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Riassunto esame Sociologia del mercato del lavoro, Docente Fullin, libro consigliato Una finestra sul mondo del lavoro. Il diritto del lavoro che serve ai giovani, in parole semplici, Bonato R. e Campini F. Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Sociologia del mercato del lavoro, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Una finestra sul mondo del lavoro. Il diritto del lavoro che serve ai giovani, in parole semplici, Bonato R. e Campini F.. Università degli Studi di Milano Bicocca - Unimib.

Esame di Sociologia del mercato del lavoro dal corso del docente Prof. G. Fullin

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Come si cerca/trova lavoro?

Perché lunga attesa del posto?

Scuola: l’istruzione dura di più, di conseguenza più attesa finita la scuola.

Ma è vero che conoscono il lavoro così tardi i giovani italiani?

No: ci sono i lavoretti che precedono l’occupazione senza intaccare la condizione di studenti o in

cerca.

Lavoro minorile (< 16 anni)

• Non scomparso in Italia: 200-400 mila lavoratori soprattutto d’estate

• Diverso rapporto con la scuola: centro nord -> non intacca la frequenza scolastica / mezzogiorno

-> + abbandono precoce

• Ma quasi tutti i minori lavorano presso genitori / parenti, riproduzione della micro impresa

familiare e una sorta di sub cultura del lavoro minorile.

I motivi sono la povertà e le conseguenze della società dei consumi.

Lavoro degli studenti

• 20 – 50% scuole medie superiori, di più al nord (al sud c’è + disoccupazione generale)

• Differenze tra istituti tecnici (lavoratori) e licei (lavorano di meno)

• Differenze tra università-facoltà

• Lavoro occasionale / estivo

• Espansione scuola di massa (+ persone con esigenze diverse) / aumento di questo fenomeno e

tutto questo è causato da minore investimento nel percorso formativo perché non garantisce più

un lavoro sicuro.

I lavoretti sono un limbo per ingannare l’attesa, + diffusi al nord perché ci sono + opportunità anche

di maggiore livello e soprattutto in regola.

“effetto addestramento” costituisce uno scarso vantaggio sul piano professionale.

Lavoretti -> reti sociali -> occupazione per la vita?

• Dipende dalla relazione tra MDL (precario / stabile)

- Centro nord: spesso buona contiguità -> reti utili

- Centro sud: netta polarizzazione tra lavoro privato / pubblico

• Esistono diversi canali d’accesso

- Sistema clientelare per settore garantito

- Sistema familiare e conoscenti per lavoretti

Schizofrenia nei comportamenti di ricerca dei giovani

• Lavoro desiderato -> coerente con le aspettative dal livello di istruzione raggiunto

• Lavoro qualsiasi che non coinvolge l’identità è vissuto in modo strumentale

- Permette di prendere le distanze (contratti atipici)

- Aspettative mantenute e vive + a lungo

+ attesa per il lavoro della vita resa possibile dalla permanenza nella famiglia di origine. Bisogna

sostenere la situazione. È una strategia razionale un adeguarsi al familismo.

- < 23 anni -> + rischi per mancanza di lavoro o per redditi insufficienti

- Chi lavora in sotto qualificazione rischia di non raggiungere posizioni adeguate al titolo di studio

Sembra una strategia razionale ma in realtà:

• Anche se si corre meno il rischio

• Si aspetta perché nel contesto italiano il lavoro è super collegato con status sociale ->

declassante

Impatto della disoccupazione sulla società

Anni 50: la disoccupazione era minore ma calava + aree di povertà, più tensioni sociali +

insicurezza.

Oggi: paradosso” + disoccupazione – conflitti” anche se con la crisi un po’ meno

Perché?

- Disoccupazione crea apatia

- Ma alcuni sono falsi disoccupati

La composizione della disoccupazione è molto più esplicativa, infatti prima i giovani uomini adulti

avevano più problemi, ora le donne sono accettate socialmente.

Disoccupazione economica, la povertà di separa dalla disoccupazione

• Anni 80: molti sono giovani mantenuti dai capifamiglia, i poveri sono soggetti non attivi nel MDL

Ma non c’è correlazione territoriale: sud + poveri + disoccupati perché si basa su una base

occupazionale più ristretta e più povera

• Anni 90: disoccupazione sempre più meridionale, disoccupazione dei maschi adulti =

connessione tra disoccupazione e povertà maggiore

Disoccupazione sociale

Gli effetti economici sono attutiti -> ma a che prezzo? Si usa la famiglia per arginare

• Socialmente è grave perché milioni di persone non trovano l’occupazione a cui aspirano

• + grave per i giovani con conseguenze sul ciclo di vita e psicofisiche: si posticipa la formazione di

identità e meno autonoma

I lavoretti in tutto ciò non modificano la situazione

Diversi metodi di ricerca

1) Formali e moderni: agenzie private, invio domande assunzione, inserzione su giornali

2) Informali: visite a datori di lavoro, segnalazioni di amici e conoscenti

3) Formali e tradizionali: centri per l’impiego, concorsi pubblici

Quello che conta di più sono le differenze per livello di istruzione. Più istruiti usano un numero

maggiore di canali di ricerca:

• - amici e conoscenti

• Scarse differenze per uso centri per l’impiego

• Più inserzioni su giornali, internet, concorsi pubblici

A seconda del lavoro cercato i metodi di ricerca cambiano

• A sud -> diplomati e laureati partecipano a concorsi

• Centro nord -> istruiti usano meno i concorsi e più spesso giornali e domande a imprese

Confronto EU

1) Ricerca formale e organizzata: + mediazione organizzativa (Germania, Austria, Belgio, Francia)

2) Ricerca formale e informale: giornali e relazioni (GB, Danimarca e olanda)

3) Ricerca informale: + relazioni personali (Italia e Europa meridionale)

Ma quali sono i canali + efficaci?

In ordine crescente di efficacia italiana:

1) Subentrare nell’attività propria / familiare

2) Reti relazioni familiari e amicali

3) Concorso pubblico (+ istruiti) (+ donne) (+ sud)

4) Inserzione giornali, visite, lettere ad imprese

5) Collocamento (+50%, ma solo l’8% è efficace)

A parità di livello si istruzione tra primi lavoratori contano di + le relazioni personali (tra i laureati

contano + i contatti diretti con le imprese). Tra i successivi contano di più i concorsi pubblici (tra i

meno istruiti conta di più il mettersi in proprio).

Relazioni personali efficaci non solo in Italia!!

• Italia + Irlanda: 70% canale predominante (in Italia ci sono le piccole imprese)

• Germania + Danimarca: importante il ruolo del mercato

• Francia: servizi pubblici per l’impiego (1/5 trova lavoro così)

Relazioni personali: problemi di efficienza o equità

• Sono + efficienti perché le informazioni scambiate sono + accurate (i costi di reclutamento sono

minori)

• Ma sono limitate, ovvero le reti sono limitate e si sceglie su quelle disponibili non su tutte le

esistenti; non tutti hanno uguale accesso -> immigrati

È importante il ruolo dell’attore pubblico che cerca di redistribuire le opportunità di lavoro.

Granovetter fa una distinzione tra:

• Legami deboli = relazioni occasionali, no fiducia, molto ampie

• Legami forti = relazioni stabili tra parenti, amici con elementi fiduciari

Granovetter

Fa una ricerca su come si cerca lavoro e scrive “l’importanza dei legami deboli”, cioè sono il canale

più efficace perché le persone entrano in ambienti diversi.

Critiche: ma dovrebbero essere meno importanti per status sociale alto (invece le usano più

spesso), dovrebbero servire ed essere usati di più per lo status basso che invece non li usano.

Inoltre Granovetter pensa che siano sufficienti generiche informazioni perché domanda e offerta si

incontrino, in realtà:

• Le imprese cercano affidabilità anche per lavoratori a bassa qualifica (tranne sé c’è alto turn

over)

• Per i lavoratori a media alta qualificazione si chiede spesso l’inserimento in particolari ambienti

sociali.

Le ricerche mirate a verificare la tesi di Granovetter mostrano che:

• Legami deboli prevalgono negli USA e in altri paesi occidentali (società aperte)

• Legami forti prevalgono in Italia, Grecia, paesi asiatici (società familiari)

Perché i posti di lavoro sono risorse scarse e costituiscono beni durevoli.

È + importante il capitale sociale

• Capitale sociale = relazioni personali con le altre persone

• Capitale sociale = capacità di mobilitare relazioni con le persone che per lo status elevato sono in

grado di fornire aiuto nella ricerca di un buon lavoro

• Quel che conta è la qualità delle relazioni sociali

• Problema di equità: il capitale sociale è distribuito in modo diseguale e riproduce i privilegi ascritti

delle persone in cerca di lavoro.

Solo un forte intervento pubblico può intervenire per impedire la riproduzione delle disuguaglianze

Ruolo dei servizi pubblici per l’impiego

- Dal 1988: riforma del sistema italiano

- Il loro ruolo è residuale (>22% di posti lavoro trovati) tranne che per la Francia

- Ma ha un ruolo essenziale perché:

• riduce opacità di mercato (informazioni a tutti)

• Sostegno ai soggetti poco occupabili

• Partecipazione gestione e progettazione delle politiche attive del lavoro a livello locale

- Ma in Italia sono sottodimensionati: 16000 dipendenti Italia, 45000 Germania, 90000 GB e Svezia

• E non hanno quindi le risorse per funzionare

• E questi dipendenti non hanno la formazione necessaria

Cercare lavoro via internet

- Varie azioni possibili

- CV depositati su motori di ricerca, siti per giornali, siti delle imprese, siti per le organizzazioni per

intermediazione

- Ok è in continua crescita, info + facili

Ma eccesso di informazioni -> sono troppe ed è come se ce ne fossero poche: no trasparenza

- Internet è solo un di + non sostituisce gli altri

• In USA non c’è calo nell’uso degli altri strumenti

• Non sostituisce relazioni personali

• Può sopportare e potenziare gli altri canali

Vantaggi / svantaggi:

- Costo 0 per i lavoratori e per i datori ma i costi per la selezione sono alti

- No vincoli di spazio / contatti istantanei / tante informazioni

- Esclusi soggetti che non hanno accesso alla rete

- Le aziende lamentano la scarsa qualità dei CV

Riduce la disoccupazione?

- < costo di ricerca = + persone cercano

- + tempi di selezione

Ha effetti su disoccupazione frizionale (cioè dovuta a scarsità di info)

Migliora l’incontro tra domanda e offerta?

Si ma la propensione alla mobilità geografica è bassa. In realtà rafforza gli insider che rimangono

in contatto tra loro.

Le persone che cercano lavoro con internet hanno più probabilità di risultare occupate l’anno dopo,

ma in realtà chi usa internet sono le persone + forti e più istruite quindi solo apparente. In realtà chi

usa internet trova lavoro. L’uso di internet non sostituisce le relazioni sociali ma è molto

condizionato da fattori sociali

Lavoro indipendente

- Fino a metà anni 70 le tendenze della salarizzazione

- Anni 80: crescita lavoro indipendente (ore 24% -> Italia paese + alto e con tante piccole imprese)

- Il grafico mostra l’andamento verso l’equilibrio

Indipendente

• Organizza l’attività senza vincoli

• Sopporta il rischio d’impresa o stipula un contratto ce ha per l’oggetto il risultato della prestazione

Ci sono varie figure di lavoratori indipendenti:

1) Imprenditori -> hanno investito capitale + hanno dipendenti

2) Professionisti -> la prestazione è di tipo intellettuale e possono avere dipendenti

3) Lavoratori in proprio -> non hanno dipendenti e svolgono mansioni manuali o di servizio

(artigiani)

4) Forme non distinguibili dal lavoro dipendente

Eterogeneità per autonomia

- Alcuni indipendenti poco autonomi

1) Franchising -> società proprietaria di un marchio che concede a imprenditori di vendere beni /

servizi col marchio, con % sulle vendite

2) Cooperative in sub appalto

- I soci sono formalmente lavoratori indipendenti

- Non hanno un contratto di lavoro -> uso flessibile

Eterogeneità per orari e retribuzione

• Lungo orario di lavoro per gli indipendenti (8h in +)

• Retribuzioni molto polarizzate (difficoltà di rilevazione e di evasioni fiscali)

Eterogeneità per continuità dell’occupazione

- L’occupazione indipendente è considerata precaria

- In realtà dai dati emerge che sono stabili come a volte di + dei dipendenti (se ci fosse crisi non cè

licenziamento)

- Ha margini d’azione maggiori dei lavori dipendenti

- Ma i problemi se: lavoro marginale o mono committente

Chi lavora in proprio?

- In tutti i paesi: + uomini capofamiglia in età adulta

- + Età = + indipendenza perché:

• Servono esperienze e relazioni

• Lavoro per bisogno e gratificazione

• L’incentivo a diventare imprenditori non modificano la disoccupazione giovanile

Settori in cui è più diffuso il lavoro indipendente?

• Commercio e servizi privati imprese 40%

• Ristoranti e alberghi 33%

• Edilizia 37%

• Servizi alle persone 26%+industria manifatturiera / trasporti <16%

Negli ultimi 20 anni cambia la composizione interna

• Ridotti i coltivatori diretti

• Commercianti e artigiani (tranne edilizia)

• Aumento professionisti nei servizi e nel credito

• Aumento indipendenti nei servizi sociali e alla persona

Come spiegare le differenze tra paesi?

1) Rigidità MDL? NO

- È più diffuso dove quello dipendente è più protetto


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in sociologia
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher stearbitrio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia del mercato del lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Fullin Giovanna.

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