Lezioni sul pensiero freudiano - Introduzione
La psicologia dinamica studia gli aspetti intrapsichici e relazionali dell’individuo secondo diversi modelli teorici (= modi di descrivere il funzionamento mentale). Il suo oggetto di studio è la vita psichica, che comprende il mondo emozionale (affetti, pulsioni), conflitti e meccanismi di difesa, legami affettivi (attaccamento), modalità dei rapporti interpersonali (relazioni oggettuali = mostrare interesse nei confronti di un’altra persona), relazioni di gruppo e sociali. L’individuo deve essere considerato sia dal punto di vista del mondo intrapsichico che da quello delle relazioni sociali (oggi la psicoanalisi è prevalentemente relazionale).
La Psicologia Dinamica è una disciplina che esiste con questo nome dal primo decennio del ‘900. È il ramo della psicologia che studia le complessità e le contraddizioni della psiche individuale alle prese con le proprie interne motivazioni. Il termine dinamico sta ad indicare che la vita psichica non è tranquilla, ma è una continua ricerca di equilibrio tra il tipico e l’atipico (in ambito dinamico non esiste la distinzione netta tra “normale” e patologico, ma sono due stati che fanno parte di un continuum). Questo termine considera i fenomeni psichici come risultanti dal conflitto e dalla composizione di forze. Tale conflitto presuppone la divisione dell’apparato psichico tra aspetti consci, preconsci, inconsci; la psicologia dinamica studia le motivazioni nella relazione fra razionalità e affettività, coscienza e inconscio.
Prima della psicoanalisi
Psichiatria dinamica
Nasce nel 1775 con Gassner e Mesmer; il primo era un esorcista medievale che considerava le malattie mentali come malattie dell’anima, che si manifestavano attraverso possessioni demoniache, caratterizzate dalla imprevedibilità e dalla variabilità. La terapia utilizzata era l’esorcismo che aveva lo scopo di costringere il demone ad abbandonare il soggetto, tirare fuori ciò che si trovava al suo interno. Mesmer era un medico illuminista che ipotizzò l’influsso dei pianeti sulle malattie mentali e l’esistenza del magnetismo animale, che affermava l’esistenza di un fluido che circonda uomini e cose e che si muove secondo il modello ciclico delle maree; la malattia mentale era dovuta da un’imperfetta circolazione del fluido all’interno del corpo e il magnetizzatore aveva il compito di ridistribuire questo fluido, provocando la guarigione del paziente. Nelle sue sedute Mesmer utilizzava i baquet (vasche) e alberi magnetici; egli coniò il termine rapporto tra malato e terapeuta.
Ipnotismo
Il pensiero cambia e si pensa che le cause del disturbo psichico siano interne e non esterne, che corrispondono a pensieri non consapevoli o traumi, i quali portano un disequilibrio nella persona. Secondo De Chastenet (Poyséur) l’immaginazione ha un ruolo rilevante negli effetti terapeutici del magnetismo e fu il primo a scoprire l’esistenza del sonno vigile. Faria e Braid utilizzarono il metodo della fissazione su un oggetto brillante e la suggestione verbale, ipotizzando l’esistenza di pensieri non coscienti che si possono individuare solo dai loro effetti. L’ipnosi venne usata anche dalla Scuola di Nancy per curare e studiare l’isteria, inizialmente considerato un disturbo tipicamente femminile, causato dalla frustrazione di desideri erotici; a questa Scuola facevano parte Liébeault e Bernheim i quali affermano che era la suggestione la vera causa della guarigione dei pazienti, poiché il terapeuta negava l’esistenza del sintomo o ne ordinava la scomparsa.
Charcot
Afferma che l’ipnosi fosse una nevrosi recente e si riconosce da paralisi, anestesia, contrattura. I sintomi isterici potevano essere indotti o eliminati con la suggestione (faceva diventare ciò che è inconscio cosciente), e avevano origini traumatiche. Inoltre affermò che solo gli isterici sono ipnotizzabili, non è un fenomeno comune a tutti gli uomini come affermava la Scuola di Nancy.
Cosa è la psicoanalisi
Freud afferma che essa è il nome di:
- Un procedimento per l’indagine di processi psichici cui altrimenti sarebbe impossibile accedere.
- Un metodo terapeutico per il trattamento dei disturbi nevrotici (metodo clinico e osservativo).
- Una serie di conoscenze psicologiche acquisite per questa via che gradualmente si assommano e convergono in una nuova disciplina scientifica.
Quindi la psicoanalisi è una teoria dello sviluppo della mente, un metodo di cura e un modello della mente. Freud si distacca da Charcot, poiché secondo lui è importante ricordare, mentre per Charcot non lo era; un’altra differenza nella tecnica era che il paziente doveva diventare consapevole del trauma e non riviverlo attraverso l’ipnosi. La psicoanalisi è un modello della mente che si propone di spiegare il comportamento e l’affettività umana normale (sogni, psicopatologia della vita quotidiana, affetti, relazioni) e le loro origini nel corso dello sviluppo, spiegare la psicopatologia (ansia, depressione, nevrosi, disturbo borderline, psicosi, comportamenti antisociali) e proporre un metodo di cura (teoria della tecnica psicoanalitica).
I principali metodi usati dalla psicoanalisi, che tendono ad integrarsi tra loro, sono:
- Metodo clinico: attraverso l’ascolto del paziente (libere associazioni) si ha accesso sia alle costanti che alle variabili nella mente.
- Metodo osservativo: osservazione dei bambini delle prime fasi di sviluppo (Infant Observation, Infant Research).
Psicoanalisi e neuroscienze
Alcune scoperte hanno sfatato o confermato la teoria psicanalitica freudiana (ad esempio l’esistenza dei neuroni specchio è stata dimostrata da Rozzolatti).
La teoria freudiana
La prima topica, 1899
“La scomposizione dell’inconscio è collegata con il tentativo di rappresentarci l’apparato psichico come composto da una serie di istanze o sistemi, delle cui relazioni reciproche parliamo servendoci di una terminologia spaziale che però non implica un riferimento all’anatomia cerebrale vera e propria”. La prima topica è composta da tre istanze:
- Conscio: la coscienza coincide con la consapevolezza degli eventi interni sistema percezione coscienza (P-C): ed esterni, delle sensazioni di piacere-dispiacere, dei ricordi coscienti, dei desideri, delle idee, dei pensieri. È la parte più periferica dell’apparato psichico che riceve informazioni dal mondo esterno, dal soma e dalla psiche ed è in relazione con il sistema percettivo, è come un organo di senso. Vi è la percezione del tempo e dello spazio. Funziona secondo il PRINCIPIO DI REALTÀ, ovvero ciò che viene percepito in relazione con gli altri, ci che è condiviso, e il PROCESSO SECONDARIO, collegato alla consapevolezza; le funzioni del processo secondario sono l’inibizione, l’attenzione correlata con la coscienza, la difesa, ovvero funzioni adattative di controllo e regolazione, che consentono l’azione in funzione della realtà. Freud affermò che “La coscienza è uno stato quanto mai fuggevole”, poiché le rappresentazioni, prima di diventare consce si trovano nel preconscio.
- Preconscio: è il sistema dell’apparato psichico i cui contenuti, pur non essendo presenti attualmente nel campo della coscienza sono facilmente accessibili alla coscienza. Può diventare conscio in quanto non è ostacolato in maniera attiva dalla censura. È una barriera tra inconscio e coscienza ed è più vicino al conscio che all’inconscio. È nell’ambito del pensiero logico e tiene conto della realtà ed è costituito da materiale semi-dimenticato («ce l’ho sulla punta della lingua»), è il magazzino delle nostre esperienze quotidiane. Custodisce le cosiddette rappresentazioni di parola (suoni, parole); anche questa istanza funziona secondo il principio di realtà e il processo secondario.
- Inconscio: concetto che era già esistente prima di Freud e molto discusso poiché, secondo Freud, nessuno vuole conoscere il proprio inconscio e la soluzione più comoda è quella di negarne l’esistenza. È il sistema dell’apparato psichico i cui contenuti non sono accessibili alla coscienza. Come aggettivo indica un contenuto mentale non disponibile alla coscienza, mentre come sostantivo indica sede delle rappresentazioni pulsionali dei desideri infantili derivanti dalla rimozione originaria e dalle successive rappresentazioni rimosse, ovvero desideri inaccettabili, mai arrivate alla coscienza. Freud: “le prospettive terapeutiche risiedono nella possibilità di liberarsi di tale "rimozione" in modo da permettere a una parte del materiale psichico inconscio di diventare conscio, privandolo così del suo potere patogeno.
Principali caratteristiche:
- È conoscibile solo attraverso i suoi derivati: lapsus, atti mancati, sogni, sintomi;
- È la sede delle pulsioni e delle rappresentazioni rimosse, che spingono verso la scarica ( manifestazioni psicosomatiche, depressione, nevrosi ossessiva);
- È dinamico, da una parte i contenuti inconsci spingono per diventare coscienti, dall’altra c’è una resistenza da parte delle forze egoiche (doppio movimento di rimozione e controinvestimento);
- Non tiene conto della realtà esterna, ma solo di quella psichica;
- Si manifesta anche attraverso i sogni;
- Assenza di contraddizione o negazione;
- Atemporalità;
- Funziona secondo il principio del piacere, ovvero una tendenza ad evitare il dispiacere e raggiungere il piacere (es. i sogni rappresentano una realizzazione di desideri inconsci), e secondo il processo primario, che difende il soggetto dal dispiacere nei termini primari della scarica riflessa, e tale scarica non può che essere ripetitiva (coazione a ripetere);
- Custodisce le rappresentazioni di cosa.
L’inconscio può essere:
- Strutturale: opera della rimozione originaria e area del fantasma originario;
- Dinamico: comprende il rimosso.
Esiste una relazione tra la tendenza del rimosso a diventare cosciente, e la tendenza a tenere il rimosso nell’inconscio (motivo per cui non ricordiamo i sogni o eventi traumatici, motivo della resistenza in analisi). Ritorno del rimosso Controinvestimento energia che si oppone alla spinta della pulsione a manifestarsi e a cercare il soddisfacimento. Inoltre è presente un meccanismo di censura, che ha il compito di mantenere i pensieri inconsapevoli nell’inconscio, fa da confine tra un’istanza e l’altra.
Il funzionamento psichico può essere rappresentato in due sensi:
- Progressivo: scarica, passaggio di una rappresentazione dall’inconscio al preconscio;
- Regressivo: un’idea conscia viene rimossa (es. sogno).
Determinismo psichico
Fa parte del pensiero freudiano delle origini, il quale aveva una visione deterministica del mondo; Freud affermava che tutto il nostro essere cosciente è determinato dai processi inconsci, nella mente non avviene niente per caso ma tutto è determinato dai processi inconsci. Questa visione non è più condivisa da Freud stesso nell’ultima parte della sua vita; infatti esiste una parte razionale nelle nostre azioni e comportamenti.
Principi dell’attività psichica
- Principio di piacere: è l’insieme dell’attività psichica ha per scopo di evitare il dispiacere e di procurare il piacere (piacere inteso come mantenimento del benessere – piacere di costanza);
- Principio di realtà: forma una coppia con il principio di piacere e modifica quest’ultimo nella misura in cui riesce ad imporsi come principio regolatore tra l’Es e l’Io. La ricerca del soddisfacimento viene rinviata in funzione delle condizioni del mondo esterno. Se seguissimo solo il principio del piacere non tollereremo la frustrazione poiché il principio del piacere riguarda il soddisfacimento immediato (es. nel neonato). In alcune patologie vige il principio del piacere, come nel caso della tossicodipendenza, in cui è presente il bisogno urgente della sostanza.
Le pulsioni
La pulsione è:
- Il rappresentante psichico di forze organiche che spingono verso il soddisfacimento;
- La traduzione psichica di un eccitamento somatico;
- Un concetto al limite fra il somatico e lo psichico;
- “Uno stimolo per la sfera psichica”;
- Di origine innata, ma è modificabile dall’esperienza individuale;
- Produce uno stato di eccitazione psichica o di tensione;
- L’energia che spinge l’individuo all’attività.
Il concetto di pulsione è diverso da quello di stimolo: la prima deriva da eccitamenti provenienti dall’interno, mentre il secondo da eccitamenti provenienti dall’esterno.
Esistono due tipi di pulsione:
- Pulsione libidica (Eros, libido): componente erotica e vitale dell’attività mentale;
- Pulsione aggressiva (Thanatos): componente distruttiva dell’attività mentale; secondo Freud esiste una distruttività primaria, innata nelle persone, infatti si interrogò sul masochismo e sul sadismo, che sono legati al piacere o alla tendenza a distruggere o autodistruggersi. Altri autori negano l’esistenza di un’aggressività primaria, ma confermano l’esistenza delle frustrazioni, affermando che dietro un’aggressività patologica ci sono sempre delle frustrazioni.
Rappresentazione e affetto
| Rappresentazione | Affetto |
|---|---|
| È il contenuto concreto di un atto di pensiero, la riproduzione di una percezione antecedente, un’idea che riproduce mentalmente la percezione di una cosa o un oggetto. | Indica qualsiasi stato affettivo, penoso o gradevole, sotto forma di scarica o tonalità generale. Segnala un consumo energetico o “ammontare affettivo” = quantum di affetto. Se è staccato da una rappresentazione può essere solo scaricato, anche nel corpo. |
| Può essere conscia o inconscia, ma la rappresentazione pulsionale è inconscia, può rimanere tale oppure andare incontro alla rimozione. | È solo conscio. |
| Espressione della scarica pulsionale (la rappresentazione si occupa dell’obiettivo verso cui dirigere la scarica). | Tracce mnestiche. |
| È sottoposto a rimozione. | È sottoposto a repressione. |
| Sono stabili e hanno un carattere di continuità, finalizzate al controllo e alla trasformazione della realtà esterna. | Urgenti, non possono essere rimandati. |
Si divide in:
|
N/A |
La rimozione
È uno dei meccanismi di difesa per cui vengono esclusi dalla coscienza fantasie, pensieri, ricordi inaccettabili (“rappresentazioni incompatibili”), difende l’organismo dalla sofferenza. “L’Inconscio non coincide con il rimosso. Ogni ‘rimosso’ è inconscio, ma non tutti i contenuti dell’Inconscio sono rimossi”.
Rimozione originaria: prima fase della rimozione che consiste nel fatto che alla «rappresentanza» psichica (ideativa) di una pulsione viene interdetto l’accesso alla coscienza. Con ciò si produce una fissazione: la rappresentanza in questione continua da allora in poi a sussistere immutata, e la pulsione rimane ad essa legata; riguarda le prime rappresentazioni pulsionali riguardanti i desideri infantili. Sono contenuti dell’inconscio mai divenuti coscienti; un bambino può non ricordare traumi infantili, ma se da adulti si rivive quel trauma, esso riemerge. Esperienze traumatiche precoci determinano flussi di eccitamento cui l'apparato psichico tenta di rispondere con un meccanismo psichico quale la rimozione originaria. Oggi si intende che sono sottoposti a rimozione originaria anche gli ‘affetti-sensazione’ (Racalbuto, 1994) nelle prime relazioni del bambino con la madre.
Fantasmi originari: sono strutture fantasmatiche tipiche che si riferiscono a rappresentazioni originarie (scena primaria, castrazione, complesso edipico); sono universali e trasmessi fitogeneticamente e hanno il potere di prevalere sull’esperienza individuale. Si riferiscono alle origini, ad un sapere istintivo degli animali. Sono vettori che dirigono il formarsi delle rappresentazioni; vengono ripresi da Jung nel concetto di inconscio collettivo e archetipi, un inconscio che trascende dall’individuo, base filogenetica istintuale del comportamento umano.
I sogni
I sogni fanno parte dei derivati dell’inconscio, tra cui anche i motti di spirito, la psicopatologia della vita quotidiana e i sintomi nevrotici. Prima di Freud il sogno aveva una grande importanza affettiva, ma lo si considerava non appartenente al sognatore, ovvero proveniente dall’esterno (messaggi provenienti dai defunti, prevedere il futuro). Nella moderna neurofisiologia il sogno è definito come manifestazione di una attività cerebrale di scarica in concomitanza con determinate fasi del sonno (Sonno REM - Rapid Eye Movements) e non è dotato di un senso; alcuni esperimenti dimostrarono come la mancanza del sogno porta a degli squilibri psichici.
La psicoanalisi invece attribuisce un significato soggettivo al sogno, non separabile dal sognatore; Freud lo definisce come “l’appagamento mascherato di un desiderio represso o rimosso”, interpretabile attraverso le libere associazioni. Il sogno permette di entrare in relazione con l’inconscio e di accedere a pari della mente a noi sconosciuti. Le due funzioni principali del sogno sono:
- Proteggere il sonno, che è minacciato da stimoli esterni, pensieri e spinte pulsionali.
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