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La personalità: Personaggi importanti nello studio della personalità in psicologia

  • Allport
  • Cattell (studioso eclettico, ha dato un grande contributo alla psicologia. Ha sviluppato molti test, si è occupato di analisi fattoriale, ha parlato di intelligenza fluida e cristallizzata, ha parlato di “psicolessicale” ossia le parole della personalità)
  • Eysenck (studioso dei tratti di personalità ed è stato tra i primi a studiare le basi neurali della personalità, è uno dei primi autori che ha ipotizzato che le differenze individuali nei tratti di personalità abbiano una radice biologica e che quindi ci siano delle diversità sottocorticali alle quali sono ascrivibili le differenze individuali di personalità)
  • Walter Mischel (insieme a Bandura è l’esponente del modello socialcognitivo)
  • Bandura

Nella psicologia della personalità c’è un grosso dibattito, non ancora pienamente risolto, sulle componenti core della personalità. La personalità di cosa è fatta?

Mischel definisce la personalità un insieme di tratti. Eysenck parla di super tratti. La personalità secondo questi autori è fatta di tratti e i tratti hanno un substrato di tipo biologico e forse anche di tipo genetico. Bandura, Mischel e altri di questo filone, parlano della personalità non come un insieme di tratti ma come un insieme di unità socialcognitive. I tratti nell’ipotesi di questi autori non sono aspetti psicologici con una sede nel nostro cervello ma sono fenotipi comportamentali stabili (modi stabili di comportarsi). Non esiste un tratto di estroversione, esiste un modo stabile di comportarsi che chiamiamo estroversione.

Lo psicologo non può modificare la personalità ma la può valutare. Se intendiamo invece la personalità come insieme di scopi, rappresentazioni, ecc… allora in questo senso è modificabile. Ci sono anche delle posizioni integrate.

Che cos’è la personalità?

Ci capita di usare la parola personalità per descrivere ad esempio il modo di relazionarsi di una persona (persona estroversa, persona timida, ecc…), oppure se ci dicono di una persona che non conosciamo che ha una grande personalità ci aspettiamo una persona carismatica, brillante, qualcuno che pensa fuori dagli schemi, intelligente, ha un buon aspetto relazionale, con grandi opinioni e non si lascia troppo influenzare dagli altri, ha una personalità evidente.

Ci è capitato di sentire parlare di personalità di un vino, di un ambiente, di marca: significa che ha qualcosa che lo distingue dagli altri. Quindi anche un oggetto può avere una personalità? Un vino può avere una personalità?

Esercitazione 1

  • Provate a descrivere con 5 parole la personalità di Silvio Berlusconi: trascinatore, buon oratore, disonesto, carismatico, istrionico
  • Provate a descrivere con 5 parole la personalità di Matteo Renzi: ambizioso, teatrale, trascinatore, egocentrico, carismatico
  • Provate a descrivere con 5 parole la personalità di Rosy Bindi: sicura, coinvolta, onesta, corretta, intelligente
  • Provate a descrivere con 5 parole la personalità di Vittorio Sgarbi: irascibile, impulsivo, colto, presuntuoso, narcisista
  • Provate a descrivere con 5 parole la personalità del nostro politico ideale: disponibile, onesto, appassionato
  • Provate a descrivere con 5 parole la personalità del tuo migliore amico: disponibile, sincero, leale, comprensivo, solare
  • Provate a descrivere con 5 parole la personalità tua: disponibile, leale, cordiale, meticolosa, ambiziosa

Che cos’è la personalità?

“Personalità” è una parola che usiamo spesso per parlare di noi stessi o di altri, per valutarci, ecc. Per cercare di definire cos’è la personalità abbiamo fatto un esercizio utilizzando 5 parole per descrivere la personalità di alcune persone.

Perché usiamo la parola “sincero” per descrivere il nostro amico e per noi no? Forse perché la “sincerità” è una caratteristica del mio migliore amico desiderabile per me, quindi è quello che io vedo dell’altro più che altre caratteristiche (es. intelligente).

Pensiamo a nostra madre e alla sua personalità: se non fosse nostra madre ci verrebbero in mente le stesse cose? Probabilmente ci sarebbero venute in mente altre cose.

Perché parlando di Berlusconi e Renzi abbiamo utilizzato tantissime parole che riguardano la loro dimensione morale e invece nel descrivere il nostro migliore amico non ci è venuto in mente di scrivere “onesto”? Forse perché in base al ruolo che ricoprono ci aspettiamo che abbiano più tratti di un certo tipo: per quanto riguarda i politici noi guardiamo molto la dimensione morale, che riteniamo importante per il ruolo di politico; mentre nel caso del migliore amico siamo più attenti a dimensioni che sono più importanti nell’amicizia (es. sincerità).

Da questo deriva che in base al piano relazionale in cui siamo esposti con una persona, vediamo caratteristiche di personalità di un certo tipo.

Il termine "personalità"

Da dove deriva la parola “personalità”? La parola personalità deriva dal termine “persona”, che nell’antico teatro romano erano le maschere molto caratterizzate che indossavano gli attori nelle rappresentazioni teatrali; cioè quando l’attore entrava in scena, il pubblico sapeva già qual era il personaggio che era entrato in scena (sapeva come si sarebbe comportato). La maschera anticipa il comportamento, cioè ci fa fare delle predizioni.

Descrizioni personalità (caratteri di Teofrasto)

Teofrasto (filosofo, 370 a.C) fa alcune descrizioni di personalità, che chiama “caratteri”. Le maschere romane sono dei caratteri, ovvero modi stabili di comportarsi, di sentire, di relazionarsi agli altri e fanno fortemente riferimento a una dimensione morale.

Molte parole che abbiamo utilizzato per descrivere i politici fanno riferimento a una dimensione morale. Osservando le parole che abbiamo usato nelle descrizioni quante fanno riferimento al carattere, quante al temperamento, quante alla personalità?

Per esempio aggressivo, irascibile, energico, fanno più riferimento al temperamento che alla personalità. Pensando al temperamento a che cosa pensiamo? Il temperamento è regolabile? Dipende: se una persona ha un temperamento acceso spesso non riesce a gestirsi.

C’è molta diatriba sulla letteratura su che cosa è personalità, cosa è temperamento, cosa è carattere. Da tutto ciò deduciamo che:

  • Possiamo valutare la personalità e dare giudizi di personalità anche di persone che non conosciamo direttamente (es. Berlusconi non lo conosco personalmente ma posso descrivere la sua personalità).
  • Anche rispetto a persone che non conosciamo direttamente ma che hanno un ruolo importante nella nostra vita (es. capo di governo) abbiamo delle forti aspettative, soprattutto in relazione a determinate azioni che questa persona deve fare nei nostri confronti.

Il fatto che sia tanto o poco estroverso ci interessa poco per un presidente del consiglio. La stessa cosa vale per il nostro migliore amico: il nostro migliore amico lo scegliamo e se un giorno non ci va più a genio possiamo cambiarlo; lo teniamo fino a che ha le caratteristiche che ci aspettiamo.

Per questo vogliamo che il nostro amico abbia determinate caratteristiche come la sincerità e ci aspettiamo da questo per esempio anche grandi caratteristiche di coraggio. Poi è ovvio che questa persona ha anche altre caratteristiche (es. intelligente, perseverante, precisa, volonterosa…). Un determinato ruolo elicita la messa in funzione di caratteristiche specifiche, che sono diverse dagli altri ruoli. Alcune delle nostre caratteristiche ci capita di scoprirle solo se la vita ci pone in situazioni che in qualche modo le chiamano in causa.

Abbiamo detto che si può parlare di personalità anche di un oggetto o di un ambiente. Anche in questo caso intendiamo un insieme di caratteristiche stabili e distintive di quella cosa lì, ovvero quell’insieme di caratteristiche che rendono quell’oggetto o quell’ambiente quello che è.

Si dice che quando si parla di personalità si parla un po’ di cose che ci rendono simili agli altri, un po’ di cose che ci rendono differenti dagli altri, un po’ di cose che ci rendono unici.

  • La personalità si esprime
  • La personalità si manifesta, soprattutto nelle interazioni con gli altri
  • La personalità è centrale nella percezione che abbiamo di noi stessi, è quel pezzettino che ci fa sentire noi stessi giorno dopo giorno unici rispetto agli altri.

La personalità

  • Insieme di caratteristiche/dimensioni psicologiche che contribuiscono al nostro senso di unicità, identità e continuità nel tempo.
  • Insieme delle caratteristiche/dimensioni psicologiche che ci differenziano dagli altri.

Il termine "personalità"

Il termine personalità è stato assimilato a termini come: carattere, persona, temperamento, individuo, ragione, psiche, essere umano.

Esempio descrizione:

“La mia amica è una persona molto ansiosa, sempre preoccupata che possa succedere qualcosa di brutto. Per evitare qualsiasi imprevisto cerca di programmare ogni cosa, fin nei minimi dettagli, in modo da avere tutto sotto controllo. Probabilmente la sua ansia è dovuta anche alla sua scarsa fiducia in se stessa e alla paura di non essere in grado di affrontare ciò che quotidianamente le accade. È sempre stata così, fin da quando andavamo insieme alle elementari”.

Che cosa ci dice questa descrizione? Che la persona in questione ha una personalità stabile. La personalità non è immutabile contrariamente a quello che pensano alcuni, ma i tratti di base di ciascuno di noi rimangono piuttosto stabili. La personalità determina il comportamento, determina quello che quotidianamente e stabilmente facciamo nelle diverse fasi temporali della nostra vita (stabilità temporale) e quello che facciamo nei diversi ambienti (stabilità situazionale).

Carattere – Temperamento – Personalità

Questi tre termini li tratteremo sempre in modo intrecciato, questo perché non c’è una posizione definitiva nello studio della personalità. Come tendenza generale, gli autori si sono in certa misura accordati nel far riferire le caratteristiche più legate agli aspetti ideologici e alla gestione delle emozioni e degli impulsi al temperamento. Il temperamento è quindi definito come insieme di caratteristiche innate, con le quali veniamo al mondo. Dal temperamento, in funzione di una serie continua di esperienze relazionali, si affinano le nostre competenze relazionali ed emerge la personalità. Quindi la personalità va a riferirsi a tutte quelle caratteristiche che riguardano la relazione con l’altro, ma che partono comunque da una base temperamentale.

Il fatto di avere un pool temperamentale di un certo tipo non determina per forza un carattere di un certo tipo: molto dipende anche dalle relazioni/caratteristiche ambientali. Il carattere per definizione degli autori fa riferimento a caratteristiche di tipo morale. L’aspetto che distingue il carattere dalla personalità è proprio il riferirsi a caratteristiche di tipo morale.

Il contributo di Teofrasto (370 A.C)

Fornisce una delle prime nozioni di carattere quale tratto dominante in cui risaltano componenti morali negative (es. bugiardo, avaro, adulatore).

Il contributo di Ippocrate (460 A.C)

Così come Teofrasto parla di carattere connotandolo fortemente sul piano morale, Ippocrate parla del temperamento facendo riferimento a delle caratteristiche stabili e distintive della persona che hanno un substrato biologico. Sangue, flemma, bile gialla e bile nera sono i quattro umori (liquidi organici) che determinano quattro temperamenti e varie predisposizioni alla malattia.

  • Bile nera prodotta dalla milza che genera malinconia
  • Bile gialla elaborata dal fegato crea secchezza e collera
  • Flemma originato dal cervello cagiona freddo e apatia
  • Sangue che sgorga dal cuore provoca caldo ed emotività

I quattro temperamenti di Ippocrate sono:

  • Melanconico
  • Sanguigno
  • Collerico
  • Flemmatico

Kant (1724)

I concetti di temperamento e di carattere sono stati ripresi anche da Kant. Anche lui parla di temperamento riferendosi a caratteristiche fisiologiche e carattere morale, che corrisponde a ciò che l’uomo è in grado di fare di se stesso.

  • Conoscere è elaborare, ordinare, costruire, dare forma secondo modalità proprie di ogni soggetto pensante (costruttivismo).
  • Distinzione tra temperamento, quale insieme di caratteristiche fisiologiche e carattere morale, che corrisponde a ciò che l’uomo è capace di fare di se stesso.

La psicologia delle facoltà

L’organologia di Gall e la frenologia di Spurzheim:

  • Secondo Gall (1758) il carattere è un’espressione della fisiologia cerebrale e il cervello è la sede da cui ha origine il temperamento e il comportamento dell’individuo.
  • Spurzheim (1776) opera una localizzazione cerebrale di 23 “facoltà” o poteri affettivi.

Carattere – Temperamento – Personalità

  • Carattere: dimensioni morali della condotta (bugiardo, avaro, adulatore)
  • Temperamento: aspetti formali della condotta (energico, sensibile, calmo)
  • Personalità: aspetti sociali della condotta (loquace, diligente, generoso)

Psicologia della personalità: Elementi di dibattito

Questi elementi di dibattito si riferiscono innanzitutto a quali sono le dimensioni della personalità, da che cosa è fatta la personalità.

  • Quali sono le dimensioni di personalità?
  • Strutture e processi di personalità

Ci sono modi diversi di intendere la personalità: alcuni parlano di tratti, alcuni parlano di dimensioni cognitivo-affettive. È diverso anche lo status ontologico che viene attribuito a queste diverse caratteristiche.

Personalità e comportamento

La personalità descrive, spiega e prevede il comportamento. Il principale elemento di dibattito che vede contrapposti gli studiosi dei tratti e gli studiosi social cognitivi riguarda la spiegazione.

Coscienziosità:

  • È un tratto.
  • Cosa significa essere coscienziosi? Essere coscienzioso vuol dire essere preciso, puntuale, affidabile, essere una persona che si impegna. Quando diciamo che una persona è coscienziosa ci riferiamo a queste cose qua.

I termini di personalità ci permettono di descrivere e di prevedere come una persona si comporterà. Esistono i tratti o i tratti non esistono ma esistono dei pattern comportamentali stabili, distintivi, chiaramente visibili e prevedibili che possiamo descrivere con una parola? Su questo non c’è accordo e si dividono i trattologi (esistono i tratti, sono universali, si manifestano sotto forma di differenze individuali e hanno delle radici biologiche) e i socialcognitivi (non esistono i tratti: la persona è coscienziosa non perché possiede coscienziosità ma perché ad esempio vuole ottenere/mantenere una posizione lavorativa).

Psicologia della personalità: Elementi di dibattito

Gli elementi di dibattito che animano la psicologia della personalità sono:

  1. Status ontologico dei tratti di personalità: posto che definiamo la personalità come un insieme di tratti, un insieme di caratteristiche stabili, qual è lo status di questi tratti? Questi tratti sono:
    • Entità che esistono, localizzate in aree del nostro cervello
    • Semplici, sintetici e molto efficaci modi per descrivere i nostri comportamenti individuali.
  2. La personalità (definita da alcuni immutabile) è davvero immutabile, è davvero stabile (sia temporalmente sia situazionalmente)? Su questo benché la personalità sia definita stabile, è emerso un dibattito. Il modello interazionista spiega il comportamento delle persone chiamando in causa i fattori individuali di personalità e i fattori situazionali. Il modello, che nasce dalla critica all’idea che la personalità sia qualcosa di non variabile, sostiene che la personalità subisca l’influenza dell’ambiente e quindi nello spiegare il comportamento bisogna chiamare per forza in causa sia aspetti di personalità sia aspetti situazionali. Quindi questi autori ipotizzano che anche sulla personalità l’ambiente abbia una certa influenza. Uno di questi autori è Walter Mischel, che nel 1968 scrive un testo molto critico rispetto alle teorie all’epoca più forti all’interno dello studio della personalità: teoria psicodinamica e teoria dei tratti. Mischel critica della teoria dei tratti l’idea che ci fosse stabilità dei tratti nel tempo e nelle diverse situazioni. Ogni volta che si parla di stabilità in psicologia bisogna tener conto il tipo di disegno che le ricerche utilizzano, ossia il “come” della ricerca, come ho raccolto i dati (ricerca sperimentale, ricerca correlazionale). Se io voglio studiare il cambiamento io devo avere un disegno di ricerca longitudinale. Se voglio sapere se il profilo personologico di un individuo è stabile nel tempo faccio un test utilizzando gli stessi strumenti anche dopo anni.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ali7877 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Motivazione, Emozione e Personalità e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Steca Patrizia.
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