Collezioni aziendali e musei aziendali
Non esiste industria di una certa importanza che non possegga una collezione che si riferisca alla sua storia. È bene operare una distinzione tra collezione e museo: per collezione aziendale s’intende un insieme di oggetti relativi all’attività di produzione di una o più aziende appartenenti a uno stesso settore merceologico, molto diverso dalla collezione d’arte appartenente al proprietario, che pur mantenendo ospitalità all’interno dell’azienda non rappresenta l’evoluzione della società.
La collezione aziendale conserva uno status di collezione privata, non è fruibile normalmente da persone estranee e gli oggetti non sempre sono ordinati e inventariati secondo un criterio scientifico. Essa può essere usata come supporto didattico ai corsi di formazione, viene conservata nelle sale di rappresentanza o in situazioni che sottolineano un’idea di rappresentatività. A volte la collezione diviene autonoma e può disporre di una sede adeguata con personale specializzato. Non è da confondere con l’archivio che per definizione raccoglie i documenti ufficiali.
Tipologie di collezioni aziendali
Le raccolte aziendali mettono insieme quegli oggetti più soggetti all’oblio. Esse possono privilegiare diversi aspetti:
- Funzionale: Collezioni di prodotti storicamente innovativi che si sono evoluti nel tempo.
- Estetico: Collezioni appartenenti a una stessa tipologia di oggetti prodotti dall’azienda, con un’attenzione particolare al design e allo stile.
- Storico: Collezioni in cui ai prodotti dell’azienda si affiancano tipologie simili, al fine di documentare il percorso storico e l’evoluzione dell’oggetto stesso.
- Complementare: Collezioni di oggetti attinenti alla produzione aziendale.
Museo aziendale
Il museo aziendale in confronto alla collezione non si caratterizza solo con l’esistenza di un percorso espositivo maggiormente definito. A identificarlo occorrono altri elementi:
- Il rapporto dichiarato con il pubblico.
- La definizione di obiettivi specifici (rappresentazione storica dell’azienda, promozione aziendale, trasmissione della cultura aziendale).
- Uno stanziamento adeguato alla copertura dei costi di gestione.
- Uno spazio fisico adatto all’esposizione.
- Personale qualificato.
- La definizione delle modalità di apertura al pubblico.
- L’organizzazione di attività comunicazionali e didattiche.
Il passaggio dalla collezione al museo aziendale richiede una ferma convinzione da parte delle strutture decisionali dell’azienda, affinché vengano prese una serie di decisioni strategiche, finanziarie, organizzative ed espositive. Una visione didattica è di fondamentale importanza per raggiungere gli obiettivi prefissati. Bisogna cercare di realizzare un museo in progress, un museo dinamico che sia continuamente costretto ad aggiornarsi al passo con l’evolversi delle attività aziendali.
Classificazioni e tipologie di museo
Una prima classificazione si può fare in base al soggetto giuridico titolare del museo o della collezione:
- Musei di proprietà di enti territoriali, fondati da un’azienda e poi ceduti all’Ente Pubblico o creati dallo stesso ente per testimoniare un’attività presente in una data zona.
- Musei aziendali di imprese pubbliche.
- Musei aziendali privati che possono essere gestiti da una sola azienda (monoaziendali) o da molte (pluri-aziendali).
Un’ulteriore distinzione si può fare in base all’oggetto della collezione aziendale, tenendo conto della tipologia del bene prodotto:
- Beni di largo consumo
- Beni semidurevoli
- Beni durevoli
- Beni strumentali
- Servizi
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