee

attivi ­ Persone fisiche o giuridiche (da sentenza Port, 1996)

obbligo ad agire,

Sussistenza di un ma mancata azione, da parte di Parlamento

Presupposti europeo, Consiglio europeo, Consiglio, Commissione, Banca centrale

per messa in mora

Preventiva dell’istituzione (richiesta di agire)

esp Decorso del termine di 2 mesi dalla messa in mora

eribil Per le persone fisiche o giuridiche, mancata omissione di atto ≠ raccomandazione o

ità parere nei propri confronti

Fase precontenziosa

richiesta di agire

1. Invio di all’istituzione

Procedimento Presa di posizione

2. dell’istituzione NO ricorso in carenza, al limite poi dopo

ricorso per annullamento

Semplicemente statuizione dell’obbligo dell’istituzione a porre fine alla violazione.

Effetti sent

enz

a

8.5 Responsabilità extracontrattuale dell’UE

268­340 TFUE

Articoli Azione diretta a accertamento responsabilità extracontrattuale di istituzioni o agenti

Scopo dell’Unione europea.

­ Stati membri

Legittimati ­ Persone fisiche o giuridiche

attivi comportamento illegittimo di un organo

Presupposti •

per danno reale ed effettivo

esp nesso causale tra comportamento e pregiudizio

eribil

ità 5 anni dal fatto

Entro che dà origine all’azione, dal momento in cui si sono generate le

Termini condizioni cui è subordinato il risarcimento. principi generali comuni ai diritti degli

Condanna a risarcimento danni secondo i

Effetti sent Stati membri

enz

a

8.6 Rinvio in via pregiudiziale

267 TFUE

Articoli Istituzione di un sistema di controllo accentrato, affidato alla Corte di giustizia, su:

­ interpretazione del Trattato e degli atti di istituzioni, organi, organismi

Scopo ­ validità degli atti di istituzioni, organi, organismi

Organi giurisdizionali nazionali:

­ non di ultima istanza: POSSONO fare rinvio in materia di interpretazione,

DEVONO in materia di invalidità

­ di ultima istanza: DEVONO fare rinvio sempre

3 requisiti per essere definiti ‘organi giurisdizionali’:

1) esercizio di una funzione giurisdizionale

Legittimati 2) origine legale

attivi 3) carattere permanente

4) obbligatorietà della sua giurisdizione

5) natura contraddittoria del procedimento usato

6) indipendenza

7) applicazione di norme giuridiche

quindi sono esclusi da CGUE tribunali arbitrali

È necessario che la questione in discussione abbia requisiti di:

Presupposti necessità:

per rilevanza:

esp •

eribil controllati sia dal giudice nazionale, sia dalla corte stessa

ità decisione di rinvio

la è regolata dai diritti nazionali (da noi forma di ordinanza)

vincolo obbligatorio efficacia ex tunc,

Effetti Costituisce per il giudice di rinvio e ha ma la

sent Corte si riserva il potere di limitare l’efficacia soprattutto delle sentenza interpretative

enz

a Il rinvio pregiudiziale non può essere esercitato in tema di:

­ politica estera e sicurezza comune

Eccezioni ­ spazio di libertà sicurezza e giustizia con riguardo a Regno Unito e Danimarca

­ cooperazione giudiziaria e di polizia per 5aa dall’entrata in vigore T. Lisbona

8.5 Funzione consultiva della Corte

218 TFUE

Articoli Fornire un parere preventivo a Commissione, Consiglio, Parlamento, SM su

Scopo compatibilità di accordo internazionale con Trattati.

­ Parlamento

­ Commissione

Legittimati ­ Consiglio

attivi ­ Stati membri

comportamento illegittimo di un organo

Presupposti •

per danno reale ed effettivo

esp nesso causale tra comportamento e pregiudizio

eribil

ità 5 anni dal fatto

Entro che dà origine all’azione, dal momento in cui si sono generate le

Termini condizioni cui è subordinato il risarcimento.

Diversi a seconda del momento:

­ prima di apertura negoziati: impossibilità apertura negoziati

Effetti parere ­ durante negoziati: blocco negoziati

­ dopo negoziati: impossibilità conclusione accordo

11. Libera circolazione delle merci

11.1 Quadro normativo e di riferimento

Mercato interno

art. 28 TFUE: L'Unione comprende un'unione doganale che si estende al complesso degli scambi di merci e

comporta il divieto, fra gli Stati membri, dei dazi doganali all'importazione e all'esportazione e di qualsiasi

tassa di effetto equivalente, come pure l'adozione di una tariffa doganale comune nei loro rapporti con i

paesi terzi.

Unione doganale

art. 30: I dazi doganali all'importazione o all'esportazione o le tasse di effetto equivalente sono vietati tra gli

Stati membri. Tale divieto si applica anche ai dazi doganali di carattere fiscale.

artt. 34­37: divieto di restrizioni quantitative a importazione/esportazione e misure equivalenti.

Disposizioni fiscali

art. 110: Nessuno Stato membro applica direttamente o indirettamente ai prodotti degli altri Stati membri

imposizioni interne, di qualsivoglia natura, superiori a quelle applicate direttamente o indirettamente ai

prodotti nazionali similari.

Inoltre, nessuno Stato membro applica ai prodotti degli altri Stati membri imposizioni interne intese a

proteggere indirettamente altre produzioni.

artt. 114­115: possibilità per il Consiglio di emanare direttive di avvicinamento delle disposizioni legislative,

regolamentari e amministrative degli Stati membri.

11.2 Modi di realizzazione della libera circolazione di merci

La libera circolazione delle merci implica:

­ abolizione di dazi doganali e tasse equivalenti

­ abolizione di restrizioni quantitative agli scambi e misure equivalenti

Tutto questo è avvenuto per tappe seguendo periodo transitorio, diversamente a seconda dei prodotti

(accelerata per prodotti industriali), per evitare squilibri repentini. Infatti anche gli atti di adesione dei nuovi

Stati prevedono norme transitorie in proposito.

Divieto di dazi doganali e di tasse di effetto equivalente

Qualsiasi imposizione posta da qualsiasi Stato a qualunque scopo discriminatorio o protezionistico, che abbia

un’incidenza finanziaria o pecuniaria sulla libera circolazione delle merci, è vietata ex art. 28.

dazio doganale:

Nozione di tributo percepito con connotati specifici in quanto strettamente collegato al

passaggio della merce in entrata o uscita dal territorio di uno Stato. tariffa doganale.

Riscontro del dazio doganale: in uno strumento normativo dello Stato detto

tassa di effetto equivalente:

Più complessa è nozione di qualsiasi ‘tassa’ o ‘onere finanziario’ riscosso in

occasione o in ragione dell’importazione che colpendo specificamente la merce importata e ad esclusione

della merce nazionale similare, ne alteri il costo e abbia sulla libera circolazione delle merci la stessa

influenza restrittiva di un vero dazio doganale (CGCE, Steinike, 1977).

Divieto di misure restrittive e misure di effetto equivalente

misure restrittive

Nozione di su importazione e esportazione ex art. 34­35.

misure di effetto equivalente

Nozione di ricavabile da:

­ direttiva della Commissione: disposizioni legislative, regolamentari o amministrative che:

1. costituiscono ostacolo alle importazioni

2. rendono più difficoltose o onerose le importazioni rispetto alla produzione nazionale

3. hanno effetti restrittivi sulla circolazione, pur non essendo discriminatorie

­ sentenza Dassonville della Corte di Giustizia: ogni regolamentazione commerciale suscettibile di

impedire direttamente o indirettamente, attualmente o potenzialmente, il commercio intracomunitario

­ sentenza Cassis de Digion: anche ostacoli tecnici

11.3 Divieto di imposizioni interne, discriminatorie o protezionistiche

Concetto di prodotto similare

Art. 110: Nessuno Stato membro applica direttamente o indirettamente ai prodotti degli altri Stati membri

imposizioni interne, di qualsivoglia natura, superiori a quelle applicate direttamente o indirettamente ai

prodotti nazionali similari.

imposizioni interne, neutralità dei tributi

Nulla vieta le ma bisogna garantire assoluta su merci nazionali

(prodotti similari) e merci importate.

Prima di tutto va compresa distinzione:

­ tassa d’effetto equivalente a dazio doganale: vietate SEMPRE in quanto colpiscono solo merci importate

­ imposizioni interne: vietate SOLO SE discriminatorie, in quando se non discriminatorie colpiscono sia

merci importate, sia merci nazionali

prodotto interno similare,

Poi va compresa nozione di secondo il duplice criterio:

­ rispondenza a medesimi usi o bisogni

­ similarità di tecniche produttive

Concetto di prodotto concorrente prodotto concorrente

L’art. 110 si applica anche alla fattispecie del che, pur non essendo simile, presenti i

requisiti di:

concorrenzialità:

­ si trova in concorrenza col prodotto nazionale protetto; criterio empirico difficile da

definire, necessario valutare se l’onere sia o meno tale da influenzare il mercato e quindi capace di

diminuire il consumo potenziale dei prodotti importati a vantaggio di quelli nazionali (vd. birra e vino)

sostituibilità,

­ anche parziale, di quel prodotto in uno o più impieghi economici

Concetto di ostacoli tecnici agli scambi

La libera circolazione delle merci può infine essere ostacolata dalla regolamentazione statale in tema di

ostacoli tecnici

composizione, confezionamento, etichettatura dei prodotti; sono agli scambi tutte quelle

regole tecniche che si applicano ai prodotti per la loro commercializzazione sul territorio statale.

L’applicazione della normativa relativa agli ostacoli tecnici è CONSENTITA in presenza di certi requisiti:

esigenze imperative di ordine generale

­

­ applicazione non discriminatoria

­ assenza di normativa europea

­ proporzionalità tra misura e risultato

­ previa valutazione comparativa tra normativa tecnica propria e del paese d’origine

11.4 Deroghe ammesse alla libera circolazione delle merci

Art. 36: Le disposizioni degli articoli 34 e 35 lasciano impregiudicati i divieti o restrizioni all'importazione,

all'esportazione e al transito giustificati da motivi:

di moralità pubblica,

• di ordine pubblico,

• di pubblica sicurezza,

• di tutela della salute e della vita delle persone e degli animali

• di preservazione dei vegetali,

• di protezione del patrimonio artistico, storico o archeologico nazionale,

• di tutela della proprietà industriale e commerciale.

Tuttavia, tali divieti o restrizioni devono presentare requisiti:

­ non devono costituire mezzo di discriminazione arbitraria,

­ non devono costituire restrizione dissimulata al commercio tra gli Stati membri

­ criterio della proporzionalità

­ criterio della necessarietà

12. Libera circolazione di persone, servizi, capitali (titolo IV)

Libera circolazione delle persone

Quadro normativo

Art. 45 TFUE

La libera circolazione dei lavoratori all'interno dell'Unione è assicurata.

Essa implica l'abolizione di qualsiasi discriminazione, fondata sulla nazionalità, tra i lavoratori degli Stati

membri, per quanto riguarda l'impiego, la retribuzione e le altre condizioni di lavoro.

Fatte salve le limitazioni giustificate da motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza e sanità pubblica, essa

importa il diritto:

a) di rispondere a offerte di lavoro effettive;

b) di spostarsi liberamente a tal fine nel territorio degli Stati membri;

c) di prendere dimora in uno degli Stati membri al fine di svolgervi un'attività di lavoro, conformemente

alle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative che disciplinano l'occupazione dei

lavoratori nazionali;

d) di rimanere, a condizioni che costituiranno l'oggetto di regolamenti stabiliti dalla Commissione, sul

territorio di uno Stato membro, dopo aver occupato un impiego.

Articolo fondamentale della libera circolazione, con caratteristiche di precisione, certezza e completezza,

pertanto direttamente applicabile.

Direttiva 2004/38

Riorganizzazione della disciplina. Punti fondamentali:

diritto primario e individuale di circolare e soggiornare

la cittadinanza europea conferisce

• liberamente negli Stati membri libertà fondamentale del mercato interno

tale diritto corrisponde alla libertà di circolazione,

• ricongiunzione famigliare: la libera circolazione si estende ai membri della famiglia che possano

• accedere a attività salariata o esercitare professione indipendente; concetto di famiglia molto ampio:

coniuge o partner con unione registrata secondo legislazioni nazionali

- discendenti under 21 a carico propri o del partner

- ascendenti diretti a carico propri o del partner

-

diritto di soggiorno:

• per periodo non inferiore a 3 mesi senza alcuna condizione o formalit à

- per periodo superiore a 3 mesi con alcuni requisiti:

- lavoratore subordinato o autonomo

 risorse economiche sufficienti

 studente o partecipante a formazione professionale

 familiare

 tuttavia, anche cessazione di qualifica di lavoratore o allontanamento o morte di famigliare

 o divorzio non incidono sul diritto dei famigliari aventi cittadinanza di uno SM o con

diversa cittadinanza ma soggiornanti lì da almeno 1aa prima

diritto di soggiorno permanente (ex art. 16): dopo 5 anni di soggiorno legale e consecutivo,

- salvo interruzioni di 6 mesi o 12 mesi per motivi gravi, e non più di 2 anni consecutivi

Regolamento UE 492/2011 (adottato da Consiglio su libera circolazione dei lavoratori)

diritto di accedere a mpieghi retribuiti e svolgere attività in qualsiasi SM

• divieto a legislazioni nazionali di limitare offerta accesso e esercizio dell’impiego

Art. 20 TFUE: è istituita una cittadinanza dell’Unione; è cittadino chiunque abbia la cittadinanza di uno

SM.

La cittadinanza dell’Unione si aggiunge alla cittadinanza nazionale e non si sostituisce a quest’ultima.

NO criterio autonomo di attribuzione cittadinanza, ma rinvio a criteri nazionali.

cittadinanza derivata.

Si tratta di diritti e doveri

Cittadinanza europea comporta attribuzione di una serie di (ex artt. 20, 21, 25); alcuni

esempi:

­ diritto di mobilità, diritto di circolazione diritto di soggiorno

­ diritti politici (es. diritto di voto e eleggibilità in sezioni comunali e per il PE o diritto di petizioni a PE)

­ diritto di tutela diplomatica (di ciascun cittadino in Paese terzo, anche in assenza di propri diplomatici)

sentenze pag. 219

Libera circolazione dei servizi

Libertà di stabilimento (diritto primario e secondario)

Art. 49 TFUE: Le restrizioni alla libertà di stabilimento dei cittadini di uno Stato membro nel territorio di

un altro Stato membro vengono vietate. Tale divieto si estende altresì alle restrizioni relative all'apertura di

agenzie, succursali o filiali, da parte dei cittadini di uno Stato membro stabiliti sul territorio di un altro Stato

membro.

La libertà di stabilimento importa l'accesso alle attività autonome e al loro esercizio, nonché la costituzione

e la gestione di imprese e in particolare di società ai sensi dell'articolo 54, secondo comma, alle condizioni

definite dalla legislazione del paese di stabilimento nei confronti dei propri cittadini, fatte salve le

disposizioni del capo relativo ai capitali. attività non salariata

Nozione: installazione professionale e durevole in un SM al fine di esercitarvi una

(comprendente professioni liberali o costituzione e gestione d’impresa).

Beneficiari: persone fisiche e giuridiche.

Distinzione:

­ libertà di prestazione servizi: carattere episodico e occasionale dell’attività

­ libertà di stabilimento: carattere permanente dell’attività

principio del trattamento nazionale,

Disciplina: cioè applicazione di stessa disciplina che lo Stato ospitante

applica ai propri cittadini, senza discriminazioni dirette o indirette.

Stabilimento a titolo principale

Trasferimento del centro della propria attività da parte del soggetto. Si basa su:

diritto di acesso per costituzione e gestione di imprese e società (art. 49)


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camsca

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher camsca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Porro Giuseppe.

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