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L'invenzione e i primi anni del cinema

Il 28 dicembre 1895 segna l'inizio della storia del cinema, istituita per convenzione. In questa data viene presentato il cinematografo dei fratelli Lumière. La proiezione sullo schermo implica che ci sia una condivisione di un pubblico pagante. Queste sono le condizioni fondamentali che caratterizzarono la serata dei Lumière, dove presentarono una decina di cortometraggi in un caffè parigino.

La nascita del pre-cinema

Cosa c'è prima del cinema (pre-cinema)? Un insieme di pratiche spettacolari e scientifiche che risalgono alla notte dei tempi (es. ombre cinesi). Sono però 3 i filoni necessari per arrivare al 1895:

  • Proiezione su schermo
  • Illusione del movimento
  • Riproduzione fotografica della realtà

Spieghiamoli:

1) La lanterna magica (1600) è il primo strumento che permette di proiettare su un muro delle immagini statiche. La lanterna magica già prevede una condivisione dell'esperienza; Mondo nuovo è una sorta di scatola nella quale passano immagini fisse. In questo caso non vi è condivisione poiché si osserva uno alla volta appoggiando l'occhio alla fessura; Thaumatropio e Fenachistoscopio sono giochi ottici in cui due immagini sembrano in movimento; Zootropio è un cilindro in cui si mettono immagini e facendolo ruotare osservando all'interno delle fessure si aveva l'illusione che le immagini si muovessero. Questo strumento permetteva anche un'esperienza collettiva di queste immagini in movimento; Prassinoscopio di Emile Reynaud, che permetteva anche la proiezione su un muro, introduce per la prima volta la pellicola, un supporto stabile e costante su cui venivano disegnati i fotogrammi uno per volta; Cronofotografia di Eadward Muybridge, che cerca di riprodurre in maniera molto fedele il movimento animale e umano. Per farlo prende una serie di apparecchi fotografici, li dispone in sequenza, collega un filo che spezzato determina lo scatto della fotografia. In questo modo il movimento viene scomposto, fatte scorrere sembrava si muovessero; Fucile cronofotografico di Etienne-Jules Marey rende possibile avere un numero molto più ampio di scatti fotografici. Edison e il kinetoscopio permettevano una visione singola di immagini in movimento, da una prima risposta a sfruttare commercialmente la moda che stava spopolando delle immagini in movimento, una pellicola perforata (35 mm formato odierno) scorre all'interno di rulli. Edison dal 1884 inizia ad aprire sale in cui con una moneta si poteva usufruire di questi strumenti.

I film dei Lumière

Quando i Lumière introducono i loro film non sono a scopo narrativo bensì vedute, fotografie animate. I loro film avevano determinate caratteristiche:

  • Unipuntuali: c'è una sola inquadratura
  • Scene di vita comune
  • Vedute di paesi lontani così che la gente possa viaggiare stando fermi (alla fine avevano 1400 vedute)

Il cinematografo era:

  • Meraviglia e curiosità scientifica
  • Strumento didattico
  • Mezzo di informazione
  • Forma di spettacolo interattivo

Nel 1897 l'invenzione del cinema poteva considerarsi attuata. I principali sistemi erano due: il peepshow per spettatori individuali e la proiezione per un vasto pubblico. I Lumière non vollero vendere il proprio strumento ma affittando caffè e sale si muovevano loro per dar l'opportunità di far conoscere il cinema; solo nel 1897 iniziarono a vendere il loro apparecchio. Nasce quella che si può definire una vera e propria industria con spettacoli a pagamento, proiezione in pubblico, diversificazione di contenuti e generi. Quello che ancora non c'era era una sede stabile per le proiezioni. Il luogo delle proiezioni del cinema delle origini non era esclusivo, il cinema deve infatti condividere luoghi preesistenti con altre forme di spettacolo.

George Méliès, mago del cinema (1895 – 1912)

Méliès era un illusionista che decise di arricchire il suo programma con film, chiese un proiettore all'inventore R.W. Paul che nel 1896 gli forni la cinepresa. Méliès girò film di tutti i generi in voga ai tempi. I suoi film includevano molte vedute e brevi scene girate all'aperto. Usò il “fermo macchina” e molti altri effetti speciali per creare scene fantasiose e di magia più complesse. Tutti i suoi trucchi erano realizzati in fase di riprese, erano infatti pochissime prima della metà degli anni '20 le manipolazioni attuate sulla pellicola. Nel 1897 costruì un piccolo teatro di posa dove girò e proiettò i suoi film. Méliès fu anche maestro di un certo tipo di montaggio; come dimostrato da recenti studi i suoi fermi macchina furono realizzati anche dopo le riprese: tagliando la pellicola aveva la possibilità di unire il movimento dell'oggetto con la cosa in cui si stava trasformando. Nel 1912, sommerso da debiti dopo aver girato più di cinquecento film, fu costretto a smettere. Morì nel 1938.

Scuola di Brighton e UK (1887 – 1914)

I primi film inglesi divennero famosi per i loro effetti speciali. Cecil Hepworth produsse film a partire dal 1899 concentrandosi su temi attuali, ma presto iniziò a girare film colmi di effetti speciali e finì per diventare il produttore più importante tra il 1905 e il 1914. Altri produttori erano sparsi in Inghilterra i più importanti furono quelli della scuola di Brighton i cui capiscuola erano: George Albert Smith e James Williamson (entrambi fotografi) che passarono al cinema nel 1897. Costruirono piccoli studi aperti da un lato per far entrare luce e sperimentarono diversi modi di usare gli effetti speciali e il montaggio. “The Big Swallow” è uno dei film più rappresentati e un buon esempio dell'ingegnosità di Brighton. Nel Regno Unito e in altri paesi divenne popolare il phantom ride nato per dare l'illusione di viaggiare.

Stati Uniti: la concorrenza e la rinascita di Edison (1887 – 1910)

I film americani erano venduti all'estero ma le case di produzione si concentravano sul mercato nazionale. Tale concorrenza permise a Francia e Italia di acquisire terreno rispetto agli Stati Uniti fino alla metà degli anni '10. Dopo la presentazione del vitascope di Edison a NY nel 1896 le proiezioni di film si diffusero rapidamente. Il vitascope non era in vendita, si compravano i diritti per usarlo. Nel 1898 la novità si era consumata e il mercato del cinema era in declino. La guerra ispano-americana rinnovò l'interesse per il cinema. Un notevole successo premiò l'American Mutoscope Company grazie alle immagini nitide della pellicola 70mm e le vendite salirono. Nel 1908 assunse uno dei più famosi registi del cinema muto, W. Griffith. Un'altra importante società che cominciò la sua attività in questi anni fu l'American Vitagraph (1897), inizialmente agenzia pubblicitaria che poi iniziò a occuparsi di film. L'aumento della produzione dell'AM&B e della Vitagraph costrinse la Edison Company ad aumentare la produzione per fronteggiare la concorrenza. A sostenere l'impresa di Edison venne chiamato uno dei più importanti registi americani del periodo: Edwin S. Porter (proiezionista ed esperto nella produzione di materiale fotografico). All'inizio del 1901 Porter iniziò a usare la macchina da presa. A Porter sono state attribuite tutte le più grandi innovazioni del periodo antecedente al 1908 inclusa la realizzazione del primo film narrativo ("Life of an American Fireman") e l'invenzione del montaggio come lo concepiamo oggi. Nel 1903 venne realizzato il più importante film di Porter: "The Great Train Robbery". Nel 1909 lasciò la Edison Company per diventare produttore indipendente.

L'espansione internazionale in Europa

La produzione cinematografica in Europa

Intorno al 1905 l'industria cinematografica assunse dimensioni più ampie e forme più stabili. Sale permanenti vennero dedicate prevalentemente alla proiezione dei film e la produzione delle pellicole aumentò per soddisfare la domanda. L'Italia e la Danimarca divennero importanti produttori. Dopo il 1905 i film divennero più lunghi e cominciarono a essere composti da inquadrature diverse e storie più complesse. I registi sperimentarono nuove tecniche per comunicare le informazioni narrative. Questo è forse il più importante periodo di cambiamenti formali e stilistici nella storia del cinema.

Francia

L'industria cinematografica francese dominava il mercato internazionale. Le due principali società erano la Pathé Frères e la Gaumont. La prima era già grande e con tre diversi studi, fu una delle prime ad avere una concentrazione verticale che comportava il controllo della produzione, distribuzione e esercizio dei film da parte della casa. Costruiva le sue macchine da presa e i suoi proiettori. Comprò anche delle sale e iniziò a distribuire film noleggiandoli. Nel 1905 contava 6 registi ognuno che girava un film a settimana, tutti supervisionati da Fernando Zecca. Possedeva anche una concentrazione orizzontale, ovvero l'espansione di una compagnia all'interno di uno specifico settore dell'industria cinematografica. Anche l'espansione della Gaumont (principale concorrente) fu rapida. Fu Alica Guy-Blanché a insegnare loro il mestiere e sempre lei realizzò i film più lunghi.

Italia

L'Italia arrivò un po' più tardi sulla scena della produzione cinematografica che a partire dal 1905 si sviluppò rapidamente. Remake/imitazioni di film francesi in quanto le più grandi società italiane (Cines a Roma e Ambrosio Film a Torino) mancando di personale assunsero registi francesi. Nel 1910 l'Italia era probabilmente seconda solo alla Francia nel numero di film esportati. I produttori italiani furono i primi a realizzare film più lunghi di un rullo (15 min). Nel 1910 Giovanni Pastrone, uno dei maggiori registi dell'epoca, girò "La caduta di Troia" (tre rulli). A partire dal 1909 i produttori italiani iniziarono a imitare i francesi realizzando serie comiche.

Danimarca: Ole Olsen e la Nordisk

La Danimarca svolse un ruolo importante nell'ambito del cinema internazionale grazie all'imprenditore Ole Olsen. Nel 1906 fondò una casa di produzione, la Nordisk, e cominciò presto ad aprire uffici di distribuzione all'estero. I film della Nordisk divennero famosi in tutto il mondo per l'eccellente recitazione e i pregi produttivi. Si specializzò nel poliziesco, nel dramma e in melodrammi sensazionalistici. La Nordisk aveva un set che riproduceva un circo e che rimaneva perennemente installato. Olsen fu l'unico degno di nota in Danimarca; infatti, aprirono piccole case di distribuzione ma vennero tutte acquisite o uscirono dal mercato. L'industria danese allo scoppio della prima guerra mondiale perse molti dei suoi mercati di esportazione.

Industria cinematografica americana e la lotta per l'espansione

Prima della guerra mondiale le società americane si concentravano sul mercato interno. Tra il 1905 e il 1912 produttori, distributori ed esercenti tentarono di dare un po' di stabilità al confuso mercato dell'industria cinematografica.

La crescita dei nickelodeons

Tra il 1905 e il 1907 ci fu un grande sviluppo del numero di sale da proiezione. Erano in genere piccoli magazzini che contenevano meno di 200 posti a sedere, l'entrata costava generalmente un nickel o una dime se il programma durava dai 15 ai 60 minuti. La maggior parte dei nickelodeon aveva un solo proiettore. Erano più economici rispetto al teatro o agli spettacoli ambulanti ed anche i prezzi erano più stabili, le spese erano inferiori, gli spettatori si sedevano su panchine o su sedie di legno. Raramente sui giornali c'era la programmazione, quindi gli spettatori ci capitavano per caso o ci andavano abitualmente. Fuori dal cinema erano esposti i titoli e l'attenzione era richiamata dal fonografo. Spesso vi era durante la proiezione un accompagnamento sonoro fatto dall'orchestra, da un piano o dal gestore stesso della sala. Prima del 1905 il prezzo era troppo alto per la classe operaia. I nickelodeons permisero a un pubblico di massa formato da immigrati di assistere agli spettacoli. Erano ubicati o nelle zone industriali o nel quartiere degli affari, così da permettere agli operai di rimanere vicino a casa e a segretarie ecc. di vederli nell'ora di pranzo. I fratelli Warner cominciarono come gestori di nickelodeon. Carl Laemmle (futuro fondatore di Universal) aprì il suo primo nickelodeon a Chicago nel 1906. Louis B. Mayer (seconda M della MGM) gestiva un piccolo cinema a Haverhill. Altri dirigenti degli studios, tra cui A. Zuko (Paramount), William Fox (20th Century-Fox) cominciarono gestendo un nickelodeon.

La Motion Picture Parents Company

La rivalità tra AM&B e la Edison si inasprì nel 1908 e il mercato cinematografico si trovò nel caos. Infine insieme crearono la MPPC, compagnia che possedeva tutti i brevetti esistenti e controllava il mercato. Molte altre società minori entrarono a farne parte, per poter lavorare dovevano pagare tasse alle due società principali. Avevano inoltre imposto la regola di non poter proiettare più di un film a settimana. La MPPC sperava un giorno di poter controllare tutte le fasi dell'industria cinematografica. Iniziò a far chiudere altre società minacciandole di citarle in giudizio per non aver rispettato le norme sui brevetti. La Kodak accettò di vendere materiale fotografico solo ai membri della MPPC, questo accordo stabilì un oligopolio. I membri dell'oligopolio tentarono di sopraffare le case che non vi appartenevano. La MPPC ricevette un "attacco" da C. Laemmle che fondò la Independent Motion Picture (IMP) Corporation sulle cui basi sarebbe nata la Universal. Nel giro di pochi anni fu il boom delle case cinematografiche "indipendenti" che acquistavano dall'Europa e usavano cineprese con meccanismi differenti. Nel 1912 la MPPC fu accusata dal governo USA in quanto trust, la sentenza di condanna fu emessa nel 1915.

Controllo sociale e autocensura

I nickelodeons non erano ben visti. Nel 1909 nacque la Broad of Censorship, organizzazione privata che mirava a migliorare il contenuto dei film. Questa ed altre forme di autocensura fecero in modo che nell'industria cinematografica americana non venisse mai approvata una legge di censura nazionale. I film (con l'intento di attirare classi medio-alte) diventarono narrativamente più complessi e più lunghi, con storie tratte dalla letteratura o dalla storia. Tali miglioramenti formali e concettuali si accostarono anche ad un miglioramento fisico dei nickelodeons.

Nascita del lungometraggio

Nel 1909 alcuni produttori americani cominciarono a realizzare film più di un rullo, ma siccome il rigido sistema della MPPC permetteva di distribuire solo un rullo a settimana, gli esercenti potevano proiettare solo parte dei film alla volta. In Europa dove il sistema di distribuzione era più flessibile, i film composti da più rulli erano frequenti e quando furono importati dagli USA vennero proiettati nella loro interezza ma a prezzo maggiorato. Il successo di tali opere obbligò le case di produzione a distribuire e produrre film più lunghi. Intorno alla metà degli anni '10 il lungometraggio divenne la misura standard della programmazione delle sale.

Lo star system

Le società iniziarono a marchiare i propri film, gli spettatori quindi conoscevano la casa di produzione ma non autori, registi e attori. Furono gli spettatori ad interessarsi agli attori vedendoli film dopo film. Nel 1910 alcune case di produzione iniziarono a sfruttare i loro attori a scopi pubblicitari.

Il trasferimento ad Hollywood

L'area intorno a Los Angeles nei primi anni '10 si impose come il principale centro di produzione degli USA, questa zona aveva vantaggi climatici, varietà di paesaggi, possibilità di girare film western (in voga all'epoca). Il piccolo sobborgo di Hollywood era uno dei tanti dove si costruivano teatri di posa ma il suo nome finì per diventare sinonimo dell'intera industria cinematografica. I piccoli teatri di posa diventarono grandi studios.

Il problema della chiarezza narrativa

La chiarezza narrativa dipende dal fatto che lo spettatore capisca il rapporto spaziale e temporale fra una sequenza e l'altra. Nel 1908 Alfred Capus affermò che per mantenere viva l'attenzione dello spettatore occorreva mantenere una connessione tra un'inquadratura e la precedente. In questo momento i registi svilupparono tecniche del montaggio per rendere continuità narrativa (montaggio alternato, analitico e contiguo). MONTAGGIO ALTERNATO: prima del 1906 nei film narrativi non ci si spostava avanti e indietro fra azioni che avvenivano in luoghi diversi, al contrario un'azione continua formava l'intera storia; con questo montaggio l'azione si sposta avanti e dietro fra luoghi diversi. David Griffith è il regista più spesso associato a questa tecnica. MONTAGGIO ANALITICO: si riferisce al tipo di montaggio che suddivide uno spazio unico in inquadrature diverse, si faceva inserendo inquadrature ravvicinate di ciò che stava accadendo; in questo modo un campo lungo mostrava l'intero spazio e uno più stretto dava maggior rilievo agli oggetti o alle espressioni del viso. MONTAGGIO CONTIGUO: i personaggi uscivano dallo spazio inquadrato per poi riapparire nell'inquadratura successiva, movimenti tipici dell'inseguimento; negli anni '10 molti artisti compresero che se si mantiene costante la direzione del movimento si aiuta il pubblico a seguire la traccia dei rapporti tra spazi differenti.

Profondità di campo

Dai primi anni i registi avevano scelto di riprendere l'azione di profondità di campo. Il movimento

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiara.marzucco di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia ed estetica del cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Farinotti Luisella.
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