Diritto dell'UE – Schemi
1. Storia dell'integrazione europea: l'Europa comunitaria e la sua evoluzione
1.1 Origine delle comunità europee: CECA
Origine dell'UE nella "proposta nel 1950 di affidare la produzione di carbone e acciaio a un'autorità comune e superiore agli stati". Proposta importante per più aspetti: misura rilevante per risoluzione conflitti per giacimenti di acciaio e carbone tra Francia e Germania.
- Prima forma di organizzazione internazionale cui gli stati avrebbero ceduto una parte di sovranità.
- Francia, Germania, Lussemburgo, Belgio, Italia, Paesi Bassi.
Tale proposta fu accolta e concretizzata nel Trattato istitutivo della Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio (detto Trattato di Parigi) nel 1951.
Il Trattato di Parigi prevedeva l'istituzione di vari organi:
- Alta Autorità: dotata di potere normativo nell'ambito carbosiderurgico + parte di potere esecutivo; composta di individui (non rappresentanti) degli stati membri col preciso scopo di attuare l'interesse generale e non degli stati di provenienza, in posizione di indipendenza.
- Consiglio speciale dei Ministri: dotato di potere consultivo + parte di potere esecutivo; composta di rappresentanti degli stati membri.
- Assemblea comune (poi Parlamento europeo): dotata di potere consultivo + di controllo politico; composto di membri eletti a suffragio universale diretto dai singoli stati (inizialmente nominati dai parlamenti nazionali).
- Corte di giustizia: dotata di potere giudiziario per la decisione di controversie tra stati o tra istituzioni e stati su questioni inerenti a interpretazione trattato; composta inizialmente di 7 giudici + 2 avvocati generali nominati di comune accordo dai governi degli stati per 6 anni e rinnovata parzialmente ogni 6 anni.
La CECA fu in vigore dal 1951 al 2002, quando non fu più prorogata al termine di scadenza del Trattato e le sue attività furono trasferite alla Comunità europea dal Trattato di Nizza.
1.2 CED, CEE e EURATOM
La positiva esperienza della CECA indusse gli stati membri a tentare analoghe forme di collaborazione.
- Comunità europea di difesa (CED) - Fu firmato il Trattato istitutivo della CED (1952), ma non entrò in vigore per rifiuto di ratifica della Francia.
- Comunità economica europea (CEE) e Comunità europea per l'energia atomica (EURATOM) - Furono poi firmati i due Trattati istitutivi, detti Trattati di Roma (Roma, 1957, in vigore dal 1958).
Il Trattato CEE mirava a creare un mercato comune interno comprensivo di tutte le attività economiche dell'area europea al fine di realizzare libero scambio e adottare politiche doganali comuni; prevedeva l'attribuzione delle funzioni di assemblea e corte di giustizia agli organi corrispondenti della CECA (con una Convenzione del 1957) e la creazione di due nuovi organi:
- Consiglio: composto da rappresentanti di stati membri, con funzione di coordinamento di politiche economiche generali + funzione para-legislativa.
- Commissione: composta di 9 membri scelti di comune accordo tra i governi nell'interesse della comunità, indipendentemente dai governi nominanti.
Il Trattato CEEA mirava a creare un ente dotato di poteri di controllo e indirizzo politico nel settore dell'energia atomica, aveva organi corrispondenti a quelli della CEE. Differenza fondamentale tra CECA, dove le decisioni erano affidate a un organo di individui indipendenti dagli stati, e CEE e EURATOM, dove le decisioni erano affidate a un organo di rappresentanti statali (questo perché in questi settori, ben più ampi di carbone e acciaio, il singolo stato potesse incidere maggiormente).
1.3 Unificazione del quadro istituzionale: Trattato di Bruxelles
Una volta in vigore le tre comunità si percepisce l'esigenza di unificare il quadro istituzionale; questo avvenne in due momenti:
- Convenzione (1957) unificò Assemblea e Corte di giustizia.
- Trattato di Bruxelles (Trattato sulla fusione degli esecutivi) (Bruxelles, 1965, in vigore dal 1967) unificò Consigli e Commissioni.
Risultato: le tre comunità mantenevano distinta soggettività giuridica, ma erano guidate dagli stessi organi. Fu un passo importante per il processo di integrazione europea, rallentato tuttavia dall'opposizione francese alla creazione di un bilancio della comunità, che avesse come voci d'entrata versamenti di prelievi e diritti doganali (non finanziamenti dei membri, come per org. internazionali), concretizzatasi nella 'politica della sedia vuota' e nella conseguente impossibilità di prendere decisioni perché vigeva il principio di unanimità. Si decise perciò di sostituirlo con il principio di maggioranza in caso di interessi molto importanti.
1.4 Attuazione degli obiettivi del Trattato CEE nel periodo transitorio
I primi 12 anni della CEE sono noti come 'periodo transitorio' perché gli stati optarono per una graduale attuazione degli obiettivi del trattato sulla base di tappe di 3–4 anni, entro il 1969; il fine ultimo sarebbe stato l'unione doganale, inteso come:
- Abolizione di dazi doganali e tasse equivalenti tra paesi membri.
- Adozione di tariffe doganali comuni negli scambi con paesi terzi.
L'attuazione completa fu raggiunta nel 1968 e si decise di ampliare l'unione sia ad altri settori economici, sia ad altri stati (es. GB, inizialmente scettica, che aveva partecipato soltanto all'EFTA). Alla modifica dell'assetto originario dell'Europa hanno contribuito:
- Trattati di adesione dei nuovi stati.
- Trattati di modifica dei trattati istitutivi.
1.5 Adesione degli stati
Dai sei stati membri originari si è giunti a 28 stati con un susseguirsi di trattati di adesione.
- 1973 adesione di Danimarca, Regno Unito, Irlanda.
- 1981-86 adesione di Grecia, Spagna e Portogallo, da poco democratizzati.
- 1989-91-92 richieste di ingresso di Austria, Svezia, Finlandia, Norvegia, con adesione ai Trattati e alla neonata Unione Europea (post Trattato di Maastricht del 1993) nel 1995 solo dei primi tre.
- 2004 ingresso di Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia.
- 2007 ingresso di Bulgaria e Romania.
- 2013 ingresso della Croazia.
La possibilità di entrare nell'Unione è tuttora aperta, purché lo stato richiedente rispetti le condizioni dello art. 49 NTUE (essenzialmente democrazia, stato di diritto, diritti dell'uomo, tutela delle minoranze, apparati amministrativo ed economico ben funzionanti).
1.6 Trattati modificativi dell'assetto originario
Molti degli obiettivi e delle politiche perseguiti oggi dall'UE non erano previsti dai Trattati istitutivi delle Comunità, ma sono stati decisi con successivi trattati di modifica.
Atto unico europeo (AUE) - Nel 1985, la Commissione della CEE redasse il Libro Bianco, documento contenente indicazioni su come arrivare a piena realizzazione di un mercato interno europeo (non più solo comune), possibile grazie al superamento di tre ordini di ostacoli:
- Barriere fisiche ostative alla libera circolazione delle persone per favorire mobilità lavorativa.
- Barriere tecniche delle diversità normative sui requisiti tecnici dei prodotti per armonizzare discipline.
- Barriere fiscali date dalle differenti aliquote IVA e accise.
Fu avviata una Conferenza intergovernativa per mettere in pratica le linee guida, che si concluse con la firma dell'Atto unico europeo (1986-87), un trattato internazionale e non un atto comunitario. Lo scopo era realizzare entro il 1992 un mercato interno, senza frontiere, in cui fosse assicurata libera circolazione di merci, persone, servizi, capitali; fu raggiunto nel 1993.
Accordo di Schengen - In concomitanza all'AUE, si svolsero i lavori preparatori per l'accordo di Schengen, firmato nel 1995. Scopo: contribuire alla piena realizzazione della libertà di circolazione delle persone affinché non fosse più circoscritta alle sole attività economiche (come previsto dal Trattato CE), abolendo le limitazioni connesse a terrorismo, criminalità organizzata, traffico di stupefacenti. Gli accordi di Schengen furono poi inseriti nel Trattato CE tramite un allegato al Trattato di Amsterdam, all'interno del Protocollo Visti, asilo, immigrazione e altre politiche connesse con la libera circolazione delle persone.
Trattato di Maastricht (TUE) - Firmato nel 1992 e in vigore dal 1993. Scopi: stabilire finalità politiche comuni + unione monetaria. La nuova Unione europea si fondava su tre pilastri:
- Le tre comunità originarie (CECA, CEE che diventa CE, CEEA).
- Settore di Politica estera e sicurezza comune (PESC).
- Settore di Giustizia ed affari interni (GAI), rinominato Cooperazione di polizia giudiziaria in materia penale dal Trattato di Amsterdam.
Le materie riguardanti questi tre settori sarebbero stati prerogativa comunitaria, ma gli stati continuarono a esercitare in parte la seconda e la terza tramite il metodo intergovernativo, perseguendo obiettivi comuni ma almeno formalmente estranei alla Comunità.
Struttura:
- Titolo I: Disposizioni comuni ai tre pilastri; indicazione di obiettivi dell'Unione, come occupazione, sviluppo equilibrato e sostenibile, affermazione di un'identità comunitaria su piano internazionale, tutela dei diritti dei cittadini (nell'ambito di una nuova 'cittadinanza europea', sicurezza, giustizia).
- Titolo II: Modifiche Trattato CEE, ora solo più Comunità Europea: introduzione cittadinanza, decisione di unione monetaria, principio di sussidiarietà, ampliamento ruolo del Parlamento europeo.
- Titolo III: Modifiche Trattato CECA.
- Titolo IV: Modifiche Trattato CEEA.
- Titolo V: Politica estera e sicurezza comune.
- Titolo VI: Giustizia ed affari interni.
- Titolo VII: Cooperazione rafforzata.
- Titolo VIII: Disposizioni finali (introdotto da Trattato di Amsterdam e modificato da Nizza).
Trattato di Amsterdam - Firmato nel 1997 e in vigore dal 1999. Novità:
- Rinumerazione articoli di Trattato CE e TUE.
- Trasferimento nel Trattato CE di materie dell'accordo di Schengen e politica sociale.
- Rinomina del pilastro di Giustizia ed affari interni in Cooperazione di polizia giudiziaria in materia penale, per combattere con maggior incisività contro terrorismo, criminalità organizzata ecc.
- Rafforzamento di Parlamento europeo (con procedura della codecisione) e Consiglio (che deliberava a maggioranza qualificata e non unanimità).
- Istituzione della cooperazione rafforzata (facoltà riconosciuta agli stati membri di procedere a un'integrazione differenziata, più veloce).
Trattato di Nizza - Convocazione a Nizza di Conferenza intergovernativa nel 2000 di fronte a prospettiva di ampliamento dell'Unione, allo scopo di semplificare istituzioni comunitarie. Si giunse a firma del Trattato di Nizza nel 2001, in vigore dal 2003. Innovazioni: meramente tecniche, soprattutto relative a:
- Composizione e funzionamento delle istituzioni comunitarie:
- Nuova ripartizione di seggi del Parlamento.
- Ridefinizione della maggioranza e sistema di ponderazione dei voti.
- Ridefinizione di composizione Commissione e procedura di nomina di presidente e commissari.
- Rafforzamento del ruolo di Presidente della Commissione.
- Ripartizione di competenza tra Tribunale di primo grado e Corte di Giustizia.
- Aumento delle competenze dei Tribunali di primo grado per alleggerire carico.
- Possibilità di istituire camere giurisdizionali per occuparsi in primo grado di certe questioni.
- Modifica della cooperazione rafforzata:
- Solo 8 stati.
- Abolizione del potere di veto (possibilità di ogni SM di rivolgersi al Consiglio europeo, che avrebbe dovuto votare all'unanimità) in favore del potere di 'investire della questione il Consiglio europeo' (che avrebbe deliberato a maggioranza qualificata nel primo pilastro e in quello di Cooperazione ecc., mentre in Politica estera e sicurezza il Consiglio non avrebbe potuto votare e avrebbe investito il Consiglio europeo con delibera all'unanimità).
Trattati di Atene e Bruxelles
Già nel Trattato di Nizza si erano previste misure che facilitassero il funzionamento delle istituzioni in vista dell'allargamento dell'Unione, volte in due direzioni:
- Ridurre il peso dei singoli SM nei processi decisionali.
- Introdurre elementi di flessibilità nelle regole comuni per le diverse condizioni socio-economiche.
Già nel Trattato di Amsterdam si era pensato di introdurre la sanzione con sospensione di alcuni diritti ex TUE in caso di violazione grave e persistente dei principi di libertà, democrazia, rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e rispetto dello Stato di diritto.
Trattato di adesione di 10 nuovi Stati - Nel 2003 fu firmato il Trattato di adesione ad Atene, gran parte dell'ex blocco sovietico.
Nel 2007 fu firmato il Trattato di adesione di Bulgaria e Romania a Bruxelles.
Costituzione europea
Durante il vertice di Laeken (2001) il Consiglio europeo istituì la Convenzione sul futuro dell'Europa, organismo deputato a predisporre la Carta fondamentale dell'UE. La Convenzione presentò la bozza finale della 'Costituzione europea' al Consiglio europeo di Salonicco (2003) e poi alla Conferenza intergovernativa di Roma (2003-04), conclusosi con un Trattato che adotta la Costituzione dell'Europa (che sarebbe entrata in vigore dal 2006, abrogando TUE e Trattato CE), ma che non entrò mai in vigore per mancata ratifica da parte di molti paesi e soprattutto risultati negativi del referendum francese e olandese.
Tale trattato risultava così composto:
- Preambolo.
- Prima parte: Quadro istituzionale.
- Seconda parte: Preambolo e Carta dei diritti fondamentali corrispondente a Carta di Nizza.
- Terza parte: Politiche e funzionamento dell'Unione.
- Quarta parte: Disposizioni generali finali.
Sebbene il progetto costituzionale fu accantonato nel Consiglio europeo di Bruxelles (2007), il Trattato di Lisbona riprende molte delle innovazioni previste.
2. Trattato di Lisbona e Unione Europea
2.1 Dalla costituzione europea al Trattato di Lisbona
Dopo il fallimento del progetto costituzionale nel 2005, l'UE avvia periodo di riflessione. Nel 2007 il Consiglio europeo incarica una nuova Conferenza intergovernativa di elaborare un trattato di riforma di quelli esistenti per rafforzare efficienza, legittimità democratica, coerenza dell'Unione.
Problemi che si posero:
- Rifiuto di maggioranza qualificata della Polonia.
- Richiesta di eliminazione di Ministro degli Esteri europeo di UK, PB, RC.
- Opposizione a valore giuridico della Carta dei diritti fondamentali e alla superiorità del diritto europeo su tutti i settori di UK.
Soluzioni: tentativo di accordo tra Polonia e Merkel su entrata in vigore di maggioranza qualificata solo dal 2014, accettato, poi rifiutato, poi riaccettato sotto minaccia di essere esclusa.
Alla fine del 2007 i capi di governo raggiungono accordo sul Trattato di Lisbona che modifica il TUE e il Trattato istitutivo della CE, ma difficoltà nell'iter di ratifica parlamentare da parte di tutti gli stati firmatari; si ricordano soprattutto le vicende:
- Referendum irlandesi (negativo il primo, positivo il secondo dopo periodo di stallo e alcune garanzie).
- Sentenza della Corte costituzionale tedesca BVG (che ritenne compatibile con il Grundgesetz il Trattato in sé, ma non la legge con cui sarebbe entrato in vigore, che fu cambiata). Ma il problema messo in evidenza dalla Corte tedesca (la partecipazione dei Parlamenti nazionali alle decisioni europee, ovvero problema di legittimità democratica) non era da sottovalutare, perché se l'integrazione fosse proseguita come cessione di sovranità nazionale alle istituzioni europee, sarebbe stata inficiata la legittimità democratica di tali decisioni; invece, nella misura in cui era, la struttura europea era accettata perché più simile a organizzazione nazionale che a stato federale. A tale problema rispondevano due protocolli allegati al Trattato (Protocollo sul ruolo dei Parlamenti nazionali e Protocollo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità).
- Refrattarietà della Repubblica Ceca sulla Carta europea dei diritti fondamentali per timore di ricorsi per espulsione di tedeschi; ottenuta deroga momentanea, poi anche loro hanno firmato.
Nel 2009 entrata in vigore del Trattato e ratifica di tutti gli stati; concessioni varie inserite in dichiarazioni politiche, formalizzate solo poi con Trattato di adesione della Croazia.
2.2 Trattato di Lisbona
A differenza dell'originario progetto di Trattato istitutivo di una Costituzione per l'Europa, il Trattato di Lisbona non sostituisce ma modifica solo i vecchi trattati (infatti è noto come 'Trattato di riforma'):
- Al Trattato sull'Unione Europea TUE si sostituisce il Nuovo Trattato sull'UE (NTUE).
- Al Trattato che istituisce Comunità Europea TCE si sostituisce il Trattato sul funzionamento (TFUE).
Il rapporto tra i due trattati è paritario ma di tipo strumentale del TFUE rispetto al NTUE, perché l'uno enuncia valori e obiettivi, l'altro le azioni per raggiungerli, come si evince da:
- Art. 1, par. 3 NTUE: L'Unione si fonda sul presente trattato e sul trattato sul funzionamento; i due trattati hanno lo stesso valore giuridico.
- Art. 1, par. 2 TFUE: L'Unione si fonda sul presente trattato e sul nuovo trattato sull'unione; i due trattati hanno lo stesso valore giuridico.
- Art. 1, par. 1 TFUE: Il presente trattato organizza il funzionamento dell'Unione e determina i settori, modalità e limiti dell'esercizio delle sue competenze.
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