Geografia diversa e preziosa
Isabel Allende (n. 1942)
Isabel sa descrivere un Paese con leggerezza e umorismo, cogliendo sempre nel segno. Si prenda come esempio il libro “Il mio piacere inventato”, per capire come la sua autrice sia stata capace di descrivere perfettamente un paese, soltanto attraverso la sua stessa vita e lo inventa attraverso i suoi ricordi. L'introduzione è autobiografica, poi comincia il suo racconto del Cile nel modo più classico e geografico, dalla morfologia e dei climi; lo fa a modo suo, ma in stile realistico. Oggi il paesaggio è diverso da quello che descrive lei ma se si ci si sposta di poco e si ricerca attentamente, si ritrova un po' del paesaggio descritto nei suoi libri.
Della Valle Centrale del Cile, invece, è difficile anche per lei offrire una sintesi, infatti trascura quel tratto di verdissimo Cile che si estende da Santiago a Puerto Montt. Poi racconta il grande Sud e infine si dedica all’Isola di Pasqua, il quale paesaggio non ha bisogno di essere inventato perché è di per sé stupefacente e lei ne racconta le vicende della popolazione locale, lo stato di abbandono del luogo, quando vi soggiornò e le attuali condizioni (si è perso molto del mistero che lo caratterizzava una volta). Parla anche dei costumi e della cultura dei Cileni. Il paesaggio che lei descrive è un paesaggio vero, vissuto nei ricordi e animato dalle sue fantasie e nei suoi racconti troviamo sia amore che rimpianto per un luogo troppo amato e troppo odiato. Lei rappresenta geograficamente i suoi paesaggi e lo fa anche in maniera umoristica, senza essere noiosa.
Kofi Annan (n. 1938)
È uno degli uomini politici più importanti dell’ultimo decennio e la sua collocazione nel gruppo dei geografi si spiega nell’esemplificazione delle diverse necessità di utilizzazione delle conoscenze geografiche. Kofi disse, durante il XCVII Convegno dei geografi, che molto spesso capita, anche all'ex segretario generale delle Nazioni Unite, di aver bisogno delle carte geografiche “Spesso i tutori della pace hanno bisogno di conoscere il territorio, e di individuare dove potrebbero essere state poste le mine”. In occasione di quel congresso, Kofi spiegò anche quali fossero i settori precisi nei quali possono operare i geografi: l'istruzione della gente, la creazione di capacità operativa nei Paesi in via di sviluppo, il miglioramento del sistema di informazione geografica e cartografica a tutti i livelli. La sua attenzione è andata anche all'insegnamento della geografia come strumento di pace.
Kofi Annan è nato in Ghana nel 1938, da un'importante famiglia. Il Ghana era ancora colonia britannica e ottenne l'indipendenza nel 1957. Ha avuto una formazione multiforme e parla perfettamente diverse lingue. La sua carriera professionale comincia alla direzione della Ghana Tourist Development Company nel 1974-76 e nel 1997 approda alla nomina di segretario generale delle Nazioni Unite (il primo politico dell’Africa Subsahariana a ricoprire questo ruolo). Kofi Annan e le Nazioni Unite, nel 2001, hanno ricevuto il premio Nobel per la pace. Accanto al lavoro di mediazione politica, l’impegno di Kofi Annan all’ONU per potenziare la conoscenza geografica del mondo, è stato rilevante in relazione anche a quelle regioni dove la miseria ha reso la vita umana più difficile. Vanno ricordate alcune realizzazioni da lui promosse:
- UNGIWG = (United Nations Geographic Information Working Group) rete di professionisti che lavora per l’ONU nel campo delle informazioni cartografiche e geografiche, finalizzate allo sviluppo sostenibile (ciò riguarda sia la cartografia tradizionale, che le nuove forme di informazione territoriale)
- UNEP.Net = portale delle Nazioni Unite che fornisce informazioni sulla situazione dell’ambiente sulla base di dati cartografici e statistici; si occupa anche di dati generali sulla fisica del nostro pianeta e presta anche particolare attenzione al problema sanitario
- Millennium Ecosystem Assessment = progetto delle Nazioni Unite che riguarda l’evoluzione a lungo termine della Terra
- Peacekeeping and peacebuilding = mantenimento e costruzione della pace. È un campo principalmente politico, ma i suoi aspetti geografici sono spesso rilevanti per esempio nella definizione di confini contestati o nell’utilizzazione di risorse comuni a più stati.
All'ONU e alle sue attività di ricerca geografica sono collegate varie altre importanti organizzazioni internazionali, che operano pure sul territorio a livello mondiale, es. l'UNESCO, la World Bank ecc. Annan ha anche fatto un passo ulteriore rispetto alla percezione dell’ambiente esterno, perché si è occupato anche dei costumi sociali della gente e delle loro culture. Secondo lui vi è il pericolo che la diversità culturale venga erosa dai processi di amalgama economico e sociale e ritiene che questo evento sarebbe un danno grave per l’umanità: bisogna tutelare questa diversità, ma approdare ad una maggiore consapevolezza della nostra eredità comune e dei nostri comuni valori e interessi.
Dalai Lama (n. 1935)
Ha sempre mostrato interesse per i temi dell’uomo e dell’ambiente. La sua attenzione è legata a una curiosità vivissima di conoscere e di capire i meccanismi dell’universo e quelli che regolano la vita sul nostro pianeta. Sin dall’infanzia era solito dilettarsi a giocare con diversi oggetti, ma in particolare alcuni lo hanno segnato, quali:
- I libri, i quali fecero nascere in lui molte curiosità riguardo al mondo moderno, diverso dal Tibet;
- Un telescopio, con il quale scoprì alcuni picchi montuosi sulla Luna;
- Un mappamondo, con cui scoprì che la Terra era sferica e non piatta come gli avevano sempre insegnato e che delle linee, i confini, dividevano i paesi tra di loro.
Questo suo innato desiderio di conoscere e di esplorare, di trovare risposte ai suoi quesiti dettati dalla curiosità, è il cuore della ricerca geografica. Un ruolo fondamentale nella sua iniziazione scientifica lo ha avuto l'austriaco Heinrich Harrer, il quale era giunto in Tibet da solo e a lui Dalai Lama rivolgeva un sacco di domande scientifiche, politiche e generali al quale lo straniero rispondeva basandosi su ciò che aveva appreso in Europa.
Una drammatica novità Dalai Lama la deve affrontare nel 1959, quando la Cina invase il suo territorio ed egli fu costretto, con la sua gente a fuggire in India, dove fondarono un governo tibetano; da questo momento iniziano i suoi innumerevoli viaggi nel mondo, per difendere la causa del suo popolo, costretto ad abbandonare la propria terra a causa dell’invasione nemica. In molti di questi viaggi si è trovato a dialogare con grandi autorità scientifiche, religiose e politiche:
- Riunioni offerte dall’associazione Mind and Life e tra i temi affrontati, quello della metodologia scientifica, sviluppo celebrale ed evoluzione umana ecc.
- Incontri in Italia con uomini di affari, durante il quale affronta il tema dello sviluppo economico e della modernizzazione.
I viaggi da lui compiuti, sicuramente, sono sempre stati veicolati dall’interesse per diversi aspetti (le scienze, gli ambienti umani) ma sono anche stati il mezzo per testimoniare al mondo la dottrina buddhista, portatrice di un messaggio di pace per tutti gli uomini. Il pensiero del Dalai Lama è così strutturato:
- Centrale è l’indicazione della retta visione, primo tratto dell’ottuplice sentiero, indicato dal Buddha per sconfiggere la sofferenza e raggiungere l’illuminazione, cioè la capacità di vedere le cose come sono e di trarne le necessarie conseguenze;
- Concetto fondamentale è quello di Compassione, che significa, secondo la traduzione inglese, partecipare alla sofferenza altrui o semplicemente riuscire a provare ciò che prova colui al quale stiamo dando la nostra attenzione
In lui c’è un'attenzione minuziosa verso la realtà tutta, ma soprattutto verso quella realtà che vede prevalere la povertà e la sofferenza. La sua visione ottimistica e positiva del mondo permette di pensare che esista la possibilità di affrontare ogni problema e vincere la sofferenza.
Martin Luther King (1929 - 1968) & Nelson Mandela (n. 1918)
Nella loro lunga lotta per il riconoscimento di pari dignità agli uomini di ogni colore, essi possono essere accomunati anche come una corretta rappresentazione della realtà. Le imprese da loro compiute in territori lontani, gli Stati Uniti d'America e la Repubblica del Sudafrica, hanno cancellato secoli di ingiusta distinzione tra pelle nera e bianca. La distinzione di alcuni caratteri somatici non toglie nulla alla unicità e alla uguale dignità di ogni componente della specie umana. Questa semplice e fondamentale verità rappresenta un valore geografico primario.
Martin Luther King era nato ad Atlanta, aveva studiato in un seminario teologico e in seguito all'università di Boston. Lo aveva appassionato la scelta della non violenza nella lotta politica condotta anni prima da Gandhi, in Sudafrica e poi in India. Si era convinto che la discriminazione costante a cui erano sottoposti i neri potesse essere sconfitta e eliminata (il suo motto era “I have a dream”). Per tredici lunghi anni, egli organizzò continue proteste non violente contro le leggi di segregazione. Finito in carcere più volte, ma la sua voce non si è mai spenta, se non con la fucilata che lo uccise nel 1968. Quattro anni prima gli era stato assegnato il premio Nobel per la pace. Lui voleva che a tutti i cittadini fossero garantiti:
- Vita
- Libertà
- Diritto alla ricerca della felicità
Si è battuto per questo nella sua vita e la cosa che sorprende maggiormente è che si è sempre battuto mantenendosi nella sfera della nonviolenza. In seguito a questi eventi, l’America è cambiata e possiamo dire che la morte di Martin Luther King non è stata vana!
Nelson Mandela, quasi negli stessi anni di Luther King, si batteva, dall’altra parte dell’Atlantico per l’apartheid, cioè consisteva nella separazione fisica tra bianchi e neri, ma anche nel disprezzo profondo e nella capacità di molti bianchi di non riconoscere la natura umana in chi aveva un colore di pelle diverso. Mandela ha condotto per decenni la sua gente nella battaglia per ridare dignità e libertà. Era nato in una famiglia privilegiata rispetto alle altre e aveva avuto la possibilità di studiare diritto, in seguito si era trasferito a Johannesburg e qui aveva maturato la sua vocazione di combattere per la libertà (vede il contrasto che c’è tra le condizioni di vita delle persone bianche e di quelle di colore), e aveva fondato la lega giovanile dell’African National Congress (ANC).
In seguito alla seconda guerra mondiale e alla preparazione della guerra fredda, in Sudafrica le misure contro le diverse etnie erano diventate sempre più pesanti, anche in risposta ai numerosi scioperi che si stavano verificando. Queste leggi prevedevano una separazione molto forte delle razze, cominciando da quella Indiana (si dice che i bianchi volessero che gli indiani se ne andassero del tutto). Quando nel 1955 l’ANC aveva ottenuto la Freedom Charter, la reazione del governo fu immediata, Mandela fu incarcerato e condannato all’ergastolo. Durante la sua prigionia la legislazione dell’apartheid si era fatta sempre più gravosa, con leggi che consentivano l'arresto senza processo e ovunque si gridava alla liberazione di Mandela, che nei processi si difendeva con delle arringhe che sarebbero poi diventate un manifesto di liberazione per tutta la sua gente.
I meriti principali di Mandela sono:
- Essere diventato un simbolo anche per tutti gli altri popoli oppressi da dittature
- Essere diventato presidente del Sudafrica ed essere sempre riuscito a riconciliare coloro che si erano sempre odiati
- Aver restituito la libertà ai neri
Pier Paolo Pasolini (1922-1975)
Il merito di Pasolini sta nell’essere stato in grado, in poche pagine (e in particolare si fa riferimento al libro "L’odore dell’India"), di rendere tanto fedelmente non solo una esperienza umana, ma anche un quadro geografico che interi libri di scienza non riescono a esprimere ed emergono molto chiaramente le immagini di questo Paese. Questo viaggio indiano Pasolini lo ha sicuramente sofferto, infatti prevalgono le parole di tristezza e di orrore (è stata una esperienza di fatica che lo ha portato a dover accettare ciò che vedeva) ma è stato anche l’occasione per la nascita di un amore profondo nei confronti dei bambini.
Pasolini non è soltanto un viaggiatore attento e sensibile, perché è anche un uomo curioso di tutto ciò che lo circonda, per lui sono soprattutto i reietti e gli emarginati quelli da incontrare, di cui raccontare nei propri libri, di cui parlare nei suoi film. Le chiavi di lettura del mondo per Pasolini risiedevano in diverse “discipline”:
- Poesia
- Cinema
- Letteratura
- Pittura
Lo si considera un geografo perché ha sempre avuto la voglia di esplorare il mondo, perché è stato capace di raccontarlo e descriverlo con realismo e passione; ha anche cercato di cambiarlo questo mondo, spinto da una violenza che nasceva dalla rabbia per i soprusi, per le emarginazioni (lui di tutti questi fenomeni ne ricercava le cause e sicuramente è per questo che è morto), e spinto anche da una perpetua ricerca della verità, desiderata ma anche difficile da raggiungere e, a volte, intollerabile. Per quanto riguarda la società in cui viveva, non riesce a integrarsi bene nell’atmosfera del boom economico degli anni ’60-’70 e in alcuni suoi scritti rimprovera l’intera società che lui non riesce ad accettare.
Akira Kurosawa (1910-1998)
Fu il più grande regista giapponese; ha attraversato l’intero secolo XX documentando il mondo nipponico durante la sua straordinaria evoluzione in quel periodo. I suoi film sono così ricchi di sapienza che in essi si ritrova appieno la realtà dell’arcipelago giapponese, ma anche l’umanità tutta, nella diversità dei suoi paesaggi. I suoi film possono essere divisi in tre grandi categorie:
- Il primo gruppo riguarda la ricostruzione del mondo giapponese antico, quelli degli shogun e dei samurai, con la ricomposizione degli ambienti di vita quotidiana e delle grandiose battaglie; in questo gruppo possiamo trovare alcuni grandi capolavori come Rashomon, drammaticità di un racconto in cui si intrecciano ricordi letterali e problematiche psicologiche legate al delitto di un samurai e alla violenza usata sulla sua sposa; I sette samurai, un villaggio sempre oggetto di rapine decide di chiedere aiuto a sette samurai per ribellarsi, il sacrificio dei sette riporterà infine la pace e la serenità; Kagemusha, il signore di una regione, in punto di morte, chiede che non venga resa nota la sua morte, ma che al suo posto compaia in pubblico un perfetto sosia, che però alla fine finisce per immedesimarsi al punto da abbracciare completamente quell’identità (tema dell’essere/apparire); Ran riprende il tema Shakespeariano di “Re Lear” e narra del caos generato dalla suddivisione di un regno tra i figli del re;
- Il secondo gruppo comprende film ambientati nella modernità, con particolare attenzione ai drammi della guerra e della criminalità; anche qui possiamo individuare dei film in particolare o Cane Randagio o Anatomia di un rapimento o Rapsodia in Agosto (qui troviamo il binomio vita/ricordo del dolore della bomba atomica);
- Il terzo gruppo infine è quello della vecchiaia, dell’esaltazione e della celebrazione di quest’ultima; i film più importanti che possiamo individuare in questa categoria sono Angelo ubriaco o Il trittico formato da Bassifondi, Barbarossa, Dodes’kaden, Dersu Uzala, il piccolo uomo delle grandi pianure, Madadayo (è l’ultima opera di Kurosawa).
Nella varietà delle sue opere si riconosce la forza della sua immaginazione poetica, ma anche la tradizione della sua provenienza da un’antica famiglia di samurai. La sua capacità narrativa e il suo gusto geografico per la rappresentazione della realtà nelle sue sfaccettature più diverse, rendono i suoi film realistici ma al tempo stesso personali, vissuti e sofferti.
Simone De Beauvoir (1908-1986)
Soltanto nei primi decenni dell’ultimo dopoguerra sono apparsi i primi saggi sulla peculiare geografia delle realtà femminili; il movimento femminista aveva trovato la sua espressione più forte nell’opera di Simone De Beauvoir, e in particolare in un suo libro chiamato “Il secondo sesso”, che descrive tutte le modalità mediante le quali gli uomini hanno esercitato ed esercitano il loro potere e dominio sulle donne (vengono esaminati dati biologici e psicologici dei due generi, le loro vicende, i miti e i pregiudizi che ci sono nelle più varie culture, per giungere infine a definire e rifiutare i tre tipi di donna prevalenti nella società occidentale: donna narcisista, donna innamorata e donna mistica; infine viene proclamata la possibilità di una strada verso la liberazione). Il libro è diviso in diverse parti, e in generale possiamo dire che i primi capitoli sono più descrittivi, mentre gli ultimi tre sono interpretativi e quello conclusivo è propositivo.
- Introduzione = il libro si apre con l’affermazione “Donna non si nasce ma si diventa” che racchiude l’idea fondamentale dell’autrice che alla pienezza della femminilità le donne giungono soltanto attraverso un loro forte impegno di indipendenza dal mondo maschile
- La prima parte del testo è dedicata a “I dati della biologia”, “Il punto di vista psicanalitico”
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Sunto di geografia culturale, prof. Careggio, libro consigliato il pianeta che verrà, Simonetta, Giorda
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Riassunto geografia culturale, prof. Careggio, libro consigliato Ti Piace La Geografia, Frémont
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Sunto principale per l'esame di Geografia Storica, Docente Puttilli/Rombai
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Sunto Antropologia culturale, docente Zola, libro consigliato Medici e stregoni, Nathan