Il pensiero freudiano
Introduzione
Vexata questio: la psicoanalisi attuale ha ancora qualcosa in comune con la psicoanalisi originaria di Freud? C’è forse un contrasto con i suoi presupposti originari da un punto di vista epistemologico?
“Finché ci sarà uno psicoanalista al lavoro, per quanto possa utilizzare differenti modelli teorici ed avere simpatie per un autore piuttosto che per un altro, avrà sempre a che fare, nella relazione col paziente, con un affetto o un legame di identificazione che lo pone nella stessa stanza in cui 100 anni fa Freud lavorava” [Mangini]
La psicoanalisi non è uguale in tutto il mondo: ogni nazione è stata influenzata da un autore specifico, che ha rivisto il pensiero freudiano in base al contesto e alla storia della nazione in questione. La stessa psicoanalisi infatti ha inevitabilmente subito l’influenza della cultura locale e dell’ambiente in cui si è sviluppata, oltre ad essere determinata dagli eventi epocali del nostro secolo.
La psicoanalisi non è morta con Freud ma ha trovato terreno fertile negli USA. Purtroppo ancora oggi, soprattutto in Europa, i pregiudizi sulla psicoanalisi non sono del tutto sopiti, anzi, grazie alle neuroscienze e alla psicofarmacologia, la psicoanalisi è ancora attaccata con ferocia. Spesso viene accusata di pansessualismo, sebbene l’idea di sessualità trattata da Freud non intenda il piacere genitale o l’unione dei due sessi, quanto l’Eros del Simposio. Inoltre viene accusata di svilire le acquisizioni della civiltà, poiché l’arte, la religione e l’ordinamento sociale vengono fatte derivare da forze pulsionali sessuali (svilimento).
La psicoanalisi non è un corpus teorico chiuso, ma in continuo divenire. Il padre della psicoanalisi è ovviamente Freud, il quale compie un importante passaggio dove non viene più curato l’organo o la funzionalità malata, quanto la persona. Si ritorna all’idea di un’unione tra mente e corpo, in cui sono una cosa sola, che era stata abbandonata da Platone. La psicoanalisi si distacca nettamente quindi dalla medicina e dalla psichiatria. Sebbene la psicoanalisi sia nata con un intento terapeutico, Freud non riduce la sua area di competenza solo a questo: per Freud la psicoanalisi è soprattutto un modello conoscitivo della mente, modello che ha continuato a progredire anche dopo di lui.
IPA (Società Psicoanalitica Internazionale): “la psicoanalisi è un corpo di conoscenze sul funzionamento mentale, una disciplina scientifica che si è sviluppata dall’opera di S. Freud. Essa comprende un metodo d’indagine sul funzionamento mentale e dei disordini mentali, come pure un metodo di cura. Il trattamento psicoanalitico del paziente è lo strumento base, sia della ricerca sia della terapia.”
“Psicoanalisi è il nome: 1. Di un procedimento per l’indagine dei processi psichici cui altrimenti sarebbe pressoché impossibile accedere; 2. Di un metodo terapeutico per il trattamento dei disturbi nevrotici; 3. Di una serie di conoscenze psicologiche acquisite per questa via che gradualmente si assommano e convergono in una nuova disciplina scientifica” [Freud, Voci di Enciclopedia, 1922]
- Procedimento = aspetto metodologico, dove vengono usate le libere associazioni e l’attenzione libera fluttuante.
- L’aspetto terapeutico è secondario al metodo! La terapia infatti si articola in base al metodo.
- Questa è la parte più variabile; nel tempo si susseguiranno diverse conoscenze psicologiche che vanno poi a convergere su più modelli teorici.
Applicazioni della psicoanalisi: variazioni dalla tecnica psicoanalitica freudiana che sottolineano una differenza stabile e sostanziale dalla prima (psicoterapia degli psicotici, psicoterapia istituzionale e psicoanalisi infantile).
Paradigma freudiano [Cooper]
- Una dichiarazione di determinismo psichico: il comportamento umano è influenzato o determinato da potenti sentimenti o pensieri che si producono fuori dalla coscienza. Il modello motivazionale è fondato sul principio di piacere/dispiacere e il comportamento è interpretato come sforzo adattivo teso alle esperienze di piacere o a fuggire al dispiacere. Inoltre con determinismo si intende che il comportamento deriva da una serie di condotte che evolvono a partire dai primissimi eventi dell’infanzia -> esiste una libertà di volontà del soggetto?
- Un metodo di indagine basato sulla libera associazione e sull’attenzione ugualmente fluttuante, con il riconoscimento del ruolo centrale del transfert.
Premesse storiche, culturali e scientifiche
1775: nascita di una psicologia dinamica, data di passaggio dagli esorcismi di Gassner al magnetismo animale di Mesmer.
Gassner: guaritore molto popolare, applicava l’esorcismo alle malattie dell’anima, di fronte alle autorità ecclesiastiche. Faceva una distinzione tra malattie naturali di competenza medica e malattie dell’anima di competenza religiosa. Queste ultime sono oggi definite come nevrosi o malattie mentali mentre allora erano viste come possessioni demoniache di cui la terapia era chiaramente un esorcismo.
Mesmer (1734-1815): Medico figlio dell’illuminismo, precursore della psicoterapia dinamica moderna. Mesmer credeva nell’esistenza di un fluido che pervade il cosmo e i corpi. Nel 1773 inizia i suoi esperimenti sul magnetismo animale a Vienna, dove faceva assumere ai suoi pazienti dei liquidi ricchi di ferro, e posizionandoli in campi magnetici osservava che i loro sintomi sparivano per un paio d’ore. Inoltre i pazienti avvertivano un fluido misterioso simile ad una marea artificiale. Secondo Mesmer questo fluido segue il modello ciclico delle maree ed è qualcosa di fisico. La malattia era causata da una imperfetta circolazione o da una distribuzione disomogenea del fluido all’interno del corpo. Masmer oltre all’acqua magnetizzata usava anche il contatto: i toccamenti. In seguito a questi contatti, spesso anche visivi, i soggetti sperimentavano delle crisi di tipo compulsivo. Il rapporto di Mesmer con i suoi pazienti ricorda molto la relazione ipnotica o quella psicoanalitica di contatto affettivo. Per poter curare più pazienti contemporaneamente Mesmer utilizzò la baquet, una vasca in cui veniva accumulato il fluido magnetizzato, che a sua volta fluiva nel corpo dei pazienti intorno ad essa, oppure un albero magnetico, i quali inducevano nei pazienti degli stati di trance, detti anche crisi magnetiche, che portavano alla guarigione.
Rapporto Billy: l’inchiesta voluta da Luigi XVI volta a valutare, secondo il metodo sperimentale, l’efficacia o meno del mesmerismo, si concluse con questo rapporto. Nel rapporto Billy non venne messo tanto in discussione l’effetto terapeutico del magnetismo animale, quanto il fatto che i risultati ottenuti non derivavano da questo fluido magico, ma da effetti di suggestione causati dall’immaginazione dei pazienti. Questo rapporto portò Mesmer alla rovina.
Chastnet de Puysegur (1751-1825): allievo di Mesmer, riconosce l’immaginazione come punto chiave del magnetismo animale. Egli notò che alcune persone erano in grado di sperimentare situazioni di sonno vigile, simili al sonnambulismo, dove però il soggetto manteneva un minimo di contatto col mondo esterno, grazie al magnetizzatore, sebbene presentasse un’amnesia al termine della crisi. Questa condizione venne definita la crisi perfetta, e solo successivamente col termine ipnosi da Braid. Con Chastnet i magnetizzatori si divisero in fluidisti (sostenitori di Mesmer) e in animisti.
Ipnosi
- Abate Faria: induce lo stato di sonno vigile nei pazienti solo attraverso lo sguardo o la fissazione dello sguardo su un dato oggetto e sulla suggestione verbale, ordinando al paziente di dormire/svegliarsi.
- James Braid (1795-1860): non si parla più di magnetismo ma di ipnosi, dove questo stato di suggestione dipende da stimolazioni fisico-psichiche della retina (spiegazione neurofisiologica). Grazie a lui l’ipnosi viene accettata anche in ambito medico.
Ipnosi nella psicoanalisi
La medicina non era in grado di spiegare determinati fenomeni oscuri, come l’ipnosi e l’isteria. La nascita della psicoanalisi si inquadra proprio in questa crisi della ragione, la quale non era in grado di ricondurre questi disordini mentali al fattore organico. La psicoanalisi si occupa dunque degli scarti della ricerca scientifica (sogno, isteria, lapsus, sessualità infantile). L’isteria era una patologia nota da sempre ma chiamata con nomi differenti. Nell’800 si pensava che l’isteria derivasse dalla frustrazione femminile di desideri di tipo erotico.
- Liebeault: si trasferisce a Nancy dove inizia a curare i pazienti con la tecnica dell’ipnosi, convincendosi che era la suggestione la chiave della cura. Ideodinamismo: tendenza di un’idea a manifestarsi materialmente in forma di azioni. La malattia deriva da stati suggestivi inconsci, quindi la cura deve derivare da una controsuggestione (viene comunicata al paziente la negazione del sintomo).
- Bernheim (1840-1919): inizia a usare l’ipnosi a Nancy nei suoi esperimenti e fa derivare l’ipnotismo da una proprietà cerebrale di suggestionabilità. Scopre inoltre che le esperienze vissute durante l’ipnosi erano solo celate, non dimenticate del tutto! I pazienti erano in grado di recuperarle dalla memoria se interrogati.
Isteria & ipnosi
Charcot (1825-1893): neurologo e psichiatra a Salpetriere, studiava i convulsivi, pazienti con una patologia sia neurologica, come l’epilessia, sia isterica. Secondo Charcot l’isteria aveva una natura di tipo organico e ne individua i sintomi o stigmate: paralisi, astenia, iperestesia, contrattura, restringimento del campo visivo e dolore ovarico. L’isteria non è una patologia solo femminile. Inoltre l’ipnosi non è data da uno stato suggestivo, come affermava la scuola di Nancy, ma la stessa ipnosi è una forma di grande isteria. Infatti, secondo la scuola di Nancy, tutti gli uomini sono suggestionabili, mentre per Charcot solo gli isterici.
Charcot descrive l’attacco isterico in 4 periodi:
- Prodromi: malesseri vari (vomito, malinconia, eccitazione, allucinazioni visive, crampi, dolori).
- Periodo epilettoide: attacco epilettico di grande male.
- Periodo delle grandi convulsioni (clownismo): contorsioni di grande movimento, tipiche delle donne, simile alla possessione demoniaca.
- Periodo degli atteggiamenti passionali: allucinazioni, il paziente sembra immerso in una recita dove ci mostra il suo dramma.
- Periodo terminale: contratture dolorose, di 15 minuti, grida di dolore, terrore e collera.
Freud assiste Charcot nel 1885 e da lui impara la connessione tra psiche e soma nell’isteria e l’utilizzo dell’ipnosi.
Sigmund Freud
6 maggio 1856: nascita di Freud a Freiberg in Moravia, nell’impero austro-ungarico, 240 km da Vienna. Il padre, Jacob, era un commerciante di stoffe di origini ebree, ma non praticante. Si sposa tre volte: dal primo matrimonio ha due figli maschi, dal secondo nessuno. La terza moglie fu Amalia Nathanson da cui ebbe come primogenito Freud, poi 5 femmine e per ultimo un altro maschio (7 fratelli).
1859: Freud lascia Freiberg con la famiglia e si trasferisce per un anno a Lipsia e successivamente a Vienna. Freud, sebbene di educazione ortodossa e circonciso, non fu mai professante, pur conservando sempre un forte senso di appartenenza al popolo ebraico. Da piccolo si identifica con Annibale e Messena, eroi semiti. Freud rimase per tutta la vita orgogliosamente ateo in quanto pensava che la religione avesse importanza per sedare un forte senso di colpa per le spinte pulsionali erotiche e aggressive e perché pacificava l’uomo di fronte al problema della morte. Jacob viene sentito come un padre edipico (a due anni Freud si eccita vedendo la madre nuda). Egli è portatore della minaccia di castrazione e del problema dell’onanismo accompagnato dall’idea che la masturbazione provocasse deficit mentali.
1873: Freud si iscrive alla facoltà di medicina di Vienna, la quale però gli provoca numerose delusioni, tra cui la discriminazione razziale per la sua discendenza ebrea. Non accettava assolutamente l’idea di inferiorità. Dopo 5 anni non ha ancora superato tutti gli esami; a distrarlo dalla sua carriera accademica era l’interesse per la zoologia. Freud infatti si iscrive a medicina non tanto per la cura dei malati quanto per potersi dedicare alla ricerca scientifica in biologia. Comincia infatti a frequentare l’Istituto Zoologico di Vienna e l’Istituto di anatomia comparata, fino ad individuare le gonadi dell’anguilla, prima sconosciute (comincia a interessarsi del darwinismo).
1875: Freud comincia a seguire le lezioni su Aristotele.
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