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Riassunto esame Strumenti di valutazione della personalità, prof. Parolin, libro consigliato Schema Therapy

Riassunto per l'esame di strumenti di valutazione della personalità, docente Laura Parolin, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente: Schema Therapy. Gli argomenti trattati sono i seguenti: schemi maladattivi precoci, stili di coping, mode, disturbo borderline di personalità, disturbo narcisistico di personalità.

Esame di Strumenti di Valutazione della Personalità docente Prof. L. Parolin

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ESTRATTO DOCUMENTO

del trattamento, i pazienti interiorizzano il comportamento del terapeuta come parte della

propria modalità adulto sano.

Il lavoro sulle modalità si articola in sette fasi generali:

1. identificare e dare un nome ai mode del paziente;

2. esplorare le origini e il valore adattivo che una modalità esprimeva durante l’infanzia e

l’adolescenza;

3. connettere le modalità disadattive alle problematiche attuali e alla sintomatologia;

4. dimostrare i vantaggi connessi alla possibilità di abbandonare tale modalità;

5. accedere al bambino vulnerabile attraverso l’immaginazione, in quanto rappresenta una

valida via d’accesso agli schemi, specialmente nel caso in cui il paziente si mostri

invulnerabile;

6. aprire un dialogo tra i diversi mode;

7. aiutare il paziente a estendere il lavoro sui mode alle diverse situazioni di vita.

Il trattamento: fase di assessment e fase psicoeducativa

La terapia è scomponibile in una fase di assessment-psicoeducazione e in una di cambiamento.

Fase di Assessment

Nei primi incontri avviene una valutazione del paziente e la raccolta della storia di vita. Nella

valutazione iniziale si procede all’analisi dei problemi che spingono il paziente a entrare in terapia

e si cerca di definire in modo condiviso gli obiettivi terapeutici. Il terapeuta dovrà, inoltre, fare una

diagnosi col DSM e valutare l’idoneità al trattamento. La raccolta della storia di vita sarà utile alla

successiva identificazione degli schemi disfunzionali. A tal fine il clinico ha a sua disposizione

due questionari: lo Young Schema Questionnaire (YSQ) e lo Young Parenting Inventory (YPI).

Utili all’identificazione degli schemi sono anche le tecniche immaginative: si tratta del cosiddetto

imagery assessment, che si compone di due passaggi:

• inizialmente si chiede di chiudere gli occhi, immaginarsi bambino e portarsi in un luogo

sicuro. In seguito alla condivisione di tale immagine col terapeuta, si chiede al paziente di

riferire sensazioni ad essa connesse per stimolare la dimensione sensoriale;

• si chiede poi di abbandonare quest’immagine e lasciare che un’altra, questa volta

spiacevole, si presenti alla coscienza. Si esplorano quindi la scena, le emozioni e i pensieri

del paziente-bambino.

Altri due momenti importanti in fase di assessment sono l’osservazione in seduta degli schemi e

stili di coping e la valutazione del temperamento emotivo, che lo collocherà lungo il continuum

emotivo/non emotivo, pessimista/ottimista, ansioso/calmo, ossessivo/superficiale,

passivo/aggressivo, irritabile/allegro, timido/socievole.

L’ultimo punto dell’assessment è la concettualizzazione del caso, che consiste nel porre assieme

tutte le informazioni raccolte e presentarle al paziente. La concettualizzazione indicherà quali

bisogni sono stati frustrati, quali schemi ne sono derivati e gli stili di coping messi in atto dal

paziente per ciascuno schema.

Fase psicoeducativa

All’inizio del trattamento viene spiegato il concetto di schema, la sua origine a partire

dall’interazione tra frustrazione ambientale e temperamento e l’obiettivo della terapia, ovvero

quello di aiutare i pazienti a trovare un modo adattivo per soddisfare i bisogni modificando gli

schemi disadattivi. Viene poi suggerita la lettura dei primi cinque capitoli del manuale di auto-aiuto

“Reinventa la tua vita” di Young, in cui viene riassunto il lavoro fin qui effettuato.

Man mano che il paziente comincerà a prendere consapevolezza dei propri schemi, si farà in

modo che riesca a cogliere il nesso tra questi e i suoi problemi attuali. A tal fine possono essere

utilizzate tecniche immaginative quali l’imagery per collegare il passato al presente: in tale

tecnica si chiede al paziente di tornare ad un’immagine che nei precedenti esercizi di imagery

aveva attivato emozioni negative connesse allo schema, lo si invita a spostarsi ad un’immagine nel

presente nella quale prova le stesse sensazioni e gli si chiede di descriverla. Il terapeuta invita

quindi il paziente ad esprimere le emozioni che prova, ad esternarle agli altri presenti

nell’immagine e a rivendicare i propri bisogni. Young insiste sulla necessità di attivare le emozioni

nel paziente e sul renderlo consapevole di come i suoi bisogni emotivi fondamentali siano stati

frustrati in passato, anche se questo può far nascere rabbia. Young ritiene, infatti, che un vero

cambiamento possa avvenire solo se si attivano le emozioni. Al termine dell’esercizio si esplica la

connessione fra lo schema e i problemi attuali.

Il trattamento: fase di cambiamento

Per produrre il cambiamento si utilizzano: a) relazione terapeutica; b) strategie cognitive; c)

strategie esperienziali; d) rottura dei pattern comportamentali.

La relazione terapeutica

Riconosciamo due aspetti della relazione terapeutica: il confronto empatico e il reparenting

parziale. Nel primo si mostra empatia per gli schemi e stili del paziente, pur continuando a

valorizzare le ragioni che sostengono un cambiamento; il secondo esita nel soddisfacimento,

senza sovvertire i confini della relazione terapeutica, dei bisogni infantili inappagati. Il reparenting è

definito parziale per due motivi: perché il paziente è incoraggiato a cercare fuori dal contesto

terapeutico l’antidoto ai suoi bisogni e perché i limiti della relazione terapeutica non ne consente un

soddisfacimento totale.

Le strategie cognitive

Complessivamente, il fine di queste tecniche è far sì che il paziente sia in grado nella sua vita di

rintracciare autonomamente le evidenze non coerenti con le sue trappole, di dare loro il giusto

peso e di valutare il comportamento più saggio da mettere in atto. Gli interventi cognitivi sono i

seguenti:

• testare la validità dello schema: il paziente viene invitato a fare un elenco delle evidenze

a favore e contro lo schema. Visto che egli ha speso la sua vita ignorando il secondo tipo di

prove, andrà aiutato a rintracciarle e a dare loro il giusto peso;

• reinterpretare le prove che supportano lo schema, in modo tale che non costituiscano

delle prove della sua veridicità;

• valutare i vantaggi e gli svantaggi degli stili di coping:

• instaurare un dialogo tra lo schema maladattivo e la parte sana del paziente: quando

ci si siede su una sedia vanno esposti tutti i fatti che confermano lo schema, quando si

passa all’altra si elencano i fatti che lo smentiscono. Inizialmente il paziente sta nella sedia

pro-schema e il terapeuta nell’altra, in seguito ci si scambia di ruolo e infine sarà il paziente

a occupare di volta in volta entrambe le sedie, usando la parola “tu” quando occupa la

prima e la parola “io” quando siede nell’altra;

• costruire in seduta delle flash card: consiste nella compilazione, con l’aiuto del

terapeuta, di alcuni promemoria che comprendono delle risposte funzionali che il paziente

ha a disposizione per reagire alle situazioni in cui si attivano determinati schemi. Tenendoli

a portata di mano, il paziente può consultarli al momento opportuno;

• compilare lo Schema Diary: prevede che sia il paziente stesso a elaborare le risposte

funzionali alle situazioni della vita quotidiana in cui gli schemi si attivano.

Strategie esperienziali

L’utilizzo di tali tecniche è finalizzato da un lato a stemperare l’aspetto emozionale dello schema,

dall’altro al soddisfacimento, seppur parziale, di quei bisogni emotivi che sono stati frustrati nella

vita passata del paziente. L’immaginazione aiuta i pazienti a modificare il loro comportamento in

situazioni reali, mettendo in atto risposte che contribuiscono alla modifica degli schemi e a rendere

la vita più soddisfacente. Le tecniche utilizzate sono: Imagery work for Reparenting, Imagery

Dialogues e Imagery for Pattern Breaking.

• Imagery work for Reparenting: utile nel caso di pazienti che hanno la maggior parte dei

loro schemi disfunzionali nel dominio distacco e rifiuto. In tale tecnica si aiuta il paziente a

tornare indietro nell’infanzia e a ottenere dal terapeuta, e più tardi da sé stesso, ciò che

nella vita non ha avuto. Concretamente, il terapeuta chiede di immaginarsi in una

situazione spiacevole nell’infanzia e, quando l’immagine si è formata, di riferire dove si

trova, cosa fa, prova e pensa. Quindi, chiede il permesso di poter entrare lui stesso

nell’immagine e parlare direttamente con il bambino. A questo punto il terapeuta domanda

al piccolo se può fare qualcosa per lui e, in caso affermativo, cerca di soddisfarlo. In un

secondo momento sarà la parte sana del paziente a soddisfare il bambino.

• Imagery Dialogues: il fine principale di questa tecnica è autorizzare il paziente a

combattere contro lo schema e distanziarsene, cioè far sì che da egosintonico diventi

egodistonico. Come per gli altri esercizi immaginativi, si invita il paziente a chiudere gli

occhi e tornare ad una scena dolorosa dell’infanzia. Dopo averla descritta, il paziente è

autorizzato a esprimere la propria rabbia e difendere i propri diritti in un dialogo

immaginario con le figure significative.

• Imagery for Pattern Breaking: è utilizzata per aiutare il paziente a superare gli stili di

coping di evitamento e ipercompensazione. Si invita il paziente a immaginarsi mentre si

comporta in modo funzionale e sano, piuttosto che riprodurre i suoi tipici stili di coping. Un

paziente con uno schema di fallimento, ad esempio, può immaginarsi in una situazione che

normalmente evita, come candidarsi per un incarico importante.

La rottura dei pattern comportamentali

La parte finale del trattamento è finalizzata alla sostituzione dei pattern comportamentali guidati

dagli schemi con stili di coping più sani. Senza tale fase, la ricaduta è molto probabile.

Concretamente, terapeuta e paziente preparano una lista dettagliata di comportamenti da

modificare, e nel fare questo è importante coprire ciascuna area di vita separatamente (ad

esempio relazioni intime, lavoro, vita sociale), perché il paziente può manifestare stili di coping

differenti nelle diverse aree. Quindi, si utilizzano l’Imagery for Pattern Breaking, l’analisi dei

vantaggi e degli svantaggi connessi ai pattern di risposta e il role-playing col terapeuta per

esercitarsi a mettere in atto comportamenti più funzionali. Per aiutare il paziente ad essere più

comprensivo nei propri confronti, si può utilizzare l’imagery per collegare il passato al presente.

I questionari per la valutazione dei pazienti

• Lo Young Schema Questionnaire (YSQ) è uno strumento self-report per la valutazione

degli schemi: il paziente stabilisce, utilizzando una scala Likert a 6 punti, quanto ogni item

descrive il suo modo di essere. Gli item sono suddivisi in gruppi, in base allo schema a cui

si riferiscono, e l’interpretazione avviene analizzando gli item di ogni gruppo separatamente

ed evidenziando quelli a cui il paziente ha dato un punteggio elevato (5 o 6). Quando il

paziente attribuisce un punteggio elevato ad almeno due-tre item che rientrano nel gruppo

di un particolare schema, il terapeuta può considerare rilevante quello schema.

Successivamente il questionario viene riesaminato in presenza del paziente per ottenere

informazioni più dettagliate e per verificarne la piena comprensione.

• Lo Young Parenting Inventory (YPI) è uno strumento utilizzato per risalire alle origini degli

schemi nell’infanzia. Tale test è composto da 72 item che richiedono una valutazione

separata del padre e della madre rispetto ad una serie di comportamenti che, secondo le

ipotesi degli autori, contribuiscono all’instaurarsi degli schemi. Come per lo YSQ, anche per

lo YPI si utilizza una scala Likert con un punteggio da 1 a 6 e, anche in questo caso, gli

item sono raggruppati in base allo schema a cui si riferiscono. Se il paziente ha trascorso

molto tempo, nell’infanzia o nell’adolescenza, con un genitore acquisito, con i nonni o altre

figure genitoriali, lo YPI può essere integrato aggiungendo una o più colonne adibite alla

valutazione dei comportamenti di queste persone. Al contrario dello YSQ, dove uno


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia clinica dello sviluppo e neuropsicologia
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher paulweston di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Strumenti di Valutazione della Personalità e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Parolin Laura.

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