Che materia stai cercando?

Riassunto esame Diagnosi Psicoanalitica in Età Adulta, prof. Mangini, libro consigliato Lezioni sul Pensiero Freudiano e Sue Iniziali Diramazioni Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Diagnosi Psicoanalitica in Età Adulta, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Lezioni sul Pensiero Freudiano e Sue Iniziali Diramazioni di Mangini. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la Vexata questio, la psicoanalisi, il modello conoscitivo della mente, le premesse storiche, culturali e scientifiche, Mesmer, il Rapporto... Vedi di più

Esame di Diagnosi psicoanalitica in età adulta docente Prof. E. Mangini

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Nevrosi d’angoscia: aumento di eccitazione non scaricata, tipica dell’eiaculazione

 precoce, del coito interrotto o della semplice astinenza.

Ipocondria (1914): viene introdotta in Introduzone al Narcisismo e dipende dalla

 libido dell’Io mentre le altre nevrosi dipendono dalla libido oggettuale.

CONVERSIONE -> SINTOMO ISTERICO -> l’affetto viene separato dalla rappresentazione

traumatica, non potendo essere rimosso viene convertito nel corpo, e rimanda al concetto

traumatico per via simbolica (nel corpo)

SOMATIZZAZIONE -> SINTOMO SOMATICO DELLA NA -> somatizzazione dell’ansia, a metà

tra mente e corpo. Questi sintomi derivano da una mancata scarica pulsionale, non quindi da

un trauma, scarica che rimane invischiata nel corpo.

FORCLUSIONE -> SINTOMO PSICOSOMATICO -> è presente una lesione organica reale. Il pz

cancella qualsiasi tipo di affetto dal campo della coscienza

6.La scoperta del Tranfert e il Caso di Dora

Con il caso di Dora (1901-1905) nasce il concetto di Transfert. Il trattamento di Dora dura 11

mesi, sino alla sua brusca interruzione voluta dalla paziente e dovuta alla mancata

interpretazione del transfert da parte di Freud. Dora giunge in trattamento da freud all’età di 18

anni, spinta dal padre a causa del suo brutto temperamento, spesso aggressivo, e da una serie

di sintomi isterici. Sembra che questi sintomi siano stati scatenati da delle avance fatta alla

ragazzza da un amico di famiglia, il signor K. Dora durante l’analisi porta due importanri sogni:

1. Il padre la salva da un incendio

2. È in ritardo al funerale del padre

Freud interpreta i sogni e afferma che il vero oggetto di amore della paziente era

effettivamente il padre.

Le traslazioni sono riedizioni, copie degli impulsi e della fantasie che devono essere risvegliati e

resi coscienti durante il processo di analisi, in cui però a una persona del passato viene

sostituita la persona del medico. Dora infatti nell’analisi riversa sentimenti affettuosi e ostili

rivolti al padre su Freud e Freud non è in grado di riconoscere questo fenomeno di transfert.

Dora potè vendicarsi di Freud come aveva fatto con lo stesso K e mise in atto una parte

essenziale dei suoi ricordi e delle sue fantasie, invece di riprodurle nella cura. Secodo Freud la

cura fu interrotta proprio per la sua incapacità di interpretare il transfert (Ubertragung,

traslazione). La traslazione sul medico avviene per falso nesso. Prima il transfert appare

come un’ostacolo alla cura, come una resistenza, mentre successivamente viene inteso come

l’alleato migliore dell’analisi, una riedizione o una copia degli impulsi e delle fantasie che

devono essere risvegliati e resi coscienti durante il progresso dell’analisi. Il trasnfet non è

quindi evitabile ma deve essere sempre analizzato. Nel transfert insorgono affetti rivolti

all’analista ma che sono riferibili alle figure genitoriali, cioè ai primi oggetti d’amore. Nell’analisi

si ricrea quel rapporto di dipendenza o di ostilità analogo a quello vissuto e rimosso

nell’infanzia in relazione agli oggetti primari o edipici. Il transfert non è un fenomeno limitato al

contesto analitico ma si instaura spontaneamente in tutte le relazioni umane. Il trasnfert e la

sua analisi costituiscono anche una riattualizzazione della malattia del paziente all’interno della

cura, fenomeno che viene chiamato nevrosi di transfert, la quale si risolve attraverso

l’analisi e attraverso l’interpretazione di transfert. Il transfert può essere positivo quando la

relazione analitica si fonda su sentimenti di affetto e di stima, e viene accettata

l’interpretazione. Se positivo generalmente è dato da una buona relazione del pz con la madre

o con il primo oggetto d’amore. Se invece negatico si fonda su sentimenti aggressivi e ostili nei

confronti dell’analista. Se un ricordo non può accedere alla coscienza, questo viene ripetuto

nel transfert (coazione a ripetere). Al paziente non basta comunicare la resistenza affinchè

questo guarisca! Deve invece essere messo in atto il processo di ricordare-ripetere-

rielaborare.

Innamoramento del pz -> normale nell’analisi. Non deve essere ricambiato ma nemmeno

dissuaso. È la forma più forte di resistenza

Controtransfert: risposta emotiva inconscia dell’analista al transfert del pz nel senso che

specifici movimenti transferali del pz sono in grado di provocare reazioni nell’analista e di

sollecitare le sue macchie cieche non analizzate.

7.La sessualità infantile e l’organizzazione orale

Scena primaria: il bambini vede/intravede o immagina per la prima volta il coito dei genitori.

Il rapporto coitale dei genitori appare traumatico e inquietante, in quanto il bambino si eccita

sessualemente ma non è in grado di comprendere questa eccitazione, quindi rifiuta la

situazione e sperimenta angoscia.

Fantasmi originari: strutture fantasmatiche tipiche che si riferiscono a costellazioni

rappresentazionali originarie (scena primarie, seduzione, castrazione ecc.) e organizzano la vita

fantasmatica quali che siano le esperienze personali. Sono infatti universali e trasmessi

filogeneticamente.

Fase: non è un intervallo temporale rigido, ma è un’organizzazione psicosessuale primitiva. Le

fasi si sovrappongono e coesistono insieme

Fissazione: fase in cui il soggetto trova soddisfacimento sessuale obbligato all’interno di

un’organizzazione psicosessuale definita e in genere primitiva; la libido rimane lagata alle

rispettive zone erogene e si ancora a un oggetto e tende a non abbandonarlo (nevrosi e

perversione)

Regressione: il soggetto che è già passato a una forma di organizzazione più evoluta recupera

le modalità della fase precedente. È un meccanismo di difesa. Generalmente dalla posizione

genitale si torna a quella sadico-anale.

Pulsione: concetto limite tra psichico e somatico

Zona erogena: zona del corpo dove si esplica e trova soddisfazione la pulsione parziale.

Questa zona varia durante lo sviluppo libidico.

FASE ORALE

 Il bo non succhia solo il seno ma tutti gli oggetti, perchè il succhiare è divenuto un

mezzo indipendente dalla funzione nutritiva e ha acquistato un carattere sessuale.

Anche nell’adulto si ripresenta questa organizzazione: fumare, baciare, mangiare. Il

tossicomane, la bulimica o l’alcolista sono fissati a questa fase mentre altri la rifuggono

totalmente come l’anoressica. In questa fase si forma l’io, grazie a progressive

introiezioni e successive identificazioni. In questa fase si creano di conseguenza la

funzione intellettiva, il giudizio e l’esame di realtà. Questa fase è caratterizzata da due

modelità complementari: l’erotismo orale riguarda il piacere sex legato alla

stimolazione della cavita orale e delle labbra, e cha parte dalla nutrizione, mentre

l’incorporazione riguarda il tipo di relazione oggettuale che si instaura (mangiare e

esseremangiato). Nell’incorporazione il piacere viene ottenuto con l’introduzione

dell’oggetto dentro di se e con la conseguente distruzione di questo oggetto, ma

mantenendone le qualità e quindi assimilandolo. Questo processo è alla base

dell’introiezione: pongo al mio interno tutto ciò che da piacere e rifiuto quello che

causa dispiacere. All’inizio della fase orale sussiste un narcisismo primario, dove il

bambino non percepisce l’esistenza di qualcosa al di fuori del sè, ma solo l’esistenza di

esperienze buone/cattive. L’oggetto si differenzia col tempo a partire dalla simbiosi

primitiva grazie alle esperienze di disillusione.

8.L’organizzazione anale

Tra lo svezzamento e la fase edipica (dall’anno e mezzo ai tre/quattro anni). Per Freud il

superamento dell’analità è fondamentale non solo per lo sviluppo individuale ma anche per lo

sviluppo della civiltà.

Erotismo anale: la libido è organizzata nella zona erogena anale. Il piacere è legato alla

tendenza pulsionale che spinge all’espulsione delle feci. In situazioni regressive l’adulto può

farsela letteralmente “sotto”. La più evidente manifestazione dell’erotismo anale è lo sporcare,

sia di feci, sia in senso letterale.

Espulsione e ritenzione: questi sono i poli d’azione in relazione alle richieste materne. Ci può

essere piacere nell’espellere le feci e farne dono alla madre o nel ritenerle, andando incontro

alle richieste materne di non sporcare. In questa fase pre-genitale sadico-anale l’impulso verso

l’oggetto è quello di appropriarsene e non importa se l’oggetto viene danneggiato o

annientato. È solo nella fase genitale che l’amore subentra all’odio.

Il velore simbolico delle feci: le feci sono la prima creazione del bambino, il prodotto della

sua funzione creativa. Le feci sono un regalo alla madre e solo per l’amore della madre il

bambino rinuncia a sporcare e quindi al piacere narcisitico dell’erotismo anale ed accetta le

norme educative (civiltà) e la rinuncia pulsionale.

Controllo degli sfinteri: il bo trae piacere e dimostra autonomia, è la prima funzione

corporea che può controllare e usare per agire sull’ambiente. Coloro che nell’infanzia

presentano un erotismo anale sviluppato da adulti presentano invece tre elementi del carattere

fondamentali: tendenza all’ordine, ostinazione e testardaggine (formazioni reattive).

Secondo Abraham nella fase anale possono essere distinti due stadi: nel primo prevalgono

tendenze distruttive mentre nel successivo tendenze a conservare e possedere.

L’atteggiamento materno durante l’apprendimento del controllo degli sfinteri è di grande

importanza sia per la formazione del carattere sia per l’idea di avere in sè qualcosa da donare

all’altro.

LA NEVROSI OSSESSIVA

• Costruisce la sua organizzazione sulla fissazione allo stadio anale. Il conflitto principale è

quello della sottomissione colpevole/risentimento ribello

• Meccanismi di difesa: spostamento, isolamento, formazione reattiva, razionalizzazione,

annukamento retroattivo, intellettualizzazione.

• Il nevrotico ossessivo usa queste difese per celare l’odio e l’aggressività

• Questa aggressività e odio inconscio è ben rappresentato da un Super-Io sadico

• L’ossessivo evita qualsiasi tipo di coinvolgimento emotivo, ma punta sualla

razzionalizzazione e sul lavoro

SADISMO E MASOCHISMO

Il sadismo viene inizialmente descritto come la componente aggressiva della pulsione sessuale,

resasi indipendente ed esagerata, è una lega particolarmente salda della brama amorosa con

la pulsione distruttiva , mentre nella sua controparte il masochismo è la congiunzione della

distruttività rivolta all’interno con la sessualità.

Sadismo: degenerazione patologica di una naturale tendenza nelle relazioni ad agire una parte

di aggressività, necessità di superare le resistenze dell’oggetto sessuale anche in altre maniere

che non siano il corteggiamento. Il sadismo spesso può trasformarsi in masochismo a seguito

del senso di colpa per i desideri edipici: il bambino (sadico) è contento che il padre picchi i

fratelli perchè vuole essere l’unico oggetto d’amore del genitore, ma poi si sente in colpa per

questi pensieri e desidera essere picchiato come punizione (masochismo).

Masochismo primario: viene detto erogeno, di natura biologica e costituzionale,

caratterizzato dal provare piacere nel dolore. La pulsione di morte rimane all’interno, fuda con

la libido, e ha preso ad oggetto il sè.

Masochismo femminile: le fantasie sono legate a determinate posizioni e alla passività. La

repressione dell’aggressività voluta dalla società fanno scaturire nella donna forti impulsi

masochistici

Masochismo morale: legato al senso di colpa inconscio, ormai completamente lontano dalla

sua componente sex e relazionale. Tendenza alla ricerca della punizione, per lo più inconscia,

da parte del super-io e di autorità esterne. Rimanda al desiderio di punizione del bo da parte

dei genitori e deriva dala pulsione di morte (impasto pulsionale)

Masochismo secondario: generato dalla pulsione di morte. Una parte va ad aggiungersi al

masochismo primario, mentre l’altra va ad alimentare il sadismo del super io.

9.La situazione edipica

Fase fallica: opposizione tra possesso del pene e l’essere evirati. Intorno al 4 anno si sviluppa

in tutti i bambini l’attività masturbatoria che interessa le zone genitali. Le zone erogene sono

dunque pene e clitoride, ma anche quelle legate alla funzione urinaria. Nella fase fallica il

bambino non è ancora consapevole della differenza di genere e pensa l’esistenza di un solo

organo sessuale, il pene, e c’è una sola alterativa: averlo o non averlo. Il pene viene vissuto

come un oggetto parziale, staccabile dal resto del corpo, e si ritiene che possa circolare da una

persona all’altra (complesso di castrazione). Questo complesso di castrazione porta il bo

all’angoscia di poter essere privato del pene (la bambina lo aveva ma ne è stata privata). La

bambina sperimenta invece l’invidia del pene e lìodio di una madre che l’ha dotata di uno

troppo piccolo o di nessuno. Il possedere il pene è in relazione con l’autostima e l’onnipotenza.

ESIBIZIONISMO E VOYEURISMO

Questa coppia è la diretta conseguenza della coppia avere/non avere il pene. Nel voyeurismo la

meta sessuale è quella del guardare e la sua polarità contraria è l’esibizionismo, ovvero il farsi

guardare. Entrambe queste tendenze si rifanno ai primi scambi madre-bambino di sguardi. I

bambini in principio vivono in assenza di vergogna che è secondaria alla cultura, e non hanno

senso del pudore nel mostrarsi nudi e nel guardarsi nudi. Però il normal piacere di guardare può

diventare perversione quando si limita ai soli genitali e diviene un’attività priva di vergogna che

invece di preparare alla meta finale genitale la prende come unica meta sex. La sublimazione

dle piacere di guardare è alla base di tutti gli interessi conoscitivi umani, mentre una precoce

rimozione o inibizione blocca la curiosità e la conoscenza.

FETICISMO

Feticcio: generalmente il piede della donna, ma può essere un qualsiasi oggetto parziale, come

altri parti del corpo, o un oggetto inanimato come la scarpa, la pelle o la biancheria. Il feticcio è

un escamotage per far fronte all’angoscia di castrazione scatenata dalla vista dei genitali

femminili, volendo continuare a credere all’esistenza del fallo materno. Il feticcio diviene il

sostituto del fallo della donna/madre a cui il bambino ha creduto.

10. Il Narcisismo

1914- introduzione al narcisismo: l’io comincia ad avere una posizione sempre più importante

nella pensiero di Freud.

LA NEVROSI DA GUERRA: non dipendevano da un conflitto tra pulsioni di autoconservazione

e pulsioni sessuali. Queste nevrosi si generavano a causa di un danno o di una menomazione

all’immagine del sè, in pazienti che nella vita civile erano privi di disturbi. La minaccia è da

intendersi una minaccia all’integrità e all’autostima narcisistica, ovvero all’immagine del sè o

all’ideale dell’io. La guerra è un’esperienza traumatica che spesso frantuma quest’immagine

che abbiamo di noi stessi.

Per Freud gli omosessuali si identificano con la donna e assumono sè stessi come oggetto

sessuale, vale a dire, partendo dal narcisismo, cercano uomini giovani e simili alla loro persona

che li vogliano amare come li ha amati la loro madre. In generale il narcisismo prende il più

vasto sognificato de “l’amore smodato del bambino per sè stesso”.

In una prima accezione Freud pensa il narcisismo come quel sano deposito di amore per sè, che

la madre ha provveduto a dare al bambino amandolo e ammirandolo; è quella riserva di libido

che poi potrà essere usata anche per gli oggetti e che comunque è alla base di quella struttura

che chiamiamo Ideale dell’Io.

Successivamente Freud utilizzà il termine narcisismo in senso genetico, pensandolo come una

fase evolutiva tra l’autoerotismo e l’amore oggettuale, fase in cui il bo assume sè stesso come

oggetto d’amore (narcisismo primario). La libido viene quindi investita sul sè. Il superamento

del narcisismo primario avviene sotto la pressione delle pulsioni sessuali che fin dall’inizio

esigono un oggetto, e i bisogni delle pulsioni dell’io, che non possono mai essere soddisfatti

autoeroticamente, e che disturbano questo stato. Per freud il narcisismo primario è uno stadio

dello sviluppo normale ed è una situazione in cui la libido si concentra sul sè, assumendolo

come proprio oggetto. L’Io rimane un serbatoio di libido, la quale può essere investita nelle

relazioni oggettuali (libido oggettuale), ma può anche essere reinvestita sul sè per tutto l’arco

della vita (libido narcisistica). Quindi questi due tipi di libido sono in perenne rapporto

omeostatico.

La scelta del proprio oggetto d’amore, con cui intaurare quindi una relazione oggettuale, può

essere di tipo narcisistico, quando scelgo un oggetto sulla base della somiglianza con sè

stessi, con l’ideale dell’io, con il porprio io, o “per appoggio”, la quale procede sulla base della

somiglianza con i primi agenti delle cure materne. La scelta narcisistica porta a scegliere un

oggetto non perchè lo si ama ma perchè ci si sente amati da lui, mentre quella per appoggio è

il prototipo della scelta oggettuale matura. Nell’innamoramento una parte della libido

narcisistica viene investita sull’oggetto.

Lo sviluppo dell’Io è possibile nel prendere le distanze dal narcisismo primario e questo

allontanamento si effettua per mezzo dello spostamento della libido su un ideale dell’Io, che è il

sostituto del narcisismo perduto dell’infanzia. L’io quindi si impoverisce di libido investendo

sull’oggetto e sull’ideale dell’io, ma torna ad arricchirsene se trova soddisfacimento

nell’oggetto e se raggiunge il suo ideale.

Freud chiama le psicosi “nevrosi narcisistiche”, in quanto vi vede una situazione dinamica in

cui la libido reinveste l’io, disinvestendo l’oggetto, oppure nel caso in cui, a causa di una

carenza narcisistica di base (basso amore x il sè dato da un cattivo rapporto con la madre) la

libido residua sia tutta rtirata nell’Io. Con narcisismo secondario si intende quindi la

situazione che designa alcuni stati di grave regressione al narcisismo primario, situazioni

osservabili nelle condizioni di malattia organica, psicosi, trauma, ipocondria -> ritiro

narcisistico.

Disturbo narcisistico: vi è un narcisismo normale che si connota in aspirazioni e ideali maturi

non scissi dagli investimenti oggettuali, e un narcisismo invece patologico che coincide con un

abnorme e difensiva amplificazione del sè, e con relazioni oggettuali insufficienti o deteriorate,

derivate da originarie e spesso rifiutate ferite narcisistiche.

11. Lutto e Melanconia

L’affetto corrispondente alla melanconia è quello del lutto, cioè il rimpianto di qualcosa di

perduto. Così nella melanconia dovrebbe trattarsi di una perdita, e precisamente una perdita

nella vita pulsionale. La melanconia consiste nel lutto per la perdita della libido. Emerge l’idea

che sia importante indagare il rapporto tra aggressività e Super-Io nella genesi di questa

depressività che sembra, anche di fuori dalla patologia, uno dei prezzi pagati dall’uomo alla

civiltà.

Il lutto è uno stato naturale e normale conseguente alla perdita di una persona amata, o di

un’astrazione (patria, la libertà, un ideale). La perdita nel lutto è quindi qualcosa di cosciente.

Nella melanconia invece il malato soffre per qualcosa di perduto ma non è consapevole di tale

perdita.

Sia il lutto che la melanconia hanno questi fenomeni in comune:

• Un doloroso abbattimento

• Mancanza e ritiro dell’interesse del mondo esterno

• Inibizione dell’attività

• Perdita della capacità di amare

Il lutto si differenzia dalla melanconia in quanto vi è un lavoro del lutto, una sua

elaborazione: l’io attua un lungo e doloroso sforzo nell’effettuare il ritiro della libido dall’oggetto

perduto e quando il ritiro della libido è compiuto e la realtà della perdita è stata accettata, l’io

si ritrova in possesso di una quantità di libido che può essere investita in altri oggetti e il

processo del lutto termina. Differentemente dal lutto, solo nella malanconia vi è:

• Abbassamento della stima di sè fino alle autoaccuse

• Aspettativa e bisogno delirante di autopunizione

• Non si sa cosa si è perduto. Perdita interna ed inconscia


ACQUISTATO

3 volte

PAGINE

15

PESO

47.14 KB

AUTORE

d.biffi

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diagnosi Psicoanalitica in Età Adulta, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Lezioni sul Pensiero Freudiano e Sue Iniziali Diramazioni di Mangini. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la Vexata questio, la psicoanalisi, il modello conoscitivo della mente, le premesse storiche, culturali e scientifiche, Mesmer, il Rapporto Billy.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia clinica
SSD:
Università: Padova - Unipd
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher d.biffi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diagnosi psicoanalitica in età adulta e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Padova - Unipd o del prof Mangini Enrico.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diagnosi psicoanalitica in età adulta

Riassunto esame Diagnosi Psicoanalitica in Età Adulta, prof. Mangini, libro consigliato Lezioni sul Pensiero Post-freudiano
Appunto
Scale di base dell'MMPI-2
Dispensa
Valutazione del funzionamento sociale adattivo
Dispensa
Riassunto esame Psicologia della Sessualità, prof. Panzeri, libro consigliato Psicologia della Sessualità
Appunto