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Appunti di Luisa Gasparini

8 atto di opting out

Esso non vale in Danimarca poiché si è esclusa tramite un protocollo, un

rispetto alla cooperazione giudiziaria in materia civile (ha adottato però il reg 44/2001). La Gran

Bretagna, invece, pur non essendo in UE, ha chiesto di aderire a questo genere di regolamenti,

atto di opting in

attraverso un .

Il campo di applicazione del regolamento 805/2004 è lo stesso del 44/2001, ma limitato ai crediti

non contestati, che siano liquidi (in denaro) ed esigibili (dev’essere un debito scaduto), non

sottoposti a condizioni. In particolare secondo l’articolo 3, il regolamento si applica a decisioni

giudiziarie, atti pubblici (il credito deve derivare da contratto con atto pubblico) e transazioni

3

giudiziarie , in questi casi:

quando il debitore ha riconosciuto il debito con dichiarazione o transazione approvata

 dal giudice o conclusa davanti al giudice (o davanti a un notaio, cioè risulta da atto

pubblico)

il debitore non deve aver mai contestato il suo debito nel corso di tutto il procedimento

 quando il debitore convenuto è rimasto contumace (cioè è chiamato in causa con

 4

notifica, ma non compare) .

La fase intermedia di exequatur è sostituita da una certificazione fatta dal giudice dello stato di

origine, in modo da costituire Titolo Esecutivo Europeo; egli deve certificare che quella decisione

sia esecutiva, attraverso la compilazione di un modello fac-simile allegato al regolamento.

 Note minime intorno alla istituzione di una

procedura europea d'ingiunzione di pagamento

1896/2006

(Montanari) Il regolamento

È il regolamento sul Processo Europeo di ingiunzione di pagamento (processo monitorio

europeo), il cui obiettivo è quello di recuperare i crediti e ridurne i costi. Ha delle novità rispetto

al regolamento 805/2004, poiché si limitava ad introdurre una certificazione da parte del giudice

3 È il contratto con il quale le parti, facendosi reciproche concessioni, pongono fine ad una lite già

incominciata o prevengono una lite che potrà sorgere tra di loro

4 Per alcuni ordinamenti la contumacia corrisponde alla ammissione del debitore, in Italia no.

Appunti di Luisa Gasparini

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sul rispetto dei requisiti del regolamento; il 1896/2006 invece, introduce delle regole processuali

5

uniformi per i membri . In Italia ad esempio si ha il procedimento con

Il procedimento monitorio varia da stato a stato.

decreto ingiuntivo, in base al quale ci si rivolge al presidente del tribunale del luogo, chiedendo

appunto il provvedimento ingiuntivo. Non ci sono attore e convenuto (in audita altera parte), ma

solamente si mostrano i documenti necessari, esaminati dal tribunale. Esso adotta il

provvedimento e lo fa notificare al debitore, che se vuole ha un termine per opporsi.

Con il regolamento comunque si vorrebbe introdurre un procedimento unico, uguale per tutti

ma non si è riusciti nell’intento. Il compromesso è stato un procedimento che disciplina le

controversie transfrontaliere (non quelle nazionali), definite tramite una nozione autonoma,

ovvero come quelle in cui almeno una delle parti abbia domicilio o residenza in uno stato

membro diverso da quello del giudice adito (a cui ci si è rivolti per chiedere l’ingiunzione).

La procedura è basata su moduli standard, allegati al regolamento, solamente da compilare, che

rappresentano la procedura introdotta. Si ha un modello iniziale per la domanda e vari modelli

per la varie fasi (provvedimento del giudice, notifica, … ).

La richiesta può avvenire anche in via telematica, in alcuni stati (in Italia no; ogni stato deve

indicare le modalità); a volte, oltre all’invio telematico, il modulo stesso è esaminato in via

telematica (una macchina la posto del giudice, un giudice telematico, poiché il modulo è

appositamente complicato tramite il sistema a caselle). In seguito quindi il provvedimento sarà

emesso in via telematica, senza necessaria firma digitale, e notificato al debitore.

Nella procedura europea non è, inoltre, necessaria la presenza di un avvocato (per la procedura

italiana invece serve). Non servono altre prove, se non la fattura e alcuni documenti, non da

descrivere o da allegare, ma dei quali citare la presenza apponendo una “x” nella casella

corrispondente del modello.

Il campo d’applicazione è lo stesso del 44/2001 ovvero crediti aventi ad oggetti somme relative al

settore civile e commerciale.

Dopo la compilazione del modulo e l’ottenimento del provvedimento da parte del giudice,

questo va notificato al debitore. Lui, ingiunto di pagare, può fare opposizione entro 3 giorni, da

presentare al giudice d’origine, con modello standard. Se il provvedimento non è opposto, esso

5 L’accordo non è stato facile poiché ogni stato è “geloso” del suo ordine processuale.

Appunti di Luisa Gasparini

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costituisce titolo esecutivo europeo. Se si oppone, invece, si apre una normale causa di

opposizione secondo le normali regole procedurali nazionali.

La competenza del giudice per l’emissione del provvedimento d’ingiunzione europeo si stabilisce

in conformità con le norme del diritto UE, con gli stessi criteri di giurisdizione del reg. 44/2001.

Saggio Daniele “La tutela dei creditori nel Reg. CE

1346/2000 sulle procedure di insolvenza”

Non esiste un unico concetto di insolvenza, dipende da Stato a Stato. assets

In passato le procedure di insolvenza avevano il fine della liquidazione delle attività ( )

delle società, di ciò che rimaneva della società. Verso la fine dell’800 si introdussero, in vari

stati, procedure diverse da quella del fallimento, che era la più comune; vengono in essere

procedure con finalità diverse, quelle del recupero dell’impresa sul mercato. In qualche

ordinamento (come in Italia) vengono introdotte per esempio le procedure di concordato

preventivo, ecc.

Le procedure di insolvenza quindi, al di là di quella più comune del fallimento, vanno

moltiplicandosi, soprattutto grazie agli accordi fra la società in crisi e i suoi creditori.

Vanno delineandosi anche le procedure d’insolvenza transfrontaliere, adatte per tutte

quelle imprese che presentino “elementi di estraneità”, cioè che abbiano sede all’estero, o

stabilimenti/clienti/creditori/fornitori all’estero ecc.

crisi delle imprese

La è un tema strettamente connesso allo Stato che lo disciplina, perché

importante per le loro economie, quindi è un settore del diritto dove lo Stato “non vuole

intromissioni”. Ci sono stati tentativi nel passato di accordarsi su tale fenomeno. ma non si

era mai arrivati a convenzioni internazionali in materia. Anche nell’ambito dell’UE si era

tentato di giungere ad una convenzione fra gli stati parte, ma non si era mai riusciti.

Appunti di Luisa Gasparini

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Dopo il trattato di Amsterdam, entrato in vigore nel 1999, la Comunità europea è divenuta più

competente nella materia della cooperazione giudiziaria in materia civile.

In conseguenza a ciò, le istituzioni della CE hanno iniziato ad adottare regolamenti nel

settore del diritto internazionale privato; questi regolamenti sono diventati parte

fondamentale del Diritto internazionale privato.

Fra questi, è stato adottato anche il regolamento 1346/2000, atto legislativo della comunità

europea, entrato in applicazione nel 2002.

Tale regolamento concerne le procedure d’insolvenza ed è obbligatorio in tutte le sue

norme, nonché direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri e, stando al principio

del primato del diritto dell’UE, esso supera la normativa nazionale.

Vi sono però degli Stati che, rispetto alla cooperazione giudiziaria in materia civile, possono

non entrare nella cooperazione, come la Danimarca, la quale per esempio non ha aderito a

questo regolamento esercitando il diritto di opting out. Regno Unito e Irlanda hanno

esercitato l’opting in, cioè sono entrati nella cooperazione.

Le procedure d’insolvenza del regolamento vengono chiamate anche procedure

concorsuali, in quanto ciascun creditore può concorrere alla liquidazione.

All’apertura del fallimento, ogni creditore può insinuarsi per vedere soddisfatti i propri diritti.

Ogni creditore che si fa avanti viene messo in una lista (stato passivo del fallimento) e le

somme ricavate dalla liquidazione vengono divise fra i creditori in forza del principio della

par condicio creditorum .

I creditori privilegiati sono i dipendenti, le imposte, i professionisti; si tratta dei creditori

chirografari.

Il regolamento 1346/2000 stabilisce criteri sulla base dei quali esso viene applicato: contiene

norme di giurisdizione internazionale (o competenza internazionale)

Appunti di Luisa Gasparini

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Il regolamento contiene norme che disciplina ciascuno di questi fenomeni:

1) Norme sulla competenza internazionale dei giudici dello spazio dell’UE.

Se una società ha la sede statutaria a Brescia, ma produce in Romania, davanti a quali

giudice si deve andare?

quella italiana o quella rumena?

2) La legge applicabile;

3) Riconoscimento di una sentenza straniera.

Se il tribunale rumeno pronuncerà la sentenza che dichiarerà il fallimento, quale effetto

ha questa sentenza negli altri stati dell’UE?

Il principio dell’UE è quello delle libera circolazione delle sentenze, e automaticamente

le sentenze sono riconosciute negli altri stati, sulla base del principio di reciproca fiducia.

4) Problema dell’esecuzione della sentenza straniera:

Quando quindi nell’ambito della procedura rumena viene nominato un curatore, che per

esempio sa che la società ha un conto corrente in Italia, può chiedere alla Banca italiana

portando la sentenza la liquidazione di un conto corrente o far vendere un immobile

italiano di proprietà della banca?

Il regolamento contiene : considerando

 Parte preliminare, costituita da 33 motivazioni numerate [cosiddetti “ ”] che

hanno portato all’adozione di questo atto legislativo. Essi contengono anche delle chiavi

interpretative del contenuto degli articoli.

 Capitolo I, Disposizioni generali, la parte dispositiva e normativa del regolamento. Essa

contiene norme sulla competenza, sulla legge applicabile, ecc. riguardo alle procedure

concorsuali. [art. 1 – 15]

 Capitolo II, Riconoscimento delle procedure di insolvenza [art. 16 - 26 ]

 Capitolo III, Procedure secondarie di insolvenza [art. 27- 38]. Sono contenute delle norme

di coordinamento tra i curatori, dato che si prevede l’apertura di una procedura

d’insolvenza principale ma anche di altre, chiamate territoriali o secondarie, connesse

alla principale.

 Capitolo IV, Informazione dei creditori e insinuazione dei loro crediti [art. 39 – 42]

 Capitolo V, Disposizioni transitorie e finali [art. 43 – 47].

Appunti di Luisa Gasparini

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Articolo 1, paragrafo 1 Reg. 1346/2000

Il presente regolamento si applica alle procedure concorsuali fondate sull’insolvenza del

debitore che comportano lo spossessamento parziale o totale del debitore stesso e la

designazione di un curatore.

Perché il regolamento sia applicato, devono concorrere alcune condizioni, ovvero:

 Insolvenza del debitore: il regolamento non ne dà una nozione autonoma. Nel nostro

ordinamento significa che egli non riesce a far fronte alle proprie obbligazioni verso i

dipendenti, i creditori, le imposte, i tributi

 Spossessamento parziale o totale del debitore: il debitore quindi non deve più avere

alcuna attività, che deve essere tenuta dal curatore per soddisfare i creditori.

 Nomina del curatore, ovvero il soggetto a cui passano gli assets della società (le

attività); egli deve venderli e distribuire il ricavato tra i creditori.

 Concorso dei creditori. Tutti i creditori partecipano, in base al principio della par

condicio creditorum; sono comunque rispettati gli eventuali privilegi che gravano sui vari

crediti.

Articolo 2, Reg. 1346/2000

Ai fini del presente regolamento, s’intende per: […]

d) «Giudice», l’organo giudiziario o qualsiasi altra competente di uno Stato membro

legittimata ad aprire una procedura di insolvenza o a prendere decisioni nel corso di questa;

h) «Dipendenza», qualsiasi luogo di operazioni in cui il debitore esercita in maniera non

transitoria un’attività economica con mezzi umani e con beni. [ad esempio uno stabilimento

in Romania di una società italiana].

L’art. 2 fornisce nozioni autonome, dando il significato univoco di alcuni dei termini che

vengono utilizzati. Appunti di Luisa Gasparini

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Sono esaminati i tre settori tipici del diritto internazionale privato, ovvero:

Competenza internazionale [art. 3]

 Legge applicabile [art. 4]

 Riconoscimento ed esecuzione delle procedure [art. ].

Il regolamento prevede due forme di procedure di insolvenza, ovvero:

 principale. Si apre davanti alla sede statutaria

 territoriale, secondaria. Si apre davanti alla eventuale sede secondaria

Art.3 (Competenza Internazionale) Reg. 1346/2000

Si parla di giurisdizione: servono dei criteri per stabilire chi è il giudice competente.

I criteri più frequenti sono nazionalità, residenza, sede statutaria x le società, domicilio. Sono

detti criteri di competenza.

Il criterio usato per stabilire il tribunale in cui aprire la procedura è quello del centro degli

center di mind

interessi principali del debitore. È il criterio conosciuto come COMI (

[principali] interest ). fino a prova contraria Per dimostrare

Si presume che il COMI sia presso la sede statutaria, .

che il COMI non è nella sede statutaria si può dimostrare ad esempio che il centro

dell’amministrazione è in altro luogo, che i contratti sono conclusi in altro luogo, che i

rapporti con le banche si hanno con banche di altro luogo.

È il criterio per aprire la procedura di insolvenza principale.

Per aprire la procedura nella sede secondaria si usa il criterio della dipendenza. È la

procedura secondaria, perché si apre dopo quella principale. È chiamata anche territoriale

perchè viene aperta in territorio diverso dalla principale però può essere aperta anche prima

(se è aperta dopo è secondaria, altrimenti solamente territoriale).

Il motivo è che in questo caso la procedura dovrebbe essere più efficace, i dipendenti sono

probabilmente più tutelati e i creditori locali sono facilitati.

Appunti di Luisa Gasparini

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Serve un coordinamento tra i curatori delle varie procedure: è la debolezza principale di

questo regolamento, poiché le norme sono poche.

Art. 4 (Legge applicabile) Reg. 1346/2000

È indicato il criterio generale, il criterio della lex concurus, ovvero la legge dello stato dove

stato di apertura

si è aperta la procedura, detto . La legge dello Stato di apertura determina le

condizioni di apertura, lo svolgimento e la chiusura della procedura di insolvenza. È un iter.

Ci sono anche dei criteri speciali, ad esempio per i contratti di lavoro, contratti relativi a

immobili ecc (negli articoli successivi).

Capitolo II - Riconoscimento della procedura di insolvenza

Art. 16, paragrafo 1 (Principio) Reg. 1346/2000

La decisione di apertura della procedura di insolvenza da parte di un giudice di uno Stato

membro, competente in virtù dell’articolo 3, è riconosciuta in tutti gli altri Stati membri non

appena essa produce effetto nello Stato in cui la procedura è aperta. Tale disposizione si

applica anche quando il debitore, per la sua qualità, non può essere assoggettato a una

procedura di insolvenza negli altri Stati membri.

Disciplina il riconoscimento della procedura di insolvenza. La decisione di apertura della

procedura, adottata dal giudice di uno stato membro, è riconosciuta automaticamente in

tutti gli altri stati membri. Produce gli effetti in Italia e in contemporanea in tutti gli Stati

membri UE (riconoscimento automatico). Con l’opting out in Danimarca non ha effetto.

Invece Gran Bretagna e Irlanda hanno fatto l’opting in, quindi vale anche per loro.

Art. 32 (Esercizio dei diritti dei creditori) Reg. 1356/200


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luisa18

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Brescia - Unibs
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luisa18 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto internazionale privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Brescia - Unibs o del prof De Cesari Patrizia.

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