Filosofia delle serie tv
Cap. 1: Che cosa sono le serie tv
Punto di vista ontologico, le serie tv e i film trattano entrambe di immagini in movimento. Fino a qualche decennio si distinguevano a livello tecnico-materiale: film = registrazione fotochimica; serie tv = sistemi elettronici. Distinzione superata con l’avvento del digitale.
Le serie tv sono narrazioni attraverso immagini in movimento: esse rappresentano un mondo e raccontano una storia. Le serie tv si articolano su 3 livelli: puntata, stagione e la serie nella sua interezza; film si svolge su un unico livello.
Puntate e stagioni
Esistono serie di film (ex. Signore degli anelli, Guerre stellari, ...) che rispetto alle serie tv possiedono un’autonomia. Si considera il film in sé, in secondo luogo alla serie nel suo complesso. Serialità cinematografica → bottom-up (dalle parti all’intero).
Con le serie tv si procede al contrario. Serialità televisiva → top-down (dall’intero alle parti). La serialità cinematografica non contempla le stagioni.
Film e telefilm
La definizione ontologica di serie tv si basa sulla struttura: puntata-stagione-serie. Se qualche serie cinematografica esibisce la stessa struttura, può essere riconosciuta come serie tv a pieno titolo. Ci si limita a notare che il medium televisivo si presenta meglio per la distribuzione di un’opera così articolata rispetto a quello cinematografico.
Tempi e mondi
Le serie tv permettono di instaurare con i propri spettatori una forma di contatto che non ha eguali; nessun’altra forma d’arte comporta una condivisione di tempo così cospicua (simile in questo senso al romanzo). In questo senso una serie tv di 40 ore comporta un investimento temporale di 40 ore da parte dello spettatore ed è una minima parte del tempo impiegato sul set.
Le serie tv sono un’arte del tempo come nessun’altra, non a caso il viaggio del tempo è un motivo ricorrente.
Finestre, terrazze, edifici
Riassumendo, una serie tv è una forma di narrazione attraverso immagini in movimento che si articola in puntate e stagioni, e comporta un cospicuo interscambio temporale al crocevia fra temporalità differenti: quella dei realizzatori, quella dei personaggi e quella degli spettatori.
Una serie tv NON può essere né un cartone animato, né un documentario perché al primo manca la temporalità di lavoro investita nella realizzazione, nel secondo la temporalità dei personaggi fittizi.
Film → finestra sul mondo; serie tv → terrazza/edificio sul mondo.
Cap. 2: Che cosa sono diventate le serie tv
C’era una volta la televisione
La televisione è considerato il medium storicamente antagonista al cinema, colpevole di sottrarre il pubblico a esso. La narrazione televisiva di questi anni pare rivolgersi al cinema per ottenere nobilitazione culturale, e il cinema risponde con la formula “David Lynch presenta”, vale a dire Twin Peaks.
Nei primi anni Novanta le serie tv hanno ancora molto del telefilm (ex. Teen Drama come Beverly Hills) ma è impossibile non notare la vertiginosa evoluzione di una serie come X-Files o E.R. In realtà non sono soltanto i prodotti televisivi a cambiare ma la televisione nel suo complesso.
L’home video ha avuto un ruolo cruciale nella mutazione dello spettatore, generando nuove pratiche di visione: se lo spettatore di cinema aveva trovato nell’home video la possibilità di collezionare film, lo spettatore di serie tv vi ha colto la possibilità di sciogliere la struttura episodica in un mondo meno segmentato, senza rinunciare alla possibilità di muoversi all’interno del testo narrativo.
La grande piattaforma telematica del web ha rappresentato in tal senso un ulteriore passo in avanti: sempre più utenti costruiscono i propri palinsesti all’interno di una rete televisiva.
L’audience dell’opera seriale non è misurabile come per un passaggio di un evento televisivo, ma somiglia più al pubblico dei romanzi che fruiscono delle rispettive opere quando e come vogliono.
C’era una volta il romanzo
La storia della narrazione è il campo adeguato dove collocare la serie tv. Bisogna riferirsi alle origini della narrazione con la Poetica di Aristotele → epopea = narrazione estesa e articolata in una pluralità di episodi; drammaturgia = narrazione coincisa e unitari. Da questa distinzione Aristotele afferma la superiorità della drammaturgia sull’epopea, di fatti ciò spiega la maggiore efficacia del cinema rispetto al romanzo.
La serialità contemporanea ripristina invece l’ampia articolazione delle grandi narrazioni romanzesche facendo però tesoro dell’efficacia della scrittura cinematografica: le serie tv sono drammaturgia ed epopea al tempo stesso.
Cap. 3: La scrittura
Orizzontalità e verticalità
La nuova serialità televisiva si è affermata verso la fine degli anni Novanta, a partire dalla rivalutazione della scrittura finalizzata alla messa in scena. Nel campo si è svolta e si svolge tuttora un’instancabile sperimentazione sulle strutture narrative, puntando ad una sintesi che unifichi e superi la “tesi romanzesca” e la “antitesi cinematografica”, anziché accontentarsi della loro pacifica convivenza.
Nella prospettiva della scrittura seriale, la dialettica di epopea e drammaturgia si può analizzare in termini di orizzontalità (sviluppo dell’epopea di puntata in puntata, di stagione in stagione) e verticalità (la costruzione della drammaturgia all’interno della singola puntata).
In questo senso la struttura dei vecchi telefilm era molto più verticale. Con verticale si intende quando il racconto seriale chiude le linee narrative; con orizzontalità la storia ha una sua continuità episodio dopo episodio (nei telefilm è garantita soltanto dal personaggio). Le soap opera sono orizzontali perché la vicenda non si conclude mai di episodio in episodio, senza possibilità di soluzioni.
Il tratto distintivo della nuova serialità si trova nella combinazione tra orizzontalità e verticalità (ex. X-Files). Uso nelle serie tv del cliffhanger per cui l’episodio si conclude con l’eroe in bilico tra la vita e la morte, lasciando lo spettatore desideroso di vedere l’episodio successivo.
Le serie tv mettono in discussione la chiusura narrativa, trasformandola in una dialettica fra chiusura e apertura, in virtù della struttura generale che le costruisce come narrazioni.
Analisi e sintesi
Un’altra caratteristica dell’evoluzione storica delle serie tv è la varietà dei concept, dei soggetti narrativi. La tv era un contenitore di piccoli racconti quotidiani, ora la serie pratica un’estensione. Ad oggi le proporzioni si sono invertite in quanto: il cinema aspira alla totalità, come la serialità, la differenza tra le due è che quest’ultima non deve sottostare alla condanna della sintesi del gesto.
Conflitti e personaggi
Il conflitto narrativo, nella declinazione cinematografica, viene inteso come l’opposizione di due personaggi. Si è sviluppato recentemente il modello che John Truby chiama “opposizione quadrangolare” con un protagonista e tre antagonisti. Secondo questo modello, anzitutto gli antagonisti devono attaccare il punto debole del protagonista in modo diverso (ex. Ned Stark, Trono di spade).
Nel “quadrato” di Truby è importante che gli antagonisti non siano in conflitto con il solo protagonista, ma che ci sia tensione anche fra loro. Deve essere sostanzialmente uno scontro di valori, rispetto ai quali i personaggi devono essere molto distanti fra loro.
L’ultimo suggerimento di Truby è di passare dal quadrato al cubo, ossia quello di far lavorare il quadrato non soltanto al livello degli individui, ma anche a quello delle aggregazioni e degli orizzonti. Anche quando il protagonista è uno e riconoscibile in quel ruolo, tuttavia gli altri personaggi non si riducono a semplici antagonisti o deuteragonisti, per risultare invece protagonisti ciascuno di una propria linea narrativa, plot, che si intreccia con le altre per formare la trama.
Conflitti e temi
Il tema è l’argomento di carattere generale sul quale la narrazione, attraverso la messa in scena di conflitti particolari, prende in qualche modo posizione. Il tema è qualcosa che riguarda non solo il mondo narrativo ma soprattutto il mondo reale. È composto non solo dal topic (l’oggetto del discorso) ma anche da un focus (le proposizioni del discorso che riguardano quest’oggetto).
Si dice allora che l’esplorazione del tema da parte di un racconto consiste nell’asserire uno o più focus che vertono sul topic. Qui risiede la differenza principale tra cinema e serie tv: un film riesce a costruire un’unica proposizione sul topic che ha scelto, mentre una serie, sfruttando l’estensione temporale e l’articolazione puntata-stagione-opera, ha la possibilità di costruire una molteplicità di proposizioni che ruotano tutte quante intorno al topic.
Usando un linguaggio filosofico si può dire che il tema nelle serie si rivela “temporalmente e modalmente” articolato.
Cap. 4: Allestimento
La serie tv non si limita ad imbastire una storia ma traccia un orizzonte condiviso, il mondo narrativo, sul quale potranno avvicendarsi innumerevoli storie. Al pari della drammaturgia cinematografica, è anche in grado di fornire un accesso percettivo diretto al mondo rappresentato, il che può dare allo spettatore come un’impressione di farne quasi parte.
Il mondo narrativo va insomma considerato non solo come l’oggetto di un’esperienza, ma anche come l’esito di un allestimento audiovisivo. Un discorso filosofico formato da immagini in movimento deve esprimersi attraverso le componenti dell’allestimento audiovisivo: la sceneggiatura come scrittura finalizzata alla messa in scena; la scenografia, la recitazione e la regia come operazioni di riempimento dello spazio della scena; il design della luce e del suono e l’inquadratura come operazioni di captazione della scena da parte della mdp, cioè della trasformazione della scena in “immagine audiovisiva”; la grafica e il montaggio come operazioni di manipolazione e di organizzazione di immagini siffatte.
Sceneggiatura
La sceneggiatura è il livello in cui la scrittura drammaturgica pone le basi per l’allestimento (non solo copione). È importante pensare alla sceneggiatura come un grande e complesso progetto narrativo. La formula “created by” che si vede nei titoli di testa è il “certificato di nascita” della narrazione.
La funzionalità della sceneggiatura è duplice: da una parte c’è il progetto dell’intero mondo narrativo, dall’altra la costruzione della singola puntata. Un aspetto caratteristico delle serie contemporanee risiede proprio in questa relativa autonomia della puntata, e quindi nella dialettica che si instaura fra la singolarità dell’episodio e la totalità della serie.
Scenografia
Vedere un film o una serie tv è percepire uno spazio. Lo spazio che la scenografia racconta non è soltanto uno spazio fisico ma anche uno spazio sociale: esso è la forma più immediatamente riconoscibile delle istituzioni e delle aggregazioni (ex. CIA in Alias). La storia degli uomini è sempre la storia dei luoghi, questo ci dicono innanzitutto le serie tv.
Recitazione
Per recitazione si intende l’insieme delle operazioni realizzate dall’attore sulla scena, anche le più neutre e “di servizio”, come aprire la porta. Proprietà particolarmente apprezzabili della recitazione nelle serie tv sono da una parte l’understatement, cioè la parsimonia espressiva, la misura nell’esprimere passioni e stati d’animo; dall’altra il behaviorismo, cioè la capacità di far conoscere il personaggio per quello che è, nei suoi tratti consueti e ordinari, senza dover per forza esprimere qualcosa di sconvolgente, di eccezionale o memorabile.
La caratteristica fondamentale della costruzione del personaggio seriale in tal senso è la gestione delle trasformazioni perché rispetto ai film, l’attore di serie tv si confronta con trasformazioni marcate del personaggio. La varietà e il dinamismo delle trasformazioni cui sono soggetti i personaggi ricadono anche su un aspetto da sempre cruciale della recitazione televisiva: l’essemble, la dimensione relazionale, il fare parte di una squadra (ex. Lost).
Regia
Sul concetto di regia esistono una pluralità di definizioni. Nel cinema, ad esempio, è diventata un’etichetta artistica che qualifica un’opera (film diretto da Tim Burton = opera dell’artista Tim Burton). Nelle serie tv questo sistema non esiste in quanto la “paternità” del prodotto non è attribuita al regista, bensì al proto-sceneggiatore titolare del “created by” (ex. The Simpson = created by Matt Groening).
Il regista nelle serie tv è colui che presiede all’allestimento della singola puntata sviluppandone il tema specifico così da offrire una particolare visuale sul mondo narrativo della serie. Egli deve essere in grado di garantire la tenuta del mondo che egli riceve dal regista precedente e che trasmetterà al successivo (continuità), senza però rinunciare a offrire un’interpretazione personale (originalità).
Luce
Se il campo visivo è “la porzione di spazio immaginario a 3 dimensioni percepito in un’ immagine filmica”, allora la fotografia del cinema e delle serie tv è la costruzione del campo visivo a partire dallo spazio della scena allestito da scenografia, recitazione e regia. La fotografia trasforma la scena in un campo visivo a partire da due scelte fondamentali:
- Come illuminarla;
- Come inquadrarla.
Si è soliti ritenere la fotografia televisiva come una riduzione della fotografia cinematografica ai valori medi, ma le serie tv contemporanee azzerano questo luogo comune presentando una ricchezza di elaborazione a livello di luce, di focali, di mdm.
Esempi di utilizzo della luce:
- X-files: luce come entità ultraterrena;
- Alias: una tavolozza cromatica variegata e la luce cangiante sottolineano l’effettivo cambiamento di luogo;
- Una mamma per amica: dove Stars Hollow è dominata da colori autunnali e tinte calde, finalizzata alla ricerca di unitarietà tra ambientazione e personaggi.
Suono
Il campo sonoro è la porzione di spazio immaginario a 3 dimensioni costruito dalla colonna sonora. Oltre ad appartenere tecnicamente al campo sonoro, la musica per i film appartiene a un mondo narrativo: vale a dire che essa può essere oggetto della storia, quando è condivisa da personaggi e spettatori, oppure essere funzione del discorso quando è diretta ai soli spettatori.
L’idea generale è quindi che la musica di una serie tv non vada intesa come un semplice “commento musicale”, ma come la componente di un testo sonoro articolato, che dipende tanto dalla musica quanto dalla recitazione e dai procedimenti di sound design.
Esempi di musica nelle serie:
- Roswell, Sex and the city, Grey’s anatomy: largo impiego del voice over.
Inquadratura
Mentre l’illuminazione determina soltanto come apparirà il contenuto dell’immagine, l’inquadratura determina quale sarà questo contenuto. Inquadrare stabilisce quale porzione di spazio mostrare, con quale messa a fuoco e da quale punto di vista.
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