Sunto di Criminologia, docente Cornelli, libro consigliato
COSMOLOGIE VIOLENTE A C , L N
DOLFO ERETTI ORENZO ATALI
SOGGETTI DELLA VIOLENZA
PRIMO VERTICE DEL TRIANGOLO RIVOLTO VERSO IL BASSO . QUARTA RICOGNIZIONE.
MORALITA’, VIRTU’ E COMPORTAMENTO VIOLENTO – JONATHAN HAIDT
Jonathan Haidt – Dove nascono le convinzioni e le motivazioni morali?
La sua ipotesi è che le convinzioni e le motivazioni in campo morale derivano da un ridotto numero di veloci
e automatiche “intuizioni” che ingenerano ragionamenti lenti e coscienti e che supportano e vincolano la
costruzione sociale di virtù e valori.
Jonathan HAIDT - MODELLO SOCIOINTUIZIONISTA ( Social Intuitionist Model) SIM
Si sviluppa dal pensiero di David Hume , il quale ritiene che le convinzioni morali provengono dai sentimenti.
L’individuo mette sempre in atto valutazioni immediate, giudizi repentini su ogni cosa che vede e ascolta in
base alle dimensioni del bene e del male. Piccoli lampi di piacere e disgusto rendono alcune opzioni
gradevoli o intollerabili.
Il modello si basa su questo presupposto : l’INTUIZIONE MORALE è definita come l’improvvisa
comparsa di un sentimento in termini di bene/male, piacere/dispiacere.
Il modello intuizionista prende il suo nome dall’ipotesi che il giudizio è il risultato di processi
automatici definiti LAMPI INTUITIVI che conducono alla formazione del GIUDIZIO MORALE .
Il MODELLO SOCIOINTUZIONISTA è composto da 6 PROCESSI PSICOLOGICI che descrivono le
relazioni tra un intuizione iniziale del bene rispetto al male.
1. GIUDIZIO MORALE – Lampi intuitivi portano alla sua formazione
2. RAGIONAMENTO MORALE – è un processo complesso e non automatico, avviene dopo la
formazione del giudizio morale
3. PERSUASIONE RAGIONATA – sostiene che gli uomini sono orientati ad agire nel rispetto delle
norme della società. Nelle persone c’è una combinazione tra risolutezza (affrontare questioni e
accordare le preferenze) e disponibilità ( ad essere persuasi da argomentazioni avanzate da altri)
4. PERSUASIONE SOCIALE – i nostri giudizi morali sono influenzati da ciò che gli altri reputano di noi
in quanto abbiamo un intenso bisogno di appartenere ed andare d’accordo.
MA.. le persone possono pensare individualmente attraverso pensieri LOGICO-DEDUTTIVI che non tengo
conto dell’intuizione iniziale.
5. GIUDIZIO RAGIONATO
6. RIFLESSIONE PRIVATA – Dialogo interiore senza un confronto interpersonale per valutare
qualcosa.
Role-taking : “assunzione di ruolo” . Chi si trova ad affrontare un problema e mettendosi nei panni degli altri
presenta INTUIZIONI IN CONTRASTO TRA LORO.
Il sim propone quindi di catturare l’interazione tra intuzione, giudizio e ragionamento della morale
tenendo conto dell’influenza che i vincoli sociali occupano in questi processi.
COME SI SVILUPPA LA MORALITA’SECONDO HAIDT?
Haidt, Koller, e Dias (1993) definiscono i fondamenti della morale che sono condivisi dalle culture:
1. DANNO-SOFFERENZA – ovvero la sensibilità o l’avversione per i segni di sofferenza e di dolore
subiti o inflitti dagli/agli altri.
2. RECIPROCITA’-ONESTA’ – ovvero le risposte emotive alle situazioni di reciprocazione o di mancata
riconoscenza
3. RISPOSTA ALLA GERARCHIA SOCIALE – la rabbia nei confronti di coloro che non mostrano segni
appropriati di deferenza e rispetto.
4. PUREZZA-PIETAS – attenzione per la pulizia e il disgusto nei confronti di situazioni concernenti il
cibo, sesso e cadaveri
5. SENSO DI APPARTENENZA-ESTRANEITA’ AD UN GRUPPO
I bambini non hanno una conoscenza morale innata, ma hanno una predisposizione ad acquisire certe forme
di conoscenza morale attraverso insegnamenti circa la sofferenza, la reciprocità, la gerarchia , il gruppo di
appartenenza e la purezza.
Haidt e Bjorklund definiscono la MODULARITA’ MASSIVA DELLA MENTE. I sostenitori della modularità
massiva ipotizzano che le capacità cognitive siano determinate da centinaia di meccanismi modulari che si
estendono bel al di la dei domini che concernono il rconoscimento di volti, la categorizzazione sociale. I
meccanismi modulari sono ISTINTI DA APPRENDERE il cui sviluppo è determinato dalle caratteristiche
geotipiche della nostra specie.
Secondo HAIDT ogni fondamento della morale può essere concepito come un modulo : i bambini
sviluppano la morale attraverso un processo di ESTERNALIZZAZIONE CONDIVISA. La moralità matura
nel bambino seguendo una precisa linea evolutiva. Per far sì che si configuri correttamente è necessaria una
GUIDA ESTERNA DI RIFERIMENTO (modelli di appartenenza – genitori). OGNI FONDAMENTO /MODULO
MATURA IN UN MOMENTO DIVERSO DELLA CRESCITA ( A 2 anni si prova compassione per la
sofferenza).
Haidt definisce inoltre le VIRTU come abilita’/competenze culturali ideali che il bambino sviluppa, ce aiutano
a navigare nel complesso mondo sociale
LO SVILUPPO MORALE PUO ESSERE COMPRESO COME UN PROCESSO IN CUI
L’ESTERNALIZZAZIONE DE 5 MODULI INNATI SI INCROCIA CON UN INSIEME DI VIRTU’ CHE SONO
SOCIALMENTE ISTITUITE E VARIANO DA CULTURA A CULTURA.
E per quanto riguarda la violenza? E’ possibile instaurare nei bambini il concetto per esempio
razzista sfruttando i moduli morale : può essere insegnato invocando il modulo della purezza e
innescando lampi di disgusto per la sporcizia di certi gruppi , e innescando lampi di risentimento per gli
aspetti minacciosi dell’altro gruppo.
SECONDO VERTICE DEL TRIANGOLO RIVOLTO VERSO IL BASSO . QUINTA
RICOGNIZIONE.NEUROSCIENZE, PATOLOGIE CEREBRALI, RAGIONAMENTO MORALE E
VIOLENZA – JAMES BLAIR
Una disfunzione della condotta e del giudizio morale può essere determinato da una compromissione di
aree cerebrali o da traumi del parto che conducono il soggetto a forme di aggressività, violenza, disturbi della
condotta e comportamenti deliquenziali. I pazienti con danni alle corteccia prefrontale (aree deputate a
prendere decisioni immediate, acquisire conoscenze sociali e morali) hanno più probabilità di altri di farsi del
male fisicamente, di rubare, mentire, trascurare i figli senza provare rimorso.
JAMES BLAIR
Definisce la PSICOPATIA come un disordine affettivo che implica una riduzione della capacità di
sviluppare forme di empatia, e come conseguenza, un deficit nell’abilità a formare ragionamenti
morali. LA PSICOPATIA E’ UN DISORDINE CHE CONCERNE LO SPETTRO EMOTIVO,
INTERPERSONALE E COMPORTAMENTALE.
Esistono due forme di aggressività principale:
-AGGRESSIVITA’ IMPULSIVA /PSICOPATICO IMPULSIVO – risposte aggressive non controllate, variazioni
brusche del tono dell’umore, incapacità di frenare e controllare le proprie reazioni
-AGGRESSIVITA’ PREMEDITATA/ PSICOPATICO ANAFFETTIVO E AMORALE – scarsa risposta
emozionale, atti aggressivi compiuti a sangue freddo.
Entrambe le forme di aggressività sono caratterizzate da superficialità, callosità, assenza di rimorsi e
disonestà.
LE INDAGINI SPERIMENTALI condotte negli ultimi decenni su soggetti psicopatici hanno evidenziato due
sistemi che operano nella costruzione del ragionamento morale :
-SISTEMA AFFETTIVO- danneggiato negli psicopatici e in alcuni pazienti che riportano danni frontali
- SISTEMA COGNITIVO – attivo selettivamente negli psicopatici
STUDI DI NEUROIMAGING hanno dimostrato che gli psicopatici esibiscono minore attività neurale
connesse alle EMOZIONI:
KEINT KEHIL e coll (2001) hanno messo a confronto “psicopatici delinquenti” con “psicopatici che non
avevano commesso reati” e gruppi di controllo rispetto ad un COMPITO DI MEMORIA AFFETTIVA che
consisteva nella presentazione di in una lista di parole con significato emozionale neutro o negativo.
GLI PSICOPATICI AUTORI DI REATO MOSTRANO UN DECREMENTO DELL’ATTIVAZIONE DI
AMIGDALA , IPPOCAMPO, STRIATO E CINGOLATO RISPETTO AGLI ALTRI DUE GRUPPI, NONCHE’
UN INCREMENTO DELL’ATTIVAZIONE DELLA CORTECCIA FRONTOTEMPORALE.
BLAIR e coll (2005) osservano che gli psicopatici diversamente dai pazienti che riportano danni frontali
sono propensi a forme di AGGRESSIVITA’ STRUMENTALE - finalizzata ad uno scopo come dominio
sulla vittima o ascesa in un gruppo (bullismo) e non a AGGRESSIVITA’ REATTIVA – soggetto è
attivato da un evento frustante che provoca rabbia.
Sostengono che la psicopatia è causata da un indebolimento di alcune forme specifiche di apprendimento
emozionale. GLI STIMOLI AMBIENTALI (provenienti dai genitori – vedi attaccamento) creato le reti neurali.
FATTORI AMBIENTALI possono interferire e comportare una disfunzione (abuso sessuale, attaccamento
insicuro).
GLI STUDI NEUROPSICOLOGICI TENDONO A SUPPORTARE UN ASSOCIAZIONE SIGNIFICATIVA TRA
DISFUNZIONE ESECUTIVA PREFRONTALE E INCREMENTO DEL COMPORTAMENTO ANTISOCIALE
E AGGRESSIVO.
RAGIONAMENTO MORALE degli psicopatici – Blair e coll. Analizzano i ragionamenti morali operati da
individui affetti da psicopatia.
KOHLBERG (1969) – Ha sviluppato il suo paradigma presentando ai partecipanti dei test con una serie di
stuazioni che contenevo dilemmi morali che chiedevano di essere risolti - non emergono risultati rilevanti.
TURIEL (1983) - ha strutturato un test di racconti per far emergere la distinzione tra
- TRASGRESSIONE MORALE – Comportano una violazione dei diritti e del benessere altrui (colpire
un individuo, violare i suoi diritti, il suo benessere)
- TRASGRESSIONE CONVENZIONALE - disordine sociale (parlare in classe, vestirsi con abiti
dell’altro sesso).
I risultati forniti da Turiel definiscono i bambini con tendenze psicopatiche e gli adulti affetti da tale
patologia, non in grado di distinguere due tipi di aggressione. I soggetti psicopatii sovlgono
ragionamenti morali più deboli di quelli di altre persone.
AGGRESSIVITA’ E FATTORI BIOLOGICI – EVOLUZIONISMO
Marco Marchetti definsce che l’aggressivita’ è determinata dall’evoluzione, è normale negli individui e
appartengono al nostro repertorio comportamentale. E’ un intermodulazione tra fattori GENETICO-
COMPORTAMENTALI-TEMPERAMENTALI. Critica gli approcci sociologici che ritengono e le caratteristiche
dell’evoluzione e i valori culturali trasmessi della società possono propendere il soggetto verso la violenza
(Giappone).
LA DIMENSIONE A-V (AGGRESSIVITA’- VIOLENZA)
In psichiatria e nella pratica clinica si affronta il problema della irritabilità, rabbia, ira, ostilita’, rancore,
risentimento fino alla violenza aperta ponendoli lungo un continuum – questa dimensione è stata chiamata
A-V Aggressivita’ e violenza – vede collocati ad un estremo i sentimenti di irritabilita’ , all’altro i
comportamenti violenti/distruttivi, intesi come manifestazione comportamentale di una dimensione
sottostante rabbia e aggressivita’ che emerge in mancanza di condizioni di controllo.
VIOLENZA E PATOLOGIE MENTALI
TROISI E MARCHETTI (1994) – CONDIZIONE PSICHIATRICHE E CRIMINALITA’. I pazienti psichiatrici
sono respnsabili solo di una piccola minoranza dei crimini commessi, e che solo alcune specifiche condizioni
psichiatriche (SCHIZOFRENIA, ABUSO DI SOSTANZE, DISTURBO ANTISOCIALE DI PERSONALITA’,
DISTURBO BORDELINE E DEMENZA) comportano un maggior rischio di comportamenti violenti.
MARKUU ERONEN, MATTHIAS ANGERMEYER, BEATE SCHULZE definiscono tre metodi per mettere in
relazione i disturbi psichici e i comportamenti violenti :
1) STUDIARE I TASSI DELLA VIOLENZA COMMESSA DAI SOFFERENTI PSICHICI IN CURA NEI
SERVIZI PSICHIATRICI (PAG 80)
2) STUDIARE I TASSI DELLA VIOLENZA COMMESSA DA COLORO CHE SONO RECLUSI NELLE
CARCERI
3) STUDIARE I TASSI DELLA VIOLENZA DI COLORO CHE NON ENTRANO IN CONTATTO CON
ISTITUZIONI SEGREGANTI (STUDI EPIDEMIOLOGICI DI COMUNITA’)
RIASSUMENDO gran parte della violenza osservate nelle persone mentalmente malate non avviene a
caso , ma è motivata e da mettere in relazione con dei sintomi psicotici. Se un individuo affetto da
disturbi mentali si sente minacciato e se i suoi meccanismi di controllo sono compromessi, allora la
violenza diviene la più probabile risposta comprensibile.
RICERCA ITALIANA – ROBERTO CATANESI , FELICE CARABELLESE E DOMENICO GUARINO (2007)
– studiano i comportamenti violenti in un campione di 1582 pazienti psichiatrici adulti nel periodo 1959-1999.
Le condotte violente sono state riscontrate nel 26,5%.
TERZO VERTICE DEL TRIANGOLO RIVOLTO VERSO IL BASSO . SESTA RICOGNIZIONE.
PSICOANALISI E VIOLENZA
John Bolwby 1994 – studia le personalità di giovani ragazzi autori di furti e internati in un istituto di cura
Londinese
; ricerca sulle patologie relazionate all’assenza di cure materne dovute alle separazioni avvenute nel primo
anno di vita e sui loro conseguenti sviluppi antisociali. Inadeguate esperienze di attacamento provocano
l’incapacità di formare uno stato di MENTALIZZAZIONE , intesa come la capacità di comprendere gli stati
interni della mente altrui.
FONAGY e coll (1995) DOVE FALLISCE LA MENTALIZZAZIONE PREVALE LA VIOLENZA. Secondo
Fonagy la presenza di una relazione di attacamento sicura – fornita da risposte accurate e sensibili dei
genitori ai suoi bisogni – stimolerebbe nel bambino una funzione autoriflessiva, ovvero la base della sua
capacità di pensiero e di autocontenimento, decisiva per superare le situazioni di pericolo e gli eventi
stressanti – ed evitare una organizzazione bordeline di personalità
MELANIE KLEIN – la criminalità non deriva da una de-privazione ambientale. L’aggressività e la
criminalità sono l’esito della fissazione del Super Io arcaico e primitivo, di conseguenze è un atto sferrato
contro un persecutore immaginario.
INTERAZIONISMO SIMBOLICO – MEAD & BLUMER
Il padre fondatore di questo movimento del pensiero è George Herbert Mead, che negli anni Venti del 1900
ha tenuto lezioni nel dipartimento di Filosofia dell’Università di Chicago. Non ha mai pubblicato libri.
Nel 1931, anno della morte di Mead, Herbert Blumer prosegue il suo corso universitario, pubblica libro e
conia il termine INTERAZIONISMO SIMBOLICO.
L’interazione tra individui può avvenire a livello non simbolico, laddove il partecipate risponde direttamente
allo stimolo o alla risposta dell’altro senza una riflessione; Nell’interazione simbolica , al contrario, il
partecipante interpreta lo stimolo, la reazione dell’altro, dopo averli identificati e può scegliere tra varie forme
di risposta (schema stimolo – interpretazione – risposta).
L’INTERAZIONISMO SIMBOLICO poggia su 3 premesse principali:
1. La prima è che gli essere umani agiscono verso le cose sulla base del significato che queste hanno
per loro.
2. La seconda premessa è che il loro significato è derivato dall’interazione sociale di ciascuno con i
suoi simili.
3. La terza è che questi significati sono trattati e modificati lungo un processo interpretativo usato dalla
persona nel rapporto con le cose che incontra.
Individuo e società sono entità non separabili.
Self : una CABINA DI REGIA che orienta le condotte individuali. Non è presente alla sua nascita ed è il
prodotto delle sue attività sociali – quindi è sempre soggetto a modificazioni e assestamenti.
La realtà in cui l’individuo opera è una realtà simbolica , ossia una realtà che lui stesso dota di senso
mediante la creazione e l’apprendimento di significati, nell’incessante divenire dell’interazione sociale.
L’individuo crea gli oggetti sociali e assegna loro dei significati, cosicchè essi divengono anche mete
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Riassunto dell'esame: "Criminologia prof. Ceretti, libro consigliato Cosmologie violente
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Criminologia - Appunti
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