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per quanto riguarda il suolo, il clima e la vegetazione. Grazie a questa regionalizzazione sono stati

individuati dei

BIOMI: complesso degli ecosistemi di una particolare area geografica del pianeta, definiti in base

al tipo di vegetazione dominante. La conformazione dei biomi terrestri dipende dal clima, dalla

latitudine, dall’altitudine, dai ritmi stagionali, dall’abbondanza delle precipitazioni e dalla

temperatura. I biomi si possono raggruppare in tre grandi categorie:

FORESTA

FORESTA EQUATORIALE FORESTA MEDITERRANEA FORESTA BOREALE (Taiga)

Clima caldo con temperature non Detta anche foresta di sclerofille Formata da foreste di conifere,

elevate. C’è uno stretto nesso tra (piante con foglie coriacee). È ricoprono le regioni sub-artiche

temperatura e piovosità. 35 gradi composta da piante a portamento boreali dell’Eurasia e

diurni sono solitamente costanti arboreo che si sviluppano nelle dell’America. Latitudini:

ma la temperatura non è sempre migliori condizioni di temperatura caratterizzate da una

elevata. Quando lo diventa, e piovosità. È caratterizzata da temperatura che può arrivare a

diventano elevate anche le un regime termico mite in -40 gradi e + 25/30. La foresta è

precipitazioni e ciò crea un inverno. La distribuzione attuale caratterizzata dal PERMAFROST

ambiente umido che favorisce della foresta mediterranea ha del suolo ossia il suolo si gela e

l’attività biologica, ciò significa un’estensione diminuita rispetto ci mette un mese circa a

che i cicli vegetativi sono al passato, e ciò è dovuto a scongelarsi. Ciò crea acquitrini e

incessanti. Questa foresta ha tre processi di disboscamento a piccoli avvallamenti.

livelli: favore dei campi.

• LIVELLO

ERBACEO

• LIVELLO

ARBUSTEO

• LIVELLO

ARBORICOLO

(50 m) INTERMEDI

SAVANA PRATERIA MEDITTERANEA PRATERIA TEMPERATA

Prateria tropicale. Via via che ci Estati secche e inverni troppo Clima a quattro stagioni che

si sposta in latitudine il clima si freddi. Ciò ha creato un buon provoca la formazione di

differenzia in periodi. Il clima è ambiente per la seminatura che graminacee.

secco e le piovosità e veniva integrata con

precipitazioni si concentrano in l’allevamento e la pastorizia.

periodi (stagione delle piogge). Il Strato arbustivo da piante

suo utilizzo economico è stato aromatiche.

quello della pastorizia. Le

temperature elevate provocano

una evapotraspirazione del suolo

che tende ad inaridirsi. 9

STERILI

DESERTO TUNDRA POLI

Aree in cui la vita umana è semi- Più vicina al polo. Il suo limite

impossibile, sono usate come settentrionale sono i ghiacci

aree di passaggio per i popoli con mentre a sud si arresta nelle

un’economia pastorale. È un’area prime foreste della Taiga.

calda con scarse precipitazioni Caratterizzata dalla mancanza di

caratterizzate da escursioni specie arboree, poiché la crescita

termiche diurne e notturne. Ciò è degli alberi è ostacolata dalle

un fattore disgregante per il bassissime temperature e dalla

suolo, con la nascita di sabbie, breve stagione estiva.

ghiaie e rocce frantumate. Questi

suoli non consentono una

vegetazione naturale.

Generalmente i deserti si trovano

vicino ai tropici ma si possono

trovare anche nelle fasce

temperate e quindi risentono

della continentalità avendo un

clima freddo.

GEOGRAFIA DELLA POPOLAZIONE

FONTI:

• CENSIMENTI: rilevamenti di alcuni dati demografici. Sono strumenti di cui si dotano tutti gli

stati moderni in tempi relativamente recenti (dall’800 circa) per scopi fiscali o demografici. I

censimenti moderni si ripetono ogni 10 anni. Non tutti i paesi fanno censimenti, per alcuni

paesi abbiamo solo stime grossolane fatte da agenzie internazionali come l’ONU.

• FONTI STORICHE: con segnamenti della popolazione, registri parrocchiali con battesimi,

matrimoni e sepolture. Obbligatori dal consiglio di Trento del ‘500.

TASSI BASILARI:

• TASSO DI NATALITA’: rapporto tra il numero dei nati vivi in un anno e la popolazione

totale moltiplicata per mille.

• TASSO DI MORTALITA’: rapporto tra il numero dei morti in un anno e la popolazione totale

moltiplicata per mille.

• TASSO DI INCREMENTO NATURALE: rapporto tra la differenza di nati morti e la

popolazione totale per mille.

• TASSO MIGRATORIO NETTO: rapporto tra il saldo migratorio di un dato anno e il totale

della popolazione moltiplicato per mille.

• TASSO DI INCREMENTO TOTALE DELLA POPOLAZIONE: somma del tasso di

incremento naturale e il tasso migratorio netto.

I dati demografici si calcolano per mille perché si ha a che fare con un ingente numero della

popolazione. Se la base fosse piccola, si moltiplicherebbe per cento.

10

DINAMICA DELLA POPOLAZIONE: C’è una relazione tra popolazione e sviluppo economico che

ha un impatto sia sulla mortalità che sulla natalità. Il rapporto tra natalità e mortalità ha dato vita

alla teoria della transizione demografica elaborata individuando quattro tipologie diverse di

incremento naturale della popolazione. Queste quattro tipologie sono stadi in cui tutta la

popolazione mondiale è entrata. Ciò che cambia è quanto ogni paese è stato nella transizione.

• 1 STADIO: natalità e mortalità elevate. Incremento molto basso. Quasi più nessun

paese è in questo stadio, solo qualche etnia.

• 2 STADIO: natalità elevata, mortalità bassa. Sono i paesi in cui sono stati introdotti

presidi medico-sanitari che hanno abbassato il tasso di mortalità. PROBLEMA

DELL’ESPLOSIONE DEMOGRAFICA.

• 3 STADIO: abbassamento della natalità e della mortalità. Differenza minima tra

natalità e mortalità. Comprende i paesi in via di sviluppo, il terzo mondo e gli USA.

• 4 STADIO: mortalità bassa, natalità bassa con forti oscillazioni. Comprende paesi

con economia avanzata, prevale la famiglia nucleare con un solo figlio. C’è un

allungamento della vita dovuto a: buona e corretta alimentazione, migliori condizioni

sanitarie, migliori cure prenatali.

STRUTTURE DEMOGRAFICHE DELLA POPOLAZIONE

Distribuzione e densità della popolazione. C’è un ineguale distribuzione delle terre emerse, c’è

una maggior densità demografica nell’emisfero boreale piuttosto che nell’Australe. La

concentrazione più alta è intorno alla Cina, Giappone, India e Europa centro occidentale.

DENSITA’ DELLA POPOLAZIONE- rapporto tra la popolazione e la superficie occupata.

STRUTTURE DELLA POPOLAZIONE

Come si articola una data popolazione. Si distingue tra:

• STRUTTURE BIOLOGICHE: grafici attraverso cui viene presentata la struttura per

sesso e per età della popolazione. Il grafico è composto da:

X che rappresenta la popolazione totale

Y che rappresenta le classi di età in cui è divisa la popolazione.

Il grafico asserisce che un paese sottosviluppato ha una mortalità e una natalità

elevate, ma è elevata anche la mortalità infantile.

• STRUTTURA OCCUPAZIONALE DELLA POPOLAZIONE: come si articola o

distribuisce la popolazione del paese in vari settori dell’attività. I settori di occupazione

sono:

1. SETTORE PRIMARIO: attività che non comportano la trasformazione del

prodotto.

2. SETTORE SECONDARIO: attività che comportano la trasformazione del

prodotto.

3. SETTORE TERZIARIO: tutto ciò che non è ne primario ne secondario. È diviso

in: SERVIZI PER LE FAMIGLIE: attività che hanno a che fare con il

 consumatore finale(locali pubblici, infrastrutture..)

SERVIZI PER LA COLLETTIVITA’: assistenza sanitaria,trasporti…, segue la

 distribuzione della popolazione. Si tratta per lo più di servizi pubblici.

SERVIZI PER LE IMPRESE: indirizzati e rivolti a sostenere le attività

 produttive. Serve a sostenere il settore primario e secondario.

Oggi si parla anche di un settore QUATERNARIO o TERZIARIO AVANZATO che

comprende le attività che generano sviluppo o hanno alto contenuto decisionale e organizzativo.

11

FLUSSI MIGRATORI

Le migrazioni hanno lasciato culturalmente e geograficamente tracce importanti. Ci sono diverse

tipologie di flussi migratori classificabili per entità del flusso, moventi del flusso e durata del flusso.

Nella seconda metà del ‘500 l’Europa vive un periodo di grande mobilità, la popolazione si sposta

perché c’è una possibilità nuova di occupazione di terre. Inizialmente, nell’età pre-contemporanea,

i rapporti tra Occidente e Oriente erano di diffidenza e chiusura, con la scoperta del nuovo mondo

invece tutto cambia. Flussi di migrazione volontaria partono dall’Europa settentrionale e sud

occidentale per arrivare in America latina. A seconda della provenienza poi il suolo viene usato e

organizzato in modo diverso. Tra fine ‘800 e la prima guerra mondiale vi è una seconda ondata

migratoria diversa da quella precedente. Ora si parte da paesi più poveri che non hanno vissuto la

rivoluzione industriale per andare verso paesi più ricchi dove l’agricoltura si era sviluppata ed era

diventata commerciale. Inizialmente si assiste ad una fase in cui sono gli uomini a spostarsi,

successivamente sono interi nuclei famigliari a spostarsi. La conseguenza di ciò è la diminuzione

della natalità nella comunità di partenza e ciò fa si che non ci sia un miglioramento della zona che

tenderà ad impoverirsi sempre di più.

I flussi migratori al giorno d’oggi si incrociano su tutto il pianeta e sono dovuti alla povertà, alla

perturbazione e alle persecuzioni. Il diritto internazionale stabilisce un diritto particolare per i

rifugiati che fuggono per motivi etnici, politivi o religiosi- DIRITTO DI ASILO.

EFFETTI DELLE MIGRAZIONI: - SPOPOLAMENTO

DERURALIZZAZIONE

GEOGRAFIA DELL’AGRICOLTURA

ORIGINI DELL’AGRICOLTURA

Domesticazione delle piante grazie agli AGROSISTEMI il cui funzionamento ha bisogno di apporti

di materia ed energia. Il passaggio all’economia agricola è stato un passaggio fondamentale per

l’umanità per un fattore demografico e di localizzazione della popolazione che diventa sedentaria.

TESI SULL’ORIGINE DELL’AGRICOLTURA

TESI MONOCENTRICHE TESI

POLICENTRICHE

L’agricoltura nasce nel Neolitico in un La domesticazione di piante e animali è nata

Punto per poi svilupparsi. In più punti e si è diffusa successivamente. La

L’inizio della rivoluzione agricola si ha geografia culturale studia con molta cura

Nel IX secolo nella Mezza luna fertile questa tesi sostenendo che ci siano delle

tra Tigri e Eufrate in un periodo climatico condizioni fondamentali per far si che

fresco e umido che ha reso quell’area più l’agricoltura si sviluppi.

Ex

adatta all’agricoltura. . -VIVERE VICINO A CORSI D’ACQUA

- VIVERE IN UN AREA CON

ABBONDANTE SUSSISTENZA.

Inizialmente l’agricoltura è

sperimentale. Il suolo deve 12 Avere fin da subito un’alta biodiversità

in modo che l’uomo Possa individuare quali piante

addomesticare. Così in varie Zone del mondo si sono

addomesticate piante diverse.

All’inizio del ‘600 e metà del ‘700 si cominciano a diffondere patate e mais. Durante l’800 queste

colture sono molto utilizzate perché sfamano e costano poco.

SISTEMA AGRARIO

Possiamo individuare vari sistemi agrari:

• SISTEMI AGRARI PRIMITIVI: proprietà comune della terra. Si produceva per l’auto

consumo, senza un mercato. Queste popolazioni non controllano bene il sistema, non

hanno tecnologia solo il bastone scarificatore. Si usa la tecnica della Shifting coltivation

ossia si brucia la foresta per ottenere un campo e le ceneri servono al terreno come

nutrimento.

• SISTEMI AGRARI TRADIZIONALI: la terra è una parte in comune e una parte

individuale. Autoconsumo ma con la produzione di un surplus molto piccolo.

Caratterizzata da policoltura.

• SISTEMA AGRARIO DI MERCATO: esplicito orientamento al mercato, non si coltiva più

solo per l’autoconsumo della famiglia. L’ambiente si trasforma, servono strutture per il

trasporto e la conservazione di prodotti. C’è una socializzazione colturale, maggiore

tecnologia per aumentare la resa e diminuire la forza lavoro. Il sapere botanico si

sviluppa così come il consumo di carne. Ci sono tre agricolture di mercato:

1. AGRICOLTURE COMMERCIALI CONTADINE EUROPEE: i sistemi agricoli

producono ricchezza. Si passa dalla mezzadria all’affittanza. Tuttavia le

economie di mercato sono soggette a crisi congiunturali. Oggi queste agricolture

assumono forme diverse a seconda dei contesti, in Europa sono per esempio

tutte le agricolture commerciali.

2. AGRICOLTURE GRANDI SPAZI AMERICANI: agricolture capitalistiche dei

grandi spazi dell’America e del Canada caratterizzati da una variabilità

ecologica notevole.

3. AGRICOLTURE DI PIANTAGIONE DEL 3 MONDO: sistemi agricoli post-

coloniali. Consistevano nello sfruttamento da parte dei bianchi di particolari

colture. Oggi vi sono grandi aziende che sfruttano superfici elevate e tutto il loro

potenziale umano per massimizzare la resa.

CONSEGUENZE DEL SISTEMA AGRICOLO DI MERCATO

RIORGANIZZAZIONE AZIENDALE: le agricolture aziendali hanno bisogno di terreno

 ma la massimizzazione delle rese e dell’agricoltura di mercato non è più vincolata alla

superficie perché su una superficie ridotta si può produrre molto più di prima.

RIORGANIZZAZIONE TERRITORIALE

 13

RIORGANIZZAZIONE REGIONALE: vi è una suddivisione per distretti agricoli

 caratterizzati dalla prevalenza di un tipo di monocultura. Il prodotto acquista una

resistenza maggiore ma non conserva la biologicità.

MASSIMIZZAZIONE DEL PRODOTTO: si ottiene non solo con l’evoluzione tecnologica

 ma anche con la fertilizzazione con concimi chimici e antiparassitari.

• SISTEMA AGRICOLO COLLETTIVO la proprietà della terra è collettiva cosi come la

sua organizzazione. La produzione è pianificata in base all’economia nazionale.

Storicamente ha caratterizzato i paesi socialisti.

STRATEGIE DI CONSERVAZIONE DEL SUOLO E ORGANIZZAZIONE DEGLI SPAZI

AGRARI

Hanno avuto un ruolo importante nella conservazione del suolo l’introduzione di sistemi di

rotazione agraria e forme di integrazione con l’allevamento.

• SISTEMA DI AGRICOLTURA CON LA ROTAZIONE AGRARIA( MAGGESE): successione

in uno stesso campo di colture diverse per un certo numero di anni, seguiti da un anno di

riposo. I sistemi di questo tipo richiedono un continuo mantenimento per il concime.

Essendo esso prodotto dagli animali, che hanno bisogno di nutrimento, è difficile

mantenere un equilibrio tra la superficie coltivata e quella dedicata al pascolo, perché se

aumenta l’arativo ho bisogno di più concime ma diminuendo il pascolo non ce l’ho.

• OPEN FIELD SYSTEM: costituito da campi aperti stretti e lunghi, non recintati. Il campo è

diviso in tre: il campo 1 è a cereali, il campo 2 a segala e il 3 a maggese. Ogni anno si fa a

rotazione. È funzionale per il problema campo-pascolo perché al pascolo era dedicata la

parte esterna al campo, il campo a maggese, e i capi dopo il raccolto.

• SISTEMI MONOCULTURALI: viene praticata nelle agricolture tradizionali perché tipica

dello sfruttamento di una risorsa locale tradizionale.

• SISTEMA DI SGRICOLTURA INTENSIVO: alta intensità di lavoro e alto tasso di

allevamento. C’è un avvicendamento delle terre continuo, ossia la successione in uno

stesso campo di colture diverse, che aboliscono il maggese. Ciò fa si che ci sia un

miglioramento tecnico anche se in alcuni campo è necessaria una quantità di lavoro

altissima. Forte integrazione con l’agricoltura.

Nella regione alpina la terra è poca e la si sfrutta al massimo con la compresenza in una singola

parcella di più colture su tre livelli: ERBACEO, ARBUSTIVO e ARBOREO.

FONTI CHE SI UTILIZZANO IN GEOGRAFIA AGRARIA

• CATASTI: risalgono all’età moderna. Inventario di tutte le superfici e produzione

dell’agricoltura. Riporta per ogni zona agraria la superficie dedicata a ciascuna coltura, la

produzione media e altri dati utili a conoscere l’agricoltura della zona.

• CABREI: registri della proprietà fondiaria privata. Li realizza il privato. Viene utilizzata molto

la geometria per la rappresentazione in pianta. Nel 1521 viene fatto il primo cabreo

piemontese.

• DOCUMENTAZIONE ECONOMICA DELLE FAMIGLIE NOBILI NEGLI ARCHIVI.

14

GEOGRAFIA INDUSTRIALE

RIVOLUZIONI INDUSTRIALI:

1776 1° rivoluzione

 1880 2° rivoluzione

 ATTUALE 3° rivoluzione

Ogni fase ha la base di partenza nell’ordinamento precedente. Lo svilupparsi di un’agricoltura di

mercato è un fattore di sviluppo del surplus.

FATTORI DI SVILUPPO INDUSTRIALE

Disponibilità di capitali.

 Materie prime possedute per lo più dai paesi sottosviluppati.

 Infrastrutture e mezzi di trasporto

 Borghesia imprenditrice

 Risorsa di energia che viene utilizzata.

Quando si parla della localizzazione dell’industria si deve tenere conto di due fattori: il costo della

materia prima e il costo della manutenzione.

Nella prima rivoluzione industriale le industrie si localizzavano dove c’era il carbone. Lo sviluppo

dell’industria siderurgica provoca cambiamenti nell’uso dei materiali, il legno e le pietre vengono

soppiantati dal ferro e dall’acciaio.

Ci sono due tipologie di industrie: quelle in cui la materia prima perde peso nella lavorazione e

quelle in cui durante la lavorazione la materia prima acquista peso.

L’impresa pone dei vantaggi localizzati nella scelta di punti di agglomerazione dove alla fine lo

sviluppo genera sviluppo. Un eccesso di concentrazione di industrie provoca una congestione

spaziale, da ciò consegue una legge geografica secondo cui il valore del suolo decresce dal centro

alla periferia.

LEGGE ECONOMICA  quando un bene è raro il suo valore aumenta e quando la domanda

supera l’offerta, il costo del bene sale.

Più è forte la domanda di spazio geografico in una certa area, più cresce il valore del suolo rispetto

alle aree circostanti su cui vi è meno domanda.

VALORE DI SCALA DI VON THUNEN  lo spazio è iso-tropo, iso-morfo e non espandibile, vi è un

unico “mercato” localizzato al centro. Le diverse varietà colturali agricole ( più o meno intensive)

competono per una localizzazione il più possibile centrale, per minimizzare i costi di trasporto delle

merci presso il “mercato”. Nei cerchi concentrici più prossimi al centro si localizzeranno le colture

per le quali i profitti per unità di spazio sono maggiori.

CONDIZIONI NUOVE PER LA LOCALIZZAZIONE

ENERGIA: E’ una risorsa indispensabile per l’impresa, oggi si guarderà non più alla presenza

 della risorsa energetica quanto al costo di questa.

MANODOPERA: l’economia industriale moderna è caratterizzata da un alto livello tecnologico.

 Ciò fa si che ci sia un legame con la ricerca scientifica che le industrie sfruttano grazie alle

15

università. Inoltre la diversità di paese in paese del costo della manodopera diventa un fattore

discriminante per la localizzazione.

VINCOLI O INCENTIVI POLITICI: le industrie sono vincolate dalla legislazione che nei diversi

 paesi regola l’attività industriale.

Le forti economie hanno prodotto quindi forti concentrazioni industriali su un suolo e ciò ha

provocato delle diseconomie che rendono poco fluide la circolazione e i tempi di percorrenza.

Sono quindi partiti dei PROCESSI DI DEGLOMERAZIONE:

DECENTRAMENTO TERRITORIALE: un’impresa localizzata nel centro urbano si rilocalizza

 fuori dal centro urbano. Così facendo via via la città si dilata e ciò lascia dietro di se delle

tracce materiali notevoli, come edifici dismessi.

DECENTRAMENTO PRODUTTIVO: la produzione viene affidata ad imprese più piccole

 localizzate.

TERRITORIALIZZAZIONE PERIFERICA: sviluppo delle piccole e medie imprese più sensibili

 alla variazione della domanda di mercato che si vanno a formare in aree periferiche.

IL PETROLIO

La principale risorsa energetica utilizzata. I maggiori consumatori di petrolio sono gli Stati Uniti, la

Cina e il Giappone, esso viene trasportato attraverso oleodotti e petroliere e ci deve essere una

pluralità di fornitori per evitare la dipendenza da un solo paese soprattutto da quelli arabi. Questa

risorsa per la sua diversa distribuzione genera una forma di globalizzazione delle risorse e

costringe le economie nazionali a fare i conti con relazioni internazionali che modificano i territori.

Chi ha questa fonte di energia ha il controllo dell’economia.

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DETTAGLI
Esame: Geografia
Corso di laurea: Corso di laurea in beni culturali, archeologici e storico-artistici
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sefelicetusaraidirmelovorrai di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Sereno Paola.

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