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La città contemporanea – Serena Vicarica

Cap. 1: Città e sistema urbano

Città europea – struttura urbana ed evoluzione (dalla 2GM)

  • Città diverse, diverse vicende storiche.
  • Comunque tutte trasformate dai processi di globalizzazione, diventando simili ad altre città del mondo.
  • Città americana completamente diversa, usata come strumento di comparazione per definire i caratteri delle città europee.

Morfologia diversa

- Forma compatta e densamente costruita intorno ad un’area centrale. La città si sviluppa a partire dal centro. Esempio: città europea medievale (scomparsa delle mura comporta espansione). Residenza dei ceti abbienti (e investimenti per ciò).

Concentrazione, compattezza, densità

- Confronto con città USA: griglia geometrica e isolati di uguali dimensioni. Si sviluppa orizzontalmente. Espansione incontrollata e a bassa densità (incentiva l'uso dell'auto privata).

Aree centrali: degrado fisico e problemi sociali rispetto ad aree periferiche di alta qualità. Mancanza di spazi pubblici significativi e identificazione, assenza di capitali economico-culturali-politiche.

Longevità

- Origini antiche che assicurano continuità temporale. Modificazioni lente e difficili da mediare. Accumulo di conoscenze e istituzioni che assicurano la sopravvivenza nelle fasi negative del ciclo economico ed importanti per rilanciare lo sviluppo grazie alle risorse varie.

La città resiste nel tempo, quindi è invincibile.

Sistema urbano molto denso

- Molte città dense, ma anche: cuore metropolitano europeo nel "megalopoli renana". Inizia a formarsi in epoca preromana e si completa in fasi successive.

  • Mediterraneo sud-orientale
  • Nord-occidente
  • Mare del Nord e Baltico (scambi che legano tutti più università più autonomia politica più declino città antiche)

Grandi stati nazionali (500) più rafforzamento capitali più centri amministrativi.

- Francia e Inghilterra: sistemi urbani monocefali (con centro dominante). - Germania, Italia, Svizzera: sistemi urbani policefali (tante città di medie dimensioni). - Nascono più centri urbani all’interno (rispetto alla zona costiera) per industrializzazione (fine 800) e crescita ulteriore città interne con rafforzamento del sistema urbano centrale.

L’Europa è il continente più urbanizzato del mondo!! (80% rispetto agli USA 78%). Città vicine tra loro (massimo 13 km) con più connessioni in reti urbane, vantaggio.

Forte incidenza città piccole-medie

- Poche città superano i 2 milioni di abitanti (Londra, Parigi, Madrid, Berlino, Roma) rispetto agli USA con grandi metropoli distanti tra loro. Città europee: città di medie dimensioni, ad alta densità, il cui centro mantiene funzioni economiche, politiche, culturali e simboliche.

Questi caratteri sono visti come positivi e ispirano modelli di sostenibilità:

  • Città compatta (relazioni, trasporto, accessibilità, meno inquinamento)
  • Città medio-piccole (no agglomerati e relative patologie)
  • Equilibrio e policentrismo

Crescita urbana in Europa

Assetto attuale

  • Processo di industrializzazione
  • Popolazione urbana aumentata di 6 volte
  • Comunque variazioni di ampiezza, evoluzione temporale, modalità
  • Esempio: Londra comunque città maggiore mentre Europa 1GM era rurale

Le funzioni iniziali della città rimangono nel tempo.

Dati

- 20'000 abitanti: dal 65% (1920) al 42% (1980). - 100'000 abitanti: dal 23% (1920) al 48% (1980). - Oggi: ¾ della popolazione europea vive in città (86 agglomerazioni urbane con più di 750'000 abitanti). - Livello di urbanizzazione non è distribuito omogeneamente (più in Europa occidentale, meno in Europa orientale). - Spostamento del processo di urbanizzazione al sud del mondo.

Dinamiche urbane europee: interazione di due fattori

Formazione e evoluzione delle aree metropolitane

  • Gerarchia urbana:
  • Città globali (comando e controllo, infrastrutture, formazione, ricerca) es. Londra e Parigi
  • Città che possono competere internazionalmente solo in certe funzioni, es Ginevra
  • Capitali regionali (coordinamento territorio a livello sub e nazionale)

Localizzazione territoriale della crescita economica

  • Sviluppo città porta a sviluppo regioni
  • Aree metropolitane concentrate dove c'è più sviluppo, nota come Blue Banana (sudest inglese-Lombardia)
  • Importanza: funzioni economiche e politiche!! (es. effetti integrazione europea)

Crescita urbana in Italia

Differenze rispetto agli altri paesi

  • Ritardo e lentezza
  • Forti differenziazioni territoriali

Esito: presenza di aree metropolitane strettamente legate ad una rete urbana composta di centri medio-grandi.

Dinamiche del processo di urbanizzazione (due fasi)

Unità – 2GM

  • Crescono le grandi città e la rete urbana
  • Lentezza, linearità (ritmi più intensi solo in brevi fasi)
  • 11 città con popolazione >10'000
  • Urbanizzazione grazie a: capitali degli stati pre-unitari e rete formata dai comuni

Secondo dopoguerra – oggi

- Crescono le aree metropolitane (prima poli poi fasce). - Modificazione più veloce e profonda dell'assetto urbano. - Emergono le metropoli che si sovrappongono alla rete urbana preesistente. - Sistema reticolare (densità, vicinanza e numerosità dei centri). - Trasformazione economica del paese, soprattutto nelle grandi città con conseguenti trasformazioni urbane. - Modifica della struttura insediativa poiché cresce la popolazione italiana (ma anche l’immigrazione). - Da 11 città a 49! (popolazione >10'000). - Nel 1966 la popolazione urbana supera quella rurale.

Soglia di 20'000 abitanti come criterio per distinguere centri rurali dai centri urbani, con limiti di rigidità e invariabilità nel tempo.

Teorie sul ciclo di crescita metropolitana (Hall e Hay)

Fasi (non sincrone)

  1. Urbanizzazione: crescono le grandi città a discapito delle cinture.
  2. Sub-urbanizzazione: il polo metropolitano cresce ma meno delle cinture, spostamento nei comuni delle attività produttive, pendolarismo per lavoro.
  3. Dis-urbanizzazione: area metropolitana perde popolazione, crisi delle grandi industrie fordiste, diffusione territoriale di attività economiche e residenze.
  4. Ri-urbanizzazione: arresto del calo demografico, rivitalizzazione economica, finanziaria, politica e culturale, le città attraggono selettivamente vari gruppi sociali.

Dinamica demografica e struttura sociale (by Svimez)

Sono metropolitani:

  • 1/5 dei comuni italiani
  • 1/10 del territorio (che occupano)
  • 1/2 della popolazione (in cui risiede)

Area di dimensione maggiore:

  • Milanese (670 comuni)
  • Area matura di tipo policentrico in Italia
  • 39 aree metropolitane
  • 3 ordini di rango (metro, metro-urbana maggiori, metro-urbana minori)
  • 2 tipi morfologici (policentriche, monocentriche)
  • Si è creato un sistema metropolitano ma ci sono molte differenze

Processo città metropolitane: Triangolo industriale, caratteristiche tipiche del fenomeno metropolitano maturo (progresso economico avanzato).

Terza Italia: sovrapposizione rete omogenea di centri urbani medio-grandi. Mezzogiorno: sovrapposizione con insediamenti di agglomerazione urbana. Distribuzione spaziale della popolazione e delle attività è particolarissima.

Perché l’effetto metropolitano si è sovrapposto alla rete urbana preesistente, più presente al nord. Dinamica demografica: più aree policentriche al nord, più al sud. Struttura sociale: differenziata a seconda del fenomeno metropolitano.

Differenziazione socioeconomica tra aree metropolitane, aree non metropolitane e cinture, influenzando stile di vita e politiche urbane.

Fino agli anni 70: "più è grande la città, più è grande il suo tasso di crescita". Ma poi: rallentamento (calo demografico ma cresce nelle fasce, compensano). Fino all'inversione! (calo demografico ovunque, non compensa più trasformazioni sociali e crescita economica, politica e culturale).

Milano e la sua area metropolitana (provincia MI, ultimi 20 anni)

  • Anni 50: crescita demografica, migrazioni interne e crescita edilizia.
  • Anni 80: dopo la crisi, l’economia è cresciuta, risorse e funzioni strategiche.
  • Numero di abitanti: cala ma cresce nei comuni.
  • Economia: calo continuo dell’occupazione nel comune di Milano, poi nel resto va in stasi.
  • Espulsione imprese di grandi dimensioni.
  • Scarso territorio disponibile per insediamenti produttivi.
  • Cala il settore industriale, cresce il settore dei servizi.
  • Vantaggi alle piccole imprese e artigianali rispetto ai grandi centri commerciali.

Due fasi dell'occupazione del suolo:

  1. Espansione zone edificate.
  2. Trasformazioni del tessuto urbanistico già esistente.

Sono molto importanti i legami di rete di lunga distanza, trasporti, ma anche gli interventi per i legami territoriali di prossimità. Interventi per equilibrio ambientale, valorizzazione del patrimonio culturale, sviluppo e riqualificazione (sono progetti rivolti a molti settori ma tutti rivolti ad aree dismesse industriali oppure ex scali ferroviari per la localizzazione di funzioni eccellenti e di urban amenities, rendendo Milano competitiva a livello internazionale).

Cap. 2: Città ed economia

Motore dello sviluppo urbano (domanda esame dic)

  • Economia della città: sono i processi produttivi in essa localizzati a determinare le trasformazioni che la interessano e che hanno un forte impatto sulla sua morfologia.
  • Industria è stata il motore dello sviluppo urbano per due secoli.
  • Si è consolidato il legame tra urbanizzazione e industrializzazione, economia e politica.
  • Oggi questo legame entra in crisi e la crescita urbana avviene solo dove le economie locali sono in grado di rinnovare la propria base economica, sostituendo la fabbrica con uffici per servizi (tradizionali/avanzati).
  • Nelle società pre-industriali (rurali) è l’organizzazione politica che consente di espandere i territori, aumentare le risorse, sostenere la crescita della popolazione urbana.
  • Più potere, più territori, più città; meno potere, meno territori, meno città.
  • Anni 70: crisi, la città deve trovare un altro motore di sviluppo.

Come? Innovazione tecnologica e culturale

Città industriale moderna

Prima industrializzazione

  • 19º secolo: sistema economico fondato sull’uso del capitale.
  • Innovazione sociale e tecnologica (manifattura).
  • In Inghilterra nel 1760 ci sono molte concause determinanti per questo sviluppo.
  • Weber: etica protestante e spirito del capitalismo: mentalità e valori creano un ambiente favorevole all’imprenditorialità e allo sviluppo della scienza.
  • Applicazione su larga scala delle macchine a vapore (50 anni) porta alla concentrazione di industrie nelle città.
  • Sviluppo soprattutto in città minori (esempio: Manchester).
  • 18º sec in Inghilterra è l’industrializzazione a guidare l’urbanizzazione.
  • Tanto lavoro disponibile porta a bassi salari.
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Scienze politiche e sociali SPS/10 Sociologia dell'ambiente e del territorio

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher stearbitrio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie Urbane e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Tosi Simone.
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