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Psicologia sociale

Psicologia sociale: campo della psicologia che studia il comportamento dell'individuo all'interno di un contesto sociale, influenzato dalla presenza reale, immaginata o implicita di altri individui (Gordon W. Allport) attraverso l'analisi di caratteristiche individuali (personalità, processi mentali) e delle influenze esterne (effetto ambiente sociale).

Origini

  • Fine XIX – inizio XX secolo:
    • (1838) Auguste Comte: fondatore della sociologia, tematiche sociali da studiare in modo scientifico.
    • (1895) Gustave Le Bon: psicologia delle folle, i pensieri e i sentimenti delle persone si annullano generando un'anima collettiva sorretta da un inconscio collettivo.
    • (1897) Norman Triplett: primo esperimento di psicologia sociale, bambini svolgono un compito da soli, altri in presenza di altre persone (il compito è eseguito più velocemente poiché si attiva un istinto alla competizione – fenomeno della facilitazione sociale in cui presenza di altre persone facilita la riuscita del compito).
    • (1940) Hovland e Sears: le persone si comportano in modo aggressivo con un capro espiatorio per scaricare le proprie frustrazioni.
    • (1890-1947) Kurt Lewin: scienziato sociale, studia il comportamento dell'individuo in relazione ai suoi bisogni, all'ambiente e alle dinamiche sociali.

Psicologia sociale nordamericana

Comportamentismo

(Teoria dell'apprendimento sociale): Ha dominato la psicologia americana durante la prima metà del '900. Modello S (Stimolo)- R (Risposta): tutto il comportamento umano può essere spiegato facendo riferimento ai premi e alle punizioni (rinforzi positivi e rinforzi negativi) presenti nell'ambiente nel quale un individuo è inserito. Non c'è alcun bisogno di ricorrere a concetti troppo vaghi e impossibili da studiare scientificamente in quanto non direttamente osservabili, quali pensieri, emozioni, conoscenze.

(1924) Floyd Allport: concezione individualista <>

Cognitivismo

Modello S (Stimolo)-O (Organismo)-R (Risposta): Markus e Zajonc (1985) O (organismo) - S (stimolo) - O (organismo) - R (risposta). Gli stati interni dell'organismo non hanno un ruolo di semplice mediazione fra stimoli e risposta, ma un ruolo attivo sia di selezione degli stimoli a cui si presta attenzione e quelli ignorati, sia di selezione delle risposte che vengono fornite - contributo attivo dell'organismo conoscente.

  • Scienziato ingenuo (Heider 1958): aspirazione alla coerenza e alla stabilità. Gli individui sottopongono a una verifica razionale e logica le proprie ipotesi sul comportamento altrui e sono motivati da due bisogni primari:
    • Il bisogno di una visione coerente della realtà
    • Il bisogno di esercitare un controllo sull'ambiente
  • Economizzatore cognitivo (Fiske e Taylor 1981): individuo tende a risparmiare risorse cognitive e va alla ricerca di qualunque occasione per evitare di impegnarsi nel processo di pensiero laborioso. Modo per risparmiare tempo e fatica quando vogliamo comprendere il mondo sociale.
  • Il tattico motivato (Fiske e Taylor 1991): l'individuo decide in base ai propri bisogni e obiettivi se essere uno scienziato ingenuo o un economizzatore cognitivo.
  • Ricercatore di coerenza (Festinger e Heider 1958): Lo stato di incoerenza fra credenze o sentimenti è di per sé motivante al ripristino della coerenza tramite cambiamento dell'atteggiamento.

Psicologia sociale europea

Il compito della psicologia sociale è quindi comprendere come le interazioni individuali si integrino nei loro contesti sociali.

Gestalt

(Koffka, Wertheimer, Koheler e Lewin) Germania: Cerca di comprendere il funzionamento della mente studiando come le parti si unifichino nel tutto per formare l'esperienza cosciente. Concezione olistica: il tutto è diverso dalla somma delle parti.

Henry Tajfel: categorizzazione sociale, teoria dell'identità sociale.

Serge Moscovici (1961): Rappresentazioni sociali: conflitto tra la persona e la società (tensione continua che può trovare forme di equilibrio nei gruppi, teoria delle minoranze attive). Le rappresentazioni sociali designano le convinzioni e le spiegazioni condivise tra ampi gruppi di persone e possono includere le conoscenze possedute e trasmesse sulle relazioni causali. Le rappresentazioni sociali sono idee condivise su temi che vanno dalla salute alla politica.

Costruttivismo

L'oggetto di studio è la funzione costruttiva mentale: le informazioni vengono elaborate dal cervello e aggiunte a una fitta rete di conoscenze pregresse. Ciò comporta una modifica dell'informazione generale. La conoscenza stessa è costruita dal soggetto e non può essere trasmessa o immagazzinata. Si svilupperà un'ottica sociale che prenderà il nome di socio-costruttivismo (Harré). I processi cognitivi sono prodotti socio-culturali la cui natura va ricercata nella funzionalità della mente e nella rete dei rapporti sociali e delle interazioni comunicative.

Metodi di ricerca

Teoria: Un insieme di proposizioni interrelate relativi a uno o più fenomeni. Quelle considerate migliori hanno un maggior potere esplicativo e sono più adeguate alle verifiche empiriche, logiche nel senso di coerenza.

Costrutto: Per indicare i concetti astratti di una teoria (la cooperazione risulta un costrutto, Sherif).

Operazionalizzazione: Si riferisce al modo in cui un costrutto è trasformato in una variabile misurabile.

7 fasi principali di ricerca (Gnisci e Pedon 2004)

  1. Individuazione problema di indagine (sviluppare un quesito)
  2. Formulazione delle ipotesi (stabilire le relazioni tra variabili: comportamento A è correlato a fattore B?)
  3. Pianificazione delle procedure operative e valutazione dell'etica della ricerca (si valutano i potenziali di una ricerca)
  4. Raccolta dei dati
  5. Analisi dei dati
  6. Interpretazione dei risultati
  7. Presentazione dei risultati

Ricerca quantitativa: Si riferisce agli studi i cui risultati sono esito di analisi statistiche.

Ricerca qualitativa: Si riferisce agli studi i cui risultati si basano sull'analisi di materiale verbale prodotto dai partecipanti.

Nell'esperimento il ricercatore manipola una variabile indipendente, per poi verificare l'effetto della manipolazione di essa sulla variabile dipendente, ossia la variabile misurata i cui cambiamenti dipendono dall'influenza della variabile dipendente.

Esperimento in laboratorio

  • Vantaggio: Controllo diretto ambiente, temperatura, istruzioni, ripetibilità esperimento.
  • Svantaggio: Sono influenzati da contesto in cui si trovano, potrebbero capire ciò che lo sperimentatore si aspetta che accada, influenzandone il risultato.

Esperimento sul campo

  • Vantaggi: Validità contesto sociale.
  • Svantaggi: Influenze esterne non controllabili.

Metodi non sperimentali

Survey (Pettigrew): Questionario. Vantaggi (campione ampio, facile, costi limitati), svantaggi (fraintendimenti domande, non può essere manipolata e misurata la variabile indipendente).

Etica della ricerca

Linee guida alle quali gli psicologi si devono attenere (1972 American Psychological Association): competenza, integrità professionale, responsabilità sociale.

  • Benessere dei partecipanti
  • Inganno (i partecipanti non devono conoscere gli obiettivi della ricerca, esperimenti implicano inganno, es somministrazione scosse)
  • Riservatezza
  • Consenso informato e debriefing (alla fine viene rivelato il fine vero dell'esperimento)

L'attribuzione

Spiegazione del comportamento altrui (ossia l'attribuzione della casualità alle azioni che osserviamo) è oggetto di indagine della ricerca sull'inferenza sociale (processo logico per il quale è possibile trarre conclusioni, deduzione), sulla cognizione sociale, ossia i processi di pensiero attraverso i quali conosciamo le altre persone.

La teoria dell'attribuzione

(Fritz Heider) è un bisogno fondamentale dell'individuo poiché conferisce un significato al suo mondo, lo rende comprensibile, definibile e prevedibile riducendone l'incertezza.

  • Attribuzione interna o attribuzione personale/disposizionale: è un'aspiegazione che individua una causa interna all'individuo, ad esempio la personalità, umore, capacità, attitudini e sforzo.
  • Attribuzione esterna o attribuzione situazionale: spiegazione esterna all'individuo, ad esempio le azioni degli altri, la natura della situazione, le pressioni sociali o il caso.

Compiere attribuzioni

  • Teoria dell'inferenza corrispondente (Jones e Davis 1965): (solo attribuzioni interne) si cerca di attribuire l'azione compiuta ad una caratteristica della personalità. È un metodo più efficace poiché permette di prevedere i comportamenti futuri. Viene stabilita una corrispondenza tra comportamento e personalità nell'attribuzione disposizionale elaborando tre tipi di informazioni:
    • Desiderabilità sociale: nel caso di comportamento che violano le norme sociale c'è attr. interna.
    • Scelta: attribuzione interna è più probabile quando la persona ha scelto liberamente il comportamento.
    • Effetti non comuni: effetto unico, con un solo risultato (pugno) è attribuito a causa interna (violenza).
  • Modello della covariazione (Kelly 1967): (attribuzioni interne ed esterne): Se qualcosa deve essere considerata la causa di un comportamento, deve essere presente quando il comportamento è presente e assente quando il comportamento è assente (deve co-variare). Per raggiungere il modello della covariazione sono necessari tre tipi di informazione:
    • Consenso: “quello strano maglione è indossato solo da quel docente o anche da altri? Se solo da lui, attribuzione interna, strano comportamento non legato a situazione.
    • Coerenza: “È la prima volta che lo indossa?” No, attribuzione disposizionale. Sì, attr. situazionale.
    • Distintività: “indossa quel maglione sempre? Sì, attribuzione disposizionale legata al gusto.

Errori di attribuzione

Errori dovuti a categorizzazione, prendendo delle scorciatoie si arriva subito a un giudizio finale dell'individuo.

  • Errore fondamentale di attribuzione: La persona osservata è l'aspetto percettivamente più saliente della situazione e perciò un'attribuzione interna diventa molto più accessibile (esperimento Harris 1967, tema libero su Fidel Castro).
  • Effetto attore-osservatore: Tendenza ad attribuire il comportamento altrui a cause interne, e il nostro comportamento a cause esterne. Esperimento (Storms 1973): salienza percettiva: l'attenzione era rivolta alla situazione e non a se stessi (attribuzione situazionale era più saliente).
  • Attribuzione a vantaggio del sé: Olson e Ross (1988) sostengono che le attribuzioni interne siano più probabili per i successi (intelligenza) e le attribuzioni esterne per i fallimenti (era un esame difficile) poiché un tale tipo di attribuzione protegge e conserva la nostra autostima.
  • Attribuzioni intergruppo: Attribuzioni a vantaggio del gruppo di appartenenza.

La cognizione sociale

Cognizione: insieme delle funzioni che consentono di raccogliere ed elaborare le informazioni (attenzione, memoria, linguaggio, ragionamento).

Cognizione sociale: modalità con le quali le persone codificano, elaborano, ricordano e utilizzano le informazioni nei contesti sociali allo scopo di comprendere il comportamento altrui.

Euristiche

Sono scorciatoie mentali che ci aiutano a risparmiare tempo e fatica nel formulare giudizi, ma possono portare a un giudizio sbagliato poiché troppo veloci.

  • Euristica della rappresentatività: è la tendenza ad assegnare una serie di attributi a qualcuno, dividere le persone in categorie (può portare a discriminazione e creazione di stereotipi).
  • Euristica della disponibilità: è la tendenza a giudicare la frequenza o la probabilità di un evento in base a quanto facilmente vengono in mente esempi di tale evento. Le persone prestano attenzione alla difficoltà insita nel ricordare esempi di comportamenti, e non semplicemente al contenuto.
  • Euristica della simulazione: è utilizzata per immaginare scenari ipotetici relativi a come potrebbero evolversi o avrebbero potuto evolversi certi eventi (ritardo aereo).
  • Effetto del falso consenso: tendenza a generalizzare le nostre opinioni all'intera popolazione; le persone sono convinte che normalmente tutti siano d'accordo con loro.
  • Euristica dell'ancoraggio: l'ancoraggio è la tendenza a farsi condizionare dal valore di partenza (ancora), poiché è la fonte di informazioni più disponibile all'argomento in questione (esperimento sul verdetto di una sentenza dura o di clemenza, verdetto severo finale, verdetto meno severo).

Studio di Kahneman e Tversky (1982): La facilità con cui gli esiti alternativi sono immaginabili da parte dell'individuo, rende più estreme le reazioni affettive.

  • Evento negativo: più è facile immaginare un corso alternativo degli eventi, maggiori saranno gli stati d'animo di sofferenza.
  • Evento positivo: più è facile immaginare un corso alternativo degli eventi, maggiori saranno gli stati d'animo di felicità.

Categorie e categorizzazione

Le categorie sono definite da stereotipi (concetto semplificato e distorto della realtà di persone o gruppi, opinioni negative o pregiudizi). L'euristica può portare allo sviluppo di stereotipi negativi: correlazione illusoria in cui viene attribuito al gruppo più piccolo comportamenti negativi.

Categoria:

  • Omogenea (percepita come costituita solo da pochi tipi di persone, tutti simili tra loro)
  • Eterogenea (costituita da diversi tipi di persone)

Perché categorizziamo? Perché le categorie possono essere applicate ad ogni aspetto della vita, è facile e veloce e ci permette di avere numerose informazioni su persone che non conosciamo, riduce l'incertezza e consente di prevedere il comportamento sociale.

Quando categorizziamo? Priorità temporale (si categorizza sulla base delle caratteristiche che sono incontrate per prime), la salienza percettiva (quando la differenza è saliente, maschio tra femmine), l'accessibilità cronica (categorizzazione in base ad alcune categorie – etnia, sesso).

Esperimento: Macrae, Bodenhausen, Milne e Jetten (1994): hanno studiato l'uso della soppressione come strategia contro la formazione di stereotipi: fu mostrata una foto di uno skinhead e fu chiesto di scrivere un testo circa la vita di quella persona.

  • 1 gruppo di soppressione: fu chiesto di evitare di pensare in modo stereotipico.
  • 2 gruppo di controllo: non furono date indicazioni.

Risultato: nel primo studio il 1° gruppo è riuscito a sopprimere gli stereotipi, nel secondo studio invece si ebbe un aumento rispetto al 2° gruppo. Interpretazione dei risultati: quando un individuo che non sta cercando più di sopprimere gli stereotipi, e incontra individuo della categoria stereotipata, avrà comportamento più stereotipizzante.

Assimilazione comportamentale

(Bargh 1996): esperimento “quando pensare come gli anziani può far camminare più lentamente”, un individuo inizia ad agire in base allo stereotipo in modo automatico.

Minaccia dello stereotipo

(Steele...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mara1306 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Camussi Elisabetta.
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