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CITTA’ FORDISTA

Fordismo

- Fase dello sviluppo capitalistico

- Le organizzazioni fordiste sono dominanti

- Modello economico produttivo

• Imprese big dimensioni con integrazione verticale

• Produzione di massa

• Organizzazione lavoro parcellizzata

• Manodopera poco quali e molto gerarchizzata

• Organizzazione scientifica del lavoro by Taylor

- Il lavoratore si sente completamente estraneo al prodotto>> alienazione, ritmi intensi, no libertà

- Economia di scala con tanti prodotti standardizzati >> domanda sempre crescente (?!)

- Il modello presuppone un progressivo ampliamento del mercato che si può verificare solo quando altre

fasce di persone hanno accesso ai beni

- Circolo virtuoso: economie di scala > salari + alti > consumo di +

- Stato: keynesiano

• Forma e stabilizza la domanda

• Media tra sindacati e proprietari

• Sostiene la domanda tramite opere pubbliche e infrastrutture

• Politiche sociali x i diritti base

Cosa succede alla città?

Produzione industriale + intervento dello stato  morfologia e struttura della città

Pdv fisico: da città  ad area metropolitana

Grande espansione Progressivamente

diventano un’unica unità

• Sub urbanizzazione >> perdita compattezza e confini precisi territoriale

• Sobborghi e quartieri satelliti (x i lavoratori) >> pendolarismo + problema trasporti

• Poli suburbani intorno alla conurbazione in cui cresce la pop

Pdv sociale: da città tradizionale  a città post-industriale

• Città tradizionale: immagine di una piramide

• Città fordista: immagine di un rombo!!

Perché? Cresce la classe media (+ruoli centrali/ espansione settore pubblico dei servizi)

CRISI MODELLO FORDISTA E TRASFORMAZIONE ECONOMIA URBANA

- Crisi anni 70

- La produzione industriale dei paesi occidentali si riduce e le città subiscono processi di de-

industrializzazione

- Processi di ristrutturazione industriale (es. x automatizzare la produzione) >> +snelle e +flessibili

- Tecnologie @informazione e @comunicazione >> decentramento

- Nuovi modelli flessibili centrati su imprese di medie-piccole dimensioni

- Sistemi produttivi locali specializzati // distretti industriali (soprattutto in Italia)

- Prodotti e servizi prima inesistenti, produzione anche immateriale

- Le città si trasformano in centri x la produzione e distribuzione di info, conoscenza, immagini e

simboli, dove operano i lavoratori della conoscenza

• Castells “terza rivoluzione industriale”: globalizzazione e tecnologie

• Ma molte disuguaglianze: si parla di economia arcipelago (isole felici = aree metropolitane)

• Sassen: internazionalizzazione, finanziarizzazione, concentrazione industriale

Che alimentano la crescita di centri urbani

 in cui ci sono le funzioni di controllo, finanziamento e gestione dell’economia mondiale

 città globali (New York, Londra...)

• ma la globalizzazione economica alimenta la necessità di informazione e conoscenza

• sono importanti le reti di relazioni interpersonali + i contatti diretti 5

• legame strettissimo tra globalizzazione  crescita della città

• (la città si sviluppa nella misura in cui si espande l’internazionalizzazione degli scambi e la

specializzazione finanziaria e dei servizi del settore avanzato)

• Benessere economia urbana  capacità della città di sviluppare i settori ad alta intensità di capitale

intellettuale

CITTA’ COME CAMPO CREATIVO

• Cultura  economia : sono coinvolte in un processo di assorbimento reciproco

• Le grandi città sono il luogo in cui si genera la creatività necessaria alla produzione delle forme culturali

• Ovvero CAMPI CREATIVI che attraggono e rendono produttive le forze in esse interagenti

Industrie culturali = Tutti i settori produttivi che si occupano di creare, produrre, commercializzare b&s ad

alto contenuto di significati simbolici

- A volte il confine tra bene e servizio è confuso

- È problematico dire quali sono i settori produttivi che costituiscono l’economia culturale e i settori che non

hanno contenuti culturali e simbolici

- Pubblicità = attività diretta a creare il nesso prodotto-significato >> x indurre al consumo

mercificazione della cultura

- Design: risponde ai bisogni culturali di differenziazione delle identità

2processi

1) Espansione grazie a: new tecnologie comunicazione, sviluppo internet e rete globale

2) Esteticizzazione dei beni: produzione di immagini (media e cultura) >> domanda di b&s che deriva

dalla gigantesca produzione simbolica >> si differenzia sempre +

Convergenza tra sfera economica e sfera culturale!

• (produzione eco molto culturale // produzione cult molto eco)

• Convergono, si alimentano e si modificano a vicenda

• Contaminazione ed ibridazione tra culture ≠  cresce la funzione simbolica

Crescita economia culturale (’90) che si concentra nelle città perché? (Scott)

1) Condizione storica: prima c’era qualche forma di produzione culturale che ha portato alla formazione di

una comunità di lavoratori con le capacità creative e artistiche necessarie. (competenze cult  storia city)

2) Funzionamento delle comunità:

- gli individui si solito svolgono attività complementari e hanno poi carriere indipendenti

 la città consente una big interazione e scambi  circola, si accumula e si riproduce il cap cult

- La città dà un insieme di istituzioni che sorreggono gli individui nelle industrie culturali

- La città offre la possibilità di organizzare mostre, eventi, manifestazioni >> riconoscimento

- Nella città sono presenti molte funzioni economiche differenziate che necessitano della creatività

culturale ed artistica

Quali sono gli effetti di questa localizzazione??

• Industrie culturali sono posizionate in porzioni specifiche della città e si raggruppano in quartieri

• Di solito: aree industriali dismesse o quartieri degradati che offrono alle nuove industrie occasioni di

insediamento molto favorevoli

• Hanno necessità di comunicare f2f >> serve prossimità >> che diventa vantaggio economico

• Localizzazione  trasformazione di queste aree

• Molti lavoratori abitano dove lavorano

• Quartieri: @luoghi produzione culturale @risultato della produzione culturale @luogo cosmopolita di

incontro multiculturale

• Modificazioni della struttura sociale della città (es. + classe media)

• Progressiva specializzazione

• Legame tra immagine di un prodotto di successo e la città  industria culturale con rendita di monopolio

• La città è diventata un marchio che garantisce i suoi prodotti  6

• La cultura e le sensibilità locali entrano nei prodotti >> identità e differenza rispetto ad altri

economie urbane ≠ >> forme urbane ≠ >> strutture sociali ≠ >> modelli ≠ di città

• Globalizzazione: trasformazioni soprattutto nelle big metropoli (+ vantaggi)

• Funzioni di controllo del sistema finanziario mondiale sono in alcune città e in porzioni specifiche di

queste città

legame tra spazio urbano e attività finanziaria: 2 processi

1) Costruzione di fiducia (personale/interpersonale) e reciprocità

2) Costruzione di interpretazione: tante info >> sub comunità interpretative

• Informazione  interpretazione, comunicazione f2f  accumulazione, organizzazione, trasmissione

• In città vengono prodotti gli strumenti adatti x l’interpretazione!! + strumenti diretti/indiretti

• (es. Milano assicura il collegamento tra eco nazionale e eco globale)

Struttura occupazionale nelle big city si modifica

- Domanda specifica di b&s

- Consumo di servizi alla persona  lavoratori poca quali

- Si polarizza la struttura sociale!!  + segregazione

- La città appare divisa @socialmente @spazialmente  città americana

- Nei paesi industriali avanzati il ceto medio diminuisce e aumenta la polarizzazione

La città è rappresentabile con la forma a clessidra

Ci sarà l’americanizzazione anche in Europa??

NO: Caratteri troppo diversi per @dimensione e @concentrazione

1) Nn ci sono i ghetti (piuttosto piccole aree in cui si concentra il disagio)

2) E cmq permangono molti professionisti intermedi e dipendenti pubblici che alimentano il ceto medio

3) Cmq ci sono delle differenze a livello europeo (es. lavori a basso reddito... ecc)

4) Ma cmq pare che in EU questi processi (es polarizzazione) abbiano un impatto minore >> no

dualizzazione

5) C’è la disuguaglianza ma solo perché è il polo alto della struttura sociale ad essersi ingrandito

6) Eu: classi superiori nel centro della city // usa: fascia sub urbana >> concentrazione non così forte!

Tendenze sempre + simili dovute alla globalizzazione economica

 Ma si innestano su strutture spaziali e sociali ≠

 Cmq bisogna prevenire la segregazione

CAP.3: LA CITTA’ E LE POLITICHE

Trasformazione del governo della città da un modello con istituzione locale, attore dell’attività di governo

(DAL GOVERNO)  modello che comprende diversi attori, gruppi e sistemi di relazioni..la cui capacità di

governo deriva da meccanismi di negoziazione e coordinamento tra ≠ organizzazioni (p/p) (ALLA

GOVERNANCE)

Governo della città = istituzione pubblica (local government) e attività di questa istituzione (governance)

Governance = esercizio dell’autorità politica / eco / amministrativa nella gestione degli affari di un paese ad

ogni livello

Comprende i complessi meccanismi/processi/istituzioni attraverso cui i cittadini articolano i loro interessi,

mediano le differenze ed esercitano i loro diritti ed obblighi legali

- Pluralità di attori e interessi

- Forme di autoregolazione sociale

- Coordinamento e collaborazione tra attori

- Ridefinizione dell’ente pubblico (da provider a >> enabler) 7

La governance è auspicabile perché:

1) Il governo locale è sempre + in difficoltà perché le società sono sempre + complesse e frammentate

2) Governante: giusta risposta per una domanda sempre + diversa e grande (serve + democraticità)

3) Il processo bottom-up ↑è sempre + legittimo

Epoca fordista:

governo locale: eroga i servizi (per ridurre il conflitto sociale)

stato centrale: scelte + ampie di politica economica e infrastrutture

poi: da economia di produzione a economia dei servizi  stato keynesiano

poi: crisi fiscale  ma serve sempre + l’intervento pubblico (disoccupazione, frammentazione..)

- Politiche x la promozione dello sviluppo economico locale

- La competizione diventa necessità

- Ma lo sviluppo dipende dalla capacità del governo locale a coinvolgere attori e risorse

Anni 80: gli amministratori locali diventano >> imprenditori >> politiche di marketing urbano

>>> meccanismi alternativi di negoziazione tra ≠ gruppi, reti, sottosistemi  azione di governo

>>> ma sono forme @limitate @frammentate @poco consolidate

Coesistenza tra

1. Government consolidato

2. Governance sperimentato

TIPOLOGIE DI GOVERNANCE: CITTA’ USA E EU A CONFRONTO

CITTA’ AMERICANA

Governo locale orientato e specializzato a promuovere lo sviluppo eco

- Alleanza settore privato

- A discapito delle politiche sociali di tipo redistributivo

perché?

a. Debolezza amministrazione locale

b. Stato federale ha un ruolo minimo

c. Governo locale dipende dal settore privato

d. Politica orientata al mercato

CITTA’ EUROPEA

Mix tra politiche per lo sviluppo e politiche sociali

Perché?

a. Governo locale EU non dipende dalla base fiscale locale

b. Attori politici possiedono risorse che arrivano dallo stato centrale

c. Settore pubblico è + importante perché è + importante la proprietà pubblica

d. Interessi più ampi

e. Politica locale ed economia locale si mantengono autonome

f. Economia locale + legata a contesti nazionali o sovranazionali

g. Pluralità di attori!!! + compresenza livelli di azione di governo diversi

h. + legami centro-periferia (differenze, serve + coordinamento)  governante + complessa, - efficace, +

debole

Italia: debolezza delle pratiche di governance è confermata da una ricerca.

La governante (soluzioni di problemi collettivi) non funziona perché non si riescono a coordinare tutti gli

attori coinvolti

VERSO UN MODELLO CONVERGENTE?

- Analoghe pressioni

- Ristrutturazione economia x competizione internazionale

- Anche lo stato in EU diventa meno importante >> vicinanza modello USA

- + dipendenza dalle risorse dell’economia locale (unito ad) ritiro dei governi nazionali dagli impegni dello

stato sociale, + rafforzamento attori economici  città EU intraprendono strutture convergenti ma anche

nuove ed originali 8

- Esisterebbe infatti x le forme di governance

• Via americana (governance che si consolida in regimi urbani)

• Via europea (compresenza di governance e government)

PROBLEMI DELLA GOVERNANCE URBANA:

1) PRIVATIZZAZIONE POLITICA URBANA: dislocazione dei processi decisionali di governo in sedi non

soggette al controllo democratico

2) DIFFICOLTA’ DI INCLUSIONE DEI DIVERSI INTERESSI COLLETTIVI: collaborazioni flessibili e poco

formalizzate

Relazione tra governance e democrazia è difficile  rischio: nuove oligarchie urbane

NUOVE DOMANDE

• Nuova economia e società >> + problemi, + domanda, + servizi personalizzati e diversificati (agenzie

esterne)

• Centralità tema sviluppo interno >> investimenti

• Domanda di adeguamento e potenziamento delle reti infrastrutturali

• Potenziamento di tutte le ricerche che alimentano l’innovazione

• Sostegno di organizzazioni che si occupano di produzione, interpretazione @ info e @conoscenze

• Domanda di formazione dei lavoratori

• Domanda comunicazione e marketing urbano

• Aumento generale del livello di istruzione

• Domanda di consumi culturali >> nuove strutture e nuovi servizi

• Domande x qualità ambientale e qualità dell’abitare

• Problemi di integrazione sociale ed economica (anche x immigrazione)  servono risposte adeguate!

NUOVE RISPOSTE! declinazioni a livello locale

2 tipi di politiche:

1) GRANDI PROGETTI DI RINNOVO URBANO

• è una strategia necessaria x il rilancio della città!

• Solitamente riguardano i vuoti urbani prodotti dalla de-industrializzazione

• Immagine nuova, simbolica >> star architects >> visibilità e prestigio

• Es. Londra (tate gallery che prima era una centrale elettrica)

• Tutto ciò avviene anche nelle città minori e non solo nelle capitali  importanza dei trasporti x collegare

• ITALIA:

- Meno diffusi e con + difficoltà di realizzazione

- Non raggiungono mai la fase attuativa

- Eccezioni: lingotto (Torino) e bicocca (Milano) >> negoziazione tra attore pubblico e privato

Polo tecnologico  funzioni tipo ricerca e sviluppo, uffici, infrastrutture, residenze  ministero uni decide di

mettere qua la sede uni >>> teatro come sostituto della scala  amministrazione pubblica per risolvere i

problemi di accesso all’area ( il promotore era invece privato: società gruppo Pirelli)  tutto ciò sposta il

baricentro gravitazionale di tutta l’area metropolitana milanese verso il nord della città

2) PROGETTI DI SVILUPPO INTEGRATO

• Mobilitazione delle risorse locali al fine di promuovere le istituzioni che attivano le dinamiche politiche e

sociali di sviluppo

• Interventi su persone e su aree in cui i processi di esclusione e marginalizzazione si manifestano in

modo + acuto

• Es. povertà: si manifesta dove ci sono poche infrastrutture e servizi

• Scopo di rigenerare le aree @pdv fisico @pdv economico @pdv sociale

• Visione di sviluppo multidimensionale che consente di affrontare meglio i nuovi problemi urbani e

cogliere le nuove occasioni di sviluppo

2 elementi che contraddistinguono questi progetti:

1. INTEGRAZIONE: Favorire un approccio intersettoriale 9

2. PARTECIPAZIONE: Aprire nuove vie di comunicazione e ascolto, per facilitare la circolazione delle

informazioni per attivare e mobilitare le risorse locali

Sostegno dell’unione europea (dagli anni 80 in poi), perché??

1. Interazione = base comune di conoscenza e comprensione

2. Favorisce la costruzione di un clima di fiducia reciproca tra i partecipanti >> + efficacia

3. Migliore comprensione dei problemi e maggior fiducia servono per raggiungere l’obiettivo

4. È una via privilegiata all’innovazione di politiche sociali, soprattutto per questioni difficili

URBAN (2 edizioni): programma di sviluppo integrato che ha avuto maggior visibilità

(coesione, competitività, sviluppo, opportunità, integrazione) + partnership, attori privati, risorse scarse...

POVERTA’ ED ESCLUSIONE SOCIALE

• Non sempre hanno priorità nell’agenda politica

• La questione sociale cmq torna come tema specifico di policy

- Nuovi rischi di impoverimento ed emarginazione

- Aumentano le forme di deprivazione economica

- Rischio di non soddisfare i bisogni fondamentali

- Indebolimento legami sociali, disaffiliazione, carriere di povertà, esclusione sociale

• La povertà è un problema delle persone MA ANCHE un problema delle metropoli!!!

- Povertà se – opportunità lavoro o occasioni di formazione

- Aree urbane: + persone esposte a rischi

- Nelle grandi città vanno le persone x i servizi (es volontariato) per i loro bisogni base

RITORNO ALLA POVERTA’

• Il welfare che prima garantiva diritti e servizi sociali è entrato in crisi

• Oggi @povertà @esclusione @poca integrazione @forme estreme di povertà @homeless

• Europa del sud: meno

3 sistemi di integrazione sociale:

1. Lavoro (deindustrializzazione)

2. Famiglia (2° transizione demografica, matrimonio, speranza di vita, struttura famiglia)

3. Welfare (familista, liberale, social demo)  l’azione dello stato è generalmente insufficiente

POVERTA’ IN ITALIA

• 12% delle famiglie = + di 7 milioni di italiani

• Differenze nord/sud

• Servizi pubblici primari >> efficacia molto differenziata (anche perché sono gestite a liv locale o regionale)

• Nn abbiamo un sistema di sicurezza nazionale che garantisce i diritti sociali minimi

• Si è consolidato un sistema di disuguaglianza sociale, territorialmente e legalmente definita

SOCIETA’ DEL RISCHIO E DELL’INCERTEZZA (Bauman)

- Rischi di grande intensità che riguardano tutti

- Es. ambiente, internazionalizzazione eco...  istruzione e info ci rendono consapevoli di tutto

- Rischi + incertezza  insicurezza e paura

3 tipi di insicurezza (Bauman)

1. Insicurezza esistenziale

2. Insicurezza cognitiva

3. Insicurezza personale

Si alimentano a vicenda e fanno crescere l’insicurezza generale (che non dipende dalla criminalità o dall’

immigrazione)

RISPOSTA: POLITICHE DI SICUREZZA (Diverse da paese a paese) 10


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DETTAGLI
Esame: Teorie Urbane
Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
Docente: Tosi Simone
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher stearbitrio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie Urbane e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Tosi Simone.

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